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Economia pubblica B, riassunto

Appunti di economia pubblica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Ferretti dell’Università della Svizzera italiana - Usi, Facoltà di Scienze economiche, Corso di laurea in Scienze economiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia pubblica docente Prof. M. Filippini

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1.2.1.5.1 La perequazione finanziaria

Cominciamo con le seguenti tre considerazioni:

1. Il federalismo senza perequazione finanziaria può portare a dei forti squilibri regionali e sociali.

2. I moderni sistemi di perequazione sono basati sulla teoria degli incentivi economici.

3. La perequazione può essere impiegata quale strumento per promuovere le fusioni comunali

Lo scopo della legge sulla perequazione finanziaria intercomunale é

di garantire a tutti i comuni ticinesi le risorse finanziarie necessarie

per assicurare alla popolazione la giusta dotazione di servizi, come

pure di contenere le differenze tra i moltiplicatori d’ imposta.

La perequazione finanziaria é attuata per il tramite di:

• livellamento della potenzialità fiscale

• compensazione verticale

• aiuto agli investimenti

• contributo ricorrente per gli oneri legati alla localizzazione geografica

A seconda dell’utilizzazione dei trasferimenti questi possono essere suddivisi come da figura seguente.

Fondamentali formule distributive

Formula Particolarità

copertura del deficit, pochi

incentivi a minimizzare la spesa

pochi incentivi ad incrementare lo

sforzo fiscale

Incentivi a minimizzare la spesa e

ad incrementare lo sforzo fiscale

Variabili delle formule distributive A livello ticinese Il finanziamento avviene attraverso il prelievo

di una quota sulla differenza accertata (gettito pro-capite

C : ammontare del trasferimento o

i contributo a favore dell’ente i comunale meno gettito pro-capite medio cantonale)

moltiplicata per il numero degli abitanti e divisa per il

g : ammontare spesa dell’ente i

i coefficiente seguente:

g: ammontare spesa “desiderata” MP - 0,4 x [(MCM +15%) - MP]

t : aliquota locale

i in cui MP é il moltiplicatore politico e MCM il moltiplicatore comunale medio.

t: aliquota convenzionale fissata a Il moltiplicatore politico, quale parametro del coefficiente di

livello centrale ponderazione, può essere diminuito dal Consiglio di Stato nei

Y : reddito medio pro capite locale casi in cui il moltiplicatore d’ imposta é tenuto artificialmente

i alto.

P : popolazione dell’ente i-esimo

i

1.2.1.5.2 Possibili effetti dei trasferimenti intergovernativi – Analisi grafica neoclassica

Per analizzare i possibili effetti ci appoggiamo alla teoria neoclassica e facciamo dunque le seguenti

assunzioni:

1. Le preferenze dei residenti possono essere rappresentate tramite curve di indifferenza sociale stabili

2. La dimensione spaziale dei benefici coincide con quella del finanziamento

3. Il comportamento di altri enti locali non influenza il comportamento di quello che riceve i trasferimenti

4. Dittatore benevolente

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1.2.1.5.3 trasferimenti intergovernativi - Analisi grafica col modello dell’elettore

Possibili effetti dei

mediano

Il modello dell’elettore mediano presuppone che il governo locale agisca secondo le preferenze degli

elettori locali: in questo modo l’autorità locale cerca di massimizzare l’utilità dell’elettore mediano nello

stesso modo in cui l’individuo farebbe secondo la teoria neoclassica.

Elettore mediano: reddito disponibile per il consumo di un servizio pubblico Y e di tutti gli altri servizi

1

privati Y

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1.2.1.5.4 Possibili effetti dei trasferimenti intergovernativi – Effetto carta moschicida (Flypaper

effect)

Alcuni autori hanno cercato di dimostrare che i trasferimenti provocano un aumento della spesa locale

maggiore di quello che si otterrebbe riducendo le imposte dei residenti di un uguale ammontare (=

aumento reddito disponibile).

1.2.1.5.5 Possibili effetti dei trasferimenti intergovernativi – Il modello di Romer e Rosenthal

Il modello si basa su diverse assunzioni:

1. Il livello della spesa finanziata localmente é determinato da un referendum tra i cittadini dell’ente locale

2. Il livello di spesa da mettere a votazione é proposto da un’autorità locale

3. Se il livello di spesa proposto non viene accettato dal referendum, la spesa viene fissata ad un livello di

reversione esogeno

4. L’obiettivo dell’autorità locale é massimizzare la spesa dell’ente locale

5. L’autorità locale conosce le preferenze dei votanti

1.2.1.5.6 Caso di studio 1: Riforma del sistema di perequazione

Il vecchio sistema di perequazione era inefficace e conduceva a fallimenti nell’intervento dello Stato. Per

questo motivo è stata fatta una riforma. Le principali lacune del vecchio sistema erano:

Indice della capacità finanziaria

• calcolo attraverso una formula che considera principalmente le entrate e non i costi per l’offerta di servizi pubblici.

• 10 formule; poca trasparenza.

I sussidi a destinazione vincolata:

• letteratura economica mostra la presenza di falsi incentivi nell’utilizzo delle risorse → inefficienza.

• studio Filippini/Maggi (1991) riguardante i sussidi alle ferrovie regionali.

Nuova perequazione, un progetto che promuove:

un progetto che promuove l’equità territoriale

• un progetto che promuove l’efficienza nell’utilizzo delle risorse finanziarie

• un progetto che promuove lo sfruttamento delle economie di scala

• un progetto che promuove la diminuzione di esternalità positive

• … e:

• determinerà dei cambiamenti strutturali a livello di singoli cantoni (settori e regioni che ci perdono e settori e regioni

- che ci guadagnano)

conferisce maggiori responsabilità ai cantoni

- il successo di questa riforma dipenderà molto dalla capacità dei governi cantonali e dei ministri delle finanze di essere

- innovativi, efficaci e determinati

nuova concezione della politica regionale che punta su crescita e sviluppo.

• Problema: calcolo dell’indice delle risorse.

1.2.1.5.6.1 Indice delle risorse

L’indice delle risorse costituisce la base per la perequazione delle risorse.

Sostituisce l’indice della capacità finanziaria della vecchia perequazione finanziaria.

Rispecchia le risorse fiscalmente sfruttabili di un Cantone.

1.2.1.5.7 Caso di studio 2: spese regionali per la salute pubblica in Svizzera

• La decentralizzazione del settore della salute pubblica ha dato adito a differenze fra i vari cantoni in

termini di spesa pro-capite in salute pubblica

• In particolare si nota che:

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The value of the “median income” elasticity is higher than the grant elasticity. The level of the median income seems to

- stimulate more spending than the specific matching grant (this result is contrary to part of the empirical literature on

the flypaper-effect)

The price elasticity of the median tax share is (at least in the IV model) negative and significantly different from zero,

- whereas the marginal state share is not statistically significant.

In those cantons where direct democracy is stronger, health care expenditures are generally lower. A possible

- explanation is that in these cantons citizens’ preferences are taken more seriously and waste contained.

The coefficient of the share of the seats in the cantonal parliaments of the left-wing parties is positive and significantly

- different from zero at the 95% confidence level. This result confirms the hypothesis that left parties tend to support a

more redistributive state intervention in the health care sector

1.3 Analisi della politica di spesa

L’analisi della politica di spesa fatta in questo capitolo si articola nei

seguenti 5 temi:

1. Analisi della politica di spesa

2. Costi e benefici di un programma

3. Analisi settoriale 1: sanità

4. Analisi settoriale 2: sicurezza sociale e ridistribuzione reddito

5. Analisi settoriale 3: istruzione

1.3.1 Analisi della politica di spesa

L’analisi della spesa in 8 punti:

1. l’origine del programma

a. Esaminare i motivi dell’introduzione di un programma

b. Quali individui spinsero per la sua approvazione?

c. A quali bisogni si voleva far fronte?

d. Introdurre un programma non è la stessa cosa che rinnovare un programma!

2. le insufficienze del mercato che il programma intende correggere

a. Primo passo: capire se esista o meno un’insufficienza del mercato

i. Concorrenza imperfetta, beni pubblici, esternalità, mercati incompleti, informazione imperfetta

ii. Merit goods (istruzione)

iii. Merit bads (fumo)

iv. …

b. Fallimento del mercato → intervento dello Stato → possibilità di fallimento

dell’intervento dello Stato

3. le possibili alternative al programma (bisogno di identificare e valutare i

programmi alternativi)

a. I regolamenti d’applicazione di un programma, ad esempio la definizione precisa dei

criteri di eleggibilità, sono molto importanti nel determinarne il successo, l’impatto

distributivo e le conseguenze sull’efficienza di un programma

b. Difficile individuare esattamente i soggetti meritevoli di assistenza

i. Trade-off: negare assistenza a chi la meriterebbe e garantire a chi no

ii. Incentivi (assicurazione disoccupazione)

4. le conseguenze distributive

La scelta tra un certo numero di programmi d’intervento alternativi, dovrebbe

basarsi anche su un’analisi riguardante le conseguenze del programma sulla

distribuzione del reddito perché raramente un programma pubblico apporta lo

stesso beneficio a tutti gli individui ed è difficile accertare chi in realtà riceve il

beneficio di un programma. Importante è svolgere un’analisi dell’incidenza: nel

breve e lungo periodo; formale ed effettiva; su gruppi sociali; intertemporale

(sicurezza sociale, anziani/giovani);programmi progressivi o regressivi (università)

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5. le conseguenze sull’efficienza e sull’efficacia

la scelta tra un certo numero di programmi d’intervento alternativi dovrebbe basarsi su un’analisi riguardante le conseguenze

del programma sull’efficienza e sull’efficacia (corrispondenza tra programmi e obiettivi)

I seguenti esempi riguardano effetti di reddito, di sostituzione e inefficienza indotta (si rifanno quindi

al punto 4 e 5: conseguenze distributive, sull’efficienza e sull’efficacia) di un programma di spesa

relativo ai “buoni pasto” messo in atto tramite 3 politiche differenti:

buoni pasto

- la distribuzione gratuita di viveri ha un effetto di reddito ma non di sostituzione:

l’effetto complessivo è identico a quello che risulterebbe dalla distribuzione di un

supplemento di reddito (date queste curve d’indifferenza).

sussidio diretto in contanti

- lo Stato decide di pagare il 10% dei primi 100$ di generi alimentari acquistati. In

questo caso assistiamo ad un effetto di sostituzione dovuto ad una diminuzione del

prezzo di un bene. Le inefficienze con questo tipo di intervento sono di tipo

allocativo.

sconto sull’acquisto

- lo Stato decide di applicare il 10% di sconto sugli acquisti di generi alimentari. Anche in

questo caso assistiamo ad un effetto di sostituzione dovuto ad una diminuzione del

prezzo di un bene. Anche in questo caso le inefficienze che si creano sono di tipo

allocativo.

6. i trade-off tra equità ed efficienza

7. la valutazione del programma ed il processo politico (punti 7 e 8 riuniti in questo unico)

Sono numerosi gli individui e i gruppi, con obiettivi contrastanti, coinvolti nell’elaborazione e nell’adozione di un programma

d’intervento pubblico. Alla fine il programma che viene adottato è un compromesso tra le diverse posizioni che può quindi

risultare incoerente ed inefficace. È necessario comprendere i motivi per cui il programma ha assunto proprio quella forma ed

analizzare in che misura un programma ha subito l’influenza delle pressioni politiche e dei gruppi d’interesse.

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1.3.2 Analisi costi-benefici

I responsabili del settore pubblico sono chiamati a prendere delle decisioni su programmi o progetti

d’intervento. Per farlo essi usano i seguenti strumenti:

1. Analisi costi-benefici (risultato decisionale a favore dei piccoli progetti)

L’analisi costi-benefici si basa essenzialmente sul criterio

Kaldor/Hicks e fornisce al settore pubblico un insieme di

procedure sistematiche per decidere se intraprendere un

progetto o un programma e, nel caso si debba scegliere tra varie

alternative, quale progetto o programma intraprendere.

Questo tipo di analisi è pure fatta dal settore privato quando si

richiede di decidere fra diversi investimenti (solamente che

questo non considera mai i costi e i benefici sociali ma

unicamente quelli privati).

Chiaramente, rispetto ad un’analisi costi-benefici privata, quella

pubblica presenta una complessità superiore dovutamente al

fatto che è difficile determinare dei prezzi per certi beni (beni

pubblici ed esternalità che alterano il sistema dei prezzi).

Siccome i benefici e i costi di un programma o investimento

hanno luogo nel corso di un esteso periodo di tempo è necessario

valutare e confrontare benefici e costi riferiti a tempi diversi. Per

farlo si usano i seguenti 2 criteri:

a. Il valore attuale (risultato decisionale dipendente dal

tasso usato per l’attualizzazione)

Il tasso di interesse ha un forte peso nella decisione del

progetto. Con tassi bassi prevalgono progetti che danno più

benefici nel futuro; con tassi più alti prevalgono progetti a

maggiore beneficio immediato:

b. Il tasso di rendimento (fra il primo e questo, il pubblico

predilige questo perché è meno elastico alla dimensione

dell’investimento)

tasso di sconto che rende uguale a zero il valore attuale

del progetto. Con questo tasso, è ammissibile un

progetto quando il tasso di rendimento interno è

superiore al tasso di attualizzazione preso a riferimento:

dove

In condizioni di stanziamento di bilancio fisso (tipo caso che si presenta nel settore pubblico) questi due metodi

producono la stessa classifica dei progetti mentre che in condizioni di stanziamento non fisso (caso tipico di un’impresa

privata) i due criteri conducono ad una differente classifica dei progetti.

2. Analisi costi-efficacia (risultato decisionale dipendente dal tasso usato per l’attualizzazione)

c. Un ulteriore criterio che si può adottare nelle decisioni in investimento (oltre al valore attuale e al tasso di

rendimento) consiste nel dividere i benefici per i costi. Con questo criterio si dovrebbe realizzare il progetto che

presenta il rapporto positivo più elevato (sempre tenendo conto dell’attualizzazione)

3. Analisi multi-criteriale e analisi costo-efficacia

L’analisi costo-efficacia è interessante in situazioni dove è difficile stimare i benefici e consiste nell’assumere come dato

un obiettivo e nel chiedersi semplicemente quale sia il modo più efficiente per raggiungerlo. L’analisi multi-criteriale

consiste nella formulazione del giudizio di convenienza in funzione di più criteri di riferimento, esaminati in maniera

autonoma o interattiva (analisi costi-benefici: tecnica di valutazione monocriteriale). In quest’analisi il processo

decisionale del policy maker considera quindi un vettore di più criteri, pesati secondo le priorità da questo dichiarate.

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La valutazione dei benefici e dei costi può avvenire utilizzando diversi metodi:

1. Valutazione con i prezzi di mercato

2. Valutazione con i prezzi ombra

3. Valutazione in assenza di prezzi

Occorre valutare:

a. le vite umane salvate

si possono individuare due metodi di valutazione della vita umana:

i. metodo costruttivo

viene stimata la somma totale che l’individuo avrebbe guadagnato se fosse rimasto in vita. Un problema è quello

di sovrastimare il valore non tenendo conto dei costi che la collettività avrebbe sostenuto per l’individuo, mentre

un aspetto negativo importante è che dopo il pensionamento la vita di una persona avrebbe un valore pari a zero.

ii. metodo della compensazione

calcola il valore della vita considerando l’ammontare supplementare di salario che gli individui sono disposti ad

accettare come compensazione per un aumento della probabilità di morte

b. il risparmio di tempo

secondo il modello neoclassico il salario di un individuo rappresenta, in modo approssimativo, una valutazione in

termini monetari del suo tempo (le persone aggiustano il loro tempo di lavoro fino a quando il salario netto che

traggono da un’ora in più di lavoro non eguaglia il valore che danno a un’ora di tempo).

Il problema è che:

i. la realtà limita le possibilità di scelta in termini di lavoro degli individui

ii. in generale il valore del tempo è sovrastimato

In alternativa al metodo neoclassico si possono analizzare i prezzi di mezzi di trasporto diversi che permettono di

raggiungere la stessa destinazione.

c. il miglioramento atmosferico eccetera

1.3.2.1 Considerazioni distributive

I benefici di un particolare progetto pubblico non sono distribuiti uniformemente tra la popolazione e il

criterio Kaldor/Hicks non prende in considerazione gli aspetti distributivi di un progetto (e questo è un

forte limite di questo criterio, quindi del criterio dell’analisi costi-benefici).

I responsabili del settore pubblico sono però interessati all’impatto dei programmi sulla distribuzione del

reddito, ma come tenere conto in modo sistematico di questi effetti, e in che modo quantificarli?

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1. Pesare i benefici in modo differenziato a seconda dei

gruppi sociali che li ricevono (definire i pesi secondo il

criterio dell’utilità marginale decrescente come si vede

nella figura)

2. Esaminare l’effetto del progetto su una qualche misura

di ineguaglianza della distribuzione del reddito

Questo metodo di procedere prende il nome di analisi costi-

benefici sociale ponderata.

1.4 Sicurezza sociale

1.4.1 Sicurezza sociale e povertà

I programmi pubblici nel settore della sicurezza sociale sono per lo più improntati alla riduzione delle

ineguaglianze estreme, in particolare a prevenire la povertà (la determinazione della soglia di povertà non è

facile compito) e a fornire una rete di sicurezza per coloro che sono poveri.

La categoria dei poveri include tendenzialmente coloro che non hanno un lavoro (persone troppo vecchie,

inabili, persone alla ricerca di un posto di lavoro in una fase di recessione economica, persone malate, …) e

coloro che hanno un salario basso (working poor).

Un’analisi della distribuzione del benessere economico deve cominciare con una misurazione accurata del

reddito (entrate totali di una persona o una famiglia durante un dato intervallo di tempo. Il reddito

comprende i salari del lavoro, il reddito da proprietà ed i trasferimenti pubblici) e della ricchezza (Il

patrimonio è costituito dal valore monetario al netto dei debiti).

1.4.1.1 La misurazione della distribuzione del reddito

1.4.1.2 distribuzione del reddito

Fattori che influenzano la

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1.4.1.3 Che cos’è la povertà? La definizione di soglia di povertà stabilita nelle direttive

della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale

(COSAS):

fabbisogno di base I + fabbisogno di base II + affitto + premi

dell’assicurazione malattia – detrazione contributi alle

assicurazioni sociali – imposte <

• 2200 per un’economia domestica di una persona

• 4600 per una coppia con 2 figli

I rischi sociali (vecchiaia, perdita della persona responsabile per il sostentamento, invalidità, malattia,

maternità, infortunio, disoccupazione) sono fattori determinanti per la povertà

1.4.1.4 Il fenomeno working poor

1.4.2 Evoluzione storica dello Stato sociale

La responsabilità di provvedere in qualche modo ai cittadini bisognosi é da sempre uno dei compiti degli

stati moderni. Bismarck in Germania, Gladstone in Gran Bretagna, seguiti da Franklin Roosvelt negli Stati

Uniti, introdussero una nuova concezione dell’intervento dello Stato a sostegno del benessere della

popolazione.

È definito Stato di benessere (stato sociale) quello Stato che modifica le forze del mercato per proteggere

gli individui contro contingenze particolari e per assicurare alla gente un tenore di vita minimo. I

provvedimenti più importanti dello Stato di benessere comprendono:

1. pensioni pubbliche

2. assicurazione contro la disoccupazione

3. assicurazione contro gli incidenti e le malattie

4. programmi alimentari e abitativi e gli assegni familiari

I modelli di riferimento per far fronte a questi rischi contingenti sono:

1. Modello universale ( )

protezione indipendente dal legame dei cittadini con un’attività produttiva retribuita

2. Modello occupazionale ( )

protezione solo per le persone coinvolte nell’attività economico-produttiva

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Il criterio per definire se uno stato si basa

su l’uno o l’altro modello è il bacino di

persone raggiunte o comunque coperte

da un modello piuttosto che da un altro

(questo perché molti paesi adottano l’uno

e l’altro in maniera diversa). Va inoltre

sottolineato che oltre a questi modelli, in

quasi tutti i paesi, esiste pure un sistema

complementare basato su

un’assicurazione privata. Lo schema a lato

riassume i modelli, le particolarità ed i

rischi coperti generalmente tramite lo

Stato sociale.

1.4.2.1 Nota terminologica:

Protezione sociale: insiemi di strumenti (non specificati) predisposti contro i rischi sociali in generale

Sicurezza sociale: strumento caratterizzato da un modello di tipo universale che si differenzia da altri

strumenti specifici come l’assicurazione sociale o l’assistenza (è’ poi possibile trovare

il termine di sicurezza sociale inteso come insieme degli strumenti di protezione

sociale)

Paternalismo: Ritenere giusta, da un punto di vista della società, l’esistenza di un sistema di

protezione sociale, legittima lo Stato a “costringere” ad assicurarsi quelle perso ne

che in libero mercato non l’avrebbero fatto, in modo da evitare che i costi

dell’imprevidenza ricadano su altre persone

1.4.2.2 Assicurazione privata e insufficienze del mercato

1.4.3 Assistenza e ridistribuzione

In tutti i paesi sono stati adottati degli strumenti di

aiuto peri poveri quali:

• Programmi di assistenza

• Programmi di ridistribuzione in natura (buoni per generi

alimentari, cure mediche gratuite con livelli soglia di

reddito,

• Programmi di ridistribuzione in denaro

In seguito analizziamo i seguenti strumenti:

1. Buoni per generi alimentari (benefici in natura)

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2. Reddito minimo garantito

3. Imposta negativa sul reddito

è pensata per essere un programma nazionale uniforme di sostegno dei redditi che mantiene però sufficienti

incentivi a lavorare. Con questo sistema i poveri ricevono un sostegno dei redditi dallo Stato ricevendo imposte

negative. Questo tipo di imposta andrebbe a sostituire tutto l’insieme degli altri programmi di sostegno del

reddito da parte dello Stato (è una rivoluzione).

Gli effetti di un’imposta negativa sul reddito sull’offerta di lavoro sono i seguenti:

4. Buono per anziani

Gli effetti economici dovuti all’intervento dello Stato nella cura di persone anziane sono riassunti nelle figure

seguenti:

1.4.4 Il sistema di protezione sociale svizzero: strumenti disponibili

1. assicurazioni sociali

offrono protezione in quattro settori. AVS, malattia ed infortunio, disoccupazione e assegni familiari ed infine indennità per

perdita di guadagno.

2. aiuto sociale

risponde al principio del bisogno e non della contribuzione. Per le persone in grave difficoltà si garantisce un minimo

esistenziale

3. aiuti minori

interventi puntuali ad opera dei cantoni o dei comuni o di altri enti assistenziali; in questo caso si tratta di interventi del

settore non-profit privato. [Molte volte questi interventi del settore non-profit sono finanziati dalle assicurazioni sociali, ad

esempio l’assicurazione invalidità]

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1.4.4.1 Sistemi pensionistici

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1.4.4.1.1 Valutazioni generali

Il sistema svizzero di protezione sociale è fondamentalmente di tipo assicurativo:

1. erogazione di redditi prevalentemente di sostituzione su base contributiva e non condizionale

2. istituzione federale maggiormente coinvolta

3. Il mercato delle assicurazioni private offre uno strumento non alternativo all’intervento pubblico,

ma piuttosto integrativo

4. Si tratta di un sistema complesso che dovrebbe essere semplificato

A completamento dei principali strumenti esistono delle forme di intervento più mirate a bisogni specifici e

queste assumono carattere assistenziale:

1. non basati sulla contribuzione ma sul bisogno (condizionali)

2. erogazione di redditi di complemento spesso su base discrezionale

3. della finanza decentrata (Cantoni e Comuni)

4. contributi finanziari da enti privati non-profit

1.5 Sanità

1.5.1 La crescita della spesa sanitaria in Svizzera

A partire dagli anni ‘90 il tasso di crescita della spesa sanitaria è

risultato più marcato rispetto quello del PIL a causa di:

• aumento del numero di prestazioni

• progresso tecnologico (innovazione di prodotto)

• miglioramento della qualità

• invecchiamento della popolazione

• effetto Baumol

Inoltre, la spesa sanitaria ha un peso importante da un punto di

vista economico (oltre il 10% del PIL).

1.5.1.1 Natura del servizio e composizione della spesa

1.5.2 Le ragioni del ruolo pubblico nel settore sanitario

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1.5.2.1 Assicurazione e sovra consumo (discorso valido solo per alcuni servizi sanitari)

1.5.2.2 Esternalità positive nella ricerca e prevenzione

In caso di esternalità positive, il beneficio sociale marginale supera il beneficio privato marginale; la

differenza costituisce il beneficio esterno marginale.

Senza l’intervento dello Stato l’attività di ricerca e di prevenzione sarebbe insufficiente.

Come può intervenire lo Stato?

Sovvenzione della ricerca

• Finanziamento dei programmi di

• prevenzione (salute pubblica)

Garantendo una legge sui brevetti.

1.5.3 I Sistemi sanitari dei paesi industrializzati

1.5.4 Tipologie dei sistemi sanitari

I modelli di sistemi sanitario possibili sono:

Il modello senza assicurazione e senza intervento dello Stato

• Il modello pubblico

• Il modello di assicurazione sociale

• Il modello di assicurazione privata

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1.5.5 Costi diretti ed indiretti e valutazione economica in sanità

1.5.5.1 economica in sanità

I problemi legati ad una valutazione

La valutazione economica è uno strumento d’analisi che:

1. collega i costi di una procedura, di un trattamento, di un programma sanitario ai risultati degli stessi

2. collega i costi ai benefici

3. rappresenta uno strumento di aiuto alle decisioni, alle individuazioni delle priorità

Il problema nel settore sanitario è che le scelte tra diverse modalità di intervento possono condurre a

risultati terapeutici diversi e che quindi la riduzione dei costi è una strada difficile da percorrere; inoltre il

medico sovente non prende le proprie decisioni facendo considerazioni di tipo economico ma preferisce

farlo in funzione della massimizzazione della salute dei propri pazienti.

Le maggiori difficoltà nel descrivere e analizzare il processo produttivo del settore sanitario si incontrano

nella misurazione dell’esito (outcome) e nel fatto che la valutazione economica è un complemento alla

valutazione clinica e non un suo surrogato. I problemi di misurazione dell’outcome sono riconducibili al

fatto che il cambiamento dello stato di salute è esprimibile con molteplici unità di misura:

1. valutazione monetaria dei benefici

2. numero di anni di vita guadagnati e morti evitate

3. riduzione della mortalità specifica

4. anni di vita guadagnati pesati per la qualità della medesima, cioè in termini di QALYs ( )

Quality Adjusted Life Years

In ogni caso, la valutazione dell’efficacia terapeutica da parte dei medici è e deve essere un importante

stadio preliminare nella determinazione dell’efficienza in senso lato.

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