Il metodo scientifico nell'analisi dei mercati agro-alimentari
Le società moderne sono in maggioranza delle economie miste, cioè dei sistemi economici capitalistici con un certo grado variabile per quantità e qualità di intervento pubblico. Allo scopo di applicare il metodo scientifico per analizzare i fenomeni economici è indispensabile esaminare il comportamento del consumatore rispetto a quello dei produttori in modo che si formi un prezzo. I fenomeni economici sono il risultato dell'azione congiunta di un grande numero di variabili, tendono a mutare nel tempo e nello spazio ed inoltre presentano una dimensione sociale che ne rende impossibile la loro riproduzione in laboratorio. Il solo modo per separare le relazioni di causa ed effetto tra le grandezze economiche consiste appunto nel costruire un modello, cioè una rappresentazione semplificata. L'economia non è una disciplina di tipo formale ma una scienza che si occupa di fenomeni concreti. Pertanto, alla fase di costruzione del modello teorico segue sempre una fase di verifica della capacità del modello di fornire delle previsioni corrette. In conclusione, l'applicazione del metodo scientifico genera una successione di fasi di produzione e di verifica dei modelli economici, in tal modo si selezionano i modelli migliori.
La teoria del consumatore
La teoria tradizionale della domanda si prefigge di individuare e studiare il comportamento del consumatore con particolare riferimento alle relazioni tra ciò che il consumatore desidera acquistare, ciò che il consumatore può acquistare e ciò che il consumatore acquisterà. Tale relazione dipende dal fatto che il consumatore non può acquistare tutto ciò che desidera ma solo alcuni beni disponibili, ossia quelli che si può permettere con il suo potere d'acquisto. A tal proposito bisogna distinguere il Reddito Monetario dal Reddito Reale.
Per il consumatore, il Reddito Monetario è rappresentato dal reddito percepito e di cui si può disporre, il Reddito Reale è rappresentato da ciò che può acquistare con tale reddito, dal suo potere d'acquisto, dove esso dipende sia dalla moneta detenuta che dai prezzi dei prodotti che intende acquistare. La teoria tradizionale della domanda pone delle condizioni dove i due redditi assumono particolare rilevanza:
- Che la domanda di mercato sia la somma delle domande dei consumatori individuali.
- Che il consumatore sia razionale, per cui dati il suo reddito ed i prezzi di mercato delle varie merci, il consumatore nelle sue decisioni di spesa cerca di conseguire il più elevato livello di soddisfazione o utilità possibile.
Il concetto di Utilità, per gli economisti, serve a indicare il grado di soddisfazione che gli individui traggono dal consumo di beni e servizi e si configura come l'attitudine di un bene a soddisfare un bisogno. Il presupposto che le persone cercano di allocare il reddito in modo da ottenere la massima soddisfazione, obiettivo indicato come la massimizzazione dell'utilità, ossia l'assioma della massimizzazione dell'utilità. Nella teoria tradizionale si assume che il consumatore abbia piena conoscenza di ogni possibile informazione che sia rilevante per la sua decisione, ciò significa che ha conoscenza completa del proprio reddito, di tutte le merci disponibili e dei loro prezzi.
Fra l'insoddisfazione del bisogno e la sua estinzione completa si riscontra una serie di gradi intermedi. Supponendo che un bene possa essere diviso in dosi, le prime dosi soddisfano i più alti gradi del bisogno e l'utilità del bene disponibile si rivela assai alta. Aggiungendo dosi del bene, però, l'utilità del bene disponibile va man mano diminuendo, fino ad estinguersi contemporaneamente all'estinzione del bisogno (Esempio: se il bene fosse l'acqua, la prima dose può salvare la vita a un assetato, le dosi successive soddisfano meno gradi del bisogno). Questa tendenza è conosciuta come legge dell'utilità marginale decrescente. Per la legge dell'utilità marginale decrescente, quanto più si possiede un bene, tanto minore sarà il bisogno di dosi addizionali. È possibile distinguere tra Utilità Totale e Utilità Marginale.
L' Utilità Totale di un bene è la soddisfazione che un individuo raggiunge da tutte le dosi disponibili del bene. L' Utilità Marginale di un bene è la soddisfazione prodotta nell'individuo dall'ultima dose disponibile del bene stesso. Aumentando le dosi, quindi, aumenta la soddisfazione totale, e quindi l'utilità totale, ma l'utilità marginale del bene decresce all'aumentare della quantità disponibile del bene stesso.
Esistono due approcci fondamentali al confronto dell'utilità:
- L'approccio cardinalista (Marshall, Pantaleoni ecc.) esiste una concreta possibilità di una misurazione in termini assoluti dell'utilità.
- L'approccio ordinalista (Edgeworth, Pareto ecc.) non è ammissibile una misurazione assoluta dell'utilità, ammettono invece solamente la confrontabilità dell'utilità.
Pareto, attraverso la confrontabilità dell'utilità, costruisce le curve di indifferenza, ossia delle curve i cui punti individuano combinazioni quantitative fra due beni di consumo. Ciascuna combinazione è in grado di assicurare la medesima soddisfazione complessiva che offrono altre combinazioni.
Il vincolo di bilancio
Ciascun individuo riceve dal settore privato, cioè dai mercati, un flusso di remunerazione dal settore pubblico sotto forma di interessi e profitti. Un flusso di trasferimenti è dato dalla differenza tra le imposte versate e sovvenzioni (sussidi, assegni familiari). La somma di remunerazione e flusso di trasferimenti netti arriva a costituire il reddito disponibile, ossia quel reddito che l'individuo può destinare al risparmio oppure al consumo. Una parte di questo reddito fluisce nei mercati finanziari, mentre l'altra parte viene destinata al consumo. La parte destinata al consumo viene spesa in beni e servizi, che sono distinguibili in beni durevoli, semidurevoli e non durevoli (come i prodotti agricoli). Supponendo che il consumatore dispone di un reddito monetario che viene speso tutto in due prodotti agro-alimentari (beni non durevoli), destinati a soddisfare i bisogni alimentari, dove i prezzi non sono influenzati dal consumatore, vedremo che le scelte del consumatore sono soggette al vincolo di bilancio. Questo vincolo di bilancio è dato dalla somma della quantità per la spesa di un bene più la quantità per la spesa dell'altro bene e deve essere inferiore o uguale al reddito disponibile. Spendendo tutto il reddito disponibile, si viene a creare una delimitazione del campo di scelta del consumatore, dove rappresentandolo su un grafico si verrà a creare un segmento, dove oltre quella linea è inaccessibile per il consumatore perché comporta una spesa complessiva superiore al reddito disponibile del consumatore.
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