1 Economia Politica –FAQ -Marzioni l’interazione
I MERCATI: La Microeconomia studia i mercati, cioè tra produttori e consumatori nelle loro
scelte economiche. Essa spiega inoltre l'allocazione di risorse scarse, ovvero come trarre il massimo
vantaggio dai limiti quali reddito, bilancio, disponibilità di lavoro, di tecnologia. La Macroeconomia studia
economica, l’inflazione, la disoccupazione.
invece le grandezze economiche aggregate: la crescita Il
un’area (non sempre
Mercato è delimitata geograficamente), in cui compratori e venditori interagiscono,
determinando il prezzo di un prodotto o di un insieme di prodotti. I Mercati possono essere concorrenziali
Nei primi per effetto dell’elevato numero di compratori e di venditori, nessun
e non concorrenziali.
operatore può influenzare il prezzo. Nei secondi, i produttori, individualmente o congiuntamente, possono
influenzare il prezzo. I mercati concorrenziali formano un unico prezzo dei prodotti; in un mercato non
concorrenziale possono convivere più prezzi per lo stesso prodotto. Le variabili che entrano in gioco in un
modello sono dette endogene. Le variabili ulteriori, che eventualmente influenzano le endogene,
vengono tuttavia considerate come costanti e sono dette esogene. Il problema di determinazione del
è
prezzo di mercato detto di statica comparata: cerchiamo cioè un punt di equilibrio tra le quantità che i
consumatori chiedono e le quantità che i produttori offrono. Gli strumenti fondamentali per lo studio di un
mercato sono la curva di domanda e la curva di offerta che riflettono le decisioni ottimali sia da parte dei
consumatori che da parte delle imprese.
CURVA DI DOMANDA: La curva di domanda è inclinata negativamente in quanto i consumatori sono
disposti a comprare una maggiore quantità di bene se il prezzo diminuisce. Essa ci dice qual è la quantità
domandata dai consumatori per ogni livello di prezzo (interpretazione orizzontale). Alternativamente la
curva di domanda ci dice anche a quale prezzo i consumatori sono disposti ad acquistare una
determinata quantità (interpretazione verticale). La legge della domanda afferma che la quantità
domandata di un bene o servizio aumenta se il suo prezzo diminuisce. La pendenza negativa della curva
di domanda riflette la legge della domanda. La relazione prezzo-quantità può essere rappresentata
dall’equazione: QD= QD (P). La domanda di un bene può essere influenzata anche dalla variazione dei
se l’aumento del prezzo di uno comporta un aumento
prezzi di altri beni. Due o più beni sono sostituti
della quantità domandata dell’altro. Si dicono due beni per i quali l’aumento del prezzo di
complementari
uno comporta una diminuzione della quantità domandata dell’altro. è
CURVA DI OFFERTA: La curva di offerta è inclinata positivamente in quanto più il prezzo elevato,
tanto più le imprese sono capaci e desiderose di produrre e vendere. Essa ci dice qual è la quantità
offerta dai produttori per ogni livello di prezzo (interpretazione orizzontale). Alternativamente la curva di
offerta ci dice qual è per i produttori il prezzo minimo al quale sono disposti ad offrire il prodotto
(interpretazione verticale). La legge dell’offerta afferma che la quantità offerta di un bene o servizio
aumenta all’aumentare del suo prezzo. La pendenza positiva della curva di offerta riflette la legge
dell’offerta. può essere rappresentata dall’equazione: QO= QO (P).
La relazione prezzo-quantità Si definisce breve periodo (FIG 1) quell’arco
CURVA DI OFFERTA DAL BREVE AL LUNGO PERIODO:
temporale in cui alcuni fattori sono fissi, cioè possono essere utilizzati solo in quantità prefissate, e lungo
periodo (FIG 2) quell’arco temporale in cui la quantità di tutti i fattori può variare. Poiché nel lungo periodo
l’impresa è libera di variare la quantità di tutti i fattori di produzione, essa è sempre libera di decidere di
di cessare l’attività.
usare quantità nulle dei fattori produttivi per produrre zero output, cioè, può decidere
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Quindi, nel lungo periodo il profitto minimo dell’impresa è quello nullo. Al contrario, nel breve periodo, a
causa della presenza di fattori produttivi fissi il cui costo deve essere sostenuto anche in caso di
cessazione dell’attività è possibile che l’impresa realizzi un profitto negativo. La curva di offerta di una
impresa concorrenziale nel breve periodo coincide con il tratto crescente della curva del costo marginale,
mantenendo qualche fattore di produzione fisso, mentre la curva di offerta di una impresa concorrenziale
nel lungo periodo coincide con il tratto crescente della curva del costo marginale, quando tutti i fattori
produttivi possono variare. CV= costi Variabili (aumentano all’aumentare della quantità prodotta); CF=
Costi fissi (non aumentano, né diminuiscono, al variare della Q prodotta); CT= Costi Totali (CF+CV).
L’impresa nel lungo periodo può cessare l’attività produttiva in corrispondenza di profitti nulli, per
rimanere sul mercato, l’impresa deve realizzare almeno =
un profitto nullo quindi py-CT≥0.
EQUILIBRIO DI MERCATO: Nel punto di intersezione tra la curva di domanda e la curva di offerta si
realizza l’equilibrio di mercato nel punto E. In equilibrio i consumatori e i venditori sono entrambi
soddisfatti nel senso che è impossibile migliorare la situazione di qualcuno senza contemporaneamente
peggiorare quella di qualcun altro (efficienza paretiana). Nel punto di equilibrio la quantità domandata del
bene eguaglia la quantità offerta. Si ottiene così la quantità scambiata Q* e il prezzo di equilibrio di
mercato P* del bene. La coppia di valori (q*, p*) elimina gli eccessi di domanda e di offerta.
ECCESSO DI OFFERTA: Per capire il processo dinamico di formazione dell'equilibrio, si studia una
situazione di disequilibrio con l'analisi dinamica. Una situazione di disequilibrio è un prezzo P che
determina una quantità di domanda diversa da quella di offerta. QDA (PA) ≠ QSA (PA). In queste
situazioni si verifica un eccesso di offerta o un eccesso di domanda. Se il prezzo è superiore rispetto a
quello di equilibrio si crea un eccesso di offerta. Si tratta di un equilibrio instabile perché le forze di
mercato sono indotte a modificare le proprie decisioni.
ECCESSO DI DOMANDA: se il prezzo è inferiore a quello di equilibrio si verifica un eccesso di
domanda. Anche in questo caso si tratta di un equilibrio instabile. L'eccesso di domanda convince il
produttore ad aumentare il prezzo di vendita del bene. Le continue variazioni di prezzo conducono il
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mercato verso la situazione di equilibrio E. Il punto E è un equilibrio economico stabile.
STABILITA’ DELL’EQUILIBRIO: La stabilità è una delle condizioni dell'equilibrio di mercato.
Nell'equilibrio di mercato (E) del diagramma precedente gli operatori non hanno alcuna ragione per
modificare il prezzo o le quantità domandate e offerte. Per questa ragione l'equilibrio è stabile. Nelle
situazioni di disequilibrio non sono mai soddisfatte le condizioni di stabilità, perché gli eccessi di
domanda o di offerta del bene inducono gli operatori a modificare il prezzo di mercato.
TEORIA DEL CONSUMATORE: Alla base della teoria del consumo vi sono due elementi: 1) La
definizione della combinazione dell’insieme di beni disponibili per i consumatori, cioè i panieri; 2) la
definizione di una strumentazione che permette di capire quando un paniere è migliore di un altro. Il
vincolo di bilancio dà la risposta alla prima definizione mentre per la seconda si fa riferimento alla
metodologia delle preferenze del consumatore.
IL VINCOLO DI BILANCIO: Per i nostri acquisti abbiamo una quantità limitata di denaro, semplificando
ed escludendo una serie di fattori come la possibilità di acquistare beni tramite il credito al consumo,
possiamo dire che la somma a nostra disposizione ossia il REDDITO DISPONIBILE è data dal Reddito
meno le imposte ed al netto dei trasferimenti. Immaginiamo due beni 1 e 2. 1 il bene scelto, 2 il bene
“tutti gli altri beni” dell’economia oltre all’1. Indichiamo con
composito, cioè che il consumatore desidera
x1, x2 il nostro paniere e supponiamo che i prezzi dei due beni siano p1 e p2. R è il Reddito disponibile. Il
≤ R.
vincolo di bilancio è dato dalla seguente espressione: p1x1 + p2x2 Il prezzo di un bene per la
quantità dello stesso bene, sommato al prezzo del secondo bene moltiplicato per la quantità dello stesso
bene non deve superare il Reddito disponibile ossia deve essere inferiore o tutt’al più uguale al reddito.
L’equazione della retta di bilancio è: p1x1 + p2x2 =R. Possiamo isolare le diverse variabili, ad esempio
–
x2 e avremo p2x2 = - p1x1 + R. Da cui: x2=R/p2 p1/p2*x1. Per costruire la retta di bilancio su assi
cartesiani, dove in ascissa mettiamo il bene 1 ed in ordinata il bene 2, è sufficiente vedere che R/p2 è
l’intercetta sull’asse delle ordinate e l’intercetta sull’asse delle ascisse.
che R/p1 è Queste rappresentano
la quantità massima di bene acquistabile utilizzando tutto il reddito disponibile. Uniamo i due punti per
ottenere la retta di bilancio. Se il reddito R aumenta, la
retta di bilancio si sposta verso destra; se diminuisce si
L’aumento di un prezzo determina
sposta verso sinistra.
variazione dell’inclinazione della retta.
invece una I panieri
sopra la retta di bilancio sono non accessibili, in quanto il
L’insieme di bilancio
loro costo è superiore a R. è
costituito da tutti i punti sulla retta di bilancio e dai punti al
di sotto di essa; i punti al di sotto della retta di bilancio
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(come il punto B) rappresentano combinazioni di consumo (panieri di beni) che non consentono al
consumatore di spendere tutto il proprio reddito, mentre tutti i panieri a destra della retta di bilancio (come
il punto C) non sono raggiungibili dal consumatore, perché dati i prezzi di mercato, per essere consumati
richiederebbero un maggiore livello di reddito.
VARIAZIONI VINCOLO DI BILANCIO: Il vincolo di bilancio può modificarsi: perché varia il reddito a
parità di prezzi; perché variano in proporzione entrambi i prezzi; perché varia uno dei due prezzi, a parità
di reddito. Le variazioni del reddito determinano trasposizioni parallele della retta di bilancio, senza
modificarne l’inclinazione. invece, l’inclinazione
Le variazioni del prezzo di uno dei due beni determinano,
della retta di bilancio. Un aumento del reddito determinerebbe uno spostamento a destra in alto della
retta di bilancio, accrescendo l’area di combinazioni accessibili, a causa dell’aumento del potere di
acquisto del consumatore. Se il reddito diminuisce, il vincolo di bilancio si sposta verso sinistra. Se p1 si
riduce, cambia l’intercetta sull’asse delle ascisse e la retta di bilancio diventa meno inclinata; infatti, –
p1/p2 diminuisce in valore assoluto (ovvero considerandone il valore positivo) (FIG.1). Se p2 aumenta,
cambia l’intercetta sull’asse delle ordinate e la retta di bilancio diventa meno inclinata; in questo caso –
p1/p2 diminuisce (FIG.2). Una variazione contemporanea di uno stesso ammontare dei prezzi p e p2
1
equivale ad una variazione di R. Questo implica che, se i prezzi aumentano (diminuiscono) dello stesso
ammontare ed il reddito aumenta (diminuisce) nella stessa misura dei prezzi, la retta di bilancio rimane la
stessa. Una diminuzione del prezzo del bene 2 renderebbe la retta di bilancio più ripida, accrescendo
l’area delle combinazioni accessibili. Un aumento del prezzo di uno dei due beni renderebbe la retta di
bilancio più piatta.
PREFERENZE DEL CONSUMATORE E UTILITA’: L’utilità è soggettiva ed è la soddisfazione che
l’individuo ricava dal consumo dei beni e dei servizi U= F (X). Quando dobbiamo determinare la scelta
del consumatore tra due panieri parliamo di PREFERENZA intesa come guida
del comportamento del consumatore. x1, x2 sono il paniere di consumo X
costituito dalle quantità x1 e x2 dei 2 beni e y1, y2, il paniere Y di consumo
costituito dalle quantità y1 e y2 degli altri 2 beni. Se il consumatore ordina i panieri
in base ai suoi gusti potremmo avere tre casi: 1) Il paniere X è preferito al paniere Y; 2) Il paniere Y
preferito al paniere X; 3) Il paniere X è indifferente rispetto al paniere Y. Da qui discendono i 3 Assiomi
Della Teoria Del Consumatore che spiegano le scelte di acquisto del consumatore: 1) COMPLETEZZA:
dato un mercato e dati due panieri X e Y, il consumatore è in grado di confrontarli, e capire quali può
comprare. Dove egli può preferire X a Y, o preferire Y a X o essere indifferente tra i due, cioè che i due
panieri gli conferiscono lo stesso livello di soddisfazione; 2) RIFLESSIVITÀ: se il paniere X è preferito al
paniere Y non può valere il contrario; 3) TRANSITIVITÀ: Se un paniere X è meno preferito ad un paniere
Y ed il paniere Y a sua volta è meno preferito ad un terzo paniere Z, allora X è meno preferito a Z. Se
valgono i 3 assiomi, si può costruire una funzione di utilità in grado di ordinare gli infiniti panieri
rispettando al tempo stesso le preferenze degli individui. Se ad esempio la funzione cardinale U = x1*x2
la funzione U’ = 5 x1*x2 è in grado di descrivere le stesse
descrive le preferenze di Caio, allora anche
preferenze. Come si può notare, indipendentemente dalla funzione cardinale utilizzata (U o U’) l’ordine
delle preferenze rimane lo stesso, cioè: D >C, C >B, B >A.
l’incremento di utilità (ΔU)
UTILITÀ MARGINALE: è che il consumatore trae dalla
(Δx L’utilità è
dose aggiuntiva di un bene ). marginale decrescente, poiché le curve di
1 diminuisce l’ulteriore
utilità sono convesse: quanto più si consuma un bene, tanto più
soddisfazione che si ricava dal consumo di una unità aggiuntiva. La formula è:
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FUNZIONE DI UTILITÀ/PROPRIETA’:
La funzione di utilità è un modo per rappresentare le preferenze del consumatore. Supponiamo che la
funzione di utilità sia formata da due beni: 1-la funzione di utilità è sempre crescente, rispettando il
ritmi decrescenti, rispettando il principio dell’utilità
principio della non sazietà 2- la funzione cresce a
marginale decrescente. Secondo gli economisti, infatti, l’utilità marginale è sempre decrescente, cioè dosi
aggiuntive dello stesso bene danno sì utilità positiva
agli individui, ma l’utilità dell’ultima dose è minore di
quella associata alla dose precedente, come
mostrato nell’esempio seguente.
LE CURVE DI INDIFFERENZA: sono la rappresentazione delle
preferenze del consumatore. Lungo una curva di indifferenza sono
indicati tutti i panieri dai quali il consumatore ottiene il medesimo livello di
soddisfazione. Gli economisti, oltre agli assiomi delle preferenze
sostengono altre ipotesi sulle preferenze del consumatore che sono: 1)
Monotonicità (non sazietà) e 2) Convessità. 1) Quanto maggiore è la quantità di
uno o di entrambi i beni contenuta nel paniere, tanto più il consumatore è
felice. Così, se i due beni sono carne e pane ed il paniere X contiene tre chili di
carne e due di pane, mentre il paniere Y contiene tre chili di carne e tre di pane, allora il paniere Y è il
preferito al paniere X. Graficamente la monotonicità comporta un maggiore spostamento delle curve
verso destra e ciò rappresenta un livello di soddisfazione più elevato. 2) la convessità si può spiegare nel
seguente modo: Il consumatore può sostituire il bene 1 con il bene 2 ma tale sostituibilità è imperfetta,
ovvero il rapporto di sostituzione tra i due beni non è costante infatti le curve di indifferenza regolari
risultano convesse. Esempio numerico: Paniere A: x2=8; x1=4; Paniere B: x2=4; x1=8; Paniere C:
x2=A/2 + B/2=6; x1= A/2 + B/2=6. Il paniere C è una media semplice dei due panieri A e B ed è preferito
ad A e B. Graficamente, i panieri A e B si trovano sulla curva U1, mentre il paniere C si trova sulla curva
U2, preferita a U1 perché spostata in alto a destra. Le curve di indifferenza non si possono intersecare
L’eventuale intersezione di due curve di indifferenza
poiché sono associate a livelli di utilità differenti.
comporterebbe la violazione degli assiomi delle preferenze. Esse sono inclinate negativamente se
entrambi i beni aumentano la soddisfazione se consumati.
SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE (SMS):
L’inclinazione di una curva di indifferenza in corrispondenza di un
punto è nota come saggio marginale di sostituzione (SMS). Il SMS
rappresenta il saggio al quale il consumatore è disposto a sostituire
con l’altro, senza che la sua soddisfazione cambi. Il
uno dei due beni
SMS è un numero negativo, perché la curva di indifferenza ha
un’inclinazione negativa. Oltre ad essere un numero negativo, il
SMS è decrescente, mano a mano che ci si sposta lungo la
curva di indifferenza da sinistra verso destra.
Matematicamente, l’inclinazione della curva di indifferenza in un punto è l’inclinazione della retta tangente
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