ECONOMIA POLITICA
Studia per quale ragione due o più parti stabiliscono un contratto.
TEORIA DEL CONSUMATORE
Teoria: tentativo di spiegare un fenomeno.
Nel caso dell’economia la teoria si basa su IPOTESI DI RAZIONALITÀ
1. Formulazione di ipotesi di relazioni tra una o + variabili.
→ →
y = (x) x indipendente y dipendente
2. Dedurre dalla relazione la spiegazione (se x, allora y)
3. Confronto della teoria con la realtà (con statistiche attendibili)
FENOMENO ECONOMICO: produzione e scambio di beni per soddisfare i
nostri desideri.
↳ Come si studia?
IPOTESI DI RAZIONALITÀ: perseguire la massima realizzazione dei desideri
↘︎ Mediante il consumo dei beni prodotti dalle risorse disponibili [terra-
capitale-lavoro]
Legato al concetto di OTTIMIZZAZIONE: procedimento attraverso il quale si
cerca di trovare la migliore tra tutte le soluzioni possibili.
PROBLEMI ECONOMICI:
• Cosa produrre?
• In quale quantità?
• Come produrre?
• Per chi produrre?
Funzione di variabile: y = (x)
↳ Per ogni valore di x esiste un valore di y
Unione pensiero e realtà, può assumere ≠ valori (anche non numerici).
MASSIMO E MINIMO
↘︎ Max libero: può non esistere, punto di ordinata più elevata.
Come individuarlo: derivata prima = 0, derivata seconda < 0.
↘︎ Min libero: derivata prima = 0, derivata seconda < 0.
TEORIA DEI COSTI COMPARATI: tentativo di spiegare lo scambio [Ricardo]
A - B: paesi in grado di produrre i beni X e Y
n: tempo impiegato per produrre un bene ➪
B è più efficiente di A
VANTAGGIO ASSOLUTO
Il paese A per produrre 1 X deve rinunciare a 4 Y
● Il paese B per produrre 1 X deve rinunciare a 2 Y
●
↘︎ B ha un VANTAGGIO COMPARATO
A per produrre 1 Y deve rinunciare a 1/4 di X
● B per produrre 1 Y deve rinunciare a 1/2 di X
●
↘︎ A ha un VANTAGGIO COMPARATO
Prezzo di un bene: dipende da min di lavoro necessari per realizzare 1 unità
➢ In AUTARCHIA: il paese A per produrre 1 X₁ rinuncia a 4 unità di Yb.
➢ In LIBERO SCAMBIO: producendo X₁ e cedendolo ad A ottiene Yz che è
< di Ya.
➢ In AUTARCHIA: il paese B rinunciando a produrre X₁ produce Yb.
➢ In LIBERO SCAMBIO: producendo X₁ e cedendolo ad A ottiene Yz che è >
di Yb.
↳ Il LIBERO SCAMBIO beneficia tutti e due i paesi (solo se la ragione di
scambio internazionale è compresa tra le ragioni nazionali).
Ragione di scambio internazionale NON compresa:
●
➢ In AUTARCHIA: il paese B producendo X₁ otterrebbe Yb.
➢ In LIBERO SCAMBIO: vendendo ad A X₁ otterrebbe Yz.
↳ Il LIBERO SCAMBIO è vantaggioso solo per A.
MICROECONOMIA
Parte della teoria economica che si occupa di:
consumatore (di un bene), produttore (di un bene) e mercato (complesso)
TEORIA DEL CONSUMATORE: scopo di dimostrare che la domanda del
bene dipende da diverse variabili.
→
DOMANDA di un bene quantità di un bene che un consumatore desidera
ed è in grado di acquistare.
→
MONETA qualunque bene scambiabile con qualsiasi altro bene.
→
PREZZO di un bene numero di unità di moneta necessaria per acquistare
un’unità di bene. →
REDDITO MONETARIO (y) numero di unità di moneta che un
consumatore ha a disposizione.
Da = (Pa, Pb, Pc…y)
↘︎ La domanda del bene a dipende dal prezzo del bene, dal prezzo degli altri
beni, dal reddito e dai gusti del consumatore ().
→
PANIERE collezione di quantità di beni.
PROBLEMA DEL CONSUMATORE: ordinare i panieri di un bene che può
comprare in ordine di utilità. →
CURVA DI INDIFFERENZA Luogo geometrico dei punti del piano che
rappresenta gli infiniti panieri che danno al consumatore la stessa
soddisfazione.
↘︎ Continua e derivabile, senza buchi, salti, né punti angolosi.
Curva inclinata positivamente.
IPOTESI DI NON SAZIETÀ: il consumatore preferisce sempre la quantità
maggiore di un bene.
IPOTESI DI TRANSITIVITÀ: se A > B e B > C, allora A > C.
Se sono soddisfatte le ipotesi di: non sazietà, continuità, derivabilità e
transitività, i panieri si dividono nelle seguenti categorie
➢ PREFERITI a C (punti nel quadrante NE e al di sopra della curva)
➢ DISPREFERITI a C (punti nel quadrante SO e al di sotto della curva)
➢ INDIFFERENTI a C
La curva di indifferenza riflette la psicologia del consumatore, le preferenze.
Se sono soddisfatte le ipotesi di: non sazietà, continuità, derivabilità,
completezza, transitività e stretta convessità, le preferenze del consumatore
si possono rappresentare con una mappa di curve di indifferenza.
L’INCLINAZIONE della curva di indifferenza si chiama TASSO MARGINALE
DI SOSTITUZIONE [TMS] (è sempre negativo).
Tra due curve di indifferenza la migliore è quella sopra, poiché avrà > utilità.
CONCEZIONE ORDINARIA di UTILITÀ: dati due panieri non indifferenti tra
loro possiamo dire che uno sia più utile ma non sappiamo di quanto, poiché
non esiste un misuratore di utilità.
Quali sono i panieri che un consumatore può acquistare?
Non sono tutti acquistabili
↘︎ Bisogna stabilire il VINCOLO DI BILANCIO (Retta di bilancio): luogo
geometrico dei punti del piano rappresentante gli infiniti panieri che un
consumatore può acquistare spendendo tutto il reddito monetario che ha a
disposizione a prezzi dati (non manipolabili).
Es. y (reddito) = 120, Pa = 4, Pb = 2
Retta di bilancio: y = Pa • A + Pb • B 120 = 4 • A + 2 • B
PROPRIETÀ RETTA DI BILANCIO:
POSIZIONE: dipende da REDDITO e PREZZI
●
Se a parità di y, l’inclinazione non cambia: la posizione della retta se i prezzi
diminuiscono si sposta a dx, se i prezzi aumentano si sposta a sx (se i beni
costano di meno ne compro di più, se costano di più ne compro di meno).
● INCLINAZIONE: - Pa/Pb (costante se i prezzi sono direttamente
proporzionali), rapporto del prezzo dei beni preso negativamente.
Se, a parità del prezzo di b e reddito, Pa diminuisce: posso acquistare più A,
l’inclinazione cambia (+ piatta).
Se, a parità del prezzo di a e reddito, Pb diminuisce: posso acquistare più B,
l’inclinazione cambia (+ ripida).
CONSUMATORE RAZIONALE: sulla retta di bilancio, sceglie il PANIERE
→
PREFERITO rappresentato dal punto di tangenza tra la retta di bilancio e
la curva di indifferenza più elevata raggiungibile restando sulla retta.
Comprare panieri in altri punti di intersezioni significherebbe acquistare
panieri che non hanno la massima utilità.
↘︎ Nel punto di tangenza le curve hanno la STESSA INCLINAZIONE, quindi
basterebbe scegliere il paniere che si trova nel punto in cui TMS = - Pa/Pb.
→
Da = (Pa, Pb…y) La domanda di a dipende da: preferenze del
consumatore, prezzo dei beni e reddito. La stessa cosa vale per Db.
Come varia la quantità del bene al variare delle altre variabili?
➤ BENE NORMALE: se all’aumentare del reddito, la quantità del bene
aumenta.
➤ BENE INFERIORE: se all’aumentare del reddito, la quantità del bene
diminuisce.
EFFETTI al variare del prezzo di un bene e reddito.
↘︎ Se il prezzo di a si riduce, la quantità aumenta.
Se riduciamo abbastanza il reddito, la nuova retta di bilancio si sposterà in
misura tale da toccare nuovamente la curva di indifferenza.
EFFETTO di SOSTITUZIONE: variazione della domanda dovuta al fatto che
per la variazione del prezzo del bene ne aumenta la quantità.
EFFETTO di REDDITO: variazione della domanda per cui per la riduzione del
prezzo del bene con lo stesso reddito è possibile aumentare la quantità
domandata. Potere d’acquisto: ciò che si può acquistare a dati prezzi, se essi
variano, il potere d’acquisto cambia.
↘︎ Nel caso di un bene normale entrambi gli effetti sono positivi.
CURVA DI DOMANDA: di un bene normale.
Come varia la domanda del bene al variare del prezzo di esso?
↳ Se Pa aumenta, la Da diminuisce.
↳ Se Pa diminuisce, la Da aumenta. →
I beni con curva di domanda positiva sono chiamati BENI di GIFFEN
Aumentano all’aumentare del prezzo, INVALIDANO LA LEGGE DELLA
DOMANDA.
STATICA COMPARATA DELLA TEORIA DELLA DOMANDA
→ Se il bene è normale o inferiore, ma non di Giffen, la quantità domandata
del bene aumenta sei il prezzo diminuisce e viceversa.
Rispetto al bene di partenza e alle preferenze del consumatore, tutti gli altri
infiniti beni si possono distinguere in 3 categorie:
→
1. Beni SOSTITUTI/SUCCEDANEI se consentono di soddisfare il gusto
del consumatore, quando aumenta l’uso di uno si riduce l’altro [caffè-the].
↘︎ Se prendiamo il bene a (normale) e il bene b (sostituito):
Se il prezzo di b aumenta, aumenta la domanda di a, se il prezzo di b
diminuisce, esso diventa più conveniente e aumenta la sua domanda.
→
2. Beni COMPLEMENTARI usati insieme per ragioni tecnologiche.
↘︎ Se prendiamo il bene a (auto) e il bene b (benzina):
Se il prezzo di b aumenta (essendo un bene normale) la sua domanda
diminuisce, ma diminuisce anche la domanda del bene a; se il prezzo di b
diminuisce, aumenta la sua domanda e anche la domanda del bene a.
→
3. Beni INDIPENDENTI beni che non sono né sostituiti né complementari
↘︎ Se prendiamo il bene a (benzina) e il bene b (zucchero):
Se il prezzo di b aumenta, la domanda di a resta invariata.
Se variano i gusti, varia la curva di indifferenza ().
Spostamenti LUNGO la curva di domanda: se varia solo il prezzo del bene.
Spostamenti DELLA curva di domanda: se, a parità del prezzo del bene,
cambiano le altre variabili.
ELASTICITÀ di una funzione: in qualunque punto di una curva si può
costruire l’elasticità di essa.
ε = (dy/y)/(dx/x) : rapporto tra la variazione relativa della variabile dipendente
e di quella indipendente.
Per ELASTICITÀ di una funzione in un punto, possiamo considerare
l’incremento % di y corrispondente ad un incremento percentuale di x.
ELASTICITÀ DI Da RISPETTO A Pa Variazione%Da / Variazione%Pa
Se aumentiamo il prezzo di a dell’1%:
ε Da, Pa = (dDa/dPa) • Pa/Da : rapporto Pa-Da è positivo.
Curva di domanda negativa per definizione.
➡ CURVA DI DOMANDA RIGIDA AL PREZZO: quantità non varia al variare
del prezzo. →
Spesa = Pa • Da pubblicità
Se il prezzo aumenta la spesa aumenta e viceversa.
➡ DOMANDA ANELASTICA AL PREZZO: 0 > ε > -1
Se il prezzo si riduce dell’1%, la domanda aumenta, la domanda varia meno
del prezzo.
➡ DOMANDA ELASTICITÀ UNITARIA: -1 > ε > - ∞
Curva di domani inclinata negativamente ma quasi parallela all’asse delle
ascisse.
Se Pa scende dell’1% la domanda di a aumenta di più dell’1%, ma in
● termini finiti.
Se Pa aumenta dell’1%, la domanda di a diminuisce di più dell’1%, ma in
● termini finiti.
➡ CURVA DI DOMANDA ELASTICA AL PREZZO: curva parallela all’asse
delle ascisse, domanda varia più del prezzo. Elasticità > 1.
Se il prezzo diminuisce dell’1% la domanda aumenta di una quantità
● talmente elevata da non essere decifrabile
● Se il prezzo aumenta dell’1% la domanda diminuisce fino a ridursi quasi a 0
ELASTICITÀ DELLA DOMANDA DI a AL VARIARE DEL PREZZO DI b O y
Elasticità di Da rispetto a y è la variazione % della domanda del bene
● rispetto alla variazione dell’1% di y [ε = (dDa/dy) • y/Da]
Se ε di Da è positiva: all’aumentare di y dell’1% la domanda del bene
● aumenta.
Se ε è positiva ma < 1: i beni si dicono NORMALI o DI PRIMA NECESSITÀ
● Se ε è positiva ma > 1: i beni si dicono NORMALI e DI LUSSO
● Se ε è negativa: i beni si dicono INFERIORI
●
ELASTICITÀ DI a RISPETTO AD UN BENE ≠ DA a:
Elasticità vincolata: ε Da, Pa = (dDa/dDb) • Pb/Da
Può assumere:
➢ Valori positivi: aumentano Pb e Da (beni sostitutivi)
➢ Valori negativi: aumenta Pb e Da si riduce (beni complementari)
➢ Valore 0: aumenta Pb dell’1% e Da si riduce (beni indipendenti)
→
TEORIA DEL PRODUTTORE per produttore si intende colui che prende
decisioni di offerta, quali: che bene produrre, come produrre e in quale
quantità.
Per produrre un bene servono fattori produttivi [capitale-lavoro-terra].
Profitto = Ricavo - Costi = R - C
Lavoro: impegno fisico e morale dei lavoratori
Terra: insieme dei servizi che ci vengono offerti dalla natura
Capitale: insieme dei beni prodotti dagli uomini
→
Qa = (PL, Pc, PT) Quantità di a sulla base dei prezzi dei fattori produttivi,
dipende dalla tecnologia.
FUNZIONE DI PRODUZIONE:
1. Data una quantità minima di lavoro e capitale, per funzione si intende la
quantità massima del bene che si può produrre utilizzando la quantità
data di lavoro e capitale.
2. É la relazione che intercorre tra ogni quantità di lavoro e capitale da una
parte e la quantità di prodotto dall’altra (sempre sulla base di quantità di
lavoro e capitale).
Q max = (K, L) Q = (Kmin, Lmin)
Se K e L aumentano equiproporzionalmente:
• 5% funzione produzione: rendimenti di scala costante (5% K, 5% L)
• Più del 5%: rendimenti crescenti
• Meno del 5%: rendimenti decrescenti
➪ PRODOTTO MEDIO DEL LAVORO = Qmax/L
➪ PRODOTTO MEDIO DEL CAPITALE = Qmax/K
➪ PRODOTTO MARGINALE DEL LAVORO = dQmax/dLparziale
➪ PRODOTTO MARGINALE DEL CAPITALE = dparzialeQmax/IncrementoK
Produzione: data una combinazione di fattori produttivi, favorire una quantità
massima del bene.
GEOMETRIA della PRODUZIONE nel BREVE PERIODO
BREVE PERIODO: l’impresa può cambiare solo la quantità impiegata di
lavoro, il capitale è costante.
LUNGO PERIODO: variabili lavoro e capitale.
Come agisce il produttore razionale nel breve periodo:
Lavoro = variabile dipendente
Capitale = variabile indipendente
Nel breve periodo, la quantità aumenta proporzionalmente al lavoro,
dopodiché c’è un punto di flesso e dopo ancora (nel lungo periodo) la
quantità aumenta meno che proporzionalmente all’aumento del lavoro.
Funzione di produzione:
↘︎ Curva di PMAL [prodotto marginale del lavoro]: incremento produzione
conseguente all’aumento di impiego di un fattore produttivo.
↘︎ Curva di PMEL [prodotto medio del lavoro]
CURVA PMAL: inclinazione di ogni punto della funzione di produzione
(derivata), sempre positiva.
→ Nella funzione di produzione, il tratto convesso è positivo e crescente
(punto di flesso = punto di max) e il tratto concavo è positivo ma decrescente.
◇ Secondo tratto della funzione di produzione e della curva di PMARL:
RENDIMENTI DI SCALA DECRESCENTI.
◇ Primo tratto della funzione di produzione e della curva di PMARL:
RENDIMENTI DI SCALA CRESCENTI.
CURVA PMEL: rapporto tra quantità impiegata di lavoro e quantità massima
prodotta del bene.
Raggio: segmento retto dall’origine degli assi al punto di produzione.
→ Curva simile a PMARL
Curva PMARL interseca PMEL nel punto di massimo.
→
COSTO TOTALE [CT] costo minimo complessivamente sostenuto dal
produttore per produrre una quantità data di un bene. Somma dei costi di
produzione.
↘︎ Somma costo totale fisso e costo totale variabile.
→
CT/Q = CTM costo totale medio
● →
CTF/Q = CTFM costo totale fisso medio
● →
CTV/Q = CTVM costo totale variabile medio
● CTM/Q = CTF/Q + CTV/Q
CMAR: incremento che il CT subisce al seguito di un piccolo incremento della
quantità prodotta.
COSTO TOTALE FISSO [CTF]: costo totale che non varia al variare della
quantità prodotta [es. macchinari]. Retta inclinata negativamente.
Al crescere della quantità prodotta del bene il corrispondente aumento della
quantità di lavoro minima è meno che proporzionale, i rendimenti di scala
sono crescenti (o viceversa).
COSTO TOTALE VARIABILE [CTV]: variazione del costo al variare della
quantità prodotta.
↘︎ Stessa forma della curva del costo fisso.
Se il prezzo del lavoro è costante e = 1.
COSTO TOTALE: come varia il costo totale minimo al variare della quantità
→
prodotta ogni retta che unisce un punto della curva all’origine degli assi è il
COSTO TOTALE MEDIO (anche questa è a “U”), ovvero come varia la CT al
variare della quantità prodotta.
COSTO MARGINALE [CMAR]: inclinazione di qualsiasi punto della curva CT,
variazione del costo al variare della quantità prodotta, costo aggiuntivo per
incrementare la quantità di produzione.
Andamento a “U”, derivata del CTM.
1° tratto: corrisponde al tratto concavo della curva CT
2° tratto: corrisponde al tratto convesso della curva CT
Le due curve a “U” si intersecano nel punto di minimo; si interseca anche la
curva del CTVM dal basso nel punto di minimo, ma più in basso della CTM.
→
Da CTV si ricava CTVM forma a &ld
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