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Note storiche su formazione e sviluppo della scienza economica

1700: Nascita della scienza economica

Francia: la setta dei Fisiocrati (dal greco physis=natura + kratos=potere -> agricoltura) conia il termine économie politique a metà 1700. Scozia: nel periodo illuministico, Adam Smith, filosofo appartenente al circolo di David Hume, pubblica “La ricchezza delle nazioni” (1776), ovvero lo studio della natura e delle cause della ricchezza delle nazioni. “L'economia politica esprime un piano liberale di eguaglianza, libertà e giustizia.” (Adam Smith)

La sistemazione teorica del '700 è il risultato di una lunga elaborazione intellettuale iniziata nel 1500 (famiglia de' Medici di Firenze). L'economia politica accompagna il processo di trasformazione economica europea: da un'economia basata sull'agricoltura, priva di mercati, ad un'economia monetaria fondata sui mercati (capitalismo). Tale processo di trasformazione non lineare ha origine tre secoli fa.

Condizioni di sviluppo della scienza economica

Affermazione di un sistema di mercato generalizzato (formato da mercati indipendenti), ovvero un'economia fondata sui mercati: economia di mercato. Tale sistema dovrà agire a livello nazionale e soprattutto internazionale. Alla base di esso vi sono i mercati e le città, in quanto:

  • Luoghi di scambio.
  • Permettono la crescita, moltiplicazione e specializzazione dei mercati (es. mercato della moneta: gestione della crescita della moneta dovuta ad una parallela crescita dei beni).
  • Promuovono la figura del mercante e del bottegaio-artigiano (controllano le merci ed il denaro).
  • Favoriscono il processo di mercificazione (i beni diventano merci).
  • Sono sede di fiere (grandi mercati all'ingrosso) e borse (figure del banchiere e dell'agente di cambio).

Le protagoniste del '600/'700 sono: Amsterdam (primo polo finanziario del '600), Parigi e Londra.

Costituzione di un'ideologia economica

Tra fine '300 ed inizio '400, a Firenze, Leon Battista Alberti (1404-1472), pubblica “La nuova arte di vivere”, i cui temi principali sono l'elogio per il denaro (definito al tempo come sterco del diavolo), il valore del tempo (il quale assume un valore, un costo: es. di produzione) e della parsimonia (risparmio). Denaro per accrescere denaro: accumulazione di capitale. Il denaro, inserito in un sistema di mercati, diventa capitale.

Affinché una “nuova arte di vivere” si affermi e ponga le radici di una nuova civiltà, sono necessari tempo e nuove condizioni istituzionali (accettazione di nuove figure sociali, il mercante e il banchiere). Deve nascere quindi una nuova riflessione teorica che indaghi le leggi di funzionamento della nuova economia instaurata: economia politica.

I primi economisti

L'emergere di un pensiero economico, sistematico è riconducibile al tardo '500/'600 e nasce dalla consapevolezza di vivere in un'epoca di espansione delle attività economiche e di crescente interdipendenza di mercati (esigenze finanziarie dei nuovi stati in formazione). I primi economisti, in Francia e Inghilterra, vengono chiamati mercantilisti, rappresentanti di grandi compagnie commerciali (Joint stock companies/monopoli commerciali), in particolare delle Indie orientali. La più importante: East India Company, compagnia inglese delle colonie indiane fondata nel 1600.

Thomas Mun (1571-1641), direttore della Compagnia dal 1615, pubblica “Il tesoro inglese attraverso il commercio estero” (pubblicato successivamente nel 1664), in cui espone due concetti:

  • La ricchezza è il risultato del commercio estero e delle riserve di metalli preziosi.
  • Un'economia basata sul commercio necessita di una bilancia commerciale in attivo.
  • Il ruolo del governo consiste nell'incoraggiare l'importazione di materie prime e l'esportazione di manufatti.

Lo stato deve controllare i mercati? Quanto spazio dare ai mercati? Dudley North (1641-1691) pubblica “Discourse upon trade” (1691), ponendosi a favore della libertà di commercio e della sottomissione dello stato alle sue leggi.

Adam Smith e l'economia politica classica

L'Inghilterra, a cavallo della rivoluzione industriale (innovazioni agricole, maggiore produttività, migrazione dei contadini verso le fabbriche...), diventa, debellando l'Invincibile Armata spagnola, una potenza egemone in tutto il mondo. Si sviluppa, principalmente in Gran Bretagna, Francia e Italia (Milano e Napoli), un nuovo contesto culturale: l'illuminismo, le cui parole d'ordine sono ragione, libertà e scienza: solide basi per la creazione della scienza economica.

Adam Smith (1723-1790) pubblica “La ricchezza delle nazioni” (1776), fornendo una sistemazione creativa all'assetto commerciale in voga, sul quale era aperto un complicato dibattito. Creatività: “rendere ciò che è complicato estremamente semplice” (Charles Mingus).

In questo periodo, Smith si circonda di importanti figure: D. Hume, A. Ferguson, W. Robertson, F. Quesnay (al quale si deve la geniale intuizione della circolarità del commercio), A.R. J. Turgot. Alla base de “La ricchezza delle nazioni” vi sono alcune idee:

  • Ordine naturale: il mercato è il luogo dove si estrinseca l'ordine naturale, quello in cui l'uomo manifesta la sua natura.
  • Mano invisibile: la mano invisibile, ovvero il mercato, permette l'estrinsecazione della natura umana e mantiene l'ordine.

“Ogni individuo cerca di impiegare il proprio capitale per ottenere il massimo valore possibile. Egli agisce esclusivamente per la propria sicurezza e il proprio tornaconto, tralasciando l'interesse pubblico. In questo è guidato da una mano invisibile che lo porta a perseguire un fine estraneo alle proprie intenzioni. Nel fare i propri interessi spesso promuove anche quelli della società, in modo più efficiente di quanto si propone.” (Adam Smith)

  • Teoria del valore: spiega la natura e il modo in cui si determina il valore di uno scambio, evidenziando il ruolo del lavoro (spiegazione razionale e non caotica).
  • Produzione e divisione del lavoro: fornisce l'esempio della fabbrica di spilli.
  • Processo: grazie ad un'attenta divisione del lavoro è possibile aumentare la produttività che, inevitabilmente porta ad un aumento della produzione.
  • Circolo virtuoso: se il mercato si estende grazie alla divisione del lavoro, tale strategia andrà applicata affinché il mercato si estenda maggiormente.

La maggiore produttività è dovuta a tre fattori: la maggiore destrezza dovuta alla singola operazione ripetuta, il minor tempo di passaggio da un'operazione all'altra e l'invenzione delle macchine. Tuttavia, la divisione del lavoro, riducendo l'abilità del lavoratore ad una singola operazione, non offre nessuna occasione di applicare la propria intelligenza.

Ruolo dello stato

  • Sistema della perfetta libertà: gli individui possono perseguire il proprio interesse ed entrare in concorrenza senza violare le regole di giustizia.
  • Distorsioni dell’intervento pubblico: lo stato non possiede né la saggezza né la conoscenza per governare i mercati e decidere quali siano le attività più conformi all'interesse generale.

Lo stato quindi, si deve limitare ad eseguire i seguenti doveri:

  • Amministrazione della giustizia.
  • Difesa nazionale.
  • Interventi per contenere i processi degenerativi prodotti della divisione del lavoro (ovvero l'istruzione, fortemente appoggiata da Smith).
  • Porre la “cornice” entro cui la concorrenza avviene (regole affinché non vi siano disuguaglianze all'interno del mercato; es. antitrust/anti-monopoli).
  • Erigere e conservare alcune opere pubbliche.

Dopo Smith: La scuola classica

Dopo Smith, troviamo nuovi economisti esponenti del pensiero classico: D. Ricardo (1772-1823), T. Malthus (1766-1834), S. S. Mill (1806-1873), K. Marx (1818-1883). Alla base di questo pensiero vi sono diverse idee che, tuttavia, riscuoteranno poco successo. Postasi come scienza, verrà ampiamente criticata dallo stoicismo.

Principali idee classiche:

  • Centralità della produzione.
  • Centralità del concetto di lavoro.
  • Le questioni del valore, della distribuzione (divenuto problema analitico) e della crescita.
  • Liberalismo (concezione filosofica) e liberismo (ordinamento politico), ovvero il concetto di free trade.

Il clima instauratosi, non permise alle nuove idee di prendere piede. Ciò fu dovuto a:

  • Problemi teorici riguardo il valore, ovvero l'insufficiente generalità di tale teoria (es. non è possibile stabilire il valore di un'opera basandosi esclusivamente sul tempo impiegato a crearla).
  • Nuove questioni sociali.
  • Trasformazioni del capitalismo e problemi di non giustizia del mercato (formazione dei cartelli).
  • Perdita di consensi come teoria scientifica dovuta, principalmente, alle critiche mosse dallo stoicismo (non vi sono leggi universali, cosa che l'economia cerca di trovare; l'economia classica è troppo astratta e astorica; metodo induttivo contro metodo deduttivo adottato dall'economia classica).

Economia marginalista/neoclassica

Due periodi di sviluppo: 1870 e 1890-1915. Entrambi i periodi sono caratterizzati da:

  • Forte crescita del tasso economico in molti paesi, compresi i meno sviluppati.
  • Aumento dei salari (ridotte le differenze sociali).
  • Mercati aperti.
  • Libertà di commercio.
  • Gold standard (ogni valuta/moneta si rapporta ad una quantità d'oro; tale quantità è stabile ed omogenea).

Principali economisti: W.S Jevons, L. Walras, K. Menger, A. Marshall e V. Pareto (gli ultimi due vengono considerati i primi grandi sistematori della teoria marginalista).

Il nuovo approccio ridefinisce confini e contenuti della scienza economica su fondamenti soggettivisti (in origine oggettivisti) e utilitaristi (è bene ciò che aumenta la felicità degli individui: minimo dolore, massimo piacere). Soggetto del mercato diventa il consumatore, un modello che si replica nelle varie azioni economiche.

Si pone un importante problema economico: determinare le condizioni tali che la ripartizione delle risorse tra gli usi alternativi renda massima la soddisfazione del consumatore (problema matematico di massimizzazione). Diventa perciò utile l'utilizzo di un metodo di ragionamento matematico: calcolo infinitesimale (da cui marginalismo) e geometria dei grafici.

Le due linee di pensiero

  • Walrasiana: astratta e teorica. Utilizza analogie meccaniche. Si pone il problema della determinazione delle condizioni ottimali affinché la distribuzione delle risorse sia efficiente e renda massima la soddisfazione del consumatore. Propone un modello di concorrenza perfetta e di equilibrio generale.
  • Marshalliana: concreta, realistica ed empirica. Utilizza analogie biologiche. Propone un modello di equilibrio parziale tra impresa ed industria e forme di mercato non concorrenziale.

La prima guerra mondiale pone fine all'età dell’oro.

  • Anni '20: problemi economici e sociali (disoccupazione, inflazione, debito pubblico e conflitti sociali).
  • Anni '30: grande crisi e depressione (29/10/1929: crollo di Wall Street).

In questo contesto emerge il pensiero di Keynes, che scrive “General Theory” (1936).

Modello microeconomico neoclassico

  • Modello base o di concorrenza perfetta (definizioni, strumenti, premesse; teoria delle scelte: di consumo, di produzione, di lavoro, di risparmio; in condizioni di incertezza, benessere).
  • Modello allargato (concorrenza imperfetta; monopolo, concorrenza monopolistica, oligopolio, esternalità, beni pubblici, risorse collettive, fallimenti del mercato).

Questioni oltre il modello neoclassico:

  • Informazione imperfetta.
  • Razionalità limitata.
  • Razionalità strategica (e teoria dei giochi).
  • Sviluppi della teoria dei mercati finanziari.
  • Teoria della giustizia.

Definizione neoclassica prevalente di economia (Walrasiana): Studio delle condizioni di efficienza dell'allocazione di risorse scarse. Le risorse devono essere necessariamente scarse in quanto, se non lo fossero, non sorgerebbero studi di allocazione efficiente. Secondo Walras la scienza economica è di tipo (prevalente) deduttivo. Essa è universale e si applica indipendentemente dai contesti istituzionali.

Definizione di economia (Marshalliana): Lo studio degli uomini, di come vivono e pensano negli affari correnti della vita. Secondo Marshall la scienza economica si occupa principalmente di quei moventi che più influiscono sulla condotta e sulla professionalità della vita. È la più esatta delle scienze sociali (non esatta come le scienze fisiche in quanto tratta delle forze mutevoli della natura umana).

Concetti analitici fondamentali

Il soggetto della scelta è un agente razionale.

  • Soggetto onnisciente.
  • Valuta, sulla base di preferenze ordinabili, costi e benefici delle varie alternative (tutte conosciute).
  • Sceglie quella che permette il massimo soddisfacimento.

Il comportamento dell'agente razionale viene definito razionalmente perfetto (o strumentale). Per la scelta della migliore alternativa (ovvero che garantisce il massimo soddisfacimento) l'agente si serve di strumenti.

Strumenti per la scelta

  • Insieme delle alternative disponibili che gli permettono di conoscere i propri vincoli (che limitano le alternative) e trade off (possibilità di scelta).
  • Costo oggettivo e costo opportunità (il costo soggettivo delle alternative). La scelta tra alternative in condizioni di scarsità, implica un costo (l'alternativa a cui si rinuncia).
  • Pensiero marginale (confronti tra benefici e costi, ovvero benefici e costi marginali).

La retta in figura rappresenta la retta di bilancio.

  • X: bene A.
  • Y: bene B.
  • Area triangolo: scelta non razionale (l'individuo non è soddisfatto).
  • Retta: scelta razionale.
  • Area esterna: scelta desiderabile.

La rappresentazione grafica del costo opportunità è l'inclinazione/pendenza della curva (in questo caso la retta di bilancio), ovvero [variazione bene X/variazione bene Y = F'(x)]. Condizioni tendenziali del sistema economico:

  • Equilibrio: situazione non soggetta a mutamento endogeno.
  • Efficienza: situazione migliore possibile di utilizzo delle risorse.
  • Efficienza paretiana: un'allocazione delle risorse in cui non si può migliorare la situazione di un agente economico senza peggiorare quella di qualcun altro.

Il mercato, lo scambio e la formazione dei prezzi

Il mercato e i benefici dello scambio:

  • Specializzazione e vantaggio assoluto a scambiare (Smith).
  • Vantaggio comparato a scambiare (Ricardo). Gli individui si specializzano nelle attività in cui sono più efficienti, che comportano quindi minori costi opportunità e scambiano i prodotti della produzione in cui si sono specializzati. Ne derivano mutui vantaggi.

Esempio:

  • 2 individui: Adamo e Eva
  • 2 beni: cibo e abbigliamento
  • Giornata lavorativa di 8 h

Adamo produce un'unità di cibo ogni 60 minuti, mentre ogni 15 ne produce una di abbigliamento. Eva produce un'unità di cibo ogni 20 minuti, mentre ogni 10 ne produce una di abbigliamento.

Agente Cibo (Unità/8 h) Abbigliamento (Unità/8 h)
Adamo 8 32
Eva 24 48

Eva ha un vantaggio assoluto in entrambe le produzioni. Le conviene specializzarsi? E ad Adamo?

Agente Cibo Abbigliamento
Adamo 4 0,25
Eva 2 0,5

Adamo rinuncia a 4 unità di abbigliamento nel produrre un'unità di cibo, Eva a 2. Adamo rinuncia a 0,25 unità di cibo nel produrre un'unità di abbigliamento, Eva a 0,5. Adamo ha un costo opportunità minore di Eva nell'abbigliamento. Eva ha un costo opportunità minore di Adamo nel cibo. Perciò i due si accordano in tal modo: Adamo si specializza nell'abbigliamento ed Eva nel cibo (in questo modo le perdite vengono minimizzate).

Situazione di autarchia

Situazione di autarchia in cui non vi sono relazioni, scambi, mercato. Vige l'autosufficienza. Adamo e Eva decidono di dedicare la metà del tempo alla produzione di cibo (4 h).

Agente Produzione (C+A) Consumo (C+A)
Adamo 4+16 4+16
Eva 12+24 12+24

Situazione di specializzazione/scambio

Adamo si specializza completamente (8 h) nell'abbigliamento, mentre Eva parzialmente nel cibo (6h).

Agente Cibo Abbigliamento
Adamo 0 32
Eva 18 12

Si suppone che lo scambio avvenga al prezzo di 3 unità di abbigliamento per un'unità di cibo:

Agente Produzione (C+A) Scambio (C+A) Totale (C+A)
Adamo 0+32 Riceve 5C e dà 15A 5+17
Eva 18+12 Dà 5C e riceve 15A 13+27

Si evince, dal totale, che vi è stato un miglioramento rispetto alla situazione di autarchia: mutui vantaggi.

Se, invece, lo scambio avvenisse ad un prezzo di 5 unità di abbigliamento per una di cibo:

Agente Produzione (C+A) Scambio (C+A) Totale (C+A)
Adamo 0+32 Riceve 5C e dà 25A 5+7
Eva 18+12 Dà 5C e riceve 25A 13+37

La tabella mostra come Eva venga favorita a discapito di Adamo. Solo i prezzi compresi tra i costi di opportunità di partenza (2 e 4) sono vantaggiosi per entrambi gli agenti. È sensato fare uso del meccanismo di mercato se e solo se non viene ad esercitarsi un “potere di mercato”. La concorrenza tra agenti deve essere perfetta.

La retta di bilancio di Adamo è Y=-4x+4. La retta di bilancio di Eva è Y=-4/3x+4. La retta con pendenza maggiore (quella di Adamo) indica che è vantaggioso specializzarsi.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco_cencig di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Marchionatti Roberto.
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