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Parte I: Introduzione e contabilità nazionale

Introduzione

Microeconomia e macroeconomia sono due approcci distinti: la macroeconomia studia il funzionamento del sistema economico nel suo insieme, mentre la microeconomia si occupa del comportamento dei singoli mercati e operatori. Per meglio comprendere la differenza, consideriamo l'espressione: Z = Q P + ... Qn Pn dove Q e P rappresentano quantità e prezzo dei beni finali prodotti dal sistema economico in un determinato periodo, mentre Z è il corrispondente valore del prodotto aggregato. Nel calcolo di tale prodotto si escludono i beni intermedi, incorporati nel valore dei beni finali. I beni finali sono destinati a contribuire al benessere materiale della collettività.

In macroeconomia, l'aspetto che conta di più è la variazione del prodotto aggregato: si verifica se Z sia aumentato, diminuito o rimasto costante, e si accerta se l'eventuale variazione sia dovuta al movimento di Q o di P. La differenza è fondamentale, in quanto l'aumento di Q comporta un maggior benessere, mentre l'aumento di P genera inflazione.

Prodotto reale e indice dei prezzi

Per studiare il movimento di Q e P, consideriamo il valore del prodotto aggregato in un periodo successivo a 0, quindi: Z1 = Q1,1 P1,1 + ... Qn,1 Pn,1. Indichiamo con ΔZ la variazione assoluta di Z tra i due periodi che può dipendere sia dal mutamento di Q sia di P; esiste tuttavia un modo semplice per distinguere i due effetti, che si ha moltiplicando le nuove quantità per i prezzi del periodo precedente. Emerge così un nuovo aggregato Y1 = Q1,1 P1,0 + ... Qn,1 Pn,0 in cui Y è il prodotto reale dell'anno 1.

Pertanto ΔY è la variazione dovuta alle sole quantità, mentre ΔP = Z1 - Y1 è la parte residua della variazione di Z ed è dovuta alla variazione dei prezzi. Si avrà quindi ΔZ = ΔP + ΔY.

Sistema economico

Con il termine sistema economico s'intende un'estensione di terre comprese entro determinati confini e abitate da una popolazione dotata di un'organizzazione statale. Nelle convenzioni internazionali di contabilità nazionale si usa il termine prodotto interno per indicare la produzione di beni finali effettuata entro i confini di un dato Paese; si usa invece il termine prodotto nazionale per indicare la produzione effettuata in qualsiasi parte del mondo dalle imprese che hanno la residenza in un determinato Paese.

È quindi evidente che se un Paese è a economia chiusa, il prodotto interno coincide con quello nazionale.

Problema del coordinamento ed economia di mercato

Il coordinamento delle decisioni dei singoli soggetti che appartengono al sistema economico è un problema fondamentale per il sistema stesso. Tale problema è stato risolto con tre forme principali di organizzazione sociale della produzione e dello scambio dei beni, basate rispettivamente su:

  • Tradizione.
  • Pianificazione centralizzata.
  • Sistema di mercato e della libera impresa.

Politica economica: obiettivi e vincoli

Per il corretto funzionamento del mercato è necessario l'intervento dello Stato, che svolge due compiti fondamentali:

  • Creare un quadro di riferimento istituzionale, all'interno del quale l'azione dei singoli soggetti possa svolgersi liberamente nel rispetto delle regole, tutelando i diritti umani e civili delle persone.
  • Sopperire alle lacune e ai limiti del mercato, correggendo eventuali errori. Questo secondo compito è affidato alla politica economica che persegue due obiettivi principali: Piena occupazione e sviluppo economico.

Lo sviluppo economico può essere definito in senso stretto come un processo di incremento costante della capacità produttiva del sistema con conseguente ampliamento sia della quantità, sia della varietà dei beni prodotti – si parla quindi di crescita economica – in senso lato come miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

Il perseguimento di tali obiettivi è tuttavia sottoposto a tre principali vincoli:

  • Stabilità dei prezzi.
  • Equilibrio di bilancio della P.A.
  • Pareggio tendenziale della bilancia dei pagamenti. Questi vincoli possono essere sintetizzati con l'espressione stabilità monetaria interna ed esterna.

Trend e ciclo economico

Si definisce ciclo economico l'alternarsi di fasi di espansione e di contrazione del prodotto reale rispetto al suo trend – tendenza di crescita – di lungo periodo. In prossimità del punto massimo – picco – di un ciclo, la domanda di beni è particolarmente elevata rispetto all'offerta potenziale, di conseguenza stimola l'inflazione, mentre in prossimità del punto minimo – sella – la domanda è bassa e genera disoccupazione.

Nella contabilità nazionale è frequente il termine PIL – prodotto interno lordo – dove "lordo" si riferisce al fatto che nel corso del processo produttivo il capitale fisso subisce un invecchiamento tecnologico, detto obsolescenza; di conseguenza, una quota del prodotto – detta ammortamento – è destinata al ripristino della capacità produttiva del capitale. La differenza tra PIL e ammortamento è detta PIN – prodotto interno netto.

La produzione non si trova sempre al livello del trend – cioè il livello del pieno impiego dei fattori – bensì oscilla intorno. Si definisce quindi gap di produzione la differenza tra la produzione corrispondente al pieno impiego – detta produzione potenziale – e la produzione effettiva.

Inflazione e ciclo economico

L'andamento dell'inflazione è inversamente proporzionale ai gap di produzione. Le politiche miranti a stimolare la domanda aggregata tendono a produrre inflazione, a meno che non siano adottate quando nel sistema economico vi è un alto tasso di disoccupazione. L'inflazione – cioè il tasso di variazione dei prezzi – così come la disoccupazione sono alcuni dei principali problemi macroeconomici, anche se i costi dell'inflazione sono meno evidenti di quelli della disoccupazione.

Macroeconomia in tre modelli

Breve periodo: capacità produttiva data e prezzi fissi

Nel breve periodo si suppone che la capacità produttiva del sistema economico e il livello dei prezzi siano ambedue dati. L'attenzione è posta sulla domanda aggregata, tra le cui componenti principali troviamo la domanda di beni di consumo, gli investimenti, la spesa pubblica e le esportazioni al netto delle importazioni nel caso di economia aperta.

Il prodotto e l'occupazione dipendono dalla domanda aggregata e – se quest'ultima è inferiore al prodotto potenziale – si verificherà una situazione di recessione. Nel breve periodo, consideriamo fisso il prodotto potenziale poiché, per aumentare la capacità produttiva del capitale, è necessario progettare e realizzare gli investimenti.

Medio periodo: capacità produttiva data e prezzi variabili

Con il passare del tempo si ammette la possibilità che prezzi e salari diventino flessibili; se quindi la domanda aggregata eccede il livello del prodotto potenziale si avrà inflazione, mentre nel caso opposto prezzi e salari dovrebbero cadere. Un motivo della coesistenza di disoccupazione ed inflazione deriva dal conflitto distributivo che nelle moderne economie industriali coinvolge lavoratori e datori di lavoro: richieste di aumenti salariali si possono infatti manifestare in fase di contrattazione anche in presenza di disoccupazione. Tali aumenti saranno poi scaricati sui prezzi e genereranno così nuove rivendicazioni salariali per la difesa del potere d'acquisto, dando così vita ad una spirale inflazionistica.

Lungo periodo: capacità produttiva variabile

Il comportamento del sistema economico nel lungo periodo – cioè del periodo sufficientemente lungo perché la capacità produttiva possa aumentare e i prezzi e i salari raggiungano il livello di equilibrio compatibile con la piena occupazione dei fattori produttivi – è oggetto di analisi da parte della teoria della crescita, che si propone di spiegare i fattori che determinano il tasso di incremento del prodotto potenziale nel lungo periodo.

Si ritiene che i periodi di espansione e recessione si compensino e che di conseguenza tutti i fattori siano in media pienamente impiegati, fermi restando i livelli di disoccupazione fisiologici. Il livello dei prezzi dipende invece dai rapporti che in ciascun periodo si instaurano tra domanda e offerta aggregata.

Contabilità nazionale

Il prodotto interno può essere suddiviso in due modi:

  • Produzione: Dal punto di vista della produzione una parte remunera il lavoro sotto forma di salari, l'altra parte remunera il capitale sotto forma di interessi e dividendi.
  • Domanda: Dal punto di vista della domanda, il prodotto interno viene consumato o investito.

Lo studio della contabilità nazionale inizia con la definizione di PIL – prodotto interno lordo – cioè il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti nel Paese in un certo periodo di tempo.

Produzione e remunerazione dei fattori produttivi

Il lavoro e il capitale sono definiti fattori produttivi e i redditi percepiti da tali fattori vengono definiti remunerazione dei fattori produttivi. Immaginando un sistema economico chiuso e senza Stato, gli unici operatori sono le imprese – che producono e vendono, e acquistano all'esterno i servizi dei fattori produttivi – e le famiglie – che acquistano beni e servizi prodotti. Tale processo prende il nome di flusso circolare del reddito.

Il valore dei beni e servizi prodotti è esattamente uguale alla spesa delle famiglie. Alla fine del processo la moneta è ritornata nella disponibilità delle imprese. Nelle economie moderne lo Stato invece gioca un ruolo rilevante nella produzione di beni e servizi e nella redistribuzione del reddito. Le entrate del bilancio dello Stato sono costituite da tre voci: imposte dirette, imposte indirette e contributi sociali. Le imposte dirette e i contributi sociali sono dei prelievi commisurati ai redditi, mentre le imposte indirette sono stabilite in percentuale del prezzo dei beni e servizi finali.

Dal lato delle uscite lo Stato interviene nel flusso circolare del reddito in due modi:

  • Acquisti pubblici: Acquistando beni e servizi finali da imprese private per metterli a disposizione dei cittadini o producendoli direttamente.
  • Trasferimenti: Trasferendo a determinate categorie di cittadini e sulla base di requisiti prestabiliti delle somme di denaro.

Misurazione del PIL e degli altri aggregati dei conti nazionali

Il PIL è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un Paese; i beni intermedi sono quindi esclusi per evitare errori di doppia contabilizzazione. Nella pratica, tali errori si evitano facendo riferimento al valore aggiunto, cioè l'aumento del valore del prodotto a un dato stadio della produzione – cioè valore del prodotto meno costo dei beni intermedi.

Calcolo del PIL e problemi connessi

I dati del PIL sono usati non solo come misura della produzione, ma anche come misura del benessere degli abitanti del Paese di riferimento, anche se non fornisce una misura precisa. Ciò è dovuto a tre problemi:

  • Alcuni beni e servizi sono esclusi dal calcolo del PIL perché non vengono scambiati sul mercato. Va osservato che il prezzo dei servizi pubblici non è fissato direttamente dal mercato.
  • Alcune attività non servono a produrre beni, ma a limitare "mali" quali la criminalità.
  • Non è facile tener conto dei perfezionamenti nella qualità dei beni.

Consumi

  • Consumi delle famiglie: è la spesa delle famiglie residenti.
  • Spesa pubblica in beni e servizi: è la spesa della P.A. in beni e servizi.
  • Spesa delle istituzioni sociali private: è la spesa delle istituzioni sociali private che operano al servizio delle famiglie.
  • Consumi nazionali e interni: per passare al concetto di consumi interni bisogna sottrarre al totale dei consumi nazionali la parte dei consumi effettuata all'estero dai residenti ed aggiungere la spesa dei non residenti effettuata nel Paese di riferimento.

Investimenti

La voce investimenti lordi richiede una precisazione, poiché con essa si fa riferimento agli acquisti di beni di durata pluriennale destinati alla produzione di altri beni. Per essere considerati investimenti i beni devono avere quattro caratteristiche:

  • Essere materiali.
  • Essere riproducibili.
  • Avere durata pluriennale.
  • Essere utilizzati per una produzione destinata al mercato o quantomeno allo scambio.

L'investimento in senso più generale invece, comprende anche gli investimenti in capitale umano – cioè istruzione e preparazione delle persone facenti parte della forza lavoro.

Esportazioni nette

È una delle componenti di domanda aggregata di prodotti nazionali e corrisponde alla differenza tra esportazioni e importazioni.

PIL nominale e PIL reale

Il PIL nominale indica il valore della produzione di un determinato anno ai prezzi di quell'anno, cioè in moneta a valore corrente; il PIL reale invece, indica il valore assunto nel corso del tempo dalla produzione di beni e servizi finali – valutati in anni diversi agli stessi prezzi – cioè in moneta a valore costante. Il primo varia da un anno all'altro perché cambiano sia i prezzi di mercato, sia la quantità di beni e servizi prodotti; pertanto per confrontare la produzione in anni diversi si fa riferimento al PIL reale.

Inflazione e indici

Inflazione e indici dei prezzi

L'inflazione è il tasso di aumento dei prezzi e il livello dei prezzi è il risultato dell'inflazione registrata in passato. Per calcolare l'aumento dei prezzi di un qualsiasi aggregato, si fa ricorso agli indici dei prezzi:

  • Indice a base fissa: sviluppato da Laspeyres con IL = (Σ qi0 pit / Σ qi0 pi0) × 100, dove m è il numero dei beni, i è l'anno base, t è l'anno, qi e pi sono quantità e prezzo del bene i. Tale indice sovrastima l'inflazione, in quanto il paniere di riferimento è quello dell'anno iniziale e rimane costante quando i prezzi aumentano.
  • Indice di Paasche: un modo alternativo è l'indice di Paasche che tende invece a sottostimare l'inflazione poiché considera le quantità dell'anno t quando i consumatori hanno già aggiustato i loro acquisti relativamente all'aumento dei prezzi.
  • Indice a catena: diffusisi per attenuare o eliminare i problemi degli indici a base fissa, ossia: Se si tiene fermo l'anno base per un lungo periodo, è difficile tener conto dei beni che nell'anno base non esistevano. È difficile tener conto dei miglioramenti qualitativi.

Il metodo degli indici a catena fornisce un' approssimazione più corretta poiché permette di adeguare continuamente sia il paniere, sia i pesi.

Deflatore del PIL

Per il PIL i conti nazionali forniscono per ogni anno tre serie:

  • PIL a prezzi correnti: PILpc = Σ pit qit
  • PIL ai prezzi dell'anno precedente: PILpap = Σ pit-1 qit
  • PIL a valori concatenati: PILpc = Σ pt-1 qit-1

Il deflatore del PIL si calcola come il rapporto tra il primo e il secondo: ID = (PILpc / PILpap) × 100 e misura la variazione dei prezzi tra l'anno corrente e l'anno base. Con il rapporto tra secondo e terzo invece si misura la variazione del PIL reale tra l'anno t-1 e t.

Stime degli input di lavoro e capitale

Per quanto riguarda il capitale, l'ISTAT fornisce stime degli stock di capitale:

  • Lordo: cioè il valore dei beni capitali ancora in uso nel sistema economico valutati come se fossero beni capitali nuovi.
  • Netto: cioè il valore dei beni capitali ancora in uso nel sistema economico valutato allo stesso prezzo dei beni capitali nuovi dello stesso tipo, meno il valore cumulato del deprezzamento maturato fino all'anno per il quale si calcola lo stock.

Per quanto riguarda il lavoro invece, l'ISTAT fornisce diverse stime:

  • Occupati: cioè tutte le persone – dipendenti e indipendenti – che prestano la propria attività lavorativa presso unità produttive residenti sul territorio economico del Paese.
  • Unità di lavoro: cioè l'insieme delle posizioni lavorative a tempo pieno e di quelle a tempo parziale trasformate in unità a tempo pieno mediante coefficienti derivanti dal rapporto tra ore effettivamente lavorate e ore standard.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher robby.canto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Palestrini Antonio.
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