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Economia politica - Diseguaglianza e crescita Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia politica - Diseguaglianza e crescita. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: 1) Analizzare come la distribuzione del reddito la diseguaglianza e influenzano la crescita, 2) Analizzare come la crescita influenza la diseguaglianza, ecc.

Esame di Economia politica docente Prof. G. Palermo

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Fig.1 4

Fig.2

Crescita e diseguaglianza. ‘ipotesi di Kuznets.

La natura e le cause dell’evoluzione di lungo periodo della distribuzione dei redditi tra le persone, o le

famiglie, sono state lungamente discusse. Il punto di partenza ideale del dibattito è costituito dalla

intuizione brillante, ancorché erronea, di Vilfredo Pareto, secondo cui la distribuzione del reddito è

sostanzialmente immutabile nel tempo e nello spazio. Mezzo secolo dopo, l’interesse veniva ravvivato da

Simon Kuznets e dalla sua famosa relazione a “U capovolta” tra disuguaglianza e crescita del reddito pro-

capite. Si tratta di verificare la presunta esistenza (individuata da Kuznets) di una curva ad U rovesciata, e

cioè di una relazione prima diretta e poi inversa tra reddito pro-capite (indicatore sintetico di sviluppo) ed

un indice di diseguaglianza. In particolare occorre: 1) spiegare se la relazione osservata in molti paesi

debba essere considerata come puramente accidentale od invece sistematica, 2) quali possono essere i

fattori esplicativi di tale relazione.

Il contesto teorico nel quale Kuznets aveva sviluppato la sua analisi era quello dello sviluppo come

modernizzazione, in sintonia con l'impostazione di Rostow (teoria degli stadi). Nel primo lavoro (Modern

Economic Growth), Kuznets aveva individuato i caratteri della crescita in: 1) crescita di produttività per

lavoratore come conseguenza dello sviluppo tecnologico, 2) rapidi mutamenti nella struttura sociale

(urbanizzazione, industrializzazione), 3) organizzazione politica e ruolo dello Stato sovrano, 4) progressiva

diffusione dello sviluppo a livello internazionale.

L'esistenza di una curva ad U rovesciata tra reddito pro-capite e l'indice di Gini era attribuita, in una 1° fase

del processo di sviluppo, essenzialmente ai mutamenti intersettoriali dell'occupazione, nonchè all’aumento

del risparmio delle classi più ricche, che grazie ad un processo di accumulazione si traduce in investimenti,

redditi da capitale e nuovo risparmio. In una 2° fase, invece, la diseguaglianza diminuisce a causa dei

seguenti fattori: 1) emergere di una classe media (classe operaia ed impiegatizia). 2) maggiore importanza

dei redditi da lavoro rispetto a quelli da capitale. 5

I risultati ottenuti da Kuznets sono condizionati dal tipo di analisi. Si tratta infatti di analisi "cross-section" i

cui limiti sono ben noti: 1) si basano sull'ipotesi forte di un identico sentiero di sviluppo per tutti i paesi

considerati, 2) non tengono sufficientemente conto delle differenze, talvolta considerevoli, nella definizione

dei dati reddituali (individuale e/o familiare, primario e/o secondario) o nella natura della indagine (riferita

all'universo, campionaria, regionale) 3) l'impiego dei tassi di cambio ufficiali per rendere comparabili i

valori monetari introduce delle distorsioni. Non tiene sufficientemente conto delle differenze nei prezzi

relativi all’interno dei vari paesi.

Proprio tenendo conto di queste considerazioni numerosi autori, in studi successivi, hanno posto in dubbio

la possibilità di identificare una precisa relazione tra il grado di diseguaglianza nella distribuzione

personale dei redditi ed il livello di sviluppo del sistema considerato. Difatti la significatività della

relazione diminuisce se si escludono alcuni paesi, ed in particolare quelli sviluppati. La varianza non

spiegata assume valori così elevati che per giustificarla occorre far riferimento alle specifiche

caratteristiche d'ogni paese. Alcuni autori, ad esempio, rilevano un indebolimento della relazione

eliminando i paesi socialisti. Secondo altri autori, invece, la presenza dei paesi dell'America Latina, a

reddito pro-capite medio, ma caratterizzati da una forte concentrazione del reddito, contribuisce in larga

misura a determinare i risultati.

Anand e Kanbur hanno mostrato come il punto di svolta, e la posizione della curva nello spazio muti in

relazione alle diverse forme funzionali adottate per specificare la relazione tra reddito (a seconda che sia

considerato come valore assoluto, come logaritmo, in forma quadratica) ed indici di diseguaglinaza

alternativi. Questi autori mostrano anche come non si possano derivare conclusioni non ambigue sulla

relazione tra l'indice di concentrazione proposto da Ahluwalaia e valori del reddito pro-capite quando si

renda più attendibile l'evidenza empirica raccolta da Jain, ed utilizzata da Ahluwalaia.

Altri autori hanno sottolineato come la relazione diretta tra crescita ed eguaglianza sia collegabile piuttosto

all'esistenza d'una classe media sufficientemente ampia da sostenere una domanda di prodotti manufatti.

Ritroviamo qui un'argomentazione tipicamente smithiana che riconduce la crescita all'espansione, ma

soprattutto alla differenziazione della domanda.

Altri ancora hanno messo in relazione i tassi di variazione dell’indice di diseguaglianza con quello del

reddito pro-capite. Non risulta alcuna netta correlazione.

La ripresa d’interesse per i temi della relazione tra disuguaglianza e crescita può essere spiegata proprio dal

fatto che i risultati delle indagini empiriche sono spesso contrastanti e non definitivi. Ne sono una

testimonianza i diversi studi volti a stimare l’esistenza di una curva ad U rovesciata alla Kuznents e i

diversi risultati cui sono giunti. La disponibilità di nuove e più complete banche dati, in particolare per i

paesi in via di sviluppo, ha rafforzato la consapevolezza di un progressivo peggioramento della

disuguaglianza. Mentre fino alla metà degli anni 90 diverse analisi che utilizzavano i dati aggiornati alla

fine degli anni 80 o agli inizi degli anni 90 (Deininger e Squire 1996), sostenevano che la disuguaglianza

all’interno dei paesi era stabile nel tempo, un numero crescente di studi che si basano su differenti

impostazioni suggeriscono che la disuguaglianza all’interno dei paesi sta crescendo

Secondo Fields le diverse evidenze empiriche rivelano che molti sono i fattori di natura strutturale

(economica, politica, istituzionale) che influenzano la diseguaglianza. Questa sarà tanto più elevata quanto

più alta è: 1) la quota del settore industriale, 2) la quota di esportazioni di beni primari, 3) il dualismo

regionale e settoriale, 4) il peso dei lavoratori autonomi, 5) una distribuzione concentrata dei fattori di

produzione (capitale e terra), 6) un sistema creditizio inefficiente, 7) una scarsa presenza dello Stato e delle

politiche redistributive. Vi sono poi sistemi particolarmente egualitari come quelli socialisti od invece

particolarmente diseguali come quelli dell’America Latina e dell’Africa a sud del Sahara.

Secondo altri autori, infine, non è tanto la differenza nei redditi pro-capite che spiega le differenze nella

diseguaglianza, quanto i diversi contesti istituzionali con particolare riferimento: 1) ai sistemi educativi e la

formazione di capitale umano; 2) la partecipazione alla vita politica ed alla possibilità di influenzare con il

voto le politiche redistributive (elettore mediano). Quando il livello di sviluppo è basso la partecipazione da

parte delle fasce di popolazione più povera è ridotta e dunque il reddito dell’elettore mediano più alto di

quello medio. Ne seguono politiche a carattere regressivo. Il contrario avviene quando il reddito pro-capite

6

cresce.

Fig.1 7


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Palermo Giulio.

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