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Il punto di flesso indica la migliore condizione per una azienda.

esempio:

disegno

Costo opportunità: il bene a cui si rinuncia per acquistarne un altro.

La funzione di produzione: relazione che intercorre quantità di fattori impiegati nei processi

produttivi e la quantità di prodotto ottenuto. (figura sopra)

LA CONCORRENZA PERFETTA

La dove l’impresa può entrare e uscire da mercato liberamente, si è in presenza di concorrenza

perfetta.

in questo regime la produzione e l’offerta dell’impresa riesce solo una piccolissima quantità di

domanda. Nel monopolio, l’impresa è una PRICE MAKER (determina il prezzo) ed esistono forti

barriere sia all’ingresso che all’uscita.

Ottenuto il bene, il produttore lo inserisce nel mercato fissando un prezzo, ma poco può fare nel

caso della concorrenza perfetta poichè il prezzo e dato dall’incontro di domanda e offerta.

Le imprese in questo regime non possono toccare il prezzo ma possono operare per contenere e

ridurre i costi di produzione.

Le caratteristiche della concorrenza perfetta sono:

1. tutte le imprese beni e servizi identici

2. le piccole dimensioni dell’imprese non consentono di influire il prezzo

3. libertà di ingrasso e di uscita dal mercato

4. il ricavo marginale è uguale al prezzo di mercato

5. la curva di domanda e perfettamente elastica e parallela all’asse delle ascisse, vende tutto a

prezzo di mercato

6. il costo marginale e uguale al prezzoli mercato

In un mercato perfettamente concorrenziale esiste un’efficiente allocazione delle risorse, ma ciò

presuppone che non ci siano fallimenti di mercato e tutti i mercati siano perfettamente

concorrenziali, e quindi si potrà solo operare sulle POSSIBILITA’ PRODUTTIVE.

Ma l’efficienza non si concilia con l’equità e con la distribuzione personale dei redditi; per tale

motivo oggi le economie si appoggiano a privati e aiuti dello Stato, cercando di creare giustizia

sociale nei sistemi economici. figure esterne

EFFICIENZA DELLA CONCORRENZA PERFETTA (LIBRETTO 2)

L’efficienza dell’economia con reggine a concorrenza perfetta e determinato da diversi fattori:

1. flusso circolare dell’economia, che costituisce il tipico il tipico esempio di equilibri di

mercato.

2. privo di fattori distorsivi, l’equilibrio generale si realizza e si esprime in termini di prezzi e

di output dove l’utilità marginale e uguale al costo marginale sostenuto.

L’equilibrio generale e dato da:

1. eguagliamento delle utilità marginali ponderate dei consumatori per soddisfare i propri

bisogni

2. uguagliamento delle produttività marginali ponderate dei prodottori per ottenere servizi e

prodotti finiti.

3. qundo il sistema alloca in modo efficiente beni e srvizi mantenendosi sulla frontiera delle

possibilità produttive.

Tutto questo e solo un’ipotesi di labboratore che nella realtà dei fatti non esiste, l’efficienza

allocativa dei mercati concorrenziali trova limiti come il Monopolio, Oligopolio, Concorrenza

monopolistica e nei fallimenti di mercato.

CONCORRENZE IMPERFETTE: MONOPOLIO, OLIGOPOLIO E CONCORRENZA

MONOPOLISTICA

La concorrenza imperfetta genera minore quantità offerta, prezzi più elevati, profitti più elevati e

quindi meno domanda. Ma non sono solo i lati negativi a caratterizzare questo regime ma lati

positivi come: ricerca delle nuove tecnologie, innovazioni di prodotto e di processi. Nei mercati a

concorrenza perfetta la domanda e perfettamente elastica, in quelli a concorrenza imperfetta la

domanda presenta minore elasticità. Il caso estremo della conc. imperfetta è data dal monopolio che

non permette ad altre piccole imprese di immettersi nel mercato con decisione, ma sono

continuamente controllate per impedire che le stesse adottino politiche anticoncorrenziali.

MONOPOLIO

Il monopolista come ogni altro imprenditore tende a massimizzare il proprio profitto, ed essendo

l’unico a offrire quel servizio determinerà un prezzo.

Se il prezzo del bene sarà basso la domanda sarà superiore al coso in cui il bene sarà inserito nel

mercato con un prezzo più alto. Se le quantità del bene sono superiori i prezzi saranno inferiori e

viceversa.

Il mercato del bene viene studiato attraverso gli indici di elasticità dalle domanda. In modo che il

profitto del monopolista sarà maggiore preferirà adottare il metodo della quantità minore ma ad un

prezzo più alto, nel caso in cui la domanda si sposterà di poco. Se invece la domanda sarà molto

elastica adotterà l’altro metodo (più quantità e meno prezzo).

Il sacrificio di diminuire il prezzo sarà compensato da maggiori ricavi.

Ricavo marginale

il ricavo marginale è l’aumento del ricavo totale conseguente alla vendita di un’ unita addizionale di

un bene o di un servizio. Aumentando le offerte diminuisce il ricavo marginale.

Ricavo totale

è dato dal prodotto del prezzo per le quantità ai diversi livelli offerti.

esempio:

disegno

Se l’incremento percentuale delle quantità offerte sarà superiore alle riduzioni percentuali di prezzo,

la domanda è elastica e quindi il ricavo totale aumenta e il ricavo marginale sarà positivo o

maggiore di zero.

Lo scopo del monopolista e di rendere maggiore la differenza tra Rt e Ct (Rt-Ct = Pt (prezzo)).

OLIGOPOLIO

E’ caratterizzato da:

• industria dominata da poche imprese che soddisfano tutta la domanda di mercato

• alto rapporto di concentrazione della produzione nelle mani di poche imprese

• tendenza a evitare la concorrenza e colludere

• tendenza a maggiore concentrazione

• capacità di singole di singole imprese a incidere nel mercato

le cause che determinano la concentrazione sono costituite da:

1. alto livello tecnologico e produttivo

2. esistenza di barriere all’ingresso

3. interazione strategica a economia di scala

4. tendenza a colludere per ridurre danni creando Trust

5. una lotta tra imprese, determinanti la perdita di altre imprese, diminuendo i prezzi,

preferiscono evitare di colludere.

oligopolio collusivo: collusione di aziende per aumentare i profitti.

CONCORRENZA MONOPOLISTICA

E’ caratterizzata da:

• molte imprese che operano ne mercato e offrono prodotti

• libertà di ingresso e di uscita dal mercato

• i prezzi si accettano per dati, non si possono cambiare

• i prodotti sono differenziato al contrario nella concorrenza.

figure nel libretto 1 MERCATO DEI FATTORI, TERRA LAVORO E CAPITALE

A detenere questi fattori sono le famiglie che immettono nel mercato un qualsiasi fattore ad un certo

prezzo che per essere in equilibrio e dato dall’incontro di domanda e offerta.

TERRA

Caratteristiche:

1. la curva dell’offerta e completamente anelastica

2. la rendita è il pagamento, fattore a offerta fissa

3. Si ha equilibrio di mercato all’incontro tra domanda imprese e offerta delle famiglie fig.est.

4. in concorrenza l’offerta e domandata dal mercato

5. le imposte sulla terra non modificano i prezzi ma agravano la rendita del proprietario.

LAVORO • l’evoluzione dei sistemi economici a portato ad un aumento dei salari e meno ore

lavorative

• in cocorrenza perfetta il salario e dato dall’incontro di domanda e offerta del lavoro,

e il salario sarà dato dal prodotto ottenuto dal lavoratore marginale, ma ciò

presuppone che tutte le occupazioni siano uguali e che una miriade di imprese

dimandino lavoratori

• la produttività aumenta all’aumentare del capitale

• più capitale e più produttività porta ad un’aumento dei salari

• professionalità, cultura e produttività variano da soggetto a soggetto

• la miglior paga l’avrà la miglior competenza e professionalità le altre condizioni

lavorative più disagiate avranno salari compensativi, dipende tutto dal livello di

istruzione. fig.est

CAPITALE

Terra e lavoro sono fattori primari mentre il capitale e un fattore derivato dal processo produttivo, e

costituito da:

• Impianti e strutture

• Macchinari e attrezzature

• scorte

Tasso di rendimento del capitale:

Rapporto tra rendimento netto e valore capitale impiegato, cioè una cpmonete del profitto lordo.

Rna/Vca

Le famiglie tramite risparmi e incrementi si riesce a ofrirlo al mercato dei capitali.

Le imprese, attraverso canali finanziari e con interesssi, domandano e ottengono i risparmi per

investirli.

Tasso di rendimento reale del capitale:

è dato dal rendimento monetario – il tasso di iflazione Rr = Rm – Ti

Rendita perpetua:

Ci aiuta a trore il valore attuale dividendolo con il saggio di interesse. V= N/i

Teoria del capitale

I renditi disponibili non consumati destiti al risparmio creano capitale in futuro, potendo

riutilizzarlo e aumentare il capitale con altro eventuale risparmio. Le imprese ne fanno uso ad un

certo costo di interesse per investirlo e dargli un rendimento.

In economia concorrenziale il tasso di rendimento del capitale corrisponde al al tasso di interesse di

equilibrio nel mercato.

Nel breve periodo:

L’offerta di capitale è fissa

fig.

Nel lungo periodo:

lo stock di capitale è variabile nel tempo perché si incrementa con i risparmi delle famiglie.

.

Fig

La teoria classica tramite uno studio detiene che il capitale deve tenere conto:

• imposte

• inflezione

• progresso tecnico

• rischi e incertezze negli investimenti

Ogni innovazione crea sempre un monopolio temporaneo.

COMMERCIO INTERNAZIONALE, VANTAGGIO COMPARATO E PROTEZIONISMO

COMMERCIO INTERNAZIONALE

I vantaggi e le caratteristiche del commercio internazionale:

• gli scambi interessano l’intero pianeta e non l’autosufficienza interna come nei passati

sistemi economici

• promuove efficienza, specializzazione e produttività, ma può determinare inflazione e

caduta di occupazione

• maggiore ampiezza di mercato e di scambio

• la regolamentazione pone problemi di tassi di scambio

• costi decrescenti di produzione che stimolano gli scambi internazionali.

VANTAGGIO COMPARATO

Il commercio internazionale si realizza in modo che ogni nazione può consumare di più di quello

potrebbe produrre da sola.

Il principio del vantaggio comparato si basa sulla specializzazione produttiva, costi decrescenti ed

efficienza che costituiscono l’essenza del mercato.

Quindi ogni paese produrrà solo quello che avrà meno costo di produzione, che parte destinerà

all’esportazione.

La teoria del vantaggio comparato è stata alabborata da David Ricardo nel 1817.

In assenza di commercio int. Le produzioni saranno più forzate dal punto di vista di costi, deve

cercare di produrre tutto quello che serve ad una nazione con le proprie forze.

In presenza invece, deriverà una crescita del PIL reale e maggiore soddisfacimento di tutta la

collettività.

Graficamente: ESEMPIO ITALIA E BRASILE

PROTEZIONISMO

Malgrado gli economisti si trovano a studire come favorire il libero scambio, gli Stati si trovano

pressati per proteggere le produzioni interne e lo fa tramite dazi doganali:

tariffe doganali:

• fiscali

• protettive

• contingenti alle importazioni

• barriere non tariffate

• restrizioni volontarie delle esportazioni

in un mercato chiuso:

i dazi doganali sono molto elevati, i produttori hanno margini di guadagno decrescenti e limitano la

produzione alle quantità.

In un reggime libero:

tutte le imprese che detengono prezzi alti usciranno dal mercato, mentre le altre grazie allo scambio

riusciranno a mantenersi su una soglia di prezzo e aumenteranno i propri profitti, ma tutto questo in

assenza di dazi doganali che limitano le importazioni.

MACROECONOMIA

La microeconomia considera l’impresa o l’individuo (il sigolo operatore economico;

la Macroeconomia invece considera l’entità economica globale e viene influenzata movimento

politici e dall’azione dello stato.

Nello sviluppo economico dei paesi ad economia di mercato le fasi economiche di sviluppo hanno

periodi di discesa e di ripresa il tutto su un trend generale crescente dell’economia, rapresentato dal

PIL o reddito nazionale.

Keynes, il fondatore della moderna Macroeconomia con la suo “teoria generale dell’occupazione

interesse e moneta” nel 1936, vede una possibilità di attenuare le crisi economiche agendo sulla

massa monetaria, sul prelievo fiscale, sulla spasa publica e quindi sulle decisioni di investimento.

Dopo l’esperienza della crisi del 1929 in america Keynes ha cercato di dare risposta a vari quesiti:

1. scelta tra bassa inflezione o bassa disoccupazione

2. tenere sotto controllo la disoccupazione

3. come aumentare lo sviluppo

4. come può lo Stato intervenire sapientemente per uno sviluppo sostenibile.

Gli obbiettivi e gli strumenti della macroeconomia sono:

• la produzione: interventi sul PIL

• l’occupazione: mantenere basso il tasso di disoccupazione

• i prezzi: contenimento del tasso di inflazione

Gli strumenti proposti da Kynes dopo la crisi del 1929 in USA sono:

1. politica di bilancio: spesa publica

2. politica monetaria: investimenti sull’occuzione

3. politica dei redditi: controllo dei salari e prezzi.

Domanda e offerta aggregata


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiakka87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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