Economia politica - parte microeconomia
Microeconomia e macroeconomia
Microeconomia e macroeconomia sono diversi perché sono stati analizzati in momenti diversi:
- Microeconomia: studia gli aggregati macro economici e il comportamento dei singoli soggetti economici (imprese, individui) all'interno dello schema di mercato.
- Macroeconomia: analizza gli aggregati (PIL, popolazione, paesi).
Macro e micro sono diversi ma sono complementari. L'economia politica serve a rispondere a:
- Cosa produrre?
- Per chi produrre?
- Come produrre?
È necessario rispondere a queste 3 domande perché le risorse, sul nostro pianeta, sono limitate, scarse e quindi devono essere per tutti in una quantità accettabile. L'economia serve per studiare l'allocazione delle risorse scarse. Per risorse s'intende per esempio il cibo, le risorse naturali, il lavoro.
Flussi economici e risorse
Se noi andiamo a vedere come sono stati i flussi economici negli ultimi 50 anni, possiamo notare che l'economia, i prezzi e i mercati sono radicalmente cambiati. Una causa è il petrolio:
Le dinamiche dei prezzi del petrolio (o di una qualsiasi materia prima) possono influenzare tutto il sistema economico mondiale; infatti un aumento o una diminuzione del prezzo del petrolio provoca effetti su tutto ciò che dipende da questa risorsa, quindi: sui consumi energetici, sull’acquisto di automobili, sulla produzione di plastica, etc.
Verso la fine-inizio anni 70-80 c'è stata una forte crisi petrolifera, in cui il prezzo del petrolio arrivò a 100 dollari a barile, che ha portato una mini crisi globale (recessione). Ricorreva in quel tempo, così come oggi, la parola austerità, le domeniche senza auto, etc.
Un altro esempio di shock, dopo quello petrolifero degli anni 70-80, è stato l'ingresso della Cina nel mercato globale perché ha portato, all’interno del mercato, milioni di persone che sono sia risorse umane sia consumatori.
Scarsità di risorse e cartelli
La scarsità di risorse/fattori dipende principalmente da:
- Inimitabilità di una risorsa, come il petrolio che è non riproducibile.
- Risorse di posti di pace o di guerra (molte impennate del prezzo del petrolio sono legate a momenti di guerra).
- Detenzione della risorsa stessa (chi è detentore di una risorsa).
I cartelli sono accordi tra detentori di risorse scarse. I cartelli sono una delle ragioni che influenzano le dinamiche dei prezzi di quella risorsa. L'Italia nel secondo dopoguerra, per esempio, fece accordi di questo tipo favorendo un’immigrazione di personale non qualificato dalle zone più povere del paese verso paesi esteri che avevano bisogno di manodopera, in cambio di aiuto economico e di acquisto di prodotti italiani.
Domande dell'economia politica
Cosa produrre? A seconda delle risorse che abbiamo, sappiamo cosa produrre: se il prezzo del petrolio diminuisce allora si produrranno più macchine, plastica, etc. Se il prezzo del petrolio aumenta allora non si produrranno più macchine, plastica, etc. Quando si vede che il prezzo di una risorsa è instabile, oppure che si verificano cambiamenti enormi, come il caso della Cina che entra nel mercato mondiale, succede che cambiano i prodotti. Non è un caso che oggi, infatti, le automobili abbiano molti tipi di propulsione (gas, olio, metano).
Quindi riassumendo, uno degli effetti della disponibilità delle risorse e della dinamica dei loro prezzi, è il fatto di decidere quali sono le tecnologie di produzione, ovvero quei metodi che servono a combinare le varie risorse per ottenere un prodotto.
Come produrre? Per chi produrre?
Esistono preferenze su come e per chi produrre i diversi tipi di beni: ad esempio, oggi, c’è una certa preferenza per il mercato asiatico perché ci sono più consumatori potenziali. La Ferrero ha diversi tipi di Nutella in base al mercato.
Esempio di crisi e impatto economico
La crisi finanziaria del 2007 (che creò una bolla speculativa) è avvenuta per un continuo comprare di immobili e per un’innovazione finanziaria che consentiva di fatto di cedere il credito (che un istituto bancario aveva nei confronti di un cliente) a molti istituti bancari. Quindi in poche parole, mentre uno andava normalmente in una banca per chiedere un mutuo di una casa ed essa gli concedeva dei soldi per farlo, questo mutuo diventava un titolo azionario che veniva spezzettato in sottotitoli che venivano, a loro volta, venduti ad altri istituti. Questo consentiva di dare mutui molto alti (in termini di denaro) e senza nessuna informazione sul rischio (quindi anche a debitori inaffidabili). La conclusione è che tutto circolava all’interno dei bilanci degli istituti bancari.
Questa situazione era salvata dal fatto che il mercato immobiliare continuava a crescere e nel momento in cui continuava a crescere, anche i debiti cattivi erano coperti dal valore dell’immobile. Purtroppo ad un certo punto il mercato immobiliare è crollato e nel momento in cui è crollato, alcune grandi banche hanno dovuto ammettere di non essere a conoscenza dell’ammontare esatto dei rischi che avevano preso in carico e in molti casi veniva fuori che quello che avevano in carico di cattivo era superiore al loro patrimonio. Così uno di questi istituti è fallito e da lì si è capitato che potevano fallire anche altri istituti, quindi si è deciso di intervenire con il denaro dei cittadini per far sì che gli istituti non fallissero. In questo modo il rischio di questo debito, è passato dagli istituti bancari agli stati che sono diventati garanti ultimi degli istituti.
La crisi è iniziata negli USA, poi si è propagata ovunque e ha portato modificazioni in tutti e tre gli ambiti (per chi, come, cosa produrre): sono cambiate le produzioni, le tecnologie della produzione, gli stili di vita e si sono creati nuovi mercati che hanno avuto impulso dalla crisi economica. In alcuni posti la crisi ha avuto più impatto rispetto ad altri posti; un esempio è l'Italia che ha un PIL inferiore alla media europea. Questo è dovuto perché l'adattamento del sistema produttivo italiano non è stato in grado di rispondere ai 3 ambiti (per chi, come, cosa produrre).
Rischio, soddisfazione, possibilità produttive
- Rischio: nel momento in cui cambia la situazione delle risorse, ci sono dei rischi che sono dati dai cambiamenti che la modifica della disposizione delle risorse può portare al sistema economico.
- Soddisfazione: i beni prodotti devono soddisfare più categorie di soggetti, tuttavia alcune categorie non vengono soddisfatte e devono rinunciare a qualcosa.
- Possibilità produttive: la disponibilità delle risorse condiziona quello che si può produrre in un sistema economico.
L'economia analizza questi problemi partendo dal concetto di costo/opportunità. Il costo si riferisce alle nostre scelte, ovvero è il valore della scelta migliore a cui rinunciamo quando decidiamo di allocare parte delle nostre risorse ad un determinato uso.
Esempio di costo/opportunità
Rinuncio ad un corso di storia moderna (scelta migliore) per fare un corso di economia (che, secondo il soggetto in questione, è un po’ più utile dell’altro). Il costo è un concetto che serve per valutare l'importanza delle risorse ed è uno strumento che l’economia utilizza per quantificare le risorse. Si utilizza questo concetto perché in economia c'è un'ipotesi di base che sostiene che i soggetti economici siano razionali (cioè che i soggetti agiscono solo nel proprio interesse). I soggetti economici agiscono, in economia, per massimizzare la propria utilità che è la soddisfazione che si ricava consumando un bene o servizio.
Utilità e marginalità
L'utilità rimanda al concetto di marginalità: normalmente con il concetto di marginale s'intende “di una unità in più.” Un individuo razionale cerca di fare una scelta che dia un beneficio marginale superiore o almeno uguale al costo marginale di quella scelta, quindi che il costo di rinunciare ad un corso specifico sia compensato dal frequentare un altro corso specifico. Queste scelte possono essere lette nelle due chiavi dell'economia: l'economia rappresenta una realtà attraverso una visione che è:
- Positiva: vede la realtà per quello che è (come funziona un sistema economico, cosa accade e perché accade).
- Normativa: ci dice che invece come sarebbe meglio fare per raggiungere un certo obiettivo, quindi ci prescrive qualcosa di ottimale.
L'economia cerca sempre di combinare entrambe le visioni.
Scambio di beni e di servizi
Uno dei criteri che regolano il mercato e lo scambio è il concetto di efficienza, analizzato da Vilfredo Pareto, che si raggiunge quando non è possibile far star meglio qualcuno senza peggiorare le condizioni di qualcun altro. L'obiettivo della politica economica è di analizzare queste situazioni e queste scelte attraverso due tipi di economia:
- Economia di mercato: in cui i fattori di produzione (le risorse) sono proprietà dei privati e lo scambio avviene liberamente nei mercati attraverso il meccanismo dei prezzi.
- Economia mista: in cui lo stato interviene acquisendo la proprietà dei fattori produttivi oppure regolando il sistema dei prezzi.
Esempio del meccanismo dello scambio e del costo/opportunità
A → (soggetto che è in grado di fare 10 pizze e 5 brioches nello stesso giorno)
B → (soggetto che è in grado di fare 24 pizze e 6 brioches nello stesso giorno)
Qual è il costo/opportunità di A e di B?
A per produrre 1 pizza in più deve rinunciare a mezza brioche e per produrre 1 brioche in più deve rinunciare a 2 pizze.
A → costo/opportunità per fare una pizza in più: 0.5 (calcolato da 5/10), costo/opportunità per fare una brioche in più: 2 (calcolato da 10/5)
B → costo/opportunità per fare una pizza in più: 0.25 (calcolato da 6/24), costo/opportunità per fare una brioche in più: 4 (calcolato da 24/6)
- Vantaggio assoluto: ce l’ha colui che con quantità inferiore di risorse riesce a produrre più beni (vale per imprese, paesi, persone). In questo esercizio il vantaggio assoluto ce l'ha B (24+6 = 30) e non A (10+5 = 15).
- Vantaggio comparato: va a vedere se in una delle produzioni c'è un costo/opportunità più basso dell'altro. In questo esercizio A ha un vantaggio comparato rispetto a B nel produrre brioches, ma B ha un vantaggio comparato rispetto ad A nel produrre pizze.
Da soggetti che hanno un vantaggio comparato nasce il concetto di scambio. Quindi se B è razionale andrà da A e chiederà brioches (perché A ha un vantaggio comparato rispetto a B nel produrre brioches) in cambio di pizze (vantaggio comparato di B rispetto ad A). In questo modo grazie al vantaggio comparato entrambi A e B massimizzano la loro opportunità.
Concetto di domanda
Il concetto di domanda ha a che fare con i consumatori, quindi mostra le diverse quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare per ciascun livello di prezzo. Tutto ciò viene rappresentato attraverso la curva di domanda: più aumenta il prezzo di un bene e meno consumatori ne acquisteranno. La curva di domanda presenta infatti un'inclinazione negativa (più alto è il prezzo, meno quantità si richiede; più basso è il prezzo, più quantità si richiede). La relazione negativa tra prezzo e quantità è la Legge Fondamentale della domanda.
Tipi di domanda
- Individuale: domanda di ciascun consumatore.
- Di mercato: è quella di tanti consumatori ed è caratterizzata da tre fattori. Se noi vogliamo andare a vedere come funziona la domanda di un bene all’interno del mercato, dobbiamo andare a vedere le influenze di alcuni fattori:
A. Preferenze dei consumatori: esistono alcuni beni che i consumatori continuano a preferire/consumare a prescindere dalle modificazioni del prezzo. I consumatori continuano ad acquistarne tanto anche se il prodotto costa tanto e i consumatori continuano ad acquistarne poco anche se il prezzo del prodotto scende.
B. Livello di reddito dei consumatori: a seconda di esso i consumatori avranno un atteggiamento differente nei confronti dei diversi beni.
C. Prezzi dei beni correlati a quello che si sta esaminando: Es.: il petrolio ha dei beni correlati (plastica etc.) che hanno prezzi che a loro volta influenzeranno il prezzo del petrolio.
Esempio di domanda di mercato
Domanda di automobili:
- Fattore B: aumento del reddito → aumenta la domanda di mercato.
- Fattore C: aumento benzina (bene correlato) → diminuzione della domanda di mercato.
- Fattore A: ultimo modello di macchina carina (anche con prezzo abbastanza alto) → preferenza dei consumatori.
Spostamento nella curva di domanda
C’è un auto che piace ad una serie di consumatori e ha un prezzo elevato: non cambia il prezzo, ma cambia la domanda e la curva si sposta verso destra. Se succede il contrario è perché esce una nuova auto e quella vecchia non viene più comprata. In questo caso, la curva si sposta verso sinistra perché diminuisce la quantità di auto comprate. Lo spostamento vale, non solo per le preferenze, ma anche per gli altri due fattori visti in precedenza. Lo spostamento della curva di domanda NON ha a che fare con il prezzo.
Spostamento sulla curva di domanda
È una variazione della quantità domandata di un bene causata dalla variazione del prezzo, perché quello che fa la curva di domanda è di mettere in relazione quantità e prezzo. Le linee nel grafico sottostante rappresentano la variazione della domanda (verso destra o sinistra), i punti sulle curve di domanda invece, rappresentano la variazione della quantità domandata se aumenta o diminuisce il prezzo. Quindi la variazione della domanda (spostamento della curva) è dovuta ai fattori visti prima che non hanno a che vedere con il prezzo, mentre lo spostamento lungo la curva è la variazione della quantità domandata che reagisce ad una variazione del prezzo.
Il concetto di offerta
È tutto ciò che ha a che fare con la produzione di un bene, quindi la curva di offerta indica le quantità di ciascun bene che i produttori sono disposti a vendere per ciascun livello di prezzo. Ciò significa che se aumenta il prezzo, la quantità offerta aumenta e al diminuire del prezzo anche la quantità di offerta diminuisce. La curva dell’offerta ha un'inclinazione positiva.
Tipi di offerta
- Individuale: di una singola impresa.
- Di mercato: cioè di tutte le imprese che producono lo stesso bene.
Anche qui ci sono delle determinanti dell’offerta che sono dovute al costo di produzione del bene che stiamo considerando.
Determinanti del costo di produzione
- A. Prezzo dei fattori produttivi
- B. Tecnologia di produzione
- C. Prezzi dei beni correlati
Questi fattori influenzano la curva di offerta.
Esempio di offerta di un bene di mercato
Offerta di automobili:
- Fattore B: Automobili prodotte a mano con molti operai prima → aumento dei costi di produzione, Automobili prodotte tramite robot oggi → diminuzione dei costi di produzione.
- Fattore A: aumento del salario → aumento dei costi di produzione, diminuzione del salario → diminuzione dei costi di produzione.
- Fattore C: i prezzi degli autocarri rispetto alle automobili (prezzo di qualsiasi bene che sia correlato a quello dell’auto che rientra nei costi di produzione). Se i costi di trasporto delle automobili, appena fatte uscire dalla fabbrica, aumentano, è ovvio che ciò rientra nell’aumento del costo di produzione e influenza l’offerta. Se diminuiscono i costi di trasporto una volta che le auto vengono fatte uscire dalla fabbrica, è ovvio che ciò diminuisce i costi di produzione e quindi influisce l’offerta.
Nel caso dell’offerta, rispetto alla domanda, sono importanti le politiche governative: i dazi doganali, le imposizioni di quantità di produzione, etc., influiscono sulla quantità dell’offerta.
Diminuzione costi di produzione (prezzo) → aumento di maggiori quantità di un bene → la curva si sposta tutta verso destra perché la produzione del bene avviene per ciascun livello di prezzo.
Aumento costi di produzione → diminuzione produzione di un bene → la curva si sposta verso sinistra.
Intreccio di domanda e offerta
Il punto che devono raggiungere domanda e offerta è il punto di equilibrio che è quello in cui la quantità di un bene che i consumatori desiderano acquistare è pari alla quantità di quel bene che i produttori devono vendere. Ciò si nota mettendo in relazione il prezzo e la quantità domandata.
Esempio
| Possibilità | Prezzo | Q. domandata | Q. offerta | Condizione di mercato |
|---|---|---|---|---|
| A | 5 | 9 | 18 | Eccesso di offerta |
| B | 4 | 10 | 16 | Eccesso di offerta |
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