Economia delle aziende biotecnologiche
Introduzione
Marco Notaro
L'azienda è l'ordine economico con cui si sviluppano le attività economiche degli istituti; secondo gli studi più avanzati la finalità di una azienda consiste nella creazione di valore per gli stakeholders, ovvero per coloro che operano a stretto contatto con l’azienda (proprietari azionisti di minoranza, fornitori, clienti, manager, personale impiegatizio ed operaio, finanziatori, amministrazione finanziaria ecc.).
Principali stakeholders
- Azionisti o soci di maggioranza, sono prevalenti nelle aziende di produzione, nelle aziende non profit, nelle aziende cooperative; nelle aziende pubbliche sono soci di maggioranza lo Stato, il Comune ecc.
- Azionisti o soci di minoranza sono presenti in tutte le tipologie d'azienda con eccezione in alcune pubbliche amministrazioni e con una curiosa interpretazione per le famiglie (forse i figli).
- Manager o dirigenti, sono presenti in tutte le aziende non escluse le famiglie in cui può aversi in casi eccezionali la figura del tutore.
- I lavoratori dipendenti ed autonomi, sono presenti in tutte le tipologie di azienda (si pensi nell'azienda familiare alle colf, ai professionisti, ecc.); fra questi soggetti possono essere inserite anche le organizzazioni sindacali ai vari livelli, in quanto rappresentative dei dipendenti.
- I fornitori sono presenti in tutte le tipologie di azienda.
- I finanziatori ed istituti di credito, sono presenti in quasi tutte le tipologie di azienda, compresa la pubblica amministrazione.
- Amministrazione finanziaria o Erario, è presente in tutte le tipologie di azienda, compresa anche la pubblica amministrazione.
- Clienti; solo per le famiglie non è possibile individuare un cliente (forse il datore di lavoro), per le altre tipologie di azienda la distribuzione di valore al cliente è oggi uno degli obiettivi principali (intendendo con valore, qualità o minore prezzo, ecc.).
- Concorrenti; per le famiglie ed in parte per alcune pubbliche amministrazioni, non è possibile individuare un concorrente.
Di seguito verranno commentate le diverse tipologie di azienda per verificare successivamente quali siano le caratteristiche delle aziende biotecnologiche.
Classificazione in base al concetto di valore
Nelle aziende familiari le finalità di produzione, accrescimento e distribuzione di valore si manifesta:
- Con valori non economici quali la reciproca assistenza, l'equilibrio affettivo ed in presenza di figli, la loro educazione e l'inserimento nella società.
- Con i valori economici espressi dai consumi, dagli investimenti e dal risparmio, che a sua volta comportano una gestione del patrimonio familiare e dei finanziamenti.
Nella famiglia, quando i redditi di lavoro ed i redditi di capitale superano i consumi e gli investimenti, si forma il risparmio, quando invece sono inferiori si accede al finanziamento di terzi. Poiché nella famiglia sono prevalenti i consumi, l'azienda familiare è una tipica azienda di consumo, che incide profondamente sull'economia dei singoli paesi, come si può facilmente verificare quando crollano i consumi. L'azienda familiare non è da confondere con l'impresa familiare che svolge un'attività economica con i componenti della famiglia e che è una tipica azienda di produzione operante preventivamente nell'artigianato e nel commercio.
Le aziende pubbliche originariamente erano considerate tipiche aziende di erogazione, ma successivamente con lo sviluppo dell'economia dei singoli paesi, hanno incominciato a svolgere sempre più attività di produzione, dando così origine ad una tipologia di aziende miste definite aziende pubbliche composte. Le aziende pubbliche, oltre al principale fine di soddisfare bisogni pubblici, si propongono di creare, accrescere e distribuire valore per la collettività a cui fanno riferimento lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e le molteplici aziende collegate (Aziende Sanitarie Locali, Aziende Municipalizzate, ecc.).
Le aziende di produzione hanno come fine diretto la produzione di beni e servizi da cedere sul mercato, al fine di remunerare i fattori produttivi impiegati ed il capitale investito. In pratica il fine diretto è la produzione e la distribuzione di ricchezza. Nella definizione più moderna, poiché il fine è il valore, questa distinzione viene a cadere: è tuttavia indubbio che nelle aziende di erogazione prevalgano nel concetto di valore elementi qualitativi (qualità del servizio, valore sociale ecc.), mentre nelle aziende di produzione prevalgono elementi quantitativi (produzione e distribuzione di ricchezza). Le aziende di produzione vengono chiamate più propriamente imprese, in quanto operano in un sistema competitivo di mercato (economia di mercato) e sono soggette al rischio del capitale investito dal soggetti d'azienda.
Le imprese o aziende di produzione vengono a loro volta classificate in relazione al settore a cui appartengono.
- Imprese del settore primario: aziende agricole, aziende minerarie, ecc.
- Imprese del settore secondario: imprese industriali, imprese di costruzioni, ecc.
- Imprese del terziario: imprese commerciali o mercantili, imprese bancarie o aziende di credito, imprese assicurative, imprese di servizi (trasporti, turismo, telecomunicazioni, spettacolo, ecc.).
- Imprese del terziario avanzato: imprese di informatica, imprese di consulenza, imprese di comunicazione, imprese di brokeraggio, ecc.
In questi ultimi anni si è assistito ad una tendenza dei singoli Stati ed in particolare in Italia, ad un processo di privatizzazione delle aziende pubbliche e più in particolare ancora, delle imprese pubbliche.
Le aziende non profit, sono associazioni, comitati, fondazioni, cooperative costituite con atto pubblico, aventi per oggetto una attività non commerciale, prevista o dalla legge, o dall'atto costitutivo o dallo statuto. Più in generale si possono allocare in questa categoria anche gli enti non commerciali quali le associazioni politiche, culturali, sportive, sindacali, di categoria, ecc. che svolgono attività a favore degli associati. Questi enti possono svolgere anche attività commerciali, purché marginali rispetto all'oggetto sociale. Una particolare categoria di enti non profit è rappresentata dalle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (Onlus) che, per avere tale qualifica, devono operare in uno o più dei seguenti settori: assistenza sociale e socio sanitaria; assistenza sanitaria; beneficenza; istruzione; formazione; sport dilettantistico; tutela e promozione dei beni storici ed artistici; tutela dell'ambiente; promozione culturale ed artistica; tutela dei diritti civili; ricerca scientifica.
I particolari vantaggi fiscali attribuiti alle Onlus hanno indotto a richiedere l'iscrizione all'anagrafe delle Onlus presso la Direzione Regionale delle Entrate. Sono in ogni caso considerate Onlus gli organismi di volontariato, le cooperative sociali e gli organismi non governativi riconosciuti; non sono invece considerati Onlus gli enti pubblici, le società commerciali non cooperative, i partiti, i movimenti politici, i sindacati, le associazioni di categoria. Le Onlus possono svolgere anche attività commerciale direttamente connessa all'attività istituzionale purché i proventi non superino il 66% del costo dell'intera Onlus. Sia l'attività istituzionale, sia l'attività commerciale direttamente connessa non sono soggette a tassazione.
Le società mutualistiche comprendono sia le società cooperative, sia le società di mutua assicurazione e consorzi di cooperative. Le società cooperative si distinguono dalle altre società, in quanto hanno uno scopo prevalentemente mutualistico, che consiste nel fornire beni o servizi o lavoro direttamente ai soci della cooperativa, a condizioni più vantaggiose rispetto alle condizioni di mercato.
Oltre ai soci ordinari, possono tuttavia essere previsti anche soci sovventori, che non partecipano agli scopi mutualistici e che perseguono finalità di lucro. Lo scopo mutualistico condiziona a ben precise regole, previste dall'atto costitutivo, la distribuzione degli utili (salvo un interesse legale sul capitale versato) o di riserve tra i soci; in caso di scioglimento della società, il patrimonio sociale deve essere devoluto a scopi di pubblica utilità.
Le cooperative possono svolgere le seguenti attività: di consumo, di produzione e lavoro, agricole, edilizie, di trasporto, della pesca, miste, sociali. Per procedere alla costituzione della società cooperativa è richiesto un numero minimo di soci variabile in relazione alla tipologia di attività di cooperativa (es. piccola società cooperativa: minimo 5, massimo 8 soci). Le società cooperative possono essere a responsabilità illimitata, con tutte le conseguenze tipiche per le società semplici, o a responsabilità limitata, con tutte le conseguenze tipiche per le società di capitali; molte le società cooperative godono di particolari agevolazioni fiscali relativamente all'Ires.
Le società mutue assicuratrici sono società cooperative che svolgono unicamente attività assicurativa, hanno responsabilità limitata e i contributi versati dai soci vengono utilizzati sia come apporto di capitale sociale, sia come premi assicurativi.
Le imprese sociali potrebbero più correttamente essere definite aziende di produzione sociale. È così definita: organizzazione privata, senza scopo di lucro che esercita in via stabile e principale una attività economica di produzione o di scambio di beni o di servizi diretta a realizzare finalità di interesse generale.
Un particolare tipo di stakeholder è presente nelle aziende biotecnologiche ma in modo immateriale: si tratta del progresso scientifico durevolmente apportato dall’azienda biotecnologica al progresso scientifico mondiale.
Classificazione in base al soggetto giuridico
Il Codice Civile distingue nettamente due tipi di soggetti:
- L'imprenditore o impresa individuale che contemporaneamente è soggetto economico e soggetto giuridico;
- La società in cui più soggetti svolgono un'attività economica; in questa ipotesi il soggetto economico ed il soggetto giuridico sono solitamente differenziati.
Impresa individuale: soggetto giuridico è persona fisica. È l’imprenditore che risponde con i propri beni delle obbligazioni assunte dall’azienda. Per questo non c’è autonomia patrimoniale dell’impresa. Nel caso l’impresa fallisce, è dichiarato fallito anche l’imprenditore. Il reddito dell’impresa individuale viene assoggettato ad imposta fiscale da IRAP e IRPEF. Date le modeste dimensioni che tali imprese assumono sono presenti delle semplificazioni sulla contabilità (tenuta dei soli libri iva) nel caso il fatturato non super una certa cifra.
IMPRESA INDIVIDUALE
- Soggetto giuridico: persona fisica
- No autonomia patrimoniale
- <400.000,00 € attività di servizi
- Fatturato < 700.000,00 € attività altro tipo.
Particolari imprese individuali
- Impresa familiare (51% capo famiglia, 49% altri familiari)
- Impresa coniugale (marito e moglie)
Società: attività svolta da più persone. La forma giuridica è la società. Alla base di ogni società vi è un contratto di società in cui è presente l’accordo tra le persone fisiche (sia tra società) e il conferimento dei beni da parte dei soci.
Società di persone
Autonomia patrimoniale imperfetta (no distinzione patrimonio soci e società). Diverse forme:
- SS: no attività commerciale. Solo attività agricole o professionali.
- SNC: tutti i soci sono solidalmente responsabili con il loro patrimonio delle obbligazioni della società.
- SAS: due categorie di soci accomandatari (responsabili con il loro patrimonio) e accomandanti (rispondono limitatamente al capitale conferito).
Le società di persone non hanno obbligatoriamente un patrimonio minimo. Devono però avere un atto costitutivo e devono redigere un bilancio che può non essere depositato nel registro delle imprese. Il reddito è assoggettato all’IRAP e successivamente viene attribuito un pro quota ai soci che saranno poi assoggettati ad IRPEF. Nel caso di società di modeste dimensioni, sono presenti le stesse semplificazioni finanziarie delle imprese individuali.
Società di capitali
Soggetti giuridici totalmente autonomi. Autonomia patrimoniale perfetta. Sono dotate di personalità giuridica in quanto la responsabilità delle obbligazioni può essere addebitata esclusivamente alla società. Si distinguono:
- SPA (cap. minimo 50.000)
- SAPA (in cui l’accomandatario nonché amministratore risponde illimitatamente con il suo patrimonio nel caso quello societario fosse insufficiente)
- SRL
Le società di capitali hanno l'obbligo di avere un capitale sociale minimo e di depositare un bilancio annuale presso il registro delle imprese.
Altre forme di impresa sono ad esempio le associazioni temporanee di impresa, costituite da più aziende, che pur rimanendo autonome possono associarsi occasionalmente per affari di comune interesse. In questi casi è presente un mandatario che gestisce i rapporti. I consorzi invece sono raggruppamenti che svolgono un'attività continuativa. Il gruppo europeo di interesse economico o GEIE rappresenta invece una collaborazione tra imprese di stati diversi. Il GEIE non può avere scopo di lucro, i lavoratori sono max. 500 e hanno responsabilità illimitata. Ogni membro è tassato nel paese di appartenenza.
Classificazione in relazione alle dimensioni aziendali
Governo di impresa
Sotto il profilo legale il corporate governance è regolato legalmente. La legislazione regola i rapporti fra gli esponenti di maggioranza, minoranza e organi di governo e di controllo. Sotto il profilo economico sono distinguibili tre diversi tipi di governo di impresa:
- La public company: È caratterizzata da una pluralità di piccoli azionisti o di investitori istituzionali senza un vero e proprio azionista di maggioranza e di riferimento. Il soggetto economico è rappresentato dal management che è incentivato alla creazione di un maggiore valore azionario. Le public company sono necessariamente quotate in borsa perché necessitano di elevata informativa e trasparenza. Gli obiettivi aziendali sono a breve termine e il valore in borsa risente anche dei risultati trimestrali. Queste imprese hanno elevata capacità finanziaria in quanto possono aver aumenti di capitale da parte degli azionisti. Questo è un tipico modello statunitense ed inglese. Una azienda con un modello simile è la Sorin.
- L’impresa padronale: L’imprenditore è proprietario e manager operativo nonché soggetto economico. Gli investitori di minoranza e gli investitori istituzionali hanno scarso peso. Molte imprese di questo tipo non sono quotate in borsa. Il valore fondamentale è rappresentato dall’utile distribuibile. Il potenziale finanziario è solitamente basso perché si dovrebbe attingere all’autofinanziamento dell’imprenditore. Si ricorre spesso all’indebitamento finanziario presso banche o istituzioni.
- Impresa consociativa: Nucleo di azionisti dei quali nessuno ha una posizione dominante. Il soggetto economico è rappresentato da banche e nel caso tedesco dai lavoratori del consiglio di sorveglianza. Sono quotate in borsa ma la circolazione delle azioni è limitata soltanto agli azionisti. La borsa è necessaria ma non fondamentale come nella public company. Il valore fondamentale è la continuità, la crescita e la durata nel tempo dell’azienda. Il potenziale finanziario è elevato. Uno esempio di questo modello è la tedesca Bayer (e altre aziende giapponesi).
Struttura giuridica di governo dell’impresa
- Il sistema tradizionale: Questo sistema prevede una gestione rappresentata da un consiglio di amministrazione o da un amministratore unico a cui spetta la gestione nei limiti dello statuto atto di nomina o delega. L’organo di controllo è il collegio sindacale. Lo statuto è redatto dai soci che possono prevedere limitazioni per l’amministratore e che determinano il compenso per il consiglio di amministrazione. Possono essere previsti numerosi comitati.
- Il sistema monistico: La governance spetta al CdA che crea un comitato per il controllo della gestione. Questo sistema è molto simile al sistema tradizionale.
- Il sistema dualistico: È costituita da due organi, il consiglio di sorveglianza, nominato dall’assemblea degli azionisti e quindi espressione della proprietà dell’azienda, e il consiglio di gestione, nominato dal consiglio di sorveglianza e quindi espressione del management aziendale. In questo sistema si distingue in modo netto proprietà e organi di gestione. Poche aziende utilizzano questo sistema.
Uno degli aspetti fondamentali della Governance è rappresentato dalle modalità di controllo interno. Nel sistema tradizionale e monistico il controllo è sviluppato dal CdA o dal comitato di controllo interno che svolgono attività di progettazione, approvazione e valutazione. Nei sistemi dualistici il controllo spetta al consiglio di sorveglianza e al collegio sindacale. Oltre ciò ad un primo livello è presente un responsabile dell’internal auditing che svolge attività di revisione e valutazione del sistema di controllo e prevenzione dei reati. Ad un secondo livello vi è il controller che verifica la coerenza tra obiettivi e risultati ed è responsabile della gestione del rischio. Ad un terzo livello è presente un manager operativo che supporta gli organi di primo e secondo livello.
Relazioni tra ambiente e impresa
Bisogna tener conto di quattro sottosistemi:
- Macro ambiente e sottosistemi ambientali: L'ambiente è un sistema...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.