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Il monitoraggio delegato (Diamond, 1984)

Spiega perché alcune imprese collocano obbligazioni presso i risparmiatori, altre si

rivolgono al sistema bancario e altre ancora operano in entrambi i modi, nonostante i

margini degli intermediari. Individua i contratti ottimali di prestito e di deposito.

Compito di monitorare il comportamento dei prenditori delegato alla banca dai

depositanti. Con progetti di ampie dimensioni e risparmiatori con piccole somme:

concentrare il monitoraggio nelle mani di un soggetto per ridurne il costo.

Contratto non può essere fondato sulla promessa dell’impresa di pagare una frazione

dei profitti derivanti dal progetto (equity contract): non possono essere osservati dal

finanziatore e l’impresa ha interesse ad affermare che il progetto ha avuto un

rendimento nullo. Il finanziatore può imporre un contratto con il quale richiede il

fallimento, e la liquidazione dell’attivo, se l’impresa non rimborsa capitale e interessi

pattuiti; ma il fallimento ha costi: si può recuperare solo una percentuale dell’attivo.

Contratto accettabile: somma del capitale da rimborsare più gli interessi (face value)

tale, da un lato, da garantire il rendimento atteso e, dall’altro, da indurre l’impresa a

ripagare il prestito, se è in grado di farlo. Il tasso di interesse sul prestito cresce con la

probabilità che il progetto non sia profittevole e con i costi di fallimento. Il prestatore

farà fallire l’impresa se questa offre di ripagare una somma inferiore al face value,

qualsiasi sia il risultato; il contratto incentiva l’impresa a ripagare, se è in grado di

farlo. Quando il monitoraggio non è possibile: contratti di debito (il debitore ottiene

una somma che deve restituire insieme all’interesse, indipendentemente dai risultati)

con clausole rigide che, se violate, conducono al fallimento dell’impresa.

Monitoraggio della banca: la possibilità di rilevare l’effettivo valore realizzato le

permette, grazie alla minaccia di far fallire l’impresa, di calcolare un face value

minore e praticare un tasso più basso. Il contratto di prestito ottimale è un contratto di

debito con monitoraggio. La delega a un solo soggetto è efficiente se: (a) è più

costoso per finanziatori potenziali piccoli; (b) rischio, in quanto bene pubblico, che

ogni finanziatore si comporti da free rider (monitoraggio complessivo sub-ottimale).

Chi monitorizza la banca che controlla l’impresa? I depositanti si trovano in una

situazione analoga al finanziamento di un’impresa rischiosa. Anche le passività

bancarie vanno valutate in termini di un face value fisso. Il contratto di deposito

ottimale è contratto di debito senza monitoraggio: per essere incentivo-compatibile

deve prevedere che banche corrispondano interessi a fronte del rischio di fallimento.

Per risultare meno rischiose dei loro clienti, le banche devono diversificare il loro

attivo (non deve essere possibile per i finanziatori finali): banca opera con più bassa

probabilità di default. La diversificazione rende i suoi debiti non monitorati meno

rischiosi dei prestiti effettuati. I tassi sui depositi e sui prestiti dipendono dalla

probabilità di restituzione dei prestiti più l’interesse richiesto alle imprese, e tengono

conto del rischio di insolvenza delle imprese e della banca, anche se il monitoraggio e

la diversificazione dei rischi riducono il secondo rischio al di sotto del primo.

4

Un’impresa necessita di un finanziamento pari a 1 per un progetto del quale è l’unica

a conoscere la profittabilità. Il tasso di rendimento richiesto dal finanziatore è pari a r.

I possibili esiti del progetto sono due:

1. un ritorno alto Va con probabilità pa;

2. un ritorno basso Vb con probabilità pb. γ

In caso di fallimento, il finanziatore recupera soltanto una quota, 0 < < 1, del valore

γVb

dell’attivo, e dunque ottiene con probabilità pb.

Il finanziatore deve determinare il face value, FVL, del capitale anticipato e degli

interessi, in modo che sia garantito r e che l’impresa ripaghi il prestito se può farlo.

Nei due esiti:

i) se il ritorno è alto, il finanziatore ottiene FVL e l’impresa (Va – FVL);

γVb

ii) se il ritorno è basso, il finanziatore ottiene e l’impresa 0.

Il rendimento atteso per il finanziatore è pari a paFVL + pbγVb = 1 + r, da cui:

γ

Ad esempio, se r = 0,05; pa = 0,8 (pb = 0,2); = 0; Va = 1,4 e Vb = 1,0, il face value

del prestito è: FVL = {1,05 – 0,2 (0)(1)} / 0,8 = 1,3125, ovvero i = 31,25%.

L

γ

Dato r, tanto maggiore è tanto minore è FVL. Se il rimborso è minore di FVL,

γVb

l’impresa fallisce, il finanziatore ottiene e l’impresa 0; se il rimborso è FVL,

l’impresa è solvente, il finanziatore ottiene FVL e l’impresa (Va – FVL). Un contratto

di finanziamento che prevede il rimborso FVL garantisce al finanziatore il reddito

atteso richiesto e assicura la convenienza dell’impresa a ripagare il prestito: questa

ottiene profitti solo quando realizza Va, dice verità, ripaga FVL e ottiene (Va – FVL).

. FVL non impedisce

Banca effettua il monitoraggio e raccoglie depositi al tasso i D

γVb

che risulti insolvente con probabilità pb poiché < 1 + i . Se ora è il rendimento

D

richiesto dai depositanti ad essere pari a r = 0,05 e la banca non è monitorata, deve

essere definito il face value dei depositi (FVD). Assumiamo che la banca raccolga

depositi per 2 ed effettui due prestiti di 1 a due imprese, ognuna delle quali presenta

gli stessi esiti: 1. rendimento alto Va con probabilità pa = 0,8; 2. rendimento basso Vb

con probabilità pb = 0,2. Gli eventi possibili sono tre: 2 2

1. entrambe imprese Va, banca ottiene 2 FVL con probabilità pa = (0,8) = 0,64;

γVb)

2. una Va e l’altra Vb, banca ottiene (FVL+ con probabilità 2papb =

2(0,8)(0,2) = 0,32 (somma della prob che la prima ripaghi tutto e l’altra no,

pari a pa pb, e di quella che la seconda ripaghi tutto e l’altra no, pari a pb pa);

γVb 2 2

= (0,2) = 0,04.

3. entrambe Vb, la banca ottiene 2 con probabilità pb

5

Pprobabilità che il rendimento sia maggiore di FVL (almeno un’impresa ottiene Va, il

2

che consente alla banca di rispettare i suoi impegni con i depositanti): (1 – pb ) =

γ

0,96. Se si verifica il terzo evento la banca fallisce e, con = 0, la liquidazione del

suo attivo garantisce ai depositanti una somma nulla.

Se FVD è il valore del capitale più gli interessi sui depositi per ciascun prestito, i

depositi totali sono pari a 2FVD; la banca paga ai depositanti questo ammontare con

probabilità 0,96 e una somma nulla con probabilità 0,04.

Con r = 0,05, la somma che la banca deve restituire è uguale a 2(1,05) e quella

massima (capitale più interesse) che deve promettere ai depositanti è data da:

0,96FVD = 2(1,05), da cui discende FVD = 2,1875.

Questa somma deve coprire il rimborso delle somme depositate più gli interessi:

2,1875 = 2(1 + i ), da cui: i = 9,375%.

D D

Se la banca vuole rispettare questo contratto anche quando una impresa ripaga FVL e

l’altra soltanto 1, dovrà essere: 2,1875 = FVL + 1, da cui FVL = 1,1875.

γ = 18,75%, la banca può far fronte alle sue obbligazioni

Dunque, se = 0, fissando i L

nei confronti dei depositanti con elevata probabilità (0,96).

Conclusioni:

i) l’intermediazione finanziaria (e bancaria in particolare) svolge un ruolo

fondamentale nel ridurre le asimmetrie informative tra mutuante e mutuatario;

consente di ottenere informazioni che i mercati non forniscono;

ii) l’azione degli intermediari non elimina interamente il problema creato

dall’asimmetria informativa, dato che il monitoraggio non può essere né

perfetto né privo di costi, altrimenti la banca si sostituirebbe all’impresa nella

gestione dell’investimento. 6

L’assicurazione di liquidità (Diamond e Dybvig, 1982)

Le banche, assicurando l’accesso alla liquidità, migliorano i risultati di un equilibrio

competitivo senza intermediari. I depositanti vogliono ottenere un buon rendimento

dai risparmi, ma ciò richiede un lungo orizzonte di investimento: trade-off tra

liquidità e rendimento. Se fronteggiano bisogni di liquidità incerti (trovarsi nella

necessità di consumare prima di quanto previsto), preferiscono prestare a breve.

Presenza di intermediari che prendono a breve e concedono a lungo aumenta il

benessere perché riduce il rischio, consentendo il finanziamento delle imprese.

Orizzonte di due periodi. Al tempo t = 0, gli agenti ricevono una dotazione unitaria di

un bene di consumo che può essere conservata e consumata nel periodo successivo, o

investita per ottenere, dopo due periodi, un ammontare di beni pari ad R > 1. Se

l’investimento è liquidato nel periodo 1, il rendimento è L < 1. Gli agenti scoprono

nel periodo 1 se sono “pazienti” o “impazienti”. I primi non avranno bisogno della

liquidità nel primo periodo e quindi potrebbero investire tutte le loro disponibilità nel

titolo illiquido; i secondi avranno invece bisogno di consumare tutta la loro dotazione

prima della scadenza di tale titolo e dunque non dovrebbero investire a lungo termine.

In assenza di scambio (autarchia), al tempo 0 tutti i soggetti, fronteggiando bisogni di

liquidità incerti, tenderanno a ripartire in maniera ottimale la loro dotazione tra la

parte destinata al consumo del periodo successivo e la parte da investire per

consumare, fra due periodi, un ammontare maggiore di beni. Anche se ottimale,

questa soluzione è inefficiente: i soggetti che scopriranno di essere “pazienti”

avranno conservato liquida una disponibilità che poteva essere investita in maniera

fruttifera; quelli che scopriranno di essere “impazienti” saranno costretti a

disinvestire i fondi destinati al secondo periodo, incorrendo in una perdita.

Mercato finanziario migliora la posizione dei soggetti. Quelli che scoprono di aver

necessità di liquidità emettono un titolo per sostenere i consumi, anziché liquidare

l’investimento; quelli che verificano di non aver bisogno di liquidità comprano titoli e

cedono i beni conservati per il consumo. Il mercato determina il prezzo di equilibrio

che garantisce a tutti di migliorare la propria posizione rispetto al caso di autarchia;

non avviene la liquidazione dell’investimento: il mercato finanziario, rendendo

possibile la negoziazione di titoli contro beni reali, aumenta la liquidità.

Questa allocazione non è la migliore in assoluto. Le banche possono fornire

l’assicurazione della liquidità: trasformare attività illiquide in liquide (depositi). Se

conoscono la frazione di pazienti e impazienti, possono decidere la parte di attività da

liquidare nel prossimo periodo per coprire l’ammontare ottimale di prelievi dei

depositanti impazienti, e massimizzare l’utilità degli agenti. Gli individui pazienti

non devono ritirare fondi nel prossimo periodo. Tuttavia, se alcuni agenti pazienti

ritengono che altri agenti pazienti ritirino fondi nel prossimo periodo, risulterà per

loro conveniente fare lo stesso e si verificherà una “corsa agli sportelli”.

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La “corsa agli sportelli”

Se una banca fallisce, i depositanti interpretano l’evento come una indicazione di

insolvenza di tutto il sistema e richiedono la restituzione dei depositi, rendendo

insolventi anche banche che altrimenti non avrebbero avuto problemi di liquidità.

La stabilità del sistema dipende dal comportamento dei consumatori pazienti e dalle

loro aspettative sulla capacità della banca di rispettare le obbligazioni contrattuali. Se

alcuni di questi consumatori si aspettano che altri consumatori pazienti desiderino

prelevare a t = 1, la strategia ottimale è quella di attuare lo stesso comportamento

perché, per soddisfare la richiesta dei depositanti, la banca dovrà liquidare i suoi

investimenti a lungo termine, che renderanno troppo poco per evitare il fallimento

dell’intermediario, e non rimarrà da consumare a t = 2.

Il run si scatena quando i depositanti osservano code agli sportelli senza conoscerne

la motivazione. Quelli non informati possono solo osservare la lunghezza delle code e

non sanno quanti sono i depositanti informati, né se questi hanno notizie negative

sulla redditività degli asset della banca, o hanno realmente necessità di liquidità.

Visione alternativa: i run sono prodotti dalla diffusione di nuove informazioni circa la

sostenibilità degli investimenti della banca: temendo una cattiva performance, gli

investitori preferiscono ritirare i fondi per utilizzarli in investimenti alternativi. Se

l’informazione è incompleta, il diffondersi di un panico immotivato impone la

liquidazione prematura degli assets, con effetti negativi sul processo produttivo.

Misure per la stabilità del sistema bancario.

1. Narrow banking: si impone alle banche una struttura per scadenze dell’attivo

perfettamente in linea con quelle del passivo; si elimina la possibilità di svolgere

la funzione di trasformazione delle scadenze (produzione di mezzi liquidi).

2. Sospensione dei rimborsi: annuncio di soddisfare soltanto una richiesta di

rimborsi: i soggetti pazienti sanno che la banca può far fronte alle obbligazioni

future e la corsa agli sportelli termina; la sospensione sfavorisce quei soggetti che

chiedono la restituzione dei fondi per affrontare bisogni improvvisi di liquidità.

3. Assicurazione dei depositi: garanzia di rimborsare i risparmiatori, in ogni caso e

interamente, come avviene quando l’autorità monetaria agisce come prestatore di

ultima istanza per assicurare i risparmiatori contro il rischio di non poter ritirare,

in futuro, i depositi; intervento non privo di costi, perché richiede di tassare altri

settori dell’economia, e che può generare distorsioni (potrebbe essere innescato

anche da una cattiva gestione della banca e da fenomeni di azzardo morale).

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia monetaria per l'esame del professor Ciccarone sull’intermediazione finanziaria. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il modello di Klein-Monti, il potere di mercato, il comportamento bancario, il monitoraggio delegato, l’assicurazione di liquidità, la corsa agli sportelli, i rapporti di clientela.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Monetaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ciccarone Giuseppe.

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