Organismi internazionali
Troika
Troika = Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Unione europea.
Fondo monetario internazionale (FMI)
Il Fondo monetario internazionale (FMI) nasce nel 1944 come organismo parte del sistema di Bretton-Woods (sistema a cambi fissi con fascia di oscillazione). Aveva il compito di finanziare in dollari le banche centrali dei Paesi che stavano perdendo riserve valutarie; l'aiuto aveva senso quando si supponeva che la crisi fosse temporanea e che il Paese avrebbe avuto la forza di uscirne con adeguate decisioni di politica economica.
Dopo la fine del sistema di Bretton-Woods, il FMI è rimasto perché il sistema a cambi flessibili non consente comunque una flessibilità assoluta (le banche centrali si riservano di intervenire se e quando lo riterranno necessario). Ha dunque funzione di finanziatore e di istruttoria per decidere quali Paesi finanziare.
Pubblicazioni
World economic outlook (2 volte all'anno): l'attività globale si è rafforzata e la crescita globale prevista crescerà nel 2014/2015 → Non vale però per tutti i Paesi, con rischi verso il basso. La carenza di domanda aggregata durante la recessione determina ampi output gaps (= differenza tra Pil potenziale, derivato da valutazioni teoriche, e Pil effettivo) nelle economie sviluppate, perciò le politiche monetarie dovrebbero essere accomodanti (= dovrebbero promuovere la crescita in ogni modo) e dovrebbe continuare il consolidamento fiscale (= risanamento dei conti pubblici, di natura congiunturale [+ spesa pubblica e - imposte, emissione di titoli di Stato sul mercato] o strutturale).
Lo spread (= differenza di tasso d'interesse tra titoli con le stesse caratteristiche) deriva da:
- Rischio di cambio → Annullato in Europa dopo l'introduzione dell'€;
- Diverso rischio debitore → Annullato dalla possibilità di salvataggio Paese, ma innesco di una reazione a catena di salvataggi insostenibile causati dall'azzardo morale (a partire dalla crisi greca del 2010).
Nei Paesi in via di sviluppo, l'output gap è quasi inesistente → È necessario incrementare la capacità produttiva per arrestare il declino della crescita.
Tabella: Overview of the World Economic Outlook Projections
- Variazione congiunturale: indica il brevissimo periodo
Dato di un periodo (- 1) x100
Dato del periodo immediatamente precedente
- Variazione tendenziale: Dato del corrispondente periodo dell'anno precedente
Media dei dati relativi a un anno
- Variazione media: più la media mobile
Media dei dati dell'anno precedente ha base ampia, più i risultati sono omogenei.
Traduzione del Pil in $: parità dei poteri d'acquisto
Traduzione del Pil in dollari utilizzando la parità dei poteri d'acquisto (World Output) e utilizzando i cambi di mercato (World Growth Based on Market Exchange Rates). Il prodotto mondiale è la Σ dei Pil di 200 Paesi espressi in dollari; usare il cambio per convertire ogni Pil può però essere poco attendibile (a causa delle oscillazioni o delle manovre sui cambi).
PPP = cambio teorico in corrispondenza del quale una moneta non è né sopra né sottovalutata. Cambio reale "r": dà informazioni sul cambio nominale (prezzo di mercato), sui prezzi del Paese "p" e sui prezzi all'estero nella valuta estera "p*"; Cambio nominale "c": dà informazioni su competitività e sopra/sottovalutazione.
Prezzo del bene in valuta estera: c x p* → p → Prezzo del bene del Paese nella mia valuta.
r > 1 → Maggiore competitività e sottovalutazione; r < 1 → Minore competitività e sopravvalutazione.
PPP = cambio nominale che consente di avere r = 1.
Dai dati, risulta che l'area € è quella che ha sofferto di più. La crescita del Pil calcolata con i cambi di mercato è sempre maggiore di quella calcolata con la parità dei poteri d’acquisto: se si utilizza la parità dei poteri d’acquisto, il dato ottenuto dovrebbe essere più veritiero.
World trade volume
World trade volume (goods and services): somma delle bilance commerciali di tutti i paesi, includendo anche i servizi. C'è una relazione tra crescita mondiale e commercio estero: nel breve periodo la tecnologia di produzione non si può cambiare, quindi produrre di più implica usare più materie prime, ma ci sono paesi con più materie prime e altri con meno, quindi aumentano le importazioni di materie prime e il commercio internazionale di conseguenza.
Commodity prices
Commodity prices: i prezzi delle commodities (= materie prime) sono influenzati in modo notevole dalla congiuntura mondiale, cioè dai livelli di attività produttiva, e dalle aspettative del mercato. Quando l’economia mondiale cresce i prezzi delle materie prime internazionali crescono:
Nel breve periodo, l’offerta delle materie prime è rigida, perché non si può aumentare la produzione di grano, soia, oli, minerali, ecc. in un solo momento, serve nuova tecnologia. La domanda invece è più flessibile, e quindi se la domanda aumenta, ma l’offerta non può aumentare, la curva traslerà verso l’alto, facendo anche aumentare i prezzi.
Petrolio
Petrolio: prodotto e venduto in un ambito in cui esiste un cartello. Fino agli anni '70 il prezzo del petrolio non riusciva a tenere il passo con l’inflazione e quindi era diminuito. Crisi del '73-'74: in seguito alla guerra tra Israele e Paesi arabi il prezzo del petrolio quadruplica (i Paesi arabi alleati di Egitto e Siria bloccano le esportazioni in occidente). Un'altra a fine anni '70 (con la caduta dello Scià di Persia e il regime dell'ayatollah Khomeini): qui furono i Paesi acquirenti a far crescere i prezzi accaparrandosi le scorte di petrolio, per paura della guerra. Nel decennio successivo le imprese hanno cercato di ridurre il consumo del petrolio → Riduzione della domanda di petrolio; dal lato dell’offerta, i giacimenti che in precedenza non aveva senso sfruttare perché i costi marginali erano superiori ai ricavi marginali, potevano diventare una opportunità.
Consumer prices (prezzi al consumo)
Consumer prices: indicatore medio che misura l’inflazione quantificando la dinamica dei prezzi di un determinato paniere di beni (inflazione più alta nei Paesi emergenti).
London interbank offered rate (tassi interbancari)
London interbank offered rate: tassi relativi a operazioni ingenti tra banche, le previsioni per il 2014-2015 sono in ribasso (il taglio dei tassi d'interesse è una manovra restrittiva contro la crisi) → Diminuzione dei tassi ufficiali (= tassi delle BC applicati alle banche ordinarie), e, di conseguenza, diminuzione dei tassi interbancari.
Funzione di domanda di investimenti: i = tasso di interesse; I = investimenti delle imprese. Quando si vuole rilanciare l'economia, si abbassa i per far salire I; se I sale, si utilizza parte della capacità produttiva che prima era inutilizzata → Maggiore reddito → Maggior spesa in beni di consumo da parte delle famiglie → Maggiore domanda di beni → Maggiore reddito... (tale fenomeno però non esplode perché il limite è la capacità produttiva e perché le famiglie non spendono mai il loro intero reddito) → Σ di incrementi di reddito sempre più piccoli.
Se i corrisponde al tasso interno di rendimento di un investimento di una certa impresa, a tale tasso è indifferente per essa intraprendere o no l'investimento; se i scende, diventa vantaggioso intraprendere l'investimento e altre imprese, disposte ad investire a quel tasso più basso, investiranno, e via via così. La curva è data dalla somma dei progetti d'investimento di tutte le imprese, che saranno sempre maggiori via via che i scende.
L'andamento dei tassi interbancari influenza inoltre la domanda/offerta di moneta (LD, LS):
- L'offerta di moneta è perfettamente rigida, ma LD trasla verso destra e comporta la diminuzione di i.
- Se una BC aumenta l'offerta di moneta ricorrendo a operazioni di mercato aperto (acquisto di titoli), il prezzo dei titoli sale e il loro i scende e tutte le nuove emissioni dovranno essere effettuate a tale tasso più basso.
Grafico "Growth"
Grafico "Growth": indicatore = tasso di crescita del Prodotto lordo mondiale (Δ Pil tra un anno e l'altro, calcolato sulle quantità e i prezzi di quest'anno → Crescita reale + Inflazione) depurato dall'effetto dell'inflazione (ad ogni anno della serie si applica il prezzo di un anno di riferimento). Prodotto lordo mondiale ≠ somma dei Pil di tutti i Paesi convertiti nella stessa valuta (sarebbe troppo influenzato dalle oscillazioni dei tassi di cambio).
Varianti economiche
- Varianti positive (Upside):
- Rafforzamento dell'attività globale nella 2ª metà del 2013;
- L'area € si sta muovendo dalla recessione alla ripresa;
- Maggiore esportazioni dei Paesi emergenti verso quelli industriali;
- L'accordo sul bilancio USA dovrebbe rilanciare la domanda finale nel 2014.
- Varianti negative (Risks):
- Possibile deflazione nei Paesi avanzati (scoppio della bolla dei prezzi);
- Domanda interna debole nei mercati emergenti;
- Stagnazione nell'area €;
- Volatilità dei flussi di capitale diretti verso alcuni mercati emergenti (derivata dalla globalizzazione = processo di apertura e liberalizzazione di flussi di lavoratori, capitali, merci e servizi).
Raccomandazioni del FMI
Raccomandazioni del FMI per assicurare la crescita:
- Per i Paesi avanzati: evitare premature restrizioni della politica monetaria, riparare i bilanci pubblici e delle banche e implementare delle riforme strutturali (dei principali mercati: dei prodotti e del lavoro) per potenziare la crescita;
- Per i Paesi emergenti e in via di sviluppo: gestire le vulnerabilità derivanti dalla volatilità dei flussi di capitale (Tobin tax = colpisce le transazioni finanziarie con l'estero, in particolare quelle a breve termine; se i capitali escono dal Paese → prezzi più bassi e tassi più alti; se i capitali entrano → prezzi più alti e tassi più bassi, minor impatto degli interessi passivi sul CE dello Stato), salvaguardare la stabilità finanziaria in seguito alla rapida crescita del credito (è positiva, ma si rischia di non operare una selezione in base alla bontà dei crediti) e implementare riforme strutturali per potenziare la crescita.
Statistical appendix
Statistical appendix (rapporto semestrale):
- Summary of World Output: il tasso di crescita del prodotto mondiale era in media 3,6% tra il 1995 e il 2004 (fase di espansione e euforia); dal 2007 la crescita è ancora elevatissima, ma iniziano i primi problemi negli USA; nel 2008, rallentamento dopo il crollo di Lehman Brothers; nel 2009, calo della crescita, ma contenuto perché i Paesi emergenti continuano a crescere (decoupling = andamento separato delle economie emergenti rispetto a quelle avanzate); nel 2010 la crescita è al 5,2% perciò le percezioni della politica economica hanno funzionato.
- Politica economica = Politica monetaria (taglio dei tassi e + offerta di moneta) + Politica fiscale (modello del moltiplicatore in mercato chiuso o in mercato aperto).
Politica economica in mercato chiuso
In mercato chiuso: c'è capacità produttiva inutilizzata, si possono aumentare I, G o ridurre T → Impulso a produrre nuovi beni → Incremento del reddito prodotto e di quello distribuito → Incremento della domanda di beni di consumo → Incremento della produzione → ... (e via via affievolendosi).
Politica economica in mercato aperto
In un mercato aperto: oltre alle variabili del mercato chiuso, ci sono le esportazioni (aumentano se aumenta la domanda dei Paesi-clienti) e le importazioni (aumentano se effettuiamo politiche espansive):
ΔY = (ΔI + ΔG – ΔT • c + ΔE)/(1 – c + m)
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