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Le istituzioni e il ruolo dei mercati

Le istituzioni

Le istituzioni includono un insieme di vincoli formali, come le leggi, e informali, come le tradizioni e le diverse organizzazioni volte a farle rispettare. Le istituzioni hanno una grande rilevanza nei processi economici perché le informazioni sono costose. Acquisire, analizzare e trasmettere le informazioni rilevanti è estremamente costoso, perché il tempo a nostra disposizione è limitato e dobbiamo cercare di utilizzarlo al meglio. Le istituzioni creano il sistema di incentivi della società e di conseguenza sono i fattori fondamentali che determinano la performance delle diverse economie.

Nel corso del tempo gli individui formano le conoscenze che plasmano le istituzioni e se le trasmettono a vicenda. Si tratta di conoscenze accumulate attraverso le diverse esperienze di innumerevoli generazioni e che vengono trasmesse da una generazione all'altra attraverso la cultura di una data società. La parte più importante delle conoscenze accumulate dalle diverse comunità non si trasmette attraverso i libri e l’educazione codificata, ma attraverso l’apprendimento di regole e di tradizioni. Nelle nostre scelte infatti non possiamo affidarci sempre e soltanto ad un'analisi razionale dei problemi, perché analizzare i problemi razionalmente richiede tempo e risorse.

Comportarsi in modo razionale è costoso. Nella maggior parte delle scelte che formano le nostre azioni non analizziamo i costi e benefici di ogni decisione, ma seguiamo delle regole consuetudinarie, delle routine di comportamento e delle abitudini. Seguire le regole permette a ciascuno di noi di risparmiare tempo e fatica. La teoria economica normalmente assume che gli agenti si comportino in modo razionale. Ma la razionalità stessa è limitata: agire in modo razionale è molto costoso, ci vuole tempo e molte energie. In molti casi è più conveniente basare il proprio comportamento su routine e abitudini e cambiare le nostre abitudini solo quando è veramente necessario.

Per questa ragione la cultura di ciascuna società svolge un ruolo fondamentale non soltanto nel tenere insieme la società, ma anche nell’influenzare le scelte e i processi di apprendimento degli individui. Inoltre, le regole ci rendono prevedibili e permettono a ciascuno di noi di prevedere in modo ragionevole i comportamenti degli altri. Le regole ci permettono di cooperare perché rendono possibile coordinare le azioni di diversi individui.

Nei nostri sistemi non sono soltanto le leggi scritte ad essere importanti, ma l’intero sistema di regole formali e non che permettono al sistema di funzionare. Le leggi sono importanti solo se i membri della comunità ritengono importante rispettarle. Nessun sistema di regole può funzionare solo con la forza. Non esistono quindi regole istituzionali semplici, non è sempre semplice adottare le regole dei paesi più sviluppati in altri paesi. Le organizzazioni statali svolgono sempre un ruolo fondamentale perché definiscono le regole formali e devono farle rispettare.

Le istituzioni hanno una grande rilevanza nei processi economici perché le informazioni sono costose. Le istituzioni hanno una grande rilevanza nei processi economici perché le informazioni sono costose. Acquisire, analizzare e trasmettere le informazioni rilevanti è estremamente costoso, perché il tempo a nostra disposizione è limitato e dobbiamo cercare di utilizzarlo al meglio. Poiché le transazioni sono costose, è necessario spesso organizzare le relazioni economiche attraverso organizzazioni come le imprese. L’evoluzione del sistema economico è determinata dall’interazione di organizzazioni, come quelle statali, le imprese o i sindacati e le istituzioni, che rappresentano l’insieme di regole su cui la società si basa.

Molti dei cambiamenti che si verificano nei sistemi economici sono dovuti all’apprendimento degli individui che agiscono all’interno delle organizzazioni. Le organizzazioni devono modificarsi nel tempo per adattarsi alle nuove situazioni e permettere al sistema di rispondere alle nuove esigenze.

Le regole del mercato

Il problema alla base delle scelte economiche consiste nell’utilizzare in modo efficiente le conoscenze necessarie per prendere le decisioni in modo razionale. Le conoscenze sono diffuse fra innumerevoli individui. Ma la maggior parte dei nostri problemi richiede la cooperazione di diversi individui. Ad esempio, la produzione di qualunque tipo di bene o servizio richiede la competenza di un numero molto alto di individui diversi. Abbiamo quindi bisogno di un sistema che permetta di scambiarsi le conoscenze permettendoci di cooperare in modo efficiente rendendo le nostre scelte individuali mutuamente compatibili.

Il mercato è un insieme di regole che permette di utilizzare le conoscenze individuali per perseguire i propri obiettivi coordinandosi con gli altri agenti. Se tutti desideriamo fare lavori intellettuali ma allo stesso tempo desideriamo beni e servizi che richiedono lavori manuali, esiste una incompatibilità di fondo delle nostre scelte. Le regole del mercato impediscono che si manifestino incompatibilità di fondo nelle nostre scelte. Il mercato permette quindi agli agenti di cooperare nel perseguire i propri obiettivi. Ciascuno di noi persegue obiettivi individuali, ma è necessario che gli obiettivi e le scelte individuali siano compatibili con le scelte degli altri.

Nelle scelte che condizionano i nostri rapporti economici è essenziale mettere insieme le informazioni che riguardano quattro ambiti separati:

  • Gli obiettivi degli agenti
  • La disponibilità delle risorse
  • Le tecnologie disponibili
  • L’opportunità di scegliere una tecnica rispetto ad un’altra possibile

Questi problemi sono particolarmente complessi perché molti aspetti fondamentali dei problemi economici, come ad esempio le preferenze degli utenti, cambiano nel corso del tempo. Il mercato fornisce gli incentivi necessari per spingere i singoli individui a cercare nuove soluzioni ai problemi, a scoprire nuove risorse, nuovi metodi per soddisfare le esigenze delle persone o per inventare nuove esigenze. I prezzi sono lo strumento fondamentale attraverso il quale molte delle informazioni rilevanti per le scelte economiche vengono trasmesse fra i diversi agenti.

Il sistema dei prezzi

Per comprendere il ruolo informativo dei prezzi, ipotizziamo che il prezzo di una materia prima, ad esempio il petrolio, sia aumentato. L’aumento dei prezzi del petrolio può essere dovuto all’aumento della domanda, oppure alla riduzione dell’offerta. La domanda cresce se l’utilizzo delle automobili aumenta o se si diffonde in nuovi paesi. L’offerta si riduce se le scoperte di nuovi giacimenti non compensano i giacimenti che si esauriscono.

Ipotizziamo che l’aumento dei prezzi del petrolio sia causato dalla crescita economica di un grande paese come la Cina. La nuova domanda di petrolio da parte della Cina deve essere soddisfatta o attraverso un aumento dell’offerta oppure attraverso la riduzione dei consumi da parte di chi ne fa uso in altri paesi. Il rialzo dei prezzi genera gli incentivi per tutte e due queste soluzioni. Il rialzo dei prezzi rende maggiormente remunerativi i giacimenti esistenti e chi produce petrolio fa dei profitti più elevati.

I prezzi di mercato

I maggiori profitti nel settore petrolifero indurranno gli imprenditori ad aumentare gli investimenti, sottraendo risorse ad altri settori. Questi investimenti possono comportare sia la ricerca di nuovi giacimenti, che lo sviluppo di nuove tecniche per aumentare la produttività dei giacimenti esistenti. I profitti imprenditoriali sono un importante incentivo fondamentale che spinge gli agenti a cambiare i propri comportamenti rispondendo alle mutate esigenze dell’ambiente. In questo caso i profitti inducono una maggior produzione.

L’aumento dei prezzi induce anche delle risposte razionali da parte dei consumatori. Gli utenti dei mezzi di trasporto cercheranno di ridurre i consumi di carburante, ad esempio viaggiando ad una velocità inferiore. Inoltre, acquisteranno mezzi di trasporto che consumano meno o faranno maggiormente ricorso ai mezzi pubblici. La maggiore domanda rende più efficienti i sistemi di trasporto pubblico che quindi possono investire maggiormente perché hanno ricavi maggiori. Inoltre, la maggiore domanda di mezzi di trasporto a maggiore efficienza energetica spinge le imprese che li producono a investire in tecnologie che migliorano l’efficienza energetica invece di investire per migliorare altri aspetti dei prodotti.

Ciascun agente per mezzo delle informazioni trasmette dal livello dei prezzi è in grado di prendere le proprie decisioni senza dovere ottenere informazioni specifiche sulle scelte delle innumerevoli altre persone che interagiscono con lui o lei. In assenza dei prezzi ciascun agente dovrebbe cercare di analizzare il mercato globale a partire dalle scelte individuali in ogni paese del globo e in ogni settore che influenza o viene influenzato dal prezzo del petrolio. Inoltre, ciascuno dovrebbe comunicare le proprie scelte e coordinarsi con gli altri. Si tratta di un problema virtualmente insolubile.

I diritti di proprietà e le regole del mercato

Il sistema di mercato si basa sull’attribuzione di diritti di proprietà individuali e su un sistema di regole per trasferire tali diritti mediante contratti di compravendita liberalmente stipulati dalle parti. I diritti di proprietà permettono a dei singoli di godere in modo parzialmente esclusivo dell’utilizzo di certi beni e risorse. Il diritto non è mai del tutto esclusivo perché l’estensione di tali diritti è sempre stabilita dalla legge.

Ad esempio, negli Stati Uniti con la proprietà del suolo si trasferisce anche la proprietà delle risorse minerarie sottostanti, mentre in Italia le risorse minerarie o i beni artistici sepolti rimangono di proprietà della collettività. Naturalmente anche negli Stati Uniti la collettività trae dei benefici dallo sviluppo delle risorse minerarie, perché i privati devono pagare royalties e tasse di varia natura per sviluppare le concessioni. Il sistema incentivi degli Stati Uniti è molto diverso da quello italiano dove il ruolo dello stato nello sviluppo delle risorse minerarie è molto più rilevante. I diritti di proprietà stabiliscono quali effetti dell’utilizzo esclusivo dei beni devono essere tollerati dagli altri e quali invece richiedono un esplicito consenso della collettività.

Ad esempio, se l’utilizzo a scopo privato di un bene comporta l’emissione di gas nocivi, la collettività tramite lo stato stabilisce se imporre una tassa a titolo di indennizzo, oppure può semplicemente vietare l’utilizzo di certe tecniche, o di alcuni prodotti o di alcune prassi tradizionali. La definizione dei diritti di proprietà comporta inoltre l’imposizione di una serie di divieti. Ad esempio, stabilire i diritti sulle opere di ingegno significa vietare la riproduzione di tali opere. Allo stesso modo la tutela dei marchi richiede il divieto di contraffazione.

Il sistema di regole prevede inoltre dei meccanismi contrattuali per il trasferimento dei diritti di proprietà. L’aspetto fondamentale del sistema è la libertà di trasferire i beni sulla base di corrispettivi liberamente stabiliti dalle parti. La definizione di prezzi di mercato richiede un sistema complicato di regole. I prezzi trasmettono in modo efficiente le informazioni se e solo se sono il risultato di transazioni intraprese volontariamente e senza subire condizionamenti indebiti.

Il sistema di regole deve garantire che le parti possano negoziare senza subire condizionamenti e senza sottostare a rapporti di potere. Le regole devono inoltre tutelare i terzi dagli effetti esterni che il contratto può imporre loro. Ad esempio: il trasferimento dei beni immobili richiede un registro catastale, il trasferimento dei beni mobili richiede dei contratti, stipulati rispettando un sistema di regole molto esteso e specifico di ogni ordinamento, in tutti i sistemi la successione ereditaria comporta la definizione di tantissime altre regole specifiche volte a tutelare le esigenze individuali e della collettività.

Il sistema richiede inoltre la presenza di tutta una serie di organizzazioni statali. Queste organizzazioni sono necessarie per attribuire i diritti e per tutelare gli scambi. Il sistema giudiziario è necessario per definire le controversie fra privati. Il monopolio della forza è essenziale per imporre il rispetto delle regole e punire i comportamenti devianti.

Le imprese

Le imprese sono delle organizzazioni all’interno delle quali diversi individui cooperano per produrre dei beni o fornire dei servizi. All’interno delle imprese le diverse competenze e conoscenze non sono coordinate da scambi di mercato, ma al contrario sono coordinate attraverso rapporti di potere. Gli imprenditori hanno competenze e informazioni molto specifiche che permettono loro di fornire beni o servizi a condizioni competitive e ottenendo un profitto. Queste competenze riguardano le tecniche e tecnologie per produrre e fornire i beni e servizi e la struttura dei mercati dove fornirli. Le competenze imprenditoriali richiedono anche la conoscenza dei prezzi di mercato dei beni da produrre e vendere e dei beni che è necessario comprare per produrre i beni o fornire i servizi. I prezzi variano nel tempo, con la distanza geografica e con le conoscenze degli agenti.

Gli imprenditori costituiscono le imprese, organizzazioni all’interno delle quali attraverso sistemi di regole gerarchiche organizzano il lavoro di altri agenti che remunerano. La remunerazione dei lavoratori può dipendere soltanto dal numero di ore lavorate, oppure anche dal raggiungimento di alcuni specifici obiettivi. Gli imprenditori inoltre investono acquistando strutture, macchinari e brevetti per costituire il capitale fisico dell’impresa. Gli imprenditori possiedono i beni capitali dell’impresa e hanno il diritto di gestire le risorse a loro disposizione, comprese le competenze dei lavoratori, in modo discrezionale.

Per diversi secoli le imprese sono state parte del patrimonio personale degli imprenditori. In questo caso l’imprenditore risponde con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte dall’impresa per suo conto, anche quando queste obbligazioni vengono assunte dai suoi dipendenti. Se diversi costituiscono una società, mettendo in comune le proprie risorse entrambi rispondono con il loro patrimonio personale di qualunque obbligazione assunta dall’impresa. Ad esempio, se l’impresa fa un debito che non rimborsa alla data pattuita, i creditori possono rivalersi sul patrimonio personale di uno dei soci a loro discrezione.

Le società di capitali

A partire dal XIV secolo la legge inglese permise ad alcuni monasteri ed associazioni di mercanti di beneficiare della responsabilità limitata. La responsabilità limitata implica che i soci non rispondano in solido con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte dalla società. In questo caso i creditori sono tutelati soltanto dal patrimonio della società. Nascono così le società di capitali, limited companies. Le società di capitali si diffusero progressivamente specialmente a partire dal Seicento e alla fine di tale secolo nacquero anche le prime banche organizzate come società di capitali. Progressivamente si sviluppò un sistema legale molto sofisticato per regolare le società di capitali, con il primo obiettivo di tutelare i creditori.

Ad esempio, le società di capitali sono tenute a rendere i pubblici i loro bilanci, che devono essere redatti seguendo rigorosi e prestabiliti principi contabili. Nelle società di capitali la nomina degli amministratori viene stabilita dall’assemblea dei soci, che votano in funzione delle quote del capitale sociale detenute. I soci di maggioranza scelgono gli amministratori, i soci di minoranza sono tutelati dalla legge, così come i creditori. Quando le imprese organizzate come società di capitali, che oggi sono la maggioranza, sono piccole, spesso gli amministratori sono dei soci. Quando le imprese sono grandi, spesso i soci nominano come amministratori dei lavoratori specializzati nelle mansioni dirigenziali, i manager. In questo caso si parla di separazione fra proprietà e controllo.

Le quote del capitale sociale delle imprese sono dette azioni, shares. Nella maggior parte dei casi le azioni vengono comprate e vendute attraverso scritture private redatte da un notaio. Alcune società, di solito grandi, scelgono di quotarsi nei mercati azionari, per permettere ai soci di vendere con maggiore facilità le proprie quote. Le società quotate sono note come public companies mentre le società non quotate sono dette private companies. La quotazione sul mercato permette anche alle imprese di raccogliere risorse facendosi finanziare da una potenziale moltitudine di risparmiatori. Le società quotate sono soggette a regole più rigorose delle normali società di capitali.

Introduzione: il ruolo dei mercati finanziari

I mercati finanziari sono dei mercati nel quali gli agenti si scambiano dei beni mobili che rappresentano:

  • Titoli di proprietà ‘Azioni
  • Titoli di credito ‘Obbligazioni o bonds’
  • Valute estere ‘mercato dei cambi o foreign exchange
  • Strumenti derivati o derivatives

Questi ultimi si dividono in:

  • I mercati a termine ‘future’ che sono strumenti in cui viene determinato oggi il prezzo di una transazione futura
  • I contratti di opzione ‘options’ che attribuiscono all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di eseguire la vendita o l’acquisto di un titolo ad un prezzo prestabilito

I mercati finanziari permettono ad agenti che hanno informazioni e competenze diverse di trasferirsi delle risorse. Questi mercati permettono quindi di allocare le risorse in modo efficiente in un mondo nel quale le conoscenze individuali sono limitate e le conoscenze e le risorse sono distribuite in modo difforme.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jc7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dei mercati monetari e finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Dia Enzo.
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