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Economia manageriale - Appunti

Appunti di Economia manageriale per l'esame del professor Calabrese. Gli argomenti trattati sono i seguenti: cosa produrre, come produrre, il metodo di analisi e di produzione, il monopolio, l'oligopolio, la capacità produttiva, la variabile del tempo.

Esame di Economia manageriale docente Prof. G. Calabrese

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ESTRATTO DOCUMENTO

Produttività e rendimenti

 Finché Pma cresce abbiamo una produttività crescente

 Finché Pme cresce abbiamo rendimenti crescenti

 Se Pma è sempre decrescente, la produttività sarà sempre decrescente.

 Se Pme è sempre decrescente, i rendimenti saranno sempre decrescenti.

Esercizio

Il Pme non deve peggiorare Pag.

11

L’aiutante dovrà effettuare almeno 40 consegne al giorno.

Esercizio L Y Pme Pma

0 0 0 0

1 10 10 10

2 30 15 20

3 48 16 18

4 64 16 16

5 75 15 11

90

80

70

60 Y

50 Pme

40 Pma

30

20

10

0 0 1 2 3 4 5 6

Il livello tecnicamente ottimale è 4 dipendenti

Pag.

12

Funzione di produzione con due fattori variabili

 Presupposto

o Capacità produttiva e conoscenza tecnica sono fisse;

o I fattori produttivi sono impiegati in condizione di massima efficienza tecnica.

 Obiettivo

o Individuazione degli isoquanti di produzione.

o Individuazione dell’andamento dei rendimenti. ̅

̅̅̅ ̅̅̅

Isoquanti

Luogo geometrico per cui combinando in modo differenziato i diversi fattori produttivi otteniamo la stessa

quantità prodotta.

Esempio numerico pagina 24

 Da 0 a 120 i rendimenti sono crescenti perché l’aumento nella produzione d’insalata è maggiore

dell’aumento dei fattori produttivi.

 A livello 180 i rendimenti sono costanti perché l’aumento della produzione di insalata è quasi

uguale a quello dei fattori produttivi.

 A livello 210 e 240 i rendimenti sono decrescenti perché l’aumento di produzione d’insalata è

inferiore all’aumento dei fattori produttivi.

Pag.

13

Caratteristiche degli isoquanti

 Quantità costanti:

o Con tassi di impiego differenziati dei fattori.

o Lungo le diverse curve degli isoquanti otteniamo la stessa produzione.

 Pendenza negativa:

o Si utilizzano solo tecniche efficienti.

o Se positiva: + fattori produttivi ma stessa produzione.

 Massima efficienza:

o Le curve non presentano punti di tangenza o intersezione.

o Se li presentassero scelgo la curva che mi da una produttività maggiore.

 Convessità all’origine:

o Parziale sostituibilità dei fattori.

o Non si possono accettare tratti concavi.

 Presentano combinazioni meno efficienti rispetto alle combinazioni presenti

sull’isoquanto stesso.

 I punti B ed A producono la stessa quantità ma nel punto B vengono usati più

fattori produttivi rispetto ad A.

o Rendimenti decrescenti dei fattori, sostituibilità parziale.

 Incremento più che proporzionale di X1 rispetto ad X2.

Sostituibilità dei fattori

Il grado di sostituibilità dei fattori è rappresentato geometricamente dalla pendenza della curva di

isoquanto denominato saggio marginale di sostituzione.

 Variazione di X2 che è in grado di compensare una variazione infinitamente piccola di X1

Discreto Pag.

14

Continuo

Isoquanti caratteristici

Isoquanti caratterizzati da perfetta sostituibilità

Se X1 si riduce sempre del 20% e l’altro incrementa sempre del 15%, gli isoquanti saranno delle rette.

Isoquanti caratterizzati da assenza di sostituibilità

 Incrementando uno dei 2 fattori produttivi non è possibile ridurre la quantità dell’altro fattore.

 Forma angolare il cui unico punto di interesse è il vertice dell’angolo.

 Proporzioni fisse di utilizzo Pag.

15

Esercizio Assenza di sostituibilità

Inefficienza, gli isoquanti hanno punti di tangenza

Pag.

16

Perfetta sostituibilità

Pag.

17

Funzione neoclassica di lungo periodo

 Nella prospettiva del lungo termine è possibile modificare la quantità d’impiego di tutti i fattori

produttivi, compresi impianti e macchine.

o Consente di esaminare i volumi relativi a differenti dimensioni di fattori considerati fissi nel

breve termine.

 I fattori produttivi possono variare tutti per la medesima proporzione o per proporzioni diverse.

o Analizzeremo solo le variazioni equiproporzionali.

= coefficiente di variazione equiproporzionale

Se:  = rendimenti di scala decrescenti

 = rendimenti di scala costanti

 =rendimenti di scala crescenti

Considerando 2 fattori produttivi, e potendo tracciarne gli isoquanti, abbiamo la possibilità di valutarne lo

spostamento al variare del coefficiente. Pag.

18

La funzione di produzione di breve termine nei processi lineari di

produzione.

 L’impostazione neoclassica si adatta a sistemi semplici (es. agricoltura).

o È difficile immaginare di poter utilizzare un numero infinito di combinazioni di fattori

produttivi.

 Per migliorare il modello, alla combinazione dei fattori viene sostituita la combinazione dei

processi lineari.

o È più verosimile perché è possibile che nelle aziende coesistano più processi.

o Questi processi sono vincolati tecnologicamente con rapporto costante tra utilizzo dei

fattori e output.

 Hanno rendimenti di scala costanti.

o I processi sono tra loro indipendenti (no economie o diseconomie di scala derivanti

dall’impego comune)

= coefficiente tecnico di produzione costante

P1 P2 … Pj … Pn

X1 a11 a12 … a1j … a1n

X2 a21 a22 … a2j … a2n

… … … … … … …

Xi ai1 ai2 … aij … ain

… … … … … … …

Xm am1 am2 … amj … amn

Poiché i processi di produzione hanno rendimenti di scala costanti:

 | | | |

Esercizio

Consideriamo i processi P e P con i seguenti coefficienti tecnicI

1 3 P1 P3

X1 0,4 0,35

X2 2 3,5

 Volendo ottenere una produzione Y=1000 utilizzando solo il P o il P .

1 3

P P

1 3

| | | |

Pag.

19

 Avendo a disposizione 750 di X e 5500 di X quale sarà la produzione totale, e come sarà ripartita?

1 2

{

{ { P = 1000

3

Isoquanto

Y = 1000

P = 1000

1

Pag.

20

Caratteristiche degli isoquanti, combinazione di processi

 È possibile ottenere una combinazione di processi adiacenti al fine di ottenere configurazioni che

giacciono forniscono la medesima produzione.

o Es. il punto B prevede una combinazione tra i processi P e P con differenti gradi di

1-3 1 3

utilizzo (es. P =30%, P =70%)

1 3

 Se inseriamo un terzo processo possiamo individuare un nuovo punto B che mi fornisce una

2

produzione di 1000 attraverso l’utilizzo del processo P , in questo modo otteniamo un nuovo

2

isoquanto più efficiente del precedente.

o Nel punto B otteniamo la medesima produzione del punto B ma utilizzando meno

2-3 1-3

risorse, quindi l’isoquanto B B è da sostituire con quello B B B

1 3 1 2 3

 L’insieme dei vari isoquanti costituiscono una figura a cono poliedrico sfaccettato, gli isoquanti

hanno dunque un saggio marginale di sostituzione decrescente ma costante in ogni faccia del

cono. Pag.

21

Esercizio A B C D

Lavoro 2 5 10 12

Capitale 10 8 6 7

Dimostrare che non è conveniente utilizzare il processo D

12

10

8

Capitale 6

4

2

0 0 2 4 6 8 10 12 14

Lavoro

 Economicamente: secondo il principio di efficienza paretiana, secondo il quale un processo, per

essere più efficiente di un altro, deve offrire maggior prodotto a parità di risorse impiegate o

uguale prodotto utilizzando una minor quantità di risorse. Il processo D richiede rispetto al

processo C tanto una maggior quantità di lavoro quanto di capitale a parità di output, perciò è

meno efficiente.

 Graficamente: tracciando l’isoquanto notiamo che non viene rispettata una proprietà

fondamentale degli isoquanti efficienti: la pendenza negativa. Infatti dal punto C al punto D

l’isoquanto ha pendenza positiva, sintomo di inefficienza.

Dimostrare che una combinazione di processi non adiacenti A – C non è conveniente

10 B'; 8,5

Capitale 8 B; 8

6

4 0 2 4 6 8 10 12

Lavoro

Pag.

22

Equazione isoquanto A – C

{ {

Verifica in B B’

B’ si trova in L=5 B B'

Lavoro 5 5

Capitale 8 8,5

Escludo B’ secondo il concetto di efficienza paretiana.

Calcolare la quantità prodotta e la ripartizione tra processi produttivi quando vengono utilizzati L=350

K=900

Notiamo che per valori compresi tra 0,2 e 0,389 è stata utilizzata una combinazione tra i processi A e B

quindi: { {

Produrrò in totale 100 unità, di cui 50 con il processo A e 50 con il processo B.

Si calcoli la in tal punto

Se aumentassimo il lavoro di 1 unità produrrei in totale 1oo,0588 unità con la seguente ripartizione:

{ {

Pag.

23

Si calcoli la in tal punto

Se aumentassimo il capitale di 1 unità produrrei in totale 1oo,0883 unità con la seguente ripartizione:

{ {

Pag.

24

Capitolo 2, Analisi economica dei

costi

Diverse tipologie di costo

Costi fissi totali CFT

Costi non modificabili nel breve termine e non legati al volume di produzione.

Costi variabili totali CVT

Costi in funzione dei volumi di produzione

Costi totali CT = CVT + CFT

Costo medio riferito a una data quantità di prodotto

 Costo fisso unitario

 Costo variabile unitario

 Costo unitario medio

Costo marginale CT’

Relazione che intercorre tra la variazione di costo totale e la variazione di produzione.

Il costo totale relativo ad una quantità prodotta è uguale alla somma dei costi marginali da 1 fino alla

quantità prodotta Pag.

25 ∑

I costi di breve termine nei modelli neoclassici basati sulla

combinazione di fattori produttivi

Ipotesi neoclassica

 L’isoquanto offre indicazioni sulle differenti combinazioni di fattori caratterizzate dalla massima

efficienza e in grado di fornire un particolare livello di output.

 I prezzi dei fattori produttivi definiscono la condizione ottimale di minor costo.

Presupposto

Prezzi dei fattori costanti e indipendenti dai volumi d’acquisto.

Un solo fattore variabile ̅̅̅ ̅̅̅ ̅̅̅̅

 La funzione di produzione

 Il prezzo del fattore è costante

 Pag.

26

Esercizio Orto Filippo

Semenza Y Pme Pma CFT CVT CT CT' CFU CVU CUM

1 99 99 99 3000 100 3100 31,3131 30,303 1,0101 31,313

2 372 186 273 3000 200 3200 0,3663 8,065 0,5376 8,602

3 813 271 441 3000 300 3300 0,2268 3,690 0,3690 4,059

4 1416 354 603 3000 400 3400 0,1658 2,119 0,2825 2,401

5 2175 435 759 3000 500 3500 0,1318 1,379 0,2299 1,609

6 3084 514 909 3000 600 3600 0,1100 0,973 0,1946 1,167

7 4137 591 1053 3000 700 3700 0,0950 0,725 0,1692 0,894

8 5328 666 1191 3000 800 3800 0,0840 0,563 0,1502 0,713

9 6651 739 1323 3000 900 3900 0,0756 0,451 0,1353 0,586

10 8100 810 1449 3000 1000 4000 0,0690 0,370 0,1235 0,494

11 9669 879 1569 3000 1100 4100 0,0637 0,310 0,1138 0,424

12 11352 946 1683 3000 1200 4200 0,0594 0,264 0,1057 0,370

13 13143 1011 1791 3000 1300 4300 0,0558 0,228 0,0989 0,327

14 15036 1074 1893 3000 1400 4400 0,0528 0,200 0,0931 0,293

15 17025 1135 1989 3000 1500 4500 0,0503 0,176 0,0881 0,264

16 19104 1194 2079 3000 1600 4600 0,0481 0,157 0,0838 0,241

17 21267 1251 2163 3000 1700 4700 0,0462 0,141 0,0799 0,221

18 23508 1306 2241 3000 1800 4800 0,0446 0,128 0,0766 0,204

19 25821 1359 2313 3000 1900 4900 0,0432 0,116 0,0736 0,190

20 28200 1410 2379 3000 2000 5000 0,0420 0,106 0,0709 0,177

21 30639 1459 2439 3000 2100 5100 0,0410 0,098 0,0685 0,166

22 33132 1506 2493 3000 2200 5200 0,0401 0,091 0,0664 0,157

23 35673 1551 2541 3000 2300 5300 0,0394 0,084 0,0645 0,149

24 38256 1594 2583 3000 2400 5400 0,0387 0,078 0,0627 0,141

25 40875 1635 2619 3000 2500 5500 0,0382 0,073 0,0612 0,135

26 43524 1674 2649 3000 2600 5600 0,0378 0,069 0,0597 0,129

27 46197 1711 2673 3000 2700 5700 0,0374 0,065 0,0584 0,123

28 48888 1746 2691 3000 2800 5800 0,0372 0,061 0,0573 0,119

29 51591 1779 2703 3000 2900 5900 0,0370 0,058 0,0562 0,114

30 54300 1810 2709 3000 3000 6000 0,0369 0,055 0,0552 0,110

31 57009 1839 2709 3000 3100 6100 0,0369 0,053 0,0544 0,107

32 59712 1866 2703 3000 3200 6200 0,0370 0,050 0,0536 0,104

33 62403 1891 2691 3000 3300 6300 0,0372 0,048 0,0529 0,101

34 65076 1914 2673 3000 3400 6400 0,0374 0,046 0,0522 0,098

35 67725 1935 2649 3000 3500 6500 0,0378 0,044 0,0517 0,096

36 70344 1954 2619 3000 3600 6600 0,0382 0,043 0,0512 0,094

37 72927 1971 2583 3000 3700 6700 0,0387 0,041 0,0507 0,092

38 75468 1986 2541 3000 3800 6800 0,0394 0,040 0,0504 0,090

39 77961 1999 2493 3000 3900 6900 0,0401 0,038 0,0500 0,089

40 80400 2010 2439 3000 4000 7000 0,0410 0,037 0,0498 0,087

41 82779 2019 2379 3000 4100 7100 0,0420 0,036 0,0495 0,086

42 85092 2026 2313 3000 4200 7200 0,0432 0,035 0,0494 0,085

43 87333 2031 2241 3000 4300 7300 0,0446 0,034 0,0492 0,084

44 89496 2034 2163 3000 4400 7400 0,0462 0,034 0,0492 0,083

45 91575 2035 2079 3000 4500 7500 0,0481 0,033 0,0491 0,082

46 93564 2034 1989 3000 4600 7600 0,0503 0,032 0,0492 0,081

47 95457 2031 1893 3000 4700 7700 0,0528 0,031 0,0492 0,081

48 97248 2026 1791 3000 4800 7800 0,0558 0,031 0,0494 0,080

49 98931 2019 1683 3000 4900 7900 0,0594 0,030 0,0495 0,080

50 100500 2010 1569 3000 5000 8000 0,0637 0,030 0,0498 0,080

51 101949 1999 1449 3000 5100 8100 0,0690 0,029 0,0500 0,079

52 103272 1986 1323 3000 5200 8200 0,0756 0,029 0,0504 0,079

53 104463 1971 1191 3000 5300 8300 0,0840 0,029 0,0507 0,079

54 105516 1954 1053 3000 5400 8400 0,0950 0,028 0,0512 0,080

55 106425 1935 909 3000 5500 8500 0,1100 0,028 0,0517 0,080

56 107184 1914 759 3000 5600 8600 0,1318 0,028 0,0522 0,080

57 107787 1891 603 3000 5700 8700 0,1658 0,028 0,0529 0,081

58 108228 1866 441 3000 5800 8800 0,2268 0,028 0,0536 0,081

59 108501 1839 273 3000 5900 8900 0,3663 0,028 0,0544 0,082

60 108600 1810 99 3000 6000 9000 1,0101 0,028 0,0552 0,083

Pag.

27

Pag.

28

 La curva del CT è quella del CVT traslata per i CFT

 La curva del CT’ incrocia quella del CUM e del CVU nel loro minimo

 Il punto di flesso della funzione d’investimento si trova nel minimo della curva di CT’

 B Il punto di massima efficienza tecnica si trova dove PMe = PMa e dove CT’ = CVU

 C Il punto di dimensione efficiente dell’impresa si trova dove il CT’ = CUM

 Il punto di max utile lo troviamo dove la retta del prezzo incrocia quella del costo marginale a

destra

 Il punto di max perdita lo troviamo dove la retta del prezzo incrocia quella del costo marginale a

sinistra

 Il punto di pareggio lo troviamo dove la retta del prezzo di vendita incrocia quella del CUM

Esercizio

Il sig. Michele ha un impresa di autotrasporti e da solo riesce ad effettuare 20 consegne al giorno, con un costo

totale di 40 Euro. Per aumentare il giro d’affari è indeciso se assumere un aiutante a 30 Euro.

In quali condizioni tale decisione sarà conveniente?

Valutiamo il CUM di ogni consegna:

Affinché la decisione sia conveniente il CUM non deve aumentare:

La decisione sarebbe conveniente se si riuscissero ad effettuare almeno 35 consegne.

Pag.

29

Variabilità di due fattori

Io però posso avere diversi budget e di conseguenza diversi isocosti:

Se combino isocosti e isoquanti ottengo:

Occorre scegliere il punto in cui isocosto e isoquanto sono tangenti. In quel preciso punto la pendenza

dell’isocosto è uguale al saggio marginale di sostituzione dell’isocosto .

Pag.

30

Si evince che la produttività dell’ultimo centesimo speso nell’acquisto di un fattore produttivo deve essere

uguale alla produttività dell’ultimo centesimo speso nell’acquisto di ogni altro fattore produttivo:

Caratteristiche degli isocosti

Massima efficienza Lungo l’isoquanto

Minimizzazione dei costi Tangenza con isocosti

Cambiamenti anche minimi nei prezzi causano i seguenti effetti:

Effetto sostituzione:

La variazione più accentuata di un prezzo rispetto ad un altro varia la pendenza dell’isocosto comportando

una modificazione del punto di tangenza e quindi della tecnica produttiva, variando di conseguenza i costi

totali. Ciò spiega perché la funzione d’investimento non trova applicazione pratica nei contesti in

evoluzione.

Effetto spiazzamento:

se varia il prezzo di un solo fattore produttivo, a parità di budget dovrò produrre di meno. Graficamente si

può notare con uno spostamento verso sinistra dell’isocosto, il che comporta la ricerca di un isoquanto più

basso del precedente.

Analisi dei costi nei processi lineari

La pendenza dell’isocosto mi indica anche quale processo mi conviene scegliere:

In questo caso l’isocosto è tangente all’isoquanto nel tratto A-B e mi permette di utilizzare P4, P3 o la

combinazione tra essi.

Pag.

31

Se la pendenza dell’isocosto variasse in questo modo, vi sarebbe un solo punto di tangenza in B e quindi mi

converrebbe usare solo il P3

Esercizio P72

Y=1 X1 X2 Condizioni di prezzo

P1 0,4 3 A B

P2 0,3 4 pX1 80 100

P3 0,1 5 pX2 20 10

Il volume di produzione desiderato è 100 unità

Y=100 X1 X2

P1 40 300

P2 30 400

P3 10 500

Pag.

32

Isoquanto Y=100

600 C

500 D

400

300 F

200

100

0 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45

Il processo P2 risulta da escludere a priori perché non rispetta la proprietà dell’isoquanto di convessità

all’origine, si prendono quini in considerazioni i processi P1 e P3 e la loro combinazione.

L’isoquanto, nel tratto C – F avrà la seguente equazione:

{ {

L’isocosto relativo all’ipotesi A avrà pendenza:

L’isocosto relativo all’ipotesi B avrà pendenza:

Possiamo notare che nell’ipotesi a conviene utilizzare il processo P1, nell’ipotesi B il processo P3. Infatti

sono quelli che consentono CT minori:

Y=100 X1 X2 pX1A pX2A pX1B pX2B CTA CTB

P1 40 300 3200 6000 4000 3000 9200 7000

P2 30 400 2400 8000 3000 4000 10400 7000

P3 10 500 800 10000 1000 5000 10800 6000

Pag.

33

Esercizio pag. 74 P1 P2 P3 P4

X1 0,4 0,4 0,35 0,3

X2 2 3 3,5 6

X2 è disponibile uin quantità fissa di 42000 con un costo di 21000. Il prezzo unitario di X1 di 20.

Notiamo immediatamente che il processo P2 è inefficiente, poiché a parità di output utilizza più risorse.

Essendo X2 reperibile in quantità fissa io potrò produrre al massimo:

1

2

Fino ad Y=7.000 utilizzerò il processo P4 poiché è quello che mi sfrutta maggiormente la quantità fissa e la

minor quantità di fattore variabile. Tra Y=7.000 e Y=12.000 Utilizzerò una combinazione P4-P3. A Y=12.000

utilizzerò solo P3. Per valori compresi tra Y=12.000 e Y=21.o00 utlizzerò una combinazione P3-P1. Per

Y=21.000 utlizzerò P1. Pag.

34

Per un livello di produzione di Y=10.000 utilizzerò una combinazione P3-P4

Per ricavare le quantità da produrre per P3 e P4, e le risorse necessarie procedo così:

{ {

ma X2 è reperibile in quantità fissa 42.000

{

Y P1 P3 P4 X1 X2 CFT CVT CT CFU CVU CUM CT'

0 42000 21000 0 21000 6,00

1000 1000 300 42000 21000 6000 27000 21,00 6,00 27,00 6,00

2000 2000 600 42000 21000 12000 33000 10,50 6,00 16,50 6,00

3000 3000 900 42000 21000 18000 39000 7,00 6,00 13,00 6,00

4000 4000 1200 42000 21000 24000 45000 5,25 6,00 11,25 6,00

5000 5000 1500 42000 21000 30000 51000 4,20 6,00 10,20 6,00

6000 6000 1800 42000 21000 36000 57000 3,50 6,00 9,50 6,00

7000 7000 2100 42000 21000 42000 63000 3,00 6,00 9,00 8,40

8000 2400 5600 2520 42000 21000 50400 71400 2,63 6,30 8,93 8,40

9000 4800 4200 2940 42000 21000 58800 79800 2,33 6,53 8,87 8,40

10000 7200 2800 3360 42000 21000 67200 88200 2,10 6,72 8,82 8,40

11000 9600 1400 3780 42000 21000 75600 96600 1,91 6,87 8,78 8,40

12000 12000 4200 42000 21000 84000 105000 1,75 7,00 8,75 9,34

13000 2334 10667 4667 42000 21000 93340 114340 1,62 7,18 8,80 9,32

14000 4667 9333 5133 42000 21000 102660 123660 1,50 7,33 8,83 9,34

15000 7000 8000 5600 42000 21000 112000 133000 1,40 7,47 8,87 9,34

16000 9333 6667 6067 42000 21000 121340 142340 1,31 7,58 8,90 9,32

17000 11667 5333 6533 42000 21000 130660 151660 1,24 7,69 8,92 9,34

18000 14000 4000 7000 42000 21000 140000 161000 1,17 7,78 8,94 9,34

19000 16333 2667 7467 42000 21000 149340 170340 1,11 7,86 8,97 9,32

20000 18667 1333 7933 42000 21000 158660 179660 1,05 7,93 8,98 9,34

21000 21000 8400 42000 21000 168000 189000 1,00 8,00 9,00 9,00

Tra i livelli di produzione 11.000 e 12.000 troviamo il punto di dimensione efficiente dell’impresa in cui il

CT’=CUM Pag.

35

Capitolo 3, La determinazione dei

costi

Esistono moltissime modalità per classificare i costi. In questo capitolo si inizia a rispondere alla domanda:

quanto produrre?

Contabilità generale

 Operazioni ordinarie: complesso delle attività che danno continuità all’impresa con manifestazioni

ripetute e omogenee nel tempo (es. acquisto materie prime, ecc.).

 Operazioni straordinarie: intervengono con episodicità e circostanze particolari (es. cessione

immobili o titoli, operazioni speculative su cambi, danni o proventi eccezionali).

 Operazioni operative – tipiche: attività che concernono l’oggetto d’impresa.

 Operazioni atipiche: fatti ordinari non direttamente connessi alla natura propria dell’impresa (es.

gestione immobili, gestione capitale finanziario, ecc.).

Questo tipo di contabilità è adatto per la redazione del bilancio ai fini civilistico-fiscali, per individuare il

reddito e anlizzarne la situazione economico finanziaria.

Contabilità dei costi

Diverso approcio:

 Nella CG i costi vengono individuati per natura, in quella dei costi per destinazione (quale quota di

costo è di pertinenza della produzione di un determinato bene?)

 Nella CG i dati vengono analizzati quasi esclusivamente a consuntivo, nella contabilità dei costi

possono essere storici, standard o preventivi.

 Nella contabilità dei costi si individuano le relazioni esistenti tra i vari fattori produttivi, i singoli

prodotti o fasi di lavoro.

Obiettivo: attribuire i costi e ricavi alle singole produzioni.

Pag.

36

Aspetti fondamentali:

 Controllo di gestione basato su alcuni strumenti opportuni (es. budget e reporting).

 Il loro utilizzo in chiave decisionale.

 Determinazione e valutazione dei costi

o Dal concetto di spesa a quello di costo (es. le merci in magazzino sono una spesa, quando

vengono utilizzate sono un costo). (vd. Diagramma di Schmalenbach).

Le spese neutrali (es. acquisto MP) sono una pura trasformazione del patrimonio aziendale che non

comporta alcuna variazione nell’assetto economico.

I costi figurativi non vengono rilevati nella contabilità generale, si tratta di quantificare ciò a cui rinuncio

per allocare risorse da un’altra parte (es. riscuotendo un BOT dovrò considerare gli interessi che non

verranno più percepiti, ecc.).

Criteri di classificazione dei costi

La classificazione dei costi consiste nel raggrupparli in categorie omogenee a seconda delle problematiche

da gestire (es. obiettivi di costo di prodotto o servizio, di un progetto, di un centro servizi, delle attività di

commercializzazione, ecc.). Esiste infatti una differente nozione di costo a seconda dell’oggetto di studio.

Può essere utile disporre di informazioni di costo inerenti la:

Pag.

37

Effettiva manifestazione numeraria

Ricavo Utile contabile

Costo contabile • Costi impliiciti del capitale (es.

• Costi espliciti mancata entrata)

• Costi impliciti figurativi

• Profitto (<> Utile contabile)

Natura del fattore produttivo utilizzato

La conoscenza della diversa natura e consistenza dei fattori utilizzati rappresenta un punto d’interesse per

gli analisti e l’impresa stessa. La natura si qualifica in sintesi nelle componenti lavoro, materiali, servizi

acquisiti esternamente, capitale fisico e finanziario. A questo principio si ispirano parte dei principi

civilistici di redazione del bilancio:

Ricavi

•+- Variazione scorte prodotti e sempilavorati

•+ Costi capitalizzati

Produzione

•+- Variazione scorte materiali

•- Acquisti materiali

•- Acquisti servizi

VALORE AGGIUNTO

•- Costo del lavoro

RISULTATO OPERATIVO LORDO

•- Ammortamenti e accantonamenti

RISULTATO OPERATIVO INDUSTRIALE

•+ Proventi finanziari atipici

RISULTATO OPERATIVO

•- Oneri finanziari

RISULTATO CORRENTE

•+- Costi e ricavi straordinari

•- Imposte

RISULTATO NETTO D'ESERCIZIO Pag.

38

Attribuibilità al prodotto o servizio finale

COSTI DIRETTI

•Il fattore costo è attribuibile al prodotto o al processo

•es. MP, costo lavoro specifico, ammortamenti specifici, ecc.

COSTI INDIRETTI

•Il fattore di costo è utilizzato indistintamente da più prodotti o processi. (es. Illuminazione

capannone, ecc.).

•Si possono suddividere in:

•Ausiliari --> Facilmente ripartibili.

•Comuni --> Non ripartibili.

Attiribuzione alle aree funzionali

Spese di produzione line

•Costi diretti / indiretti 

Spese amministrative staff

•Attività di contabilità

•Difficilmente suddivisibili in diretti / indiretti

Spese commerciali line

•Promozio e, distribuzione e provvigione

•Abbastanza suddivisibili in diretti / indiretti

Spese di ricerca e sviluppo line-staff

•Abbastanza suddivisibili in diretti / indiretti

Spese generali aziendali staff

•Solo costi indiretti Pag.

39

Variabilità rispetto al tempo

 Fattori produttivi fissi: prestano il loro servizio per più atti produttivi e variano rispetto al tempo

(non ai volumi di attività). Possono essere:

o Evitabili: prescindono dai volumi di produzione ma sono vincolati all’impresa per un tempo

breve (es. immobilizzazioni noleggiate o facilmente convertibili, affitti, leasing, capannoni,

ecc.)

o Non evitabili (sunk costs): l’esborso finanziario può essere recuperato solo attraverso lo

sfruttamento produttivo (es. impianti specifici, spese promozionali, ecc.).

 Fattori produttivi variabili: prestano il loro servizio in un solo atto produttivo e variano in funzione

dei volumi di attività.

Esempio pag. 117 Costo unitario medio di produzione

Materie prime 2.000

Lavro diretto (variabile) 1.000

Spese generali di produzione dirette

(variabile) 1.000

Ammortamento e costi fissi di

struttura (fisso) 3.000

CUM Totale 7.000

Un fornitore riesce a vendermi il prodotto a 5.000, conviene continuare a produrre o comprare dal sub-

fornitore?

Costo unitario medio di produzione Costo unitario medio di produzione

Costo d'acquisto 5.000 Costo d'acquisto 5.000

Materie prime - Materie prime -

Lavro diretto (variabile) - Lavro diretto (variabile) -

Spese generali di produzione dirette Spese generali di produzione dirette

(variabile) - (variabile) -

Ammortamento e costi fissi di Ammortamento e costi fissi di

struttura (fisso sunk) 3.000 struttura (fisso evitabile) -

CUM Totale 8.000 CUM Totale 5.000

Se gli impianti non fossero riconvertibili l’offerta non sarebbe conveniente (maggior costo di 1.000), se

invece lo fossero si riuscirebbe a risparmiare 2.000.

Pag.

40

Variabilità rispetto ai volumi di attività

 

Fissi totali: obsolescenza dei macchinari quota di ammortamento.

 Variabili totali. Materie Prime.

 Semivariabili – Semifissi: Manutenzione impianti, spese amministrative.

 Costi totali: Somma dei CF e CV.

L’intervallo effettivo di produzione risulta accettabile con uno sfruttamento tra il 60% e il 90% della

capacità produttiva poiché le tensioni sui fattori variabili legate all’insufficiente o eccessivo sfruttamento

della struttura sono ridotte al minimo. È dunque possibile accettare un’ipotesi di linearità in

quest’intervallo, corrispondente grosso modo alla parte centrale della curva CUM con la sua tipica forma a

“catino”. Pag.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in management dell'informazione e della comunicazione aziendale (Facoltà di Economia, di Giurisprudenza, di Lettere e Filosofia, di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Scienze Politiche )
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lorenzo.merlino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia manageriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Calabrese Giuseppe.

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