Corso di economia manageriale AA. 2011/2012
Capitolo 1, analisi economica della produzione
Produzione
Produzione:
- Ricavi delle vendite e delle prestazioni;
- Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti;
- Variazione dei lavori in corso su ordinazione;
- Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni; costi capitalizzabili;
- Altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio.
Somma = Valore della produzione
Il valore della produzione è condizionato da:
- Prezzi: dipendono dal mercato in cui opero.
- Quantità: dipende dai miei investimenti che determinano la mia capacità produttiva, ha un impatto notevole sui costi.
- Mix: condizionato dalle scelte di prodotto.
Costi
I costi sono:
- Esterni
- Materie prime.
- Servizi.
- Godimento beni di terzi.
- Interni
- Costo del lavoro.
- Ammortamenti.
- Svalutazioni.
Produzione – Costi esterni = Valore aggiunto
Il valore aggiunto è il valore che l’azienda aggiunge a ciò che ha acquistato esternamente.
Valore aggiunto – Costi interni = “Utile” = Reddito operativo = EBIT
I costi sono fortemente legati alla dimensione della produzione (più produco, più costi devo sostenere).
Domande fondamentali dell’economia manageriale
- Come meglio soddisfare i bisogni dei clienti utilizzando risorse scarse e in modo economico?
- Tipico del marketing.
- Cosa produrre?
- Analisi del mercato e della concorrenza
- Come si comporta il consumatore
- Come produrre?
- Scelta della tecnica produttiva (lavoro o capitale)
- Modifiche da apportare alla struttura produttiva (ampliamento o ridimensionamento)
- Chi produce?
- Make or buy
- Quanto produrre?
- Scelta dei mix produttivi e dei volumi di produzione nel rispetto dei vincoli (es. mercato, concorrenza, capacità produttiva) al fine di migliorare gli obiettivi aziendali (utile) a partire da risorse che hanno un costo.
L’obiettivo è di massimizzare l’utile
I mercati
Il modo in cui opera un’azienda oligopolistica muta in base alla tipologia di oligopolio che può essere:
- Differenziato: se il cliente percepisce una differenza tra i diversi prodotti (es. telefonia).
- Non differenziato: se il cliente non percepisce alcuna differenza tra prodotti diversi (es. benzina).
Utilizzo dei costi in chiave decisionale
- Costi relativi alla quantità prodotta
- Risorse che prestano il loro servizio in un solo atto produttivo
- Variano in funzione della quantità prodotta e di come si modifica il processo produttivo nel tempo
- Costi relativi al processo produttivo
- Risorse che prestano il loro servizio per più atti produttivi
- Variano rispetto al tempo (evoluzione del mercato, ciclo di vita del prodotto e della tecnologia)
- Breve termine (secondo Marshall)
- Periodo di tempo nel quale il processo produttivo non può essere modificato o al massimo subisce solo modeste trasformazioni
La variabile tempo
Il tempo è, secondo Marshall, una variabile che riguarda quasi unicamente il processo produttivo. I costi relativi al processo produttivo variano nel tempo a seconda di come varia il processo produttivo.
Lezione 2 – analisi economica della produzione (pagg. 3-17)
Come produrre?
- Scelta della tecnica produttiva.
- Modifiche da apportare alla struttura.
Il processo produttivo è un sistema che combina degli input per ottenere degli output. Affinché il sistema funzioni occorre che il valore dell’output sia maggiore di quello dell’input.
Abbiamo a disposizione diverse alternative tecnologiche sia per quanto riguarda l’input (es. produco artigianalmente o con l’ausilio di macchinari) che l’output (es. mix produttivo).
Osservando unicamente il rendimento fisico dei fattori rischiamo di incorrere in un errore di tipo ingegneristico: non è detto che il livello di produzione ottimale sia quello di massima efficienza tecnica ma è quello più economico. I due livelli di produzione sono differenti perché il livello di massima efficienza non tiene conto del costo dei fattori produttivi.
L’apprezzamento del mercato determina il successo del mio output e mi serve anche per determinare i livelli ottimali di produzione.
I fattori produttivi
- La terra: contempla tutti gli elementi che sono forniti dalla natura e utilizzati a fini economici; non è riproducibile.
- Il lavoro: rappresenta il servizio fisico e mentale dedicato dall’uomo; dipende dalla dimensione della popolazione (giovani/anziani, uomini/donne) e da componenti socio-economiche (livello di scolarità).
- Il capitale: non intendiamo unicamente quello finanziario; beni strumentali prodotti dal sistema e utilizzati per produrre altri beni (es. immobili, spese di ricerca e sviluppo).
Temi d’indagine dell’analisi della produzione
- La combinazione dei fattori produttivi
- Analisi relativa all’input
- Modificabile nel breve periodo
- I fattori produttivi sono sostituibili e con quali rendimenti?
- Difficile applicazione in ambito industriale a meno di estrema generalizzazione
- La scala di produzione
- Modificabile nel lungo periodo
- Analisi delle diverse configurazioni produttive derivanti dalla variazione della dimensione d’impianto nel lungo periodo
- Le economie di diversificazione
- Analisi dei diversi mix produttivi
- Utilizzo della medesima struttura produttiva per produrre beni diversi grazie alle tecnologie flessibili
- La variazione tecnologica
- Miglioramenti step by step VS. i salti innovativi
Il concetto di efficienza
“Un processo è più efficiente rispetto ad altri se a parità di risorse offre maggior prodotto o se a parità di prodotto impiega una minor quantità di risorse” (Pareto, 1906)
Esempio:
Il Sistema B è sicuramente da escludere perché a parità di output utilizza più risorse sia del Sistema A che del Sistema C. Per decidere qual è il migliore tra gli altri due sistemi occorre conoscere il prezzo dei fattori produttivi (il valore economico è diverso dal rendimento fisico).
Rappresentazione della produzione
- Funzione di produzione
- Modello che richiede drastiche semplificazioni ma che ci permette di ben comprendere i concetti di efficacia ed efficienza
- Poco adatto ai processi industriali
- Poca utilità operativa
- Relazione analitica che permette di valutare importanti concetti come il rendimento e l’efficienza
- Dati utilizzabili
- Consumi di materie prime (R) e semilavorati (S)
- La partecipazione dei diversi fattori produttivi (L, T, K)
- La capacità produttiva disponibile
- Il logorio economico tecnico
- Servizi aggiuntivi come la manutenzione (M)
- Output desiderabili (Y) e indesiderabili (P)
- La funzione di produzione Y + P = h (R, S, M, L, T, K)
Funzione di produzione neoclassica di breve periodo
- Ipotesi
- Un fattore è considerato fisso non modificabile (K).
- Presupposti
- Capacità produttiva e conoscenza tecnica sono fisse;
- I fattori produttivi sono impiegati in condizione di massima efficienza tecnica.
- Obiettivo
- Individuare il livello di produzione ottenibile in seguito all’impiego di differenti volumi di fattori produttivi variabili, data la capacità produttiva disponibile.
Y = f (X1, X2, X3, ..., Xn, K)
Si può considerare la variabilità di un solo fattore produttivo o di due o più fattori produttivi.
Funzione di produzione con un fattore produttivo variabile
Prodotto medio: rapporto tra produzione totale e quantità di fattore produttivo utilizzata.
Prodotto marginale: relazione che intercorre tra la variazione del prodotto totale e la variazione del fattore produttivo.
Esercizio
L’intersezione tra curva di prodotto marginale e prodotto medio avviene nel punto di massimo di quest’ultima (S = 45).
- Produzione
- Curva produzione totale:
- Inclinazione positiva 0 – 60, nulla a 60, negativa dopo 60.
- Maggiore accentuazione da 0 a 30.
- Attenuata da 30 a 60, a 30 c’è un punto di flesso.
- Curva Pma:
- Da 0 a 30 (punto di massimo), valori crescenti.
- A 60 Pma=0
- Curva produzione totale:
- Stima del Pme:
- Pendenza retta che parte dall’origine e va a toccare i diversi punti della curva.
- Pendenza massima nel punto S=45 con equazione
- In S=45 Pma incrocia Pme -> Livello tecnicamente ottimale
Il livello di produzione tecnicamente ottimale è quello che troviamo all’intersezione tra le curve di prodotto medio e prodotto marginale perché ottengo la massima produzione per unità di fattore produttivo. Questo livello di produzione differisce dal livello economicamente ottimale.
Produttività e rendimenti
- Finché Pma cresce abbiamo una produttività crescente
- Finché Pme cresce abbiamo rendimenti crescenti
- Se Pma è sempre decrescente, la produttività sarà sempre decrescente.
- Se Pme è sempre decrescente, i rendimenti saranno sempre decrescenti.
Esercizio
Il Pme non deve peggiorare
L’aiutante dovrà effettuare almeno 40 consegne al giorno.
Esercizio
| L | Y | Pme | Pma |
|---|---|---|---|
| 0 | 0 | 0 | 0 |
| 1 | 10 | 10 | 10 |
| 2 | 30 | 15 | 20 |
| 3 | 48 | 16 | 18 |
| 4 | 64 | 16 | 16 |
| 5 | 75 | 15 | 11 |
Il livello tecnicamente ottimale è 4 dipendenti
Funzione di produzione con due fattori variabili
- Presupposti
- Capacità produttiva e conoscenza tecnica sono fisse;
- I fattori produttivi sono impiegati in condizione di massima efficienza tecnica.
- Obiettivi
- Individuazione degli isoquanti di produzione.
- Individuazione dell’andamento dei rendimenti.
Isoquanti
Luogo geometrico per cui combinando in modo differenziato i diversi fattori produttivi otteniamo la stessa quantità prodotta.
Esempio numerico
Da 0 a 120 i rendimenti sono crescenti perché l’aumento nella produzione d’insalata è maggiore dell’aumento dei fattori produttivi.
A livello 180 i rendimenti sono costanti perché l’aumento della produzione di insalata è quasi uguale a quello dei fattori produttivi.
A livello 210 e 240 i rendimenti sono decrescenti perché l’aumento di produzione d’insalata è inferiore all’aumento dei fattori produttivi.
Caratteristiche degli isoquanti
- Quantità costanti
- Con tassi di impiego differenziati dei fattori.
- Lungo le diverse curve degli isoquanti otteniamo la stessa produzione.
- Pendenza negativa
- Si utilizzano solo tecniche efficienti.
- Se positiva: + fattori produttivi ma stessa produzione.
- Massima efficienza
- Le curve non presentano punti di tangenza o intersezione.
- Se li presentassero scelgo la curva che mi dà una produttività maggiore.
- Convessità all’origine
- Parziale sostituibilità dei fattori.
- Non si possono accettare tratti concavi.
- Presentano combinazioni meno efficienti rispetto alle combinazioni presenti sull’isoquanto stesso.
- I punti B e A producono la stessa quantità ma nel punto B vengono usati più fattori produttivi rispetto ad A.
- Rendimenti decrescenti dei fattori, sostituibilità parziale.
- Incremento più che proporzionale di X1 rispetto ad X2.
Sostituibilità dei fattori
Il grado di sostituibilità dei fattori è rappresentato geometricamente dalla pendenza della curva di isoquanto denominato saggio marginale di sostituzione.
Variazione di X2 che è in grado di compensare una variazione infinitamente piccola di X1.
Isoquanti caratteristici
- Isoquanti caratterizzati da perfetta sostituibilità
Se X1 si riduce sempre del 20% e l’altro incrementa sempre del 15%, gli isoquanti saranno delle rette.
- Isoquanti caratterizzati da assenza di sostituibilità
Incrementando uno dei 2 fattori produttivi non è possibile ridurre la quantità dell’altro fattore.
Forma angolare il cui unico punto di interesse è il vertice dell’angolo.
Proporzioni fisse di utilizzo
Funzione neoclassica di lungo periodo
- Nella prospettiva del lungo termine è possibile modificare la quantità d’impiego di tutti i fattori produttivi, compresi impianti e macchine.
- Consente di esaminare i volumi relativi a differenti dimensioni di fattori considerati fissi nel breve termine.
- I fattori produttivi possono variare tutti per la medesima proporzione o per proporzioni diverse.
- Analizzeremo solo le variazioni equiproporzionali.
Considerando 2 fattori produttivi, e potendo tracciarne gli isoquanti, abbiamo la possibilità di valutarne lo spostamento al variare del coefficiente.
La funzione di produzione di breve termine nei processi lineari di produzione
L’impostazione neoclassica si adatta a sistemi semplici (es. agricoltura).
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