Teodoro Criscione – Lezioni di economia internazionale
Teoria pura del commercio internazionale
Prima della nascita dell'economia politica e delle teorie pure del commercio internazionale si teorizzavano modelli mercantilistici, i primi furono i mercanti Mun e Misselden. Le teorie mercantilistiche auspicavano un nazionalismo economico in quanto la ricchezza di ogni paese si commisurava agli stock di metalli preziosi posseduti, più oro voleva dire più moneta, quindi crescita economica. Il commercio era visto come un gioco a somma zero quindi un deficit nella bilancia dei pagamenti avrebbe provocato la fine delle importazioni, poiché indicava un deflusso di metalli preziosi (oggetto di scambio nel commercio extraeuropeo) quindi bisognava privilegiare le esportazioni alle importazioni. Abbandonato dal punto di vista teorico rimane l'idea che il commercio renda più efficiente un sistema economico.
Teoria dei vantaggi assoluti di Adam Smith
Per Adam Smith il commercio internazionale si spiega come una divisione del lavoro internazionale, espone la sua teoria in "Ricchezza delle nazioni" del 1776, essa è ancora valida per spiegare gran parte del commercio tra i paesi sviluppati e alcuni paesi in via di sviluppo e viene spesso letta come un'apologia della politica del laissez-faire. In un sistema a due paesi e due beni, il primo paese è più efficiente nella produzione di un bene, il secondo nell'altro, quindi per entrambi i paesi conviene specializzarsi nella produzione di un solo bene e commerciare l'altro per raggiungere l'efficienza globale. Si può dire che essi godono di vantaggi reciproci, se sono allo stesso livello di sviluppo economico, secondo Lest e Hamilton. L'efficienza produttiva è misurabile in termini di unità di lavoro per unità di prodotto.
Presentazione del modello
- Grado di sviluppo economico uguale nei due paesi
- Ragioni di scambio uguali tra i due beni
- Fattori produttivi immobili
Analisi dei costi unitari di produzione in termini unità lavorative impiegate nella produzione:
- In situazione di autarchia, analizzando la struttura dei costi in "uomini-anno":
| Vino | Stoffa | Totale costi | |
| Portogallo | 80 | 90 | =170 |
| Bretagna | 120 | 70 | =190 |
Se i paesi si aprono al libero commercio ottengono maggiore efficienza, poiché si ipotizza una ragione di scambio internazionale (o prezzo relativo dei beni) uguale a 1 vino = 1 stoffa, ovvero come se vino e stoffa vengono prodotti con lo stesso sforzo.
- In situazione di libero commercio, ritroviamo le ragioni di scambio (o rapporti di scambio) tra i prodotti:
| Vino | Stoffa | Totale costi | |
| Portogallo | 80 | 1Vino=1Stoffa | =160 |
| Bretagna | 1Stoffa=1Vino | 70 | =140 |
Ne deduciamo che in situazione di libero commercio il totale dei costi sostenuti per entrambi i paesi si è ridotto, quindi c'è una struttura di vantaggi assoluti. Poiché il Portogallo ad esempio produrrà 1 unità di vino per il consumo interno ed 1 unità di vino per scambiarla nel mercato internazionale con 1 unità di stoffa.
I difetti di questa teoria risiedono nella constatazione empirica, infatti può accadere per lungo tempo che un paese si trovi in vantaggio assoluto per la produzione di entrambi i beni.
Teoria dei vantaggi comparati di David Ricardo
Ricardo espone la sua teoria in Principi di Economia Politica e della Tassazione del 1817 e riprende la teoria smithiana analizzando situazioni in cui un paese si trova in svantaggio assoluto minore o maggiore rispetto ai beni oggetto di commercio internazionale. Ipotesi al modello: 2 paesi, 2 beni, libero scambio, perfetta mobilità del lavoro interno, costi di produzione costanti, assenza di costi di trasporto, assenza mutamenti tecnologici, teoria del valore-lavoro. Quest'ultima sosteneva due ulteriori tesi poi confutate che la quantità di lavoro necessaria a produrre un bene rispetti una predefinita proporzionalità e che la qualità del lavoro sia omogenea; la tesi fu poi sostituita dalla teoria dei costi-opportunità: il costo-opportunità identifica il costo del bene, dato da un ammontare del secondo bene, a cui bisogna rinunciare per rendere disponibili le risorse per la produzione di un'unità addizionale del primo bene.
Si prenda in considerazione la seguente struttura dei vantaggi:
| Vino | Stoffa | |
| Portogallo | 80 | 90 |
| Bretagna | 120 | 100 |
Secondo la teoria dei vantaggi assoluti non può esserci commercio internazionale, poiché uno dei due paesi è in vantaggio assoluto su entrambi i beni (100 non è minore di 90). Tuttavia, Ricardo introduce il calcolo dei prezzi relativi dei costi unitari di produzione, mentre Habeler li definirà costi opportunità di produzione. Quindi, la struttura dei prezzi relativi o costi opportunità su unità produttive, a cui riferirsi, diventa la seguente (dai dati della tabella precedente) :
| Unità di Vino | Unità di Stoffa | |
| Portogallo | 80/90=0,888 | 90/80=1,125 |
| Bretagna | 120/100=1,2 | 100/120=0,833 |
La matrice della struttura dei vantaggi comparati esprime un bene in relazione all'altro. (Si noti che le cifre in rosso sono minori delle altre).
- In Gran Bretagna con 120 uomini produco 1 unità di vino o 1,2 unità di stoffa, mentre con 100 uomini produco 0,8 unità di vino o 1 unità di stoffa. Il costo opportunità di produrre 1 unità di vino in termini di stoffa è 1,2, mentre il costo opportunità di produrre 1 unità di stoffa in termini di vino è 0,8.
- In Portogallo posso produrre con 80 uomini solo 1 unità di vino e 0,888 di stoffa, poiché esso è il prezzo di un'unità di vino in termini di stoffa. Oppure seguendo Habeler posso dire che per produrre un'unità addizionale di stoffa, in Portogallo, il costo opportunità è 1,1.
In termini di vantaggi comparati ne deduciamo che il Portogallo è in vantaggio assoluto e comparato nella produzione di Vino, mentre la Bretagna è in vantaggio assoluto e comparato nella produzione di Stoffa. Quindi, in situazione di libero scambio con ragione di scambio internazionale 1 unità di vino = 1 unità di stoffa, si ottiene una maggiore efficienza produttiva, una migliore allocazione delle risorse dovuta ad una specializzazione dei paesi produttori. Un'unità di esportazione costa meno (in termini di unità lavorative) di un'unità di prodotto sostitutivo delle importazioni, nello stesso paese.
Pur considerando la posizione di svantaggio assoluto della Bretagna entrambi i paesi risparmiano nell'apertura al commercio, infatti:
- In autarchia il Portogallo spendeva 170 e la Gran Bretagna 220,
- In libero commercio il Portogallo spende 160 e la Gran Bretagna 200.
Già possiamo dedurre che l'intervallo permesso nello scambio, delimitato dalle ragioni di scambio interne è anche il beneficio complessivo derivante dal commercio internazionale. Quando c'è uno svantaggio assoluto uguale per tutti i beni oggetto di commercio internazionale, si verifica un abbassamento dei salari e quindi dei prezzi nel paese in questione.
Esempio
| USA | GB | |
| Frumento | 6 Ora-uomo | 1 Ora-uomo |
| Tessuto | 4 Ora-uomo | 2 Ora-uomo |
| Salario-ora | 1$ | 1£ |
| (6$) | 1,5$ | 0,5£ |
Se i paesi si aprissero al libero commercio ad un tasso di cambio 1£=2$, riportando tutto in dollari avremmo che:
| Frumento | Tessuto | |
| USA | 1$ | 1,5$ |
| GB | 2$ | 1$ |
L'inefficienza dei lavoratori inglesi rispetto al lavoro negli Stati Uniti è più che compensata dai bassi salari del Regno Unito, che quindi può esportare tessuto se il salario si mantiene tra un 1/6 ed ½ del salario statunitense.
Teoria dei vantaggi comparati nella versione di John Stuart Mill
J.S. Mill parte dai seguenti assunti per riconsiderare diversi aspetti della teoria di Ricardo:
- La ragione di scambio tra due paesi è variabile, secondo la domanda e l'offerta del bene;
- L'esistenza di una struttura dei vantaggi comparati è condizione necessaria, ma non sufficiente;
Si analizzi adesso la seguente struttura dei vantaggi assoluti, che riporta le quantità massime alternative producibili di due prodotti, data la tecnologia, quindi con le stesse unità di lavoro impiegate:
| Stoffa | Ferro | Unità di lavoro disponibili | |
| Bretagna | 10 | 15 | 300 |
| Germania | 10 | 20 | 300 |
Se ne deduca adesso la struttura dei vantaggi comparati calcolata sui prezzi relativi delle quantità massime alternative producibili, che ci indica quanto costa produrre un bene in termini dell'altro:
| Stoffa | Ferro | |
| Bretagna | 15/10=1,5 (Ferro) | 10/15=0,66 (Stoffa) |
| Germania | 20/10=2 (Ferro) | 10/20=0,5 (Stoffa) |
La Bretagna è in situazione di vantaggio comparato nella produzione di Stoffa, mentre la Germania è in vantaggio comparato per la produzione di Ferro.
- Supponendo che la ragione di scambio internazionale sia ancora 1 Stoffa = 1 Ferro, alla Bretagna non conviene entrare nel commercio internazionale poiché paga al suo interno un'unità di stoffa solo 1,5 Ferro, mentre in Germania costa 2 Ferro.
- La condizione sufficiente affinché ci sia commercio internazionale è quella di una convenienza anche solo marginale della ragione di scambio per entrambi i paesi. La ragione di scambio internazionale deve essere compresa fra le ragioni di scambio interne ai due paesi, che fungono quindi da limite minimo e massimo.
- Supponiamo adesso che la ragione di scambio internazionale sia 1 Stoffa = 2,5 Ferro. Ai tedeschi non conviene entrare in commercio poiché per procurarsi un'unità di stoffa all'interno pagano solo 2 unità di ferro.
Dunque la ragione di scambio internazionale sarà:
- La condizione necessaria per avere vantaggio nel commercio internazionale è che i due paesi si specializzino nella produzione in cui hanno vantaggio comparato. La condizione sufficiente è che la ragione di scambio internazionale sia compresa tra le ragioni di scambio interne (come limiti).
Graficamente
Nel seguente disegno troviamo le semirette delle ragioni di scambio interne della Germania e della Gran Bretagna, ovvero i luoghi dei punti che identificano le combinazioni di quantità scambiate tra stoffa e ferro all'interno dei due paesi (quindi la cui pendenza è la RDS interna, in formula). L'area al di sopra delle RDS interne identifica il luogo dei punti in cui conviene partecipare al commercio per il paese preso in considerazione, mentre l'area al di sotto no. (Si ricordi che la Germania esporta Ferro, mentre la Gran Bretagna esporta Stoffa).
L'area compresa fra le due RDS identifica quindi il luogo di combinazioni RDS convenienti per entrambi i paesi. La condizione necessaria affinché il commercio sia vantaggioso è che la pendenza delle due rette RDS sia diversa. La condizione sufficiente è che la RDS internazionale sia compresa tra le RDS interne.
Modello di due paesi a due beni
Prendiamo adesso i seguenti dati:
- Paesi 1 e 2;
- Prezzi Pa e Pb;
- ;
- Vincolo di bilancio: ; (la pendenza del vincolo di bilancia è data dalla sua derivata totale-delle quantità-, che è uguale all'equazione 3)
Se vale la legge di Walras si può analizzare cosa succede nel paese I e II al bene A, e alla ragione di scambio, trascurando cosa accade al bene B. È stato possibile costruire il grafico poiché nel paese 1 si considerano le funzioni dipendenti da (1/p;q). Inoltre, vengono soddisfatte le condizioni di Mill. (Si noti che se Pa aumenta, Pb/Pa diminuisce, e viceversa).
In situazione di autarchia:
- La ragione di scambio del paese 1 è .
- Per valori della RDS superiori a OR: il prezzo del bene a è sceso, quindi la domanda sarà maggiore dell'offerta, il paese sarà un potenziale importatore del bene a.
- Per valori della RDS inferiori a OR: il prezzo del bene a è salito, quindi l'offerta sarà maggiore della domanda, il paese sarà un potenziale esportatore del bene a.
In situazione di libero commercio:
- Nell'ipotesi fatta il paese II gode di un vantaggio nella produzione del bene a, poiché la sua ragione di scambio interna è maggiore della ragione di scambio interna del paese I.
* Affinché sia vantaggioso è necessario che la RDS internazionale sia contenuta in WR, per la condizione di Mill. Altrimenti, sotto R sono entrambi esportatori, sopra W importatori.
- Per fare in modo che ci sia commercio internazionale, è essenziale che ci sia un eccesso di domanda ed un eccesso di offerta del bene preso in considerazione, nei due paesi di riferimento. Quindi, che ci siano almeno un paese importatore ed uno esportatore. La condizione di equilibrio, ovvero la RDS di equilibrio sarà quindi la ragione di scambio OE, per la quale l'eccesso di offerta eguaglia l'eccesso di domanda.
L'equilibrio sarà stabile solo se ovvero che l'eccesso di domanda o di offerta segue l'andamento dei prezzi. Se l'eccesso di domanda del bene b è positivo, il prezzo del bene b sale e la ragione di scambio del bene a scende.
- Se la RDS viene fissata in un punto al di sopra di E: nel paese 1 c'è un eccesso di domanda più ampio dell'eccesso di offerta del bene a nel paese 2, la somma algebrica dell'eccesso di domanda e di offerta è squilibrato, quindi il prezzo del bene a tenderà ad aumentare, e la ragione di scambio a diminuire.
- Se la RDS viene fissata in un punto tra W ed E: nel paese 1 il prezzo di A cresce, l'eccesso di domanda si riduce e l'offerta aumenta (eccesso di domanda); nel paese 2 il prezzo del bene a cresce, si riduce la domanda e aumento l'offerta (eccesso di offerta). Il prezzo del bene a salirà fino a quando non si sarà raggiunto l'equilibrio.
Tutto dipende dalla posizione relativa e dalla pendenza delle curve di domanda e di offerta. Le curve di offerta dei due paesi ed loro equilibrio interno in economia chiusa dipendono dalla dotazione dei fattori produttivi e dalla produttività (tecnologia). Mentre le curve di domanda dipendono dai gusti e dalla capacità di acquisto, ovvero dalle curve di indifferenza sociale.
Una verifica empirica condotta da Mc Dougall portò a concludere che esiste una relazione diretta tra produttività del lavoro ed esportazioni, ma un effetto contrastante è dato dalla differenziazione del prodotto.
Appendice: Legge di Walras
Supponendo la validità di questa legge posso studiare il prezzo di un solo bene, tralasciando lo studio dell'altro bene.
- n= beni;
- prezzi per ogni bene: ;
- domanda per ogni bene: ;
- offerta per ogni bene: ;
Identificato il prezzo di equilibrio per n-1 beni (ovvero quando D=S) per ogni eccesso di domanda:
La somma è uguale a zero per l'operare della legge di Say, ovvero che l'offerta è uguale alla domanda. È possibile operare la seguente semplificazione:
Non ho bisogno di determinare il Pn (prezzo del mercato n-esimo) in quanto si determina in simultanea con gli altri mercati d'equilibrio n-1, e dunque nel mercato n, uguali a zero. (la somma fa comunque zero qualsiasi sia il mercato analizzato).
Applicazione della legge di Walras al modello due paesi e due beni
Nel paese I:
Nel paese II:
Sommiamo i membri delle equazioni ricavate:
Portiamo tutto al primo membro e fattorizziamo:
Applicando la legge di Say per quanto riguarda SOLO il bene a, otteniamo:
Ovvero che l'eccesso di domanda e di offerta del bene a si escludono:
Quindi determinando il mercato A, determino simultaneamente il mercato B, seguendo la legge di Walras.
Teoria dei vantaggi comparati di Alfred Marshall
Creazione della curva di domanda-offerta, o di domanda reciproca, ovvero l'insieme degli equilibri per ogni livello di prezzo dei beni. Analizziamo il comportamento del paese I alla variazione dei prezzi dei beni a e b. Le ragioni di scambio di un paese sono l'inverso delle ragioni di scambio dell'altro.
- Paesi 1 e 2;
- Prezzi Pa e Pb;
- ;
Per la ragione di scambio OP il paese è in equilibrio interno in autarchia. Se però la ragione di scambio sale al livello OH:
- Il prezzo del bene a si è ridotto, creando un eccesso di domanda; RIDUZIONE IMPORTAZIONI
- Il prezzo del bene b è cresciuto, creando un eccesso di offerta; AUMENTO ESPORTAZIONI
Se la ragione di scambio diminuisce al livello OG:
- Il prezzo del bene a è aumentato, quindi aumenta l'offerta del bene a;
- Il prezzo del bene b è sceso, quindi aumenta della domanda bene b;
Da questo insieme di combinazioni possibili tra l'offerta di un bene e la domanda dell'altro, è possibile costruire la curva di domanda-offerta del Paese 1.
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