Fabrizio Panebianco ECONOMIA INTERNAZIONALE (Commercio) 2017/2018
Lezione 13 07/11/2017
TEMATICA DELL’INTRODUZIONE l’inizio del 1900,
Il commercio internazionale è cresciuto dal 1800 in poi e raggiunge un picco verso
vi è una decrescita, poi c’è la crisi del 1929 con le diverse
ma poi verso la 1° guerra mondiale e poi c’è stata
sanzioni di guerra e i regimi di autarchia e dittatoriali senza commerci internazionali anni ‘50
la 2° guerra mondiale (1945), poi cresce in modo esorbitante fino alla crisi del 2008.Negli
c’era l’EU e gli USA, ma nel corso del tempo c’è stato un cambiamento settoriale attraverso la
deindustrializzazione. Dopo il 2008 si bloccano i commerci e i servizi finanziari crollano e quindi si
bloccano le esportazioni. Tra le due guerre il commercio internazionale è crollato soprattutto in
Germani e Italia ma l’UK non è corollato perché aveva molte colonie. L’EU è nata soprattutto per
integrarsi dal punto di vista economico che a quel tempo era l’acciaio, l’Italia aveva molto mano
d’opera poco qualificata e vennero mandati in Belgio nelle miniere in cambio di acciaio.
3 Pilastri dell’UE: Libera circolazione dei capitali, persone e merci
Si studierà la libertà di movimento di capitale e di lavoro. Vi è uno sposamento delle persone verso
salari + alti. Vi è migrazione finanziaria, commerciale e del lavoro.
c’è perché le loro esportazioni
Il problema del surplus tedesco sono verso paesi extra-UE. La loro
bilancia commerciale (Export-Import) è in squilibrio perché esporta molto in USA, UK (circa 51
miliardi €) e Olanda. Gli squilibri europei dipendono dalle esportazioni.
Ad esempio se la Francia ha un disavanzo verso la Germania
Francia vs Germania Per riequilibrare si può:
,
Ridurre occupazione ( ), si guadagna
Import(F) > Import (G) meno e si compra di meno;
(1 )Y
− h > (1 − h )Y
f F g G Aumentare la quota di consumi locali
,
attraverso una politica autarchia ( )
( )
− > ( − )
ovvero non si fanno scambi con gli altri e si
autoproduce ciò che serve. Politica non è
dove efficiente;
= quota consumi in prodotti locali
,
Riduzione dei salari ( ) attraverso
= quota consumi in prodotti locali una politica di moderazione dei salari, nel
breve periodo si crea un surplus con salari
= = tutto reddito del paese dato a chi lavora bassi e flessibili, le imprese che risparmiano si
fanno investimenti, ciò fa si che la produttività
W= salario (a) aumenta e si crea il surplus.
L= Totale h lavoro (Forza lavoro)
Quando conviene produrre in Francia rispetto in Germania?
id produzione dipendono dalla combinazione tra W e “a”.
≥
Quando quindi le scelte
“a” o W.
Quindi si diminuisce Questi due aspetti sono le due principali politica x aumentare il
vantaggio competitivo, aumentando la produttività “a” attraverso gli investimenti, questa
politica si applica perché non si vuole svalutare la moneta.
a= h necessarie per produrre un determinato bene. pag. 1
TEMATICA DEI VANTAGGI COMPARATI
Quali fattori determinano l'esigenza dei popoli di commerciare, e i flussi di commercio
internazionale?
Una spiegazione è la specializzazione settoriale di un paese. Poiché ciascun paese opera in
pochi settori, il commercio consente agli abitanti di ogni paese di consumare tutti i beni prodotti nel
mercato: commercio di tipo inter-settoriale.
Se, per esempio, l'Italia si specializzasse nel settore vinicolo e la Spagna nel settore
dell'abbigliamento, il commercio inter-settoriale fra Italia e Spagna renderebbe possibile il consumo
di vino in Spagna e di abbigliamento in Italia.
La teoria classica del commercio internazionale spiega la specializzazione produttiva e il
commercio inter-settoriale ricorrendo all'idea di vantaggio comparato.
Il vantaggio comparato può essere determinato da fattore legati alla tecnologia (Ricardo), o
all'abbondanza relativa di fattori produttivi (Heckscher-Ohlin) ovvero ci si specializza in capital
intensive o in labor intensive. Noi ci concentriamo sull'analisi dei fattori tecnologici.
La teoria ricardiana prende per dati la tecnologia.
Siano a le unità di lavoro (o coefficienti di lavoro) necessarie in Spagna (S) e Italia (I) nei processi
produttivi dell'abbigliamento (A) e del vino (V):
Questo esempio, l'Italia avrebbe un vantaggio assoluto nella produzione sulla Spagna perché
/ < 1 in entrambi i settori.
In base al vantaggio assoluto, si dovrebbe produrre A e V in Italia. In questo caso però si avrebbe
un'allocazione inefficiente di risorse, perché i lavoratori in Italia dovrebbero lavorare in un settore in
cui sono relativamente inefficienti (i.e. A), mentre i lavoratori in Spagna rimarrebbero inutilizzati
(poiché i lavoratori sono immobili) e non potrebbero comprare niente.
Per avere un'allocazione efficiente di risorse, le decisioni di specializzazione devono invece
seguire il vantaggio comparato.
L’Italia ha un vantaggio relativo nel produrre vino piuttosto che abbigliamento e la Spagna ha una
vantaggio relativo nel produrre abbigliamento piuttosto che il vino
() ()
< Il coefficiente di lavoro in A (in termini di V) è più basso in Spagna che in Italia.
() ()
Quindi, la Spagna ha un vantaggio comparato nel settore A, mentre l'Italia ha un vantaggio
comparato nel settore V.
Specializzazione geografica: con lavoratori immobili, è conveniente produrre A in Spagna da
esportare in Italia e V in Italia da esportare in Spagna. Si generano così flussi di commercio inter-
settoriale fra Italia e Spagna.
La prima formalizzazione teorica dell'economia Ricardiana risale Dornbusch, Fischer e Samuelson
(AER, 1977), che estendono l'applicazione del modello Ricardiano (2 beni x 2 paesi) a un mercato
in cui 2 paesi possono scambiare un continuum di beni. pag. 2
Costruzione dell’Offerta: tecnologia (i.e. la funzione di produzione); funzione di offerta dei beni
prodotti; condizioni che determinano la specializzazione geografica e settoriale e salari (i.e. quali
beni vengono prodotti in ciascun paese). Relazione tra specializzazione settoriale che dipende
dalla struttura tecnologica del paese e salari relativi. Se si cambia una variabile si ha un impatto
sulle altre variabili.
tra un paese “Home” (H) e un paese ”Foreign” (F) che possano produrre “n” beni.
La tecnologia ∗
a e a
Ipotizziamo inoltre che ciascun bene i = 1…, n sia caratterizzato da coefficienti di lavoro in H
i i
ed F, rispettivamente.
= quota di h. lavorate x produrre quel bene
Ordiniamo i coefficienti di lavoro relativi dei beni in termini di un vantaggio comparato
decrescente del paese H: ∗
∗ ∗ ∗
⁄ ⁄ ⁄ ⁄
a a > a a > ⋯ > ⋯ > a a > ⋯ a a
1 2 i n n
1 2 i
⃖
vantggio comparato di H vantaggio comparato di F
ci voglio meno h. x produrre
il bene.
∗ ⁄
se alto significa che ci voglio + ore x produrre il bene 1 in Foreign rispetto a Home. Se
∗ ⁄
< vi è vantaggio assoluto.
In uno spazio continuo, immaginiamo che i beni 1...n siano distribuiti su un intervallo [0,1].
”z”,
In corrispondenza ad un bene generico associato ad un certo punto nell'intervallo, possiamo
definire la funzione:
∗ ′
⁄ ()
() = () () <
∗
e
Siano salari in H e F, rispettivamente. Sia z un generico bene che può essere prodotto in H
oppure in F. Dove è meglio produrre z?
Sarà efficiente che il bene z sia prodotto nel paese H se il costo
unitario di produzione in H è inferiore rispetto ad F:
∗ ∗
() ≤ ()
()= quanto pago il bene Home
∗ ∗
() = quanto pago il bene Foreign
i beni che soddisfano l’equazione.
Il paese H produce tutti L'ultimo
che soddisfa l’equazione
bene prodotto dal paese H è quello con
vincolo di uguaglianza:
∗ ∗
() ̃
() = ∗
⁄
=
Definiamo e ricaviamo:
∗
() (̃)
= =
∗
() ,
La funzione di offerta, definisce per ogni livello dei salari relativi l'insieme dei beni prodotti in H e
l'insieme dei beni prodotti in F. pag. 3
di offerta determina il bene “soglia” ̃
,
Pe un dato livello di la funzione . Questo è il bene, tale per
(̃).
=
cui
La funzione di offerta determina anche la specializzazione geografica. Infatti, in
̃:
corrispondenza di
[, ̃];
̃ ∈
H si specializza nella produzione di ogni
[̃,
̃ ∈ ].
F si specializza nella produzione di ogni ̃
NB. La funzione A(...) è monotona, quindi è anche invertibile. Il bene soglia è individuato dalla
funzione inversa di A(...):
−
̃ = ()
Costruzione della Domanda: variazione della domanda di consumo dei beni prodotti nel mercato
al variare dei prezzi (cioè dei salari perché assumiamo concorrenza perfetta).
Hp
Ogni individuo dei paese H ed F è sia consumatore che lavoratore. Una quota b(z) del reddito
[0,1].
z ∈
totale in H è speso su ciascun bene
()()
() = >0 ()
dove
P(z) è il prezzo del bene z;
C(z) è la quantità totale domandata del bene z;
Y = wL è il reddito complessivo nel paese H.
()= quota di reddito complessivo x consumare un bene z [0,1]:
z ∈
I consumatori spendono tutto il loro reddito nel consumo di beni
1
∫ () = 1 ()
0
Le stesse relazioni valgono simmetricamente per il paese F. Inoltre, i consumatori in H e F hanno
preferenze identiche:
∗
b(z) = b (z) ̃
In corrispondenza di un certo livello di (quindi data una certa specializzazione geografica) le
ipotesi (1) -(2) definiscono la quote di reddito spesa nei beni prodotti nel paese H:
(̃) è la quota di reddito domestico complessivo viene
(̃) (̃)
= ∫ () e < < speso nei beni domestici in H. Si sa che i consumatori
sono identici e quindi è la quota complessiva di H e F
spesi nei beni di H.
e per simmetria nel paese F:
Quota di reddito domestico complessivo viene speso nei
(̃)
− = ∫ () beni domestici in F.
pag. 4
)
ϑ′(z̃)= b(̃ > 0.
La quota di reddito spesa per il bene soglia è
La popolazione in H ed F è L, L* rispettivamente.
La bilancia commerciale fra i due paesi deve essere in equilibrio:
Import (H)= Export (H) Import (H)=Import (F)
∗ ∗
[ (̃)] ̃
− = ( )
⏟ ⏟
() ()
(̃)=
− quota di beni che compro in F.
(̃)= quota reddito F che alloca nei beni H.
L’equazione sopra è uguale a:
(̃) ∗
= ( /)
(̃)
−
(̃) dϑ(z̃)
∗ ∗
( ⁄ ) ⁄ ) ϑ(z̃)
(̃,
= = quindi se z̃ e > 0 inclinaizone +
∗ (̃) ϑ(z̃))
− d(1 −
Equilibrio di mercato
∗ ⁄ )
(̃,
= () = che consiste nella combinazione
efficiente di salari relativi () e specializzazione geografica,
basata sul vantaggio comparato () in maniera endogena
cosa produce H e cosa produce F. Cosa produce una e
cosa produce l’altro sono determinati insieme.
Quale impatto dell'apertura al commercio internazionale
sul welfare?
Il consumo reale in autarchia è dato da:
b(z)wL b(z)wL ()
()
= = = ∀
P(z) wa(z) ()
Con commercio libero (free trade) il consumo reale diventa:
() ()
̃
≤ allora = ()
()
() =
() () () ()
̃
= > allora > solo se () > Impossibile perché
∗ ∗ ∗
() ()
{ () > solo
≤
se
Si conclude che: ∗
b(z)L b(z)wL ()
()
> > > z ≤ z̃
∗ ∗ ∗
a(z) w a (z) ()
() ()
≤
Le preferenze sono omotetiche e si aumenta il reddito le mie preferenze rimangono le stesse e si a
l’effetto di reddito ma non di sostituzione nella costruzione della domanda. pag. 5
Lezione 14 09/11/2017
Assunzione bilancia commerciale ferma
Shock demografico nel paese F
C’è un all’estero
aumento nella popolazione quindi
∗ ovvero l’offerta di valore di F aumenta. La
aumenta, ∗ ∗ ∗
verso l’alto,
funzione di domanda sale e di H
aumentano e si compreranno più beni da H. L’export
aumenta e si forma un surplus commerciale xkè si esporta
di più nel paese F (NON SOSTENIBILE). Quello che H
importa è > di quello che importa F. In H si deve moderare
i salari che aumentano e quindi il salario relativo di H
cresce (oppure F deve moderare i propri salari) xkè
∗
in H il surplus esportato è più di quello che si importa e
quindi si rendono meno competitive le merci e si ritorna in ̃
equilibrio aumenta. I prodotti H divento meno competitivi x esportare di meno e quindi si
Se aumenta l’occupazione
sposta indietro perché diminuisco la quota di beni prodotti. in F i salari
in H aumentano e i prodotti H diventano meno competitivi (= se diminuisce L nel paese H).
∗
Se c’è una all’estero diminuisce, ovvero l’offerta di valore di F
diminuzione nella popolazione ∗ ∗ ∗
diminuisce. La funzione di domanda scende verso il basso, e diminuiscono e si
meno beni da H. L’export di H diminuisce e si forma un deficit commerciale xkè si
compreranno
esporta di meno nel paese F. Quello che H importa è < di quello che importa F. In H si deve
moderare i salari che diminuisco e quindi il salario relativo di H diminuisce (oppure H deve
∗
aumentare i propri salari) xkè in H il si esporta di meno e quindi è meno di quello che si importa e
quindi si rendono più competitive le merci e si ritorna in equilibrio diminuisce. I prodotti H divento
̃
più competitivi x esportare di più e quindi si sposta in avanti perché aumenta la quota di beni
l’occupazione in F i salari in H
prodotti. Se diminuisce diminuiscono e i prodotti H diventano più
competitivi (= se aumentano L nel paese H).
Progresso tecnologico nel paese F
F diventa più efficiente e competitivo nella produzione di
̃
tutte le merci. La curva di offerta si abbassa. si sposta a
∗
( )
sinistra xkè F produce di più e i salari si abbassano.
Si suppone che le ore in F diminuiscono. Si ha un minor
vantaggio comparto sui beni che si trovano alla frontiera
perché l’altro paese e quindi l’altro
F diventa più efficiente
paese (F) esporta più beni.
a* diminuisce e quindi il rapporto a*/a diminuisce e la
curva si sposta verso il basso. Nel paese H il vantaggio
comparato scende e ciò comporta una diversa
distribuzione territoriale della distribuzione e quindi
̃ scende e si produce meno cose in H ma si importa di +. L e W rimangono invariate e quindi Y in
′′ ′′
H rimane invariata. I beni nell’intervallo si importano [z̃ z̃]. (̃ ̃
− −
La quota dei beni ) sono da
importare e quindi la bilancia commerciale di equilibrio di H diventa deficit commerciale.
attraverso l’aumento della
Quindi H rende + competitive le merci abbassando W, disoccupazione e
ciò implica che la massa salariale diminuisce e il reddito diminuisce, si chiedono meno beni e si
consuma di meno o attraverso contratti flessibili (POLITICHE DI MODERAZIONE SALARIALE)
pag. 6
se aumenta “a”
(= nel paese H).
Esempio surplus commerciale tedesco
Se si rimane indietro con l’innovazione
F diventa meno efficiente e competitivo nella produzione di
̃
tutte le merci. La curva di offerta si alza. si sposta a destra
∗
( )
xkè F produce di meno e i salari si alzano. Si suppone
che le ore in F aumentano. Si ha un maggior vantaggio
comparto su
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