INTRODUZIONE
Di cosa tratta l’economia internazionale (cap. 1)
L’economia internazionale esamina i rapporti economici e finanziari che un’economia
nazionale intrattiene con il resto del mondo (altre economie nazionali).
Il carattere distintivo dell’economia internazionale è che ha come elemento cardine
l’esistenza di differenti stati che quindi hanno differenti monete, differenti leggi che
regolano il commercio internazionale (di merci, servizi, attività finanziarie).
L’ambito di interesse dell’economia internazionale, dunque, è costituito dalle questioni
che nascono dall’interazione tra Stati sovrani. Sette tematiche ricorrono nello studio
dell’economia internazionale:
- Vantaggi dello scambio. Quali sono i vantaggi dello scambio di merci, servizi,
attività finanziarie tra differenti economie?
- Struttura dei flussi commerciali. Perché, analizzando diversi paesi nel
mondo, alcuni paesi producono ed esportano un certo tipo di prodotto ed altri
paesi un altro tipo? Come spieghiamo quindi la struttura dei flussi
commerciali?
- Entità del commercio internazionale. Vi sono state fasi storiche in cui le
economie erano molto aperte e altri in cui le economie si sono chiuse. Come si
spiega?
Altre domande riguardano invece le dinamiche di carattere finanziario:
- Bilancia dei pagamenti. È un conto economico che registra le transazioni di
carattere reale e finanziario che l’economia ha con il resto del mondo. È redatto
dalla banca centrale di ogni paese. La lettura della bilancia dei pagamenti ci dà
una visione immediata della relazione economica di un paese con il resto del
mondo.
- Determinazione del tasso di cambio. I tassi di cambio sono dei prezzi
relativi di una valuta in termini di una valuta estera. Il tasso di cambio ha una
profonda influenza sulla produzione del reddito nazionale di un paese, sulle
variazioni della ricchezza netta rispetto all’estero. La modifica del tasso di
cambio influenza inoltre le spese e gli incassi di imprese che hanno rapporti di
mercato con imprese straniere (o importando o esportando).
Esistono diversi regimi di tassi di cambio: tassi di cambio fissi (ossia determinati
dalle autorità centrali di uno stato); tassi di cambio flessibili (è la pura dinamica
del mercato che determina il valore del tasso di cambio).
- Coordinamento internazionale delle politiche economiche. Se le
economie sono molto aperte diventano sempre più interdipendenti.
- Il mercato internazionale dei capitali. Di cui si vedrà il funzionamento
(attori e protagonisti principali).
L’economia internazionale si occupa dell’interazione tra paesi attraverso:
- Scambio di beni e servizi (compravendita di beni e servizi);
- Flussi monetari (gli acquisti dall’estero devono essere pagati con moneta estera
e viceversa le vendite);
- Flussi di investimenti: compravendita di titoli finanziari. Inoltre anche afflussi di
investimenti produttivi (imprese che decidono di aprire impianti produttivi
all’estero e viceversa).
L’economia internazionale può essere divisa in due sottinsiemi:
- studio del commercio internazionale;
- studio dell’economia monetaria internazionale.
Si tratta di una materia antica, ma continua ad accrescere la sua rilevanza con
l’intensificarsi dei legami tra i paesi.
Composizione del commercio internazionale
Oltre i ¾ del commercio internazionale attiene alle merci. I servizi (anche se in
crescita), continuano ad essere una parte minoritaria del commercio internazionale.
Infatti, i servizi sono spesso non commerciabili a livello internazionale (si pensi alla
sanità, alla scuola,…).
Il commercio internazionale dal 1980 ad oggi
Si è avuto un incremento del commercio internazionale. Più precisamente, fino agli
anni ’90 il tasso di crescita è stato positivo; dagli anni 2000 c’è una vera e propria
impennata; questa situazione dura fino alla crisi del 2008/2009 che produce una
brusca contrazione del commercio internazionale.
Questo vuol dire che molti dei prodotti consumati in un paese sono esteri e molti dei
prodotti di imprese di un paese sono finalizzati a mercati esteri.
Oggi non siamo più nella fase di globalizzazione impetuosa che c’è stata fino al 2008
(si pensi ai dazi che USA vogliono introdurre nei confronti della Cina).
Nel libro si farà spesso riferimenti all’economia degli USA (anche perché è quella che
ha più impatto nel resto del mondo).
Il commercio internazionale degli USA, in rapporto alla dimensione dell’economia
nazionale, è triplicato negli ultimi quarant’anni.
Rispetto agli USA, gli altri paesi sono ancora più dipendenti dal commercio
internazionale.
Indice del grado di apertura internazionale
Per capire quanto un’economia è aperta rispetto all’estero si usa l’indice del grado di
apertura internazionale dato da (X+M) / PIL
Spesso tanto più grande è un’economia, tanto più essa è chiusa agli scambi
internazionali: questo perché un’economia grande è potenzialmente in grado di
produrre al proprio interno la gran parte dei prodotti. Il contrario vale per le economie
piccole. Le economie più piccole spesso si specializzano nella produzione di pochi
prodotti e li vendono all’estero per finanziare le proprie importazioni.
In definitiva, normalmente, più piccola è un’economia maggiore sarà il suo grado di
apertura.
Reddito nazionale pro-capite
Per avere un’idea del benessere che c’è in un paese, è necessario considerare il
reddito pro-capite (e non il reddito assoluto).
Esportazioni nette
Le esportazioni nette sono date dalla differenza tra esportazioni e importazioni.
Un paese che ha un saldo positivo (e>m) è un paese che sta facendo credito
all’estero; viceversa è un paese che sta ricevendo credito dall’estero (si sta
indebitando verso l’estero).
Intorno agli anni ’80 gli USA sono passati da una situazione di paese che faceva
credito all’estero ad una situazione opposta.
Una situazione particolare che distingue gli USA dagli altri paesi è il fatto che il dollaro
è la moneta che comunemente viene usata da tutti i paesi per importare prodotti:
questo comporta che gli USA possono pagare le importazioni semplicemente
stampando moneta (cosa che nessun’altro paese può fare) (vedi fig. 1.1). Infatti si può
notare dalla figura 1.1 che le importazioni sono cresciute di più delle esportazioni (non
sono proprio sicuro che sia questa la particolarità, credo di si).
Esempio sui vantaggi dallo scambio (uno degli elementi di studio
dell’economia internazionale)
Diversi concetti stanno alla base dei vantaggio dallo scambio:
- Quando un venditore e un compratore danno vita a una transazione volontaria,
entrambi ricevono qualcosa che desiderano e possono migliorare la loro
condizione (altrimenti non lo farebbero);
Per esempio, i consumatori norvegesi possono acquistare, attraverso gli scambi
internazionali, quelle arance che avrebbero difficoltà a produrre internamente; a
sua volta, il produttore delle arance riceve reddito che può utilizzare per
acquistare i beni che desidera, come ad esempio stoccafisso norvegese.
- Un paese può guadagnare dallo scambio, pur essendo il produttore più (meno)
efficiente di qualsiasi bene, perché può specializzarsi nella produzione dei beni
in cui è relativamente più efficiente. Infatti bisogna considerare i vantaggi
comparati e non i vantaggi assoluti. Si pensi all’Inghilterra che anche se
importa prodotti agricoli che potrebbe produrre internamente a minor costo,
guadagna perché esporta prodotti industriali per cui ha un vantaggio comparato
più grande rispetto all’agricoltura (aumenta così l’efficienza media complessiva
nazionale). (si concentra sul settore con il vantaggio comparato più elevato).
- Il commercio agisce a beneficio di un paese aumentandone l’efficienza, grazie
alla possibilità di esportare i beni la cui produzione utilizza le risorse abbondanti
e di importare i beni la cui produzione utilizza le risorse scarse: paesi dotati di
molto capitale, tenderanno ad esportarne di più (stesso discorso vale per i paesi
dotati di molto lavoro).
- Quando i paesi si specializzano, possono diventare più efficienti anche grazie
alla possibilità di realizzare produzioni su larga scala.
- I paesi possono anche guadagnare commerciando risorse correnti con risorse
future (dando e prendendo a prestito) e attraverso flussi migratori.
- Ogni paese può trarre beneficio anche dallo scambio di attività finanziarie
rischiose, come azioni e obbligazioni, che gli permettono di diversificare e
consolidare il proprio reddito.
Il prof non ha spiegato da slide 20 a 30 (non ho neanche riassunto le slide (non farle
(secondo me)).
CONTABILITA’ NAZIONALE E BILANCIA DEI PAGAMENTI (cap.
2)
Sistema di contabilità nazionale (bilancia dei pagamenti).
La bilancia dei pagamenti fa parte del sistema di contabilità nazionale. Quest’ultimo
ha come obiettivo quello di definire e registrare il valore del reddito nazionale.
Il sistema di contabilità nazionale registra il valore del reddito nazionale che risulta
dalla produzione e dalla spesa.
I produttori percepiscono reddito dagli acquirenti, che spendono per l’acquisto di beni
e servizi.
Prodotto nazionale e reddito nazionale
Il reddito nazionale può essere definito in tre modi differenti (fra loro equivalenti):
Valore della spesa degli acquirenti finali = valore del reddito percepito dai
venditori = valore della produzione.
Il reddito nazionale viene spesso definito come il reddito percepito dai fattori di
produzione di un paese.
Il Prodotto Nazionale Lordo (PNL) è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti
dai fattori produttivi di un paese in un dato arco temporale (è uguale al reddito
nazionale, data l’uguaglianza suddetta).
Il PNL ci dice quanto è grande il prodotto dei fattori produttivi di un determinato paese
(è quindi una misura del reddito nazionale).
Nella figura 2.1 viene mostrato il PNL degli USA e dell’Italia. Il PNL viene suddiviso
nelle sue componenti principali (4):
- Consumo: spesa per beni e servizi effettuata dai consumatori domestici in un
periodo di tempo.
- Investimento: spesa delle imprese in attrezzature e macchinari e delle famiglie
per nuove abitazioni.
- Spesa pubblica: spesa in beni e servizi della pubblica amministrazione (non
comprende le pensioni, i sussidi).
- Salgo del conto corrente: differenza tra esportazioni e importazioni ossia
spesa netta dei residenti esteri in beni e servizi domestici.
Le prime tre componenti rappresentano la domanda interna di un paese (componenti
interne).
La quarta componente riguarda il rapporto di un paese con l’estero.
Il Prodotto Interno Lordo
Un’altra approssimazione del reddito nazionale è il Prodotto Interno Lordo (PIL). La
differenza sta nel diverso criterio con cui vengono definiti i confini del sistema
economico nazionale.
Quando parliamo di PNL facciamo riferimento al criterio della nazionalità dei fattori
produttivi: ciò significa che se un lavoratore italiano lavora all’estero e percepisce un
reddito all’estero, questo reddito viene calcolato all’interno del PNL italiano.
Quando parliamo di PIL, il criterio di riferimento è quello della territorialità: il PIL è
infatti il valore finale di tutti i beni e servizi che vengono prodotti in un paese in un
dato arco temporale.
Questa differenza per alcuni paesi è poco rilevante (i due valori si equivalgono), per
altri invece le differenze sono rilevanti.
In Italia si utilizza il PIL, negli USA si usa il PNL (GDP). Negli USA c’è infatti una quantità
di reddito maggiore derivante dalle imprese multinazionali (tali profitti infatti vengono
conteggiati nel PNL).
PIL = PNL – pagamenti ai fattori produttivi in altri paesi + pagamenti ai fattori
produttivi da altri paesi.
Risparmio e conto corrente.
Il risparmio nazionale (S) è la porzione della produzione di reddito nazionale (Y) che
non viene spesa in consumo (C) né in acquisti pubblici (G).
S = Y – C – G = (Y – T- C) + (T – G) = Sp + Sg
(Y-T-C) rappresenta il risparmio privato delle famiglie (= parte di reddito disponibile
delle famiglie che non è consumata).
*Sp = risparmio privato
(T-G) rappresentano i risparmi dello Stato (infatti le tasse rappresentano il reddito dello
Stato e le spesa pubblica le sue spese).
*Sg = risparmio pubblico In un’economia chiusa, il risparmio è sempre uguale agli
investimenti: S=I (infatti in un’economia chiusa il reddito o è consumato o è investito).
In un’economia aperta invece: S = I + CA
Infatti in un’economia aperta c’è un’altra possibilità: prestiti all’estero Current
Account (CA) (=saldo del conto corrente)). Se CA è negativo, abbiamo che
l’investimento è superiore al risparmio e viceversa.
ex post).
Si tratta di verità contabili (sono sempre vere
CA = Sp + Sg – I = Sp – disavanzo pubblico – I
Il disavanzo pubblico rappresenta un risparmio pubblico negativo G – T
Un elevato disavanzo pubblico genera un saldo negativo del conto corrente, a parità di
altre condizioni (a parità di risparmio).
La discrepanza nel conto corrente globale dal 1980
Nonostante il mondo sia un’economia chiusa, dal 1980 il conto corrente mondiale (che
dovrebbe essere 0), non lo è. Questa discrepanza deriva da varie ragioni:
- Errori di registrazione delle operazioni compiute;
- Rilevanza del sommerso (operazioni non tracciate, illegali).
Bilancia dei pagamenti
La bilancia dei pagamenti è un documento contabile in cui vengono registrate tutte le
transazioni economiche che un’economia intrattiene con i non residenti in un
determinato periodo di tempo. Analizzando meglio la definizione:
- Documento contabile doppia (ogni transazione viene scritta nel conto
partita
due volte, una a credito e una a debito). Vengono iscritte tutte le transazioni
economiche, reali e finanziarie, a titolo oneroso e gratuito.
- Non residenti essi sono definiti secondo un criterio diverso dalla nazionalità.
‘Non residenti’ sono coloro con centro d’affari spostato all’estero per più di un
anno.
- Periodo di tempo registrano flussi e variazioni stock.
si
I conti della bilancia dei pagamenti registrano i pagamenti che un paese effettua a, o
riceve da, residenti esteri.
Ogni transazione internazionale viene registrata due volte: una volta come credito (+)
e una come debito (-). Gli incassi avranno il segno + e i pagamento avranno il segno -.
Partita doppia. Una transazione dà luogo a due scritture nella bilancia dei pagamenti
dello stesso paese, una a credito e una a debito; registrazione a credito (debito) se dà
origine a un incasso (pagamento), ovvero esportazioni (importazioni) e vendite
(acquisti) di titoli.
Si registrano con segno + le operazioni che danno luogo ad un afflusso di valuta
nazionale.
Si registrano con segno – quelle che danno luogo ad un deflusso di valuta nazionale.
Uniformità di valutazione e di criterio temporale. Le scritture infatti vengono eseguite
contemporaneamente.
Scelta dell’unità di conto. L’unità di conto scelta può essere diversa dalla valuta
nazionale se questa non ha un valore stabile.
Conti della bilancia dei pagamenti
Nella bilancia dei pagamenti vengono contabilizzati tre tipi di transazioni
internazionali a cui corrispondono tre tipi diversi di conti:
- Conto corrente. Conto in cui vengono registrate le transazioni associate a
importazioni ed esportazioni di beni e servizi e i flussi di reddito.
- Conto finanziario. Conto in cui vengono registrate le transazioni associate alle
attività finanziarie. Il conto finanziario registra i flussi delle attività finanziarie.
- Conto capitale. Conto in cui vengono registrati flussi di categorie speciali di
attività, tipicamente attività non di mercato, non prodotte, o intangibili, come le
cancellazioni del debito, i diritti d’autore e i trademark.
Il conto corrente
Si suddivide a sua volta in tre categorie ulteriori:
- Commercio di merci (bilancia commerciale);
- Servizi (pagamenti per le prestazioni legali, per i servizi di trasporto, le spese
turistiche);
- Reddito (pagamenti di interessi e dividendi, redditi percepiti dai lavoratori e
dalle imprese che operano in paesi esteri).
Il conto capitale
Il conto capitale registra trasferimenti di attività speciali. In particolare, nel conto
capitale troviamo:
- attività intangibili come copyright, diritti d’autore, brevetti e licenze;
- trasferimenti unilaterali in conto capitale (p.e. donazioni);
- contributi UE e altre organizzazioni internazionali;
- cancellazione di debiti a soggetti esteri.
Nel 2010 avevano dimensioni molto limitate sia per gli Stati Uniti sia per l’Italia.
Il conto finanziario
Misura la differenza fra vendita di attività nazionali a residenti esteri e acquisti di
attività estere da parte di residenti nazionali.
Il conto finanziario può essere disaggregato nelle tre voci seguenti:
- Riserve internazionali ufficiali: sono attività estere detenute dalle banche
centrali come copertura dal rischio di instabilità dei mercati internazionali
(quantità di valuta estera detenuta dallo stato attraverso la banca centrale del
paese).
Oggi tali riserve sono costituite perlopiù da consistenti quantitativi di attività
finanziarie soprattutto americane, come titoli emessi dal Tesoro statunitense.
Quando le banche acquistano o vendono le proprie riser
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