Definizioni
"There is a continuum between informality and formality, with formalisation being a gradual process." - OECD
Come affermato dall'OECD, in economia non è sempre possibile distinguere nettamente settore formale e settore informale, dal momento che questi due aspetti spesso si mischiano, si sovrappongono e convivono in medesimi contesti. Tuttavia, si può darne due definizioni distinte in base ad alcune caratteristiche che le contraddistinguono.
Economia formale
Quando si parla di economia formale, si intende quel sistema di impiego:
- Organizzato e regolamentato secondo regole chiare, contratti e divisione di responsabilità.
- Lo Stato garantisce che il lavoratore riceva uno stipendio minimo.
- Il lavoro è per un numero prestabilito di ore in ambienti sani e sicuri.
- Gode di alcune garanzie sociali (pensione, assicurazione, ecc.).
- Il lavoratore è legato al suo datore di lavoro tramite un contratto regolare.
Economia informale
L'economia informale, invece, comprende tutta quella parte di economia non regolata o protetta dallo Stato. È caratterizzata dall'assenza di protezione in caso di:
- Stipendio non pagato.
- Straordinari non pagati.
- Licenziamenti senza preavviso o indennità.
- Ambienti lavorativi insalubri e/o insicuri.
- Assenza di benefit sociali (pensioni, malattia, assicurazioni).
Fenomeno temporaneo?
In passato si è creduto che l'economia informale fosse un fenomeno temporaneo, destinato a scomparire con la modernizzazione. I fatti ci dicono il contrario, e cioè che questo è un fenomeno causato - e ampliato - dalla modernizzazione stessa.
L'economie de la débrouillardise
In un articolo, Robert Neuwirth descrive l'economia informale con il nome di 'System D', un termine usato nelle ex colonie francesi. Con la parola "débrouillardise" i francesi intendono un uomo ingegnoso, pieno di risorse. E quindi con il termine "l'economie de la débrouillardise" o System D per farla più semplice, indichiamo l'economia dell'improvvisazione, dell'autosufficienza e del fai da te.
L'OECD ha stimato che nel 2020, due terzi dei lavoratori del mondo saranno impiegati nel System D, e cioè tutti quelli che non hanno avuto e non hanno la possibilità di fare business nell'economia formale, tutti quelli che storicamente sono stati lasciati indietro. Sempre dalle pubblicazioni dell'OECD vediamo che le attività del settore informale non sono necessariamente praticate con l'intenzione di evadere le tasse o infrangere i vari regolamenti. Si dovrebbe fare una distinzione appunto tra chi potrebbe pagare e non lo fa, e chi invece non si può permettere di rispettare le leggi del lavoro per un salario troppo basso e precario, o perché lo Stato manca di mezzi per rafforzare le leggi che ha promulgato. E nei PVS questa è la stragrande maggioranza dei casi.
Breve e lungo periodo
Per raggiungere un risultato che abbia un impatto rilevante, e con questo intendiamo favorire la transizione dal settore informale a quello formale, è necessario un approccio olistico, che combini strategie di breve e lungo periodo che possano servire a ridurre la povertà e creare un'economia inclusiva. Questo vuol dire sicuramente intervenire nei programmi di formazione, ma imprescindibili sono le azioni concrete da parte del governo (investimenti, finanziamenti, policies adeguate). Per le tante variabili che entrano in gioco, lo shift dal settore informale a quello formale avverrà solo nel lungo periodo.
Prospettiva di breve periodo
Visto che l'economia informale c'è, e sembra essere qui per restare, per il momento, una strategia di breve periodo risiede negli investimenti volti a sviluppare il capitale umano all'interno dell'economia informale. Questo richiede un'istruzione altamente efficace, orientata alle esigenze del mercato, per far sì che la fornitura di forza lavoro sia correttamente allineata con la domanda di lavoro.
Istruzione formale
Seguono programmi sistematici e strutturati, con precisi obiettivi di apprendimento. Nella maggior parte delle volte sono forniti dal governo e/o da istituti privati. L'istruzione formale si focalizza soprattutto sulla teoria. Pochi modelli attuano un balancing tra teoria e pratica.
In Senegal si è provato l'apprendistato duale, una partnership tra il training formale basato su aspetti teorici e quello basato sulla pratica acquisizione di competenze professionali. La causa principale di scarsi risultati è la mancanza di fondi, insieme ai problemi relativi all'integrazione di queste pratiche con i sistemi di formazione professionali già esistenti (TVET).
Apprendistati
Al contrario, gli apprendistati (istruzione non formale) ignorano totalmente gli aspetti teorici. Il limite dunque risiede nella qualità di questi training, spesso inadeguata.