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Economia industriale

L'economia industriale è lo studio della competizione imperfetta e dell'interazione tra imprese, comportamento strategico, per combattere le inefficienze del mercato. Tutti i modelli creati nell'economia industriale vengono applicati per verificarne la validità. Dal 1700 Adam Smith studia la scienza economica, la quale si occupa della ricchezza sociale, mentre l'economia politica pura del 1900 prevede la teoria dei prezzi e delle quantità dei beni e prodotti scambiati sul mercato.

Il mercato è il luogo in cui venditori e compratori si incontrano per scambiare determinati beni e servizi. Marshall propone lo studio delle curve di domanda e offerta per rappresentare il mercato. Queste sono individuali per ogni compratore o venditore e si sommano definendo domanda e offerta aggregata, in via orizzontale.

Domanda e offerta

La domanda ha una inclinazione negativa, questa varia (>, <) modificando la reazione delle quantità (<, >) e riguarda soltanto i beni normali. La domanda di mercato è pari alla sommatoria di tutte le quantità di tutti gli individui ad un dato prezzo fisso (somma orizzontale di qD).

L'offerta ha una inclinazione positiva, questa varia (>, <) modificando la reazione delle quantità (<, >) e riguarda tutti i tipi di beni. L'offerta di mercato è pari alla sommatoria di tutte le quantità di tutti gli individui ad un dato prezzo fisso (somma orizzontale di qO).

L'equilibrio è istantaneo, non dinamico come la realtà, è quindi una situazione instabile e precaria difficilmente riscontrabile nel mercato.

Normativo e positivo della scienza economica

Lato normativo della scienza economica: forma pura che si aspira a raggiungere idealmente.

Lato positivo della scienza economica: riproduzione di modelli nella realtà per studiarne il comportamento.

Legenda

  • Costo fisso (CF): ammontare di spesa che l'impresa deve sostenere in ciascun periodo, non in relazione con la quantità di beni prodotti.
  • Costo variabile (CV): varia al variare della quantità prodotta.
  • Costo medio (CM): misura della spesa per unità produttiva (CostoTot./Prod.Tot.).
  • Costo marginale (C’): aumento del costo totale sostenuto aumentando la produzione di una unità. C’= dCV / dQ partendo dalla funzione del costo totale.
  • Costo irrecuperabile (Shunk cost): non collegato alla quantità prodotta, simile al CF ma non si ripete. È una tantum.

Equilibrio e modelli economici

Equilibrio: intersezione tra domanda e offerta con p* e q* che soddisfano entrambe le parti, analisi generica dei beni normali.

Parziale: analisi di un unico mercato.

Generale: analisi di tutti i beni e servizi scambiati.

Modello di equilibrio generale: principale corrente economica per descrivere l'interdipendenza delle variabili p e q per tutto il sistema economico. Walrass definisce un insieme di condizioni per definire il momento di equilibrio:

Prerequisito: concorrenza perfetta con p fisso, perfetta sostituibilità dei beni e curva di domanda totalmente elastica.

Condizioni:

  • Risorse produttive predeterminate
  • Tecniche di produzione stabili
  • Preferenze dei soggetti economici prevedibili

Venendo a mancare nella realtà la forma di concorrenza perfetta, decade il presente modello. Von Neumann e Morgenstern superano i limiti della teoria di Walrass nel 1948 ricercando nella realtà diversi modelli economici.

Concorrenza e monopolio

P= a-bQ Curva di domanda del mercato. Caratteristiche:

  • Inclinata negativamente
  • Intercetta in a l'asse delle ordinate P
  • Intercetta in b l'asse delle ascisse Q

Concorrenza perfetta: non riscontrabile nella realtà. Attraverso la curva di domanda le imprese del mercato percepiscono il P e la Q dove il P=R’. Nel lungo periodo aumenta Q e diminuisce P, si sposta quindi la curva di domanda.

Monopolio: rara nella realtà. Curva che comporta, una variazione di P al variare di Q dove R’<P.

Concorrenza monopolistica: molte imprese con beni differenziabili, dove le azioni del singolo soggetto non influiscono su p nel loro mercato.

Concorrenza oligopolistica: poche imprese con un’interazione che permette la variazione di p in modo strategico, tenendo conto della concorrenza.

Approcci dell’economia industriale

  • Teorico: sviluppo di modelli di organizzazione di mercati.
  • Empirico: econometria.

Misurare la struttura di mercato: classificazione delle imprese dell’industria in base alla loro dimensione, partendo dal valore 1 (+grande). La curva di concentrazione ci dice quale sia la quota di mercato di ciascun impresa operante nell’industria.

Indici di concentrazione:

Impresa: azienda

Industria: settore

Mercato: produzione di un bene di un determinato settore

Settore A Qtot= 100 Nimprese= 5

Impresa Produzione Cumulata
1 20 20
2 20 40
3 20 60
4 20 80
5 20 100

100% del mercato

Settore B Qtot= 85 Nimprese= 5

Impresa Produzione Cumulata
1 60 60
2 5 65
3 5 70
4 10 80
5 5 85

85% del mercato

Settore C Qtot= 16 Nimprese= 5

Impresa Produzione Cumulata
1 7 7
2 3 10
3 2 12
4 3 15
5 1 16

16% del mercato

La curva di concentrazione del Settore C è più bassa del Settore A e B. Le curve A e B rispettano un ordine con B > A, mentre nell’Impresa 4 sono B = A, nell’Impresa 5 B < A.

Usiamo l’indice di concentrazione (CR) è la sommatoria per i=1 fino a N per le quote di mercato delle imprese più grandi.

CR = Somma delle quote di mercato delle imprese più grandi = Quota di mercato di un’impresa: Fatturato dell’impresa / Fatturato del settore

Settore X Nimprese= 8

Impresa Industria A Industria B Industria C
1 10 55 25
2 10 2.25 25
3 10 2.25 25
4 10 2.25 5
5 10 2.25 5
6 10 2.25 5
7 10 2.25 5
8 10 2.25 5

Definizione del mercato e indice di Herfindhal-Hirschman

Definizione del mercato basato sulla classificazione standard della produzione secondo codici numerici (xx) specificati attraverso ulteriori suddivisioni (xx.yy). Bisogna conoscere e definire i confini geografici di un mercato e le relazioni tra imprese concorrenti che operano in diversi st.

Indice di Herfindhal-Hirschman serve a misurare la concentrazione. HHI == quota di mercato dell’impresa i-esima. Valore tendente a 1 in situazione di monopolio. Diminuisce all’aumentare del numero delle imprese e aumenta all’aumentare della sperequazione (variegate) delle quote prodotte.

Elasticità del mercato: Elasticità incrociata della domanda al prezzo indica la sostituibilità nel consumo. * % della domanda per il bene i in corrispondenza di di 1% di j.

Indici di potere del mercato

Performance del mercato dal punto di vista dell’efficienza, misurazione della distanza tra i risultati economici dall’ideale concorrenziale. Per individuare il numero di imprese presenti i un mercato, devo prima identificare i confini dello stesso, ovvero vedere l’omogeneità dei beni. Se un bene è sostituto perfetto di un altro, questi fanno parte dello stesso mercato e quindi le imprese che lo producono.

Indice di Lerner: poche imprese non significa concentrazione e concorrenza perfetta, non è condizione necessaria e sufficiente. Questo indice è utile a misurare la performance del mercato dal punto di vista dell’efficienza (concorrenza) rispetto all’ideale concorrenziale. LI = Differenza tra il prezzo praticato nell’industria – il costo marginale / il prezzo praticato nell’industria. LI= 0 Concorrenza perfetta LI= 1 Monopolio = inverso dell’elasticità. È difficile calcolare il costo marginale delle imprese, quindi per l’industria, quindi questo indice si scontra con dei limiti reali.

Periodo breve e lungo

Periodo breve: l’impresa può variare la produzione entro i limiti della capacità produttiva data. Il numero delle imprese nel breve periodo è dato. Periodo lungo: gli input sono variabili, potendo aumentare la capacità produttiva, recuperando costi, entrando e uscendo dal mercato.

CME (q1) = Costo medio a q1: Costi fissi + Costi variabili (Variano in base a q).

Curve rappresentative di industrie concentrate e poco concentrate

CMG = S = Curve rappresentative di industrie concentrate: Curva costi medi decrescente, all’impresa conviene produrre tutto l’output dell’industria per saturare il mercato, fino ad una domanda finita di beni. Si cade in concorrenza perfetta, o porta al monopolio. Curva costi medi decrescente prima e crescente poi, fino a un q0 conviene produrre, superato q0, costerà sempre di più produrre. L’impresa si spinge verso la produzione di q0.

Curve rappresentative di industrie poco concentrate: Curva costi medi crescente, poco probabile in realtà. Nessuna impresa produrrebbe in quell’industria. Curva costi medi decrescente prima e crescente poi, se q0 e più piccolo rispetto alla quantità di mercato. Molte imprese possono tendere a q0 per sopperire alla domanda. Se diminuisce il costo medio, avvengono economie di scala. Se aumenta il costo medio, avvengono diseconomie di scala.

Confini orizzontali dell'impresa

Economia di scala e struttura di mercato. Economia di scala: quantità di beni prodotti. Produzione dell’impresa in condizione di breve periodo: CMG (Costo marginale): decrescente – crescente CME (Costo medio): decrescente CMEV (Costo medio variabile): decrescente – crescente CMEF (Costo medio fisso): ininfluente nel breve periodo. Scala minima efficiente: CMG = CME. Nel breve periodo l’impresa può produrre sotto q* nel caso in cui il prezzo > CMEV. Con CMG<CME all’impresa conviene continuare a produrre. Se q* = Q si tratta di monopolio naturale, maggiore profitto in quella posizione. Se q* < Q si tratta di una scala minima efficiente, mercato poco concentrato. Se q* < Q si tratta di diseconomia di scala, mercato molto concentrato o monopolistico.

Economie di scopo: varietà di beni prodotti. Processo produttivo che consiste nella scelta dell’impresa, che trae vantaggi all’accrescere la varietà dei beni prodotti. Fonti di economie di scopo:

  • Volume d’acquisti
  • Pubblicità
  • R&S
  • Costi di Inventario

Diseconomie di scala: Wage Gap: salario maggiore dei dipendenti nelle grandi aziende, per aumentare l’efficienza, produce a sua volta un’economia di scala. Gordon Ramsey Ltd: aumenta il costo di produzione, per un costo unitario crescente. Burocrazia: stipula di un contratto per più prodotti, piuttosto che uno per prodotto.

Curva di apprendimento ed economia di scala

La ripetitività di un procedimento produttivo, non sempre produce apprendimento, a causa dell’automazione. Livello del costo medio in ogni suo punto calcolato attraverso la produttività cumulata. CME1 a q1 > CME2 a q2, curva di apprendimento decrescente con q1 > q2.

Economia di scala: riduzione del costo unitario in un certo istante nel tempo, facendo variare le q. Economia di apprendimento: non dipende dalla quantità prodotta nell’istante ma da quella cumulata fino a qn. Se in S = , CME diminuisce sono in gioco economie di scala e di apprendimento. Diversificazione (economie di scopo): un’impresa che opera in più settori, vantaggi da economie di scopo ed all’uso di capitale interno. Si tratta di aziende multi-prodotto.

Confini verticali dell'impresa

Catena verticale dell’impresa: INPUT – Processo – OUTPUT. Confini verticali dell’impresa: Sceglie se partire dalla materia prima, dal bene intermedio, dal processo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ole89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cantono Simona.
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