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Economia finanziaria - il consumatore Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia finanziaria per l'esame del professor Saltari sul consumatore. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la razionalità, le alternative (il vincolo di bilancio), il criterio di scelta, le curve di indifferenza, l'indice di utilità, il saggio marginale di sostituzione,... Vedi di più

Esame di Economia Finanziaria docente Prof. E. Saltari

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MICROECONOMIA

Il consumatore

Enrico Saltari

Università di Roma “La Sapienza” 1

La razionalità

Esaminiamo ora in maggior dettaglio il comportamento dei soggetti che si trovano

dietro la curva di domanda, i consumatori

Supporremo che i consumatori siano razionali: essi scelgono l’alternativa migliore tra

tutte quelle per loro disponibili. Dobbiamo precisare:

1. Cosa s’intende per alternativa possibile.

2. Quale criterio viene impiegato per decidere qual è l’alternativa migliore. 2

1. Le alternative. Il vincolo di bilancio

Un’alternativa possibile è ciò che il consumatore può permettersi di acquistare.

Supponiamo che esistano solo due beni, e .

A B

Faremo le seguenti ipotesi:

1. I prezzi di questi due beni, e , sono dati: gli acquisti e¤ettuati dal consuma-

P P

A B

tore sono di modeste dimensioni rispetto al mercato e non sono perciò in grado di

in‡uenzare i prezzi esistenti.

2. La somma di denaro che il consumatore destina agli acquisti di e è anch’essa

R A B

data: essa è costituita dal suo reddito.

Il vincolo di bilancio pone in relazione il reddito con la spesa relativa agli acquisti dei

due beni Stabilisce che la spesa complessiva non può eccedere . In questo senso

R

costituisce un vincolo:

R = +

R P Q P Q

A A B B 3

Le alternative possibili sono tutte quelle combinazioni di e che soddisfano

Q Q

A B

il vincolo di bilancio.

Esempio: Il vincolo di bilancio

Supponiamo di disporre dei seguenti dati: Allora le

= 100 = 5 = 10

R ; P ; P :

A B

combinazioni dei due beni che il consumatore può permettersi di acquistare sono quelle

indicate nella tabella Q Q

A B

20 0

18 1

16 2

0 10 4

Rinunciando a due unità di si ottiene una unità di , vale a dire = 1 2.

Q Q P =P =

A B A B

è il prezzo relativo di in termini di ossia quante unità di sono necessarie

P =P A B; B

A B

per acquistare una unità di In questo caso, poiché il prezzo relativo di è 0.5, occorre

A: A

mezza unità di per acquistare 1 unità di

B A:

2. Il criterio di scelta. Le preferenze

Tra tutte le alternative possibili il consumatore sceglie la migliore. Ciò implica

che il consumatore ordini tutte le alternative possibili secondo la propria “scala”

di preferenze.

Posto di fronte a due combinazioni di e (due “panieri”), il consumatore è in

A B

grado di dire quale delle due preferisce o se le ritiene ugualmente desiderabili. 5

Dire che tra tutti i panieri possibili (che soddisfano il vincolo di bilancio) il consuma-

tore sceglie il migliore implica imputare al consumatore un sistema di preferenze.

Vale a dire, il consumatore è in grado di ordinare i panieri in modo tale da stabilire

quali sono i migliori e quali i peggiori.

In realtà, dire che il consumatore è in grado di ordinare i panieri non basta. Occorre

che questo ordinamento riguardi tutti i panieri e non sia contraddittorio al suo interno.

Abbia cioè le seguenti due proprietà:

1. Deve essere completo. Posto di fronte a due panieri, diciamo il paniere (che

X il

contiene del bene e di ) e il paniere (che contiene ( )),

X a X b Y Y ; Y

a a

b b

consumatore è sempre in grado dire quale preferisce oppure se è indi¤erente tra

i due.

2. Deve essere coerente. Dati tre panieri - e - se il consumatore preferisce

X; Y Z

a e a allora deve preferire a

X Y Y Z; X Z: 6

Le curve di indi¤erenza

Questi due assiomi sono su¢ cienti a descrivere le preferenze del consumatore. Tut-

tavia, per spiegare in che modo il consumatore giunge all’individuazione del paniere

migliore è più semplice di una rappresentazione gra…ca delle preferenze. Per usare

un’analogia, potremmo rappresentare le preferenze attraverso una scala. Sui gradini

più alti si trovano i panieri preferiti e su quelli più bassi i panieri ritenuti peggiori. E

sullo stesso gradino poniamo i panieri per i quali il consumatore è indi¤erente. I gra-

dini sono appunto le curve di indi¤erenza. Più precisamente, esse rappresentano

l’insieme dei panieri rispetto ai quali il consumatore è indi¤erente.

Per rappresentarle nel modo tradizionale, occorre aggiungere altre due ipotesi a quelle

fatte in precedenza:

3. Non sazietà. Il consumatore preferisce sempre panieri che presentino quantità

maggiori di almeno un bene, non è mai sazio. Questa ipotesi implica che le curve

di indi¤erenza siano decrescenti: a¢ nché il consumatore rimanga indi¤erente tra

i diversi panieri inclusi nella curva di indi¤erenza, occorre che all’aumentare di

7

una bene l’altro diminuisca. Implica pure che man mano che ci spostiamo verso

l’alto a destra troviamo curve di indi¤erenza che comprendono panieri “migliori”

4. Convessità. In termini geometrici, la convessità implica che le curve di indif-

ferenza abbaino la “pancia” rivolta verso l’origine degli assi. Più rigorosamente,

signi…ca che se uniamo due punti che giacciono su una stessa curva di indi¤eren-

za ed escludiamo i panieri di partenza, tutti i panieri che si trovano sul segmen-

to così ottenuto sono migliori dei panieri di partenza. Insomma, preferiamo le

combinazioni intermedie a quelle estreme.

Ciascuna delle curve di indi¤erenza può essere etichettata con un numero che indica

il grado di soddisfazione del consumatore, la sua utilità. L’utilità è perciò un indice

che non ha valore in sé ma che serve soltanto a ordinare le preferenze. 8

L’indice di utilità

Se è comodo rappresentare le preferenze con le curve di indi¤erenza, è pure conve-

niente assegnare dei numeri ai panieri in modo tale che a quelli preferiti sia assegnato

un valore maggiore. Se dico che preferisco a allora posso assegnare a un

X Y; X

valore maggiore di La funzione che così si ottiene si chiama funzione di utilità,

Y:

= ( )

U U Q ; Q :

a b

L’indice di utilità ha la seguente rappresentazione formale

per esempio

= ( ) =

U U ; Q Q

Q ; U Q

A B A B

Si noti che se dico che preferisco un paniere a un altro, allora l’utilità è maggiore.

Non è vero però il contrario, nel senso che non è vero che le preferenze discendono

dall’utilità. Questo perché non possiamo dare alcuna particolare interpretazione ai

9

valori della funzione di utilità in termini di soddisfazione. Non possiamo dire che

se l’utilità raddoppia, allora anche la nostra soddisfazione raddoppia. Non serve

comunque a de…nire il paniere migliore.

Siccome la funzione di utilità non fa che rappresentare l’ordinamento stabilito dalle

preferenze del consumatore, essa viene spesso de…nita ordinale.

Utilizzando l’indice di utilità, ricaviamo un’espressione per le curve di indi¤erenza.

1. Poiché le curve di indi¤erenza costituiscono il luogo dei punti dove l’indice di

utilità è costante, l’espressione per le curve di indi¤erenza si ottiene ponendo

l’indice uguale a una costante (un dato numero), diciamo k

, per esempio,

= ( =

) = =

U U Q ; Q Q k

k U Q

A B A B

2. Ricaviamo poi l’espressione della quantità di un bene, diciamo in funzione

B;

dell’altro, . Utilizzando l’esempio precedente, si ottiene

A k

= = =

Q Q k Q

)

A B B Q

A 10

Esercizio

Se le preferenze di un consumatore sono rappresentate dalla funzione di utilità =

U

qual è la forma delle curve di indi¤erenza?

+

Q Q ;

a b

Esercizio p come sono fatte le curve di

Se la funzione di utilità ha la forma = Q Q ;

U A B

indi¤erenza? 11

La scelta del consumatore

Il consumatore è razionale e sceglie perciò l’alternativa migliore tra tutte quelle

disponibili. Gra…camente, l’alternativa migliore, l’

ottimo, corrisponde al punto di

tangenza tra il vincolo di bilancio e la curva di indi¤erenza che giace più in alto.

Per descrivere più in dettaglio l’esito di questa scelta, introduciamo il concetto di

utilità marginale. Essa è l’utilità addizionale che si ottiene consumando una unità

aggiuntiva del bene ma mantenendo invariato il consumo di

A B

U

=

U M A Q

A

Il saggio marginale di sostituzione

Il saggio marginale di sostituzione tra due beni come e rappresenta quanto

A B

il consumatore è disposto a cedere di un bene per avere una unità dell’altro bene

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia finanziaria per l'esame del professor Saltari sul consumatore. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la razionalità, le alternative (il vincolo di bilancio), il criterio di scelta, le curve di indifferenza, l'indice di utilità, il saggio marginale di sostituzione, la scelta ottima, il prezzo di riserva.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Saltari Enrico.

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