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Economia ed organizzazione aziendale - l'organizzazione

Appunti di Economia ed organizzazione aziendale per il corso del professor Ancarani. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la definizione personale di organizzazione, la definizione intuitiva, la definizione classica, la definizione avanzata, la differenziazione, l'interdipendenza, la struttura organizzativa.

Esame di Economia ed organizzazione aziendale docente Prof. A. Ancarani

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3) Stinchcombe: potenzialità organizzative:

a. Ecologia organizzativa delle popolazioni: guardano alle specie.

Qualsiasi criterio va bene, ma è fondamentalmente inutile.

Weber (studioso della burocrazia durante l’impero austro-ungarico) ha identificato le caratteristiche fondamentali della

burocrazia: ha fornito l’idealtipo che ci permette di affermare se un’organizzazione è tanto o poco burocratica:

• misura degli spostamenti rispetto a…

• possibilità di definire un continuum lungo il quale collocare le organizzazioni.

Abbiamo uno strumento secondo una caratterizzazione massima e minima.

Tipologie organizzative:

• sistemi meccanici (catena di montaggio, modello funzionale, etc.) vs. organici (+ flessibile + adattamento)

Lezione pomeridiana Orario del martedì 10:00

Cartomed: lettura numero 7

Azienda (media) di produzione: opera nel settore industriale (secondario), originariamente produceva macchinari, poi

ha attuato una diversificazione:

1) macchinari per tovaglioli ed etichette

2) cuscinetti

Nasce monoprodotto: logica funzionale. Per ragioni tecnologiche passa alla diversificazione: con la stessa tecnologia

riesce a produrre anche altri beni. Si creano due reparti, definite minifabbriche, che fa pensare a due sezioni di per sé

compiute. Si formano team di produzione, flessibili (con buona capacità di adattamento), ma con perdita di tempo nelle

consegne: è un problema di “riallocazione”. Lavorando a commessa, ogni commessa va in coda a quella successiva.

Anche nel settore ricerca e sviluppo si ha una ripartizione tra progettazione macchine/cuscinetti.

Sulle vendite vale il criterio geografico (6). Anche gli approvvigionamenti sono divisi per prodotti, ma l’80% dei

fornitori è comune. Esistono conflitti (elemento umano, tecnologie, cambiamento mercato del futuro).

Il problema riorganizzativo dipende da quanto sul serio i responsabili prendono le indicazioni dell’andamento del

mercato, le problematiche di innovazione tecnologica.

Un consiglio per risolvere queste problematiche è la organizzazione di unità divisionali, per due ragioni:

1) correlazione = alto grado di sovrapposizione tra gli aspetti caratterizzanti dei prodotti. Si potrebbe attuare una

diversificazione correlata. La ragione vera della correlazione era che, con gli stessi macchinari, riuscivano a

produrre diversi prodotti.

2) Eccesso di risorse all’interno dell’organizzazione.

19 ottobre ’04 Fino a pag. 98 per compitino

Approcci

1) razionalista: fondato su analisi statistico matematiche sui presupposti della completezza e dell’esaustività dei

dati

2) estemporanea: nasce dalla crisi del modello razionalista, si fonda sulla dinamica tentativo-errore, rinuncia alla

possibilità della progettazione.

3) Possibilista: anche questo nasce dalla crisi del modello razionalista, flessibilizza la progettazione.

Sono 3 approcci direttamente riferibili a culture diverse.

In chiave razionalista

Alla definizione della struttura organizzativa si arriva tramite il processo organizzativo.

Il processo organizzativo comprende:

• l’individuazione di aree e flussi di attività

• la definizione di funzioni specifiche

• l’istituzione di line e staff

• la ripartizione delle attività secondo specializzazione

• l’elaborazione di procedure

La definizione formale della struttura organizzativa comprende (la dimensione totale di vita interna):

• la descrizione grafico-funzionale: ovvero l’organigramma

• il compendio delle procedure operative

• il repertorio dei sistemi informativi

La progettazione dell’organizzazione aziendale (Mintzberg e le configurazioni organizzative)

Domanda di partenza: se l’organizzazione è l’insieme delle modalità secondo le quali viene effettuata la divisione del

lavoro in compiti distinti (differenziazione) e viene realizzato il coordinamento tra tali compiti (integrazione), come

dovrebbe essere progettata tale organizzazione?

Risposta: Le variabili o gli elementi dell’organizzazione debbono essere scelti in modo da raggiungere un’armonia e

una coerenza interna e nel contempo anche una coerenza di fondo con la situazione dell’azienda (dimensioni, età,

ambiente, sistema tecnico etc.). 4

Conclusioni:

• sia i parametri della progettazione organizzativa sia i fattori situazionali dovrebbero essere combinati per

creare le configurazioni

• le modalità organizzative che spingono le aziende efficaci a organizzarsi nel modo in cui sono organizzate, in

realtà, sono un numero limitato.

Il contingentismo enfatizza i collegamenti tra l’organizzazione ed il contesto in cui è inserita, e che i suoi confini non

sono totalmente definiti. In sintesi:

• 5 meccanismi di coordinamento Frasi famose:

• “Il consulente ti chiede l’orologio per dirti

5 parti dell’organizzazione l’ora”; “il manager intrattiene gli ospiti per

• 5 parametri di progettazione fare in modo che gli altri lavorino”.

• 5 configurazioni

I 5 Meccanismi di coordinamento :

(dove c’è il n° 5 c’è Mintzberg)

1. adattamento reciproco: utilizza la comunicazione informale

2. supervisione diretta: una persona che assume la responsabilità del lavoro altrui dando ordini e controllando

3. La standardizzazione dei processi di lavoro: programmazione dei contenuti del lavoro

4. “ “ degli output: implica coordinamento sulla predefinizione del risultato

5. “ “ delle capacità e delle competenze dei lavoratori: garantisce l’esito attraverso la

preparazione delle persone

Esiste un ordine crescente di complessità circolare: adattamento reciproco; Mintzberg: “immaginate la NASA quando

ha mandato l’uomo sulla luna…”. È altresì possibile un uso combinato di tali meccanismi: l’adattamento reciproco non

esclude standardizzazioni e meccanismi di supervisione.

Le 5 parti dell’organizzazione:

1) nucleo operativo (di base)

a. svolge l’attività fondamentale direttamente collegata all’ottenimento dei prodotti e servizi

b. svolge 4 funzioni:

i. procurano gli input

ii. trasformano gli input in output

iii. distribuiscono gli output

iv. forniscono supporti diretti

c. meccanismo prevalente: standardizzazione

2) vertice strategico:

a. formato da chi ha la possibilità dell’organizzazione

b. assicura che l’azienda assolva alla propria mission in modo efficace e che risponda ai bisogni di tutti

coloro che hanno potere sull’azienda (stakeholder)

c. svolge 3 funzioni:

i. assolve alla supervisione diretta

ii. gestiscono le relazioni di confine

iii. presidia lo sviluppo della strategia aziendale

3) linea intermedia:

a. rappresenta la catena di collegamento tra il nucleo ed il vertice

b. si articola variamente a seconda delle singole strutture

c. svolge:

i. raccoglie informazioni sulle performance del nucleo operativo

ii. interviene nel flusso decisionale

iii. gestisce condizioni di confine

4) tecno-struttura:

a. influenza il lavoro altrui, è efficace quando usa le proprie tecniche per rendere più efficace il lavoro

altrui

b. presidia processi di standardizzazione

c. comprende:

i. gli analisti di lavoro

ii. gli analisti di pianificazione e controllo

iii. gli analisti dei problemi del personale

d. opera a tutti i livelli dell’organizzazione

5) staff di supporto:

a. fornisce supporti non essenziali al core business, ma essenziali al suo perseguimento (ad esempio:

servizi di pulizia)

b. si occupano di funzioni specifiche

c. potrebbero non esistere

6) l’ideologia è una parte in più…invisibile, ma che incide comunque. 5

25/10/04 5 Configurazioni tipo:

Prima fase della riflessioni di Mintzberg 1) meccanismo principale di coordinamento Seconda fase di

2) parte fondamentale dell’organizzazione Mintzberg

3) parametri principali di progettazione

4) fattori situazionali

1. Configurazione semplice: è la configurazione più utilizzata alla nascita di un’impresa. Imprenditoriale

1. supervisione diretta

2. vertice strategico

3. accentramento e struttura organica (ovvero: organismo capace di adattarsi

all’ambiente, più che struttura rigida)

4. impresa giovane e piccola, ambiente semplice e dinamico, capo imprenditore- Vertice strategico

controllore. Non di moda (ovvero: non frequente) Linea intermedia

• non c’è staff Nucleo operativo

• non c’è tecnostruttura Staff di supporto

• Tecnostruttura

forte contatto tra vertice e base.

2. Burocrazia tecnocratica/meccanica: Burocratica

1. standardizzazione dei processi di lavoro

2. tecnostruttura

3. finalizzazione del comportamento, specializzazione orizzontale e verticale delle

mansioni, raggruppamento funzionale, unità organizzative di grandi dimensioni

nel nucleo operativo, accentramento verticale e limitato decentramento

orizzontale, pianificazione

4. vecchia, di grandi dimensioni, sistema tecnico con un alto grado di regolazione

ma non automatico, ambiente semplice e stabile, controllo esterno (CLASSICA

SPA), non di moda. Diversificata

3. Configurazione divisionale:

1. standardizzazione degli output

2. parte fondamentale: linea intermedia

3. contenitore di tante strutture tecnocratiche

4. mercati (prodotti o servizi in particolare) diversificati, età elevata, grande

dimensione, bisogno di potere dei managers della linea intermedia, di moda.

raggruppamento in base al mercato, sistema di controllo della performance,

o decentramento verticale limitato Innovativa

4. Professionale:

1. standardizzazione della capacità dei lavoratori

2. parte fondamentale: nucleo operativo (gode di fortissima autonomia)

3. formazione, specializzazione orizzontale delle mansioni (es.: università: ogni

prof ha una sua specializzazione e sono tutti allo stesso livello), decentramento

verticale e orizzontale

4. ambiente stabile e complesso, sistema tecnico non sofisticato e non basso di

grado di regolazione, di moda.

5. Adhocrazia: burocrazia “ad hoc” Missionaria o ideologica:

1. adattamento reciproco l’ideologia

2. staff di supporto (nell’adhocrazia amministrativa), diviene il

staff di supporto e nucleo operativo (nell’adhocrazia operativa) principale

3. meccanismi di collegamento, organizzazione di tipo organico, decentramento meccanismo di

selettivo, specializzazione orizzontale della mansioni, formazione, coordinamento

raggruppamento contemporaneo su base funzionale e di mercato

4. ambiente complesso, dinamico (e talvolta eterogeneo), giovane (specialmente per

l’adhocrazia operativa), sistema tecnico sofisticato e spesso automatico

(adhocrazia operativa/amministrativa), di moda.

• Ha parecchie similitudini strutturali con la semplice.

• La fase di realizzazione sta sotto alla fase di progettazione (es.: uno studio

tecnico che decide di mettersi a produrre qualcosa), che non è sempre essenziale

• Adatta a risolvere problemi contingenti, simile ad una logica di tipo matriciale. Politica: è presente in

ogni organizzazione: se il

suo ruolo la determina

troppo ne deriva una

forma degenerata.

Missionaria e politica enfatizzano l’importanza della cultura. Sono una modalità evolutiva delle altre configurazioni. 6


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria informatica
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2002-2003

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Ancarani Alessandro.

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