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Economia e politica della concorrenza

Professor Mario Pagliero

Introduzione al corso

Lezioni con frequenza consigliata, perché prevedono teoria, casi ed esercizi (le slides non bastano se non si frequenta). È inoltre richiesta puntualità, entrando 2 minuti in anticipo sulla piattaforma, se possibile. Non si registrano le lezioni.

È fondamentale ricordare che lo scopo del corso non è memorizzare, ma capire ed applicare.

Come sarà strutturata la prova?

Si farà un esame scritto della durata di 90 minuti, con 3 domande sul programma inerenti alla teoria, agli esercizi ed ai casi esposti (a cui verrà applicata la pratica). Verrà poi data la possibilità di creare un lavoro di gruppo con lo studio di un caso antitrust (prediligere i casi europei a quelli italiani), una presentazione online (10/15 minuti massimo) ed una relazione scritta (10/15 pagine, con gruppi di 4/5 studenti (gruppi da creare da fine ottobre in poi).

Questo permetterà di scegliere 2 domande nello scritto. La valutazione è solitamente positiva quasi mai negativa (perché si discute prima con lui il tutto). Vantaggio: scelgo le domande e ho più tempo per rispondere. Svantaggio: devo assistere ai casi che saranno parte delle domande, ma verranno comunque esposte durante l'ultima settimana.

Il lavoro di gruppo sarà valido non solo per la sessione di dicembre, ma il voto verrà conservato anche per le successive prove. Per quanto riguarda la scadenza del lavoro di gruppo, questo è da svolgere nella seconda parte del corso (novembre) per presentare durante la prima settimana di dicembre (ultima settimana di lezione).

Argomenti del corso

  • Ripasso microeconomia ed econometria
  • Politica della concorrenza con antitrust (parte istituzionale)
  • Teoria dei giochi (argomento economico teorico applicato al potere di mercato con inefficienza allocativa e produttiva)
  • Metodi d’analisi empirica (con econometria e casi antitrust d’analisi pratica)

Cosa è l'Antitrust? Come è nato e perché?

(Prima analizziamo l’aspetto istituzionale, giuridico, poi quello economico, per vederne la differenza) L'Antitrust nasce negli Stati Uniti tra il 1850 ed il 1900. Si tratta di un periodo dinamico con innovazioni tecniche fondamentali (introduzione ferrovie, telegrafo e compagnie petrolifere). Sarà così che si amplia il mercato e si crea un’economia di scala (dunque il costo medio decresce all’aumentare della produzione). Oggi accade un po’ ciò che accadde all’epoca (con l’introduzione di internet e dell’e-commerce online).

Nel periodo citato vi sono più efficienza (grazie alla tecnologia) e costi ridotti, maggiore competizione ed abbassamento del prezzo di vendita; allo stesso tempo vi è però una crisi per le imprese più piccole. Gli imprenditori di maggiore entità, vedendo il prezzo calare, fanno degli accordi per stabilizzare la situazione (accordi e collusioni di prezzo, creazione dunque di cartelli). Ma in questo modo i piccoli produttori individuali (agricoltori o artigiani) sentono ulteriormente la crisi.

Così, questi ultimi, si lamentano con i politici che, pur di essere votati, li accontentano creando le leggi Antitrust.

  • Sherman Act (1890)
    • Sezione 1: Si proibiscono contratti ed associazioni tra grandi imprese (le piccole non vengono mai citate) che restringono il commercio, vietando così i cartelli.
    • Sezione 2: Si proibisce la monopolizzazione per mezzo di accordi, ma non il monopolio (se io posso produrre a meno e vendere a meno è ovvio che avrò il monopolio, ma sarà legale in questo caso).

In questa maniera si vietano:

  • Accordi di prezzo orizzontali;
  • Accordi di prezzo verticali tra produttore e venditore, che obbligano il venditore a mantenere un prezzo di vendita fisso (non tutti questi tipi di accordi sono vietati, molte sono le eccezioni);
  • Accordi con taglio di prezzo mirato (per mezzo di prezzi predatori);
  • Accordi di esclusione d’accesso ad un’infrastruttura essenziale (come l’accesso al porto di Genova).

Per deviare l’ostacolo le imprese iniziano dunque a fondersi tra loro, senza dover necessariamente creare degli accordi. In questo modo lo stato interviene nuovamente con:

  • Clayton Act (1914)
    • Si estende così la politica antitrust alle fusioni che possono ridurre la competizione e si vieta la discriminazione di prezzo volta a deviare la competizione.
  • Triple Damages (1914, in Europa non esiste)
    • Le multe per l’Antitrust sono tre volte più salate del danno recato. Si vieta anche l’Interlocking: un amministratore aziendale di un’azienda nota, non potrà divere amministratore per un’ulteriore impresa.
  • Federal Trade Commission Act (1914)
    • Nascita del FTC e del Departament of justice, che è il tribunale per applicare la legge antitrust.

L’evolversi legislativo negli anni

  • Anni 20/30: si rallenta l’applicazione dell’Anti Trust a causa della crisi del 1929 e dell’intervento statale che, pur di permettere alle imprese di sopravvivere, chiude un occhio di fronte alle chiare alleanze. Un po’ come sta accadendo recentemente per via del Covid19.
  • Anni 40/60: si intensifica l’Anti Trust, focalizzandosi sulle grandi imprese. Basti pensare all’impresa produttrice d’alluminio Alcoa, che deteneva un’altissima quota di mercato grazie alla sua elevata efficienza, ma venne trattata come se avesse attuato un cartello (mentre il suo era semplice merito d’innovazione tecnologica).
  • Anni 70/90: vi è un minore intervento, ma si assiste alla nascita della Chicago School che analizza fusioni e restrizioni verticali, descrivendole come un aumento di efficienza della catena ed un innalzamento del benessere sociale. Questi influenzeranno pesantemente la visione generale dello Sherman Act, portando da un’applicazione assoluta della legge come regola, ad un’analisi caso per caso da parte dei giudici. In questo modo un’impresa come Alcoa, fosse stata giudicata in questo periodo, non sarebbe probabilmente stata giudicata colpevole, in quanto raggiunse il monopolio per mezzo di una politica concorrenziale corretta e di merito.
  • Anni 90 ad oggi: si pensa che la politica è sì una regola da applicare, ma vi è un minimo di tolleranza, grazie all’analisi caso per caso. Ci si basa così sull'interventismo statale e sul Laissez-Faire, introducendo la politica di clemenza, nonché una politica che prevede uno sconto della pena per chi è colpevole ma denuncia un ulteriore cartello.

Normativa Antitrust in Europa

Ogni stato in Europa ha i propri interessi ed obbiettivi nella normativa Antitrust, non vi è un filo logico comune. I casi più emblematici sono quelli tedeschi, fondati sull’ideologia nazionalista e nazista.

  • Germania (periodo nazista)
    • Vige il principio della libertà contrattuale, cardine del diritto commerciale tedesco, che permette di avere accordi di prezzo. Il regime fascista predilige infatti la cartelizzazione del mercato tedesco, così potendo ottenere un maggiore controllo statale e nazionale. A seguire l’esempio vi fu l’Italia con il fascismo. Solo nel 1957 la Germania fa una legge anti trust ispirata allo Sherman act.
  • Regno Unito
    • Vuole limitare l’inflazione (con abbassamento dei prezzi ed elevata concorrenza) e limitare i cartelli (con innalzamento dei prezzi, ma mancata concorrenza) allo stesso tempo. Nel 1965 approva la regolamentazione e registrazione degli accordi con il Monopolies act, purché non siano accordi che ledono l’interesse pubblico. Successivamente nel 1998 si allinea all’UE con il Competition act.

Cosa accade a livello europeo?

Si inizia a trattare l’argomento con il Trattato di Parigi del 1951 per la comunità del carbone e dell’acciaio (ma il problema è che ci si occupa solo ed esclusivamente della regolamentazione di quei particolari settori). Ci si ispira allo Sherman Act benché siano passati 50 anni dalla nascita dello stesso. Oggi invece si ha il trattato sul funzionamento dell’UE, che include e stratifica tutti i diversi punti raccolti negli anni con il Trattato di Parigi, il Trattato di Roma (1957) e con il Regolamento sulle concentrazioni (1989).

Gli articoli 101, 102 e 107 del Trattato sul funzionamento dell’UE divengono inoltre direttamente applicabili dalle autorità nazionali, dalla commissione europea e dai membri dell’azienda stessa, così da poter agire in maniera più rapida. Il tutto è però ugualmente soggetto a ricorso per mezzo della corte di giustizia.

Articolo 101: accordi orizzontali e verticali

Qui si nota la somiglianza tra il trattato europeo e lo Sherman act, che è palese nella forma e nella sostanza. Questo vieta pratiche e accordi che riducano o falsino la concorrenza tra stati. Questo va contro gli accordi orizzontali e verticali, ma quelli verticali possono aumentare il benessere sociale come spiega la Chicago School e, in questi casi infatti, si applica solo una parziale sanzione.

  • Comma 1: è vietato:
    • Fissare un prezzo;
    • Limitare la produzione, così automaticamente fissando il prezzo sui dei beni che divengono esclusivi (ciò viene fatto però dall’OPEC, che è un insieme di governi che creano un cartello ‘legale’ che limita la produzione di alcuni beni a livello statale);
    • Ripartire le fonti di approvvigionamento;
    • Applicare condizioni dissimili per prestazioni equivalenti (X può entrare nel mercato a 100, ma Y può farlo solo a 1000, dunque sto chiaramente favorendo ed agevolando X);
    • Applicare prestazioni supplementari senza alcun nesso correlato al contratto stesso (compri Apple e sei obbligato ad utilizzare solo Software che sono compatibili con Apple, dunque altri strumenti appartenenti ad Apple).
  • Comma 2: gli accordi vietati sono detti nulli. Gli accordi non devono per forza essere scritti e formali, possono essere anche orali (se però due imprese cambiano il prezzo simultaneamente non è sufficiente per denunciare un caso antitrust).
  • Comma 3: esistono però delle eccezioni (ad esempio la Joint Venture), che vengono introdotte per promuovere il progresso tecnico economico, per la salvaguardia dell’agricoltura e dei trasporti (ad esempio ciò avviene quando io compro i biglietti sul Ryanair e poi scopro che viaggio con Blueair). Starà poi al giudice valutare la situazione, perché molte volte accade che si utilizzi quest’eccezione come via di fuga per poi creare ugualmente una sorta di cartello.

Articolo 102: abuso di posizione dominante

Nell’articolo sopra citato non si definisce chiaramente il significato di “sfruttamento abusivo” e di “posizione dominante”, onde per cui anche qua starà al giudice interpretare caso per caso.

  • È vietato:
    • Imporre prezzi di acquisto e di vendita (come nell’articolo 101);
    • Applicare condizioni dissimili per i medesimi contraenti (qua a differenza dell’articolo 101 abbiamo un’unica impresa che offre differenti opportunità a più imprese collaboratrici);
    • Subordinare la sottoscrizione di prestazioni supplementari al contratto (come nell’articolo 101);

Caso Hoffman-LaRoche (1976)

Si tratta di una multinazionale del settore farmaceutico, che ha commesso un abuso per mezzo della fissazione di prezzi (articolo 101) e dello sfruttamento abusivo della propria posizione dominante (articolo 102). Questa ha operato all’interno del mercato delle vitamine ad uso terapeutico ed alimentare (per umani ed animali). Si tratta di un particolare settore dove sono richiesti investimenti enormi, trattandosi di un mercato con costi fissi enormi e costi variabili bassi (quindi già di natura questo mercato ha una forte concentrazione di potere dominante).

A livello di quota di mercato l’azienda in questione già deteneva dal 47 al 95% di potere. Non contento però LaRoche stipula contratti di vendita “fedeltà” che le assicuri il dominio.

Come funziona questo tipo di contratti?

  • I clienti si impegnano ad acquistare tutto da LaRoche;
  • LaRoche fornisce il prodotto al miglior prezzo sul mercato (se i clienti trovano un prezzo minore glielo comunicano, così che lui cali di prezzo);
  • LaRoche versa annualmente una percentuale in denaro sulle vendite a chi compra da lui.

Per i competitori non avrà dunque più senso entrare in questo mercato. Cosa prova l’abuso? Questo venne provato attraverso alcuni documenti che giunsero alla commissione europea per mezzo di Stanley Adams.

Chi è Adams?

Quest’uomo è uno svedese che andrà a lavorare in Svizzera ed è colui che verrà arrestato per spionaggio industriale e furto. Saranno infatti alcuni documenti contenenti il suo nome a denunciare LaRoche. La moglie si suicida, perché si pensa che gli diano 20 anni, ma in realtà resterà lì solamente 6 mesi. Esce di galera e scappa in Inghilterra, dove diventerà popolare per mezzo della politica di sinistra e del suo nuovo ruolo di rettore universitario. Fa causa a LaRoche e riceve solo parte del risarcimento del danno. Nel 1985 viene nuovamente arrestato in Inghilterra per tentato omicidio, perché assolda un uomo per uccidere la sua terza moglie.

L’articolo 102 non punisce chi detiene un posizionamento meritato e concorrenzialmente corretto, bensì il potere economico in grado di ostacolare la concorrenza effettiva e la possibilità di tenere comportamenti indipendenti nei confronti dei concorrenti. Ciò non esclude dunque la concorrenza, ma il modo in cui la stessa avviene. A partire dal 40% di mercato in poi il giudice può affermare l’esistenza di una posizione dominante. L’abuso, in questa maniera, può essere definito come il comportamento che ha come effetto l’ostacolare la conservazione del grado di concorrenza normale e il suo sviluppo. Non è dunque la posizione dominante ad essere condannata, ma l’abuso di essa (nel caso di LaRoche, non è il 95% di quota dei mercati il problema, ma l’introduzione dei contratti fedeltà).

Caso Google (2017)

In questo caso Google detiene una quota di mercato europea al di sopra del 90%. Il problema sta nel fatto che lo stesso attribuisce nei risultati di ricerca una posizione preminente al proprio servizio di acquisti Google Shopping. In questa maniera non segue l’obbligo di rispettare la parità di trattamento tra servizi concorrenti. Vi è dunque un chiaro sfruttamento della quota dominante di mercato (con il predominio meritato nel settore della ricerca online) per avvantaggiarsi su un altro mercato (con la volontà di ottenere un predominio non meritato nell’e-commerce).

Clayton Act Europeo

In Europa c’è anche una normativa sulle concentrazioni di mercato per non deviare l’articolo 101 (esattamente come citato del Clayton act). In questa maniera si limitano le operazioni di concentrazione per mezzo di fusione e acquisizione. Sopra una certa soglia di quota di mercato è infatti necessario riferire l’operazione alla commissione europea, la quale decide seguendo una delle seguenti opzioni:

  • Si può permettere che ciò accada;
  • Si effettuano indagini approfondite per poi permettere, vietare o permettere con alcune variazioni l’azione richiesta.

Quali sono le operazioni permesse?

  • Operazioni che non creino o non rafforzino una posizione dominante (prima del 1989);
  • Operazioni che non ostacolino in modo significativo una concorrenza effettiva (dal 2004) per mezzo dei seguenti effetti:
    • Effetto diretto: quando, ad esempio, su un mercato operano solo 3 imprese e io propongo la fusione delle tre, che però porterebbe all’eliminazione della concorrenza ed alla creazione di un monopolio;
    • Effetto indiretto: Qua non abbiano come effetto il coordinamento del comportamento delle imprese che restano indipendenti; ma ciò avviene quando un’impresa acquisisce una seconda impresa e sul mercato restano solo due imprese presenti, che decidono di colludere sul prezzo, violando però l’articolo 101.

Articolo 107: aiuti di stato

Si tratta del caso in cui i sussidi sono incompatibili con il mercato interno, in quanto minacciano o falsano la concorrenza (come è accaduto con lo Stato italiano ed Alitalia); questi possono essere erogati sotto qualsiasi forma (economica o legislativa). Esistono però alcune eccezioni, quali gli aiuti ai consumatori, gli aiuti per calamità naturali (basto pensare al caso del terremoto in Abruzzo, o ancora al Covid19, che prevede la sospensione temporanea dell’applicazione della 107).

Caso Apple (2016)

Apple ha sede in Irlanda, perché gli sono stati lì concessi degli incentivi enormi per mezzo di un trattamento fiscale selettivo (lo stato aiuta lo sgravo fiscale, in cambio di grandi investimenti da parte di Apple che significano vantaggi in termini di occupazione e non per il paese). L’Antitrust europeo è però intervenuto, in quanto ciò ha distorto la concorrenza a livello europeo.

Come è fatta una sentenza?

A) Causa d’accusa all’azienda da parte della commissione europea:

  • Sezione A: Analisi dei fatti basata su dati, documenti e grafici (quote di mercato, vendite, …), nonché la parte interessante per gli economisti;
  • Sezione B: Analisi comportamento in causa basato su fatti giuridici (sottoscrizione di particolari contratti), nonché la parte interessante per i giuristi;

B) Decisione corte di giustizia europea (qualora questa fosse respinta dall’azienda che decide di appellarsi alla corte): causa ditta contro la commissione europea con pronuncia della sentenza.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.felletti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica dellla concorrenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pagliero Mario.
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