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Introduzione

La parola economia deriva dalla parola greca (casa + regola/norma): essa è nata per riferirsi oikonomos alle regole di gestione della casa e all’allocazione delle risorse tenendo conto di capacità, impegno e desideri di ciascuno. Poi, con il tempo, a causa delle grandi somiglianze tra la gestione di una famiglia e quella di un’intera società, il termine economia ha iniziato ad essere utilizzato anche in questo ambito. L’economia studia:

  • Il modo in cui la società gestisce le proprie risorse;
  • Il modo in cui i membri della società e la società stessa prendono le proprie decisioni e fanno le proprie scelte data la scarsità delle risorse di cui dispongono (quanto lavorano, quanto risparmiano, quanto consumano…);
  • Le interazioni tra individui;
  • Le tendenze che influenzano l’economia nel suo complesso (crescita del reddito medio, della disoccupazione…).

Principi dell'economia

I dieci principi che regolano l’economia sono raggruppabili in quattro diversi gruppi.

Decisioni individuali

Il primo gruppo è quello delle decisioni individuali, in quanto è proprio il comportamento degli individui che compongono una società che influenza il comportamento dell’economia nel suo complesso:

  • Trade-off: a causa della scarsità delle risorse, gli individui devono scegliere tra varie alternative, in quanto per ottenere qualcosa si deve di solito rinunciare ad un’altra. Esempio: allocazione del tempo, scelte di consumo… A livello di società è molto importante il trade-off tra la difesa del Paese e il miglioramento del tenore di vita, oppure quello tra la salvaguardia dell’ambiente e il livello di reddito. Un altro importantissimo trade-off è quello tra efficienza ed equità. Si definisce efficienza ciò che permette alla società di ottenere il massimo risultato possibile date le scarse risorse di cui dispone. Si definisce equità ciò che permette alla società di ripartire tra i propri membri secondo giustizia i benefici che derivano dall’uso di tali risorse. Spesso, nel formulare i provvedimenti di politica economica, questi due obiettivi entrano in conflitto.
  • Costo-opportunità: strettamente legato al trade-off, si tratta del valore di ciò a cui si deve rinunciare per ottenere un determinato bene o servizio; questo perché, dovendo fronteggiare un trade-off, gli individui sono chiamati a confrontare i costi e i benefici di comportamenti alternativi. Esistono diversi tipi di costi, alcuni più tangibili e altri meno… Il soggetto farà una determinata scelta se i benefici che ne trae sono maggiori del costo-opportunità della stessa. Esempio: il costo opportunità di studiare per ottenere una laurea. Costi tangibili, come le spese del trasporto, spese di un eventuale appartamento… Costi delle mancate opportunità, come ad esempio il fatto che impedisce di andare a lavorare e quindi di ottenere uno stipendio.
  • Razionalità degli individui: secondo la scienza economica, gli individui perseguono degli obiettivi ben definiti che permettano loro di ottenere il massimo di soddisfazione date le risorse a loro disposizione. Ma le scelte che si fanno, di solito, non sono tra bianco e nero, ma tra diverse gradazioni di grigio: esempio. La sera non si deve scegliere se digiunare o fare un’abbuffata memorabile, ma se prendere o meno il bis. Si definiscono variazioni marginali dei benefici/costi gli aggiustamenti “al limite”, cioè incrementi/riduzioni dei benefici/costi che risultano da un piccolo aumento delle quantità consumate: l’individuo razionale confronta i benefici marginali e i costi marginali e prende le decisioni di conseguenza. Esempio: al pomeriggio un individuo deve scegliere se bere o meno un caffè al bar, sapendo che da un lato ne avrebbe voglia e questo gli permetterebbe di fare due chiacchiere con i suoi colleghi ma che dall’altro lato questo gli farebbe spendere denaro: prima di decidere cosa fare, quindi, dovrà mettere sul piatto della bilancia tutti questi fattori.
  • Incentivi: a cui rispondono gli individui; si tratta di stimoli che inducono un individuo a compiere un’azione, come una ricompensa o una punizione. Dato che gli individui prendono decisioni sulla base di costi e benefici, il loro comportamento cambia se questi ultimi si modificano.

Interazioni tra individui

Il secondo gruppo è quello delle interazioni tra individui, in quanto molte decisioni non influiscono solo su chi le prende, ma anche sugli altri.

  • Scambio: nonostante lo scambio porti alla concorrenza, è da riconoscere che in realtà può essere vantaggioso per tutti. Esempio: è vero che Stati Uniti, Unione Europea e Giappone sono in concorrenza su vari mercati, ma non sarebbe utile per nessuno di loro isolarsi per creare il proprio mercato. Lo scambio permette ad ogni Paese di specializzarsi in ciò che sanno fare meglio e, al tempo stesso, avere accesso a una maggiore varietà di beni e servizi.
  • Mercati: nelle economie di mercato sono milioni di individui e imprese a decidere come allocare le risorse. È interessante notare come, nonostante si tratti di un processo decisionale decentrato e di attori guidati da interessi egoistici, le economie di mercato hanno dimostrato la propria efficacia nell’organizzare l’attività economica in modo da promuovere il benessere economico generale. È di Adam Smith la teoria della mano invisibile, secondo cui essa guida gli individui e le imprese che interagiscono nel mercato conducendoli verso il migliore risultato possibile.
  • Intervento dello stato: il principio della mano invisibile funziona, ma c’è bisogno dello Stato per garantire l’efficienza e l’equità.

Funzionamento dell'economia nel suo complesso

Il terzo gruppo è quello del funzionamento dell’economia nel suo complesso, considerato come insieme tra le decisioni individuali e la loro interazione.

  • Tenore di vita di uno Stato: dipende quasi interamente dalla sua produttività, cioè dalla quantità di beni e servizi prodotti da un individuo lavoratore nell’unità di tempo (generalmente un’ora). Il tasso di crescita della produttività di un Paese determina il tasso di crescita del suo reddito medio.
  • Emissione eccessiva di moneta: genera nella maggior parte dei casi il fenomeno dell’inflazione.

Il vincolo di bilancio

Il problema economico dipende dal fatto che i desideri degli individui e della società sono illimitati (scaturiscono dalle nostre necessità biologiche), ma le risorse a disposizione sono scarse, e non permettono alla società di produrre tutti i beni e servizi che i propri membri desidererebbero. I desideri comprendono una grande varietà di beni e servizi:

  • Beni necessari: come cibo, abitazione, vestiario, cure sanitarie…
  • Beni di lusso: come gioielli, yacht, automobili sportive…

Esso si pone a livello di individuo, che deve prendere decisioni e fare scelte di consumo in modo da ottenere il massimo livello di felicità utilizzando le risorse di cui dispone, che in generale sono date dal suo reddito di lavoro. Da qui deriva il vincolo di bilancio (o retta di bilancio), che descrive tutte le combinazioni di beni o servizi che un soggetto riesce ad acquistare con un determinato livello di reddito monetario, dati i prezzi. Secondo questo vincolo, ciò che vogliamo acquistare (paniere di beni) deve essere di valore minore (o al massimo uguale) al valore del proprio reddito.

Per stabilire la combinazione di pane e cappuccino che un individuo con un reddito di 50 può permettersi, bisogna stabilire il valore di una combinazione qualsiasi di questi due beni: a livello generico (cappuccino = 2 e pane = 1), possiamo stabilire che il valore dei beni è calcolabile attraverso la seguente formula. Essa permette di stabilire il massimo che l’individuo può consumare in base al suo reddito: secondo il vincolo, lui può decidere di consumarne di meno ma non di più. Tutti i punti che si trovano sulla retta sono combinazioni che fanno spendere l’intero reddito in cappuccino e pane, mentre tutti quelli al di sotto della retta lasciano un resto (panieri accessibili).

Questo grafico esprime chiaramente il concetto di:

  • Trade-off: l’individuo può decidere di acquistare un maggior numero di cappuccini, essendo però consapevole che questo comporterà la rinuncia a una certa quantità di pane;
  • Costo-opportunità: per ogni cappuccino aggiuntivo che l’individuo decide di comprare, dovrà rinunciare a due pezzi di pane; da qui deriva il suo costo-opportunità, che è appunto uguale a 2 pezzi di pane. Per ottenerlo è sufficiente fare il rapporto tra i due prezzi (quindi il costo-opportunità del pane sarebbe di 0,5 cappuccini).

La società e le risorse

Anche la società, a livello più ampio, deve fare delle scelte in base alle condizioni di scarsità delle risorse. Esempio: a quale settore dedicare più risorse, se all’istruzione, alla giustizia, alla difesa…

Si definiscono risorse economiche (o fattori di produzione o input) tutte le risorse naturali, umane e lavorative di cui si ha bisogno nella produzione di beni e servizi. Ne esistono tre categorie diverse:

  • Terra: comprende tutte le risorse naturali impiegate nel processo di produzione (terra coltivabile, risorse minerarie e idriche…). Il pagamento per colui che impiega questa risorsa nel processo produttivo è la rendita.
  • Lavoro (capitale umano): comprende tutte le abilità, le conoscenze, i talenti fisici e intellettuali impiegati per la produzione di beni o servizi. Il pagamento per coloro che impiegano il proprio capitale umano nel processo produttivo è il salario.
  • Capitale: comprende tutti i beni e le strutture impiegate nella produzione che sono stati oggetti essi stessi di produzione (macchinari, capannoni, mezzi di trasporto…). Il pagamento per l’impiego di capitale nel processo produttivo è il profitto.

I modelli economici

L’economia è una scienza, e come tutte le scienze quando ha a che fare con argomenti diversi si dirama.

Microeconomia Macroeconomia
Studia come individui e imprese formulano le proprie decisioni e come agiscono nel mercato Analizza il funzionamento dell’economia nel suo complesso
Aumento delle accise sul gasolio e decisioni individuali di acquisto automobili diesel Fenomeni come inflazione, disoccupazione e crescita economica

Si tratta di due rami distinti sebbene tra loro strettamente collegati. Un modello economico è una struttura logica e internamente coerente usata per descrivere il funzionamento di un fenomeno economico: si tratta di rappresentazioni semplificate che tengono conto solo degli elementi fondamentali, trascurando quelli secondari. Essi si basano sul metodo scientifico, che implica:

  • Osservazione: di comportamenti o eventi;
  • Teorizzazione: formulazione di teorie causa-effetto;
  • Valutazione: verifica dell’effettiva correttezza della teoria formulata. Se quest’ultima risulta valida, allora viene inserita nei modelli economici.

La struttura di un modello dipende da numerosi fattori, quali ipotesi adottate, orizzonte temporale, semplificazioni… Particolarmente importante è l’ipotesi ceteris paribus, a parità di altre condizioni. Secondo questa ipotesi, volendo calcolare l’impatto di una variabile su un’altra variabile, tutte le variabili che non c’entrano rimarranno costanti. Esempio: impatto di un aumento del prezzo delle stampanti laser sull’andamento della domanda di stampanti laser. Se non si assumesse che gli altri fattori in grado di influenzare l’andamento della domanda (prezzo cartucce, prezzo stampanti inchiostro, performance) siano costanti, sarebbe impossibile determinare l’effettivo impatto dell’aumento del prezzo sulla quantità domandata.

L’orizzonte temporale preso in considerazione dal modello economico può essere:

  • Breve periodo: periodo di tempo, in genere da pochi mesi a un anno, entro il quale solo una parte delle variabili riescono a cambiare mentre altre (almeno una) rimangono invariate. Esempio: un’impresa affronta una domanda maggiore attraverso la quantità di lavoro, perché nel breve periodo non ha il tempo di aumentare la quantità prodotta.
  • Medio periodo: periodo di tempo, in genere un decennio, entro il quale quasi tutte le variabili hanno il tempo di cambiare. Esempio: a livello di impresa anche il capitale può aumentare.
  • Lungo periodo: periodo di tempo, in genere nell’ordine dei decenni, utile per monitorare i cambiamenti strutturali dell’economia. Esempio: questo è il periodo che serve a livello di Stato per fare dei cambiamenti, ad esempio, sull’istruzione.

Vantaggi e svantaggi dei modelli economici

Usando questa forma semplificata, per la quale vengono presi in considerazione solo gli elementi importanti e non quelli secondari, emergono chiare le relazioni di causa-effetto. Il limite nell’utilizzo dei modelli economici, invece, sta nel fatto che non considerare tutte le variabili che possono influenzare un certo fenomeno porta alla definizione di un trend generale, senza riuscire a spiegare determinate situazioni particolari.

I sistemi economici

Un sistema economico è un particolare insieme di organizzazioni istituzionali e di meccanismi di coordinamento per la produzione e allocazione dei beni e servizi. Essi si possono classificare in base a due elementi:

  • Chi detiene i fattori produttivi;
  • Il modo in cui viene motivata, coordinata e diretta l’attività economica.

Esistono due tipo di sistemi economici, anche se in generale le economie avanzate sono una combinazione dei due sistemi: economie miste.

Economia centralizzata (o pianificata)

Gli esempi di questo tipo di economia erano quelle dei Paesi dell’Est Europa, prima della caduta del Muro di Berlino: al giorno d’oggi, sono rimaste poche economie di questo tipo. L’esempio più eclatante è quello della Corea del Nord, affiancata dai casi particolari della Cina e di Cuba. Le principali caratteristiche dell’economia pianificata sono:

  • Proprietà delle risorse: detenuta in gran parte dallo Stato;
  • Pianificazione centralizzata: le scelte economiche (decisioni di produzione, di impiego di risorse…) sono elaborate a livello centrale da parte del governo.

Il fallimento dell’economia centralizzata consiste nel fatto che una scelta pianificata per il benessere della società non ha sempre successo.

Economia di mercato (o capitalismo)

Si tratta del sistema economico nel quale le risorse vengono allocate attraverso le decisioni decentrate di una molteplicità di imprese e di individui, che interagiscono nei mercati dei beni e dei servizi conducendo a un equilibrio. Le principali caratteristiche dell’economia di mercato sono:

  • Proprietà privata: diritto dei soggetti (persone e imprese) ad ottenere, detenere, impiegare e trasferire risorse economiche. Essa è importante perché incoraggia l’investimento, l’innovazione e lo scambio.
  • Libertà di scelta e di impresa: gli individui formulano e prendono liberamente le loro decisioni (di consumo, di produzione, di lavoro…), scegliendo di impiegare le proprie risorse come considerano sia meglio per loro. Queste decisioni sono guidate dall’interesse individuale. Il paradosso dell’economia di mercato è che quando individui e imprese interagiscono nel mercato, pur guidate dal proprio interesse, esercitano delle pressioni che fanno in modo di creare un equilibrio che dia beneficio alla società nel suo complesso (mano invisibile di Adam Smith).
  • Mercati: istituzioni o meccanismi che mettono in contatto l’insieme degli acquirenti con quello dei venditori. Sono di solito uno strumento efficace per organizzare l’attività economica.
  • Specializzazione: impiego di risorse da parte di un soggetto (individuo, impresa, nazione) al fine di produrre solo un bene o servizio, oppure un insieme ristretto di beni o servizi tra l’intera gamma di possibilità produttive. L’autosufficienza spesso significa inefficienza: è meglio che ognuno produca ciò che sa fare meglio e poi intervenga lo scambio, piuttosto che tutti producano tutto ma nel modo sbagliato.
  • Scambio di moneta: la necessità di scambio di beni e servizi comporta l’impiego di denaro. La moneta è un mezzo di pagamento.
  • Prezzo: quantità di moneta che un compratore deve pagare a un venditore per un bene o servizio. Esso riflette il valore di un bene per la società, ma anche il costo che la società deve sostenere per produrlo.
  • Concorrenza: presenza in un mercato di una moltitudine di acquirenti e venditori indipendenti e in competizione tra di loro, che hanno la garanzia di poter entrare, produrre e uscirne liberamente.

Il diagramma di flusso circolare

Il diagramma di flusso circolare è il sistema che illustra il ciclo vitale dell’economia. Qui vi si trovano tutti gli elementi della vita economica: attori/nuclei decisionali (famiglie, imprese…) e mercati. I due rappresentati sono:

  • Mercato delle risorse: gli individui vendono e le imprese acquistano risorse/fattori di produzione. Esempio: gli individui “vendono” il proprio lavoro.
  • Mercato dei beni e servizi: le imprese vendono e gli individui acquistano beni o servizi.

In questo modo, le imprese e gli individui sono al contempo venditori e acquirenti, generando due tipi di flussi:

  • Flussi reali: di risorse (dagli individui alle imprese) e beni/servizi (dalle imprese agli individui).
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaiacip di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Elena Raluca Buia.
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