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ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

BILANCIO D’ESERCIZIO E INDICI

DEFINIZIONI GENERALI

AZIENDA (art.2555 c.c.): è il complesso dei beni e delle risorse organizzati dall’imprenditore per raggiungere delle

finalità che hanno anche una dimensione economica e per svolgere l’esercizio dell’impresa.

IMPRENDITORE (art. 2082 c.c.): colui che esercita professionalmente (in modo sistematico) un’attività economica

orientata alla produzione o scambio di beni e servizi.

IMPRESA: è un’attività economica orientata alla produzione o intermediazione di beni e servizi. Per attività economica

si intende un’attività che soddisfa bisogni e crea un valore superiore ai costi che derivano dalle risorse che vengono

consumate. impresa di servizi:

di produzione: attività

beni fisici intangibili

L’impresa è un sistema aperto, cioè un’attività che interagisce con un ambiente esterno che prende il nome di mercato.

A parità di obiettivi raggiunti, un’impresa è più efficiente di un’altra se ha impiegato meno risorse.

efficacia:

capacità di raggiungere gli obiettivi

efficienza:

rapporto tra obiettivi raggiunti e risorse

impiegate per il raggiungimento di questi

ultimi

BILANCIO D’ESERCIZIO

È un documento che riassume i dati della contabilità. Un’impresa ha bisogno di diverse informazioni che permettono

alle varie organizzazioni di operare efficacemente; potrebbe essere utile, ad esempio, conoscere l’ammontare delle

risorse impiegate, le varie fonti di finanziamento, etc. Tutti questi dati ci vengono forniti dalla contabilità: quel processo

di rilevazione, misurazione e comunicazione delle informazioni richieste dagli stakeholders e dagli shareholders.

informazioni

non quantitative

quantitative

non monetarie

monetarie di contabilità operative

direzionale di bilancio

fiscali

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LA CONTABILITA’: ha natura tecnica, ha delle regole che possono cambiare e che quindi non sono fisse, evolve infatti

in risposta ai cambiamenti economici e sociali.

Le informazioni raccolte dalla contabilità devono rispettare tre criteri:

1. RILEVANZA, le informazioni raccolte dalla contabilità devono essere utili e importanti per l’impresa perché

potrebbero influenzare le decisioni economiche

2. OGGETTIVITA’, le informazioni non devono essere influenzate dal giudizio di chi le fornisce

3. FATTIBILITA’, le azioni che l’impresa vuole mettere in atto e far configurare in contabilità devono essere fattibili

senza eccessivi costi o complessità

Questi principi a volte tendono a scontrarsi dando vita al fenomeno del trade off, quindi ad una scelta tra un criterio

piuttosto che un altro. Dobbiamo sempre tenere a mente che il bilancio ha una funzione informativa pubblica.

La prassi contabile, cioè le indicazioni tecniche e le regole specifiche sono definite dall’OIC (organismo italiano

contabilità) che fornisce il testo di riferimento per le piccole imprese. A livello internazionale sono emanati dei

regolamenti, gli IFRS, dallo IASB che hanno lo scopo di armonizzare i principi contabili nel mondo.

Per quanto riguarda le imposte invece il testo di riferimento è il testo unico imposte dirette.

Il bilancio è composto da quattro documenti:

1. STATO PATRIMONIALE rendiconto di stato= ci si riferisce ad un determinato istante (31/12/n)

2. CONTO ECONOMICO rendiconti di flusso= ci si riferisce ad un determinato periodo di tempo

3. RENDICONTO FINANZIARIO

4. NOTA INTEGRATIVA I PRINCIPI CONTABILI

 PRINCIPIO DI OMOGENEITA’

Tutte le registrazioni contabili devono riferirsi ad eventi i cui effetti possono essere espressi in termini

monetari dato che si sommano algebricamente risorse di natura diversa. Il bilancio infatti fornisce una

rappresentazione incompleta, inoltre successivi cambiamenti del potere d’acquisto non vengono contabilizzati

ma ne viene registrato solo il cs.

 PRINCIPIO DI ENTITA’

La contabilità si riferisce a un’entità giuridica (impresa, azienda) non alle persone ad essa collegate. Bisogna

rilevare solo i ricavi e i costi relativi all’attività. La società di capitali ha una personalità giuridica propria, infatti,

i soci hanno una responsabilità limitata alle quote versate. Nell’impresa individuale o nella società di persone

non ho bisogno di conferimenti perché rispondo con tutto il mio patrimonio personale data la responsabilità

illimitata.

 PRINCIPIO DI CONTINUITA’ DI FUNZIONAMENTO

Nel redigere il bilancio si assume che l’azienda o sia prossima all’interruzione dell’attività, e quindi sia in fase

di liquidazione, oppure che continui a funzionare per un periodo illimitato, indeterminato.

 PRINCIPIO DEL COSTO

Le risorse economiche di un’azienda sono definite asset, attività o elementi patrimoniali. Le attività si dividono

in monetarie, delle quali esistono informazioni oggettive e affidabili del loro valore come il denaro o i crediti,

e in non monetarie, delle quali non esistono informazioni oggettive e affidabili di quale sia il loro valore di

mercato come macchinari o terreni.

Un’attività qualsiasi è normalmente rilevata in contabilità al suo prezzo d’acquisto, al suo “costo storico” ma

vediamo di caso in caso:

- Per le non monetarie il cs è sempre il punto di riferimento per la contabilizzazione anche nei periodi

successivi fino a che il valore contabile non rappresenti il valore corrente con il passare del tempo (book

value)

- Le monetarie sono registrate al cs nel momento dell’acquisto oppure se si tratta di rimanenze sono

registrate al costo di produzione al momento della loro formazione. Vengono poi adeguate nel tempo al

loro valore di mercato o valore di presunto realizzo (fair value)

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Il principio di costo non rispetta quello di rilevanza (trade off) ma fornisce una informazione relativamente

oggettiva e fattibile. Per le attività non monetarie il cs non resta sempre invariato nel bilancio ma deve essere

ammortizzato, sistematicamente ridotto.

(FAIR VALUE: è l’importo netto al quale un’attività potrebbe essere venduta in una normale transazione di

mercato, è sinonimo di valore corrente. In particolare, è applicato solo agli investimenti immobiliari e ai

macchinari e impianti delle imprese quotate)

 PRINCIPIO DEL DUPLICE ASPETTO

La proprietà di ogni attività aziendale può essere o dei creditori o della società e l’ammontare di queste

proprietà non può superare il valore delle attività e da questo deduciamo l’equazione fondamentale della

contabilità: à = à +

Tutti gli eventi che modificano i valori della contabilità vengono chiamati transazioni: ciascuna transazione ha

un doppio effetto sulle registrazioni contabili, infatti modifica almeno due voci e non è possibile che una

transazione possa causare un unico cambiamento in contabilità.

Es: se pago un debito con la cassa non posso togliere solo i soldi dal conto cassa ma devo registrare anche

l’estinzione del debito

 PRINCIPIO DI PRUDENZA

Questo principio viene definito spesso come una doverosa attitudine a sottostimare il reddito e il valore delle

attività (quindi ci sprona ad utilizzare un valore più basso quando si misurano attività e ricavi) mentre si

preferisce utilizzare il valore più alto quando si ha a che fare con passività e costi

“perdite presunte, si, utili sperati, no”

Riconosce i ricavi solo quando sono ragionevolmente certi e riconosce i costi non appena risultino

ragionevolmente possibili

 PRINCIPIO DELLA PERIODICITA’ DELLA MISURAZIONE

La contabilità misura il risultato derivante dallo svolgimento delle attività economiche riguardo a uno specifico

intervallo che convenzionalmente viene definito periodo amministrativo o esercizio, è normalmente di un

anno e coincide spesso con l’anno solare.

 PRINCIPIO DI REALIZZAZIONE DEI RICAVI

Il principio di prudenza indica quando i ricavi devono essere riconosciuti, mentre il principio di realizzazione

dei ricavi QUANTI ricavi devono essere riconosciuti. L’ammontare che è possibile riconoscere come ricavo è

quello che con ragionevole certezza il cliente pagherà. Se un bene viene venduto a credito può essere che

l’ammontare di questi crediti debba essere ridotto di un importo pari ai crediti che si stima di non incassare,

cioè i crediti inesigibili che devono essere svalutati diventando così un costo nel conto economico.

 PRINCIPIO DI COMPETENZA

Il principio di competenza economica è una prassi amministrativa che consiste nel considerare, nel conto

economico di un bilancio d'esercizio, solo i costi e i ricavi che si riferiscono e hanno effetto in quel periodo di

tempo, a prescindere dalle manifestazioni finanziarie già avvenute o che devono ancora avvenire.

 PRINCIPIO DELLA CONTINUITA’ DEI CRITERI DI VALUTAZIONE

Il principio della continuità dei criteri di valutazione afferma che una volta che l’impresa abbia adottato un

determinato criterio di contabilizzazione, deve continuare a utilizzarlo per tutte le successive registrazioni

aventi caratteristiche simili.

 PRINCIPIO DI SIGNIFICATIVITA’ E DI RILEVANZA

Non si devono registrare eventi che non siano rilevanti e per i quali l’onere della contabilizzazione non sarebbe

giustificato.

STATO PATRIMONIALE

Nello stato patrimoniale troviamo le attività e le passività aziendali.

Le attività sono risorse economiche possedute dall’azienda e impieghi o investimenti aziendali compiuti per perseguire

gli obiettivi aziendali; questa risorsa deve essere acquisita da una transazione, essere una risorsa economica, essere

controllata dall’azienda e il suo fair value deve essere misurabile in modo attendibile. Le passività sono i diritti dei

creditori nei confronti delle attività aziendali e fonti finanziarie messe a disposizione dei creditori.

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Il capitale netto invece è l’insieme dei diritti residuali della proprietà nei confronti delle attività aziendali e fonti

finanziarie messe a disposizione della proprietà; si divide in capitale versato, anche chiamato capitale sociale, e riserve

di utili. Immobilizzazioni Immobilizzazioni Immobilizzazioni Attività Patrimonio Passività Passività

immateriali materiali finanziarie correnti netto non correnti

correnti

ampliamento x

anticipi a fornitori x

anticipi da clienti x

arredamento x

assegni x

attrezzature industriali x

automezzi x

avviamento x

azioni proprie (-) x (-)

banche attive/depositi x

bancari

banche c/c passivi x

banche c/interessi x

maturati

c/c postali x

cambiali attive x

cambiali passive x

capitale sociale x

cassa/denaro in cassa x

concessioni e licenze x

costi anticipati x

costi di impianto x

costi sospesi verso i x

dipendenti

crediti a breve termine x

crediti commerciali x

crediti commerciali a lungo x

termine

crediti finanziari vs x

controllata

Crediti v/clienti x

crediti v/clienti lungo x

termine

crediti v/collegata x

debiti di conto corrente x

debiti obbligazionari x

debiti obbligazionari x

(quota in scadenza)

debiti per imposte x

debiti per iva x

debiti per ritenute da x

versare

debiti v/fornitori x

debiti v/fornitori a lungo x

termine

debiti v/istituti prevv. x

effetti commerciali attivi x

fabbricati x

fatture da emettere x

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fatture da ricevere x

fondo concorsi a premio x

fondo, rischi e oneri x

immobili non industriali x

impianti e macchinari x

magazzino materie prime x

magazzino prodotti finiti x

magazzino semilavorati x

marchi e brevetti x

industriali

mutui attivi x

mutui passivi x

mutuo quota da pagare x

entro l'anno

partecipazione in collegata x

partecipazioni strategiche x

perdita d'esercizio X(-)

prestiti obbligazionari x

ricerca e sviluppo x

riserva da sovrapprezzo x

azioni

riserva legale x

riserva straordinaria x

sovvenzioni bancarie x

sovvenzioni passive a x

medio/lungo termine

terreni x

Tfr x

titolare c/ritenute subite x

titoli immediatamente x

negoziabili

titoli in portafoglio x

trattamento di fine x

rapporto (utilizzo a breve)

tutti i debiti…a breve x

tutti i fondi x (-) x (-)

ammortamento (-)

utile d'esercizio/utili a x

nuovo

valori bollati, francobolli, x

marchi da bollo

CONTO ECONOMICO

Sintetizza i risultati della gestione di un certo periodo ed è dunque un rendiconto di flusso che illustra come il reddito

si è formato. In sintesi, il CE raggruppa i flussi di ingresso delle attività, i ricavi, e i flussi in uscita, i costi (o costi di

competenza).

I costi di competenza, cioè del periodo amministrativo, vengono definiti in base a tre criteri: 1. I ricavi e i costi

determinati da uno stesso evento devono essere riconosciuti in uno stesso periodo, 2. I costi associati alle attività del

periodo sono di competenza del periodo e 3. I costi che non possono essere associati a ricavi futuri sono di competenza

del periodo.

La differenza tra ricavi e costi da vita al reddito/profitto/utile/risultato economico. Se l’ammontare complessivo dei

costi è maggiore di quello dei ricavi allora la differenza è una perdita.

È importante ricordare che i dividendi non sono un costo ma la distribuzione di un’attività.

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IL CONTO ECONOMICO A COSTO DEL VENDUTO

1. RICAVI

I ricavi netti da vendite nel ce riclassificato a costo del venduto possono essere diminuiti di un valore pari ai

resi, agli abbuoni e agli sconti trovando così i ricavi netti di vendita

2. COSTO DEL VENDUTO

La seconda voce è il cosiddetto costo del venduto, cioè il prezzo dei prodotti e dei servizi consegnati o

erogati nel periodo. Grazie a questa voce possiamo trovare il margine lordo, che misura quanto l’impresa

guadagna prima della copertura di tutti gli altri costi diversi dal costo del venduto; escludiamo infatti i costi

operativi, gli interessi passivi, la gestione accessoria e straordinaria e le imposte sul reddito.

= −

Costi operativi: sono costi riconducibili indirettamente alla produzione, es amministrazione, costi commerciali, etc.

La gestione accessoria raggruppa tutti i costi e i ricavi derivanti dalle attività accessorie, ad esempio immobili

destinati ad uso civile, titoli e partecipazioni non strategiche, perdite su titoli e azioni non strategiche, costi

condominiali.

I componenti straordinari del reddito che formano la gestione straordinaria comprendono ricavi e costi di natura

straordinaria, accidentale…errori contabili, plus e minus, etc. È necessario che questi eventi abbiano un carattere di

estraneità rispetto alla gestione ordinaria. Imposte sul

Altri costi Proventi/oneri

VOCI CONTO reddito

Costi di Oneri Proventi/oneri

Ricavi caratteristici accessori

ECONOMICO produzione finanziari straordinari d'esercizio

(di periodo) (non caratt.)

accantonamenti X

svalutazione crediti

acquisti di servizi X

generali

acquisti materie X

prime x

acquisti servizi prod

affitti passivi dei x

magazzini

affitto attivo da x

immobile civile

altri proventi

finanziari e interessi x

attivi

altri ricavi e proventi X

caratteristici

ammortamenti

amministrativi e x

commerciali

ammortamenti x

industriali x

consulenze industriali x(-)

costi accessori x

costi pubblicità

costi vari per servizi di x

produzione x

imposte sul reddito x

interessi attivi

interessi e oneri x

passivi x(-)

minusvalenza

oneri finanziari

prestito x

obbligazionario

oneri finanziari su c/c x

corrente

oneri finanziari su x

mutuo

oneri straordinari x(-)

passivi x

plusvalenza Esame “Economia e Organizzazione Aziendale” | Lighea Contorno - lighea.contorno@studio.unibo.it

plusvalenza da x

alienazione cespiti x

proventi da titoli

proventi finanziari da x

partecipazioni

proventi operativi non x

caratteristici

proventi x

partecipazioni x

proventi straord x

provvigioni agenti x

quot amm imm imma x

quota amm imm mat

quota amm.to x(-)

immobile civile

quota tfr x

amministrativo x

quota tfr industriali

rate di leasing per x

impianti e macchinari x(-)

resi su vendite x

ricavi di vendita x

ricavi e proventi acc x

rim iniziali mat prime

rimanenze finali x(-)

materie prime x

rivalutazione di titoli

salari e oneri x

amministrativi

salari e oneri x

industriali

sopravvenienza

passiva per x(-)

accertamento fiscale

spese di consulenza di x

direzione

stipendi e oneri

amministrativi e x

commerciali

svalutazione di x(-)

partecipazioni x

tfr comme

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lighea2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Munari Federico.
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