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ECONOMIA E GESTIONE DI IMPRESA

APPUNTI VITTORIO GATTO

INDICE VALORI:

PIL REALE Y

OCCUPAZIONE L

POPOLAZIONE N

PIL NOMINALE YN

TASSO DI CAMBIO NOMINALE z ( )∗z

P z

TASSO DI CAMBIO REALE p

Fatturato FN

AS Acquisti servizi

AB Acquisti beni

IL Acquisti beni di investimento

- MICROECONOMIA E MACROECONOMIA

L’economia politica può essere espressa in due grandi categorie:

• Microeconomia: lo studio del comportamento dei singoli operatori economici come il singolo

consumatore, il singolo imprenditore o il singolo risparmiatore

• Macroeconomia: tutto ciò che comporta lo studio di grandi aggregati economici, per esempio uno

stato, le famiglie o le imprese nel loro complesso.

Sulla base di queste due definizioni abbiamo visto furono sviluppo del pensiero dell’economia nel tempo. Il

primo passo è stato fatto nella fase detta “Economia Classica”, un modello economico fortemente basato

sulla macroeconomia.

La seconda fase ha visto l’ingresso de la “Economia Neoclassica”, che ha invertito la rotta rispetto alla

precedente corrente economica, ripensando il sistema economico sulla base del modello microeconomico.

A seguito dei due conflitti mondiali si è visto che i due precedenti movimenti economici non bastavano più a

soddisfare un panorama economico non più “ideale”, fu così introdotta dall’economista Keynes l’Economia

Keynesiana, che concentrava la sua analisi nell’intervento economico da parte dello stato nei mercati in caso

di gravi crisi(Es: crisi degli anni 30’).

- PIL (Prodotto Interno Lordo)

Il PIL è una grandezza macroeconomica che serve ad indicare il valore aggregato di tutti i beni prodotti da

una nazione. In sostanza il prodotto interno lordo è la somma di tutti i valori di ogni tipo di bene (Patate,

Automobili, ecc…) prodotto in un arco temporale definito.

Il valore V di un prodotto si calcola mediante la formula Valore = Prezzo * Quantità (V=P*Q)

Abbiamo due tipi diversi di PIL :

• PIL nominale: calcoliamo il valore di tutti i beni utilizzando i prezzi correnti (attuali) 1

• PIL reale: calcoliamo il valore dei beni utilizzando un prezzo di base inizialmente concordato,

bisogna cioè scegliere il prezzo di un anno e indicarlo come prezzo base

Sulla base di questi due tipi di PIL possiamo definire il DEFLATORE DEL PIL che ci indica l’andamento

generale dei prezzi in un sistema economico : PILNOMINALE

PILREALE

Questo indice viene anche indicato come Indice di Paasche, esso sfrutta la costante dei prezzi del PIL

REALE per verificare l’andamento del prezzo di uno o più beni

Un altro indicatore invece è l’indice di Laspeyres che a differenza del precedente, impone nel calcolo sia

del PIL nominale che ovviamente del PIL reale l’uso della quantità dell’anno base

PIL NOMINALE = PREZZO CORRENTE * QUANTITA’ ANNO BASE

PIL REALE = PREZZO ANNO BASE * QUANTITA’ ANNO BASE

PILNOMINALE

INDICE DI LASPEYRES = PILREALE

A differenza dell’indice di PAASCHE l’indice di LASPEYRES non ha la stessa funzione, ma ha un

vantaggio quando si vuole calcolare l’indice di prezzo di un paniere con quantità predifinita.

TASSO DI CRESCITA REALE : indicatore espresso come la differenza del PIL reale dell’anno base e

dell’anno corrente, il tutto diviso il PIL reale dell’anno base.

TASSO DI CRESCITA REALE(g) =

(ANNOCORRENTE )−PILREALE(

PILREALE ANNOBASE)

PILREALE( ANNOBASE)

TASSO DI INFLAZIONE : indicatore espresso come la differenza tra PIL nominale e reale, il tutto diviso

il PIL reale. Ci da un indicazione sull’andamento dei prezzi del PIL.

PILNOMINALE−PILREALE

TASSO DI INFLAZIONE(∏) = PILREALE

PIL PROCAPITE: dato il PIL reale di una nazione e il quantitativo di cittadini appartenenti a tale, è

possibile dare un indicazione di benessere della popolazione stessa, ponendo il rapporto tra PIL REALE e N

POPOLAZIONE: PIL PROCAPITE: 2

PILREALE

NPOPOLAZIONE

- INFLAZIONE

Per inflazione si intende l’aumento prolungato generale dei prezzi dei beni e servizi in un determinato

periodo di tempo, che genera una perdita di potere d’acquisto della moneta.

In genere si tende ad avere un inflazione il più possibile vicino allo 0, questo per tre principali vantaggi:

• Riduzione dei costi di convergenza all’equilibrio: con un inflazione variabile sarà più complicato

per compratori e venditori stabilire un equilibrio dei prezzi di mercato di ogni bene, che comporterà

dunque costi di gestione maggiori

• Tutela dei redditi fissi e della ricchezza finanziaria: è necessario tutelare chi invece possiede dei

redditi che non variano al variare dell’inflazione, e che dunque rimarranno sempre gli stessi, per

esempio una pensione.

• Competitività dei mercati: in caso di un rialzo del prezzo di un bene o di un servizio dovuto

all’aumento dell’inflazione, potrebbero esserci delle perdite di guadagno in quanto il prodotto non è

più competitivo agli occhi dei compratori stranieri.

- DISOCCUPAZIONE

Per disoccupazione si intende quella parte di popolo che non contribuisce alla produzione del PIL. Esistono

due modi per calcolare l’indice di disoccupazione. Il primo ( meno usato) fa uso del PIL Effettivo e del PIL

Potenziale, questo perché il PIL effettivo potrebbe essere inferiore rispetto al PIL potenziale che dovrebbe

rappresentare il massimo potenziale di una data nazione. Facendo la differenza tra potenziale ed effettivo

otteniamo il VUOTO DI PIL. Se dividiamo il vuoto di PIL per il PIL potenziale, otteniamo un possibile

INDICE DI DISOCCUPAZIONE che non sarà sempre facile da calcolare, poiché è molto difficile ricavare

un PIL potenziale.

Un altro modo per ricavare l’indice di disoccupazione è quello del calcolo sul lavoro impiegato in una

nazione. Se infatti effettuiamo una sottrazione tra soggetti in cerca di occupazione e soggetti occupati, e

dividiamo il tutto per il primo operatore otterremo un tasso di disoccupazione molto più affidabile.

Alcuni fattori influenti sulla disoccupazione sono:

• Produttività media del lavoro : quanto un’unità lavorativa riesce a produrre in media, si calcola

ƛ

facendo il rapporto tra PIL REALE(Y) e OCCUPAZIONE (L) = Y/L

• Tasso di attività: da un’idea di quanto la popolazione partecipi al processo produttivo. Si calcola

applicando un rapporto tra forza lavoro (soggetti in cerca di occupazione = L^s) e popolazione

(N).

- SISTEMA ECONOMICO

Sistema composto da 4 enti principali che interagiscono con i beni: 3

• Pubblica amministrazione

• Famiglie

• Imprese

• Resto del mondo

- FAMIGLIE

Il primo operatore sono le famiglie, esse offrono dei servizi come il lavoro, capitale e terra ricevendo

rispettivamente salari(lavoro), profitti lordi(capitale) e rendite/affitti(terra). Se sommiamo tutti i guadagni di

ogni famiglia e la moltiplichiamo per il numero di popolazione, otteniamo il PIL ( in assenza di pubblica

amministrazione)

PIL = Y * N = WD (reddito da lavoro dipendente) + AR (redditi misti da lavoro autonomo, capitale e

impresa)

Le famiglie inoltre fanno domanda di beni durevoli e non durevoli, come per esempio elettrodomestici e

beni alimentari.

- IMPRESE

Le imprese hanno un’offerta di beni e servizi destinati alla vendita. Un problema riguardo la valutazione

dell’offerta delle imprese potrebbe essere quello del problema delle duplicazioni, cioè bisogna tenere conto

nel PIL solo dei prodotti finali e non di quelli intermedi ( quindi per esempio se produco automobili tengo

conto solo del valore dell’automobile per intero e non delle ruote).

Esempio di produzione e vendita prodotto finale con valore aggiunto.

La domanda delle imprese invece è costituita solo da beni intermedi(beni primari per la produzione) e beni

per l’investimento (beni che migliorano la produzione es: i macchinari). Gli investimenti lordi sono gli 4

investimenti nel totale, mentre i netti saranno il totale meno gli ammortamenti(spese che vengono distribuite

negli anni per l’acquisto di beni).

- Pubblica amministrazione

ente statale che fornisce servizi alla popolazione in maniera gratuita. E’ formata principalmente da enti

minori locali (università, comuni, ASL…) e da enti previdenziali(INPS), tra questi non rientrano enti come

le ferrovie dello stato poiché vendono un servizio, dunque non essendo gratuito non fa parte della PA, ma

delle imprese.

Il VALORE AGGIUNTO (VA) della pubblica amministrazione (VAPA) è formato dal costo di produzione

costituito dai dipendenti pubblici e dagli ammortamenti di spese pubbliche, per esempio delle infrastrutture.

PIL = somma dei VA privati e pubblici = YN = VAPA + VA

Oppure

PIL = remunerazione totale dei fattori = YN = WD + AR

Dove WD = WL(costo di produzione privati) + WPA (costo di produzione pubblici)

La domanda nella pubblica amministrazione è costituita dai beni pubblici prodotti, che vengono dunque

prodotti e acquistati dalla stessa pubblica amministrazione, beni intermedi e beni d’investimento

(autostrade, scuole, ospedali…)

i beni pubblici prodotti e i beni intermedi formano i CPA(consumi pubblica amministrazione), mentre i

beni di investimento formano la IPA (investimento pubblica amministrazione).

La SPESA PUBBLICA è la somma tra queste due voci :

SPESA PUBBLICA(G) = CPA + IPA

La DOMANDA INTERNA è l’unione delle domande dei tre operatori economici finora visti ovvero

famiglie, imprese e PA. DOMANDA INTERNA = C + I + G

C = CONSUMI FINALI INDIVIDUALI (FAMIGLIE)

I = INVESTIMENTI PRIVATI (IMPRESE)

G = SPESA PUBBLICA P.A

potremo anche dire che essendo G composta da consumi e investimenti della pubblica amministrazione,

definiremo come consumi finali la somma tra C e CPA, invece per investimenti indicheremo la somma di I

e IPA.

Oltre a offerta e domanda la pubblica amministrazione dispone di una terza caratteristica, la

RIDISTRIBUZIONE DEL REDDITO. Mediante tale procedura la PA richiede soldi ai cittadini sotto

forma di tasse per poi ridistribuire il reddito in maniera più equa, evitando di creare una forma di dislivello 5

tra la popolazione. Ridistribuiti i beni, la PA si riserverà di mantenere una parte di reddito per pagare le

proprie spese (stipendi dei dipendenti pubblici e ammortamenti), questo prenderà il nome di PRELIEVO

NETTO.

- Resto del mondo

Il quarto operatore presente nel sistema economico è il Resto del mondo ossia tutti i paesi che effettuano

interscambi con l’Italia.

L’offerta di questo quarto operatore è rappresentato dall’insieme dei beni e servizi importati in Italia da

paesi esteri che vengono indicati come IMPORTAZIONI (Z). La vendita di questi beni e servizi risulta in

un primo momento come offerta ma in realtà è il risultato della domanda del nostro paese nei confronti

dell’estero.

E’ possibile misurare il grado di apertura di una nazione attraverso il rispettivo indice :

Z

Grado diapertura nazione= Y

La domanda del resto del mondo consiste nell’acquisto di beni e servizi che possono includere dei prodotti

del nostro paese, etichettandoli dunque come esportazioni.

Le RISORSE sono rappresentate dalla somma del PIL reale e delle importazioni :

+

Risorse=Y Z

Gli IMPIEGHI invece sono rappresentati dalla somma tra DOMANDA INTERNA ed ESPORTAZIONI :

+

Impieghi=DI E

Infine il PIL REALE è possibile anche definirlo come una somma tra

 DOMANDA INTERNA(C+I+G)

 ESPORTAZIONI NETTE(E-Z) : =( )+(E−Z

+ +G )

Y C I

Questa identità viene chiamata IDENTITA’ EX-POST che non sempre corrisponde alla realtà, in quanto

per esempio i consumi da parte delle famiglie (C) potrebbe non soddisfare tutta l’offerta prodotta dalle

imprese, che si vedranno una parte di merce invenduta. Questo porta un riequilibrio delle risorse

considerando la merce invenduta come investimento dell’azienda stessa, dato che verrà incrementato il

magazzino. Questa soluzione descrive quella che verrà poi definita IDENTITA’ EX-ANTE, che come

dicevamo sarà molto spesso differente rispetto alla EX-POST. 6

- Bilancia dei pagamenti

La bilancia dei pagamenti rappresenta un documento/schema di tutto il flusso degli scambi tra gli operatori

economici precedentemente descritti.

( )∗E−p ( )∗z∗Z

=

Esportazioni Nette EN p e z

Dove z è uguale al tasso di cambio nominale della moneta.

 Saldo Commerciale in termini reali per p(e) = p ovvero indice di tasso reale:

( )

( )∗Z

P z

EN =E− ∗Z

p P

Il Saldo Commerciale può essere utilizzato anche come indicatore di GRADO DI COMPETIVITA’ DI UN

PAESE.

 Saldo delle partite correnti :

registra le transazioni internazionali in merci e servizi, redditi e trasferimenti unilaterali correnti.

BPC = Bilancio Partite Correnti

o APC = Altre Partite Correnti

o CRE = consumi netti dei residenti esteri, gli esteri portano valuta straniera in Italia.

o YEK = interessi e profitti di attività che vengono svolte all’estero da imprese italiane o in

o Italia da imprese straniere. Sono redditi netti esteri da capitale ( interessi e profitti ).

YEL sono redditi esteri da lavoro. Sono redditi che provengono da cittadini italiani ma che

o temporaneamente vanno a lavorare all’estero al netto del contrario ossia gli immigrati in

Italia che hanno cittadinanza straniera ma che lavorano in Italia, manderanno all’estero una

parte del reddito e quindi occorre fare il saldo.

TRE sono trasferimenti unilaterali come per esempio imposte pagate alla CEE. Sono al netto

o dei contributi, la CEE eroga infatti dei contributi all’Italia, se facciamo il saldo tra contributi

e trasferimenti otteniamo il saldo. =EN +

BPC APC

=CRE+ +YEL +TRE

APC YEK

Possiamo quindi concludere con la componente del conto capitale.

Il saldo globale della bilancia dei pagamenti ( BP ) è rappresentato da BPC ( saldo della bilancia

delle

partite correnti ) manca solo il flusso ( DELTA K E) ossia la variazione dove KE è il capitale estero e

DELTA è l’incremento del capitale, sono i flussi in entrata meno quelli in uscita di acquisto e vendita

di

titoli. Se un cittadino italiani compra titoli stranieri deve procurarsi dollari e quindi esce valuta

pregiata

idem al contrario entrerà valuta pregiata, il flusso rappresenta importazione netta di capitali.

+

BP=BPC ∆ KE 7

 Circuito Economico e Struttura Finanziaria

Partendo dall’identità dell’offerta aggregata e la domanda aggregata è possibile raggiungere la

definizione e formula del flusso finanziario.

+G+

Y ≡ C+ I E−Z

Da questo sottraiamo ambo i lati l’autofinanziamento delle imprese AU, sommiamo il prelievo netto

TN dalla PA ed infine sommo anche le Altre Partite Correnti APC :

− +TN + − +G−TN + +

Y AU APC ≡ C+ I AU EN APC

Y – AU + TN risulta essere uguale al reddito disponibile delle famiglie ovvero Y(d);

o Y – AU risulta essere il fabbisogno finanziario delle imprese FFI, ovvero la parte

o finanziaria delle imprese per acquistare beni quali macchinari ecc..;

G – TN risulta essere il Decifit della spesa pubblica DPA;

o EN + APC invece abbiamo visto essere il Bilancio dei pagamenti correnti BPC.

o

L’identità aggiornata sarà quindi : ( )+ + +

Y d APC ≡C FFI DPA+ BPC

Se C viene portato al primo membro avremo che il reddito disponibile delle famiglie meno i consumi

da origine ai risparmi delle famiglie ( Y(d) – C) che se sommato alle altre partite correnti ci darà il

RISPARMIO NAZIONALE SN.

-Ricchezza delle Famiglie

La ricchezza delle famiglie è composta da diversi tipi di modalità della conservazione del patrimonio, questo

include metodi quali :

 Moneta circolante : poco sicura e per nulla remunativa in quanto privo di interessi, potrebbe essere

inoltre inflazionata e perdere dunque il valore originario;

 Depositi Conto Corrente : disponiamo di una piccola remunerazione spesso però inutile a causa

dell’inflazione;

 Depositi risparmio : più remunerativi dei Depositi C/C;

 Buoni Ordinari del Tesoro (BOT) : molto più remunerativi dei Depositi di Risparmio, ma non di

facile conversione immediata a causa delle loro scadenze.

 Buoni Pluriennali del Tesoro (BPT) : idem ai BOT ma pluriennali.

 Titoli Obbligazioni Privati (BPR) : hanno un rendimento fisso ma scadenze abbastanza lunghe,

inoltre il prezzo di vendita potrebbe essere minore rispetto a quello del nostro acquisto.

 Titoli Azionari : sono i titoli più rischiosi in quanto non danno mai un rendimento fisso e nemmeno

certo se l’azienda dovesse fallire. Non hanno scadenza e il rendimento viene corrisposto a periodi

differenti, dipendenti dai risultati dell’azienda. 8

Il mercato : domanda, offerta, equilibrio

Il mercato è il punto di incontro tra domanda ed offerta, ovvero tra compratori e venditori.

L’offerta viene rappresentata dalla vendita di prodotti di un determinato settore, l’insieme dei compratori

determina la domanda. d d

∂Q ∂ Q

d (p) , > 0 , ≠ 0

Q

Funzione di domanda del mercato: i i ∂ p

∂ p k

La funzione di domanda mostra come la quantità domandata dai compratori sia dipendente dal prezzo del

bene acquistato. Minore è il costo del prodotto, maggiore sarà la quantità domandata dal mercato.

s s

∂Q ∂ Q

s (p) , >0 , ≠ 0

Q

Funzione di offerta del mercato: i i ∂ p

∂ p k

Inversamente alla funzione di domanda, quella di mercato invoglia i venditori a vendere quando il prezzo

del bene aumenta piuttosto che diminuire. Al contrario invece il bene non verrà venduto in quanto si

potrebbe andare incontro a perdite.

Eccesso di domanda

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gattovittorio98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Ravazzi Stefania.
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