Economia e gestione delle imprese di assicurazione
Il sistema finanziario e il ruolo delle imprese di assicurazione
Il sistema finanziario risponde a quattro principali tipologie di bisogni:
- Investimento
- Finanziamento
- Pagamento
- Sicurezza (gestione dei rischi)
All'interno di questo mondo le imprese di assicurazioni svolgono due funzioni:
Gestione del rischio puro: il testo unico della finanza affida una riserva di legge - alle imprese di assicurazioni, solo le assicurazioni possono gestire i rischi puri. Gli strumenti per gestire questi rischi sono le polizze. Il core business centrale è la gestione del rischio puro.
Allocazione delle risorse: attività di investimento e gestione del risparmio, le imprese di assicurazione sono tra i più importanti investitori istituzionali. La compagnia di assicurazione ha ricavi certi subito e costi aleatori futuri. Il ricavo certo è il premio. Questo procedimento inverso fa sì che le assicurazioni siano delle vere e proprie "casseforti", il problema principale è investire il denaro per fare in modo di coprire le polizze sottoscritte. Diventa centrale l'attività di investimento, il capitale che l'impresa andrà a formare nasce dall'investimento dei premi.
Tipologie di rischi
Rischi finanziari: la sua manifestazione può rappresentare un guadagno o una perdita, esempio: rischio prezzo, se ho acquistato lungo l'aumento del prezzo mi genera un guadagno, se corto viceversa.
Rischi puri: rischio legato ad un evento la cui manifestazione può essere solo negativa, esempi: rischio furto, credito (è un rischio che si pone in mezzo), incendio, morte, sopravvivenza.
Le compagnie di assicurazione in Italia sono 226, possono operare nel ramo danni o vita. Sono due settori ben distinti dal 1974. Le compagnie del ramo danni sono tantissime con un profitto ridotto rispetto al ramo vita.
Nel mercato assicurativo esistono anche le riassicurazioni, società che prendono in carico i rischi dalle compagnie. Sono tutte società globali, devono avere un portafoglio molto diversificato.
L'indicatore premi/PIL indica lo sviluppo del settore assicurativo, più nello specifico anche Vita/PIL oppure danni/PIL.
Il mercato assicurativo vita è cresciuto già dal 2009, i premi sono aumentati costantemente, nella media rispetto all'UE. È un settore che si è in parte "snaturalizzato", ci sono polizze che non hanno un rischio puro ma sono semplicemente delle soluzioni di investimento di carattere finanziario. Prodotti con un rendimento minimo garantito, ecco perché questa tipologia del mercato ha subito un aumento durante la crisi.
Il settore danni in Italia non è ancora sviluppato tantissimo, soprattutto se si eliminano i premi auto. Informazione visibile da un indice chiamato di: compenetrazione (premi danni /PIL).
Gestione del rischio
Parlando di rischi puri, tipicamente vengono valutati lungo due direttrici: la frequenza con la quale il rischio si manifesta e l'impatto (ovvero qual è il danno che provoca).
- Rischi bassa frequenza - basso impatto
- Rischi bassa frequenza - altissimo impatto
- Rischi alta frequenza - basso impatto
- Rischi alta frequenza - alto impatto
In Italia mediamente i rischi catastrofali non sono coperti, i danni di un evento importante non trovano copertura nelle polizze dei privati, sono coperti dalle fiscalità generali in base alle decisioni governative.
Gestione del rischio attraverso: la ritenzione/autoassicurazione (non mi assicuro, il rischio ricade su di me), altri rischi posso ridurli attraverso la prevenzione al rischio, trasferimento del rischio (mi assicuro, pago una polizza). Assicurarmi significa trasferire il rischio ad una compagnia di assicurazione, pagherò un premio ma può esserci un beneficio nel momento in cui ci sia un evento.
Risk Management
Risk Management significa:
- Identificare il rischio
- Misurazione del rischio
- Pianificazione delle strategie di gestione
- Controllo e monitoraggio
Il trasferimento del rischio permette di eliminare quella voce dal bilancio o dalla gestione personale, esempio: rischi puri (assicurazione danni), rischi demografici (Ass. vita), rischi finanziari (futures).
Contratto di assicurazione
Art. 1882 c.c: Contratto attraverso il quale un soggetto - l'assicurato, pagando una somma di denaro detta premio, trasferisce in capo ad un altro soggetto - l'impresa di assicurazione il rischio al quale è esposto e ottiene il diritto di risarcimento dei danni, entro i limiti convenuti, o all'incasso di un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla natura umana.
Normalmente un contratto di assicurazione ha il trasferimento del rischio, ha quindi sia una scadenza, che un massimale. Incassa oggi il premio e si impegna a pagare al soggetto assicurato, l'indennizzo o il capitale assicurato, non illimitatamente, entro un certo valore.
Per determinare il premio, l'assicurazione ha bisogno di valutare i futuri rischi. I massimali vengono fissati proprio perché l'impresa deve fissare la sua massima esposizione.
I soggetti coinvolti
- Assicurazione; svolge professionalmente e in via esclusiva l'attività di assicurazione, prende in carico il rischio.
- Contraente; stipula il contratto, paga i premi, esercita i diritti e si assume i doveri del contratto.
- Assicurato; titolare dell'interesse esposto al rischio, nelle assicurazioni vita è soggetto dalla cui morte o sopravvivenza deriva l'obbligo patrimoniale dell'assicuratore.
- Beneficiario; persona designata a ricevere la somma assicurata, se si verifica l'evento assicurato.
Esempio: padre di famiglia stipula un'assicurazione sul rischio morte proprio e della moglie a beneficio dei figli. Contraente: padre, Assicurato: genitori, Beneficiari: figli.
Assicurazione su un terzo
Si può assicurare il rischio vita su un terzo ma non si può assicurare sulla morte di un terzo. Le polizze vita sono strumenti utilizzati dalla clientela private (quelli che hanno grandissimi capitali), uno strumento poco importante per il suo rendimento ma offre una serie di altri vantaggi.
Designazione del beneficiario
È possibile destinare un patrimonio ai terzi, anche fuori dall'asse ereditario.
- Chi sono i terzi? Chiunque
- Come si designano? Attraverso un contratto assicurativo, inglobati nella polizza o tramite testamento
- Si possono revocare? Sì, il contraente può cambiare idea in qualunque momento
- Quando decadono dal beneficiario? Ad esempio ingratitudine, o se emerge la presenza di figli che prima non c'erano.
- Quali diritti acquisiscono?
- E se decedono prima della scadenza della polizza?
Il vantaggio di impacchettare il capitale attraverso un prodotto assicurativo permette di (1) trasferire il patrimonio al di fuori dell'asse ereditario, in più per tutta la durata della polizza il (2) capitale è insequestrabile, non aggrediti li anche da parte dei terzi, sono impignorabili, è un modo per difendere i grandi patrimoni, ancora le polizze assicurative ad esempio le vita, (3) hanno rilevanza fiscale, di natura ereditaria e preservativa dagli attacchi dei terzi.
Principi base dell'assicurazione
Inversione del ciclo costi-ricavi, prima si paga il premio ed entro un t futuro l'assicurazione pagherà un indennizzo nel caso si manifesti l'evento dannoso. L'impresa ha bisogno di valutare il rischio in base alla frequenza del rischio e del suo l'impatto/costo. Questo servirà per stimare in maniera aleatoria l'esborso patrimoniale che si assume, lo fa facendo pagare i premi e successivamente investendoli.
Tutto ciò funziona se si è in grado di applicare due leggi:
- Legge dei grandi numeri
- Principio di mutualità
Legge dei grandi numeri: la frequenza effettiva di un certo evento si avvicina tanto più alla sua probabilità a priori quanto più elevato è il numero delle prove effettuate (tendente a infinito).
È necessario stimare la probabilità che quel determinato rischio si verifichi, si andrà a vedere quante volte si è manifestato nel passato e si userà la frequenza, la numerosità delle volte che si è verificato. È una stima attendibile se uso un campione molto numeroso di dati; solo sui grandi numeri ottengo una stima della probabilità più accurata.
Le compagnie assicurative non operano in tutti i rami se non riescono a stimare le probabilità di accadimento degli eventi. Entrare in un nuovo settore è molto costoso, proprio perché non c'è l'esperienza del passato. È possibile comprar dei dati che dovrebbero rappresentare la situazione media di quel rischio, ma non è detto che i portafogli siano uguali. Ecco perché il mercato delle assicurazioni è così segmentato.
Principio di mutualità o solidarietà, ciascun assicurato contribuisce, con il versamento del proprio premio, all'accumulazione del capitale necessario per rimborsare coloro che, nell'ambito della medesima categoria di rischio, saranno colpiti dall'evento dannoso.
Tutti gli assicurati che fanno parte di categorie omogenee pagano il premio, che verrà collettivamente gestito e investito per risarcire gli eventi che colpiranno solo una parte dei soggetti assicurati. È come se fosse un fondo collettivo investito per pagare i futuri risarcimenti. L'assicurazione sostituisce un costo totale incerto e potenzialmente significativo della ritenzione, con un costo certo ma notevolmente inferiore rispetto al danno potenziale.
Affinché il meccanismo, nelle polizze retail, funzioni i RISCHI assunti devono essere:
- Numerosi (legge dei grandi numeri)
- Omogenei (devono essere raggruppati in portafogli collettivi)
- Valutabili (eventi catastrofici non sono assicurabili in polizze standard perché non sono valutabili)
- Indipendenti (non si deve creare nel portafoglio effetto domino, se tutti i rischi si manifestano non potrò coprire tutti gli indennizzi)
- Casuali (devono essere eventi fortuiti, il dolo non è mai assicurato)
Le polizze vengono proposte se rispondono alle due leggi sopra.
Attenzione all'asimmetria informativa: selezione avversa (ex-ante) e moral Hazard (ex-post).
Selezione avversa per le compagnie di assicurazione pone il problema di selezionare dei soggetti che tra di loro hanno già una forte esposizione al rischio, con la possibilità di non avere un portafoglio diversificato. (Polizze salute, chi le chiede di più sono gli anziani).
Una compagnia di assicurazione può ovviare a questo problema ad esempio: creando delle categorie di assicurati ponendo limiti di età, l'impresa delimita sempre l'area del rischio che copre, ci sono diverse eccezioni. È l'impresa che decide come delimitare l'esposizione al rischio: polizze collettive, controlli per contenere le frodi.
L'azzardo morale è allo stesso modo importante soprattutto per ottenere i risarcimenti del danno, le compagnie lo gestiscono attraverso: franchigie/scoperto, meccanismo bonus/malus, sconti per chi adotta comportamenti prudenti o che collabora con la compagnia, riduzioni di premio in presenza di particolari cautele.
Franchigia assoluta: la quota stabilita rimane sempre e comunque a carico dell'assicurato anche se l'importo è più alto, l'assicurazione rimborsa la differenza.
Franchigia relativa: se il sinistro è piccolo e sta dentro la franchigia l'impresa non rimborsa, ma se il danno è maggiore della franchigia l'assicurazione rimborsa tutto.
Categorie di assicurazioni
Le Assicurazioni si dividono in due macro categorie:
- Ass. Vita
- Caso Vita
- Caso Morte
- Ass. Contro i danni (No life)
- Ass. Responsabilità Civile (RC), tutti coloro che provocano un danno a terzi devono rimborsarlo, se c'è dolo l'assicurazione non paga e decade il diritto al risarcimento
- Ass. danni ai beni
- Ass. danni alle persone; polizze infortuni, salute, malattia...
Il modello assicurativo si basa su un ciclo inverso costi-ricavi, il problema principale è quello di gestire questo denaro, tutto ciò si riflette sul proprio schema di bilancio.
Bilancio assicurazione
| Attività | Passività |
|---|---|
| I Attività assicurative (investimenti a copertura delle riserve tecniche, crediti di assicurazione e riassicurazione) | 1. Capitale Minimo Garantito (margine di solvibilità) |
| II Attività non assicurative (investimenti liberi, altri crediti non assicurativi) | 2. Passività assicurative e riserve tecniche (debiti di assicurazione e riassicurazione) |
La voce caratteristica delle assicurazioni nel passivo patrimoniale sono le riserve tecniche ovvero i debiti di natura assicurativa stimate, rappresentano il 70-80% del passivo di bilancio.
Per far sì che l'impresa sia in grado di coprire questi debiti, tutti gli investimenti dei premi devono essere contabilizzati in bilancio in una sezione separata (le cd. Attività assicurative) e devono seguire alcuni vincoli stringenti. Per gli altri attivi valgono altre disposizioni normative. La maggior parte dei portafogli delle assicurazioni riguarda investimenti obbligazionari in particolare i titoli di stato.
Ulteriore fonte di finanziamento per le assicurazioni è il capitale chiamato "margine di solvibilità", costituisce un'ulteriore presidio di copertura delle riserve tecniche, solitamente sono più patrimonializzate delle banche.
Anche le assicurazioni, così come per le banche, devono rispettare dei margini di solvibilità, cioè deve esserci un minimo di capitale che solitamente viene aumentato. Altrimenti il mercato le penalizzerebbe moltissimo soprattutto durante un rischio di default, in più perché per prendere rischi il capitale deve essere alto. (Come il patrimonio di vigilanza bancaria).
Il rischio reale delle assicurazioni deriva dal fatto che le riserve tecniche non siano sufficienti. Quindi pericolo sul fronte della solvibilità dell'impresa, sia un limite allo sviluppo dell'attività dell'intermediario.
Riserve tecniche
Riserve tecniche: nascono dalla sottoscrizione delle polizze, possono essere divise in tre sezioni:
- Riserva Premi; costituita dalle quote dei premi di competenza degli esercizi successivi (con riferimento ai rischi in corso alla fine dell'esercizio), con riferimento specifico al ramo danni. Ad Esempio: polizza annuale sottoscritta oggi, pagamento di un premio unico. Al 31/12 l'impresa di assicurazione chiude il bilancio, si trova già ad aver incassato un premio, per un rischio di competenza dell'anno successivo. Questa quota di premio viene quindi messa in una riserva di stato patrimoniale. La parte invece relativa a quell'anno va nel conto economico.
- Riserva sinistri; ramo danni, rappresenta il valore stimato delle spese previste per sinistri già denunciati ma non ancora liquidati e per i sinistri avvenuti nell'esercizio ma non ancora denunciati. Ad esempio: denuncia di un sinistro al 31/12, (1) sinistro avvenuto, già stato denunciato è avvenuto durante l'anno in chiusura, ma non è ancora stato liquidato; bisogna trasferire all'esercizio successivo il debito vs l'assicurato. Il valore del danno viene calcolato considerando tutte le spese e non è possibile operare alcuna operazione di natura finanziaria (no attualizzazione), per prudenza devo considerare il valore massimo possibile del debito. (2) sinistri avvenuti nell'esercizio ma non ancora sviluppati, l'assicurazione sa che ci sono sinistri con denuncia tardiva, in via precauzionale si deve stimare quanti sono e quanto costano i sinistri che sono accaduti anche se non sono ancora stati denunciati. Anche in questo caso, va costituito a riserva l'importo stimato del loro costo complessivo.
- Riserva Matematica; ramo vita, rappresenta tutti gli obblighi futuri nei confronti degli assicurati (è alimentata con quote dei premi incassi nell'esercizio). Esempio: nel caso di morte, il premio naturale per il singolo assicurato aumenta. L'assicurazione ha una funzione sociale, si ritiene che non sia corretto far crescere il costo della copertura proprio quando diventa difficile per il cliente assicurato pagare. L'assicurazione impone il pagamento di un premio medio; per una parte del contratto viene pagato un premio più alto rispetto al profilo naturale di rischio, ma vi è un beneficio nella seconda parte in quanto il premio sarà più basso rispetto alla tua età di rischio. Il premio applicato al contratto è possibile dividerlo in due parti: premio di rischio (quota di premio corrispondente all'effettivo profilo di rischio del cliente), premio di risparmio (quota di premio ulteriore all'effettivo profilo di rischio, ha la finalità di compensare il rischio successivo). Questa quota di risparmio va ad alimentare la riserva matematica, composta dalle quote di questi premi incassate durante l'esercizio. Nella prima parte del contratto si "monta" la riserva, durante la seconda parte invece si "smonta".
Conto economico
Il conto economico ha uno schema diverso da quello degli altri intermediari, ha uno schema rigido, cerca di isolare la gestione assicurativa da quella di investimento. Da un lato gestione del rischio puro (premi - indennizzi - costi di struttura) e dall'altro la gestione dell'attività di investimento (plusvalenze - minusvalenze...).
Nel conto economico ci sono due sottosezioni: conto tecnico e conto non tecnico; la terza sezione somma le due parti più l'attività straordinaria.
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