Economia e gestione delle imprese di assicurazione
Il sistema finanziario risponde a quattro principali tipologie di bisogni:
- Investimento
- Finanziamento
- Pagamento
- Sicurezza (gestione dei rischi)
In questo circuito le imprese di assicurazione svolgono essenzialmente tre funzioni:
- Regolamento monetario degli scambi: fornire una struttura di strumenti alternativi alla merce;
- Gestione dei rischi. Il TUB riconosce una riserva di legge alle assicurazioni, ovvero solo loro possono svolgere l’attività assicurativa. I rischi si dividono in:
- Rischi speculativi o finanziari: ad esempio rischio di tasso, di inflazione, ecc., ovvero rischi legati ad eventi la cui manifestazione può generare un profitto o una perdita. Si gestiscono attraverso la diversificazione ma soprattutto attraverso i derivati (contratti forward), tipici strumenti utilizzati per gestire i rischi finanziari assicurativi. Servono per gestire i rischi in quanto viene prefissato il prezzo;
- Rischi puri o assicurativi: rischi la cui manifestazione dell'evento genera solo una perdita (ad esempio il rischio furto).
- Rischio demografico: legato ad un evento futuro attinente alla vita umana (morte o sopravvivenza).
- Allocazione delle risorse finanziarie: si tratta dell’attività di investimento e gestione del risparmio. Nelle imprese di assicurazione il ciclo produttivo è invertito: prima ottengono la liquidità attraverso il versamento dei premi e poi in seguito (forse) sostengono i costi, legati al pagamento degli indennizzi.
In questo sistema le imprese di assicurazioni si occupano della gestione dei rischi (rischio puro): avendo molta liquidità le imprese di assicurazione compaiono tra i grandi investitori istituzionali. Le assicurazioni sono, dopo le banche, le più grandi, seguite dai fondi comuni di investimento. Questo perché tutti hanno una polizza (es. polizza auto). Le assicurazioni dunque ottengono subito liquidità e hanno il problema inverso rispetto alle normali imprese, ossia quello di trovare investimenti: ottengono subito liquidità e il loro compito è quello di saperla investire per ottenere profitti.
Dal 1974 le imprese di assicurazione possono operare unicamente in uno dei due rami: danni o vita.
Risk management assicurativo
Per risk management si intende il processo di identificazione, misurazione, gestione e controllo dei rischi assunti da parte delle imprese – e, in particolare, dagli intermediari finanziari bancari e assicurativi – nello svolgimento della propria attività.
Le strategie sono quattro:
- Eliminazione del rischio
- Riduzione del rischio: si sostanzia nella definizione di una serie di azioni per diminuire la probabilità o l’impatto del rischio, oppure entrambi, tra cui la prevenzione, un’azione svolta ex-ante rispetto al verificarsi del rischio volta all’eliminazione parziale delle cause che possono produrre un danno, con conseguente diminuzione della frequenza e/o intensità con cui un determinato evento può manifestarsi.
- Trasferimento del rischio
- Ritenzione del rischio: modalità di gestione che porta un soggetto a prendersi in carico le conseguenze associate al manifestarsi di un determinato rischio.
Classificazione dei rischi
In base alla modalità di manifestazione: a ciascun cluster è associata una specifica strategia di gestione:
- Bassa frequenza e basso impatto ritenzione →
- Bassa frequenza e alto impatto ritenzione e riduzione →
- Alta frequenza e basso impatto trasferimento →
- Alta frequenza e alto impatto trasferimento →
I rischi della gestione delle imprese di assicurazione
- Rischi tecnici
- Rischio di sottotariffazione: rischio di applicare premi troppo bassi che sono sufficienti per andare a coprire gli indennizzi da pagare. Può capitare che, per alcuni periodi, le assicurazioni applichino premi molto bassi (per guadagnare quote di mercato) poiché sono in grado di coprire le spese per indennizzi attraverso la gestione finanziaria.
- Rischio di sovrasinistralità: il livello di sinistralità è più alto di quello previsto (è il caso dei riscatti delle polizze prima della scadenza).
- Rischio di insufficienza delle riserve tecniche: ha come conseguenza l’utilizzo del capitale.
- Rischi finanziari
- Rischi di mercato
- Rischio di tasso
- Rischio di solvibilità
- Rischio di prezzo
- Rischio di cambio
- Rischio di credito
- Rischio di liquidità
- Rischi di mercato
- Rischi operativi: legati all’operatività dell’impresa
- Rischi tecnologici
- Rischi umani
- Rischi legali
Funzione tecnico-assicurativa
L’esposizione ad un determinato rischio può essere gestita con due tecniche opposte:
- Ritenzione (autoassicurazione): ad esempio, siccome lo Stato italiano garantisce la sanità nessuno si fa una polizza contro le malattie;
- Trasferimento: ovvero stipulo una polizza e trasferisco il rischio all'impresa di assicurazione. Posso stipulare una polizza contro il rischio:
- Puro (assicurazione danni);
- Demografico (assicurazione vita);
- Finanziario (derivati).
Il contratto di assicurazione (art. 1882 C.C.)
È il contratto attraverso il quale un soggetto (assicurato) pagando una somma di denaro detta premio, trasferisce in capo ad un altro soggetto (l’impresa di assicurazione), il rischio al quale è esposto e ottiene il diritto al risarcimento del danno, entro i limiti convenuti, e all’incasso di un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente la vita umana, nel periodo di validità della polizza.
Sono presenti dei massimali, ovvero la copertura dei rischi non è illimitata poiché per calcolare l’ammontare dei premi l’assicuratore deve conoscere la sua massima esposizione al rischio.
Soggetti coinvolti:
- Assicuratore: svolge professionalmente e in via esclusiva l'attività assicurativa;
- Contraente: colui che stipula il contratto e che si assume tutti gli obblighi contrattuali, il primo è pagare il premio, gli altri sono tutti gli obblighi che il contratto gli conferisce. È il soggetto che nomina il beneficiario, ossia la persona che riceverà la somma assicurata;
- Assicurato: titolare dell'interesse, colui che è esposto al rischio. Nelle assicurazioni vita è il soggetto dalla cui morte o sopravvivenza deriva l'obbligo patrimoniale dell'assicuratore.
- Beneficiario: persona designata a ricevere la somma assicurata quando si verifica l'evento assicurato.
Il contraente può essere il beneficiario oppure il contraente può stabilire che il beneficiario o i beneficiari siano soggetti terzi; l’assicurazione su un terzo, tuttavia, è sempre possibile nel caso vita, mentre nel caso morte è necessaria l’autorizzazione dell’interessato. I terzi beneficiari possono essere designati nel contratto di assicurazione stesso oppure nel testamento; è possibile revocare un beneficiario e un beneficiario può decadere per diversi motivi (per ingratitudine, ad esempio). Nel caso delle polizze vita, il capitale assicurato è impignorabile e insequestrabile e può essere estratto dal patrimonio ai fini della successione (salva la legittima).
I principi base dell’assicurazione
Questo meccanismo funziona unicamente se le imprese di assicurazione sono in grado di rispettare due principi fondamentali:
- La legge dei grandi numeri: l'impresa d'assicurazione assume un rischio; per quotare un premio deve capire a quale rischio è esposta ossia quanto dovrà pagare nell'anno se l'evento si verifica. Per quantificare deve formulare delle ipotesi, ossia stimare la probabilità che il rischio si verifichi e stimare il costo al quale andrà incontro. La probabilità dell'evento si calcola utilizzando la legge dei grandi numeri, ovvero si determina la frequenza di accadimento del sinistro in passato. L'analisi storica può fornire una cattiva o buona stima, quello che influisce sull'attendibilità è la numerosità: la stima della probabilità è più accurata se la frequenza è misurata su un numero enorme di casi. La frequenza effettiva di un certo evento si avvicina tanto più alla sua probabilità a priori quanto più elevato è il numero delle prove effettuate (tende a infinito); ecco perché la maggior parte delle imprese di assicurazione non opera in tutti i rami, perché non molte hanno poca esperienza o non dispongono di database abbastanza “ricchi” di vecchi casi.
- Principio della mutualità: il presupposto alla base è che esiste una collettività di soggetti esposti ad eventi incerti tra loro indipendenti. Ciascun soggetto contribuisce, con il pagamento del proprio premio, alla gestione collettiva di un determinato rischio e concorre alla formazione del capitale necessario a rimborsare coloro che, nell’ambito della medesima categoria di rischio, saranno colpiti dall'evento dannoso.
- Sostituzione del costo totale della ritenzione del sinistro con il costo parziale dell’assicurazione →
- Principio della solidarietà: tutti partecipano all’indennizzo del singolo colpito →
- L’assicurazione opera la trasformazione di un rischio “individuale” in un rischio “collettivo” →
Di conseguenza un rischio è assicurabile, attraverso contratto standard di primo livello, solo se i principibase del meccanismo assicurativo funzionano, ossia per circoscrivere in aggettivi i rischi assunti devono essere:
- Numerosi (per la legge dei grandi numeri dunque attendibilità del calcolo);
- Omogenei (per il principio della mutualità e dei grandi numeri): bisogna inserire ogni rischio all’interno di una pool di rischi simili tra loro e dunque diversificare per tipologie di rischio, formando portafogli omogenei. Se “spezzo” i portafogli non sono in grado di stimare indennizzi e premi;
- Valutabili: è per questo motivo che gli eventi naturali quasi sempre sono esclusi dai contratti standard;
- Indipendenti: se si verifica un evento non si verificano anche gli altri, per evitare l’effetto domino e che quindi venga meno il principio della mutualità;
- Casuali: eventi aleatori nel quale non vi sia l’intenzione (il danno non accidentale ma volontario non è mai assicurato).
Correttivi
Anche in ambito assicurativo insorgono i problemi di selezione avversa e azzardo morale: nel primo caso è risaputo che i soggetti più esposti alla perdita sono proprio quelli che maggiormente si assicurano (ad esempio è molto più probabile che stipuli un’assicurazione contro le malattie un soggetto che si ammala di continuo piuttosto che un soggetto che si ammala raramente).
Nel secondo caso, è probabile che molti assicurati non prendano le dovute precauzioni per evitare le perdite e i danni proprio perché tali eventi sono coperti dall’assicurazione, oppure la possibilità di ottenere un elevato risarcimento potrebbe indurre l’assicurato a simulare l’accadimento del sinistro oggetto del contratto.
Per questi motivi le assicurazioni introducono dei correttivi, ovvero strumenti utilizzati per combattere i problemi di asimmetria informativa. I principali correttivi adottati dalle imprese di assicurazione sono:
- Franchigie (in valore assoluto) o scoperti (in percentuale) che rappresentano la parte di copertura del danno a carico dell’assicurato in caso di sinistro, e non a carico dell’assicurazione. Ad esempio nel caso di “furto del veicolo il danno viene risarcito con lo scoperto del 10%" significa che in caso di furto del veicolo, verrà quantificato il danno, ad esempio 12.000 euro, e l'assicuratore detrarrà il 10% - ovvero 1.200 euro - corrispondendo all'assicurato 10.800 euro.
- La franchigia può essere:
- Assoluta: il risarcimento è parte del danno eccedente la franchigia;
- Relativa: non si dà luogo ad indennizzo al di sotto di un certo valore, ma - se esso risulta superato – il risarcimento è dell’intero danno.
- Meccanismo bonus/malus: ogni assicurato viene assegnato ad una determinata classe di rischio, in base agli eventi passati. In seguito all’accadimento di un sinistro l’assicurato “scende” di classe, ovvero passa da una classe più alta ad una più bassa con conseguente aumento del premio;
- Riduzione del premio in presenza di determinate cautele;
- Controlli per contenere le frodi;
- Polizze in forma collettiva: ad esempio, polizze salute sui dipendenti di un’azienda (selezione naturale del rischio e non avversa).
Le assicurazioni si dividono in:
- Ramo vita
- Vita
- Morte
- Ramo danni: si dividono in 18 rami, tuttavia si tratta di un mercato limitato, pertanto noi analizzeremo solo:
- Responsabilità civile
- Danni al patrimonio
- Danni alla persona
Le assicurazioni vita
L’assicurazione sulla vita può essere definita come un contratto tra due parti, contraente ed assicuratore, in virtù del quale a fronte del pagamento di un premio in unica o più soluzioni da parte del contraente, l’assicuratore si impegna a pagare definite prestazioni, sotto forma di capitali o rendite, nel caso si verifichino determinati eventi connessi con la durata della vita di un individuo assicurato.
Riferimento normativo: il codice delle assicurazioni private che non fa altro che recepire le direttive comunitarie e prevede sei rami di attività:
- Assicurazioni sulla durata della vita umana: assicurano contro il rischio di morte e il rischio di sopravvivenza (vengono dette polizze tradizionali);
- Assicurazioni sulla nuzialità e sulla natalità: ormai quasi sparite, rappresentano una sorta di dote per il matrimonio;
- Polizze finanziarie: chiamate così perché il loro rendimento, di fatto, dipende dall’andamento di un mercato o di uno strumento finanziario (Unit e Index Linked);
- Assicurazioni malattia e salute (contro il rischio di non autosufficienza): garantite mediante contratti di lunga durata, non rescindibili, per il rischio di invalidità grave dovuta a malattia, infortunio o invalidità (polizze LTC, “Long Term Care”);
- Operazioni di capitalizzazione (servizio di investimento del premio del premio al cliente);
- Fondi pensione: fondi collettivi istituiti per l’erogazione di prestazioni in caso di morte, vita o cessazione o riduzione dell’attività lavorativa.
Funzioni economico-sociali dell’assicurazione vita
- Funzione previdenziale
- Funzione di investimento finanziario
- Funzione di risparmio forzoso: “forzoso” perché le assicurazioni sono strumenti molto poco liquidi, in quanto non possono essere vendute su un mercato secondario come invece accade per i titoli obbligazionari, i quali, tuttavia, non hanno funzione di risparmio nel tempo.
Assicurazioni vita ad alto contenuto finanziario
- Unit linked
- Index linked
Assicurazioni vita tradizionali
- Caso vita (rischio sopravvivenza)
- Caso morte (rischio morte)
- Polizze indicizzate
- Miste (entrambi i rischi)
- Polizze rivalutabili
Ramo I - Le polizze vita tradizionali
Le polizze vita tradizionali possono prevedere:
- Il caso vita
- Il caso morte
Esistono anche le polizze miste che prevedono entrambi i casi.
Polizze caso morte
Finalità: garantire al beneficiario un capitale in caso di decesso dell’assicurato. Le polizze caso morte pagano un capitale se e solo se l’assicurato muore. Esistono due tipologie di polizze caso morte che si distinguono per il periodo di durata contrattuale:
- Temporanea caso morte: garantisce il pagamento del capitale pattuito solo se l’assicurato muore entro un periodo di tempo prefissato. Quindi la polizza ha una durata contrattuale predefinita e se il decesso avviene entro questo periodo di tempo l’assicuratore paga. Se a scadenza l’assicurato è in vita, l’assicurazione non corrisponde nulla e il contratto si estingue.
Per non perdere i premi versati, l’assicurato può introdurre la clausola di controassicurazione, la quale assicura contro l’evento opposto, ovvero in caso di vita l’assicurazione paga tutti i premi netti pagati. Le imprese di assicurazione possono tutelarsi con un periodo di carenza iniziale (6 mesi) durante il quale se si verifica l’evento l’assicurazione non corrisponde nulla (protegge da un eventuale errore di valutazione dei rischi).
Premio:
- Unico (in un’unica soluzione)
- Annuo costante
- Annuo rivalutabile (variabile)
- Annuo limitato (ad esempio 5 anni)
Ovviamente, senza il pagamento del premio non parte la copertura assicurativa.
Prestazione erogata a scadenza:
- Capitale costante (soluzione più comune)
- Capitale decrescente: la polizza viene agganciata al debito residuo di un mutuo ipotecario. In caso di mutuo la banca richiede la stipula, da parte del mutuatario, di una polizza di assicurazione contro il rischio di morte (vengono chiamate CPI, Creditor Protection Insurance);
- Capitale crescente o indicizzato all’inflazione
- Capitale rivalutabile: il capitale si rivaluta in base alla gestione dei premi portati a riserva matematica.
- Caso morte a vita intera: garantisce il pagamento del capitale pattuito alla morte dell’assicurato.
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