Capitolo 2
L'impresa assume significato economico se definisce una remunerazione adeguata
per tutti i portatori di interessi coinvolti.
Concetto di strategia
Termine strategia->
Le tesi prevalenti convergono su obiettivi inerenti alla configurazione interna
dell’impresa e al rapporto con il contesto competitivo. Ma …...
Difficoltà, per alcuni, di collocare la strategia in uno schema razionale fatto di
obiettivi e strumenti:
selezione competitiva del mercato (Cyert e March)
arte e creatività (Mintzberg)
difficoltà nel predire il futuro
In ogni caso, occorre un modello di riferimento da perseguire con coerenza
L'ottica prospettica e un costante ridisegno degli obiettivi costituiscono l'asse
portante dei comportamenti di successo.
I rapporti con gli agenti sono molteplici e quindi risulta problematico definire un
indirizzo unitario, che accomuni gli interessi di tutti.
Strategia sintesi di progetti e decisioni operative-> Il modello deciso deve essere
condiviso dai vari soggetti coinvolti. La strategia definisce gli obiettivi di lungo
periodo. La strategia:
è uno schema decisionale che riguarda le principali attività aziendali.
• si concreta in una serie di obiettivi di lungo termine
• progetta il futuro
• definisce azioni e priorità nell'impiego delle risorse
• le azioni devono condurre a relazioni favorevoli tra i diversi soggetti. Devono
• accontentare i clienti e generare profitti
successo presuppone l'acquisizione di un vantaggio competitivo.
• il vantaggio competitivo costituisce una variabile rilevante per la creazione di
• valore per l'azionista 1
il processo decisionale trova supporto nella teoria dei giochi (con schemi
• qualitativi e quantitativi che ottimizzano il comportamento di un agente al
variare di condizioni esterne)
la creatività, la fantasia, la capacità di guardare in avanti non possono essere
• trascurate.
Processo decisionale per la formulazione della strategia
strategia e pianificazione della strategia-> con la strategia vengono delineati i
contenuti e gli orientamenti dell'attività d'impresa, con la pianificazione sono
definite le modalità di impiego delle risorse, coerenti con gli obiettivi. I due
aspetti hanno una forte interdipendenza. Per definire la strategia serve saper
interpretare il contesto competitivo, natura e competenza delle risorse interne,
saper gestire i flussi di informazioni e trasferire e gestire il potere tramite
un'organizzazione. La dipendenza tra gli obiettivi e i processi formali connessi
sono un legame molto stretto e in molti casi viene difficile poterli separare.
L'organizzazione a supporto della strategia e il riferimento temporale-> Per
formulare la strategia occorre un organizzazione formale, in tutti i livelli
dirigenziali. La molteplicità degli interessi, la complessità di contratti e rapporti
suggeriscono di lasciar da parte i processi formali e far spazio alla creatività.
L'eccessiva burocratizzazione riduce la capacita innovativa. Definita la struttura
di supporto, occorre immettere nell'asso temporale la strategia. Si sottolinea
l'importanza di un comportamento coerente nel tempo. La coerenza può essere
mantenuta progettando il futuro guardando il passato.
La comunicazione della strategia-> I processi assumono una diversa
connotazione a seconda dei soggetti interessati. Il grado di comunicazione può
essere più o meno esplicito in funzione dello stile direzionale. Vi sono diversi
livelli di informazione:
• Ad uso dell'amministratore delegato e al Comitato esecutivo. Si
espone il quadro globale degli orientamenti dell'impresa.
• Per l'alta direzione. Gli obiettivi vengono fissati con i vari
responsabili per garantire la posizione voluta sul mercato.
• Per il consiglio di Amministrazione, analisti finanziari e la
gerarchia intermedia. Il grado di dettaglio si riduce. Si avra un contenuto 2
positivo orientato a fornire una buona immagine dell'impresa, e rafforzare
l'ambiente interno.
• Per gli azionisti. Relazione sul bilancio d'esercizio e
dell'informativa al mercato azionario. Si riduce ancora il grado di dettaglio. Si
guardano i risultati economici del passato; è orientato a fornire un'immagine
positiva dell'azienda.
• Per il fisco. Riferimento nel bilancio civilistico fiscale e nella
relativa nota integrativa.
Livelli di strategia
Strategia di gruppo o di business? Vi sono segmenti più redditizi rispetto ad
altri e ci sono molte variabili esplicative. Troviamo monopoli, tassi di
rendimento più elevati giustificati dal maggior rischio (attività specifica). Vi
sono momenti in cui si registrano profitti rilevanti e momenti in cui non se ne
generano. Per esempio la produzione di cellulari e la net-economy hanno
generato la nascita di molte imprese, con profitto rilevante. L'economia
dell'informazione ha generato molte opportunità di reddito, ma sono anche
state chiuse molte imprese. In una stessa area di business ci sono imprese
che generano e altre che distruggono valore; il risultato dipende dalla qualità
delle azioni.
La strategia può essere indicata verso la scelta dei settori di attività o alla
ricerca delle condizioni più favorevoli all'interno di una particolare area
d'affari. Tali opportunità definiscono i due livelli di base della strategia:
-strategia di gruppo-> consiste nella scelta del campo di attività, attraverso
l'individuazione dei settori e dei mercati dove si intende operare e competere.
Sono scelte che riguardano l'impresa nel complesso. Riguardano la
diversificazione, i processi di integrazione verticale o deverticalizzazione. 3
Strategia di business-> riguarda il modo di competere in una determinata
attività, vengono definiti gli obiettivi del manager. Il successo dipende dalla
capacita di stabilire un vantaggio competitivo e duraturo nel tempo.
Definite le strategie bisogna interpretarle. Qui nasce un terzo livello chiamato
strategia funzionale, cioè il grado di coinvolgimento delle diverse aree
funzionali.
Il livello di responsabilità delle scelte strategiche->Si fa riferimento all'impresa
multibusiness, rappresentata dal gruppo (corporate), la quale racchiude in sé
una pluralità di affari. La strategia di gruppo compete all'alta direzione (top
management). La strategia di business è di competenza delle specifiche aree
di business o dalla singola impresa nel caso di attività monobusiness.
Definite le azioni di fondo, si elaborano gli obiettivi tramite il coinvolgimento
delle aree funzionali.
Le aree strategiche di business (SBU)-> il settore consente una definizione
generica. Il settore dei servizi di telecomunicazioni, per esempio, comprende
l'economia di internet, telefonia fissa e mobile, servizi a valore aggiunto
(pubblicità, servizi televisivi). Per impostare una strategia occorre operare
una segmentazione per individuare i clienti e la dimensione del mercato.
Bisogna definire l'attività in base alla "funzione d'uso dei vari prodotti offerti";
che equivale ad individuare le aree strategiche di business (SBU). 4
La SBU è un centro decisionale e un'unita operativa, cui fa capo un gruppo di
prodotti o servizi, venduti allo stesso tipo di clienti (che hanno le stesse
aspettative e preferenze), in un contesto competitivo, dove operano
concorrenti conosciuti e con tecnologie omogenee. Per esempio, il segmento
dello yogurt costituisce un mercato omogeneo nell'ambito dell'industria di
latticini. Gli elementi individuati per individuare le SBU sono:
-tecnologie utili
-concorrenti
-clienti e relativi bisogni
-grado di sostituibili dei beni
-sistema dei prezzi e relative elasticità incrociate dei beni.
Strumenti per la definizione della strategia di business
Fiuto o metodo-> nell'ambito delle scelte strategiche si possono individuare
due approcci opposti (fiuto o metodo). In realtà la soluzione migliore sarebbe
l'interazione tra i due. Si ha un esempio con le vendite di termometri laser, il
prodotto è avvantaggiato da una tecnologia innovativa che consente di
misurare la febbre a distanza. I costi di realizzazione e quindi anche i prezzi,
sono pero elevati. Invece, la SARS (polmonite grave) e i relativi problemi di
contagio, ha generato una grande opportunità per l'impresa.
In generale, il fiuto non è sufficiente. Cio perché di deve comprendere il
contesto competitivo, la dinamica dei mercati, reazioni di causa-effetto, e ciò
richiede una definizione di modelli logici e operativi.
Il processo si complica perché le componenti immateriali assumono sempre
più valore (promozione, capacita di servizio).
Contesto competitivo e il modello di Porter-> Ogni area di attività è
caratterizzata da un complesso intreccio di relazione tra i vari soggetti che la
compongono. Se l'impresa vuole assumere un ruolo attivo nel contesto
ambientale e acquisiste un vantaggio deve conoscere la struttura e la
posizione del comparto.
L'orientamento si può ottenere considerando l'interazione tra il soggetto
imprenditoriale (obiettivi, risorse umani e materiali, organizzazione) e
l'ambiente esterno (che definisce il contesto competitivo). 5
Nel modello di Porter tale sistema comprende " cinque forze competitive",
che condizionano il successo e la redditività: concorrenza, potenziali entranti,
potenziali sostituti del prodotto, clienti, fornitori.
Concorrenza Avversari e contesto competitivo:
rivalità tra le imprese esistenti, concentrazione, crescita del
mercato, capacità produttiva in eccesso, sunk costs, tasso di
innovazione.
Nuovi concorrenti:
Potenziali entranti barriere all’entrata, politiche governative.
Prodotti sostitutivi:
Potenziali sostituti prezzo, costi di passaggio da un prodotto all’altro, mobilità dei
clienti.
Clienti Potere contrattuale dei clienti:
concentrazione dei clienti, costi di passaggio da un fornitore
all’altro, presenza di prodotti sostitutivi, margini reddituali del
cliente, identità del marchio, minaccia di integrazione a monte.
Fornitori Potere contrattuale dei fornitori:
concentrazione dei fornitori, input sostitutivi, costi di sostituzione
del fornitore, prezzo dei materiali e servizi esterni rispetto al
valore del bene, minaccia di integrazione a valle.
Figura 2
Le 5 forze determinano la redattività perché influenzano i prezzi, costi e
investimenti.
Il grado di competitività del mercato (imprese esistenti, prodotti sostitutivi,
minaccia di entrata), che varia dal monopolio alla concorrenza perfetta,
influisce sui prezzi, sull'efficienza, sui costi di investimento, sull'innovazione, 6
pubblicità e distribuzione. La minaccia di entrata incide sui prezzi e sugli
investimenti orientati a creare barriere d'ingresso.
Il cliente è dotato di forza contrattuale, non subisce il prezzo, può anche
imporlo. Per esempio può richiedere maggiori servizi e di conseguenza forti
investimenti.
Il potere dei fornitori determina la qualità e i costi di materiali e servizi.
La catena dei valori->Compito della strategia è quello di creare "valore"
utilizzando al meglio le risorse e competenze interne all'impresa con
l'ambiente esterno. L'approccio basato sulle aree funzionali prevede
l'identificazione delle competenze specifiche di ogni area. Ad esempio,
nell'area della ricerca e sviluppo,si può sottolineare il buona andamento della
ricerca di base e sulla velocità nello sviluppo di nuovi prodotti.
Porter propone un esame delle attività dell'impresa, con un percorsa che va
dalla filiera produttiva alla vendita e al servizio di supporto del cliente. Il
modello distingue le attività primarie da quelle di supporto. Le attività primarie
sono:
- movimentazione dei materiali e prodotti
-produzione
-rapporto con il cliente per quanto riguarda la promozione
-vendita
-servizio di supporto.
Le attività di supporto sono diffuse in tutta l'impresa e hanno il compito di
fornire aiuto alle attività primarie. Riguardano:
-Acquisizione materiali
-sviluppo della tecnologia
-gestione delle risorse umane
-infrastruttura direzionale.
L'impresa è una sequenza di attività, secondo questo modello, ciascuna in
competizione con l'ambiente esterno. Il valore generato (margine) è misurato
in base a quanto ogni segmento della catena è disposto a pagare rispetto al
costo effettivo della fase. Il vantaggio competitivo complessivo di un’azienda 7
deriva dalla somma dei vantaggi o svantaggi che l’azienda consegue in ogni
fase rispetto all’esterno e ai concorrenti.
Struttura aziendale
Catena del
valore Gestione risorse umane
Attività di
relativa a: supporto Sviluppo tecnologico
Clienti Approvvigionamenti
Impresa Marketing e
Attività
Canali di Logistica Progettazione Logistica Servizi al
Commercializ-
in entrata e produzione in uscita cliente
primarie
distribuzione zazione
Fornitori margine
singole
attività
La catena del valore permette di monitorare le singole attività e la capacità.
Per esempio, se le competenze più qualificate di un’impresa riguardano il design e logistica
bisogna verificare se è conveniente mantenere all’interno le altre attività della catena del valore.
Il portafoglio delle attività
La matrice del Boston Consulting Group-> La matrice del Boston Consulting Group (BCG) consiste
in un modello, che definisce strategie di business basate su un corretto bilanciamento delle attività
di portafoglio. È una tabella a doppia entrata, dove l’asse delle ordinate è rappresentato dal tassi di
crescita del mercato e l’asse delle ascisse è rappresentato dalla quota di mercato relativa
(rapporto tra quota dell’impresa e quota del principale concorrente). 8
elevata ridotta
QUOTA DI MERCATO RELATIVA
MERCATO
DI
REALE S TAR
elevato Q
UESTIONS MARK
Elevati flussi di Flussi di cassa
cassa in entrata e negativi
ANNUO uscita
DEL
CRESCITA
TASSO D OG
C
ridotto ASH COW Flussi di cassa
Flussi di cassa instabili e tendenti
consistenti e stabili al negativo
Non ci sono dettagli e ci sono poche variabili.
Nel quadrante Star si possiede una elevate quota di mercato in presenza di forte crescita del
mercato (suggerimento:investire).
Per i Question mark (posizione di debole crescita) bisogna guardare se c’è un evoluzione verso il
quadrante Star o dog (quindi investire o disinvestire).
Il quadrante Cash cow indica la disponibilità di stabili flussi di cassa utili per sostenere nuovi
investimenti nel quadrante Star.
Il quadrante Dog individua le attività che occorre sfruttare al meglio in vista di un successivo
disinvestimento. 9
le due variabili esplicative della performance del business risultano assolutamente riduttive
rispetto alla numerosità delle variabili che determinano l’interesse per il business e il
vantaggio competitivo;
la definizione del business e il relativo posizionamento interno alla matrice sono molto
complessi. Con il processo di globalizzazione è difficile definire correttamente la quota di
mercato relativa;
spesso, esistono sinergie rilevanti tra i vari business per cui l’uscita da un’area di business
in declino (Dog) potrebbe avere effetti negativi su business ad elevato potenziale (Star);
le competenze manageriali possono trasformare business perdenti in attività di successo.
In molte circostanze, è proprio una corretta impostazione strategica a definire un risultato
vincente; pertanto l’indicazione di eliminare o meno il business risulta alquanto riduttiva.
La matrice General Eletric (G.E.)/ Mc Kinsey-> La matrice General eletric è un mod
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