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L’impresa: input, output, rapporti tra gli agenti e profitto

Che cos’è un'impresa?

Un’impresa è un’organizzazione produttiva che trasforma degli input in output. Le caratteristiche dei fattori produttivi e dell’output cambiano profondamente nel tempo e a seconda delle aree del business considerate.

L’affermazione che l’obiettivo dell’impresa è la massimizzazione del profitto risulta nei fatti abbastanza usuale e accettata. Il principio perde efficacia esplicativa quando si cerca una maggiore aderenza alla realtà. Si sostiene di voler massimizzare le vendite e al tempo stesso i profitti, affermano di desiderare di minimizzare i costi dell’affare.

La natura dei fattori produttivi in entrata e quella della produzione in uscita cambia profondamente nel tempo. Oggi la creazione di “valore” trova origine in un forte input di “conoscenza”.

Come si configura il processo di nascita e di crescita dell’impresa

  • Idea innovativa
  • Fattori produttivi di natura reale
  • Fabbisogni di capitale circolante
  • Finanziamento bancario
  • Capitale di rischio e società di persone
  • Società di capitali
  • Gruppo azionario
  • Asimmetrie informative e esigenza di incentivazioni
  • Ruolo della produzione e dell’organizzazione nell’attività d’impresa

L’impresa come strumento per produrre

Natura dei fattori produttivi: aspetto fisico (lavoro, capitale, materiali e servizi). Il capitale fisico è costituito da beni durevoli (impianti e macchine), acquistati all’esterno o prodotti dall’impresa; anche la terra (in caso di azienda agricola) è considerata capitale fisico. Si considerano anche componenti che non hanno natura durevole, si tratta del “capitale circolante” (cioè le risorse investite nel magazzino e nel credito ai clienti). I materiali e i servizi rappresentano i beni acquistati da altre imprese (esauriscono la loro utilità in un solo atto produttivo).

Il capitale fisso e circolante riguarda l’aspetto economico e finanziario del capitale. Il capitale, inteso sotto il profilo economico, partecipa alla produzione, tramite gli ammortamenti. Il capitale presenta anche un aspetto finanziario. Si tratta della massa di mezzi finanziari a disposizione dell’impresa. Si ricordano tra questi: i flussi generati internamente all’impresa (autofinanziamento), i debiti finanziari e operativi e i finanziamenti a titolo di rischio (capitale azionario).

Natura materiale e immateriale: gli input materiali sono caratterizzati da “fisicità”, come ad esempio i fabbricati, gli impianti e le macchine. Le risorse immateriali sono ascrivibili sia al lavoro che al capitale e rappresentano il know-how accumulato sotto forma di attività di ricerca, brevetti, marchi ed esperienza.

Natura intermedia e primaria: sono indicati come fattori “intermedi” tutte le risorse consumate e oggetto di acquisizione da altre imprese.

Natura merceologica della produzione. La definizione del contesto competitivo richiede forte disaggregazione settoriale e segmentazione del mercato. La natura merceologica della produzione accomuna i prodotti sotto il profilo fisico. Ad esempio, con il termine minerali metalliferi vengono raggruppati tutti i minerali che contengono metalli.

Sostituibilità dei fattori e dei prodotti: la sostituibilità concerne la possibilità di utilizzare le risorse disponibili in modo alternativo nei processi produttivi o di impiegare il bene prodotto come alternativo nel soddisfacimento dei bisogni finali del cliente. La sostituibilità riguarda il capitale e il lavoro. Alcuni settori produttivi sono caratterizzati da elevata manualità (abbigliamento, mobili) o conoscenza (software) e quindi risulta difficile risparmiare lavoro, tramite l’introduzione di capitale fisico, costituito dalle macchine. In altri comparti (settore meccanico) la possibilità di sostituzione del lavoro con il capitale fisico è molto più ampia.

Complementarietà dei fattori e dei prodotti: la complementarietà implica l’utilizzo congiunto di beni nei processi o nel servizio finale. Il fenomeno può essere più o meno accentuato in funzione dei vincoli esistenti nel rapporto di impiego e nei gusti dei consumatori. Per esempio, esiste stretta complementarietà tra l’acqua e il caffè nel produrre un espresso, mentre per produrre un’insalata la complementarietà tra olio, sale e aceto si riduce in quanto alcuni mettono solo il sale.

Dai flussi reali ai flussi finanziari

Per iniziare un’attività è necessario che qualcuno conceda del credito (mezzi finanziari a titolo di debito). Si avrà un flusso finanziario in direzione dell’impresa al quale si contrapporrà un flusso di impegni nella direzione opposta (∑ flussi finanziari); è infatti necessario remunerare i capitali attinti con un interesse periodico prepattuito (finanziamenti con vincolo di debito) o con quota parte degli eventuali utili (finanziamento con vincolo di rischio).

Tramite le risorse finanziarie disponibili sarà possibile acquisire gli input (X= flussi reali e immateriali) necessari alla realizzazione del prodotto: è il momento dell’aggregazione dei fattori produttivi (materiali e servizi).

Avendo a disposizione le risorse “fisiche e intangibili”, il processo di trasformazione degli input in output può essere avviato, guidato dalla tecnologia già nota all’impresa. È il momento della produzione e dello scambio delle merci e dei servizi realizzati. In questo contesto ha luogo un flusso basato sulla trasformazione di ore uomo, ore macchina e quantità materiali, in altri beni fisici o immateriali, indirizzati al mercato (Y= flussi reali e immateriali).

La produzione si trasforma in moneta e si origina un flusso monetario in direzione dell’impresa (∑YjWj= flussi monetari) e successivamente verso i detentori dei fattori produttivi (∑XjWj= flussi monetari). Se vi fosse assoluta contemporaneità tra i flussi finanziari in entrata e quelli in uscita, l’impresa potrebbe attivare un processo circolare. Non accade, di solito, perché la produzione richiede tempo e perché incassi e pagamenti non coincidono in termini temporali.

Misura dei fattori produttivi e della produzione a livello d’impresa

Il bilancio d’esercizio è un documento che evidenzia il patrimonio aziendale nelle sue componenti e nelle modalità di formazione del reddito. Si dicono “fondi” o “stock” quelle grandezze che vengono definite con riferimento a un preciso istante di tempo. È così per la consistenza degli impianti o per la dimensione dei debiti. Si definiscono “flussi” le grandezze che non ha senso misurare con riferimento ad un dato istante temporale, bensì ad un preciso intervallo di tempo. Infatti non è possibile indicare la dimensione del costo del lavoro alle ore 12 del tempo t, mentre è corretto calcolare il costo relativo all’intervallo di tempo compreso tra le ore 12 del tempo t e le ore 12 del tempo t+1.

Lo SP raccoglie le grandezze stock, con la sola eccezione dell’utile d’esercizio, mentre nel CE vengono indicate le grandezze flusso. Lo SP evidenzia, in un dato momento, la natura delle risorse disponibili per realizzare il fatto produttivo (sono dette attività, si trovano nella sezione sinistra) e la situazione finanziaria dell’impresa (dette passività si trovano nella sezione a destra). Le attività comprendono i valori relativi al capitale investito dall’impresa (immobilizzazioni tecniche e immateriali -> impianti e macchine; immobilizzazioni finanziarie -> titoli e partecipazioni; capitale circolante lordo -> scorte e crediti commerciali). Nelle passività si individuano la consistenza dei finanziamenti a vario titolo (capitale proprio, debiti finanziari e operativi), che costituiscono le fonti delle attività. Il conto economico raccoglie la dimensione economica dell’utilizzo dei fattori produttivi che viene misurata tramite le voci di costo.

Stato Patrimoniale e Conto Economico quale sintesi di grandezze “fondo o stock e grandezze flusso”

Attività Passività
Immobilizzazioni tecniche Capitale proprio
Immobilizzazioni finanziarie Debiti finanziari
Capitale circolante lordo Debiti operativi

Ricavi +/- Variazione scorte prodotti e semilavorati Produz+ Costi capitalizzati - Acquisti di materiali Acquisizione Servizi Consumi +/- Variazione delle scorte di materiali Ammortamento Ammortamento Fattori Stipendi, contributi e Remunerazione del lavoro produtt Accantonamento TFR Remunerazione del capitale di Oneri finanziari debito = Remunerazione del capitale di Risultato lordo d’esercizio rischio e imposte sul reddito

Produzione e Valore Aggiunto

Produzione e Valore Aggiunto = Costo del lavoro + Oneri finanziari + Utile + Imposte Valore + Ammortamenti Aggiunto(V.A.) = Produzione - Consumi V.A. e il grado di integrazione verticale(V.A. / Fatturato) V.A. e dimensione dell’impresa V.A. e redditività dell’impresa.

Il valore della produzione incorpora il corpo di beni intermedi prodotti da altre imprese, indicato dai materiali consumati e dai servizi acquisiti. Volendo misurare ciò che effettivamente è stato creato nel periodo di osservazione, è necessario prendere in considerazione le risorse aggiunte alle componenti esterne. Nasce così una seconda misura della produzione: il valore aggiunto. Si tratta della ricchezza prodotta internamente dall’impresa e oggetto di ripartizione tra il lavoro, il capitale di debito, il capitale di rischio e la Pubblica Amministrazione (imposte). Il valore aggiunto comprende il costo del lavoro, gli oneri finanziari, gli utili d’esercizio e gli ammortamenti.

Capacità informativa del valore aggiunto

Il grado di integrazione verticale (quanto faccio io e quando prendo dall’esterno). Il valore aggiunto misura la produzione realizzata internamente all’impresa e fornisce informazioni preziose sul grado di integrazione verticale dei processi produttivi attivati. Ad esempio, se una società produce autovetture, ma si limita a montare le parti staccate acquistandole all’esterno; sarà molto elevato il peso dei consumi intermedi, mentre salari, stipendi e interessi saranno meno importanti; il rapporto tra valore aggiunto e produzione complessiva (fatturato) sarà relativamente ridotto. Se l’impresa produce al proprio interno gran parte dei beni intermedi (semilavorati) utilizzati, gli acquisti interesseranno solo materie prime e il loro peso sarà limitato, mentre saranno rilevanti i salari, gli stipendi e gli interessi, a conferma dell’intensità dei processi lavorativi; il rapporto tra valore aggiunto e fatturato sarà molto più elevato rispetto al caso precedente, segnalando la maggiore integrazione verticale del processo produttivo.

La dimensione: il valore aggiunto può essere considerato anche un buon indicatore di dimensione. Il valore aggiunto è tanto più consistente quanto più esteso e profondo il processo di trasformazione degli input in output. C'è una correlazione positiva tra intensità dei processi di trasformazione e dimensione dell'impresa.

La redditività: il valore aggiunto, come somma delle remunerazioni dei fattori produttivi primari (lavoro e capitale, compreso quello dell'imprenditore) misura anche la capacità di produrre reddito in senso lato. Tale reddito è oggetto di ripartizione tra le "risorse interne" e, a parità di altre condizioni, il miglioramento del valore aggiunto implica un maggiore reddito disponibile per il lavoro e il capitale.

Obiettivi dell'imprenditore individuale

L’imprenditore neoclassico è un soggetto che opera in condizioni di concorrenza pura, basata su un numero elevato di operatori, perfetta informazione, omogeneità delle merci, libertà di entrata e uscita. È un soggetto passivo l'impresa. Ma in questo modello vi è una carenza: assenza di funzione organizzativa. In realtà l’imprenditore è informato sui prezzi dei fattori, ma la domanda di mercato è incerta e perciò non esiste la possibilità di definire esattamente i prezzi di vendita. L’impresa massimizza il profitto atteso e non quello certo. L’imprenditore viene visto come un soggetto che accetta di operare in un contesto incerto che coordina soggetti che desiderano essere retribuiti con un reddito fisso (avversi al rischio).

L'impresa può difficilmente massimizzare i profitti perché le imprese non hanno obiettivi: sono gli agenti esterni ed interni all'impresa ad...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.gasdi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Fraquelli Giovanni.
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