Capitolo 4
Il successo, all'interno dei singoli business, dipende dalla capacità di costruire e mantenere una posizione di forza basata sui costi o sull'attività di differenziazione.
Configurazioni di costo utili per le decisioni operative
Differenti nozioni di costo
Il controllo e l'utilizzo dei costi richiede di definire e classificare i fattori produttivi per categorie omogenee. Può essere utile disporre di informazioni di costo inerenti alla:
- Natura del fattore produttivo utilizzato
- Possibilità di attribuzione al prodotto o servizio finale
- Destinazione delle risorse a differenti aree funzionali
- Fase di lavoro
- Variabilità rispetto ai volumi di produzione
- Variabilità rispetto al tempo
- Possibilità di controllare e gestire la risorsa
- Programmazione e budget
Natura del fattore produttivo utilizzato e determinazione del valore aggiunto
L'impresa affronta la produzione tramite la trasformazione di varie risorse. La natura del fattore produttivo comprende il lavoro, materiali e servizi acquistati all'esterno, capitale fisico e finanziario. Il bilancio d'esercizio rappresenta un momento di comunicazione e di conoscenza dell'attività rivolta al sistema esterno all'impresa e al management.
Schema C.E.
- Ricavi +/- variazione scorte prodotti e semilavorati
- + Costi capitalizzati -> costi che durano per più esercizi; per esempio il costo per produrre macchine che realizzano i mon cherie. "Costruzioni in economia" -> costi che si stornano dai costi e finiscono in S.P.
- Produzione (produzione – consumi) +/- variazioni scorte materiali
- - Acquisti materiali e componenti
- - Acquisizione servizi -> insieme agli acquisti materiali e componenti formano i consumi (acquisti – rimanenze finali + rimanenze iniziali).
Valore aggiunto
Ad esempio i giochi online - costo del lavoro -> costituito da lavoro, ammortamento, oneri finanziari.
Risultato operativo lordo
- - Ammortamenti e accantonamenti
Risultato industriale
- + Proventi finanziari e atipici
Risultato operativo
È importante perché dice come sta l'azienda prescindendo dal debito.
Risultato corrente
- +/- Costi e ricavi straordinari
- - Imposte
Risultato netto d'esercizio
Formula -> ricavi + rimanenze iniziali – rimanenze finali = produzione. Con questa suddivisione possiamo definire il V.A., l'informazione relativa alle componenti reali (ammortamenti) e a quelle finanziarie (proventi e oneri finanziari) consente di separare il risultato dell'attività operativa dalla gestione finanziaria. Il risultato industriale evidenzia il saldo dei costi e ricavi inerenti all'attività tipica. Il reddito operativo incorpora i proventi di impieghi finanziari e altre attività atipiche.
Attribuzione alle risorse impiegate al prodotto e/o al servizio finale
La possibilità di misurare oggettivamente l'utilizzo del fattore produttivo per le singole lavorazioni e l'orientamento in tale direzione costituiscono elementi fondamentali per ottenere corrette configurazioni di costo. Si possono individuare due categorie di costo:
- Costi speciali -> possono essere attribuiti al prodotto/servizio oppure al singolo centro di produzione (per esempio il costo di una nuova cucina può essere direttamente imputato al pasto).
- Costi comuni -> si pongono in relazione ai prodotti e ai centri in base a una ripartizione soggettiva, non essendo oggettivamente misurabile l'entità della risorsa che ciascun prodotto o servizio richiede (come nel caso dei costi speciali); per esempio il costo dei bidelli/riscaldamento.
Principio causale dell'attribuzione dei costi comuni ai prodotti o ai centri
Bisogna assegnare, a ogni oggetto di costo, valori che siano espressione quanto più significativa del concorso, offerto da ciascun fattore produttivo all'oggetto medesimo. Piuttosto che studiare la distinzione tra costi comuni e speciali si prende in esame una classificazione che tiene conto della convenienza (in termini di costo e di tempo). Un costo è diretto se abbiamo contemporaneamente 2 caratteristiche:
- Possibilità di misurare in modo oggettivo la quantità di fattore impiegato per ogni singolo prodotto
- Convenienza a effettuare questa misurazione.
Si può affermare che:
- I costi speciali possono essere diretti o indiretti (sono indiretti quando si potrebbero misurare ma non conviene, per esempio il consumo del gas).
- I costi comuni sono indiretti (riscaldamento, bidelli).
Nell'impresa industriale i costi diretti sono:
- Materie prime
- Manodopera diretta
- Materiali e servizi acquisiti all'esterno, licenze e brevetti, ammortamenti.
Destinazione delle risorse a differenti aree funzionali
Nell'impresa risorse di uguale natura sono impiegate in differenti aree funzionali (per esempio i computer). È utile conoscere il costo delle risorse produttive ripartite secondo le diverse aree funzionali. Elenco delle principali configurazioni di costo con riferimento alle aree funzionali presenti in quasi tutte le imprese:
- Costi di produzione -> risorse impiegate direttamente per le singole lavorazioni (materie prime, operai e macchine che operano su una specifica linea di montaggio) o in modo indiretto per più prodotti o servizi. Si tratta del personale addetto al magazzino, alla sorveglianza, dei materiali indiretti (bulloni), servizi indiretti (gas), ammortamenti e macchinari.
- Costi amministrativi -> spese sostenute per il personale, servizi e capitale fisso utilizzati per l'attività contabile e amministrativa.
- Costi commerciali -> costi sostenuti per la promozione e distribuzione dei prodotti (provvigioni di vendita commisurate al fatturato, che possono essere poi attribuite ai singoli prodotti).
- Costi di ricerca e sviluppo -> la ricerca e sviluppo di nuovi prodotti o processi è un presupposto fondamentale per la vita dell'impresa nel medio/lungo termine.
- Costi generali aziendali -> oneri finanziari. Quali ufficio legale, finanza e controlli.
Costo primo
- Materiali diretti
- Costo primo lavoro diretto
- Altri costi diretti
Costo primo
Costo industriale
- Costi generali di produzione
Costo industriale
Costo amministrativo
Costo operativo
- Costi commerciali
- Costi generali aziendali
Costo operativo
Costo pieno
- Oneri finanziari
Fasi di lavoro e configurazioni di costo
È necessario tener conto dei costi opportunità.
Variabilità rispetto ai volumi di attività e rappresentazione dei costi
Bisogna considerare 2 categorie di costi: fissi e variabili linearmente. I costi fissi trattano risorse il cui utilizzo non subisce cambiamenti significativi al variare della produzione. Gli ammortamenti per esempio, nei limiti della capacità produttiva il costo del loro servizio non varia. Per le componenti variabili la definizione è più delicata. Esistono fattori e condizioni di utilizzo a produttività crescente, costante e decrescente. Nella fase di avvio la resa del lavoro e dei materiali migliora all'aumentare dei volumi. Con l'aumento delle quantità prodotte il miglioramento tende ad annullarsi e si ha una relazione tra volumi e fattori variabili. In futuro l'usura degli impianti, problemi di gestione delle scorte generano un incremento dei costi variabili e quindi si tralascia il modello di linearità.
Esempio - I lotti economici del signor Filippo
Il signor Filippo produce e vende il bene A con un processo produttivo completamente automatizzato. L'analisi dei costi consente di verificare che:
- L'impianto indivisibile necessario alla produzione ha un costo fisso annuo di 10.000 e una capacità produttiva di 300 unità di prodotto;
- Le materie prime vengono immesse nel processo produttivo in modo discontinuo. Ogni lotto ha un costo di 2.500 e consente la produzione di 50 pezzi;
- Per l'attività di distribuzione si è stipulato un contratto di trasporto che comporta una spesa di 2.000 per ogni lotto di 100 pezzi.
Tabella 4.3 - Costi del bene A
| Costo unitario | Q | Costo totale | Costo marginale medio |
|---|---|---|---|
| 0 | 10.000 | -- | -- |
| 1 | 14.500 | 14.500 | 14.500 |
| 50 | 14.500 | -- | 290 |
| 51 | 17.000 | 2.500 | 333 |
| 100 | 17.000 | -- | 170 |
| 101 | 21.500 | 4.500 | 213 |
| 150 | 21.500 | -- | 143 |
| 151 | 24.000 | 2.500 | 159 |
| 200 | 24.000 | -- | 120 |
| 201 | 28.500 | 4.500 | 142 |
| 250 | 28.500 | -- | 114 |
| 251 | 31.000 | 2.500 | 124 |
| 300 | 31.000 | -- | 103 |
Configurazioni di costo e margini di contribuzione
Individuati i costi variabili è possibile indicare il contributo del singolo prodotto o del complesso dei prodotti alla copertura dei costi fissi. Confrontando i ricavi con i costi variabili relativi ai materiali si individua un margine di intermediazione commerciale utile per le politiche di acquisto. Consumi di materiali + restanti componenti variabili = costo variabile totale. Ricavi - costo variabile totale = margine di contribuzione. Il margine di contribuzione misura la capacità delle vendite di contribuire alla copertura del complesso dei costi di struttura. Se prendiamo in considerazione anche i costi fissi diretti troviamo il secondo margine di contribuzione. Con quest'ultimo troveremo i costi specifici di ogni segmento aziendale e il corrispondente margine. È importante per l'ottimizzazione del mix di vendita e nelle decisioni di esternalizzazione (make or buy).
Per esempio nel primo margine di contribuzione si tolgono i costi della frutta (prendendo per esempio un supermercato). Al secondo margine si tolgono i costi fissi diretti (al primo margine, per esempio le persone del reparto pesce, ammortamenti frigoriferi). Col margine ante imposte si tolgono i costi fissi indiretti (cassiere, personale magazzino..).
Filippo & C. e i margini di contribuzione
Al tempo t, la Filippo & C. opera con due linee di prodotti: A e B. Il prodotto A ha ottenuto nel tempo risultati molto favorevoli dal lato delle vendite, raggiungendo progressivamente il 65% dei ricavi totali (pari a 40.000 Euro), mentre il prodotto B presenta una crescita dei volumi costante ma assai contenuta. La direzione della società pone seri interrogativi sull'opportunità di destinare ulteriori risorse aziendali a tale prodotto. Le analisi dei costi offrono le informazioni, riportate nella tabella 4.4. Si indichi l'effettivo contributo del prodotto B ai risultati aziendali.
Tabella 4.4 – Filippo & C.: costi totali variabili e fissi dei prodotti A e B
| Prodotto | A | B |
|---|---|---|
| Costi variabili dei materiali e servizi | 4.400 | 1.600 |
| Costi variabili del lavoro | 4.800 | 1.200 |
| Costi fissi diretti del lavoro | 2.800 | 1.200 |
| Altri costi fissi diretti operativi | 1.200 | 800 |
Tabella 4.5 – Filippo & C.: margini di contribuzione dei prodotti A e B
| Prodotto A | Prodotto B | Totale A+B | ||
|---|---|---|---|---|
| R | 26.000 | 14.000 | 40.000 | |
| ICA VI | Costo materiali e servizi | 4.400 | 1.600 | 6.000 |
| Costo del lavoro variabile | 4.800 | 1.200 | 6.000 | |
| M (P ) | 16.800 | 11.200 | 28.000 | |
| ARGINE DI CONTRIBUZIONE RIMO MARGINE | Costi fissi diretti del lavoro | 2.800 | 1.200 | 4.000 |
| Altri costi fissi diretti operativi | 1.200 | 800 | 2.000 | |
| S M | 12.800 | 9.200 | 22.000 | |
| ECONDO ARGINE DI CONTRIBUZIONE | Costo del lavoro indiretto | 8.000 | ||
| Altri costi fissi operativi indiretti | 2.000 | |||
| R | 12.000 | |||
| ISULTATO OPERATIVO | Oneri finanziari | 4.000 | ||
| R | 8.000 | |||
| ISULTATO CORRENTE |
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