Perché studiare economia e gestione delle imprese?
E' una visione semplificata dei diversi approcci allo studio dell’impresa e delle sue attività; l’obiettivo è quello di fornire i fondamenti di governo e direzione delle imprese, analizza i problemi aziendali, ha un approccio sistemico e olistico, una prospettiva di studio e un rigore formale ed è caratterizzata dal pragmatismo e dall’interdisciplinarietà.
Servono delle conoscenze di base relative alle risorse e processi, comportamento umano e logica economica dal punto di vista aziendale mentre dal punto di vista contestuale servono conoscenze relative agli ambienti: naturale, produttivo, burocratico, giuridico, politico, sociale e culturale.
Teoria d’impresa
La teoria d’impresa è definita tramite un processo mentale di astrazione che isola poche variabili determinanti per l’interpretazione dei fenomeni; è intesa come attività pratica di governo ed è definita da problemi concreti differenti da caso a caso con diverse ed infinite cause e circostanze. La teoria e la pratica manageriale non sono separabili infatti la rielaborazione teorica è importante per l’apprendimento, il compito della teoria è ridurre la complessità delle decisioni manageriali.
La varianza di un fenomeno ha dimensione sincronica cioè differenti caso possibili in uno stesso momento e una dimensione diacronica cioè che un fenomeno presenti varianti successive nel tempo; la teoria d’impresa deve essere storicizzata poiché deve sviluppare schemi interpretativi capaci di cogliere le varietà delle forme d’impresa, fornisce pertanto un supporto alle decisioni.
Definizione di impresa
Impresa: organismo giuridicamente rilevante, rispondente ad interessi motivanti, costituito da un complesso organizzato e guidato di risorse di varia natura che svolge un’attività finalizzata a:
- Attività connesse a interessi motivanti, espressione della volontà di creazione o esistenza del soggetto imprenditore
- Attività di governo connesse alla presenza di un soggetto imprenditore
- Attività operative rivolte al sistema o di autostrutturazione connesse alla creazione fisica di un apparato operativo e al suo mantenimento
- Attività operative rivolte all’esterno connesse all’utilizzazione del precostituito apparato di produzione
L’impresa può essere considerata come uno strumento sociale ideato dall’uomo per migliorare la propria esistenza. L’utilizzo dello strumento rispetto all’autoproduzione garantisce migliore efficienza nell’impiego di risorse grazie a: la collaborazione di più individui e la divisione del lavoro e della specializzazione.
Impresa: azione combinatoria volta alla realizzazione di un prodotto o un servizio.
Funzioni tecnico-economiche
- Funzione di produzione: beni (processo di trasformazione fisica degli input) servizi (il risultato del processo è un bene immateriale)
- Funzione di adattamento: nello spazio (il prodotto è reso disponibile nel luogo dove è richiesto indipendentemente dal luogo di produzione) nel tempo (il prodotto è disponibile nel momento in cui viene chiesto)
- Funzione finanziaria: particolare caso di funzione di adattamento in cui l’oggetto è costituito da risorse finanziarie.
Attraverso queste funzioni l’impresa ricombina e trasforma le risorse per giungere a un risultato che sia in grado di soddisfare il bisogno dell’utenza; può avvenire attraverso una logica di scambio e il luogo in cui tale attività si svolge è il mercato che può essere diviso in:
- Mercato dei beni finali dove la transazione ha per oggetto un bene o servizio acquistato dal consumatore finale
- Mercato dei beni intermedi dove l’utente non è il consumatore finale ma un soggetto economico che sottoporrà il bene a un ulteriore processo di trasformazione.
La filiera produttiva è l’insieme di tutte le fasi di lavorazioni necessarie a realizzare un bene o servizio destinato al consumatore finale; ogni fase di lavoro apporta il proprio valore aggiunto, una stessa impresa può svolgere una o più fasi all’interno della propria filiera (grado di integrazione verticale).
Stakeholders aziendali
Interne:
- Azionisti: sono detentori del capitale di rischio, hanno la residualità degli interessi, sopportano il rischio d’impresa.
- Dirigenti: svolgono funzioni direttive nell’impresa e si distinguono l’attività di alta direzione e di gestione corrente; due ragioni principali che portano alla separazione tra proprietà del capitale e direzione dell’impresa: 1. La crescita dell’impresa porta all’aumento dei problemi da gestire 2. Lo sviluppo richiede maggiori risorse emerge cosi l’esigenza di allargare a terzi la base azionaria.
- Lavoratori: si distinguono per la diversità dei ruoli e devono avere un atteggiamento di collaborazione o contrapposizione tra lavoratori/sindacati e imprenditori/capitalisti.
Esterne:
- Banche e istituti finanziari: hanno la possibilità di partecipare al capitale dell’impresa: presenza diretta di interessi diretti nella vita aziendale e possibili conseguenze gestionali.
- Fornitori: hanno diversità di ruoli in presenza di elasticità di rapporto o di vera e propria patnership.
- Clienti: sono i destinatari dei prodotti e dei servizi e da loro dipende il successo aziendale.
- Pubblica amministrazione: poiché percettore di imposte è un socio latente, ma aiuta lo sviluppo dell’impresa poiché erogatore di servizi.
- Istituzioni formative: ruolo di formazione di livello superiore e della ricerca.
- Concorrenti: offrono prodotti/servizi che vanno a soddisfare il medesimo bisogno.
Strategie d’impresa
Le strategie d’impresa influenzano ma sono condizionate da determinati fattori di localizzazione e può assumere forme diverse: distretti industriali (enti socio-territoriali caratterizzati da una presenza di una comunità di persone e una popolazione in un’area con un’attività industriale dominante) e clusters (definiti come agglomerazioni geografiche di imprese in un particolare campo), questi due termini spesso vengono usati come sinonimi anche se in realtà non lo sono.
Presupposti fondamentali per la nascita di un’impresa
Nell’impresa è possibile individuare 3 presupposti fondamentali per la nascita: volontà creatrice, risorse, utenza portatrice di domanda.
Questi presupposti sono necessari ma non sufficienti e dobbiamo accostare due condizioni perché l’attività si possa concretizzare: patrimonio genetico, sistema di capacità.
Volontà creatrice:
- Interessi lucrativi
- Interessi non lucrativi economico-finanziario tecnico-economico economico-sociali
- Logica Remunerazione monetaria Mutualismo
- Motivazioni personali individuale diretta/indiretta Autoconsumo
- Qualità della vita
Logica di investimento:
- Investimento di risorse Strategia di Immagine aziendale finanziarie eccedenti gruppo
- Notorietà
- Logica Generazione di risorse Interventi di politica Livello dei prezzi statale per altri interventi industriale nell’offerta
- Sviluppo sociale di beni o servizi
Risorse:
- Tutti gli assets, le capacità, i processi organizzativi, gli attributi dell’impresa, l’informazione la conoscenza, ecc, controllati dall’impresa al fine di generare e implementare quelle strategie che migliorino la sua efficienza ed efficacia.
- Le risorse possono essere:
- Finanziarie: risorse strumentali per l’acquisto di tutte le altre risorse
- Non finanziarie di apparato: disponibili in modo durevole, cedono la loro utilità nel tempo
- Non finanziare correnti: provenienti dall’esterno in modo abituale, cedono la loro utilità nel tempo in un singolo uso.
Domanda
L’elemento fondamentale della base della domanda è il bisogno ovvero la sensazione di mancanza provata rispetto a una soddisfazione generale legata alla condizione umana. La domanda acquista rilevanza economica quando il numero di potenziali utenti portatori di quello specifico bisogno (entità) è tale da rendere profittevole per l’impresa produrre un bene o servizio finalizzato a soddisfarla.
Ci sono tre tipi di domanda:
- Domanda effettiva: esiste già un mercato pertanto sono già note le sue caratteristiche, tale tipo di domanda può essere soddisfatta, o non del tutto o in quantità o in qualità.
- Domanda emergente: si hanno alcune indicazioni parziali sulle sue caratteristiche e sulla sua entità.
- Domanda latente: non ha dato ancora manifestazione concrete della sua esistenza.
L’idea imprenditiva (patrimonio genetico)
L’idea imprenditiva è la modalità attraverso la quale l’impresa cercherà di generare valore e la sua formulazione dipende da tre domande:
- Quale bisogno si intende soddisfare?
- Chi sono i potenziali clienti?
- Come è possibile il prodotto o servizio adatto a soddisfare i clienti?
L’impresa deve dotarsi di un capitale di rischio (mezzi finanziari permanenti) per garantire autonomia finanziaria, capacità attrattiva e attenuare il peso dei oneri finanziari iniziali.
Sistema di capacità
Una capacità, a differenza delle risorse, è radicata nell’organizzazione e nei suoi processi e per questo difficile da trasferire e il suo scopo è quello di aumentare la produttività di altre risorse.
Le capacità principali:
- Approvigionamento
- Trasformazione
- Vendita
- Finanziaria
Chiavi di lettura dell’impresa
Per apparati-capacità-comportamenti che si divide in comportamenti di autostrutturazione e verso l’esterno. L’autostrutturazione è costituita dall’insieme delle attività svolte dal sistema operativo finalizzate a generare nuovi apparati e quindi nuove capacità funzionali.
I comportamenti funzionali si riferiscono all’insieme delle attività realizzate dal sistema operativo finalizzate a implementare l’idea imprenditiva utilizzando le capacità di cui dispone il sistema operativo.
Assetti costitutivi
Per assetti costitutivi: assetto proprietario, vertice imprenditoriale, sistema operativo.
Assetto proprietario
L’assetto proprietario svolge le funzioni di:
- Capitalizzazione:
- Forma giuridica: ditta individuale, società di persone, società di capitali.
- Livello di capitalizzazione: mezzi propri/capitale investito.
- Natura dell’assetto proprietario: stabilità o instabilità del controllo, grado di partecipazione al capitale di altri stakeholders.
Orientamento strategico:
Insieme di idee, valori e atteggiamenti prevalenti nell’impresa con riguardo al campo di attività in cui l’impresa si ritiene vocata alla sua filosofia gestionale ed organizzativa ai fini e agli obiettivi che intende perseguire.
- Logica di riferimento degli interessi: individuale, impresa, ente pubblico.
- Natura degli interessi: economico-finanziario, tecnico-economico, economico-sociale.
Legittimazione e controllo del vertice imprenditoriale:
Composto da tutti i soggetti che detengono il capitale di rischio.
- Valutazione di: approvazione del bilancio, destinazione dell’utile.
- Controllo sull’organo imprenditoriale: nomina del C.d.A. e nomina delle direzione.
Il controllo proprietario può essere assoluto o relativo; è assoluto quando un soggetto detiene il 50%+1 delle azioni della società; è relativo quando non esiste un soggetto con il 50%+1 delle azioni ma si può ricreare la situazione tramite accordi parasociali (accordi formali tra soci) o familiari (i soggetti detentori del capitale di rischio sono familiari); ci sono poi le public companies dove le azioni sono frammentatissime tra gli azionisti che ognuno di loro ha una % minima.
Partecipazione al capitale di altri stakeholder
Lavoratori: favorisce il consenso poiché incentiva la cooperazione, suscita una coincidenza di interessi con gli azionisti, favorisce la creazione e la diffusione del valore poiché si amplia e da stabilità alla base azionaria e riduce il costo medio dei capitali raccolti.
Managers: per limitare i comportamenti opportunistici sono introdotte azioni di controllo. I meccanismi di incentivazione sono utilizzati per sensibilizzare il management all’obiettivo di massimizzare il capitale economico. I principali problemi nel ricorso agli incentivi sono: la misura dei risultati e gli incentivi sono modesti. Le formule ideali di incentivazione dovrebbero: ancorare l’incentivo a un indicatore diretto alla creazione del valore, consentire l’ottenimento di benefici, far partecipare il management al rischio d’impresa, operare nel medio-lungo periodo.
Banche:
- Tedesca: servizi qualificati e molta mediazione con imprese però risulta molto ostile dall’esterno; squilibrio tra mezzi propri e debiti.
- Giapponese: rapporto 2:1 tra debiti e capitali, finanziamenti a bassi tassi ed ha un ruolo di difesa quando l’impresa è in difficoltà a fronte di garanzie ipotecarie.
- Anglosassone: hanno un ruolo marginale.
- Latino: le banche non partecipano al controllo dell’impresa anche se le imprese nutrono debiti verso esse, di solito le imprese sono finanziate da più banche, nei momenti di difficoltà tendono a recuperare crediti alle imprese.
Stabilità del controllo
Modelli che favoriscono la stabilità del controllo:
- Presenza di banche che svolgono ruolo dominante (tedesco, giapponese)
- Prevalenza capitalismo familiare (latino) e esclusione di altri stakeholders al controllo dell’impresa.
Modelli che favoriscono l’instabilità del controllo:
- Prevalenza di public companies (anglosassone)
- Politiche manageriali condizionate dal pericolo di scalate ostili.
Vantaggi della stabilità del controllo:
- Evita alla direzione le urgenze e le ansie di risultati immediati (ottica medio-lungo termine)
- Sviluppa una forte propensione alla crescita
- Incentiva la creazione di nuovi prodotti
- Consente una forte ritenzione degli utili conseguiti (autofinanziamento).
Corporate governance
La corporate governance riguarda la natura e la forma degli assetti istituzionali di un’impresa ed in particolare la relazione tra il management della società e i suoi azionisti, concerne l’insieme dei diritti, forme e procedure di controllo al fine di proteggere tutti gli interessi dei diversi soggetti, fornisce il criterio per ordinare gli interessi istituzionali coinvolti nella società, esprime un atteggiamento dell’imprenditore verso i pubblici dell’azienda in vista di creare le condizioni per un adeguato consenso sociale.
Il vertice imprenditoriale
Nel vertice imprenditoriale si concentra il potere decisionale dell’impresa ai quali spetta decidere gli obiettivi e le strategie, l’organizzazione del sistema operativo, il soddisfacimento e l’armonizzazione degli interessi di cui i diversi stakeholder sono portatori. L’imprenditore è colui che assolve le tre indecentrabili funzioni imprenditoriali.
Funzioni del vertice imprenditoriale
Funzione strategica:
- Campo di attività: area strategica di affari
- Direttrici di sviluppo: monobuisiness, pluribuisiness
- Strategie concorrenziali: prevenzione, conflitto, elusione, accordo
Funzione di organizzazione dell’attività d’impresa:
- Struttura del vertice: monopersonale/pluripersonale, monocentrica/policentrica, differenziata/indifferenziata.
- Metodo di governo: direzione intuitiva, orientata, per obiettivi.
- Struttura organizzativa: multifunzione, multidivisionale, a matrice.
Funzione politica armonizzatrice:
- Teleologica dell’impresa: definizione e gerarchia degli scopi.
- Aree dell’equilibrio teleologico: assetto teleologico di base.
L’imprenditore reale è la persona o gruppo di persone fisiche che regge di fatto le sorti dell’impresa. Sono quindi possibili diverse forme.
Monopersonale: unico soggetto.
Pluripersonale: gruppo integrato di soggetti e può essere monocentrico (i soggetti attuano un unico sistema di processi collegiali di decisione) e si divide in indifferenziato quando ciascun soggetto svolge qualsiasi funzione, le decisioni sono prese da tutti i soggetti insieme e differenziato quando ciascun soggetto svolge un certo tipo di attività a prescindere da altri soggetti; può essere policentrico quando il vertice del gruppo d’imprese è integrato da tanti centri imprenditoriali quanti sono le imprese che lo compongono.
Il piano è un disegno anticipatorio di decisioni per un’azione imprenditoriale da condurre nel medio-lungo termine verso il conseguimento di obiettivi strategici.
Direzione
Direzione intuitiva: predilige l’intuizione e governa in assenza di obiettivi predefiniti. Assenza o scarsa presenza di strumenti informativi.
Direzione orientata: presenza di obiettivi seppur non sicuramente definiti, scarsa fiducia negli strumenti di controllo esercitato solo per risultati passati.
Direzione per obiettivi: Centralità degli obiettivi che diventano un mezzo logico-organizzativo per controllare l’azione direzionale, verifica degli scostamenti tra obiettivi e realizzato, individuazione di sotto-obiettivi di gestione e loro assegnazione.
L’imprenditore per svolgere la funzione deve possedere i seguenti requisiti: capacità di resistenza fisica, ambizione, intuizione, laboriosità, ecc. Ogni imprenditore può avere caratteri con diversa intensità.
Caratteri dell’imprenditore
Titolarità della proprietà: titolarità completa o mancanza di titolarità, il vertice imprenditoriale può essere anche proprietario dell’impresa.
Propensioni:
- Alla delega ossia affidare ad altri soggetti parte dell’attività decisionale
- Al rischio ossia intraprendere attività rischiose
- All’innovazione ossia inclinazione al cambiamento.
Logica di azione:
- Economica (modo in cui l’imprenditore gestisce la distribuzione della ricchezza prodotta dall’impresa)
- Programmatica (che si divide in estrapolativa e prospettica, riguarda le modalità con le quali si valuta il futuro estrapolativa: futuro evoluzione lineare).
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