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- invenzioni di stili di vita

In ultima analisi si può affermare che Addio al Marketing contenga molti degli elementi come la

centralità delle relazioni, l’importanza dei valori, l’integrazione tra impresa e ambiente che si

ritrovano oggi nelle Nuove Frontiere del Marketing, nell’Economia delle Esperienze, nella Marca

Valoriale.

Nuove frontiere del Marketing, Economia delle Esperienze,

Marca Valoriale. Non c’è rosa senza spine o delle difficoltà sul

piano aziendale.

Gli aspetti in questione si possono così descrivere:

1) le condizioni necessarie, ossia i requisiti culturali, organizzativi, finanziari o di altro genere

che l’impresa deve possedere affinché l’approccio in questione possa essere implementato

2) i problemi interni, vale a dire gli ostacoli di varia natura che all’interno dell’impresa si

possono frapporre nel momento dell’attuazione dell’approccio.

3) I dubbi sull’efficacia, ovvero gli interrogativi circa l’effettivo successo che gli approcci

potrebbero permettere di conseguire nel mercato.

LE DIFFICOLTA’ DELLE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

1)Condizioni Necessarie

Una delle condizioni di fondo da soddisfare è data dalla disponibilità del consumatore a investire

tempo ed attenzione nella relazione. I vantaggi del marketing relazionale sono infatti ottenibili solo

se il consumatore è disponibile ad entrare a far parte di una relazione duratura con il produttore.

2) Problemi interni

Si possono avanzare dubbi sulla reale capacità delle imprese di adottare un orientamento

relazionale di così elevata intensità come quello prefigurato dagli autori che hanno sviluppato tale

approccio. È difficile, perché si tratta evidentemente di ottenere dal management e dal personale un

atteggiamento di disponibilità e di commitment superiore a quello normalmente richiesto.

Ancora c’è un problema di numeri, ovvero come è possibile gestire relazioni con così tante

persone?

Ancora c’è un problema organizzativo: come gestire tutte le informazioni disponibili?

Anche se si tratta di una difficoltà abbastanza prevedibile ed inevitabile, è infine opportuno

sottolineare l’onerosità di una scelta di Relationship Marketing, CRM e Marketing one to one.

Ciascuno di tali percorsi implica forti investimenti e sono già disponibili indagini delle quali risulta

come oltre la metà dei progetti avviati non abbia prodotto risultati.

3) Dubbi sull’efficacia

- desiderio di varietà del cliente

- valenza di riconoscimento sociale del prodotto

- eccesso di scelta/sforzo per la definizione del prodotto

- artificiosità della personalizzazione

- conoscenza del mercato illusoria

- perdita della lettura del contesto

- sottovalutazione dei segnali e dei legami deboli

Customer Knowledge Management

1)Condizioni necessarie: disponibilità da parte del cliente

L’adozione di una prospettiva di utilizzo della conoscenza del cliente a fini di progettazione del

prodotto implica necessariamente un forte coinvolgimento del cliente stesso. I metodi possibili sono

4: la costruzione da parte dell’impresa di scenari plausibili; l’osservazione dei consumatori nei

contesti reali di acquisto e di utilizzo del prodotto; l’osservazione dei consumatori in contesti di

utilizzo creati ad hoc ed infine la progettazione di un rapporto di partnership strutturato con clienti

selezionati.

2) Problemi interni: sindrome “Not invented Here”

Un problema può essere dato da questa sindrome, ovvero da quella sorta di complesso di cui le

persone che nell’impresa si occupano di ricerca e sviluppo possono soffrire nei confronti appunto di

quello che non è stato ideato internamente.

3)Dubbi sull’efficacia: innovazione limitata

L’ultima difficoltà è data dalla possibile riduzione della capacità innovativa in cui si può incorrere

quando si affidi al cliente il compito di introdurre i nuovi prodotti, o comunque ci si basi sugli input

da esso forniti. Viral Marketing

1)Condizioni necessarie: validità del prodotto e carisma degli untori

Il marketing basato sulla persuasione diretta presenta una condizione necessaria di estrema

rilevanza. Occorre che il prodotto che si vuole far conoscere in questo modo sia almeno davvero

valido e possibilmente anche innovativo. Un secondo elemento non di poco conto è la necessità di

disporre di persone in grado di attivare effettivamente questo tipo di comunicazione. Non sempre

può essere facile trovare persone in possesso di queste caratteristiche, anche perché il grado di

conoscenza che occorre avere per verificarne l’effettiva disponibilità è elevato.

2) Problemi interni: corretta gestione degli untori e rischi di comportamenti opportunistici degli

untori.

Un problema consiste nella gestione degli untori, affinché la loro azione sia effettivamente

indirizzata agli obiettivi che l’impresa si pone. Gli untori inevitabilmente si trovano in una

posizione di controllo rispetto al flusso di comunicazione che l’impresa intende emettere, in quanto

potrebbero diffondere il messaggio in modo non sufficientemente incisivo o addirittura attivare un

passaparola sfavorevole all’impresa.

3) Dubbi sull’efficacia: dipendenza da terzi

Con l’approccio in questione, l’impresa comunque si affida ad un meccanismo difficile da avviare,

da guidare, dipendente sostanzialmente dal comportamento e dalle interazioni spontanee di una

pluralità di persone. Ubiquitous Commerc

1)Condizioni necessarie: diminuzione dei costi delle infrastrutture

2) Problemi interni: eccesso di delega a sistemi automatizzati

3) Dubbi sull’efficacia: capacità di gestione operativa delle informazioni

LE DIFFICOLTA’ DELL’ECONOMIA DELLE ESPERIENZA

1)Condizioni necessarie: adeguamento della cultura aziendale

2) Problemi interni: Onerosità

Effettiva possibilità di esperienzializzare l’output

Individuazione di esperienze significative

3) Dubbi sull’efficacia: relazione tra esperienzializzazione e fedeltà del cliente da verificare

Dipendenza dell’esperienza dalla cultura locale

Autenticità dell’esperienza

LE DIFFICOLTA’ DELLA MARCA VALORIALE

1)Condizioni necessarie: adeguamento della cultura aziendale

2) Problemi interni: scarsità dei valori utilizzabili

Vincolatività dell’opzione valoriale

3) Dubbi sull’efficacia: grado di controllo limitato sul significato attribuito dai clienti

Pericolo di disillusione del cliente

The dark side of the moon: le implicazioni in una

prospettiva allargata

Anche ammesso che le difficoltà evidenziate nel paragrafo precedente possano essere superate,

occorre comunque considerare che le tendenze manageriali qui discusse non producono solamente

effetti di segno positivo per il cliente al quale sono indirizzate. Un’analisi critica delle condotte

aziendali sotto osservazione porta infatti a dire che esse generano non poche ripercussioni anche di

segno negativo.

Tali ripercussioni spesso non sono immediatamente percepibili per due fondamentali ragioni:

1-esse di norma si manifestano dopo un certo periodo di tempo (effetti di lungo periodo)

2-essi si dispiegano in una sfera che travalica quella del singolo individuo

Per cogliere le implicazioni connesse a tali modelli gestionali, si tratta allora di allargare la

prospettiva di indagine, esaminando in profondità non solo gli effetti differiti, ma anche gli effetti

collaterali che si intravedono una volta che essi avessero trovato rigorosa e sistematica applicazione

da parte delle imprese.

Le possibili conseguenze negative riguardano il singolo cliente nel senso che hanno a che fare con

l’individuo in quanto essere umano e con la cultura di una certa collettività. Per questo, possono

essere definite implicazioni di natura antropo-culturale. In estrema sintesi, queste si possono

tradurre in un’eccessiva pervasività che le imprese rischiano di esercitare nei confronti della vita

degli individui. Pervasività nel cercare in tutti i modi di legare a sé il cliente, pervasività nel fornire

al consumatore esperienze esistenziali preconfezionate, pervasività nel creare i valori in cui le

persone sono indotte a credere. Pervasività in sostanza significa che le imprese, con le loro strategie

di marketing sempre più sofisticate e con le loro condotte alla continua ricerca della competitività

finiscono per incidere sul modo di essere delle persone e sul funzionamento della società in una

misura sino ad ora sconosciuta.

LE IMPLICAZIONI DELLE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

- Invasività delle relazioni commerciali

- Strumentalità dissimulata delle relazioni commerciali

- Impoverimento del capitale sociale

- Perdita di privacy

- Riduzione di improvvisazione, estemporaneità, libertà.

LE IMPLICAZIONI DELL’ECONOMIA DELLE ESPERIENZE

- vacuità delle esperienze di natura commerciale

- artificiosità delle esperienze di natura commerciale

- delega a terzi di parti della propria vita – eterodirezione delle scelte

- forte stimolo agli acquisti non necessari

LE IMPLICAZIONI DELLA MARCA VALORIALE

1-valori, principi ideali, in alcuni casi pezzi del senso stretto dell’esistenza trovino origine non in un

percorso evolutivo individuale e collettivo, ma nel pay off della campagna pubblicitaria di successo

di un’impresa.

2-il punto è che i valori diffusi dai brand delle imprese non sempre appaiono positivi, ma soprattutto

costituiscono una strumentale appropriazione di spazi, una impropria avocazione di un bene di

natura collettiva entro un dominio proprietario, operazione rispetto a cui sembra mancare la

legittimazione tanto sociale quanto culturale.

3-problema aggravato dalla profondità a cui la marca valoriale agisce nella psiche delle persone e

dalla pervasività con cui la sua diffusione investe ampie porzioni del territorio individuale e

collettivo. CAPITOLO TERZO

Movimenti dal futuro: verso una rinnovata relazione tra impresa e consumo

PREMESSA

Nuove frontiere del marketing, economia delle esperienze e marca valoriale possono essere viste

come alcune tra le più recenti ed efficaci modalità di ricerca di competitività da parte delle imprese.

Che le imprese cerchino di migliorare costantemente la propria capacità di incontrare le esigenze

del mercato è peraltro un dato del tutto normale che rientra, per così dire, nell’ordine naturale delle

cose economiche. Nel processo descrittivo, tuttavia si registra un elemento nuovo, costituito dal

fatto che in questa ricerca di competitività le imprese sembra abbiano effettuato un salto di qualità,

finendo per assumere un carattere inedito, quello della pervasività.

SEI AUTORI IN CERCA DI UN PERSONAGGIO

Approcci critici, anche estremi, nei confronti dell’impresa e del capitalismo non sono certamente

recenti, né scarsi sotto il profilo quantitativo o tantomeno modesti sotto quello qualitativo.

Basti pensare a Marx, il quale già nel corso del 1800 attaccava pesantemente e radicalmente il

capitalismo. Ad ogni modo, ciò che in questo momento interessa è rilevare come, già poco dopo

l’avvento della società industriale, vi fosse chi ne metteva in luce le contraddizioni e gli aspetti

deteriori. Due autori contemporanei sono André Gorz e Jeremy Rifkin. Il primo è un intellettuale

francese, di ispirazione marxista, molto impegnato nell’analisi critica dell’attuale società; il secondo

è un saggista americano piuttosto noto, attivo anche come consulente di governi nazionali e di

grandi imprese.

Gorz scrive: il capitalismo è stato l’espressione della razionalità economica libera infine da ogni

ostacolo. Queste annotazioni non hanno la pretesa di spiegare, ma di offrire un resoconto. Ho voluto

mettere in evidenza la radice comune della razionalità economica e della ragione cognitivo-

strumentale: una radice che consiste in una formalizzazione del pensiero che, codificandolo in

procedimenti tecnici, gli chiude ogni possibilità di ritorno riflessivo su di sé e lo isola dalle certezze

dell’esperienza vissuta.

Rifkin con le sue parole alza il velo su alcune tendenze di lungo periodo normalmente difficili da

cogliere e evidenzia i rischi insiti in alcuni comportamenti correnti delle imprese. La caratteristica

distintiva del capitalismo moderno è la progressiva acquisizione di molteplici ambiti della vita

umana nella sfera economica. Il concetto è rendere la totalità delle esperienze del singolo

riconducibili a un agente economico. Controllare il cliente significa quindi essere in grado di

catturare e orientare la sua attenzione e riuscire a gestire la sua esperienza esistenziale fin nei più

reconditi recessi. L’assegnazione di un lifetime value agli individui, con l’obiettivo di mutare

completamente le loro esperienze di vita in fatti economici, rappresenta la fase finale delle relazioni

capitalistiche di mercato.

I segni dell’attuale inversione di tendenza si possono notare nella grande attenzione dedicata negli

ultimi anni all’etica nell’impresa e dell’impresa, altre volte chiamata corporate social responsibility,

la quale è oramai divenuta una delle istanze dominanti sia sul piano teorico che su quello pratico.

L’attuale fase evolutiva del capitalismo è stata definita in modo di volta in volta diverso, a seconda

dell’aspetto principale che ciascuno degli autori voleva mettere in evidenza. Tutti questi autori, in

un modo o nell’altro, affermano la necessità di svolta, sottolineando come le possibilità che il

sistema riesca a sopravvivere in assenza di un deciso cambiamento siano alquanto ridotte.

Sotto il profilo della nazionalità. Tre sono stranieri e tre italiani: dal punto di vista del background

professionale, tre provengono da un ruolo attivo e di successo nel mondo degli affari (Bébéar,

Riveda e Soros) e tre sono di matrice accademica, esclusiva in due casi (Panati e Rullani) con un

importante passato dirigenziale nell’altro (Handy).

L’obiettivo è quello di non allontanare da una accurata lettura personale.

GIORGIO PANATI

Il testo da cui è tratto il brano è stato pubblicato nel 1970. In esso, Panati affronta il tema della

grande impresa, che all’epoca era di notevole attualità, soprattutto nel nostro paese, dove si

avvertiva il problema della inadeguatezza dimensionale delle imprese nazionali. Nel trattare

l’argomento l’autore lo arricchisce con una pluralità di riflessioni, che da una parte possono

apparire collaterali rispetto al percorso principale, dall’altra danno alla sua elaborazione un respiro

non sempre facile da trovare in testi di economia manageriale. Intendendo sottolineare gli aspetti

veramente salienti, sembra che qui non si possano non richiamare le considerazioni sull’egemonia

del profitto e sulla sua infiltrazione nella psicologia collettiva.

CHARLES HANDY

Il brano proposto è stato estratto da una raccolta di testi scritti da diversi prestigiosi autori

internazionali sul tema del futuro del business, segno evidente che quella attuale viene

comunemente considerata come una fase di passaggio. Dei passaggi di Handy piace mettere in

risalto gli interrogativi sella funzione del capitalismo da un lato, e l’invito a pensare al business in

modo nuovo, in entrambi i casi con una decisa rivalutazione della componente degli ideali.

ENZO RULLANI

La lettura delle dinamiche evolutive dell’impresa e dell’economia è sempre stata una delle

tematiche preferite da Rullani, che in questo volume si è espressamente posto il problema di fornire

una interpretazione in chiave prospettica della situazione attuale.

Il particolare, il tema della progettazione ex ante del passaggio dal modello di organizzazione

produttiva e sociale fordista ad un modello che viene intenzionalmente chiamato postfordismo.

In questo estratto, l’accento viene posto sulla inderogabilità di una separazione tra mondo

economico e mondo della vita. È interessante rilevare quanto esplicitamente Rullani sostenga che la

sfera umana in senso lato deve venire protetta da quella economico tecnologica, altrimenti

soverchiante.

GEORGE SOROS

Soros, probabilmente più noto per la sua attività di finanziere, è invece anche autore di numerose

pubblicazioni, caratterizzate non solo dalla sua profonda conoscenza del funzionamento del

capitalismo e dei mercati, ma anche da un certo spessore analitico. Le prospettive del sistema

capitalistico sono sempre state al centro della sua riflessione. Proprio per la sua esperienza

personale, così copiosa, egli è in grado di svelare dall’interno non solo tanti meccanismi economici,

ma anche la mentalità e la disposizione psicologica di chi opera ad alto livello nell’economia e nella

finanza. Ciò che piace mettere in evidenza è la dichiarazione di insufficienza dei principi economici

e l’aperto riconoscimento della connaturata tendenza espansionistica del capitalismo.

CLAUDE BE’BE’AR

Si potrebbe quasi dire che “uccideranno in capitalismo” sia un atto di denuncia piuttosto serio nei

confronti di diversi attori che con i loro comportamenti corrono il rischio di distruggere un sistema

altrimenti valido. ,l’autore si è ritirato da un ruolo attivo nel mondo degli affari, e può quindi

volgersi ad esso con un certo distacco. Nel brano appena riprodotto, l’accento si ritiene debba essere

posto in prima battuta sulla ricerca da parte del capitalismo di strumenti sempre più sofisticati

attraverso cui operare, ciò che li rende più difficili da controllare, e successivamente sulla lucidità

con cui viene delineata l’alternativa tra inerzia e attività cui ci si trova di fronte.

MARCO ROVEDA

Il libro da cui sono estratte le frasi è una sorta di manifesto per una società del futuro, scritto ancora

una volta da una persona un tempo calata nel ruolo imprenditoriale che poi ha scelto di dedicarsi

alla divulgazione di uno stile di vita nuovo. Rispetto agli altri contributi presentati, è forse quello

meno tecnico e più appassionato, quantomeno nella forma in cui il pensiero viene reso. Senza

dubbio è caratterizzato da una immediatezza e da una freschezza, che conferiscono ad esso

un’incisività particolare.

In questo ultimo estratto, l’aspetto da rimarcare è la precisione e la completezza dell’elenco di

possibilità che gli individui hanno a disposizione per sostituire una visione prettamente

,materialistica della vita.

Una sintesi generale di tali contributi, effettuata cercando di individuare i concetti chiave intorno ai

quali essi nel loro insieme ruotano, allo scopo di ricavare le coordinate di riferimento fondamentali

per l’orientamento dell’azione futura, permetterebbe di enucleare i tre concetti seguenti:

1- il capitalismo ha in sé una forza autopropulsiva tale da portarlo a occupare

progressivamente tutti gli spazi e gli ambiti dell’esperienza umana, individuale e

collettiva

2- l’esperienza umana non può essere ridotta all’accumulazione di ricchezza e alla

ricerca di benessere materiale; esistono valori, ideali, finalità che il capitalismo non

può soddisfare e che lo trascendono

3- è necessario pensare al modo in cui arginare la potenza espansiva del capitalismo,

temperare gli effetti della sua azione, ricondurlo alla funzione strumentale che in una

visione corretta della realtà esso deve avere.

Segnali, deboli ma non più di tanto, anzi forti

Prima di rivolgere l’attenzione all’impresa di oggi e soprattutto di domani, appare indispensabile

ragionare intorno a ciò che sta avvenendo in questo momento sul fronte della domanda, vale a dire

in quella che è la ineludibile controparte delle organizzazioni imprenditoriali.

Il funzionamento del sistema economico, si basa sull’azione dell’offerta e della domanda, meglio

sarebbe dire sulla loro interazione.

In estrema sintesi, la domanda sembra negli ultimi tempi avere assunto caratteri mai riscontrati

prima d’ora, almeno sotto il profilo qualitativo. Indipendentemente dalle oscillazioni registrate sotto

il profilo quantitativo, legate evidentemente alla congiuntura e a molti fattori, il consumo sembra in

altre parole avere assunto un’importanza sconosciuta.

Emerge in sostanza forte la necessità di un rinnovamento anche da parte delle persone nelle loro

vesti di consumatori: in assenza di una presa di coscienza dei rischi che si prospettano e di un

conseguente cambiamento dei comportamenti e delle abitudini a livello individuale, gli effetti

negativi di cui si è trattato in questo lavoro sono destinati a perdurare, anzi ad aggravarsi.

Si può perciò parlare anche di responsabilità del consumatore, per sottolineare come i

comportamenti di ciascun individuo non siano esenti da valutazioni di ordine morale e come le

possibilità di contenere i rischi insiti nell’evoluzione tracciata non possono prescindere dalle scelte

che essi pongono in essere.

La responsabilità del consumatore cui ci si sta riferendo implica un cambiamento in prima persona

nel modo di interpretare la realtà, e sulla base della consapevolezza del peso e delle ricadute di ogni

singola scelta, un cambiamento attivo dei paradigmi di riferimento nell’ambito del consumo. L’etica

del consumatore nel suo significato più pieno comporta quindi un ripensamento nel senso della

ammissione dell’insufficienza del consumo come fonte di appagamento esistenziale. In altre parole,

si tratta di abbandonare eventuali forme di materialismo terminale, vale a dire fine a sé stesso, per

abbracciare condotte ispirate ad un materialismo strumentale, vale a dire dotato di senso.

Nonostante le difficoltà rilevate, non mancano tuttavia segnali della diffusione di un atteggiamento

di crescente responsabilità da parte elle persone nei confronti del consumo.

I segnali deboli si possono cioè percepire osservando una serie eterogenea di fenomeni e

comportamenti da parte di gruppi di persone, a volte collegati tra loro a volte assolutamente separati

gli uni dagli altri, che vanno tutti in un modo o nell’altro nel senso di un rifiuto verso la

mercificazione della società e verso il predominio della sfera economica. Tali segnali possono

essere considerati deboli solo a seguito di un ascolto superficiale e disattento. I segnali raccolti sono

stati suddivisi in 4 gruppi:

CLUETRAIN MANIFESTO

1-

È un progetto architettato da 4 esponenti della web culture nordamericani che, dapprima tramite un

sito web e successivamente attraverso un più tradizionale libro, si propone di riformare i codici del

modo in cui le imprese si rapportano con il mercato, specialmente dal punto di vista della

comunicazione. È formato da 95 brevi tesi eh ha un carattere deliberatamente provocatorio sia nella

forma che nella sostanza.

MOVIMENTI CONSUMERISTI

2-

In questa sezione sono raccolte alcune esperienze, una italiana, una canadese e due statunitensi,

tutte a loro modo significative per far comprendere alcuni fenomeni che si agitano dalla parte della

domanda. Sia considerate singolarmente, che soprattutto viste in una prospettiva di insieme, tali

esperienze restituiscono veramente il senso di un cambiamento davvero ragguardevole intervenuto

nel mondo del consumo.

Gruppi di acquisto solidale

2 a-

Sono formati da persone che, sulla base di una filosofia di vita che in qualche misura si distacca dal

modello prevalente, scelgono di effettuare i loro acquisti secondo modalità alternative, sia per

quanto riguarda i beni acquistati che per quanto riguarda il processo di approvvigionamento.

Adbusters

2 b-

Vuol dire cacciatori di pubblicità. È una rete di persone che, tramite diversi strumenti di

comunicazione e di azione sociale, mira ambiziosamente a riformulare gli attuali paradigmi di vita.

Questo movimento agisce prevalentemente sul piano culturale, desiderando creare e diffondere, con

il supporto di molteplici linguaggi artistici e non, una nuova sensibilità non semplicemente nei

confronti dei temi dell’ecologia ambientale ma soprattutto dello stile di vita.

Commercial Alert

2 c-

È una associazione non profit che persegue la missione di tenere sotto stretta sorveglianza la

penetrazione della cultura commerciale, evitando lo sfruttamento dei bambini e il sovvertimento dei

più elevati valori della famiglia, della comunità, dell’integrità ambientale e della democrazia.

Caspian

2 d-

È l’acronimo di Consumer Against Supermarket Privacy Invasion and Numbering (Consumatori

contro l’invasione della privacy dei supermercati e la codificazione), un’associazione attivamente

impegnata contro l’utilizzo da parte delle imprese commerciali dei dati dei consumatori, che si

definisce una stanza di compensazione di informazioni e risorse per l’azione della comunità e della

nazione.

VOLUNTARY SIMPLICITY

3-

Con questa espressione si designa uno stile di vita ispirato ad una ricerca di maggiore sobrietà nelle

scelte di vita e in particolare di consumo. La voluntary simplicity consiste nel ridimensionamento

del livello di consumo, che può assumere diverse gradazioni, dalla riduzione della quantità e qualità

dei beni acquistati, a forme più incisive di ristrutturazione della vita su basi nuove.

ESPERIENZE ECCENTRICHE

4-

Sotto questa dicitura, sono state raccolte due realtà piuttosto singolari, nate in contesti estranei al

mondo del consumo in senso stretto, che danno entrambe voce in modo stravagante a quella che si

potrebbe definire una istanza di riappropriazione delle prerogative più essenziali della condizione

umana. Con la prima si è inteso far conoscere un’iniziativa davvero insolita, diffusa peraltro a

livello internazionale, che per certi versi offre una testimonianza della ciclità dei bisogni umani.

Con la seconda si è ritenuto di segnalare il progetto di un apprezzato pittore italiano che, a partire da

un background di tipo artistico, fornisce un contributo che sembra aprire una prospettiva di un certo

interesse. Street Retreats

4 a-

È una sorta di stage della durata di 2 giorni cui si può partecipare per riscoprire in modo assai

provocatorio e insolito i più fondamentali valori esistenziali. In pratica si vive in tutto e per tutto la

condizione del barbone, seguendo in modo rigoroso una serie di regole che tendono a rendere il più

realistica possibile l’esperienza, ma usufruendo dell’assistenza dell’organizzazione la quale

impedisce che essa non metta a repentaglio l’incolumità del partecipante.

Lo scopo è quello di dare un certo senso di visibilità alla condizione dei clochard e, dall’altro,

quello di permettere a chi decide di immergersi nella vita del mendicante di strada di acquisire

maggiore consapevolezza di sé e delle prerogative associate alla propria normale condizione

esistenziale.

Cittadellarte

4 b-

Si tratta di una iniziativa di Michelangelo Pistoletto che si prefigge di rimettere l’arte al centro

della vita pubblica e, per suo tramite, di porre rimedio al degrado sociale ed esistenziale oggi

visibile.


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AUTORE

Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e Gestione delle Imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Tencati Antonio.

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