Economia e gestione delle imprese
Un'impresa è un'organizzazione produttiva che trasforma degli input, cioè dei fattori di produzione, in output, ovvero prodotti venduti sul mercato a un determinato prezzo. L'ottica è rivolta al rendimento delle risorse e alla loro sostituibilità e in parallelo si pone l'attenzione sui soggetti che ne caratterizzano la struttura. L'impresa è quindi un insieme di transazioni e di rapporti di agenzia, condotti in un contesto di asimmetria informativa. La natura dei fattori produttivi cambia profondamente nel tempo e in base alle aree di business considerate. Oggi la creazione di valore trova origine in un forte input di conoscenza.
Il processo di nascita e crescita dell'impresa
Il processo di nascita e crescita dell'impresa si configura in un certo modo:
- Idea innovativa
- I fattori produttivi di natura reale: dopo che si sperimenta l'idea innovativa si decide di trasformarla in una vera attività d'impresa, acquistando i fattori produttivi di natura reale, cioè fisica
- I fabbisogni di capitale circolante: problemi di liquidità, come il richiedere dilazioni di pagamento ai fornitori, anche se ciò risulterebbe in un beneficio modesto. Una parte considerevole delle risorse finanziarie viene assorbita dal capitale circolante, costituito principalmente da scorte di magazzino e crediti verso clienti
- Il finanziamento bancario: il neo imprenditore si reca in banca a chiedere un finanziamento che gli viene reso disponibile ma a un tasso particolarmente alto in quanto si tratta di un'iniziativa relativa alla new economy e dunque rischiosa per la banca. Il finanziamento migliora la liquidità e ciò porta a un aumento delle vendite e all'assunzione di nuovo personale, ma si ripropone il problema del reperimento dei fondi necessari alla crescita
- Il capitale di rischio e le società di persone: dopo ulteriori tentativi per ottenere altri finanziamenti, si decide di creare una società di persone. Il flusso di mezzi liquidi consente l'ampliamento di finanziamenti bancari ma l'incremento dei volumi di attività genera impieghi aggiuntivi di capitale circolante e altri fabbisogni finanziari
- Le società di capitali: vista la difficoltà nel trovare nuovi soci disposti ad assumersi il rischio, i soci decidono di trasformare la società di persone in una società di capitale e di collocare parte del capitale sul mercato azionario. Il processo di crescita rallenta ma l'impresa ha una posizione di primo piano sul mercato e la liquidità migliora. Gli azionisti di maggioranza decidono di reinvestire gran parte dei profitti per ottenere il controllo di una società concorrente
- Il gruppo azionario e la produzione di valore: comporta la trasformazione da una società di capitali a una holding, costituita da più società operative. La nuova configurazione consente un ulteriore incremento dei volumi di attività oltre che del reddito, ma gli azionisti di minoranza lamentano una scarsa produzione di valore
- Le asimmetrie informative e l'esigenza di incentivazione: con la nuova configurazione l'impresa è stata affidata a dei manager che hanno interessi a volte diversi rispetto agli azionisti e dispongono di informazioni che non sono note alla proprietà (asimmetria informativa). Il CdA dovrà in questa fase fornire incentivazioni ai manager in modo da recuperare il declino dei trend della redditività
- Ruolo della produzione e dell'organizzazione nell'attività d'impresa: con la crescita aumenta la complessità dell'organizzazione interna, basata su rapporti tra soggetti che operano in condizioni di asimmetria informativa e caratterizzati da obiettivi spesso divergenti. Si rivela quindi fondamentale la presenza di sistemi di coordinamento e incentivazione manageriale che consentano un giusto equilibrio tra gli stakeholders, nella logica di produzione di valore per gli azionisti.
L'impresa come strumento per produrre
L'impresa può essere intesa come organizzazione produttiva, i cui elementi fondamentali sono tre:
- Input, cioè i beni impiegati;
- Processi di produzione, cioè le trasformazioni fisiche, meccaniche, temporali e spaziali dei fattori produttivi;
- Output, cioè il complesso delle merci e dei servizi creati.
I fattori produttivi possono essere classificati con diversi criteri, quali la natura, la sostituibilità e complementarietà. Sulla base della natura si divide in:
-
Natura fisica: si divide in:
- Lavoro: rappresentato dal tempo che gli uomini dedicano alle varie funzioni operative, e accomuna tutte le professionalità presenti all'interno dell'impresa (manuale, quantificato, specializzato, intellettuale e dirigenziale). Le semplici ore non sono sufficienti a quantificare il lavoro, ma le vengono affiancate la misura degli oneri salariali (TFR, stipendi, contributi) e la composizione delle categorie impiegatizie;
- Capitale: costituito dai beni durevoli acquistati all'esterno o realizzati dall'impresa stessa. La terra viene assimilata al capitale;
- Capitale circolante: non ha natura durevole ma serve come supporto alla produzione, è costituito dal complesso delle risorse investite nel magazzino e nel credito ai clienti;
- Materiali e servizi: rappresentano i beni acquistati da altre imprese ed esauriscono la loro utilità in un solo atto produttivo, risultano incorporati nell'output finale;
- Natura economica e finanziaria del capitale: il capitale partecipa alla produzione tramite gli ammortamenti. Si tratta di mezzi finanziari a disposizione dell'impresa, utilizzati nelle attività fisse e circolanti, e sono: i flussi generati internamente (autofinanziamento), i debiti finanziari, i debiti operativi e i finanziamenti a titolo di rischio (capitale azionario);
- Natura materiale e immateriale: chiamati anche intangible assets, sono iscrivibili sia al lavoro che al capitale e rappresentano il know-how accumulato sotto forma di attività di ricerca, di brevetti, di marchi e di esperienza. In generale, si tratta delle conoscenze incorporate nell'organizzazione e possedute dal personale;
- Natura intermedia e primaria: sono intermedie tutte le risorse consumate e oggetto di acquisizione da altre imprese, sono infatti beni che rappresentano stadi intermedi del processo che genera il prodotto finale. Sono primarie tutte le risorse (lavoro e capitali) attinti dalle famiglie;
- Natura merceologica della produzione: la natura merceologica accomuna i prodotti sotto il profilo fisico. L'accorpamento può essere più o meno ampio in base agli obiettivi dell'analisi.
La sostituibilità dei fattori concerne la possibilità di utilizzare le risorse disponibili in modo alternativo nei processi produttivi o di impiegare il bene prodotto come alternativo nel soddisfacimento dei bisogni finali del cliente. Spesso la sostituibilità riguarda il capitale e il lavoro: in alcuni settori, caratterizzati da un'elevata manualità o conoscenza, risulta difficile risparmiare lavoro introducendo il capitale fisico, costituito dalla macchine, mentre in altri questa possibilità è più ampia. Il problema della sostituibilità assume rilevanza nel processo di segmentazione e analisi del mercato di riferimento: i vari soggetti che domandano beni e servizi hanno bisogni e aspettative diverse e gioca un ruolo importante la funzione d'uso del bene. Alcuni prodotti rispondono in maniera incompleta alle esigenze del cliente e in tal caso risultano sostituibili e concorrono a definire il contesto competitivo dell'azienda.
La complementarietà implica l'utilizzo congiunto di beni nei processi o nel servizio finale. Il fenomeno può essere più o meno accentuato in funzione dei vincoli esistenti nel rapporto di impiego e nei gusti dei consumatori. Il grado di complementarietà influenza profondamente la loro domanda e i relativi prezzi.
L'impresa come insieme di flussi reali e finanziari
Per passare da un'idea innovativa a una vera attività imprenditoriale occorre che vi siano mezzi finanziari portati dall'imprenditore, che deve essere disposto ad accollarsi il rischio, ma spesso è necessario che qualcuno riponga in egli la fiducia e traduca tale apprezzamento in una concessione di credito. Si avrà quindi un flusso finanziario in entrata al quale si contrapporrà un flusso di impegni nella direzione opposta, perché è necessario remunerare i capitali attinti con un interesse periodico pre-pattuito o con una quota parte degli eventuali utili. Sarà ora possibile acquisire gli input necessari alla realizzazione del prodotto e il processo di trasformazione può iniziare, guidato dalla tecnologia già nota all'impresa. In questo contesto ha luogo un flusso basato sulla trasformazione di ore uomo, ore macchina e quantità di materiali, in altri beni fisici o immateriali indirizzati al mercato. La produzione diventa moneta, ciò genera un flusso monetario in entrata e successivamente verso i detentori dei fattori produttivi. I lavoratori, le imprese che vendono beni strumentali e intermedi, e ogni altro soggetto li cederanno all'impresa dietro corrispettivo, la cui misura si forma sui vari mercati in cui le singole risorse vengono negoziate. La produzione avrà un vero significato economico solo nel caso di godimento del mercato.
Incassi e pagamenti non coincidono in termini temporali, l'impresa ha quindi una necessità costante di ricorrere a finanziamenti esterni. All'interno dell'unità produttiva possono sorgere eccedenze finanziarie che l'impresa procede a investire, entrando nuovamente sul mercato finanziario come offerente e non richiedente. Qualora, a fronte di uno strumentale divario positivo tra incassi e pagamenti, si formino eccedenze stabili e rilevanti, l'impresa può superare la prospettiva del breve termine. Ha quindi la possibilità di gestire la finanza come parte integrante del proprio operare, ad esempio tramite l'acquisizione di partecipazioni in imprese complementari e/o l'assorbimento di concorrenti.
La misura dei fattori produttivi e della produzione a livello d'impresa
Il bilancio d'esercizio è un documento che evidenzia il patrimonio aziendale nelle sue componenti e nelle modalità di formazione del reddito. Può anche essere inteso come la sintesi di grandezze fondo e grandezze flusso. Si dicono fondi o stock le grandezze che vengono definite con riferimento a un preciso istante di tempo, mentre sono flussi le grandezze che non hanno senso di essere misurate in un dato momento, ma riferendosi a un preciso intervallo di tempo. Lo stato patrimoniale raccoglie le grandezze fondo, mentre il conto economico le grandezze flusso.
Lo stato patrimoniale evidenzia la natura delle risorse disponibili per realizzare il fatto produttivo e, in parallelo, la situazione finanziaria. Le attività comprendono i valori relativi al capitale investito dall'impresa, quali: le immobilizzazioni tecniche, le immobilizzazioni finanziarie e il capitale circolante lordo. Nelle passività è possibile individuare la consistenza dei finanziamenti a vario titolo, ovvero il capitale proprio, i debiti finanziari e i debiti operativi, che costituiscono le fonti delle attività.
Il conto economico rileva la dimensione economica dell'utilizzo dei fattori produttivi, che viene misurata attraverso le voci di costo. Analogamente, mediante semplici integrazioni e rettifiche dei ricavi, è possibile determinare la produzione. Il valore della produzione è una sommatoria di remunerazioni di risorse, di origine esterna o interna.
Conto economico
La prima connotazione di capitale corrisponde ai beni ad utilità ripetuta, che partecipano a più cicli produttivi e sono perciò misurati con riferimento al flusso del servizio offerto su base annua. Tale apporto viene determinato individuando ammortamenti in funzione della vita utile del bene.
Produzione e valore aggiunto
Il valore aggiunto è la ricchezza prodotta internamente dall'impresa e oggetto di ripartizione tra lavoro, capitale di debito, capitale di rischio e Pubblica Amministrazione (imposte). In quanto somma del valore delle risorse interne, comprende il costo del lavoro, gli oneri finanziari, gli utili d'esercizio e gli ammortamenti.
Il calcolo del valore aggiunto si può fare in due modi:
- V.A. = Costo del lavoro + Oneri finanziari + Utile + Imposte + Ammortamenti
- V.A. = Produzione – Consumi
Consideriamo il caso Mimo:
| Caso | t | t+1 |
|---|---|---|
| Produzione | 200 | 300 |
| Consumi | -100 | -180 |
| Costo del lavoro | -50 | -30 |
| Quota ammortamento | -20 | -20 |
| Oneri finanziari | -10 | -10 |
| Plusvalenza alienazione immobili | 40 | |
| Imposte | -30 | -30 |
| Utile netto | 30 | 30 |
VAt = 50 + 10 + 30 + 20 + 30 = 140 – 40 = 100
Vat+1 = 30 + 20 +10 + 30 + 30= 120
Dal tempo t al tempo t+1 è diminuito il grado di integrazione verticale, quindi sono diminuite le attività interne.
Il grado di integrazione verticale è riferito all'intensità della trasformazione produttiva svolta all'interno dell'impresa. Sarà più elevato quando all'interno dell'impresa vengono realizzati gran parte dei beni intermedi, dunque il peso degli acquisti non sarà rilevante quanto i salari, gli stipendi e gli interessi, a dimostrazione dell'intensità dei processi di lavorazione interni.
Il valore aggiunto può essere un buon indicatore della dimensione, perché si può ragionevolmente pensare che maggiore sia l'intensità dei processi interni maggiore sarà la dimensione dell'impresa. Il valore aggiunto misura anche la capacità dell'impresa a remunerare i fattori produttivi e quindi la sua capacità di produrre reddito, infatti un miglioramento del valore aggiunto implica anche un maggiore reddito disponibile per il lavoro e il capitale.
Gli obiettivi dell'imprenditore individuale
La teoria neoclassica presenta l'impresa come una funzione di produzione puramente tecnica, dove sono presenti input e output, legati da una particolare combinazione tecnologica, calata in un contesto di tipo concorrenziale. L'imprenditore neoclassico è un soggetto che opera in condizioni di concorrenza pura, basata su un numero elevato di operatori, perfetta informazione, omogeneità delle merci, libertà di entrata e uscita, comportamenti che concorrono a formare i prezzi di mercato, ma privi di potere decisionale autonomo. In questo contesto l'impresa è un soggetto passivo, che accetta e subisce dei vincoli. L'imprenditore ha le informazioni necessarie sulle tecniche produttive disponibili e si preoccupa di ottenere il massimo profitto, il quale rappresenta la sua funzione di utilità.
Il modello di massimizzazione del profitto è più coerente con la realtà e pone l'accento su ciò che l'imprenditore conosce veramente: egli è informato sui prezzi dei fattori ma la domanda di mercato è incerta e perciò non esiste la possibilità di definire esattamente i prezzi di vendita. Pertanto l'impresa massimizza il profitto atteso e non quello certo. L'imprenditore diventa un soggetto che accetta di operare in un contesto incerto (è neutrale al rischio) e coordina soggetti che desiderano essere retribuiti con un reddito fisso, e che sono dunque avversi al rischio.
L'impresa come organizzazione e informazione
L'organizzazione è un'entità creata per il soddisfacimento dei bisogni dei singoli e della collettività, con differente complessità (famiglie, imprese, sistema produttivo, sindacato, ...). Presenta un'importante caratteristica legata alla capacità di stipulare contratti autonomi rispetto ai singoli componenti.
Sotto il profilo organizzativo, l'impresa può essere vista come un insieme di contratti e accordi tra i vari soggetti interni, cioè una finzione legale che partecipa in contratti bilaterali relativamente semplici tra se stessa e i suoi fornitori, i suoi dipendenti, i suoi finanziatori, i suoi manager e i suoi clienti.
Gli elementi per il successo delle organizzazioni sono: la natura delle risorse disponibili, i processi informativi attivati, le relazioni gerarchiche tra i soggetti, la capacità di adattamento al cambiamento, la gestione del potere, la responsabilità e gli incentivi.
Un elemento fondamentale del rapporto di interazione nel quale operano gli individui e le varie organizzazioni è la transazione, ovvero la modalità di trasferimento di un bene o di un servizio da un soggetto all'altro. La forma contrattuale utilizzata può essere più o meno articolata a seconda delle caratteristiche della stessa e degli individui che vi partecipano. Il risultato dipende:
- Dal coordinamento: più semplice se si riducono le transazioni;
- Dalla specializzazione e dalla standardizzazione produttiva: migliora l'efficienza ma richiede il coordinamento dei vari attori (informazioni decentrate);
- Dalla gestione dell'informazione: accentramento o decentramento dell'attività di coordinamento.
L'impresa intesa come insieme di transazioni governate dall'imprenditore
Contratto attraverso il mercato = n (n – 1)/2 transazioni (combinazioni 1 a 1). 4 soggetti = 4 (4 – 1)/2 = 6. Contratto attraverso la gerarchia = (n – 1) transazioni. 4 soggetti = (4 – 1) = 3. Tramite l'iniziativa dell'impresa, i contratti multilaterali vengono sostituiti da contratti bilaterali. Ogni soggetto effettua transazioni con una sola controparte, cioè l'impresa.
Costi delle transazioni
Gli elementi che incidono sui costi delle transazioni hanno natura diversa, ma in particolare sono connessi a:
- Gestione delle informazioni nel mercato e nell'impresa: presuppone il coordinamento dei supporti conoscitivi
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Esercitazioni economia e gestione delle imprese, economia e gestione delle imprese
-
Economia aziendale
-
Economia e gestione delle imprese
-
Economia e gestione delle imprese