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L’azienda: concetti chiave

La parola “azienda” viene utilizzata nel linguaggio comune ed è una definizione generica. Esistono diverse definizioni di azienda:

  1. Insieme di beni messi a disposizione di un soggetto detto imprenditore (codice civile);
  2. Insieme di attività organizzate e finalizzate per arrivare ad un risultato;
  3. Insieme di individui che formano un gruppo per un obiettivo (organizzazione di persone)

Nel contesto aziendale la definizione corretta è attività economica qualificata. E’ un concetto spersonalizzato e dematerializzato perché si distacca dall’organizzazione di beni e persone. “Qualificata” significa che è caratterizzata da requisiti che se esistono rendono un’attività economica qualificata, ossia azienda. Se non ha questi requisiti non è qualificata e di conseguenza non è un’azienda.

L’azienda non è per forza impresa, per essere impresa deve avere delle specifiche caratteristiche. Es. Un azienda no-profit ha una finalità diversa, non ha scopo di lucro, è una realtà aziendale ma non è un’impresa.

Studi sull’azienda

Prima del 1500 non era mai stato definito il fenomeno aziendale ma venivano solamente studiate le registrazioni contabili. Con lo studio dell’azienda nasce anche il termine ragioneria.

Nei primi del 1900, precisamente nel 1927, nasce economia aziendale come disciplina e scienza grazie a Gino Zappa. Questo studioso pensò che fosse opportuno collegare e coordinare gli studi passati sull’azienda con quelli moderni e dare unità ai metodi di studio del fenomeno aziendale. Gino Zappa introdusse il metodo misto.

  • Metodo induttivo
    • Guardare la realtà osservando le cose più comuni (osservazione reale)
    • PERICOLO: non si può osservare tutta la realtà ma si avrà sempre un numero limitato di campioni, nonostante questo la legge si applicherà a tutti.
  • Metodo misto
    • Riesce a mitigare gli errori dando risultati più raffinati
    • Per controprova si utilizza il metodo deduttivo
  • Metodo deduttivo
    • Vengono formulate leggi da cui si ricava il funzionamento dell’azienda Es. Faccio una legge, vedo se nella realtà è rispettata, se è rispettata allora quelle sono aziende.
    • PERICOLO: non trovo niente che nella realtà rispecchia la legge Questo porterebbe alla conclusione che non esistono aziende. Sbagliato.

Economia aziendale

L’economia aziendale è una scienza sociale. A differenza della scienza classica (come la fisica), in una scienza sociale non si possono fare esperimenti in laboratorio, ci sono di mezzo le persone. Uno dei problemi in questo caso è la mediazione, ossia riuscire a trovare un punto d’incontro con tutti poiché le persone anche dentro gruppi agiscono come soggetto, creando condizioni non ripetibili.

L’attività economica

Definizione: azione tesa a procurarsi beni ritenuti idonei a soddisfare un certo bisogno attraverso il consumo. Nel passato si utilizzava il procacciamento ossia ci si procurava e si soddisfacevano i propri bisogni con ciò che era già presente in natura. Con il tempo si è cominciato a trasformare le risorse già disponibili in beni.

L'azienda: concetti chiave

La parola “azienda” viene utilizzata nel linguaggio comune ed è una definizione generica. Esistono diverse definizioni di azienda:

  1. Insieme di beni messi a disposizione di un soggetto detto imprenditore (codice civile);
  2. Insieme di attività organizzate e finalizzate per arrivare ad un risultato;
  3. Insieme di individui che formano un gruppo per un obiettivo (organizzazione di persone)

Nel contesto aziendale la definizione corretta è attività economica qualificata. E’ un concetto spersonalizzato e dematerializzato perché si distacca dall’organizzazione di beni e persone. “Qualificata” significa che è caratterizzata da requisiti che se esistono rendono un’attività economica qualificata, ossia azienda. Se non ha questi requisiti non è qualificata e di conseguenza non è un’azienda.

AZIENDA ≠ IMPRESA

L’azienda non è per forza impresa, per essere impresa deve avere delle specifiche caratteristiche. Es. Un azienda no-profit ha una finalità diversa, non ha scopo di lucro, è una realtà aziendale ma non è un’impresa.

Studi sull’azienda

Prima del 1500 non era mai stato definito il fenomeno aziendale ma venivano solamente studiate le registrazioni contabili. Con lo studio dell’azienda nasce anche il termine ragioneria. Nei primi del 1900, precisamente nel 1927, nasce economia aziendale come disciplina e scienza grazie a Gino Zappa. Questo studioso pensò che fosse opportuno collegare e coordinare gli studi passati sull’azienda con quelli moderni e dare unità ai metodi di studio del fenomeno aziendale. Gino Zappa introdusse il metodo misto.

  • Metodo induttivoGuardare la realtà osservando le cose più comuni (osservazione reale)PERICOLO: non si può osservare tutta la realtà ma si avrà sempre un numero limitato di campioni, nonostante questa la legge si applicherà a tutti.
  • Metodo mistoRiesce a mitigare gli errori dando risultati più raffinatiPer controprova si utilizza il metodo deduttivo
  • Metodo deduttivoVengono formulate leggi da cui si ricava il funzionamento dell’aziendaEs. Faccio una legge, vedo se nella realtà è rispettata, se è rispettata allora quelle sono aziende.PERICOLO: non trovo niente che nella realtà rispecchia la leggeQuesto porterebbe alla conclusione che non esistono aziende. Sbagliato.

Economia aziendale

L’economia aziendale è una scienza sociale. A differenza della scienza classica (come la fisica), in una scienza sociale non si possono fare esperimenti in laboratorio, ci sono di mezzo le persone. Uno dei problemi in questo caso è la mediazione, ossia riuscire a trovare un punto d’incontro con tutti poiché le persone anche dentro gruppi agiscono come soggetto, creando condizioni non ripetibili.

L’attività economica

Definizione: azione tesa a procurarsi beni ritenuti idonei a soddisfare un certo bisogno attraverso il consumo. Nel passato si utilizzava il procacciamento ossia ci si procurava e si soddisfacevano i propri bisogni con ciò che era già presente in natura. Con il tempo si è cominciato a trasformare le risorse già disponibili in beni

non già presenti in natura. Cominciano così le varie attività di produzione e la specializzazione del lavoro. Non tutti i beni però venivano consumati, molti venivano venduti o distribuiti. Nasce infatti l’epoca mercantile in cui si cominciò ad utilizzare lo scambio (dare in cambio di qualcosa, mercato). Alcuni beni venivano distribuiti gratuitamente a chi ne aveva più bisogno. Infine avveniva il consumo.

Es. Impresa —› Presuppone uno scambio No-profit —› Presuppone un’attività di distribuzione

Produzione-Distribuzione-Scambio-Consumo —› Fase strettamente personale. Ognuno tende a procurarsi qualcosa per il proprio bisogno e la consuma individualmente.

comprendono molteplici soggetti

Economia aziendale come scienza economica

Presupposti su cui si fonda:

1° Protopostulato: scarsità dei beni in natura (chiamati beni economici) Ogni bene scarso può essere usato per soddisfare più bisogni ma è necessario scegliere quali, poiché il bene è di una quantità limitata. Non ce n'è per tutti quindi non è utilizzabile per soddisfare tutti i bisogni e tutte le persone. Questo crea anche la competizione.

2° Protopostulato: l’individuo quando deve fare delle scelte ha dei comportamenti razionali, questo dà il vantaggio di poter teorizzare certi comportamenti. Ad esempio: devo scegliere se comprare un pacco di pasta, ce ne sono due, uno costa 10 euro e uno 15. Compro quello da 10 perché ho un vantaggio immediato (comportamento razionale). Ci sono variabili però non razionali, come la simpatia verso una marca o una persona. Ci sono comportamenti irrazionali che a volte danno risultati molto superiori rispetto a quelli razionali (es. imprenditori che propongono innovazioni) Si riescono a creare linee di comportamento comuni grazie alla razionalità.

La razionalità

La razionalità ha alcuni limiti: 1. È soggettiva —› Non possiamo giudicare la razionalità di un comportamento se non abbiamo ben chiaro lo scopo del suo obiettivo e non si può giudicare la razionalità dello scopo. Lo stesso comportamento non è sempre razionale, dipende sempre dallo scopo. 2. È relativa —› Es. Devo andare a correre, posso correre o per strada in mezzo allo smog o dentro un campo di atletica. La scelta più razionale è il campo di atletica nonostante sia piccolo. Se però aggiungo una nuova opzione, ad esempio se c’è un grande parco non inquinato e più grande del campo di atletica allora sceglierei questo. Si sceglie in base alle alternative che si hanno a disposizione. 3. È limitata —› È limitata in base alle informazioni che il soggetto ha nel momento in cui prende la sua decisione.

La razionalità si fonda su due criteri: 1. Efficienza: indica una dimensione quantitativa (quanto si è utilizzato e quanto si ricava). Il comportamento razionale è quello che minimizza i mezzi per avere il massimo risultato partendo da un dato quantitativo di risorse di partenza. Oppure minimizza le perdite ottenendo per esempio il risultato prestabilito. Esempio “ti do 10 kg di farina, fai più pani possibili”

2. Efficacia: indica una dimensione qualitativa. Un comportamento è tanto efficace quanto è la soddisfazione del soggetto.

La cosa migliore sarebbe portare al massimo sia l’efficienza sia l’efficacia. Esempio: un’impresa di frullatori decide di dire ai produttori di dimezzare la plastica utilizzata facendo le pareti più sottili. Efficienza migliorata. Raddoppio la produzione con gli stessi costi. I clienti però non sono soddisfatti perché il prodotto si rompe più facilmente. Efficacia scesa a 0. Oppure: l’impresa decide di aumentare lo spessore dei frullatori così si rompono meno facilmente. Consumatori più soddisfatti (più efficacia). L’azienda però così avrebbe troppi costi e produrrebbe anche di meno. Efficienza scesa. Spesso quando si tenta di massimizzare uno dei due criteri l’altro viene danneggiato. Tutte le aziende devono produrre valore, tutte devono prestare attenzione sia all’efficacia sia all’efficienza, anche le no-profit.

Le origini della nozione azienda

Fabio Besta era il capostipite della visione patrimonialista. Riteneva che l’azienda fosse una somma di fenomeni relativi al patrimonio, quindi essa veniva identificata con il suo patrimonio ossia l’insieme dei beni (art. 2555 c.c.). Successivamente si è sviluppata l’idea di Gino Zappa: l’azienda è un sistema di comportamenti caratterizzata dalla coordinazione delle scelte che seguono un disegno ben preciso e dalla dinamicità.

“L’azienda è una coordinazione economica in atto, che è istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani”

“In atto” perché è sempre in movimento e continua a evolversi e modificarsi grazie alla dinamicità. Questa dinamicità nel caso dell’azienda riguarda:

  1. Gli attori che agiscono
  2. I beni che vengono utilizzati
  3. Gli eventi e le operazioni gestionali, si possono scegliere nuove o diverse attività produttive ecc.(es. materia prima adatta all’attrezzatura utilizzata).

Che cosa è o non è un’azienda?Gruppo di persone, beni, il posto fisico ⟶ NOL’azienda è un’azione con determinate caratteristiche.

Concezione istituzionale di azienda

Il concetto di azienda deriva dalla nozione di “istituto sociale”, ossia un gruppo di persone che hanno interessi comuni non effimeri (ripetitivi, da perseguire in maniera continuativa nel tempo) e decidono di unirsi per raggiungere in modo più efficiente il loro obiettivo. Questi soggetti agiscono condividendo delle norme. L’azienda, rispetto all’istituto sociale, è l’insieme delle azioni compiute da questo gruppo di persone.

 

“L’azienda è un istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione, o il procacciamento e il consumo della ricchezza”

  • Caratteri qualificativi:
    • Durvolezza: volontà di costruire qualcosa di durevole nel tempo
    • Strumentalità: l’azienda è lo strumento che i soggetti utilizzano per arrivare al loro obiettivo.

Il concetto di azienda è astratto. Però è anche un’azione. I beni sono le risorse. È anche un concetto unitario poiché ogni azienda tende alla creazione di valore, anche le aziende no-profit.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Anna-_eB di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Corsi Corrado.
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