Economia ed economia aziendale
Oggetto dell'economia
L'economia studia gli aspetti della società che hanno a che fare con la produzione e il consumo di beni e servizi. Sono, fra gli altri, oggetto di studio dell'economia: il comportamento degli individui e delle famiglie nelle decisioni di consumo e di offerta di lavoro, il comportamento delle organizzazioni economiche (imprese) e delle istituzioni (operatore pubblico), il ruolo dello stato nell'offerta di beni pubblici e nella redistribuzione del reddito.
Economia positiva e normativa
L'economia è una scienza sociale. L'economia positiva tratta di spiegazioni oggettive e scientifiche (oggetto di studio, no giudizio). Esempio di affermazione positiva: se si impone una tassa sulla produzione di un bene il prezzo di quel bene tenderà ad aumentare. L'economia normativa (politica economica) propone soluzioni basate su giudizi di valore (impatto sociale, ambientale, ecc...). Esempio di affermazione normativa: è opportuno introdurre una tassa sulle sigarette per scoraggiarne il consumo.
Microeconomia e macroeconomia
Microeconomia: esamina il comportamento e relazioni dei soggetti economici (consumatori, imprese).
Macroeconomia: esamina le relazioni fra le principali grandezze di un sistema economico, studia il sistema economico nel suo aggregato (effetto economico, PIL, studia macro grandezze).
Macroeconomia
Gli indicatori della politica economica nazionale che influenzano l'evoluzione congiunturale si riferiscono a:
- La politica di bilancio (incassi e pagamenti del settore pubblico);
- La politica monetaria (credito all'economia).
(La macroeconomia è un'economia normativa).
Politica di bilancio
Saldo di bilancio: è la differenza tra il totale delle coperture (maggiori entrate e minori spese) e il totale degli oneri (minori entrate e maggiori spese). (onero = debito, passività)
Debito nazionale (debito pubblico): è la somma di tutte le passività finanziarie sostenute dalle Pubbliche Amministrazioni nei loro rapporti monetari intrattenuti con vari creditori e viene a questi ultimi rimborsato e remunerato in interessi alle scadenze pattuite tramite il prelievo fiscale, i tagli ai servizi pubblici, le privatizzazioni (imprese pubbliche vendute a privati) e il ricorso al nuovo indebitamento. È il debito che uno stato ha in confronti di soggetti terzi.
Quando il debito, dello Stato o di privati, è contratto con soggetti economici di stati esteri, si parla di debito estero, mentre quando è contratto con soggetti economici interni allo stesso Stato si parla di debito interno: normalmente entrambe le componenti sono presenti in misura variabile all'interno del debito pubblico di uno Stato.
Politica monetaria (mercato monetario e finanziario)
Obiettivi finali della politica monetaria: stabilizzazione dell'economia (es. la piena occupazione, prezzi tramite il controllo dell'inflazione e sviluppo).
Mentre la politica fiscale riguarda le tasse e le spese, la politica monetaria riguarda i mercati finanziari, la fornitura di credito, il denaro ed altre risorse finanziarie. Gli obiettivi della politica monetaria vengono raggiunti tramite la manipolazione di tassi di interessi e la quantità di moneta.
Offerta di moneta: quantità di moneta in circolazione in un paese in un determinato periodo di tempo.
Il PIL
In macroeconomia, il prodotto interno lordo (abbreviato PIL) misura il valore di mercato aggregato di tutte le merci finite e di tutti i servizi prodotti nei confini di una nazione in un dato periodo di tempo. La nozione di prodotto è riferita quindi ai beni e servizi che hanno una valorizzazione in un processo di scambio.
Il termine interno indica che tale variabile comprende le attività economiche svolte all'interno del Paese; sono dunque esclusi i beni e servizi prodotti dalle imprese, dai lavoratori e da altri operatori nazionali all'estero; mentre sono inclusi i prodotti realizzati da operatori esteri all'interno del Paese. Sono escluse dal PIL anche le prestazioni a titolo gratuito o l'autoconsumo. È la ricchezza interna del paese.
Limiti del PIL
Il PIL presenta diversi limiti: non include attività ritenute arbitrariamente non produttive quali il volontariato o il lavoro domestico; non ingloba le attività sommerse ed i proventi derivanti da attività illecite; non separando i costi dai benefici delle attività produttive, non tiene in nessun conto il loro impatto sociale ed ambientale delle attività produttive, ossia le loro esternalità negative. Il PIL non riesce a fornire informazioni sulla distribuzione del reddito all'interno di una nazione né a quantificare lo stock di ricchezza accumulata.
Un altro grande limite del PIL risiede nel “costo” che la collettività sostiene – in termini di impatto ambientale – per produrlo, poiché “l'uomo in un anno consuma più di quanto la terra può riprodurre”. Il PIL tratta tutte le transazioni come positive, cosicché entrano a farne parte, ad esempio, i danni provocati dai crimini (riciclaggio denaro), dall'inquinamento, dalle catastrofi naturali etc. In questo modo il PIL non fa distinzione tra le attività che contribuiscono al benessere e quelle che lo diminuiscono.
Il PIL, pertanto, è misura della quantità dei beni e servizi prodotti, ma non della loro qualità: il denaro speso in prodotti nocivi per il benessere (come alcol e gioco d'azzardo) è valutato sullo stesso piano del denaro speso per la cultura o l'istruzione. L'idea che il PIL sia un numero relativamente poco significativo è sempre più condivisa, ma mancano le alternative che hanno dimostrato di essere decisamente meno adatte del PIL a misurare il benessere di una società.
Debito pubblico/PIL
Il debito misura uno “stock”, una quantità calcolata in un preciso momento e che può, come spesso avviene, accumularsi nel tempo. Il PIL, invece, misura una grandezza flusso e corrisponde al valore totale delle operazioni durante un intervallo di tempo preso come unità di misura. Esso misura la produttività di un Paese: quantifica il valore dei beni e servizi prodotti in un determinato periodo. Questo indicatore viene utilizzato per poter misurare la possibilità che ha uno Stato di ripagare il proprio debito.
Differenza: debito pubblico/PIL e deficit/PIL
Deficit pubblico (o disavanzo pubblico) misura la differenza tra il gettito in entrata e le spese pubbliche sostenute e che, secondo i parametri Ue, deve rimanere al di sotto del 3% del PIL. In presenza di deficit pubblico, significa che le uscite dello stato superano le entrate (bilancio di stato negativo). (Deficit = differenza negativa tra entrate e uscite).
Vi è, senza dubbio, una stretta correlazione tra i due indicatori: se vi è deficit pubblico significa che lo Stato ha speso più di quanto ha incassato e, per farlo, è stato necessario il ricorso al debito pubblico. Ciò significa che il debito pubblico è aumentato.
Tasso di inflazione
È la crescita del livello generale dei prezzi dei beni e servizi per un lasso di tempo prolungato. Può essere definito anche come il processo di perdita di potere di acquisto della moneta. Il primo effetto che l'inflazione porta con sé è la perdita sistematica del potere di acquisto dei salari fissi. L'inflazione colpisce le fasce della popolazione a reddito fisso, quali i lavoratori dipendenti e i pensionati. Senza continui rinnovi contrattuali o aumenti delle pensioni vediamo che il reddito di queste fasce della popolazione risulta in pratica ridotto perché incapace di mantenere il proprio potere di acquisto nel tempo. C'è quindi uno spostamento della ricchezza verso le imprese che effettuano maggiori profitti in virtù dell'aumento dei prezzi. Conseguenza della riduzione del potere di acquisto può essere una riduzione dei consumi da parte delle fasce più basse della popolazione, cosa certamente non auspicabile. Il secondo effetto dell'inflazione, questo però positivo, è che questa spinge ad investire. Se infatti il normale risparmiatore lasciasse il proprio denaro fermo nel conto corrente vedrebbe nel tempo ridursi il potere di acquisto delle somme depositate, è quindi spinto a cercare rendimenti positivi e quindi ad investire.
Economia aziendale
L'economia aziendale ha per oggetto i diversi aspetti relativi all'attività d'impresa con lo scopo di fornire modelli e strumenti utili al management. Sono, tra gli altri, oggetto dell'economia aziendale:
- Le modalità di rilevazione contabile dell'attività aziendale ai fini del controllo economico-finanziario della gestione;
- L'elaborazione di modelli e strumenti utili ai fini dell'analisi dei costi e della fissazione dei prezzi di vendita;
- La definizione di metodologie utili ai fini delle principali decisioni aziendali (organizzazione, strategie, ecc.).
Impresa
Il sistema economico
I soggetti che compongono il sistema economico sono raggruppati in tre grandi categorie:
- Famiglie e individui (o consumatore finale): domandano beni e servizi (consumo) e offrono lavoro;
- Imprese: producono o erogano beni e servizi;
- Stato (centrale e enti periferici): regola i rapporti fra i soggetti economici, produce beni e servizi, effettua trasferimenti di reddito, attua manovre di politica economica (monetaria e fiscale), controlla offerta lavoro, regola la stabilizzazione dei prezzi di mercato.
Definizione giuridica
Impresa: attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi;
Imprenditore (Codice Civile, Libro V, Titolo II, Capo I, Sezione I, art. 2082): chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi;
Lavoratore subordinato (Codice Civile, art. 2094): chi si obbliga (ha dei doveri) mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell'imprenditore;
Impresa, società, azienda e ditta
Nel linguaggio di tutti i giorni i termini impresa, società, azienda, ditta sono utilizzati come sinonimi, ma:
- Non tutte le imprese sono società;
- Azienda e ditta hanno tecnicamente altri significati.
Società (Codice Civile, art. 2247): contratto con cui due o più persone conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di un'attività economica allo scopo di dividerne gli utili;
Azienda (Codice Civile, art. 2555): complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa;
Ditta (Codice Civile, art. 2563-2566): è il nome commerciale scelto dall'imprenditore per esercitare l'impresa:
- È un segno distintivo che consente di identificare l'impresa (possono avere lo stesso nome solo se hanno forma giuridica diversa ma avere lo stesso nome può andare sia a svantaggio che a vantaggio);
- Nelle imprese societarie la ditta è costituita dalla ragione sociale (nel caso di società di persone), e dalla denominazione sociale (nel caso di società di capitali).
Definizione "pratica"
L'impresa:
- Utilizza come input beni (e.g.: materie prime) e servizi;
- Trasforma gli input in output utilizzando delle risorse (capitale e lavoro);
- Vende il proprio output ai consumatori finali o ad altre imprese;
- Finanzia la propria attività:
- Con i soldi dei soci / azionisti;
- Con prestiti;
- Raccogliendo denaro sul mercato borsistico (se quotata).
Caratteristiche dell'impresa
L'impresa è l'organizzazione economica che svolge l'attività di produzione di beni e servizi. La produzione consiste nella trasformazione di beni e servizi acquistati sul mercato (input) in altri beni e servizi ceduti sul mercato (output).
Caratteristiche generali di un'impresa
Per essere considerata impresa un'attività deve essere:
- Economica:
- Uso di input per ottenere output;
- L'output deve poter essere oggetto di scambio su un mercato e, come tale, deve avere un valore economico.
- Professionale: svolta abitualmente, ma non necessariamente:
- Con continuità temporale (es. attività aperte solo nel periodo estivo);
- In esclusiva (avere anche un altro lavoro);
- Dall'imprenditore (è possibile delegare la gestione dell'impresa ad altri).
- Organizzata:
- L'impresa ha una sua organizzazione, struttura che consente una gestione coordinata delle risorse (umane, finanziarie, tecnologiche).
- L'imprenditore organizza liberamente l'impresa.
- Rischiosa (i primi anni sono soprattutto anni di rischio).
Rischio d'impresa
Concetto di rischio: eventualità che si verifichi un andamento sfavorevole nello svolgimento di un'azione futura. Rischio di impresa: legato ai risultati economici dell'impresa. Nella genesi del rischio d'impresa sono rilevanti tre fattori:
- Tempo: l'imprenditore prende oggi decisioni i cui risultati si vedranno domani → mancano alcune le informazioni necessarie a decidere;
- Struttura (rigida) dell'impresa: l'impresa ha un'organizzazione non immediatamente modificabile in risposta all'ambiente. Esempio: in caso di riduzione della domanda non sempre è possibile licenziare il personale.
- Contesto: l'impresa deve adattarsi ad un ambiente mutevole. L'impresa deve prevedere l'andamento della domanda, le preferenze dei consumatori, l'entrata sul mercato di nuovi concorrenti, lo sviluppo di nuove tecnologie, l'andamento del credito, ...
L'imprenditore si assume il rischio di impresa e risponde delle perdite (profitti negativi) realizzate dall'impresa; come risponde dipende dall'assetto proprietario. Regimi di responsabilità previsti dal nostro ordinamento:
- Responsabilità illimitata (personale): l'imprenditore (i soci) risponde (rispondono) con tutto il proprio patrimonio personale;
- Responsabilità limitata: l'imprenditore (i soci) risponde (rispondono) con i soli capitali conferiti.
Morte d'impresa
Un'impresa può avere durata “infinita”, non muore con l'imprenditore (può essere venduta o portata avanti dagli altri soci). Esempio: General Electric: posizione di rilievo dal 1917. Art. 2273: proroga tacita e a tempo indeterminato (della società) quando ... i soci continuano a compiere le attività sociali.
Rischia però di “morire” se non realizza profitti e dunque non riesce a remunerare i fattori produttivi (non riesce più a pagare le materie prime). In genere la vita media di un'impresa è inferiore a quella di una persona; in Italia le imprese vivono in media 12 anni (Fonte: Unioncamere).
Esistono vari modi in cui un'impresa può “morire”:
- Fallimento: scioglimento coatto - l'impresa è sciolta per ordine del tribunale, i suoi beni vengono venduti (asta giudiziaria);
- Liquidazione: scioglimento volontario - vendita volontaria dei beni decisa dai soci;
- Fusione / acquisizione: l'impresa viene assorbita da un'altra impresa. NB: la “morte” per fusione ha spesso un'accezione positiva;
- Break-up: l'impresa viene scomposta in imprese più piccole. Esempio: nel 1984 break-up dell'AT&T, la più grande impresa telefonica al mondo, in Baby Bells ad opera dell'antitrust.
Obiettivi di un'impresa
Nel Codice Civile non si fa cenno allo scopo dell'attività imprenditoriale. Scopo normalmente perseguito: ottenimento di un profitto (o, quanto meno, uguaglianza tra costi e ricavi). In generale l'obiettivo dell'impresa è generare valore (ricchezza) per i soggetti a vario titolo coinvolti in essa. Tuttavia l'impresa può porsi anche molti altri scopi, spesso (ma non sempre) legati alla creazione di valore. Esempio: tema della responsabilità sociale: l'impresa deve solo creare valore economico o deve anche mostrare attenzione al contesto sociale in cui opera?
L'impresa nella teoria economica
L'impresa acquisisce degli input o fattori produttivi, li lavora, o trasforma, con il processo produttivo e infine lo vende sul mercato o a un'altra impresa o al consumatore finale. L'impresa perciò si interfaccia con due mercati: il primo quello dei fornitori e poi quello del consumatore.
Il sistema competitivo
- Clienti: soggetti fondamentali con i quali l'impresa si relaziona perché il cliente dà un valore economico alla merce o servizio che l'impresa produce.
- Concorrenti: l'impresa deve tener sempre in considerazione i suoi concorrenti. I concorrenti possono o produrre la stessa marce o servizio oppure produrne un'alternativa.
Contesto: l'ambiente circostante in cui opera e in cui l'impresa è soggetta.
- Company: impresa.
- Canali di vendita e distribuzione: si possono utilizzare canali diretti (lo vendi nel tuo negozio) oppure grandi distribuzioni, si possono avere più canali di vendita e distribuzione.
L'ambiente
Alcuni termini chiave
- Ricavi: il valore dell'output prodotto in un periodo (volume di prodotti per i relativi prezzi unitari di vendita).
- Costi: il valore degli input utilizzati in un periodo nel processo di trasformazione (quantità di fattori produttivi per il relativo prezzo unitario di acquisto).
- Profitto: la differenza fra i ricavi ed i costi di un periodo (perdita se negativa).
La catena del valore
La catena del valore è composta da nove processi, cinque primari (attività in entrata, attività operativa, logistica in uscita, marketing e vendite, servizi);
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