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Economia del mercato mobiliare

Lezione del 20/09/2018

Mercati finanziari e attività finanziarie

All'interno di una economia abbiamo diversi tipi di soggetti:

  • Soggetti in deficit
    • Imprese puntano a massimizzare la ricchezza reale
    • Stato puntano a massimizzare la ricchezza sociale
  • Soggetti in surplus
    • Famiglie puntano a massimizzare il rendimento del risparmio

Per massimizzare i propri obiettivi, questi soggetti devono operare all'interno di un sistema finanziario che consente la creazione e la circolazione delle attività finanziarie, al fine di soddisfare le esigenze e i bisogni finanziari di individui ed istituzioni. All'interno di questo sistema finanziario è possibile individuare due canali di trasferimento delle risorse finanziarie da un soggetto o settore in avanzo finanziario ad un soggetto o settore in disavanzo finanziario:

  • Intermediazione diretta: offerenti e richiedenti mezzi finanziari si incontrano direttamente. Le attività e passività finanziarie compaiono solo nel loro bilancio.
  • Intermediazione indiretta: un terzo soggetto (l’intermediario) si frappone tra richiedente ed offerente mezzi finanziari divenendone la controparte.

Dopo aver elencato i canali di trasferimento, il sistema finanziario è composto da:

  1. Attività finanziarie
  2. Istituzioni finanziarie
  3. Regole

Attività finanziarie

Una attività finanziaria è ogni rapporto contrattuale stipulato tra due individui in relazione allo scambio di flussi di cassa differenziati nel tempo. L'oggetto del nostro studio saranno gli strumenti finanziari che sono effettivamente attività finanziarie ma hanno la caratteristica di essere standardizzati e trasferibili; tutto ciò che è personalizzabile (come contratti di finanziamento, depositi) non sono strumenti finanziari appunto perché non sono trasferibili o standardizzabili.

Istituzioni finanziarie

Esse si suddividono in:

  • Mercati: i mercati, in questo caso il mercato finanziario, sono i luoghi dove avvengono gli scambi. Nel caso del mercato finanziario, avremo lo scambio di strumenti finanziari. Questo mercato inoltre facilita l’incontro tra domanda e offerta tra soggetti in deficit e soggetti in surplus.
  • Intermediari: la loro funzione è quella di facilitare l’incontro di domanda e offerta di flussi finanziari. Sono dunque imprese in cui la principale attività è costituita da creazione, detenzione e negoziazione di attività finanziarie. I principali intermediari finanziari sono:
    • Broker: è l’intermediario cercato dai soggetti in surplus al fine di trovare dei soggetti in deficit. Essi hanno il compito di facilitare l’incontro tra domanda e offerta che in caso contrario sarebbe molto complesso. Esso non entra nel processo decisionale: propone un contatto e sarà poi il soggetto in surplus a decidere se le condizioni di quel contatto gli vanno bene.
    • Dealer: è molto simile a un broker, solo che ha proprie disponibilità. Si pone come controparte diretta vendendo degli strumenti finanziari che aveva già acquistato. La figura del dealer è molto più veloce di quella del broker dato che non deve andare a cercare un soggetto in deficit.
    • Banca: sono intermediari finanziari di trasformazione che operano nel circuito indiretto, ma possono eventualmente operare anche nel circuito diretto diventando allo stesso tempo investitori ed emittenti.

Contratti finanziari

Esistono quattro principali tipi di contratti finanziari:

  1. Contratto di debito: azioni e obbligazioni sono i principali contratti di debito. Essi, essendo dei contratti, sono standardizzati e questo ne facilita la negoziazione e la cessione.
  2. Contratto di partecipazione: un soggetto in surplus instaura un rapporto di partecipazione con un soggetto in deficit, quindi partecipa all’attività del soggetto in deficit.
  3. Contratto assicurativo
  4. Contratto derivato: i mutui sono contratti di debito ma non sono strumenti finanziari. L’unico modo che ci permette di poter negoziare è la creazione di uno strumento finanziario strutturato. Unendo diversi prestiti è possibile creare un nuovo contratto finanziario che diventa standardizzato e quindi negoziabile sul mercato.

Per classificare le attività finanziarie è necessario trovare delle caratteristiche distintive:

  • Tipologia del rapporto sottostante tra emittente e investitore: esistono rapporti semplici, come debito, credito e partecipazione (a questi si collegano le azioni e le obbligazioni); e altri meno semplici come i contratti ibridi o composti che prendono caratteristiche da ambo i contratti sopracitati (ad esempio le obbligazioni convertibili), ovvero sono un contratto debitorio ma con un elevato grado di subordinazione: questo significa che hanno una bassa priorità di rimborso, caratteristica tipica delle partecipazioni. Infatti nei contratti di partecipazione non c’è obbligo di rimborso e così può essere anche per i contratti debitori con un elevato livello di subordinazione. Infine i contratti derivati o indiretti non prevedono uno scambio diretto tra emittente ed investitore ma utilizzano uno strumento finanziario ulteriore come base del rapporto contrattuale. Non c’è trasferimento diretto di denaro; il contratto di base è un obbligo a eseguire o no a qualcosa di inerente ad esso.
  • Struttura per scadenza: esistono diversi tipi di scadenze:
    • Scadenza determinata: per contratti di tipo debitorio
    • Scadenza indeterminata: per contratti di partecipazione
    • Scadenza determinata con clausola di subordinazione, conversione o rimborso anticipato: per contratti di tipo ibrido (può avere una scadenza variabile nel tempo)
  • Tipologia di emittente: diverse tipologie di emittente influenzano la tipologia di contratto (Stato, enti pubblici, società private, etc.)
  • Priorità di rimborso: indica se ho delle garanzie di rimborso o se ho delle priorità rispetto ad altri creditori. Esiste una scala “convenzionale” che elenca in modo decrescente i gradi di subordinazione:
    • Titoli obbligazionari garantiti o secured bond
    • Titoli obbligazionari ordinari o senior bond
    • Titoli obbligazionari subordinati o junior bond
    • Titoli obbligazionari irredimibili o ibridi
    • Azioni di risparmio
    • Azioni privilegiate
    • Azioni ordinarie

Ovviamente il mercato finanziario e di conseguenza le attività e gli strumenti finanziari sono regolati dal testo unico finanziario (TUF) che nel suo primo articolo elenca tutti i tipi di strumenti finanziari. Ciò che non viene inscritto all'interno della lista non è considerabile come strumento finanziario.

Lezione del 24/09/2018

Titoli di debito

I titoli di debito sono strumenti finanziari caratterizzati da un orizzonte temporale determinato e da un insieme di attributi definiti al momento dell’emissione che concorrono a determinare il rischio e il rendimento. L’investitore diventa creditore dell’emittente e acquisisce il diritto al rimborso del capitale e al pagamento di interessi mediante cedole. A seguito dell’emissione dei titoli di debito nascono dei rischi:

  • Rischio di credito: la possibilità che l’emittente sia inadempiente, ovvero non sia in grado di rimborsare l’investitore.
  • Rischio di interesse: la possibilità che il prezzo del titolo diminuisca in seguito a una variazione dei tassi.
  • Rischio di cambio: investendo in titoli denominati in valuta diversa rispetto a quella statale, si è esposti alla variabilità del rapporto di cambio.
  • Rischio di liquidità: mancanza di un mercato secondario efficiente, ovvero il mercato che comprende la negoziazione e gli scambi di strumenti finanziari.

Per valutare il rischio di credito esiste il rating, ovvero un giudizio espresso da società specializzate, che fornisce una valutazione globale della solvibilità della società emittente strumenti finanziari. Questo vuol dire che si valutano le società in base alla loro sicurezza nel rimborsare i capitali investiti: più alto sarà il grado di solvibilità, più alta sarà la sicurezza di rimborso. Il vero problema sta nel fatto che queste società specializzate sono pagate dalle società “normali” per esprimere un giudizio riguardo ad esse, quindi ci può essere un conflitto di interessi riguardante le imprese che pagano maggiormente. Le imprese vengono quindi classificate in due gruppi: investment grade e sub-investment grade. Le prime sottintendono una qualità medio-alta degli strumenti finanziari, mentre le ultime vanno a scemare fino ad essere considerati “junk bond”.

Definito il rischio, possiamo definire due tipi di titoli di debito:

  • Zero coupon bond: titolo in cui non è previsto il pagamento di una cedola, ovvero non ci sono flussi intermedi.
  • Titoli con cedola: titolo in cui vengono determinate le cedole e la cadenza con cui dovranno essere pagate. La data di godimento corrisponde al momento in cui si incassa la cedola.

Confrontando questi due titoli con i rischi si può notare che la prima tipologia è più rischiosa della seconda dato che, non avendo flussi intermedi, nel momento in cui l’emittente non è più in grado di rimborsare, allora l’investitore perde tutto.

I titoli di debito sono quotati in termini percentuali rispetto al valore nominale. Quando la quotazione è uguale a 100 viene detta alla pari, quando è inferiore a 100 viene detta sotto la pari, quando è superiore a 100 viene detta sopra la pari. I titoli di debito sono quotati al corso secco ovvero la quotazione di un titolo relativa al solo capitale, senza il rateo di interessi maturati fino al giorno della transazione. Aggiungendo gli interessi maturati fino al giorno della transazione si raggiunge una quotazione “tel quel”. Quindi avremo che:

Corso tel quel = corso secco + rateo cedolare

Per riconoscere un titolo di debito dobbiamo conoscere degli elementi caratterizzanti:

  • Valore nominale: valore di facciata di un titolo azionario o obbligazionario che può rivelarsi superiore o inferiore al valore di mercato.
  • Taglio minimo sottoscrivibile
  • Tasso cedolare: determina i flussi intermedi.
  • Natura dell’emittente: la variabilità dell’emittente del titolo può far aumentare o abbassare i rischi.
  • Modalità di rimborso: il più diffuso è quello del rimborso totale a scadenza, altrimenti si ammortizza il valore netto con determinate quote in determinati momenti. Meno diffusa è anche la clausola di rimborso anticipato (utilizzata per titoli callable).
  • Prezzo di rimborso
  • Eventuali subordinazioni: in caso di insolvenza dell’emittente c’è una subordinazione nel rimborso degli strumenti finanziari.
  • Scadenza: diverse scadenze con periodi più o meno lunghi.

Lezione del 27/09/2018

I titoli di stato e altri titoli di debito

I titoli di stato sono la principale componente del debito fluttuante dello stato (debito pubblico) e possono essere suddivisi in base al mercato in cui vengono trattati: se parliamo di mercato monetario, allora avremo BOT (buoni ordinari del tesoro); se parliamo di mercato finanziario avremo CTZ (certificati di credito del tesoro zero coupon) e BTP (buoni del tesoro pluriennali) se il rendimento è fisso, mentre avremo CCT/CCTeu (certificati di credito del tesoro), BTP€i e BTP Italia (buoni del tesoro pluriennali indicizzati all’inflazione).

BOT sono titoli zero coupon bond emessi con periodicità mensile vengono emessi dallo stato per la copertura strutturale del deficit di bilancio; sono inoltre un ottimo mezzo per regolare il livello dei tassi di interesse e per regolare la liquidità del sistema. Hanno scadenze brevi: solitamente a 3, 6, 12 mesi. Essi vengono collocati sul mercato al valore attuale, ovvero il valore nominale meno uno sconto. La remunerazione sta esattamente nello scarto di emissione, ovvero la differenza di prezzo tra l’emissione del titolo e la scadenza di esso. Essi sono emessi con asta competitiva.

CTZ anch’essi sono titoli zero coupon bond però con una scadenza più lunga: 24 mesi. La remunerazione rimane la stessa, lo scarto di emissione, ma cambia la modalità di emissione: asta marginale.

BTP sono titoli a tasso fisso, quindi con cedola pagata semestralmente. Hanno una scadenza a medio-lungo termine (3, 5, 10, 15, 30 anni) e paga gli interessi in un’unica soluzione alla scadenza definita all’atto. La remunerazione ovviamente è data dalle cedole a tasso fisso semestrali oltre all’eventuale scarto di emissione. Come nei CTZ la modalità di emissione è l’asta marginale.

CCT sono i primi titoli a tasso variabile e hanno una scadenza di 5 o 7 anni. Come remunerazione paga cedole posticipate semestrali indicizzate al rendimento dei BOT semestrali o al tasso Euribor 6 mesi a cui viene aggiunto uno spread. Anche qui la modalità di emissione è asta marginale.

BTP€i sono titoli a cedola e capitale di rimborso variabile con scadenza su medio-lungo termine (5, 10, 15, 30 anni). Il guadagno di chi la sottoscrive sta nelle cedole variabili posticipate semestrali, indicizzate all’HICP, ovvero l’indice armonizzato dei prezzi al consumo. L’asta marginale e i sindacati di collocamento sono la modalità di emissione di questi titoli.

BTP Italia sono titoli a cedola e capitale variabile con scadenze medie (4, 6, 8 anni). Gli investitori vengono remunerati attraverso cedole variabili posticipate indicizzate all’inflazione italiana e da rivalutazione del capitale pagato semestralmente. A differenza degli altri titoli essi vengono emessi tramite dealers direttamente sul MOT (mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di stato).

Dopo aver analizzato i vari titoli posso analizzare la modalità con cui vengono emessi: le principali sono asta marginale e asta competitiva.

In una asta competitiva ogni operatore può presentare al massimo cinque offerte differenziate nel rendimento di almeno un punto percentuale, lo stesso può richiedere una quantità minima di 1,5 milioni di titoli fino ad una massima di quanto viene offerto nell'asta.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucavara di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia del mercato mobiliare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Dell'acqua Massimiliano.
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