Dispensa di
Economia dei Servizi e delle Reti
INDICE
1. Richiami di Economia
2. I Concetti Chiave
3. Le Imprese Pubbliche e le Privatizzazioni
4. Le Privatizzazioni
5. La Liberalizzazione
6. La Regolazione del Monopolio
7. Le Pratiche di Regolazione dei Prezzi, della Qualità e dell’Accesso alle Reti
8. La Regolazione delle Telecomunicazioni
9. Il Decreto Bersani
10. Il Decreto Letta
11. Le Esternalità di Rete, le Start Up e la Path Dependence
12. La Coopetition
13. Le Esternalità Ambientali
14. Le Tecnologie Verdi
15. Le Politiche per l’Ambiente
16. Il Pricing
17. Il Vesioning e il Bundling
A.A. 2012-‐2013
1
Richiami di Economia
LA DOMANDA
Concetti che descrivono le preferenze dei consumatori.
Domanda individuale
Cioè la domanda espressa da un singolo consumatore per un certo prodotto, bene o
servizio. Ci focalizziamo soprattutto sui servizi ovvero, beni in cui le attività di produzione e
consumo sono parallelizzate.
Willingess to pay=disponibilità a pagare o prezzo di riserva: è il prezzo massimo che un
consumatore è disposto a pagare per un’unità del prodotto in questione. Il valore delle unità
successive per il consumatore è sempre minore (ovvero, la williness to pay è decrescente
all’aumentare della quantità) e ciò mi permette di individuare il livello di consumo: funzione
di domanda individuale decrescente.
→ = ; =
=
! !
−
!
!
=
!
!!!
C’è un’altra “curva” che mi indica il benessere che ne deriva dall’acquisto del bene: si
parla di sovrappiù/surplus individuale del consumatore, zona rossa della figura sopra.
Facciamo un esempio:
1. Sovrappiù del consumatore dal primo acquisto: se sono disposto a pagare 3 € un
bene, ma riesco a pagarlo 1 €, allora avrò un beneficio netto di 2 €;
2. Sovrappiù del consumatore dal secondo acquisto: il secondo bene sono disposto
a pagarlo 1,5 €, ma riesco a pagarlo 0,5 €, ottenendo un beneficio di 1€.
à In totale quindi abbiamo un beneficio netto totale di 2,5 €.
Domanda di mercato
E’ la somma orizzontale delle curve di domanda individuale. Dato un certo prezzo vedo la
quantità che ogni consumatore vuole acquistare. Anche per la domanda di mercato possiamo
definire il sovrappiù del consumatore: un sovrappiù complessivo del consumatore.
= 1 … =
!
= () = ; ≥ 0
!
!!!
= =
2
Importante è l’elasticità della domanda la prezzo: pendenza della curva di domanda di
mercato. La pendenza ci aiuta a trovare il trade-‐off tra prezzo e quantità che può
massimizzare il margine dell’impresa. Ad esempio un’elasticità pari 1,2: fa si che se i prezzi
aumentassero dell’1%, allora la quantità calerebbe del 20%.
= − = ∙ = %
OFFERTA: COSTI DELL’IMPRESA
Costi Totali: Fissi e Variabili
Le scelte di un’impresa derivano dai loro costi. Come rappresentiamo un’impresa?
Attraverso una relazione INPUT – OUTPUT. E’ una rappresentazione semplicistica. L’impresa
è un soggetto che trasforma una serie di input in uno o più prodotti.
La funzione che descrive l’impresa è la funzione dei costi totali dell’impresa:
= ; ≥ 0
I costi sono di due tipi:
Costi fissi: parte dei costi totali che non varia al variare della quantità di output
• prodotta. Esempi: affitti, campagna pubblicitaria ecc.;
Costi variabili: parte dei costi totali che aumenta man mano che produco di più.
• Esempi: materiali, energia ecc.
La funzione di costo totale può essere quindi scomposta in due addendi: = +
() ∙ . !
Se la funzione dei costi variabili fosse una parabola: = + .
3
Costi Medi
Ad esempio, quando il prezzo è più basso del minimo della curva dei costi medi è
necessario attrezzarsi per uscire dal mercato oppure procedere con una ristrutturazione.
Quindi, conoscere la curva dei costi medi mi permette di individuare un range di prezzi
non accettabili, ovvero quei prezzi che mandano in perdita l’impresa. Ciò mi consente di
capire se entrare o uscire dal mercato.
()
= = = + = +
Costo marginale ()
= ≈ + 1 − = + 1 − ()
La derivata dei costi totali sulla quantità, è pari alla derivata dei costi variabili, essendo i
costi fissi per definizione indipendenti dalla quantità.
Nel caso in cui la funzione dei costi fosse una parabola, allora:
= 2.
E’ l’aumento dei costi che l’impresa deve supportare per produrre un’unità in più.
L’aumento dei costi è legato solo ai costi variabili.
Conoscere la curva dei costi marginali mi permette di capire quanto produrre; mi dice
delle zone in cui non devo stare. Se produco
> (): ho un costo incrementale più alto del
ricavo incrementale (mai produrre quantità del genere).
Costi affondati (sunk cost)
Sono costi irreversibili. Immagiamo che un’impresa sia entrata in nuovo mercato e abbia
firmato un contratto triennale con un’agenzia pubblicitaria. Gli affari non vanno bene e
!!"
decidono di uscire. L’impresa però continuerà ad avere dei costi totali:
= >
0. I costi che sostiene sono uguali a quelli affondati. L’impresa, in una situazione di perdita
!"# !"
(Π < 0), deve confrontare questi con = + () ∙ , ovvero con il profitto
(a parità di ricavi). Se ci sono costi affondati:
!"# !"# !"
> Π, à : < : meglio uscire dal mercato e
• !"#
sostenere i ;
!"# !"# !"
< , à : > : meglio rimanere nel mercato anche
• se sono in perdita, perché è meglio perdere poco che perdere tanto (ovvero:
uscendo perderei di più).
Costo opportunità
Quando valuto se entrare in un mercato o meno devo capire anche cosa mi sto perdendo.
Se entro in un mercato allora rinuncio ad entrare in un altro mercato. E’ sempre una scelta
comparativa.
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FORME DI MERCATO
Monopolio
Parliamo di monopolio quando c’è una sola impresa all’interno di un mercato. Il
monopolista è libero di decidere tutto, può assumere autonomamente le proprie decisioni.
Un’impresa, ad esempio, sceglierà la quantità ottima in modo da massimizzare i propri
profitti: la scelta che massimizza i profitti dell’impresa.
Nella realtà esistono
due tipi principali di monopolio:
Monopolio illegittimo: combattuto perché non ha basi di efficienza. In questo caso
• agisce l’antitrust perché il monopolio non è legittimo;
Monopolio naturale (in Italia si parla di concessione): è un monopolio efficiente.
• Ovvero sarebbe inefficiente se non fosse un monopolio. Non viene combattuto ma
viene regolato! Ad esempio quelli che fanno innovazione hanno un monopolio
temporaneo grazie ai brevetti.
= ∙ = () ∙
= −
Massimizzazione profitti
∏
!
: . .: = 0
()
= ≃ + 1 −
− = 0:
()
= ≈ + 1 −
→ = → ∏
→ = ∙ = () ∙
5
à:
() 1
= = ∙ + = ∙ + 1 = 1 −
1 1
!
1 − = → = ∙
1
1 −
!
− 1 è
=
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