Strumenti di deposito
Essi sono strumenti di raccolta per la banca e sono:
- Conto corrente
- Depositi a risparmio
- Certificati di deposito
- Pronti contro termine passivi
Depositi a risparmio
I depositi a risparmio offrono la possibilità di raccogliere mezzi monetari indispensabili allo svolgimento della funzione di intermediazione creditizia. È una forma di raccolta tradizionale che consente il dirottamento dei risparmi verso le imprese che li utilizzeranno per realizzare investimenti produttivi e conseguentemente favorire l'espansione del reddito nazionale e dell'occupazione.
Contratto
- Unilaterale: obbligazioni solo per la banca
- Oneroso: la banca deve pagare degli interessi
- Reale: si perfeziona alla consegna del denaro
- Irregolari: proprietà passa al depositario una volta consegnato il denaro
Parti
- Depositante: colui che deposita
- Depositario: banca
Finalità
- Per la banca: raccolta di somme sottratte al consumo
- Per il cliente: è uno strumento di investimento a basso rischio
I depositi a risparmio si caratterizzano per avere la presenza di un libretto, il libretto di risparmio, che viene consegnato al cliente e sul quale vengono annotate tutte le operazioni effettuate sul conto, sul deposito. Quali operazioni? Non la stessa gamma di operazioni del conto corrente! Solo operazioni di prelievo e versamento.
Distinguiamo i libretti in base alla natura dell’intestatario:
- Libretti al portatore
- Libretti nominativi
Al portatore
- Anonomi
- Può prelevare chi dispone del libretto e si presenta con esso allo sportello
- Può essere alimentato esclusivamente attraverso versamenti in contanti
- È uno strumento trasferibile attraverso consegna fisica del libretto
- Trasferibilità limitata entro la soglia dei 3000€
Nominativi
- Intestati a 1 o più persone
- Si possono prelevare soltanto gli intestatari
- Può essere alimentato da versamenti in contanti con accredito di assegni, stipendi e pensioni
- Non è trasferibile
Sotto il profilo della scadenza, distinguiamo i depositi a risparmio:
- Liberi: sono strumenti a vista, quindi è possibile accedere alle somme senza preavviso, alla richiesta
- Vincolati: presuppongono l’impegno del depositante a non fare prelievi entro una scadenza concordata, a fronte di un tasso più elevato di quello che la banca proporrebbe per un deposito libero. È comunque possibile l’estinzione anticipata attraverso il pagamento di una penale.
Tassazione
- Su interessi attivi: ritenuta d’imposta del 26%
- Imposta di bollo proporzionale nella misura dello 0,20% dell’importo del deposito a condizione che il valore sia in media, nel periodo di riferimento (di solito annuale), superiore a 5000€
Certificati di deposito
I certificati di deposito hanno una natura diversa. Assomigliano a delle obbligazioni, a dei titoli. Infatti, sono titoli di credito emessi dalle banche con una scadenza compresa tra 1 mese e 5 anni. L’emissione di questi titoli da parte delle banche si dice che avviene "a rubinetto", cioè a richiesta: quando un cliente chiede l’investimento con un certificato di deposito, la banca emette il titolo in base all’importo che vuole investire il cliente.
A quali condizioni? Dal momento che si tratta di un’emissione "a rubinetto", la banca ha delle condizioni che variano nel tempo in base alle variazioni del tasso di interesse, che rende pubbliche su delle informative e sui siti. Quindi, sempre costantemente si trovano delle informazioni aggiornate sul rendimento medio dei certificati di deposito. Il cliente, quando interessato, chiede allo sportello, la banca lo emette alle condizioni che valgono in quel momento e la banca aggiorna le condizioni in base alle condizioni dei tassi di mercato.
La natura dei certificati di deposito è di uno strumento vincolato, che non consente né prelievi né versamenti prima della scadenza, con l’eccezione rappresentata dai redditi periodici che il certificato eventualmente matura. Il certificato, infatti, può essere configurato come un titolo con o senza cedole. In presenza di queste, la remunerazione del titolare del certificato può essere prelevata o direttamente accreditata sul conto dell’intestatario.
Dal momento che sono strumenti vincolati (e quindi, non si può estinguerli anticipatamente), c’è un meccanismo di liquidità. Questo avviene attraverso la trasferibilità. Quindi, sono strumenti trasferibili mediante la vendita del titolo. Tuttavia, non sono però strumenti negoziabili, il che vuol dire che non c’è un mercato secondario. E allora avviene che tipicamente li riacquista la banca che li ha emessi.
Tassazione
- Su rendimento: aliquota d’imposta del 26%
- Imposta di bollo: proporzionale nella misura dello 0,20% sul valore minimo maggiore di 5000€
Buoni fruttiferi postali
I buoni fruttiferi postali sono assimilabili ai certificati di deposito. La differenza da questi:
- Emittente è Poste Italiane
- L’importo non può essere inferiore ai 250€
- La scadenza che può essere anche protratta fino a 20 anni
Tassazione
- Remunerazione: 12,5%
- Imposta di bollo = a quella dei certificati di deposito
Pronti contro termini passivi
I pronti contro termine passivi sono dei contratti compositi che prevedono operazioni di vendita con patto di riacquisto tra la banca e il cliente. Hanno per oggetto titoli (titoli obbligazionari, titoli di stato, titoli emessi da banche). Essi operano attraverso la proposta della banca nelle condizioni economiche di acquisto e di vendita. La profittabilità del cliente viene dalla differenza tra i 2 prezzi:
- Prezzo a pronti: prezzo al quale la banca vende al cliente il titolo oggi, nel momento della stipula del contratto, che viene definito in base al valore di mercato dei titoli sottostanti
- Prezzo a termine: la banca lo ottiene capitalizzando il prezzo a pronti al tasso di interesse che rappresenta la remunerazione per il cliente
La durata dei contratti in oggetto è breve, inferiore a 12 mesi. Scadenze più diffuse: 1, 2, 3 mesi. È quindi per la banca uno strumento di raccolta a breve termine. Inoltre, si tratta di contratti personalizzati, nel senso che le condizioni contrattuali vengono definite in modo individuale tra banca e il cliente e, attraverso questa definizione individuale delle condizioni, si ha anche una personalizzazione del tasso. Questo potrebbe essere, quindi, più alto per i clienti più importanti, che per la banca rappresentano un valore, piuttosto che per un piccolo risparmiatore. Quindi, le condizioni contrattuali sono negoziate tra banca e cliente (durata, importo, remunerazione).
Vantaggi banca
- Reperimento nuovi clienti
- Raccolta di capitali vincolati per un certo periodo di tempo
- Esclusione della tipologia di operazioni dall’aggregato di riserva obbligatoria (secondo indicazione di Banca d’Italia)
Vantaggi cliente
- Rendimento garantito e solitamente superiore a investimenti alternativi di pari durata
- Rischio contenuto
- Non soggettazione a rischi di variazione di tassi di interesse o cambio
Tassazione
- Sui rendimenti: aliquota d’imposta: 12,5% se l’operazione ha per oggetto titoli di Stato o titoli assimilati
- 26% negli altri casi
Es: la banca propone un pronti contro termine alle seguenti condizioni:
- Prezzo a pronti: 102,5 (non euro!!!, ma su base percentuale)
- Prezzo a termine: 103
Quanto rende per il cliente? Importo: 50.000€
Calcoliamo l’importo che viene pagato a pronti dal cliente per acquistare i titoli:
(50.000 * 102,5) / 100 = 51.250 €
Calcoliamo ora l’importo incassato a termine dal cliente per effetto della vendita dei titoli alla banca:
(50.000 * 103) / 100 = 51.500€
Guadagno per il cliente: 51.500 - 51.250 = 250€
Tasso: I = C * i * gg / 36500
250 = 51.250 * i * 60 / 36500
i = 2,97% tasso di rendimento lordo!!
Pagamenti commerciali con l'estero
Il principale problema dei pagamenti commerciali tra imprese è il tema dell'assenza di una coincidenza tra il momento del pagamento e il momento della consegna delle merci. Non sono contemporanei! Perché l'assenza di contestualità costituisce un problema? Perché chi fa prima la sua prestazione si espone al rischio che l'altra controparte non faccia la sua. Quindi, se il pagamento è anticipato, il rischio è che la merce non venga consegnata o che non sia come richiesta; o se la consegna è anticipata, il rischio è che il pagamento non arrivi o arrivi in ritardo rispetto ai termini convenuti. Quindi, l'assenza di contestualità genera rischi: a seconda che il pagamento sia anticipato o posticipato, il rischio grava sull'acquirente o sul venditore.
Nel commercio domestico si ricorre solitamente alla prassi delle dilazioni di pagamento e il rischio, quindi, è a carico del venditore. Tuttavia, nei pagamenti internazionali questa prassi delle dilazioni di pagamento espone il venditore a rischi troppo elevati per il fatto che conosce meno o non conosce la controparte, per il fatto che intervengono paesi diversi con un diverso livello di tutela giuridica del venditore, ecc... Quindi, di fatto, questa prassi negli scambi internazionali non viene praticata o comunque non viene praticata con le stesse modalità del commercio domestico. Perché esporrebbe il venditore a rischi troppo elevati? Perché il commercio internazionale presuppone elementi di complessità che non sussistono quando entrambi gli operatori risiedono nello stesso Paese.
Elementi di complessità
- Scarsa conoscenza della controparte
- Distanza: questa implica trasporto con costi e rischi (di perdita della merce, ecc…) più elevati
- Normativa: Paesi diversi hanno tutele del creditore differenti
- Rischio Paese: rischio che il Paese in cui risiede la mia controparte commerciale possa essere soggetta a problemi di equilibrio politico o naturali, come valanghe, ecc…, tale da rendere impossibile alla mia controparte di effettuare la prestazione
- Rischio di cambio: perché, avendo un rapporto con una controparte estera, è facile che ci accordiamo che il pagamento avvenga ad una valuta diversa dalla nostra (di solito, è il dollaro)
I tradizionali strumenti di pressione commerciale sono inefficaci pubblicizzazione e divulgazione dell’insolvenza.
La risposta a questi problemi prevede:
- L’intervento delle banche nei pagamenti internazionali attraverso la fornitura di servizi di pagamento detti “rimesse documentarie”
- L’utilizzo di documenti rappresentativi della merce oggetto di scambio per la validazione del pagamento
- L’intervento delle banche attraverso l’offerta di finanziamenti di “credito documentario”
Documenti commerciali
Chiariamo il punto 2. I documenti commerciali devono rispettare standard internazionali, definiti da organismi internazionali: le camere di commercio dell'OCSE.
Documenti necessari
- Documenti di trasporto: quello più tipico è la polizza di carico
- Documenti identificativi della merce: che comprendono la fattura commerciale, il certificato d’origine, documenti che attestano il rispetto di standard di sicurezza e condizioni sanitarie
- Documenti assicurativi: rappresentati di solito da una polizza detta “all risks” (ma non riescono a coprire tutti i rischi!)
Esclusioni di rischi tipiche di queste polizze: danni alle merci derivanti da ritardi imputabili all’esportatore, non corrispondenza delle merci all’ordine, danni da imballaggio inadeguato, rischio di guerra, perdita di mercato (= rischio indiretto che il portatore, avendo ricevuto della merce non adeguata o non avendola ricevuta affatto, non può immettere nel suo processo produttivo e non può, quindi, generare il prodotto finito che andrebbe a vendere sul mercato).
Esportatore e importatore si devono accordare preventivamente in merito a chi paghi il trasporto e l’assicurazione. Anche a questo riguardo esistono clausole convenzionali, quali:
- FOB (Free On Board): trasporto e premio della polizza sono pagati dall’importatore
- CIF (Cost Insurance and Freight): trasporto e premio della polizza sono pagati dall’esportatore
Strumenti di pagamento
Altro standard è lo strumento di pagamento. Lo strumento di pagamento tipicamente utilizzato per i pagamenti commerciali internazionali è la cambiale tratta.
Servizio di rimessa documentaria
Abbiamo le controparti commerciali tra le quali c’è il contratto di compravendita delle merci. Ogni controparte ha un rapporto con una banca di fiducia.
- Il servizio di rimessa documentaria coinvolge la banca dell’esportatore e dell’importatore e parte su richiesta dell’importatore. Quindi, questo ordina alla propria banca il servizio di assistenza attraverso rimessa documentaria;
- La banca dell’importatore comunica l’assistenza al pagamento alla banca dell’esportatore;
- E quest’ultima, comunica al suo cliente;
- L’esportatore è il soggetto che deve disporre la gran parte dei documenti rappresentativi della merce (la fattura della merce, il certificato d’origine, ecc…). Questo li dispone in più copie: una copia la dà ai vettori che predispongono il trasporto della merce; una copia la dà alla sua banca. La banca dell’esportatore, allora, li verifica e lo fa negli interessi del suo cliente (per evitare eventuali respinte);
- Se tutto va bene, li trasmette alla banca dell’importatore. Questa riceve i documenti e verifica se tutto va bene, nell’interesse del suo cliente. Il servizio di rimessa documentaria è questo: verifica e trasmissione dei documenti rappresentativi della merce. Al momento della ricezione da parte della banca dell’importatore, se i documenti vanno bene, questa è anche tenuta a fare la prestazione di pagamento. Questa può essere concordata tra l’importatore e l’esportatore secondo la clausola documenti contro accettazione della cambiale tratta (che viaggia, in questo caso) o documenti contro pagamento (si paga subito).
Credito documentario
Abbiamo commentato il ruolo della rimessa. Le banche non solo concedono la rimessa nel loro finanziamento, ma potrebbero anche assistere attraverso la prestazione di un servizio creditizio, detto credito documentario, che presuppone una garanzia. Il credito documentario viene sempre richiesto dall’importatore alla sua banca. È una garanzia. Se lo è, allora presuppone che la banca dell’importatore onori il pagamento a favore dell’esportatore, in caso di inadempienza del suo cliente.
La presenza del credito documentario rappresenta per l’esportatore una rassicurazione perché sa che, se l’impresa che non conosce non dovesse onorare il pagamento, c’è una controparte (la banca) conosciuta che copre lei il pagamento del credito. Quindi, l’esistenza del credito documentario agevola lo scambio internazionale perché l’esportatore si fida a concludere lo scambio anche di fronte a controparti non note! Visto che il credito documentario è una garanzia, la banca si impegna a pagare se il cliente non onora. Ma la banca non gli sta facendo in questo momento un’anticipazione. Rappresenta una rassicurazione a beneficio dell’esportatore!
Tanto che la banca dell’importatore, quando assiste il cliente con il credito documentario, di solito, gli chiede di dare la provvista (= le somme) per effettuare il pagamento. Quindi, è una forma di finanziamento che non si traduce in un’anticipazione, ma è solo una garanzia (a beneficio dell’esportatore)! Il credito documentario, poi, essendo un servizio utile per fare lo scambio, il portatore che l’ha richiesto dovrà pagare la banca con una commissione. Le garanzie sono remunerate attraverso questa.
Il credito documentario è una garanzia (= non comporta anticipazioni),
Sintesi
Richiesta dall’importatore. La presenza del credito documentario facilita lo scambio perché è una rassicurazione di buon fine dell’operazione per l’esportatore. È una rassicurazione di buon fine perché la garanzia implica che la banca dell’importatore si impegni a pagare a favore dell’esportatore in caso di inadempienza dell’importatore. Trattandosi di un servizio che agevola lo scambio internazionale, l’importatore deve pagare la banca che glielo offre. Come lo remunera? Con una commissione. Rimessa documentaria significa che le banche ricevono e verificano la conformità dei documenti rappresentativi. La banca dell’importatore per ritirare i documenti deve fare la prestazione concordata tra le controparti commerciali: documenti contro accettazione (d/a) o documenti contro pagamento (d/p).
Per le imprese italiane, i commerci internazionali sono supportati da:
- SIMEST acquisisce partecipazioni in imprese che effettuano un processo di internalizzazione (fino ad un massimo del 49% del capitale d’impresa) e supportano le esportazioni concedendo il cosiddetto “credito all’esportazione” a tassi agevolati
- SACE offre servizi di assicurazione all'export e garanzie finanziarie
Impieghi
Attraverso la concessione di prestiti alla clientela, le banche contribuiscono alla realizzazione di un’efficiente allocazione delle risorse finanziarie. L’instaurazione di una relazione durevole con la clientela, inoltre, permette alle banche di accedere a una significativa mole di informazioni sulle controparti affidate consentendo di arrivare ad un
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