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Economia degli intermediari finanziari A-G (Prof.ssa Querci)

Sistema finanziario

Sistema: insieme di elementi interconnessi tra loro, gli elementi sono i mercati, intermediari e gli strumenti finanziari. Sono accomunati per avere una natura finanziaria.

Finanziario: insieme di entità che sono legate tra loro da rapporti che riguardano lo svolgimento di un'attività finanziaria di natura monetaria, di debito o di credito. Ciò significa produrre strumenti finanziari e poi negoziarli, ovvero offrire servizi che aiutano questi contratti a circolare.

Soggetti del sistema finanziario

  • I mercati, insieme dei luoghi fisici, virtuali o telematici in cui operano intermediari e soggetti economici.
  • Gli intermediari finanziari, aziende particolari che svolgono attività con caratteristiche finanziarie.
  • Strumenti finanziari veicolo attraverso cui gli intermediari finanziari svolgono la propria attività: si tratta di vere e proprie forme contrattuali, che prevedono prestazioni normalmente bilaterali con carattere monetario. Oggetto dello scambio sui mercati degli intermediari sono risorse finanziarie.
  • La quarta componente è l'autorità di vigilanza.

Il sistema finanziario è uno dei comparti più regolato in assoluto per la delicatezza delle attività effettuate. C'è un'esigenza cruciale di proteggere il risparmio, questo perché l'investitore famiglia risulta fragile.

L'approccio della vigilanza è molto cambiato nel corso del tempo. Il settore finanziario è stato soggetto a una generale de-regolamentazione, prima degli anni '90 c'erano delle regole prescrittive a cui seguivano delle sanzioni in caso di mancato rispetto, dagli anni '90 sono subentrati i principi di vigilanza ossia indicazioni. Il processo di deregolamentazione del mercato era teso al raggiungimento di un mercato libero, svincolato da controlli di vigilanza, mosso dal presupposto che gli intermediari finanziari sarebbero stati in grado di non correre rischi eccessivi, ma la crisi finanziaria del 2007 ha dimostrato il fallimento di quest'idea, oltre all'incapacità delle autorità di vigilanza di capire cosa stava accadendo in tempo per intervenire. Dopo la crisi finanziaria, è ricominciata una fase di riforma molto intensa della regolamentazione finanziaria delle banche.

Funzioni del sistema finanziario

Funzione allocativa: La funzione trae origine dal bisogno di soggetti economici (non finanziari) di trasferirsi l'un l'altro risorse finanziarie. Questo bisogno si declina almeno in due differenti categorie:

  • Un bisogno di investimento: sono soggetti in surplus finanziario, ossia che dispongono di un ammontare di risorse finanziarie esuberante, non interamente assorbite dai consumi e da investimenti in attività reali. La liquidità residua può essere impiegata sui mercati finanziari o rivolgendosi a degli intermediari finanziari, con lo scopo di avere in un periodo successivo un aumento del proprio investimento.
  • Un bisogno di finanziamento: si tratta di soggetti in deficit finanziario cioè hanno bisogno di risorse finanziarie. Tale bisogno si manifesta, per esempio, un'impresa non ha abbastanza risorse per sostenere i propri investimenti, per cui deve acquisire risorse finanziarie dall'esterno, chiedendole a terzi: sotto forma di prestiti alle banche, rivolgendosi agli intermediari finanziari o attraverso l’emissione di propri titoli di debito.

Funzione monetaria: La funzione è finalizzata a favorire la regolazione degli scambi di beni/servizi e di moneta. La moneta supera tutti i limiti del baratto: è mezzo di pagamento, unità di conto, perché definisce in modo univoco il valore dei beni oggetti dello scambio ed è una “riserva di valore”, tenendo conto che il suo valore cambia per effetto dell’inflazione. Le monete base ufficiali regolamentate sono la moneta legale emessa dalla BCE e fiduciaria (o bancaria). Lo strumento di pagamento è il contratto o la forma mediante la quale la moneta circola. La moneta fiduciaria circola tramite assegni, bonifici, carte di credito o di debito emessi dalle banche; è così definita in quanto presuppone la fiducia nella solvibilità della banca. In tal senso, assume un ruolo centrale la credibilità delle banche, l’azione di vigilanza e il sistema di protezione che il sistema finanziario mette a disposizione del depositante.

Gestione dei rischi: In senso comune, si è abituati a pensare di proteggersi dai rischi attraverso strumenti di tipo assicurativo o previdenziale; in realtà, però, tale copertura può avere anche natura speculativa. La funzione di copertura ha la finalità di proteggere un operatore dai rischi puri, mentre la funzione speculativa prevede un'apertura volontaria al rischio, in un’ottica di maggior guadagno futuro.

  • Rischio speculativo o simmetrici: l'evento può produrre conseguenze sia negative sia positive e consiste nell’incertezza del guadagno; tali rischi sono gestiti dagli intermediari creditizi e mobiliari.
  • Rischi puri: l'evento può produrre solo effetti negativi, copertura di eventi sfavorevoli di cui si teme la manifestazione, sono necessari gli intermediari assicurativi. Anche gli intermediari manifestano la necessità di coprirsi da rischi o di effettuare speculazione.

Trasmissione degli impulsi della politica monetaria: La politica monetaria è uno strumento di politica economica, in Europa ha l’obiettivo di controllare l’inflazione. L’inflazione è rappresentata dalla variazione dei prezzi ha che a vedere con una variabile di tipo economico, ma essendo la BCE a decidere la polita monetaria, non potendo manovrare direttamente i prezzi, agisce sui tassi di interesse e sulla quantità di moneta in circolazione. Quindi il sistema finanziario si pone come intermezzo tra le decisioni della BCE e il sistema economico.

Collegamento tra il sistema finanziario e il sistema economico

Struttura finanziaria dell'economia: La descriviamo attraverso i dati forniti dalla Banca d’Italia. Si va a misurare la quota di mercato (è un indicatore utile per valutare l'articolazione della struttura finanziaria dell’economia) delle diverse tipologie degli intermediari finanziari, espressa in rapporto alla consistenza complessiva di attività finanziarie in Italia. Osservando si nota una netta prevalenza del peso del sistema bancario, che gestisce ampiamente la quota più elevata delle attività finanziarie che circolano in Italia si parla, per tanto, di sistema banco-centrico. Poi i fondi comuni di investimento e infine, le assicurazioni hanno visto un trend in costante e graduale crescita, poiché si è resa sempre più necessaria l’esigenza di protezione, sia di assicurazione pura sia, soprattutto, a livello previdenziale.

La struttura finanziaria può essere osservata anche attraverso i comportamenti degli operatori economici: famiglie, imprese manifatturiere/servizi e gli enti pubblici. La prima cosa da considerare è la situazione di equilibrio economico della singola unità economica espressa dai ricavi e dai costi: dal confronto tra queste due grandezze si potrà ottenere un’identità (ricavi uguali ai costi), oppure una differenza positiva (per un’impresa rappresenta l’utile, per la famiglia il risparmio dato dalla differenza tra reddito e consumi) o negativa (rappresenta una perdita).

Il risparmio (S) è una parte di reddito che non viene spesa, è una grandezza flusso, varia nella sua entità da un esercizio all'altro. Il risparmio è la voce di collegamento tra il CE e lo SP perché i risparmi si accumulano andando ad alimentare il patrimonio delle famiglie o delle imprese. Il patrimonio è una grandezza stock, misura la consistenza delle risorse disponibili in un certo istante.

Dall’analisi della situazione patrimoniale è possibile passare a un prospetto di fonti e impieghi di fondi che serve a dare evidenza delle variazioni nel corso di un esercizio della situazione patrimoniale di un soggetto, impresa o famiglia.

Partendo dalla situazione patrimoniale alla fine dell’anno x, si avrà dal lato attivo un determinato volume (stock) di attività reali (AR) e/o di attività finanziarie (AF); dal lato passivo, ha un certo numero di debiti finanziari (PF) e patrimonio netto (PN). Alla fine dell’anno x passiamo a un prospetto impieghi e fonti dei fondi, perché ci permette di classificare le variabili di flussi.

Dal lato degli impieghi, si potrà avere una variazione positiva di attività reali (es. comprando un’automobile o una nuova casa se si tratta di una famiglia, nuovi macchinari se si tratta di un’impresa) e di attività finanziarie; dal lato delle fonti, si potrà avere un decremento di attività reali o finanziarie.

Significa che un soggetto può finanziare i propri investimenti con il risparmio, nuovi debiti ΔPF oppure può ricavare nuove risorse vendendo attività finanziarie. Quindi studiando i comportamenti degli operatori economici possiamo capire come fanno a sostenere i propri investimenti.

Es. Supponiamo che nell’anno x+1 una famiglia abbia deciso di acquistare un appartamento di 500.000 €, situazione patrimoniale della famiglia nota. Dal lato degli impieghi, troviamo una variazione positiva per aumento delle attività reali (dovuta all’acquisto dell’appartamento), di ammontare pari a 500.000 €; per far fronte a questo investimento, la famiglia fa ricorso alle fonti di fondi:

  1. Possiamo ipotizzare che la famiglia utilizzi un risparmio di 50.000€ che porta il PN 300 + 50 = 350.
  2. Una variazione netta di passività finanziarie per 150.000€ va a incrementare le PF che la famiglia già aveva 200 + 150 = 350.
  3. Una variazione netta di attività finanziarie per 300.000€ per quanto riguarda le AF 400 - 300 = 100.

Condizione di equilibrio: Risparmio (S) - Invest in attività reali (I) = Δ delle att. finanziarie (AF) - Δ passività finanziarie (PF). Quello che si ha da entrambi i membri dell’uguaglianza è il saldo finanziario, misura le risorse reddituali non consumate e non investite in attività reali, che possono essere impiegate per investire in attività finanziarie e per saldare debiti finanziari.

Se SF è positivo ovvero residua qualcosa, il soggetto economico è in surplus finanziario, che può essere utilizzato per incrementare le attività finanziarie e/o per diminuire le proprie passività finanziarie. Se SF è negativo, il soggetto è in deficit finanziario, ovvero non dispone di risorse sufficienti per sostenere i propri investimenti; per coprire il proprio deficit dovrà disinvestire attività finanziarie e/o indebitarsi.

Osserviamo a livello aggregato i conti dei diversi soggetti economici. Tradizionalmente le famiglie italiane sono i soggetti in surplus finanziario che manifestano il bisogno di investimento, mentre le imprese sono tradizionalmente in deficit e hanno quindi bisogno di finanziamenti. Tale posizione sta però andando mutandosi negli ultimi anni, a seguito della crisi finanziaria del 2007: le famiglie hanno visto ridursi il proprio risparmio - che rimane però ancora positivo -, mentre le aziende hanno cercato sempre più di produrre internamente le risorse necessarie per il proprio sostentamento (autofinanziamento), riducendo la richiesta di risorse finanziarie verso l’esterno.

Sulle amministrazioni pubbliche vediamo un segno negativo perché lo stato si trova in una situazione di deficit. Negli ultimi anni il saldo deficit su PIL è stato riportato a una soglia inferiore al 3%. Il resto del mondo invece riflette il saldo finanziario di tutti gli altri operatori. Notiamo che dal 2002 al 2012 c’è stato un avanzo finanziario, quindi l’estero è stato per noi un creditore netto, dopo un picco del 2010 (negativo) siamo noi a fornire denari all’estero.

Altre determinanti del trasferimento di risorse finanziarie

  • Fase del ciclo di vita: potrebbero esserci delle fasi della vita di un'impresa o di una famiglia in cui questi soggetti manifestano delle esigenze finanziarie diverse.
  • Funzione monetaria e funzione di gestione dei rischi: gli operatori economici hanno la necessità di effettuare lo sfruttamento di beni e servizi oppure il pagamento di transazioni finanziarie. Questa attività si sviluppa trasversalmente lungo il ciclo di vita dei soggetti indipendentemente dalla dissociazione dal saldo finanziario. Anche la funzione di gestione dei rischi richiede un trasferimento di risorse indipendentemente dalla fase del ciclo di vita, questo perché nello svolgimento delle proprie attività tutti gli operatori sono esposti a una serie di rischi che possono colpire la persona e i suoi beni. Quindi per tutelarsi gli operatori stipulano dei contratti assicurativi o derivati.
  • Ricomposizione del portafoglio AF e PF: insieme di investimenti in titoli o debiti che si sono contratti. Un soggetto ad un certo punto potrebbe volere modificare la composizione dei propri investimenti finanziari o debiti (es. una famiglia potrebbe voler sostituire azioni che ha in portafoglio con un investimento meno rischioso). Stessa cosa dal lato delle passività, per esempio l'impresa che non riceve più credito dalle banche può decidere di finanziarsi tramite strumenti diversi per esempio le obbligazioni.

Quesito 1

Durante l'anno (X+1) la famiglia Verdi ha manifestato i seguenti flussi di cassa in entrata e in uscita espressi in unità di euro:

  • Stipendio 60.000
  • Imposte 22.000
  • Accensione prestito personale 5.000
  • Acquisto terreno 40.000
  • Rimborso quota capitale annua mutuo 9.600
  • Dividendi su azioni 1.000
  • Interessi passivi mutuo 1.800
  • Acquisto titoli obbligazionari 5.000
  • Consumi 3.500
  • Vendita titoli di stato ?

Qual è l'ammontare di titoli che la famiglia ha dovuto vendere per soddisfare le proprie esigenze di investimento? (Iniziate con l’identificare la natura dei flussi sopra riportati, poi determinate il saldo finanziario e proseguite...)

  • Stipendio 60.000 Y
  • Imposte 22.000 C
  • Accensione prestito personale 5.000 Δ+ PF
  • Acquisto terreno 40.000 I
  • Rimborso quota capitale annua mutuo 9.600 Δ- PF
  • Dividendi su azioni 1.000 Y
  • Interessi passivi mutuo 1.800 C
  • Acquisto titoli obbligazionari 5.000 Δ+ AF
  • Consumi 3.500 C
  • Vendita titoli di stato Δ- AF?

Legenda: Y = reddito; C = spesa per consumi; I = investimento reale; +/- Δ AF = incremento/decremento di attività finanziaria; +/- Δ PF = incremento/decremento di passività finanziaria;

Ne consegue che:

  • Y = 60.000 + 1.000 = 61.000
  • C = 22.000 + 1.800 + 3.500 = 27.300
  • I = 40.000
  • S = Y - C = 61.000 - 27.300 = 33.700
  • Δ AF = 5.000 - x (incognita delle vendita di titoli)
  • Δ PF = 5.000 - 9.600 = - 4.600
  • SF = S – I = 33.700 - 40.000 = - 6.300
  • Δ AF – Δ PF = (5.000 - x) - (- 4.600) = ora possiamo trovare quanto vale x isolandola SF =- 6.300 = 5.000 - x + 4.600
  • x = 5.000 + 6.300 + 4.600
  • x = 15.900

Quesito 2

La situazione patrimoniale della famiglia Bianchi alla fine dell’anno X è la seguente:

Attività Passività
AR 96.000 PF 50.000
AF 34.000 PN 80.000
130.000 130.000

Durante l'anno (X+1), i Bianchi registrano i seguenti flussi di cassa in entrata e in uscita:

  • Stipendio 40.000
  • Imposte 12.000
  • Acquisto autorimessa 24.900
  • Cedola su titoli obbligazionari 500
  • Acquisto azioni 6.000
  • Consumi 3.600
  • Vendita titoli di stato 5.000
  • Nuovi debiti ?

A) Dopo aver identificato la natura dei flussi, determinate l'ammontare delle PF a fine anno.

  • Stipendio 40.000 Y
  • Imposte 12.000 C
  • Acquisto autorimessa 24.900 I
  • Cedola su titoli obbligazionari 500 Y
  • Acquisto azioni 6.000 Δ+ AF
  • Consumi 3.600 C
  • Vendita titoli di stato 5.000 Δ- AF
  • Nuovi debiti ? Δ+ PF

Y = 40.000 + 500 = 40.500

C = 12.000 + 3.600 = 15.600

I = 24.900

S = Y - C = 40.500 - 15.600 = 24.900

Δ AF = 6.000 - 5.000 = 1.000

Δ PF = ?

SF = S - I = 24.900 - 24.900 = 0

La famiglia dovrà incrementare le proprie passività finanziarie di un ammontare pari all’incremento delle attività finanziarie nette acquisite nel corso dell’esercizio (ΔAF = 1.000).

B) Ricostruite la situazione patrimoniale della famiglia a fine anno.

Attività Passività
AR 96.000 + 24.900= 120.900 PF 50.000 + 1.000 = 51.000
AF 34.000 + 1.000 = 35.000 PN 80.000 + 24.900= 104.900
155.900 155.900

Organizzazione degli scambi nel sistema finanziario tra i soggetti in surplus e quelli in deficit

Circuito diretto

Comporta un passaggio diretto tra l’utilizzatore di fondi (impresa) e il fornitore di fondi (famiglia), quest’ultimi acquisiscono strumenti finanziari, azioni o obbligazioni, emessi dall’emittente (utilizzatore) il quale riceve in cambio risorse finanziare dalla famiglia. Maggiore è il numero di investitori che sottoscrivono gli strumenti, maggiore è l’ammontare delle risorse che l’emittente raccoglie. Gli strumenti finanziari devono avere caratteristiche standardizzate e adeguate agli investitori, decise in base alle proprie esigenze di finanziamento: l’importo di emissione, la scadenza del titolo e il costo. I fornitori scelgono questi strumenti a seconda delle loro esigenze di investimento.

Nel circuito diretto gli intermediari finanziari esistono, ma non partecipano direttamente all’operazione di trasferimento delle risorse. La loro funzione è quella di mettere in contatto le parti, svolgendo un servizio di ricerca, sia nei confronti degli investitori che degli emittenti. Questo significa che se un’impresa vuole emettere titoli, l’intermediario finanziario la aiuterà a scegliere il mercato in cui collocarli, l’importo più adatto e il periodo di emissione.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lullysuperstar di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Querci Francesca.
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