Economia aziendale Appunti Videolezioni
L’economia aziendale nasce negli anni 20 ad opera del Prof. Gino Zappa come nuova scienza che
studia le condizioni di esistenza e manifestazioni di vita dell’azienda.
Essa nasce con il discorso inaugurale “tendenze nuove negli studi di ragioneria” di Gino Zappa.
L’economia aziendale si compone di tre discipline:
• La ragioneria o rilevazione: è la scienza del controllo economico.
L’economia aziendale deriva dagli studi preesistenti di ragioneria.
La ragioneria comprende l’analisi quantitativa dei fatti aziendali e della loro
interpretazione qualitativa.
La ragioneria studia la formazione e l’interpretazione delle cifre e dei numeri della vita
dinamica aziendale.
La ragioneria, attraverso i numeri, i valori, è anche mezzo diagnostico per comprendere lo
stato di salute dell’azienda.
Le informazioni della ragioneria le si trovano nel conto economico.
La ragioneria usa il metodo della partita doppia.
• La tecnica economica o gestione.
Studia le strategie aziendali, il processo di formazione e correttezza delle decisioni.
Studia anche le tecniche di vendita e area commerciale, marketing.
• L’organizzazione.
Studia l’organizzazione degli impianti, logistica, degli uffici e la coordinazione delle risorse
umane.
Es: Se dovessimo consegnare un prodotto fresco come latte e formaggio se non avessimo
un’organizzazione logistica e un coordinamento del personale dalla produzione fino alla
consegna finale non avremo il successo gestionale.
Gino Zappa afferma: “l’azienda è una coordinazione economica in atto, istituita e retta
dall’uomo per il soddisfacimento dei bisogni umani”.
Aldo Amaduzzi ha affermato il principio di economicità dei beni nel quale spiega che il valore di
un bene cambia se inserito in azienda diverse, questo dipende dalla sua capacità di integrarsi con i
complessi di beni già esistenti. Quindi un’azienda particolarmente organizzata saprà valorizzare al
meglio quel bene. Viceversa un’azienda con cattiva manutenzione degli impianti e disordine
gestionale, non saprà sfruttare quel macchinario in tutta la sua potenzialità.
Il valore di un bene quindi dipende dal bene in sé ma dipende anche dal sapersi integrare in
maniera organica con il complesso di beni dell’impresa.
Come fa un complesso di beni a ospitare un nuovo macchinario in maniera ottimale. Grazie alle
capacità di buona gestione del personale e del management.
In una prospettiva dinamica l’azienda può essere vista come un flusso, cioè in divenire, in
evoluzione, piuttosto che uno stock o complesso di risorse, fermo e statico.
Gino Zappa afferma: “l’azienda è un istituto atto a perdurare” grazie al raggiungimento di un
equilibrio aziendale.
L’azienda è una sorte di organismo che perdura nel tempo infatti, ha stadi di vita che vanno dalla
nascita, al suo sviluppo, maturazione, passa anche lei attraverso delle crisi e momenti migliori, ha
una durata indeterminata (ma non infinita), entra poi in fase terminale e cessa.
Aldo Amaduzzi afferma il principio di rigenerazione autonoma: l’azienda essendo una specie di
organismo rigenera in continuazione le sue parti: cambia personale, ammoderna macchinari e
impianti, inventa nuovi prodotti e strategie.
L’attività economica è un’attività dell’uomo.
Essa può consistere nella scelta di una vacanza, tempo libero, scelte lavorative, decisioni di
acquisto, spesa quotidiana.
è un’attitudine dell’uomo a ragionare in termini economici: valutare
La sensibilità economica
prodotti, fare confronti, riflettere se acquistare o no un bene.
L’attività economica si distingue in due processi:
Il processo di consumo.
Può essere sia a livello individuale (consumato dal singolo individuo) oppure aziendale
(consumato dalle imprese, da istituzioni che svolgono processi di consumo, ma anche dalla
famiglia).
Il processo di produzione.
È quel processo svolto dalle imprese che produce i beni destinati al mercato.
Il processo di produzione può essere semplice, realizzato in poche fasi produttive, concentrate
localmente in un territorio, gestite da una piccola azienda. Per esempio un piccolo ristorante
regionale che propone i suoi prodotti nella città di residenza. Oppure complesso, realizzato da una
grande azienda in molte fasi produttive, il lavoro è delocalizzato in diversi paesi, commercializza i
suoi prodotti in tutto il mondo.
La produzione è attività collettiva che richiede pluralità di persone e risorse varie. Il manager
coordina una pluralità di persone, di attori, verso un obiettivo comune.
I processi di produzione e consumo si alimentano l’uno con l’altro.
Dove si svolge l’attività economica?
Aziende di erogazione o consumo (non si può parlare di impresa): svolgono al loro interno
processi di produzione e di consumo, anche se prevale quest’ultima, mirando direttamente al
soddisfacimento dei bisogni e non vi è la mediazione del mercato.
Per esempio: il cibo preparato in famiglia (produzione) è immediatamente destinato al consumo;
non viene venduto, non c’è mediazione del mercato.
L’azienda erogativa tipica è la famiglia.
Altre aziende di natura erogativa possono essere le associazioni culturali, i circoli ricreativi, gli enti
morali e religiosi, le organizzazioni di volontariato, ma anche enti di pubblicità utilità quali: difesa,
ordine pubblico, vigilanza, assistenza sociale.
Aziende di produzione o imprese (ma anche aziende): svolgono processi di consumo e di
produzione, anche se prevale quest’ultima, mirando indirettamente al soddisfacimento dei bisogni
perché abbiamo la mediazione del mercato.
Per esempio; un'impresa prepara del cibo e poi lo vende sul mercato allora il cliente acquista quel
prodotto e soddisfa il suo bisogno.
L’attività economica soddisfa i bisogni
I bisogni primari sono fisiologici, igiene, alimentazione, abbigliamento, alloggio e trasporti, salute,
istruzione e sicurezza.
Dopo aver soddisfatto i bisogni primari o fondamentali si manifestano i bisogni di ordine
superiore che sono la comunicazione, (telefoni, servizi postali) l’informazione, (tv, radio, stampa,
internet) i pagamenti (credito, servizi finanziari), mobilità (treni, aerei, autostrade), assistenza
(policlinici, asili), appartenenza (abbigliamento firmato, oggettistica di prestigio), divertimento
(discoteche, parchi divertimento), ristorazione, turismo, (viaggi, alberghi) tempo libero, (sport,
hobbistica), arte e cultura (musei, teatri, cinema, biblioteche).
Il funzionamento della singola impresa dipende da due condizioni:
L’efficienza della produzione interna: dipende dall’utilizzo ottimale dei fattori produttivi con
contenimento di sprechi e costi. Più è lungo il processo di produzione più aumentano problemi
tecnici e gestionali.
L’efficienza degli scambi commerciali esterni.
Modello classico
Nel modello classico l’impresa appare come una scatola nera, come mero oggetto di produzione
(non viene descritta la sua complessità interna) che trasforma input in output, reperendo i propri
input al mercato d’acquisto e cedendo i propri output al mercato di vendita. Lo scopo dell’impresa
è quella di creare valore all’input per ottenere un output con maggiore valore.
Nella prospettiva classica il mercato è attore fondamentale dell’attività economica in quanto offre
alle imprese i fattori produttivi, permette la possibilità di selezionare i prodotti, di avere
informazioni attraverso i prezzi, di confrontare le varie offerte e fornisce ai clienti i propri beni e
servizi prodotti.
Il mercato è efficiente in quanto non trasferisce alle imprese costi e oneri per il proprio
funzionamento.
La moneta di conto è lo strumento efficiente del mercato perché svolge la funzione di mezzo di
scambio e unità di misura (strumento di misurazione degli scambi).
Modello dell’economia aziendale
Nel modello dell’economia aziendale il mercato condiziona l’azienda e l’azienda condiziona il
mercato.
L’impresa non è più una scatola nera bensì una scatola trasparente entro la quale si studia la
complessità interna dell’azienda, il suo assetto interno e funzionamento.
Esiste una soggettività nelle imprese riconducibile al comportamento dei soggetti (intenzionali,
volitivi, consapevole) che le governano.
I mercati invece non hanno una soggettività. Sono istituzioni economiche non riconducibili a dei
soggetti, sono impersonali e in-intenzionali.
Il mercato opera come una mano invisibile (metafora di Adam Smith), un’azione impersonale, non
attribuibile a un soggetto.
La mano invisibile è: Universale (funziona per tutti gli operatori economici), Imparziale (evita di
giocare a vantaggio, nell’interesse specifico di qualcuno), Impersonale (nasce da un’istituzione in-
intenzionale, impersonale che è il mercato) e Simmetrico (ai singoli operatori economici).
I mercati sono inefficienti:
La presenza di asimmetrie informative: quando una parte degli agenti interessati che realizzano lo
scambio dispongono di maggiori informazioni rispetto agli altri.
L’esistenza di condizioni oggettive di contesto: il fatto che ci siano nelle negoziazioni beni che
impegnano elevati investimenti, non scambi di beni e servizi di piccolo valore.
Il ruolo di elementi psicologici umani: Herbert Simon afferma che l’uomo possiede una
razionalità limitata causata da vari fattori: complessità (delle decisioni da prendere), incertezza
(sul futuro degli eventi) e opportunismo (in un mercato dominato dall’opportunismo vi è un
difetto di fiducia; un’azienda che vuole commerciare con un nuovo fornitore potrebbe non fidarsi
di quest’ultimo). Questi limiti impongono scelte non perfette in assoluto.
Coase pubblicò “la natura dell’impresa” nel 30 e Williamson “mercati e gerarchie”.
Il modello neoclassico e il mercato efficiente
Il prezzo è il valore economico di un bene o servizio espresso in moneta e tutti lo possono
comprendere.
Von Hayek afferma che il prezzo è un condensato informativo, ciò significa che non è altro che la
sintesi di una complessità di fenomeni che ha dato origine a quel prodotto o servizio (es, il petrolio
che è stato estratto, lavorato, immagazzinato, trasportato, fino alla pompa di carburante). Il
prezzo tiene conto dei costi di tutto questo processo.
L’economia capitalistica si basa sul diritto di proprietà privata, cioè il diritto di possedere e
disporre pienamente di un bene compresa la possibilità di alienarlo (cederlo a terzi).
Un bene può crescere di valore, per esempio un terreno privato potrebbe diventare edificabile,
(costruirci un immobile, un capannone) e quindi si arricchirebbe di valore e in futuro potrebbe
essere oggetto di trasferimento a terzi.
Relazioni economiche, sociali, inefficienza del mercato, transazioni
Le aziende hanno relazioni economiche e relazioni sociali:
Le relazioni economiche: sono gli scambi monetari che si basano sui prezzi e si realizzano nei
mercati.
Le relazioni sociali: le aziende sono istituzioni soggettive in quanto sono rette dall’uomo; perciò si
verificano scambi sociali tra aziende, mercato e società.
Chandler, secondo una visione soggettiva, afferma che l’azienda è una mano visibile. La mano che
guida tutte le funzioni non è altro che il soggetto aziendale e il management. Le grandi imprese
manageriali vengono battezzate da Chandler come mano visibile manageriale.
I costi di transazione: sono le inefficienze del mercato dovuti all’asimmetria informativa, alla
razionalità limitata, l’esistenza di condizioni oggettive di contesto.
Allora cosa fa l’impresa per diminuire questi costi? Invece di avvalersi di fornitori esterni, allarga le
dimensioni dell’impresa creando nuovi reparti di produzione, ma in questo modo emergono costi
organizzativi dovuti:
- struttura manageriale di coordinamento.
- al funzionamento dei sistemi di pianificazione e controllo.
- al deterioramento della qualità decisionale (l’azienda crescendo di dimensioni complica la
propria struttura interna e quindi le decisioni diventano più lunghe, burocratiche, difficili,
non corrette).
Le transazioni sono attività economiche gestite sia dal mercato che dall’azienda.
DELTA CT (costi di transazione differenziale del mercato) > DELTA CO (costo organizzativo
differenziale dell’impresa)
L’azienda cresce internalizzando attività, sostituendosi così al mercato, fino a quando il DELTA CO
non raggiunge i costi di transazione differenziali DELTA CT.
DELTA CT > DELTA CO (allora è conveniente internalizzare quella transazione dentro l’impresa così
aumenterà di dimensioni).
L’azienda X che effettua transazioni attraverso il mercato con A,B,C,D, può quindi integrare al suo
interno queste imprese eliminando i costi di transazione del mercato.
I soggetti interni sono coloro che operano entro i confini legali dell’azienda: i proprietari (azionisti
nelle società per azioni) organi societari (organi di amministrazione e controllo) e dipendenti ai
vari livelli organizzativi (quadri, personale esecutivo, responsabili esecutivi).
L’assetto istituzionale è determinato da numerosi fattori:
Il grado di concentrazione della proprietà aziendale: il capitale può essere concentrato nelle
mani di una famiglia; questo assicura stabilità, concentrazione del potere e continuità
dinastica.
Tuttavia, questa situazione può portare anche dei rischi, possono esserci conflitti familiari;
il fenomeno rischioso della successione, oppure le generazioni successive non hanno le
stesse capacità imprenditoriali del fondatore; tutto questo porta l’azienda a declinare.
Oppure possiamo avere una forma di proprietà diffusa, quando una società ha un solo
proprietario ma anche risparmiatori che hanno comprato parte delle sue azioni (azionariato di
maggioranza e minoranza) queste sono definite società per azioni.
Possiamo avere anche la public company: una società divisa in così tante azioni tra i
risparmiatori da impedire di individuare un soggetto economico quindi sarà il management a
esserlo.
I modelli aziendali possono essere di vario tipo:
Modello imprenditoriale: l’azienda si identifica con l’imprenditore stesso. Per esempio,
uno stilista della moda che crea un marchio con il suo nome e i suoi prodotti sono targati
con questo marchio.
Sono aziende non troppo grandi, consentono rapide decisioni da parte dell’imprenditore,
rapide possibilità di ottenere informazioni sull’andamento dell’azienda stessa, poca delega
decisionale, una struttura con pochi livelli e poca burocrazia, amministrazione semplice.
Modello manageriale: adottato da una media e grande impresa con gerarchia
organizzativa a più livelli: vertice, top management, middle management, base operativa.
Modello burocratico: hanno una burocrazia molto complessa fatta da protocolli, normativi,
circolari, modulistica. Sono quelle imprese rigide di pubblica utilità: poste,
telecomunicazioni, trasporti, energia elettrica, gas ecc.
Modello aperto e creativo: compatibile con l’impresa manageriale che a quella
dimensionata e si apre a una partecipazione attiva del personale di ogni livello, anche
quello più basso, che può fornire suggerimenti, contributi, innovazioni, soluzioni per
l’azienda.
Le risorse umane sono portatori di esperienza, conoscono specificamente le loro mansioni
e reparti e quindi forniscono consigli utili.
Il soggetto economico: è il proprietario o proprietari dell’azienda che detengono i diritti
proprietari.
Società di capitale (SRL, SPA): azionista di maggioranza.
Società di persone (in nome collettivo): soci.
Società individuale: imprenditore.
Il soggetto economico ha prerogative reali di governo politico e indirizzo strategico.
Il soggetto giuridico: è il soggetto avente i diritti e degli obblighi inerenti all’attività aziendale.
Società di persone: soci
Società di capitale: stessa società che ha autonomia patrimoniale.
Società individuale: imprenditore
Stakeholders: sono soggetti che hanno interesse verso l’azienda. Sono azionisti di maggioranza e
minoranza, organi di controllo (sindaci e revisori), management (top e middle), personale a vari
livelli, organizzazioni sindacali, banche, clienti, fornitori e terzisti, pubblica amministrazione,
amministrazione finanziaria, Stato.
I sistemi
La teoria generale dei sistemi chiamata in questo modo da Ludwig von Bertalanffy si è diffusa
intorno al XX secolo, è un settore di studi interdisciplinare infatti trae le sue origini dalla biologia e
ha ricevuto sviluppo tramite la cibernetica.
Il sistema è un insieme di elementi in interazione dinamica fra di loro. Per esempio, un campo di
fiori, una popolazione di un territorio, un computer, un organismo vivente, l’universo.
Sistema complesso: è costituito da molti componenti che interagiscono l'uno con l’altro (es;
computer, auto, uomo, azienda). Anche un’azienda composta da una persona è complessa perché
la presenza stessa dell’uomo la rende tale.
Sistema semplice: è costituito da pochi componenti che interagiscono fra di loro (forbice).
Sistema aperto: quando è in interazione dinamica con l’ambiente esterno. L’azienda opera nel
mercato e nella società.
Sistema chiuso: quando non interagisce con l’ambiente. Tuttavia, nessun sistema è
completamente chiuso poiché un filo di interazione esterna con l'ambiente ci deve essere.
Sistema dinamico: quando gli
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