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Economia aziendale: teoria (prima parte)

Capitolo 1: l’azienda come sistema

1) Azienda

Secondo l’art. 2555 del Codice Civile “L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa”.

Nello studio dell’economia aziendale è però importante prescindere sia dalla visione giuridica di azienda che dalla visione di economia politica: infatti occorre stabilire dei modelli che consentano di prendere decisioni in condizioni di incertezza ed in tal modo massimizzare i risultati.

Potremmo quindi dire che l’azienda è un’organizzazione più o meno complessa finalizzata a creare valore svolgendo un processo economico; il valore creato è dato dalla differenza tra risorse iniziali e finali. (Definizione qualitativa)

Ma l’azienda è quindi un luogo ideale dove vengono poste in essere operazioni di investimento ed operazioni di realizzo: dal loro confronto ne viene fuori che l’azienda sostiene dei costi per ottenere ricavi ed in tal modo ottenere un certo Reddito (appunto dato dalla differenza tra Costi e Ricavi, definizione quantitativa).

Ricordiamo a questo punto che le operazioni poste in essere dall’azienda, come già accennato, sono di due tipi:

  • Operazioni di investimento: Comportano l’acquisizione di fattori specifici per la produzione che comportano dunque un costo; i costi rappresentano dunque l’espressione quantitativa di un’operazione di investimento. I costi sono diversi dalle spese, in quanto per queste ultime non ci attendiamo alcun ricavo e sono proprie delle aziende di erogazione.
  • Operazioni di realizzo: Comportano ricavi; i ricavi sono dunque l’espressione quantitativa di un’operazione di realizzo.

Ricordiamo infine che l’oggetto del nostro studio saranno le imprese di produzione (soprattutto manifatturiera), mentre non studieremo le aziende di erogazione (es. famiglie).

2) Teorie, modelli, sistemi

Possiamo innanzitutto definire una teoria come una proposizione che rappresenta degli oggetti che illustrano un fenomeno; tuttavia si tratta di esemplificazioni, quindi una teoria non esprimerà mai gli oggetti in tutta la loro completezza. D’altro canto lo stesso oggetto non può essere definito come teoria, ma solo parte di essa.

Analogamente i modelli sono esemplificazioni delle teorie: essi rappresentano le teorie sempre con parzialità e mai con completezza.

Possono quindi esserci differenti teorie e differenti modelli per ciascun oggetto di indagine, in quanto ciascuna di esse può differenziarsi per grado di approssimazione della realtà.

Infine si definisce sistema l’insieme di elementi tra loro correlati da relazioni di interdipendenza dinamica volti a creare valore.

2.1) L’azienda come sistema

Secondo la dottrina sistemica l’azienda è un sistema di forze economiche di tipo: aperto, complesso, parzialmente deterministico, dinamico e cibernetico.

È definito Aperto perché vi è un forte rapporto tra interno-esterno che condizionano l’equilibrio dell’azienda, Complesso perché è formato da molti sottosistemi.

Parzialmente deterministico in quanto alcuni elementi al suo interno non possono essere determinati, dinamico, instabile ed in parte incontrollabile in quanto sono mutevoli le sue condizioni che spesso vengono influenzate dall’ambiente esterno, Cibernetico in quanto istituito dall’uomo per il raggiungimento di un fine.

2.2) La ridefinizione del sistema azienda in sistema aperto in sistema chiuso

All’interno e all’esterno dell’azienda troviamo delle forze che concorrono a definire tale sistema e sono per lo più date da un coordinamento di risorse umane e finanziarie denominate fattori di vita e di sviluppo.

La teoria dell’equilibrio aziendale sostiene, a dispetto delle instabili condizioni nelle quali l’azienda opera, la possibilità di prevedere, tramite un modello, possibili scelte da parte dell’azienda stessa.

Tale teoria sostiene anche la ridefinizione del sistema azienda in sistema aperto in sistema chiuso perché definito autonomo e allopoietico: questo perché si caratterizza per una propria capacità di auto-organizzazione e auto-creazione e auto-osservazione.

2.3) Composizione del sistema generale

Un sistema generale si compone nel seguente modo:

  • I singoli elementi che compongono i sub sistemi devono essere consoni all’obiettivo comune ma anche ai sub obiettivi particolari: dunque l’insieme dei singoli elementi dà vita al sub sistema.
  • L’insieme dei sub sistemi particolari dà vita al sistema generale.
  • Da ciò ne deriva che il sub sistema influenza e viene influenzato nel sistema generale.

2.4) Scomposizione del sistema azienda

Data la definizione e la struttura di un sistema generale, potremmo scomporre il sistema azienda in due diversi livelli: in definitiva rispetto al sistema azienda unitario si possono supporre due ordini di sub sistemi: quelli che sono Particolari (o di primo grado) e quelli che riguardano Parti del sistema (o di secondo grado).

Subsistemi di primo grado: Tale livello si compone di tre sub sistemi che sono idonei ad affrontare lo studio di ogni problema economico-aziendale;

Il Subsistema organizzativo si occupa di individuare i centri di attività, di studiare le più convenienti coordinazioni tra le forze personali ed i mezzi disponibili, nonché di comporre i rapporti gerarchici e funzionali tra i soggetti adibiti ai vari centri operativi.

Il Subsistema gestionale si occupa di definire l’insieme coordinato di operazioni finalizzato al raggiungimento di obiettivi prefissati: esso consente dunque di operare la scelta più opportuna e conveniente tra quelle possibili con concreti atti gestionali.

Tra i due sistemi si forma un legame inscindibile in quanto il sistema azienda raggiunge un elevato coordinamento nel momento in cui le funzioni organizzative si adattano all’aspetto gestionale, formando in tal modo il sub sistema operativo.

Il Subsistema informativo si occupa dell’analisi dei metodi e dei sistemi per la determinazione quantitativa di fatti aziendali ed è preposto al controllo integrato del sistema azienda, servendosi di metodologie di tipo matematico-statistico; esso consente un flusso continuo di informazioni necessario per alimentare i successivi processi di decisione e azione.

Il sub sistema informativo è anche chiamato sub sistema di controllo in quanto esso gestisce dati e dunque tramite esso è possibile esercitare un controllo integrato sull’azienda.

Il sistema azienda è formato da tutti i sub sistemi strettamente correlati tra loro. Come si nota dal grafico tutti i sub sistemi esprimono sia l’aspetto economico che l’aspetto finanziario di un’azienda.

Questi sub-sistemi sono come dei sottoinsiemi di un insieme più vasto che è l’impresa. L’impresa nel suo complesso è oggetto di studio dell’economia aziendale, mentre, ogni singolo sotto insieme, è oggetto di studio di ulteriori discipline.

Andiamo quindi a vedere ogni singolo sub sistema in maniera dettagliata.

Subsistemi di secondo grado: Tale livello deriva dalla considerazione dei diversi aspetti collegati alla conduzione aziendale: essi potrebbero essere scomposti in ulteriori sub sistemi consistenti nei vari gruppi di compiti aziendali.

2.5) Relazioni tra il sistema azienda e il sistema ambiente

Poiché abbiamo visto che tra le caratteristiche dell’azienda vi è anche quello di essere un sistema aperto, ciò implica che c’è un continuo scambio tra interno-esterno dell’azienda stessa, dunque con l’ambiente che la circonda.

Ma il rapporto che viene a crearsi tra i due sistemi è di tipo bi-direzionale: d’altronde l’azienda prende gli input dal mercato di approvvigionamento, li combina trasformandoli in output e poi li colloca sul mercato di sbocco.

Anche l’ambiente si configura come un sistema: infatti esso relazionato al sistema azienda è scomponibile in ulteriori sub sistemi come visibile dallo schema:

  • Il sub sistema dei mercati mostra il tipo di mercato con la quale l’azienda entra in contatto ovvero mercato dei capitale, di approvvigionamento e di sbocco. L’interscambio tra i due sistemi è pertanto caratterizzato da un continuo flusso di risorse, fattori produttivi e prodotti.
  • Il sub sistema dell’innovazione offre al sistema azienda gli elementi di conoscenza del progresso tecnologico.
  • Il sub sistema dello stato e delle istituzioni è definito in base al regime politico e all’ordinamento legislativo che possono entrambi limitare o promuovere l’attività dell’azienda.

Capitolo 2: il subsistema organizzativo

1) Il sub sistema organizzativo

Come abbiamo visto il sub sistema organizzativo si occupa di individuare i centri di attività, di studiare le più convenienti coordinazioni tra le forze personali ed i mezzi disponibili, nonché di comporre i rapporti gerarchici e funzionali tra i soggetti adibiti ai vari centri operativi.

Potremmo quindi dire che “esso condiziona l’intera vita aziendale, dall’istituzione alla sua cessazione riflettendo le scelte organizzative concernenti la composizione più efficiente delle risorse materiali, immateriali ed umane per il raggiungimento degli obiettivi aziendali”.

Come sappiamo infatti un’impresa nasce, si sviluppa e poi muore: l’aspetto organizzativo attiene a tutta la vita e non solo una parte della stessa. Questo perché esso riflette “le scelte organizzative concernenti la composizione più efficiente delle risorse materiali, immateriali ed umane per il raggiungimento degli obiettivi aziendali”.

Ciò implica che ciascuna impresa adotterà un sub sistema organizzativo profondamente differente a seconda degli obiettivi e della situazione in cui viene ad operare.

Caratteristica fondamentale del sub sistema organizzativo è che esso è assolutamente flessibile, in quanto deve attenersi tanto agli obiettivi aziendali quanto alle esigenze mutevoli della stessa; d’altronde se l’azienda è un sistema aperto, ciò significa che è per sua natura mutevole in quanto si modificano di continuo gli obiettivi e le condizioni.

2) Classificazione del sub sistema organizzativo

Il sub sistema operativo può essere classificato secondo due tipi di classificazioni:

  • Prima classificazione riguardante l’intera sfera aziendale: Riguarda la sfera dell’istituzione, struttura legale, dimensione aziendale, forze personali e relazione azienda-Ambiente.
  • Seconda classificazione: Distingue in componente personale e componente reale.

2.1) Istituzione del sistema azienda

L’istituzione del sistema-azienda richiama tutti i problemi organizzativi che hanno carattere strutturale riguardano la convenienza economica.

La convenienza economica esprime un rapporto tra Costi e Ricavi, per cui il loro confronto deve portare ad un risultato economico positivo. La convenienza economica può essere ricercata in vari elementi istitutivi quali:

  • Localizzazione: Essa riguarda il luogo dove l’azienda istituirà la propria attività. Essa deve tener conto di: 1) Costi, Ricavi e possibili variazioni future degli stessi. Questo perché la gestione economica riguarda un periodo di tempo molto lungo.
  • Finanziamenti occorrenti in sede di impianto e di funzionamento. Dunque deve tener conto dei costi di materie prime, risorse umane, vie di comunicazione, manodopera, etc. che riguardano il funzionamento dell’azienda tanto nel presente che nel lungo periodo.
  • Possibilità finanziarie (fabbisogno finanziario): Occorre tener conto delle possibilità finanziarie al fine di coprire il ciclo Investimenti – Realizzi.

2.2) Struttura legale del sistema azienda

Per scegliere la veste giuridica adatta per l’impresa occorre tener conto di:

  • Intenzione promotori e loro disponibilità finanziarie.
  • Grado di rischio e responsabilità giuridica che i promotori intendono assumersi.
  • Dimensioni dell’impresa.

Il confronto tra queste variabili si traduce nella scelta di una struttura individualistica oppure societaria.

1) La scelta individualistica si può accogliere quando il soggetto promotore è in grado di fornire i necessari capitali e procurarsene altri autonomamente; inoltre egli deve avere le necessarie capacità tecniche, gestionali e deve volersi assumere interamente il rischio imprenditoriale.

2) La scelta societaria si può accogliere quando più soci riescono in modo illimitato e solidale a fornire i necessari capitali e assumersi i rischi imprenditoriali. Tale scelta può assumere diverse vesti giuridiche quali società in accomandita semplice, Società per Azioni o Società Responsabilità Limitata.

La società in accomandita semplice (s.a.s.) è caratterizzata dal fatto che in essa sono presenti due diverse categorie di soci: gli accomandanti (che conferiscono beni ma non partecipano alla gestione aziendale ed hanno responsabilità limitata partecipano alla gestione aziendale ed hanno responsabilità illimitata e rispondono verso terzi) e accomandatari (che il loro patrimonio personale). Dunque tale forma si basa fondamentalmente sul rapporto di fiducia tra accomandanti e accomandatari (intuitus personae).

La società per azioni (s.p.a.) è caratterizzata dal fatto di essere una veste giuridica adatta all’impresa di grandi dimensioni e di complessa struttura organizzativa che necessitano dunque di ingenti capitali e di notevoli rischi imprenditoriali. In questo caso i soci promotori non hanno a disposizione l’intero capitale e non intendono assumersi responsabilità illimitata, ricorrendo pertanto al capitale dei risparmiatori disposti ad effettuare sottoscrizioni.

La società in accomandita per azioni (s.a.p.a.) è caratterizzata dal fatto che gli accomandatari che partecipano alla gestione aziendale assumono anche la responsabilità personale e illimitata del rischio.

La società responsabilità limitata (s.r.l.) è caratterizzata dal fatto che si adatta alle imprese di non grandi dimensioni e che attribuisce responsabilità limitata ai suoi soci.

Durante la vita dell’impresa potrebbe esserci la necessità, viste le mutate condizioni, di modificare la veste giuridica dell’azienda. Le cause che possono portare a questo possono essere di natura fisiologica (al fine di migliorare le condizioni dell’azienda) o patologica (al fine di ripristinare tali condizioni) o eziologica (per eliminare eventuali vincoli connessi alla veste giuridica).

Ovviamente tale passaggio da una forma giuridica all’altra deve tener conto dell’ambiente nel quale l’impresa opera e le caratteristiche della gestione aziendale e dell’azienda stessa.

2.3) Dimensione del sistema azienda

La dimensione può:

  • Dimensione iniziale.
  • Dimensione ottimale.

La dimensione aziendale cambia rispetto agli obiettivi, alla convenienza economica e alla struttura organizzativa: ciascuna impresa avrà dunque una dimensione differente dalle altre. Occorre effettuare un’attenta analisi delle componenti della singola impresa e dell’ambiente di riferimento in quanto il cambiamento dimensionale deve essere fatto tenendo in considerazione tutti gli aspetti dell’equilibrio e della gestione aziendale.

2.4) Le forze personali del sistema azienda

Il soggetto aziendale può essere innanzitutto individuale o formato da un gruppo di persone legate da un vincolo associativo (come abbiamo visto nella forma giuridica). Tale soggetto può essere:

  • Soggetto economico: Il soggetto economico domina e controlla l’amministrazione aziendale traendone i vantaggi finali.
  • Soggetto giuridico: Il soggetto giuridico è titolare dei diritti ed obblighi che sorgono dal funzionamento del sistema.

Occorre ora delineare altre figure aziendali che rappresentano diverse funzioni amministrative:

  • Imprenditore: L’imprenditore è colui che promuove e formula i piani generali dell’azienda per lo svolgimento dei vari aspetti amministrativi.
  • Finanziatore: Il finanziatore è colui che apporta i mezzi occorrenti per la realizzazione dei piani ideati dall’imprenditore tanto nella fase iniziale che durante la vita dell’azienda.
  • Amministratore: L’amministratore rende operativi i piani precedentemente ideati dall’imprenditore e finanziati dal finanziatore.
  • Il Dirigente: Il Dirigente completa i piani coordinando il lavoro degli esecutori.
  • Gli Esecutori: Sono coloro che si trovano alla base piramidale di un’azienda.

In un’azienda possono inoltre distinguersi alcuni gruppi di funzioni: tuttavia non è detto che ad ogni funzione si associata una singola figura aziendale. Infatti a seconda della dimensione aziendale diverse funzioni possono ad esempio confluire in un’unica figura.

  • Funzioni volitive: Interessano ogni ramo di attività e rappresentano il supremo governo amministrativo.
  • Funzioni direttive: Sono di tipo amministrative o tecniche e svolgono una funzione di accentramento e coordinamento ma sono subordinate alle precedenti.
  • Funzioni esecutive: Sono di tipo intellettuale o manuale e possono avere carattere più o meno qualificato o specializzato e richiede personale più o meno preparato.

Per delineare la formulazione ottimale delle forze personali all’interno di un’azienda è possibile utilizzare uno strumento chiamato organigramma.

L’organigramma è idoneo ad evidenziare sia la ripartizione dell’intero lavoro aziendale, sia i legami che uniscono i vari centri di lavoro. Dove finisce il lavoro di un individuo, inizia quello dell’altro: quindi tramite l’organigramma si individua il lavoro e la funzione svolta da ciascun componente del sub sistema organizzativo.

Capitolo 3: subsistema gestionale

3) Definizione di aree gestionali (o categorie)

Innanzitutto la gestione può essere definita come un susseguirsi di processi aziendali di trasformazione composti da classi di operazioni economiche te

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pocha93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof D'Amico Luciano.
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