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ECONOMIA AZIENDALE

LA NOZIONE DI AZIENDA E DI ECONOMIA AZIENDALE

Il termine “economia” venne usato per la prima volta nel 5° sec. da Senofonte, ed il primo significato è “governo

della casa”: la conduzione di una famiglia nell’antichità comportava sia le attività domestiche che quelle

imprenditoriali. Dal libro di Senofonte emerge che alla base di qualunque successo, non ci sono soltanto il denaro ed

il patrimonio materiale, ma ci sono le qualità delle persone, infatti, l’uomo è essenziale per l’impresa sia come risorsa

umana che come portatore di virtù e qualità. Inoltre, il vero segreto dell’imprenditore è riuscire ad aggiungere valore

alle cose.

Gino Zappa, fondatore dell’economia in Italia ha lasciato due importanti definizioni di “azienda”:

I. L’azienda è una coordinazione economica in atto, istituita e retta a soddisfacimento dei bisogni umani.

(aspetto oggettivo)

II. L’azienda è l’istituto economico atto a perdurare, che per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e

svolge in continua coordinazione la produzione, o il procacciamento e il consumo della ricchezza. (aspetto

soggettivo) 

‘istituto economico’ nel lungo termine, ci deve essere un bilanciamento positivo tra ricavi e costi.

‘atto a perdurare’ l’orizzonte temporale dell’azienda deve essere lungo o indefinito, e non limitato nel

tempo, poiché l’obiettivo dell’azienda è quello di durare nel tempo.

‘che per il soddisfacimento dei bisogni umani’ l’azienda nasce per soddisfare i bisogni di coloro che

operano all’interno di essa, dei clienti che si servono dei suoi prodotti, e di tutta la comunità che in misura

più o meno ampia è coinvolta nel suo operare.

‘ordina e svolge in continua coordinazione’ stare a casa può portare a ore di procrastinazione senza

fine, soprattutto online; imposta gli orari in cui dovresti concentrarti sul lavoro e imposta gli orari per il

riposo. 

‘produzione, o il procacciamento e il consumo della ricchezza’ anche le famiglie e altri istituti no-profit

possono rientrare nella definizione di azienda.

Dunque, l’economia aziendale si identifica nell’ “amministrazione delle aziende” o nella “scienza del governo”.

I COMUNI PRINCIPI DI GOVERNO PER LA CONTINUITÀ E LO SVILUPPO DELLE AZIENDE

Principio di progresso : dato che è utile tutto ciò di cui ci si sa servire, per soddisfare i propri bisogni, esso è

caratterizzato da quella tensione, da quella spinta insita nel governo che consente all’azienda di progredire nel

realizzare la propria ragion d’essere, determinando anche una crescita nel benessere degli individui; il progresso non

è soltanto di carattere materiale, ma coinvolge anche la personalità degli uomini, che realizzano se stessi

(dinamismo). Dunque, il progresso dell’uomo è essenziale per la vita delle aziende, poiché egli non è un semplice

fattore della produzione, ma, nel momento in cui lavora, trova un senso a ciò che compie e, se vede un’opportunità

per crescere, si sottopone ai sacrifici più volentieri, rispetto a quando si sente sfruttato.

Principio di unità : all’interno dell’azienda, tutte le risorse e tutte le operazioni che coinvolgono quest’ultime devono

essere tra loro collegate, coordinate e coerenti, devono cioè convergere verso un unico obiettivo, la soddisfazione

dei bisogni umani. Le aziende che attuano questo principio risultano più competitive, sprecano meno risorse

(materiali e umane), perché l’azienda è un’entità teleologica, si muove cioè correlata ad un fine (bisogni umani),

spesso condiviso e che crea quello spirito di gruppo essenziale per affrontare particolari difficoltà aziendali futuri.

Principio di economicità : relazione tra il valore delle risorse generate dall’azienda e da quelle impiegate per la sua

gestione. Infatti, per svolgere qualsiasi attività aziendale servono in primis dei “mezzi finanziari”, che vengono messi

a disposizione dai soggetti interessati a svolgere suddetta attività, conferendo dunque del denaro a titolo di “capitale

proprio”, che, se insufficiente, ha bisogno di essere affiancato da ulteriori risorse finanziarie tramite la ricerca di

“fonti di finanziamento” (es. banche, risparmiatori …).

CICLO GESTIONALE La condizione di economicità si verifica qualora venga

verificata la seguente disuguaglianza: ,

> +

Fase di cioè i realizzi devono essere maggiori degli investimenti

Fase d'investimento:

finanziamento: mezzi finanziari spesi più gli interessi. L’economicità nel lungo periodo può

insieme delle per acquistare fattori

operazioni per determinare un processo espansivo dell’azienda, una

produttivi

procurarsi i mezzi materiali/immateriali spirale di crescita. Se invece si determinasse un

finananziari differenziale negativo , non si

(

− + ) < 0

potranno ripristinare gli investimenti e quindi l’azienda

Fase di realizzo: le

Fase di risorse investite andrebbe pian piano a fallire. Infine, è ipotizzabile il caso

trasformazione: le vengono immesse

risorse finanziarie in cui nel tempo il ciclo gestionale rimanga inalterato, per

nel mercato e

diventano risorse vendute, tornando cui .

investite (beni e/o = +

risorse finanziarie

servizi) liquide Da un punto di vista programmatico il ciclo gestionale

viene letto al contrario, inoltre bisogna mettere in conto

anche gli eventuali effetti determinati dall’inflazione.

L’inflazione intesa come costante perdita del potere di acquisto della moneta, con conseguente deprezzamento del

valore di questa, viene misurata attraverso il confronto del valore monetario di due identici “panieri” di beni, in due

 

momenti successivi Inflazione generale (misura il costo della vita)

 Inflazione particolare (ha come paniere di riferimento specifici beni utilizzati dall’azienda)

Essendovi uno sfasamento temporale fra la fase d’investimento e quella di realizzo, è necessario che i realizzi siano

sufficienti a coprire anche i nuovi investimenti, dunque: , dove K è l’inflazione,

( ) ( )

> + = +

e in tal modo si attiva quel processo detto “spirale inflazionistica”, secondo cui l’inflazione genera inflazione.

Principio di solvibilità : se l’azienda dovesse ritrovarsi costretta a dover restituire le risorse finanziarie prima della

fase di realizzo, ma non avrebbe la possibilità per farlo se non ricorrendo ad ulteriori risorse esterne, indebitandosi,

essa risulterebbe insolvente, anche se nel lungo periodo apparentemente avrebbe buone opportunità di successo.

Infatti, secondo questo principio, occorre che l’azienda sia in grado in ogni momento di estinguere i debiti in

scadenza, senza compromettere la propria economicità. La solvibilità è determinata dall’equilibrio tra entrate e

uscite. Il principio di economicità e il principio di solvibilità configurano

ECONOMICO FINANZIARIO le condizioni necessarie di sopravvivenza dell’azienda sul

 

Investimenti Costi Investimenti Uscite versante economico e quello finanziario. Temporalmente i due

 

Realizzi Ricavi Realizzi Entrate aspetti non coincidono, poiché magai il momento relativo al

costo e quello relativo all’effettuazione della corrispondente uscita, possono non essere gli stessi (es. pagamento

dilazionato); può accadere il fenomeno opposto (es. costo poliennale) ecc… Quindi solo alla fine della vita di

un’azienda, i risultati relativi ai due aspetti SALDO – RICAVI/COSTI SALDO – ENTRATE/USCITE

 

dovrebbero coincidere. Inoltre, spesso non positivo utile positivo avanzo

coincidono perché l’azienda è in linea di massima  

Negativo perdita negativo disavanzo

portata ad effettuare operazioni di concessioni e/o rimborso di prestiti, e accensione e/o resituzione di debiti, le

quali comportano entrate ed uscite che non hanno a che fare con effettivi costi e ricavi, ma come unico riflesso

hanno gli interessi attivi e passivi.

Principio di autonomia : quando un’azienda è economica e solvibile, in genere è dotata di autosufficienza

economico-patrimoniale che la rende autonoma; l’autonomia si fonda sulla libertà, sulla responsabilità ed è

importante anche nella definizione dei confini aziendali e dei gruppi aziendali.

Hanno grande rilevanza anche i due concetti di “efficacia” ed “efficienza”, infatti l’economicità è tanto maggiore,

quanto più efficace è l’attività svolta dalle aziende nel soddisfare i bisogni e quanto maggiore, a parità di efficacia, è

l’efficienza nell’impiego delle risorse.

Le combinazioni economiche di gestione attraverso le quali il ciclo processuale aziendale trova manifestazione

implicano un RISCHIO, connaturato al concetto di azienda, il quale è di natura economico-patrimoniale:

  eventualità che un incerto flusso di realizzi non sia in grado di reintegrare il

Rischio economico generale

flusso di investimenti effettuati. Minori realizzi conseguiti a fronte di quelli attesi

i

 

Rischio economico particolare Maggiori investimenti effettuati rispetto a quelli programmati

i Entrambe le ipotesi

i

Il rischio economico aziendale però è anche riconducibile alle diverse categorie di soggetti che sono portatori di

aspettative nei confronti dell’azienda (es. clienti, fornitori …); questo fattore è riconducibile all’incertezza, cioè

all’insufficiente conoscenza del futuro per quanto riguarda le variabili aziendali e ambientali. L’incertezza è anche

connessa alla consapevolezza dell’organizzazione del sistema in cui si opera, in funzione delle diverse decisioni

alternative che potranno essere adottate. Il rischio può aumentare anche a causa della rigidità degli investimenti

aziendali e a causa della resistenza ai cambiamenti derivanti dai valori imprenditoriali, dalla cultura aziendale e dai

mezzi che l’azienda adotta. Il rischio, dunque, non può essere né annullato, né ignorato, ma deve essere

necessariamente governato, attraverso una continua tensione verso la comprensione del sistema in cui opera

l’azienda (agire sulle cause e controllo degli effetti economici del rischio).

LA PERMANENZA DEI PRINCIPI DI GOVERNO NELLE DIVERSE CLASSI DI AZIONE

Il variegato configurarsi dei bisogni umani ha fatto nascere un

CARATTERI DI UN’AZIENDA altrettanto universo di istituti orientati a soddisfarli.

È una comunità di persone

Si avvale di un sistema di risorse (patrimonio)

È riconosciuta dall’ordinamento giuridico

Ha un fine

Costituita da più organi

Dotata di potere decisionale e responsabilità

Svolge in continuità la propria attività

Mira a creare valore

Le aziende vengono classificate in:

soddisfano

 Aziende dirette:

direttamente i bisogni dei soggetti

che ne fanno parte attraverso il consumo e l’utilizzo di beni acquisiti dall’esterno o prodotti (attività

marginale). La produzione è destinata all’autoconsumo (aziende di produzione cd. «pure»). Le aziende

«composte» possono produrre per il mercato ottenendo, sia pur in forma marginale, utili. Es: famiglie,

associazioni sportive, organizzazioni di volontariato

sono quelle che soddisfano indirettamente i bisogni dei soggetti che ne fanno parte

 Aziende indirette:

attraverso l’attività di produzione e di scambio di mercato. Le remunerazioni monetarie connesse con gli

scambi di mercato permettono la soddisfazione dei partecipanti. Es: imprese di qualsiasi tipo

giuridicamente possono realizzare un profitto e distribuirlo ai soci. NB: nonostante queste

 Aziende for profit:

aziende (le imprese) perseguano istituzionalmente il profitto, esso rappresenta sempre un fine per

soddisfare i bisogni umani (scopo di qualsiasi azienda).

sono quelle aziende che giuridicamente non possono distribuire gli eventuali

 Aziende senza scopo di lucro:

utili prodotti.

Aziende pubbliche e aziende private

IL SUCCESSO DELLE AZIENDE

Per definire cosa effettivamente sia il successo di un’azienda bisogna approfondire meglio la sua ragion d’essere,

ovvero i BISOGNI UMANI che l’azienda è portata a soddisfare:

① Bisogni legati alla funzione d’uso dei prodotti, o dei servizi, che l’azienda produce;

 Determinano una domanda di mercato che può diversificarsi e scomporsi in rapporto a specifiche

esigenze, gusti e necessità di più ristretti segmenti di mercato; ma per far sì che avvenga questo,

l’azienda deve essere in grado di soddisfare i bisogni dei clienti, meglio delle altre per es. con un buon

rapporto qualità/prezzo, o una particolare distribuzione … Per acquisire rilevanza nel mercato, l’azienda

deve distinguersi grazie ad un “saper fare inedito” competitività

② Bisogni legati alle esigenze ed aspettative di coloro che collaborano alla vita dell’azienda (shareholders e

stakeholders);

 Conferiscono capitale e lavoro di qualsiasi genere; i primi sperano in un accrescimento del valore del

capitale, e magari sono spinti nel farlo da un bisogno di continuare una tradizione familiare, di realizzare

un’idea personale …; i secondi hanno innanzitutto il primario bisogno di una retribuzione, quindi di un

“salario”, ma vi sono anche altri motivi, come l’autorealizzazione, la carriera … coesione

In più collaborano alla vita dell’azienda: il sistema creditizio in generale, le autorità amministrative che

rilasciano eventuali autorizzazioni e licenze, i sindacati e tanti altri.

Una ❸ dimensione del successo è l’economicità, che si pone come causa ed effetto delle prime due, in cui il bisogno

si configura nell’aver bisogno dello stesso strumento

COESIONE

COMPETITIVITÀ aziendale, al quale si lega la sua possibilità di

sopravvivere e svilupparsi nel tempo.

causa: in assenza di congrui causa: solo la disponibilità

e costanti flussi di reddito, di cogrui flussi di reddito I buoni risultati ottenuti su ciascuna dimensione del

non è possibile mantenere potrà consentire all'azienda

ed accrescere la capacità di proporre ricompense successo si riversano anche sulle altre, come i cattivi

dei prodotti di soddisfare le attraenti per i vari risultati possono generare un’intera crisi del sistema.

attese dei clienti. interlocutori aziendali. Dunque, se l’origine del successo aziendale sta nelle

persone che in essa e con essa collaborano, il fine per il

effetto: se i clienti sono effetto: l'elevato grado di quale esso deve essere perseguito sta nella ricerca di un

soddisfatti, ripeteranno i efficienza che la coesione

loro acquisti e quindi “maggior benessere”!

consente, si riflette sul

consentiranno di livello di economicità della

conseguire congrui flussi di gestione.

reddito.

L’azienda, nella sua essenzialità, può essere vista come una struttura operante su due versanti tra di loro correlati:

quello competitivo e quello sociale.

1

Struttura: insieme di persone e mezzi che in maniera durevole permangono in azienda, tendenzialmente anelastica.

È necessario che il rapporto tra le dimensioni della struttura ed il lavoro richiesto sia equilibrato.

2

Sistema competitivo: arena competitiva in cui oltre alle aziende rivali, vi sono interlocutori che possono influire sulla

produzione delle stesse aziende.

3

Sistema di prodotto/servizio: rappresentato dall’insieme delle caratteristiche che formano l’offerta dell’azienda,

cioè conoscenze, valori di cui l’azienda dispone per rispondere ai bisogni da soddisfare in presenza di competitività.

4

Prospettive offerte/contributi o consensi richiesti: La struttura azienda offre agli interlocutori sociale delle

prospettive in cambio di contributi e/o consenso necessari per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Es:

Ai lavoratori offre condizioni economiche (stipendio) ed extra-economiche (sicurezza sul luogo di lavoro, conciliazione

» lavoro/famiglia, clima aziendale etc.) in cambio di impegno, dedizione, lealtà e produttività.

Allo Stato offre il pagamento puntuale e corretto delle tasse e il rispetto delle leggi in cambio dei servizi pubblici necessari

» per lo svolgimento dell’attività aziendale (illuminazione, ordine pubblico, strade, …) .

Alla comunità locale offre il rispetto dell’ambiente, del territorio e della cultura oltre che posti di lavoro in cambio del

» consenso all’attività aziendale (niente boicottaggi, collaborazione, reputazione ed immagine, …).

Alle banche offre il pagamento degli interessi e il rispetto delle scadenze in cambio dei finanziamenti necessari per lo

» svolgimento dell’attività aziendale.

5

Sistema degli attori sociali interessati: contemporaneamente portatori di aspettative nei riguardi dell’impresa e

influenti sulla vita e lo sviluppo della stessa. (Es: lavoratori, banche, mass media …)

Sistema degli

2 5

Sistema attori sociali

competitivo Aspettative di

Fattori critici di fondo

successo 4

3 Sistema di Prospettive

Struttura

1

prodotto offerte/contributi

o consensi

richiesti

Cultura

Vantaggi Vantaggi

Competenze aziendale forte

concorrenziali differenziali

distintive

Il successo dell’impresa si fonda sia sul modo di produrre i prodotti/servizi (successo competitivo), sia sulla coesione

tra gli uomini che lavorano in

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher s.s.m.gesuela di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Cincimino Salvatore.
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