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Economia aziendale

L'azienda è un insieme di persone (intese come soggetti che in quell'organizzazione lavorano e costituiscono quindi il fattore produttivo lavoro) e di mezzi tecnici (strumenti come attrezzature, macchinari, impianti, ma anche mezzi intangibili, come programmi informatici, utilizzati dalle persone nello svolgimento del lavoro, che costituiscono il fattore produttivo capitale), caratterizzato dal fatto che il mix di questi due ingredienti svolge un'attività di produzione di beni o di servizi.

Risorse ---> Produzione ---> Prodotti

Quindi in una prospettiva economica, al centro dell'attenzione è l'attitudine del fattore lavoro, supportato dai mezzi tecnici, a svolgere le attività di produzione di beni e servizi in condizioni di efficienza, che in questa accezione si chiama per l'appunto efficienza economica. Le aziende esistono ed operano poiché fondamentalmente c'è l'esistenza di bisogni umani da soddisfare in condizioni economiche.

A questo punto si manifesta un evidente esigenza di classificazione del mondo aziendale. Finora, implicitamente, abbiamo fatto riferimento a quelle che comunemente vengono definite imprese o aziende di produzione per il mercato, che offrono i loro beni o servizi al mercato che ne fa richiesta in cambio di un prezzo.

È imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o di servizi (art. 2082 cod. civ.). Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia (art. 2083 del cod. civ.).

Di solito, al concetto di impresa si associa la natura privata. Ciò è vero nella maggioranza dei casi, ma esistono anche imprese controllate da un soggetto pubblico. Bisogna distinguere vari tipi di aziende:

Tipi di aziende

  • Aziende di erogazione e aziende di produzione per il mercato. Qui il criterio di classificazione si basa sui soggetti i cui bisogni le aziende soddisfano: soggetti ben determinati nel primo caso ("soddisfazione diretta dei soggetti") e il mercato nel secondo (soddisfazione "indiretta"). Nella prima categoria rientrano anche le famiglie, considerabili come particolari aziende.
  • Terza categoria di aziende sono quelle composte in cui convivono un nucleo erogativo e uno produttivo. Nella categoria rientrano molte organizzazioni pubbliche, come enti territoriali e locali e aziende sanitarie.
  • Aziende private e aziende pubbliche. Il criterio di classificazione si fonda sulla natura del soggetto che ha il controllo dell'azienda, cioè "ne determina i fini e ne impronta sotto certi aspetti la gestione e l'organizzazione". Nelle aziende private il controllo è nelle mani di un soggetto fisico o di una persona giuridica di diritto privato, mentre in quelle pubbliche il governo dell'azienda è detenuto da un soggetto pubblico. Spesso, in questa classificazione, si inserisce un'ulteriore categoria di aziende, denominate enti non profit o terzo settore (organizzazioni appartenenti alla sfera privata, che si propongono di soddisfare certi bisogni di determinate classi di soggetti, ma che in caso di conseguimento di un risultato economico positivo detto profitto dallo svolgimento della propria attività non possono distribuirlo).

Nel seguito della trattazione distingueremo per semplicità tra:

  • Imprese (sottinteso private)
  • Aziende e amministrazioni pubbliche (o semplicemente aziende pubbliche AAPP)
  • Aziende non profit (ANP)

Condizioni di economicità

Tornando alle condizioni di economicità per il soddisfacimento dei bisogni, esse presentano connotati diversi nelle due principali categorie d'azienda, cioè nelle imprese e nelle aziende pubbliche. Nel caso delle imprese, i prodotti vengono venduti al mercato che ne fa richiesta ad un prezzo (detto "di mercato"), cioè generano per il produttore un ricavo idoneo a rimunerare tutti i fattori produttivi impiegati, escluso il compenso (profitto) per l'imprenditore che porta il "capitale di rischio", perché assume il cosiddetto "rischio di impresa".

Nel caso delle aziende e amministrazioni pubbliche un prezzo di mercato vero e proprio non esiste, così come i ricavi di vendita e la rimunerazione spettante ai portatori di capitale di rischio. Quindi il fenomeno azienda, nella sua accezione economica, deve fare i conti con il mercato dei beni e dei servizi nel caso delle imprese, mentre il mercato è sostanzialmente assente nel caso delle AAPP. Quelli che per le imprese sono i clienti, per le organizzazioni pubbliche sono gli utenti. Il mercato dei clienti è all'origine della produzione svolta dalle imprese e stimola l'iniziativa privata, disposta ad investire capitali e ad assumere il rischio d'impresa, avendo come corrispettivo un profitto, che deriva dalla differenza tra ricavi di vendita e costi di produzione sostenuti per rimunerare i vari fattori produttivi (differenza che può essere positiva o negativa, cioè un utile se il divario è positivo e una perdita se è negativo).

L'insieme degli utenti o "collettività" richiede servizi pubblici, di cui usufruisce pagando un "corrispettivo" sotto forma di tributi, di tariffe o altra forma di rimunerazione, in ogni caso non corrispondente al prezzo di mercato e al ricavo di vendita e per questo la produzione di tali servizi rientra nelle attività istituzionali svolte da soggetti pubblici (stato, enti locali e territoriali, università, ecc.) che non sono motivati dal profitto e dagli stimoli che invece caratterizzano l'iniziativa imprenditoriale privata.

Efficienza ed efficacia

Il profilo economico delle imprese impone di considerare in un mix adeguato risorse, produzione, prodotti e mercato e così facendo di affiancare al fondamentale concetto di efficienza, quello di efficacia. L'efficienza riguarda la relazione tra quantità di risorse impiegate e quantità di risultati produttivi (prodotti) ottenuti. Per cui si dice che un'azienda è efficiente quando ottimizza la quantità di risorse per ottenere un'unità di prodotto. L'efficacia è una caratteristica attitudinale che riguarda più specificamente gli output, cioè i prodotti e il rapporto con il mercato.

È ovviamente interesse dell'impresa che i prodotti siano venduti sul mercato in quantità ("volumi") tali da contribuire positivamente, mediante i ricavi di vendita, alla copertura di tutti i costi sostenuti per produrli. L'efficacia riguarda il livello quali-quantitativo dell'output, cioè dei beni o servizi prodotti e ceduti al mercato.

La prospettiva economico-aziendale, nello studiare il fenomeno azienda, ne osserva gli elementi costitutivi e il loro funzionamento per verificare l'esistenza delle necessarie condizioni di efficienza e di efficacia declinate in un senso economico, cioè in un senso tale da garantire il raggiungimento di un equilibrio economico durevole, che soddisfi le attese dei portatori del capitale di rischio. Con particolare riferimento alle imprese, in definitiva, l'esistenza delle citate condizioni di equilibrio è apprezzabile e misurabile mediante il confronto tra le due fondamentali grandezze economiche dei ricavi e dei costi, la cui differenza si chiama reddito o profitto o risultato economico. Più precisamente:

  • I ricavi di vendita dei prodotti sono una misura (parziale ma significativa) di efficacia, cioè dell'attitudine dell'impresa a soddisfare le esigenze dei clienti per ciò che riguarda commerciale, la qualità dei prodotti, la loro funzionalità, la tempestività di consegna, i servizi di assistenza.
  • I costi di produzione sono una misura dell'efficienza dimostrata dall'impresa nell'acquisire ed impiegare le risorse occorrenti per progettare, realizzare e commercializzare i prodotti ceduti al mercato.

Efficacia commerciale (verso il mercato) ---> ricavi reddito (misura di equilibrio economico)
Efficienza acquisto e impiego risorse ---> costi
Equilibrio economico durevole = (Ricavi – Costi = reddito o profitto o risultato economico)

L'azienda come sistema e le sue relazioni con l'ambiente

Un primo aspetto su cui focalizzare la nostra attenzione è quello dell'integrazione interna. Con questo ci riferiamo alla natura di sistema che ogni azienda possiede (e deve possedere), cioè al fatto che i vari elementi che la compongono, visti nella loro struttura e nel loro funzionamento, sono legati da relazioni di interdipendenza.

Il significato di sistema aziendale si arricchisce di ingredienti decisivi quando si passa a considerare la produzione in senso ampio e, più precisamente, i vari processi in cui si estrinseca quella che chiameremo la gestione aziendale. Dal punto di vista del funzionamento, che è l'aspetto "dinamico", il carattere di sistema è rintracciabile nelle relazioni che legano le tipiche funzioni aziendali, a cominciare dalle funzioni di innovazione (definita anche ricerca e sviluppo o R&S), di marketing e di produzione, che sono le più direttamente coinvolte nella realizzazione "dell'oggetto aziendale". Le funzioni sono insiemi di attività omogenee dal punto di vista tecnico ed economico: esse sono numerose e spaziano dalle 3 "primarie" ora citate alla gestione del personale, alla finanza aziendale, all'amministrazione in senso contabile e così via.

  • La funzione di innovazione consiste in attività di ricerca e progettazione per creare nuovi prodotti e nuovi processi. Trasforma l'input del marketing in idee di nuovi prodotti o processo o di miglioramento di quelli esistenti e traduce tali idee in adeguati progetti per renderne possibile l'industrializzazione.
  • La funzione di marketing e vendite consiste in attività definibili "commerciali" per rendere l'azienda consapevole delle richieste di mercato e per soddisfarle vendendo i beni e servizi domandati. Si rende interprete delle esigenze dei clienti sul mercato, non prima di averle opportunamente influenzate con la pubblicità e la comunicazione, e ne acquisisce le ordinazioni.
  • La funzione di produzione consiste in attività tecniche per realizzare materialmente i beni e servizi richiesti. Dopo aver verificato la fattibilità tecnica dei nuovi prodotti e processi, procede alla loro realizzazione materiale e alla consegna ai clienti.

Per ambiente si intendono tutte le condizioni generali di contesto che "circondano" l'azienda, da cui essa riceve input di vario genere (vincoli, opportunità, risorse, condizionamenti di tanti tipi) condizioni generali osservabili in una molteplicità di aspetti:

  • Politico-legislativo: assetto istituzionale, situazione politica del Paese in cui opera l'azienda, orientamento e il contenuto delle norme che disciplinano la struttura e il funzionamento delle aziende, sia di carattere generale sia di tipo specifico o settoriale.
  • Economico: indicatori come: Prodotto interno lordo (PIL) e suo tasso percentuale di crescita, rapporto tra deficit pubblico e PIL, rapporto tra debito pubblico e PIL, indice generale dei prezzi con cui si misura il livello dell'inflazione, il costo del denaro, il tasso di cambio della valuta nazionale nei confronti delle altre principali valute, lo "spread", ovvero il divario tra il rendimento dei titoli di Stato nazionali (es. BTP decennali) e analoghi titoli del debito pubblico di altri Paesi (es. Bund tedeschi).
  • Socio-culturale: profilo demografico, livello di istruzione, occupazione, cultura sociologica.
  • Tecnologico: a livello aziendale riguarda le conoscenze e le competenze tecniche e gli strumenti necessari per svolgere le attività in cui si concretizza la produzione e la gestione. È tecnologia non solo il know-how e la strumentazione per trasformare le materie prime in prodotti finiti o per produrre servizi di intermediazione finanziaria, ma anche l'insieme di conoscenze tecniche occorrenti per rilevare contabilmente i fatti amministrativi e redigere il bilancio d'esercizio o per effettuare in modo consapevole le ricerche di mercato.

A livello di ambiente, possiamo considerare la tecnologia come l'insieme di conoscenze tecniche e di mezzi che soggetti come singoli ricercatori, enti di ricerca, inventori intraprendenti, imprese (specializzate e non) mettono a disposizione della collettività, e quindi anche e soprattutto delle aziende, per lo svolgimento di attività quotidiane, per la soluzione di problemi, e per la produzione di beni e servizi.

Un modo non dispersivo di classificare la tecnologia può essere quello che ne mette in luce la rilevanza a fini competitivi: tecnologie di base, tecnologie strategiche, tecnologie complementari, tecnologie emergenti. Quello finora tratteggiato è l'ambiente generale in cui opera l'azienda. Come è ormai evidente, ancora più stringenti sono i vincoli che legano l'azienda al suo ambiente specifico, che per le imprese è dato dai:

  • Mercati di approvvigionamento dei fattori produttivi: riguardano sia il fattore produttivo generico "capitale", cioè i mezzi finanziari reperiti presso le banche e altri finanziatori, sia i fattori produttivi specifici, acquistati con il fattore capitale, necessari per lo svolgimento dei vari processi in cui si estrinseca il funzionamento dell'azienda, cioè: a) personale di ogni livello e qualifica b) materie prime e componenti da trasformare o assemblare c) macchinari, impianti, attrezzature, fabbricati e altre "immobilizzazioni tecniche" d) utenze di vario tipo e) risorse immateriali come programmi informatici, marchi di fabbrica, brevetti, ecc. f) servizi vari erogati da soggetti esterni.
  • Mercati di vendita dei prodotti, classificabili secondo le note categorie dell'economia politica (concorrenza, oligopolio, monopolio, ecc.), sono ovviamente la principale manifestazione dell'ambiente specifico, quanto a impatto sulle scelte e sul comportamento dell'impresa.

A questo punto per una presentazione più approfondita dell'ambiente specifico di un'impresa, è opportuno fare riferimento ad un modello concettuale elaborato da M. Porter, avente per oggetto il sistema competitivo del settore di appartenenza, secondo un modello di "concorrenza allargata", dove operano 5 tipi di soggetti, ciascuno dei quali esercita sull'impresa una propria "forza". Le 5 categorie di soggetti sono: a) i fornitori b) i clienti c) i concorrenti attuali d) i concorrenti potenziali e) i produttori di beni o servizi sostitutivi.

Le forze che tali attori del sistema competitivo esprimono nei confronti della specifica impresa sono: a) il potere contrattuale dei fornitori b) il potere contrattuale dei clienti c) la rivalità tra i concorrenti esistenti d) la minaccia di competitor nuovi entranti e) la minaccia di prodotti sostitutivi. Mentre le prime due sono fonti di competizione definibili "verticali", le ultime tre sono forze "orizzontali", perché esercitate da altre imprese, non necessariamente appartenenti al settore del business dell'impresa in senso stretto.

Tipi di azienda e loro obiettivi

È bene fare una precisazione terminologica, che sovente viene ignorata nel linguaggio comune e, a volte, anche in quello tecnico, e cioè che:

  • "Azienda" è il genere;
  • "Impresa", "organizzazione pubblica", "ente non profit" sono le varie specie.

L'economia aziendale, le discipline del management e le chiavi di lettura del funzionamento delle aziende

Una delle più classiche definizioni dell'economia aziendale della dottrina italiana individua così l'oggetto della disciplina: "l'economia aziendale studia, sotto il profilo economico, l'organizzazione e la gestione delle aziende di ogni specie e prosegue sottolineando che "le dottrine dell'economia aziendale trovano necessario fondamento nell'osservazione della realtà costituita dalle concrete aziende" e ancora che "il loro oggetto scientifico è propriamente la percezione e la determinazione di significative relazioni tra i fenomeni dei quali è intessuta la vita dell'azienda".

Queste definizioni mettono in luce molto bene le specificità dell'economia aziendale:

  • L'oggetto, che è la gestione e l'organizzazione delle aziende.
  • La sua qualificazione attraverso l'individuazione di significative relazioni tra i fenomeni della vita aziendale, sia di valore generale che di valore limitato (ad esempio alle sole imprese, oppure a specifici settori).
  • L'osservazione della realtà costituita da aziende concrete, considerate nella varietà delle condizioni della loro gestione e organizzazione e delle condizioni esterne d'ambiente.

I momenti dell'amministrazione economica d'azienda sono, oltre all'organizzazione e alla gestione, anche quello delle rilevazioni quantitative necessarie per la corretta gestione e organizzazione. La gestione riguarda il momento "oggettivo" dell'amministrazione economica, cioè le attività in cui si estrinseca il comportamento aziendale per realizzare l'oggetto prescelto. L'organizzazione riguarda invece il momento "soggettivo" dell'amministrazione economica delle aziende. Più precisamente ha per oggetto il...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mattiafontana di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Maggi Davide.
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