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Economia aziendale

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Esame di Economia aziendale docente Prof. D. Maggi

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Economia Aziendale

Nome istruttore:Seddio-Maggi

17 marzo 2016 Capitolo 1

Economia aziendale

L'azienda è un insieme di persone (intese come soggetti che in quell'organizzazione lavorano e

costituiscono quindi il fattore produttivo lavoro) e di mezzi tecnici (strumenti come attrezzature,

macchinari, impianti, ma anche mezzi intangibili, come programmi informatici, utilizzati dalle

persone nello svolgimento del lavoro lavoro, che costituiscono il fattore produttivo capitale),

caratterizzato dal fatto che il mix di questi due ingredienti svolge un'attività di produzione di beni o

di servizi.

Risorse--->Produzione--->Prodotti

Quindi in una prospettiva economica, al centro dell'attenzione è l'attitudine del fattore lavoro,

supportato dai mezzi tecnici, a svolgere le attività di produzione di beni e servizi in condizioni di

efficienza,che in questa accezione si chiama per l'appunto efficienza economica.

Le aziende esistono ed operano poiché fondamentalmente c'è l'esistenza di bisogni umani da

soddisfare in condizioni economiche. A questo punto si manifesta un evidente esigenza di

classificazione del mondo aziendale. Finora, implicitamente, abbiamo fatto riferimento a quelle che

comunemente vengono definite imprese o aziende di produzione per il mercato, che offrono i loro

beni o servizi al mercato che ne fa richiesta in cambio di un prezzo.

E’ imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della

produzione e dello scambio di beni o di servizi (art. 2082cod.civ.). Sono piccoli imprenditori i

coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività

professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia

(art. 2083 del cod.civ.).Di solito, al concetto di impresa si associa la natura privata. Ciò è vero nella

maggioranza dei casi, ma esistono anche imprese controllate da un soggetto pubblico. Bisogna

distinguere vari tipi di aziende:

A. Aziende di erogazione e aziende di produzione per il mercato. Qui il criterio di

classificazione si basa sui soggetti i cui bisogni le aziende soddisfano:soggetti ben determinati nel

primo caso ("soddisfazione diretta dei soggetti") e il mercato nel secondo(soddisfazione

"indiretta"). Nella prima categoria rientrano anche le famiglie, considerabili come particolari

aziende.

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Terza categoria di aziende sono quelle composte in cui convivono un nucleo erogativi e uno

produttivo. Nella categoria rientrano molte organizzazioni pubbliche, come enti territoriali e

locali e aziende sanitarie.

B. Aziende private e aziende pubbliche. Il criterio di classificazione si fonda sulla natura del

soggetto che ha il controllo dell'azienda, cioè "ne determina i fini e ne impronta sotto certi

aspetti la gestione e l'organizzazione ". Nelle aziende private il controllo è nelle mani di un

soggetto fisico o di una persona giuridica di diritto privato, mentre in quelle pubbliche il

governo dell'azienda è detenuto da un soggetto pubblico. Spesso, in questa classificazione,si

inserisce un'ulteriore categoria di aziende, denominate enti non profit o terzo settore

(organizzazioni appartenenti alla sfera privata, che si propongono di soddisfare certi bisogni

certi bisogni di determinate classi di soggetti, ma che in caso di conseguimento di un risultato

economico positivo detto profitto dallo svolgimento della propria attività non possono

distribuirlo.)

Nel seguito della trattazione distingueremo per semplicità tra:

-imprese(sottinteso private)

-aziende e amministrazioni pubbliche( o semplicemente aziende pubbliche AAPP)

-aziende non profit(ANP)

Tornando alle condizioni di economicità per il soddisfacimento dei bisogni esse presentano

connotati diversi nelle due principali categorie d'azienda, cioè nelle imprese e nelle aziende

pubbliche. Nel caso delle imprese,i prodotti vengono venduti al mercato che ne fa richiesta ad un

prezzo(detto" di mercato "), cioè generano per il produttore un ricavo idoneo a rimunerare tutti i

fattori produttivi impiegati, escluso il compenso (profitto) per l'imprenditore che porta il "capitale di

rischio ", perché assume il cosiddetto "rischio di impresa" . Nel caso delle aziende e amministrazioni

pubbliche un prezzo di mercato vero e proprio non esiste, così come i ricavi di vendita e la

rimunerazione spettante ai portatori di capitale di rischio. Quindi il fenomeno azienda,nella sua

accezione economica, deve fare i conti con il mercato dei beni e dei servizi nel caso delle imprese,

mentre il mercato è sostanzialmente assente nel caso delle AAPP. Quelli che per le imprese sono i

clienti, per le organizzazioni pubbliche sono gli utenti. Il mercato dei clienti è all'origine della

produzione svolta dalle imprese e stimola l'iniziativa privata, disposta ad investire capitali e ad

assumere il rischio d'impresa, avendo come corrispettivo un profitto, che deriva dalla differenza tra

ricavi di vendita e costi di produzione sostenuti per rimunerare i vari fattori produttivi (differenza

che può essere positiva o negativa,cioè un utile se il divario è positivo e una perdita se è negativo).

ECONOMIA AZIENDALE 2

L'insieme degli utenti o "collettività " richiede servizi pubblici,di cui usufruisce pagando un "

corrispettivo" sotto forma di tributi, di tariffe o altra forma di rimunerazione, in ogni caso non

corrispondente al prezzo di mercato e al ricavo di vendita e per questo la produzione di tali servizi

rientra nelle attività istituzionali svolte da soggetti pubblici (stato,enti locali e

territoriali,università,ecc) che non sono motivati dal profitto e dagli stimoli che invece caratterizzano

l'iniziativa imprenditoriale privata.

Il profilo economico delle imprese impone di considerare in un mix adeguato risorse, produzione,

prodotti e mercato e così facendo di affiancare al fondamentale concetto di efficienza, quello di

efficacia, l'efficienza riguarda la relazione tra quantità di risorse impiegate e quantità di risultati

produttivi (prodotti) ottenuti. Commentato [1]:

Per cui si dice che un'azienda è efficiente quando ottimizza la quantità di risorse per ottenere

un'unità di prodotto. L'efficacia è una caratteristica attitudinale che riguarda più specificamente gli

output, cioè i prodotti e il rapporto con il mercato.

È ovviamente interesse dell'impresa che i prodotti siano venduti sul mercato in quantità

("volumi") tali da contribuire positivamente, mediante i ricavi di vendita, alla copertura di tutti i

costi sostenuti per produrli.

L'efficacia riguarda il livello quali-quantitativo dell'output,cioè dei beni o servizi prodotti e

ceduti al mercato. Commentato [2]:

Valido anche per le AAPP

La prospettiva economico-aziendale, nello studiare il fenomeno azienda, ne osserva gli

elementi costitutivi e il loro funzionamento per verificare l'esistenza delle necessarie condizioni di

efficienza e di efficacia declinate in un senso economico, cioè in un senso tale da garantire il

raggiungimento di un equilibrio economico durevole,che soddisfi le attese dei portatori del capitale

di rischio. Con particolare riferimento alle imprese, in definitiva, l'esistenza delle citate condizioni di

equilibrio è apprezzabile è misurabile mediante il confronto tra le due fondamentali grandezze

economiche dei ricavi e dei costi, la cui differenza si chiama reddito o profitto o risultato

economico. Più precisamente:

I di vendita dei prodotti sono una misura (parziale ma significativa) di

• ricavi efficacia

cioè dell'attitudine dell'impresa a soddisfare le esigenze dei clienti per ciò che riguarda

commerciale,

la qualità dei prodotti, la loro funzionalità, la tempestività di consegna, i servizi di assistenza.

I di produzione sono una misura dell'efficienza dimostrata dall'impresa nell'acquisire ed

• costi

impiegare le risorse occorrenti per progettare, realizzare e commercializzare i prodotti ceduti al

mercato.

ECONOMIA AZIENDALE 3

Efficacia commerciale ( verso il mercato). ---> ricavi reddito (misura di equilibrio economico)

Efficienza acquisto e impiego risorse. ---> costi

Equilibrio economico durevole= (Ricavi – Costi = reddito o profitto o risultato economico)

1.2 L'azienda come sistema e le sue relazioni con l'ambiente

Un primo aspetto su cui focalizzare la nostra attenzione è quello dell'integrazione interna. Con

questo ci riferiamo alla natura di che ogni azienda possiede (e deve possedere),cioè al fatto

sistema

che i vari elementi che la compongono,visti nella loro struttura e nel loro funzionamento, sono

legati da relazioni di interdipendenza.

Il significato di sistema aziendale si arricchisce di ingredienti decisivi quando, si passa a

considerare il cioè la produzione in senso ampio e, più precisamente, i vari processi in

funzionamento,

cui si estrinseca quella che chiameremo la aziendale. Dal punto di vista del funzionamento

gestione

azienda,e, che è l'aspetto "dinamico" ,il carattere di sistema è rintracciabile nelle relazioni che

legano le tipiche aziendali, a cominciare dalle funzioni di innovazione(definita anche ricerca

funzioni

e sviluppo o R&S), di marketing e di produzione, che sono le più direttamente coinvolte nella

realizzazione "dell'oggetto aziendale". Le funzioni sono insiemi di attività omogenee dal punto di

vista tecnico ed economico: esse sono numerose e spaziano dalle 3 "primarie" ora citate alla gestione

del personale, alla finanza aziendale, all'amministrazione in senso contabile e così via.

• La funzione di innovazione consiste in attività di ricerca e progettazione per creare nuovi

prodotti e nuovi processi. Trasforma l'input del marketing in idee di nuovi prodotti o processo o di

miglioramento di quelli esistenti e traduce tali idee in adeguati progetti per renderne possibile l

industrializzazione,

• La funzione di marketing e vendite consiste in attività definibili"commerciali" per rendere

l'azienda consapevole delle richieste di mercato e per soddisfarle vendendo i beni e servizi

domandati. Si rende interprete delle esigenze dei clienti sul mercato,non prima di averle

opportunamente influenzate con la pubblicità e la comunicazione,e ne acquisisce le ordinazioni;

• La funzione di produzione consiste in attività tecniche per realizzare materialmente i beni e

servizi richiesti. Dopo aver verificato la fattibilità tecnica dei nuovi prodotti e processi, procede alla

loro realizzazione materiale e alla consegna ai clienti.

Per ambiente si intendono tutte le condizioni generali di contesto che " circondano" l'azienda,

da cui essa riceve input di vario genere (vincoli, opportunità, risorse, condizionamenti di tanti tipi)

condizioni generali osservabili in una molteplicità di aspetti:

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• Politico-legislativo:assetto istituzionale, situazione politica del Paese in cui opera l'azienda,

orientamento e il contenuto delle norme che disciplinano la struttura è il funzionamento delle

aziende,sia di carattere generale sia di tipo specifico o settoriale.

• Economico: indicatori come:Prodotto interno lordo(PIL) e suo tasso percentuale di crescita,

rapporto tra deficit pubblico e PIL, rapporto tra debito pubblico e PIL, indice generale dei prezzi

con cui si misura il livello dell'inflazione, il costo del denaro, il tasso di cambio della valuta

nazionale nei confronti delle altre principali valute, lo "spread" Commentato [3]:

Divario tra il rendimento dei titoli di Stato nazionali( es. BTP

• Socio-culturale: profilo livello di la in senso decennali) e analoghi titoli del debito pubblico di altri Paesi

demografico, istruzione, l'occupazione, cultura (es Bund tedeschi)

sociologico

• Tecnologico: a) riguarda le conoscenze e le competenze tecniche e gli

a livello aziendale

strumenti necessari per svolgere le attività in cui si concretizza la produzione e la gestione.

È tecnologia non solo il know-how e la strumentazione per trasformare le materie prime in prodotti Commentato [4]:

finiti o per produrre servizi di intermediazione finanziaria, ma anche l'insieme di conoscenze

tecniche occorrenti ,per rilevare contabilmente i fatti amministrativi e redigere il bilancio d'esercizio

o per effettuare in modo consapevole le ricerche di mercato.

A possiamo considerare la tecnologia come l'insieme di conoscenze tecniche e

livello di ambiente,

di mezzi che soggetti come singoli ricercatori, enti di ricerca, inventori intraprendenti, imprese

(specializzate e non) mettono a disposizione della collettività, e quindi anche e soprattutto delle

aziende, per lo svolgimento di attività quotidiane, per la soluzione di problemi, e per la produzione

di beni e servizi. Un modo non dispersivo di classificare la tecnologia può essere quello che ne mette

in luce la rilevanza a fini competitivi: tecnologie di tecnologie tecnologie

base, strategiche, complementari,

tecnologie finora tratteggiato è l'ambiente generale in cui opera l'azienda. Come è

emergenti.Quello ormai evidente, ancora più stringenti sono i vincoli che legano l'azienda

al suo ambiente specifico, che per le imprese è dato dai:

• riguardano sia il

Mercati di approvvigionamento dei fattori produttivi:

fattore produttivo generico "capitale", cioè i mezzi finanziari reperiti

presso le banche e altri finanziatori, sia i fattori produttivi specifici,

acquistati con il fattore capitale, necessari per lo svolgimento dei vari

processi in cui si estrinseca il funzionamento dell'azienda, cioè:a)

personale di ogni livello e qualifica b) materie prime e componenti da

trasformare o assemblare c) macchinari,impianti,

attrezzature,fabbricati e altre "immobilizzazioni tecniche" d) utenze di

vario tipo e) risorse immateriali come programmi informatici, marchi

di fabbrica, brevetti, ecc f) servizi vari erogati da soggetti esterni.

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• , classificabili secondo le note categorie dell'economia

Mercati di vendita dei prodotti

politica(concorrenza, oligopolio, monopolio, ecc) sono ovviamente la principale manifestazione

dell'ambiente specifico, quanto a impatto sulle scelte e sul comportamento dell'impresa.

A questo punto per una presentazione più approfondita dell'ambiente specifico di un'impresa,

è opportuno fare riferimento ad un modello concettuale elaborato da M.Porter, avente per oggetto

il sistema competitivo del settore dì appartenenza, secondo un modello di "concorrenza allargata",

dove operano 5 tipi di soggetti, ciascuno dei quali esercita sull'impresa una propria "forza". Le 5

categorie di soggetti sono: a) i fornitori b) i clienti c) i concorrenti attuali d) i concorrenti potenziali e)

i produttori di beni o servizi sostitutivi.Le forze che tali attori del sistema competitivo esprimono nei

confronti della specifica impresa sono : a) il potere contrattuale dei fornitori b) il potere contrattuale

dei clienti c) la rivalità tra i concorrenti esistenti d) la minaccia di competitor nuovi entranti e) la

minaccia di prodotti sostitutivi.

Mentre le prime due sono fonti di competizione definibili "verticali", le ultime tre sono

forze"orizzontali", perché esercitate da altre imprese, non necessariamente appartenenti al settore

del business dell'impresa in senso stretto.

1.3 Tipi di azienda e loro obiettivi

È bene fare una precisazione terminologica,che sovente viene ignorata nel linguaggio comune

e, a volte, anche in quello tecnico, e cioè che :

a) "azienda" è il genere;

b) "Impresa", "organizzazione pubblica", " ente non profit" sono le varie specie.

1.4 L'economia aziendale,le discipline del management e le chiavi di lettura del

funzionamento delle aziende

Una delle più classiche definizioni dell'economia aziendale della dottrina italiana individua

così l'oggetto della disciplina:"l'economia aziendale studia, sotto il profilo economico,

l'organizzazione e la gestione delle aziende di ogni specie e prosegue sottolineando che "le dottrine

dell'economia aziendale trovano necessario fondamento nell'osservazione della realtà costituita dalle

concrete aziende " è ancora che "il loro oggetto scientifico è propriamente la percezione e la

determinazione di significative relazioni tra i fenomeni dei quali è intessuta la vita dell'azienda. "

Queste definizioni mettono in luce molto bene le specificità dell'economia aziendale:

L'oggetto, che è la gestione è l'organizzazione delle aziende.

• La sua qualificazione attraverso l'individuazione di significative relazioni tra i fenomeni della

vita aziendale, sia di valore generale che di valore limitato( ad esempio alle sole imprese, oppure a

specifici settori)

L'osservazione della realtà costituita da aziende concrete, considerate nella varietà delle

condizioni della loro gestione e organizzazione e delle condizioni esterne d'ambiente.

ECONOMIA AZIENDALE 6

I momenti dell'amministrazione economica d'azienda sono, oltre all'organizzazione e alla

gestione,anche quello delle rilevazioni quantitative necessarie per la corretta gestione e

organizzazione.

La riguarda il momento " oggettivo" dell'amministrazione economica, cioè le attività

• gestione

in cui si estrinseca il comportamento aziendale per realizzare l'oggetto prescelto.

L'organizzazione riguarda invece il momento " soggettivo" dell'amministrazione economica

delle aziende. Più precisamente ha per oggetto il fattore produttivo Per organizzazione della

lavoro.

risorsa lavoro s'intende l'insieme dei criteri di divisione delle attività di gestione e dei criteri di

coordinamento degli stessi,al fine di garantire un comportamento aziendale omogeneo e

finalizzato agli obiettivi del " sistema" azienda.

Le consistono nelle misurazioni e determinazioni di tipo ed extra

• rilevazioni quantitative contabile

contabile, con cui si producono i dati e le informazioni necessari per le attività di gestione

strategica e di gestione corrente.

Tali determinazioni, che si materializzano in documenti come il bilancio d'esercizio, il budget

e report di vario contenuto,possono riguardare fenomeni e risultati già avvenuti (rilevazioni

oppure operazioni e risultati della gestione futura (determinazioni Le rilevazioni

consultive), preventive).

stesse possono dare origine a informazioni rivolte a " terzi", oppure all'interno dell'azienda, per

agevolare i processi direzionali ed operativi.

Lo studio dell'azienda tipico delle discipline del management si basa su varie chiavi di lettura

dei fenomeni aziendali. Una di queste, importante perché è la più immediata e naturale e, come

tale, è largamente diffusa nella concreta amministrazione delle aziende, è la cosiddetta analisi per

Le funzioni o aree funzionali sono insiemi di attività omogenee dal punto di vista tecnico-

funzioni.

economico. Le funzioni sono di varia natura e con il tempo si sono moltiplicate. Con riferimento

alle imprese, tra le diverse funzioni, le più immediata ente percepibili sono:

La funzione commerciale: attività rivolte alla vendita e, più in generale, ai rapporti coi

clienti

La funzione di produzione: le attività con cui materialmente si producono i beni o si erogano

servizi ceduti ai clienti o agli utenti

La funzione amministrativo-contabile: le attività con cui si rilevano contabilmente ed extra-

contabilmente i fatti di gestione e si eseguono i vari adempimenti previsti dalle norme civili,fiscali

e d'altra natura.

Le discipline del management hanno integrato l'approccio per funzioni con quello per processi.

Per processi si intendono insiemi di attività omogenee dal punto di vista degli obiettivi specifici

perseguiti

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1.5 Le imprese o aziende di produzione per il mercato: profilo economico-finanziario e

tipologie di imprese

Le imprese sono caratterizzate dalla presenza di obiettivi di natura economica, per

raggiungerli le imprese svolgono un'attività di produzione rivolta al mercato a cui vendono i propri

beni o servizi. L'impresa esiste ed opera perché esistono bisogni umani da soddisfare in modo

economico. Tali bisogni si manifestano in un mercato,dove i clienti esprimono la propria

domanda,a cui le imprese rispondono con la propria offerta di beni e servizi. Il prezzo di tali

prodotti è la sintesi delle condizioni dello scambio in questione. La produzione e la vendita sul

mercato di beni o servizi trovano la loro motivazione di fondo,all'interno dell'impresa,nella

prospettiva di ottenimento di una "congrua" rimunerazione del capitale apportato. Ci riferiamo qui

al cosiddetto capitale " di rischio" o capitale " proprio", portato dai proprietari dell'azienda,il cui

conferimento comporta il rischio della rimunerazione e il rischio di capitale,cioè di perdere l'intero

valore del proprio conferimento. Tale rimunerazione, è giudicata congrua o " soddisfacente", dal

punto di vista economico, in relazione all'entità dei rischi che si corrono: maggiore è il rischio di

un'impresa, maggiore è la rimunerazione attesa. La rimunerazione in oggetto è comunemente

denominata "profitto" o " reddito netto".

Reddito netto= ricavi di vendita-costi di produzione Commentato [5]:

- lavoro---> stipendi

La rimunerazione del portatore di capitale di rischio è una rimunerazione residuale, che esiste -fornitori--->fatture e interessi passivi

solo se il corrispettivo delle vendite di prodotti sul mercato( ricavi delle vendite) riesce a coprire i

costi che l'azienda sostiene per la rimunerazione di tutti i fattori produttivi impiegati nei processi

aziendali,cioè costi per:

Il lavoro(dirigenti,impiegati, operai, ecc) sotto forma di stipendi,salari e altri tipi di

retribuzione

I fornitori di beni e servizi, sotto forma di costi acquisto delle risorse stesse

• I fornitori di capitale di credito( banche,obbligazionisti), sotto forma di interessi passivi sul

capitale acquisito

L'amministrazione finanziaria dello stato o di altri enti (sotto forma di

imposte,tasse,contributi).

Al profilo dell'impresa fin qui illustrato è opportuno affiancare un profilo speculare,

economico

quello Il profilo finanziario riguarda le di denaro corrispondenti ai ricavi di vendita

finanziario. entrate

dei prodotti e le corrispondenti ai costi di acquisto delle risorse. Il profilo finanziario riguarda

uscite

in generale i a vario titolo necessari per gestire l'azienda e i relativi

fabbisogni di capitale mezzi di

con cui coprire i fabbisogni. Sotto il profilo dei fabbisogni,si tratta degli impieghi di

finanziamento

risorse finanziarie per investimenti in capitale fisso( fabbricati,macchinari,impianti), per investimenti

in capitale circolante ( scorte di prodotti da tenere in magazzino)e altri tipi di fabbisogno.

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L'aspetto delle fonti di finanziamento è qui particolarmente rilevante per comprendere le

peculiarità dell'impresa e della sua gestione.

-Vogliamo rispondere alla domanda: le imprese? Cioè,a

come si finanziano quali fonti di

attingono per dotarsi dei mezzi necessari per svolgere la propria gestione e

finanziamento di che mezzi

si tratta? È evidente che i ricavi di vendita dei prodotti, sono la più naturale fonte di

finanziari

finanziamento dell'impresa. Tuttavia,i ricavi di vendita da soli non sono sufficienti a coprire i

fabbisogni di capitale imposti dalla gestione. Le imprese ricorrono infatti a queste altre tipiche fonti

di finanziamento:

Il cioè di proprietà dei soci( degli azionisti,nelle società per azioni) o

• capitale " proprio",

dell'imprenditore individuale. Deriva da conferimenti dei proprietari fatti alla costituzione

dell'impresa o con aumenti in momenti successivi.

Il ,portato da soggetti finanziatori " esterni" all'impresa, che prestano a

• capitale di credito

quest'ultima delle somme dietro corresponsione di un compenso sotto forma di interesse. Tali

soggetti sono le banche e altri intermediari finanziari,i risparmiatori che sottoscrivono prestiti

obbligazionari,ecc. Può assumere un ampia varietà di forme,alcune con l'obbligo di rimborso a

breve termine, altre con rimborso diluito nel tempo. Es: le aperture di credito in cc, le

anticipazioni bancarie,i mutui ipotecari, i prestiti obbligazionari,il credito di fornitura.

Mentre il capitale proprio rimane investito nell'azienda"indefinitamente "il capitale di credito

deve essere rimborsato ai creditori a scadenze prestabilite.

L'impresa può ricorrere anche alla cessione di elementi del proprio patrimonio ( terreni,

fabbricati, titoli..) procedendo al di " asset" giudicati non necessari per lo svolgimento

disinvestimento Commentato [6]:

Beni

della gestione.

Passiamo ora ad esaminare la delle imprese.

tipologia

La distinzione tra settore primario(es.agricoltura), settore industriale (produzione di beni

diversi da quelli agricoli) e settore terziario( produzione di servizi). Per comodità distinguiamo solo

tra imprese industriali,commerciali e di servizi;

La distinzione basata sul " sistema di produzione " adottato: tipicamente,nelle imprese

industriali,sistema di produzione per il magazzino e sistema di produzione su commessa del

cliente .

Altre distinzioni comunemente usate sono:

Piccole e medie imprese(PMI) e grandi imprese

• Imprese" nazionali " e" multinazionali "

• Imprese a controllo familiare( family farms) e imprese a controllo diffuso(public companies) ,

a seconda dei soggetti che posseggono il capitale e controllano l'impresa.

ECONOMIA AZIENDALE 9

Ciò che distingue le imprese industriali da quelle di servizi è l'oggetto della produzione. Nel

caso delle prime si tratta di beni fisicamente tangibili,mentre le seconde producono servizi

intangibili. Le imprese industriali operano una trasformazione fisica delle materie prima,per

ottenere semilavorati o prodotti finiti da vendere ai clienti. Nelle imprese industriali è normale

accumulare scorte di materie prime ,semilavorati, prodotti in corso di lavorazione e prodotti

finiti;nelle imprese dei servizi, data l' immaterialità dell'output,non esistono scorte di prodotti, al

massimo possono esserci scorte di alcuni materiali, come carburanti,combustibili,ecc,non

definibili"materie prime" in senso stretto. L'erogazione di servizi,oltre che intangibile e come tale "

non conservabile", è anche contestuale, nel senso che la produzione del servizio e il suo consumo

coincidono, con la conseguenza che impresa e consumatore sono sostanzialmente coinvolti insieme

nel corrispondente processo;

Le imprese di servizi,al proprio interno,sono così eterogenee per oggetto e modalità produttive

che riesce difficile trattarle come un settore con caratteristiche comuni. Basti pensare che nel settore

coesistono: banche,assicurazioni ed altri intermediari finanziari/imprese software dell'IT/imprese

operanti nelle utilities,come energia elettrica,acqua,gas/operatori delle telecomunicazioni/istituti di

vigilanza e operatori della sicurezza privata/cliniche private/società di consulenza

aziendale/imprese di trasporto/società sportive.

In tale elenco parziale e meramente esemplificativo, spicca il caso delle banche e delle

assicurazioni, le cui peculiarità,in termini di tipo di servizio,di modalità di erogazione ,di ruolo

giocato nell'economia e di evoluzione del business maturata in anni recenti, sono tali da farne un

settore a se stante .

Nel caso delle esse hanno per oggetto il reperimento dei mezzi finanziari presso i

banche,

risparmiatori, a cui pagano un compenso sotto forma di interesse, e la concessione di prestiti ai

clienti(privati e aziende),dietro corresponsione di un prezzo,anch'esso sotto forma di interesse.

Nel caso delle l'oggetto caratteristico del business è lassi un'azione dei

compagnie di assicurazione

rischi( danni come furto e incendio,morte, ecc) dei clienti (privati e aziende). Nel loro caso, la

produzione consiste nel dare ad un possibile evento dannoso una configurazione economica per il

cliente.

Le che includono imprese del commercio al i consumatori

imprese commerciali, dettaglio(verso

finali) come ad esempio i supermercati e gli esercizi commerciali della piccola distribuzione, oppure

(verso altre aziende). Queste imprese sono caratterizzate da una produzione che non si

all'ingrosso

concretizza in una trasformazione fisica,ma avviene pur sempre in senso economico e si traduce in

un Nel tempo perché le imprese commerciali accumulano

trasferimento di utilità nel tempo e nello spazio.

in scorta i prodotti che hanno acquistato da altre imprese,per cederli successivamente ai clienti,

quando questi ne fanno richiesta.

ECONOMIA AZIENDALE 10

Nello spazio perché si rendono disponibili i prodotti nei luoghi, anche molto lontani da quelli

originari di produzione, dove risiedono o operano i clienti che li richiedono.

La distinzione tra le imprese in base al sistema di produzione ha grande rilevanza per

l'impatto sul modello di gestione e di organizzazione. Si distingue in primo luogo tra produzione di

beni e produzione del cliente.

per il magazzino su commessa

Nella produzione per il magazzino,il modello di gestione prevede che l'impresa produca i suoi

beni in previsione di una domanda di mercato attesa e che,a tale scopo, tenga in scorta i quantitativi

di prodotti occorrenti per alimentare tempestivamente ed economicamente i flussi distributivi

ipotizzati. I casi tipici di produzione per il magazzino sono:

La produzione in serie o su modello: l'impresa,in base ad un certo modello standard di

prodotto predefinito, realizza per periodi di tempo più o meno lunghi quantità solitamente elevate

di esemplari perfettamente identici( es auto,elettrodomestici ecc)

La produzione a flusso continuo o di processo: l'impresa realizza beni che non si possono

definire esemplari identici basati su un modello ma piuttosto " flussi" continui di produzioni

indifferenziate,il cui volume è esprimibile in unità di peso,di capacità ecc..( es raffinazione del

petrolio,produzione di acciaio ecc).

È evidente che il modello di gestione di simili sistemi produttivi si basa molto sulla

standardizzazione e sulla ripetitività,sull'anticipazione della domanda di mercato, sulla gestione

efficiente delle scorte e così via.

Il sistema di produzione su commessa comporta che l'impresa produttiva attenda l'ordine del

cliente,per realizzare il prodotto richiesto. Questo spesso è una commessa di grandi dimensioni,

lunga durata,elevata complessità.

(Es. costruzione di grandi infrastrutture come dighe e ponti, autostrade,edilizia

privata,cantieristica navale, produzione di grandi impianti industriali.) Questo modello di gestione è

caratterizzato dalla frequente unicità delle commesse,che comporta minori possibilità di

standardizzazione e ripetitività e cambia le modalità di gestione delle scorte di magazzino.

Capitolo 2

Le aziende pubbliche e gli enti non

profit

Il sistema delle organizzazioni non profit vengono comunemente designate come “Terzo

settore "

Con tale definizione si indica il variegato insieme di tutte quelle organizzazioni che:

ECONOMIA AZIENDALE 11

• operano al fine di raggiungere obiettivi di rilevanza sociale;

• fanno ricorso a quote di lavoro volontario;

non hanno come obiettivo istituzionale la massimizzazione dei profitti d'impresa , ma il

raggiungimento di un’”utile”da reinvestire.

L utilizzo della contabilità finanziaria,in fase di crescente integrazione con il sistema di

contabilità economico patrimoniale. La classificazione economico aziendale proposta può essere

vista anche come utile strumento a disposizione per meglio comprendere le finalità dei relativi

modelli contabili,dove:

Nelle imprese si afferma la metodologia contabile della partita doppia, quale strumento

destinato alla misurazione di quel reddito( da cui la denominazione di sistema del reddito, o

sistema di contabilità economico-patrimoniale, alla cui produzione è finalizzata l'esistenza

dell'impresa medesima;

Nelle AAPP l'esistenza del modello contabile è finalizzato invece alla verifica dell'equilibrio

finanziario tra le risorse disponibili e l'impiego delle medesime; in questo caso il riferimento è la

metodologia contabile della partita semplice, a supporto del sistema di scritture denominato

sistema finanziario ed è oggetto di studio della ragioneria pubblica.

In particolare,per le AAPP il legislatore ha promosso una serie di riforme destinate a Commentato [7]:

Art 2, D. Lgs. 23 giugno 2011, N 118

prevedere una maggiore integrazione tra la contabilità finanziaria e quella economico-patrimoniale:

l'obiettivo di tali riforme è quello di consentire l'avvio di un corretto sistema di controllo di

gestione,a supporto del quale sono indispensabili determinati dati economici di gestione, valori non

derivabili direttamente dalla contabilità finanziaria e finalizzati a rispondere a domande del tipo:

Quanto costa produrre un determinato servizio?

• Il costo del servizio è uniforme in tutto il Paese o esistono realtà che presentano situazioni di

criticità?

Le tariffe fatte pagare all'utenza in quale misura coprono il reale costo economico del

servizio?

Le tariffe richieste dal settore pubblico sono confrontabili con quelle offerte dalle imprese

private operanti nel medesimo settore ( es. settore sanitario)?

Un ulteriore elemento caratterizzante il modello contabile delle AAPP è rappresentato

dall'obbligatorietà nel l'adozione di un bilancio preventivo. Il bilancio preventivo è un documento

contabile che contiene le previsioni di entrata e di spesa relative all'esercizio cui il bilancio si

riferisce:

ECONOMIA AZIENDALE 12

Tale documento è detto anche bilancio finanziario in quanto è costruito seguendo la

metodologia contabile della partita semplice a supporto del sistema di scritture denominato

sistema finanziario

È definito autorizzatorio, perché autorizza l'amministrazione a spendere solo ed

esclusivamente gli importi in esso indicati, denominati stanziamenti di spesa, tali somme inoltre

devono trovare un adeguata copertura finanziaria nelle previsioni di entrata,che individuano le

modalità dì reperimento delle relative forme di finanziamento.

L'adozione di un bilancio preventivo rappresenta una fattispecie prevista anche per i settori

delle imprese,ma in questo caso:

La redazione del documento è interna e lo stesso non è oggetto di obbligo divulgativo

• La struttura del documento,denominato usualmente "budget", segue le regole contabili

proprie di tali realtà,che tradizionalmente risultano essere differenti da quelle adottate nell'ambito

delle AAPP.

Le fonti di finanziamento delle aziende pubbliche vengono tradizionalmente distinte in 2

categorie:

Le fonti di finanziamento proprie : risorse di cui l'azienda può disporre direttamente dalla

propria attività amministrativo-istituzionale,e possono essere distinte in:fonti di finanziamento

proprie da tributi,da tasse e contributi diretti, da proventi diversi, da attività di disinvestimento.

Le fonti di finanziamento

derivate: rappresentano invece le

risorse di cui l'azienda può disporre

attingendo all'esterno della propria

attività amministrativo-istituzionale e

a loro volta possono essere distinte in

fonti di finanziamento derivate da

trasferimento o da indebitamento.

2.3 Le aziende non profit

Le aziende possono assumere diverse forme(o specie): imprese,amministrazioni pubbliche ed

organizzazioni no profit. Le aziende non profit (ANP) costituiscono il cosiddetto " terzo settore", Commentato [8]:

Ricordarsi opera "Cardinal Ferrari".

rappresentato dall'insieme degli operatori economici che producono beni o servizi destinati a

soddisfare bisogni di carattere " sociale".

ECONOMIA AZIENDALE 13

Esse erogano servizi funzionali a soddisfare direttamente i bisogni umani,soprattutto in

determinate aree quali la sanità,l'assistenza sociale,l'educazione la cultura e la ricreazione, la

promozione delle comunità locali e della tutela dei diritti civili. Al di la dell'oggetto " sociale"

perseguito, tutti questi istituti aziendali hanno alcuni caratteri tipici che li differenziano dalle

imprese e dagli enti pubblici. Innanzitutto,essi non sono emanazioni dello Stato o sue componenti.

Poiché la loro nascita è collegata ad una libera e volontaria iniziativa di persone,le quali decidono la

da perseguire , le ANP sono aziende a carattere" privato". Tuttavia molto spesso le aziende

mission

non profit traggono il loro motivo di esistenza dall'incapacità del settore pubblico di dare risposta

efficace ed efficiente a determinati bisogni. Inoltre ,le ANP sono caratterizzate dall'operare in

assenza di " scopo di lucro". La ricchezza prodotta in termini economici è destinata a essere

reinvestita nell'azienda medesima al fine di garantirne la funzionalità e di favorirne lo sviluppo.

Rispetto alle imprese operanti sul mercato,il cui valore di riferimento è il risultato conseguente dagli

scambi economici realizzati in chiave utilitaristica,il valore di riferimento delle aziende non profit è

generalmente legato a una visione solidaristica. Poiché gli scopi di carattere sociale( socialità) e le

condizioni di efficienza ( economicità) devono convivere all'interno del medesimo istituto,le ANP

possono tipicamente contare sia su forme di contribuzione volontaria da parte di persone" sensibili"

alle specifiche tematiche ,sia su sovvenzioni pubbliche o agevolazioni ( ad esempio ,regimi fiscali di

favore) garantite in relazione agli scopi di ordine sociale perseguiti,sia sulla possibilità di attrarre il

lavoro di personale volontario ,ciò soprattutto in virtù dell'orientamento verso la creazione di

benessere sociale. Una può realizzarsi distinguendo le ANP sulla base della

prima classificazione

realizzazione di un'attività dì o meno.

produzione

1. Tra le ANP che si collocano le fondazioni quali

non realizzano un'attività di produzione pure,le

comunemente prevedono scopi quali la promozione delle arti e il sostegno di propositi

caritatevoli. Tale categoria di ANP si caratterizza per la distribuzione di fondi. Per il

perseguimento della loro attività esse hanno a disposizione un patrimonio assegnato loro dai

soggetti che le costituiscono.

2. Tra le ANP che si possono distinguere quelle che si

realizzano attività di produzione a)

costituiscono con lo scopo di appagare bisogni essenziali dei fondatori e altre che destinano la

b)

produzione a beneficio di date persone o dell'intera collettività.

ECONOMIA AZIENDALE 14

Capitolo 3

La forma giuridica delle aziende

3.1 Generalità

L'impresa con la sua attività assume degli obblighi e acquisisce dei diritti,tutelati dal nostro

sistema giuridico. Il soggetto titolare dei diritti e degli obblighi,scaturenti dall'attività d'impresa,viene

identificato come soggetto giuridico. Tale soggetto può essere:

Una quando l'attività di impresa viene svolta da una persona che si assume i

• persona fisica,

rischi e i risultati di tale attività;

Un l'attività d'impresa viene svolta da più persone ,che si assumono

• soggetto collettivo,quando

con modalità differenti rischi e risultati di tale attività.

Quando si parla di dell'impresa,si fa dunque riferimento al soggetto che si

forma giuridica

assume i diritti e gli obblighi derivanti dall'attività di impresa. Si parlerà pertanto di:

se il soggetto giuridico è una persona fisica;

• Impresa individuale, quando l'impresa è esercitata collettivamente da una pluralità di

• Società o impresa collettiva,

persone.

I fattori produttivi, si possono suddividere,dal punto di vista della modalità di

remunerazione,in:

Fattori produttivi la cui remunerazione è stabilita al momento della loro acquisizione: fattori

per i quali si è stabilito un prezzo al momento della loro acquisizione. Quindi moltiplicando il

prezzo per la quantità di fattore acquisita viene a determinarsi un Tali fattori dovrebbero

costo.

trovare la loro copertura attraverso la vendita dei prodotti dell'impresa,che ne determina i ricavi.

Fattori produttivi la cui remunerazione è collegata al risultato dell'impresa :inteso come

differenza fra i ricavi ed i costi( ricavi-costi=risultato economico). Il fatto che la loro

remunerazione sia collegata al risultato d'impresa fa sì che questi fattori produttivi siamo

maggiormente esposti a quello che è definito come incapacità dei ricavi

rischio d'impresa,inteso

dell'impresa di tutti i fattori produttivi.

remunerare congruamente

Il rischio d'impresa può concretizzarsi:

Nella mancata remunerazione del fattore apportato;

• Nella perdita del fattore apportato (capitale monetario);

• Nella perdita di tutto o parte del proprio patrimonio,anche estraneo all'esercizio

dell'impresa.

ECONOMIA AZIENDALE 15

I fattori remunerati in base al risultato sono pertanto considerati tutti quelli che rischiano nello

svolgimento dell'attività dell'impresa e, in quanto rischiano,il nostro sistema giuridico ha stabilito

che siano coloro che hanno apportato tali fattori a decidere su come gestire l'attività di impresa.

il connubio tra chi decide e chi rischia è facilmente identificabile ,poiché

Nell'impresa individuale

l'imprenditore " persona fisica" apporta il suo lavoro,i suoi capitali e rischia, nel caso in cui non sia

in grado di far fronte con i ricavi a tutti gli impegni assunti, di coinvolgere tutto il suo patrimonio

famigliare. Pertanto ,tutte le decisioni sul come condurre l'impresa fanno capo all'imprenditore

stesso.

Nelle le persone fisiche possono apportare come fattori a

imprese collettive(società),

remunerazione residuale capitale sotto forma monetaria,capitale sotto forma di beni o lavoro. Tali

persone sono qualificate come Il rischio assunto dai soci può concretizzarsi, a seconda della

soci.

tipologia di società,oltre che nella perdita della remunerazione e nella perdita definitiva del fattore

apportato, anche nel coinvolgimento del patrimonio personale dei soci, che può esistere o meno a

seconda del tipo di società.

I tipi di società regolati attualmente dalla legge italiana si possono così classificare:

-Società di persone

1. La società semplice;

2. La società in nome collettivo;

3. La società in accomandita

semplice;

-Società di capitali

1. La società per azioni;

2. La società in accomandita per

azioni;

3. La società a responsabilità

limitata;

-Società mutualistiche

1. La società cooperativa;

2. La mutua assicuratrice;

ECONOMIA AZIENDALE 16


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mattiafontana di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Maggi Davide.

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