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Economia aziendale

Capitolo I

Distinguere l'attività economica rispetto alle discipline che la studiano

Le discipline che studiano l'attività economica si possono classificare in:

  • Tecniche: orientate al fare, dettate da regole pratiche di comportamento.
  • Scienze astratte: mirano a forgiare modelli.
  • Scienze di applicazione: tese a definire uniformità spazio-temporali e leggi.
  • Comportamentali.

Storia economica

Si può parlare di storia economica solo dal XX secolo. Una storiografia attenta all'evoluzione del movimento economico e dei suoi fattori causali che possa incatenarsi bi-univocamente nella storiografia generale.

L'attività economica è antica quanto l'umanità e si sovrappone e intreccia alle altre attività imprimendosi nella vita quotidiana di ciascuno. Ciò può essere dimostrato attraverso degli esempi che risalgono all'antichità come:

  • La costruzione delle piramidi che richiedeva consumi enormi di materie prime e utilizzo di tecniche evolutive e innovative.
  • Amministrazione pubblica babilonese che dimostra un'attenzione alla contabilità, poiché trovate tavolette riportanti le entrate e uscite dello Stato (ragioneria pubblica).
  • Via etrusca lastricata.
  • Attività agricole, artigianali e imprenditoriali dell'Antica Grecia, dei Fenici, di Roma (costruzioni e alberghiere, trasporti e cantieri navali, porti).
  • Realizzazione della porcellana.
  • Via di commerci medievali, artigianali e mercantili.
  • Scoperte geografiche che hanno portato alla rotazione degli assi del mondo economico.
  • Rivoluzioni industriali.

L'attività economica moderna e contemporanea

L'attività economica è dunque un'attività empirica fondamentale per la vita quotidiana e le tendenze socio-politiche (trattati, alleanze, tendenze espansionistiche); l'attività economica moderna e contemporanea è rivoluzionaria nel senso che muta rapidamente nei:

  1. Settori di attività delle persone e la loro stessa natura (dall'agricoltura e commercio all'industria).
  2. Dislocazione spaziale delle attività industriali (da una nazione all'altra, da continente a altro).
  3. Flussi di esportazioni e importazioni, accumulo di surplus o di deficit commerciali.

La sempiternità dell'attività economica fu annotata storicamente da Colin Clark che designò un doppio andamento standard nell'evoluzione di tutte le nazioni:

  • Con lo sviluppo economico e con le rivoluzioni industriali si avvia un processo di transizione (da settore primario a secondario e poi a terziario ecc.).
  • Si avviano contemporaneamente grandi processi di trasferimento di famiglia e di capitali.
  • Mutano le proporzioni di ciascuno di essi sul totale dell'economia nazionale.

Questi processi si svolgono ogni volta in tempi e modi differenziati; in alcuni casi rimangono invariati e mantengono primato nel loro settore iniziale, dovuto a un miglioramento di tecniche e meccanismi.

Perché è bene studiare economia?

L'economia, anticamente, fu guardata con sospetto poiché considerata una "disciplina pratica" che si contrapponeva alle arti come la musica, la pittura ecc. Ma con l'avvento delle varie rivoluzioni industriali questa prese piede e divenne predominante, relativa ad ogni aspetto della vita quotidiana.

È bene studiare economia per poterci indirizzare nelle scelte individuali di consumatori e risparmiatori, nelle scelte d'impresa e nelle scelte pubbliche e collettive.

Discipline economiche antiche

Le discipline economiche antiche includevano:

  • Senofonte, III sec. a.C. - L'economico.
  • Columella, I sec. d.C. - De Re rustica.

Lo scopo era quello di teorizzare l'economia, ossia dettare i principi generali del tutto o di una parte.

L'attività di scambio rappresenta in quantità (domanda e offerta), prezzi (costi), utili o perdite, racchiuso in un unico corpus denominato economia, che letteralmente significa "leggi per il governo della casa"; da intendersi come leggi per guidare l'amministrazione delle risorse della famiglia, dell'impresa e dello stato. Il corpus deve essere inteso come sistema organico, e non solo come insieme di variabili, nel quale individuare leggi di comportamento.

Governo della casa

Il governo della casa riguarda:

  • La Famiglia, come organo articolato e complesso che richiede leggi di amministrazione (proprietà privata, insieme di abitazioni, commerci).
  • Le Imprese, sistemi economici (inizialmente agricoli poi mercantili) impegnati in utili, costi, perdite e ricavi da amministrare.
  • Lo Stato, con necessità di gestire la spesa pubblica con imposte.

Questo insieme unitario rappresentò un sistema sistematico indirizzato all'attività pratica attraverso la tecnica o per assurgere al livello scientifico per dare vita a scienze economiche orientate al fare.

Le tecniche e le scienze economiche miravano allo studio dell'attività economica volta alla famiglia, alle imprese o alla relazione diretta o indiretta con lo stato.

Studi economici antichi

Inizialmente, per molti secoli, l'economia fu studiata solo attraverso le tecniche, con trattazioni che volevano istruire e condurre gli operatori economici da un punto di vista pratico aiutandoli tramite:

  • La contabilità, ossia la Ragioneria per tenere conti, debiti e crediti.
  • Le tecniche di amministrazione (gestione) ossia quelle mercantili, bancarie per organizzare attività produttive.

Trattazioni storiche:

  • 380 a.C. - Senofonte, Oikonomikos, trattato di scienza dell'amministrazione che ha come soggetto l'attività imprenditoriale, lo svolgimento dell'attività produttive e la loro qualità.
  • 350 a.C. - Aristotile, tratta orientamento al risultato economico, equilibrio economico e suddivisione del rischio.
  • I sec. a.C. - Columella, De Re rustica, propone redditività-tipo di un investimento.
  • 1174 - Abu l'Fadi Gafar, descrive le origini della moneta, la merceologia dei beni e suggerisce come calcolarne il valore.
  • 1202 - Leonardo Fibonacci, Liber Abaci, che importa il sistema decimale e lo svolge con esempi, importanza dei numeri indiani.

Opere teologiche ed italiane

Opere teologiche:

  • San Tommaso d'Aquino, precetto di vendere al giusto prezzo.
  • San Bernardino da Siena, attività commerciale come risultato congiunto delle prestazioni di vita commerciali.
  • Sant'Antonio vescovo di Firenze, lavorare onestamente e al prezzo giusto.

Opere italiane:

  • Francesco Balducci, Giovanni di Bernardo - opere tese a istruire e agevolare i mercanti, descrivono le vie di trasporto e marittime, le piazze commerciali con le usanze e le tecniche di trasporto.
  • 1494 - Luca de Pascoli, Summa de Arithmetica, metodo della contabilità in partita doppia ancora oggi usato in tutto il mondo.
  • Lorenzo Neder a Norimberga e Giovanni Domenico Peri a Genova - opere di tecnica riguardo le imprese commerciali.

Trattazione del '6-700 e autori fondamentali

Trattazione del '6-700:

  • La maison rustique, sistema dei commerci, delle attività e delle piazze con relativa gestione.
  • Le parfait Négociant.

Verso la fine dell'800 si vedono così formate le tecniche contabili e amministrativo-generali soprattutto in Italia e Germania dove nascerà poi l'Economia Aziendale.

Autori fondamentali:

  • Giuseppe Cerboni - colgono aspetti dell'economia empirica, propongono soluzioni tuttora valide e costituiscono l'humus per la fondazione dell'Economia Aziendale.
  • Fabio Besta.
  • Eugen Schmalenbach, Germania.

L'evoluzione della ragioneria

Fanno evolvere la Ragioneria perfezionandola ai compiti sempre più vasti che la contabilità deve assumere nel complicarsi della vita economica e sociale. Sono importanti per l'evoluzione di pensiero affermato grazie alle loro opere:

  1. Cerboni, fonda la Ragioneria sul capitale e su un metodo giuridico-patrimoniale. Sviluppa un nuovo sistema della Ragioneria patrimoniale denominato Logismografia che verrà applicato alla contabilità dello stato (successivamente abbandonato per la sua complessità).
  2. Besta, riforma la ragioneria fondandola sulla sistematica contabile della partita doppia, rendendola attenta al patrimonio e alle sue variazioni. Pone la sua attenzione al patrimonio e alla sua dinamica. Rimane scettico sull'ampliamento della ragioneria poiché può essere applicata in vari ambiti ma rimane in teoria una disciplina contabile.
  3. Schmalenbach, riserva la Ragioneria alle sole Imprese basandola sul reddito. Rappresenta l'approccio empirico-realistico all'azienda, con la sua dottrina dell'economia privata interpreta la realtà come un insieme di interessi individualistici che si confrontano nei mercati.

Questa ha il dovere di essere applicata e normativa, il suo compito è quello di:

  • Utilizzare i processi contabili per misurare la produzione/distruzione di valore economico.
  • Definire comportamenti aziendali ottimali e individuarne le regole.

Egli nota come il valore del patrimonio tenda a variare in funzione ai redditi futuri. Un patrimonio non conta come tale ma di esso ne conta la capacità di reddito prospettica e la capacità di produrre reddito in futuro (anticipandola e valutandola).

Economia politica moderna

La realtà economica suscitò l'attenzione di esaminare la realtà non con occhio pratico ma scientifico. Sottoposero la realtà a un'osservazione sistematica sui fatti economici (Economia Politica).

L'Economia Politica moderna si forma in Francia e in Gran Bretagna nella seconda metà del '700 e in Germania nel secondo '800. I principali autori sono Turgot, Necker, Adam Smith. In Francia le trattazioni economiche avevano interessato l'economia e il bilancio dello Stato fin dal '500 ma ripresero nel '700. Tuttavia è in Gran Bretagna dove sorge l'Economia Politica moderna con Adam Smith.

Importante per influsso economico-politico e per il sostenere, dal punto di vista economico-aziendale, teorie infondate:

  • Karl Marx - Importante poiché prima delle Rivoluzioni formulò alcuni concetti (categorie) esatti e fondativi per le scienze economiche in particolare per l'Economia Aziendale.

Economisti neoclassici, per lo più matematici, si occuparono in particolare di Microeconomia; la si fonda sulle loro determinazioni riferite a un mondo inesistente. Contribuì a risolvere alcuni problemi nodali dell'economia e proporre soluzioni trascurate dall'Economia politica odierna ma riprese da quella Aziendale.

Adam Smith e la dinamica economica

Adam Smith, prima trattazione organica e compiuta dell'economia, concetti di:

  • Mano invisibile.
  • Divisione del lavoro.
  • Vantaggi della produttività.

Smith vede la dinamica economica come processo armonico che si svolge all'insegna dell'incontro-scontro di interessi personali che fusi insieme portano all'equilibrio del sistema. Gli interessi degli uni, tesi a ottenere benefici per gli altri e per soddisfare bisogni e degli altri per guadagnare e sopravvivere si incontrano negli scambi di mercato.

Infatti, raggruppando nel tempo tutti i venditori di tutti i beni si ottiene la realtà di tutti gli scambi su tutti i mercati. Perciò, se i prezzi sono troppo alti la domanda scende, se sono molto bassi la domanda sale; se i bisogni aumentano gli acquirenti domandano più beni e i produttori sono stimolati a produrre, se i bisogni diminuiscono anche la domanda diminuisce e i produttori rallenteranno. Equilibrio tendenziale fra domanda e offerta del mercato, il quale tende automaticamente alla regolazione armonica della domanda e dell'offerta.

N.B per Smith, l'equilibrio non era totalmente perfetto infatti ci possono essere degli eccessi o recessi che non vengono però assorbiti istantaneamente ma richiedono tempo. Egli si riferiva a situazioni standard all'ingrosso e in via tendenziale, poiché nei mercati vi è sempre domanda e offerta di prodotti sempre nuovi, ribassi dei prezzi.

Divisione del lavoro

Al tempo di Smith le attività artigianali si erano già evolute, si trattava di atelier e cantieri con molti addetti dove il lavoro era manuale e nel quale occorreva forza fisica. Si era così diffusa e perfezionata la tecnica della divisione del lavoro: compiti specifici e assai precisi e minuti affidati sempre al medesimo addetto che si specializzava e consentiva di raggiungere i fini aziendali in tempi pratici, rapidi e senza sprechi. Tale processo è stato favorito dalla maggiore produzione e dall'affinamento progressivo di tecniche dei singoli compiti.

Teoria degli spilli, 1772: se tutte le parti di uno spillo venissero fatte da un solo uomo i tempi di produzione sarebbero elevatissimi e il costo di esso sarebbe uguale a quello del mantenimento dell'impiegato, con la divisione del lavoro si giunge ai vantaggi della produttività che si riflettono sul ribasso dei costi e ciò permette di aumentare il salario dei lavoratori e vendere il pezzo ad un prezzo inferiore.

Karl Marx e l'economia

Karl Marx vede fenomeni di sfruttamento dell'operaio, condizioni di lavoro pessime e lavori usuranti, occupazione infantile e decide di erigerli come un'unica realtà economica. Questa racchiude ammassamenti di grandi fortune imprenditoriali, comportamenti disonesti. Egli divide l'umanità in solo due categorie:

  • Capitalisti-proletari-sfruttatori.
  • Proletari sfruttati, privati dei risultati del loro lavoro.

I primi si appropriano dei risultati del plus valore degli operai e per questo sono denominati capitalisti, i quali si trovano a produrre più della domanda, questo fenomeno porta a crisi periodistiche nelle quali si realizzeranno rivoluzioni e poi dittature del proletariato. Egli immagina che nella doppia trasformazione delle fonti di capitale monetario in capitale di funzionamento e nell'esercizio di produzioni economiche l'utile derivi dall'appropriazione del plus valore.

Al contrario, il maggior valore deriva dall'utilità che il bene finito ha per il consumatore, M=C+V+PV (plus valore) e materie prime, forza lavoro. Marx pensava che l'utile ottenuto dal processo di produzione derivi dall'appropriazione del plus valore. In realtà lo stesso operaio corrisponde ad un elemento del capitale produttivo messo in funzione e appartenente al capitalista, il prezzo della merce per lui appare come realmente è: M=K+PV, valore della merce = prezzo di costo + plus valore (l'utile proverebbe soltanto dal plus valore ossia dal salario frodato dal capitalista).

In Economia Aziendale, la fecondazione del lavoro non può mai essere disgiunta da quella dei fattori produttivi complementari che insieme al lavoro concorrono a date produzioni; l'azione non comprende mai di percepire nel risultato il contributo ad esso offerto dai singoli fattori, il salario non è mai commisurato al concorso prestato dal lavoratore alla produzione. Marx fraintende la natura del processo economico, egli incardinava l'intero processo nel lavoro e nelle merci radicando gli innegabili progressi economici nel concetto filosofico, nonostante parlasse di riproduzione allargata incentrava l'intera dinamica economica come un gioco a somma zero ossia un sistema nel quale se qualcuno ha un utile è perché l'ha sottratto a qualcuno.

Marx trascurava il sano movimento economico (si traduce in commercio, scambi), trascurava così fattori validi ancora oggi come:

  • Le classi sociali, che non sono classi fisse ma molteplici e intrecciabili, mobili al loro interno.
  • I fenomeni di sfruttamento dipendono dalla domanda-offerta di lavoro e queste da cause storiche, giuridiche, demografico-culturali.
  • Il sistema si regge sulle produzioni di serie scambiate nel libero mercato sulla gestione, organizzazione, trasporto, distribuzione.
  • Si regge inoltre sulla continua innovazione di prodotto e progresso, sull'investimento di capitali sempre nuovi e ulteriori.
  • Sull'originalità imprenditoriale, sulla ricerca.
  • L'operare delle imprese consente la creazione di nuova ricchezza (sotto forma di salari, stipendi, interessi) e migliora le condizioni di vita di tutti i ceti.
  • La singola impresa incontra crisi (può comportarsi in due modi differenti, o uscirne attraverso una scelta strategica o fallire e lasciare il posto ad altre imprese).
  • Il sistema economico moderno che ha attraversato molte crisi e ne è sempre uscito.
  • Concetto di circolazione dei settori, settori interi entrano in crisi perché rimpiazzati da altri più moderni dal punto di vista tecnologico.
  • Circolazione delle élites: i ricchi ci sono sempre ma diversi nel tempo.

L'interesse per le scienze naturali

Nel 1870, a causa della Rivoluzione industriale e delle innovazioni, si diffonde un maggior interesse per le scienze naturali, si trasla inoltre sul piano scientifico anche lo studio della filosofia e alle scuole storiche si sostituisce lo scientismo, il quale ritiene fondatore soprattutto le scienze naturali e il loro metodo; il valore esaustivo della matematica. Tendenza che si sviluppa del 800 e diviene a tratti dominante. L'insieme di scienze naturali e valore della ragion matematica dà vita al matematismo, un'importante tendenza di tale disciplina scelta di esprimere la relazione fra gli operatori economici tramite lo strumento matematico depurandole dalla complessità del reale. Ciò richiede iper-semplificazioni.

Lo scientismo si applicò così anche alle scienze sociali, il primo propositore fu Williams S. Jevons il quale sosteneva che l'Economia...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federica.ube di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Canziani Arnaldo.
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