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Economia aziendale

Appunti di economia aziendale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Fina dell’università degli Studi di Torino - Unito, Facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e culture per il turismo. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Economia aziendale docente Prof. L. Fina

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3. Variabile Promozione, pubblicità(comunicazione):

La comunicazione nel marketing = fattore determinante =>di solito affiddato a Agenzia di Pub.

*​

Comunicazione del prodotto​

=>messaggio a clientela: qualità, caratteristiche del prodotto stesso

*​

Comunicazione dell'azienda​

=>messaggio a clientela: per ri cordare azienda, come garanzia di qualità, valori,... (es:

auguri di Natale)

­​

Promozione​

: attività dell'azienda che punta su iniziative(sconti, raccolte punti, omaggi,...) che mirano a far

conoscere un prodotto e aumentarne le vendite.

­​

Sponsorizzazione:​

legarsi a eventi sportivi, culturali,... per far conoscere indirettamente il proprio marchio.

­​

Pubblicità​

: far conoscere azienda e prodotto con i canali informativi.

NB: pubblicità comparativa sempre più disciplinata: si puo fare su dati e obbiettivi cesplicitati e verificabili(la nostra

acqua ha il piu alto tassi di sodio...)

4. Variabile Distribuzione, punti vendita (Placement):

=>come il prodotto arriva al consumatore finale (canali, strumenti,...)

La scelta del canale distributivo dipende dal prodotto (esclusivo, selettivo, o di massa,...)

(Es:franchising: vende solo prodotti del franchisor che è sinonimo di qualità)

*​

Canale diretto: tecniche che implicano un rapporto diretto tra azienda e cliente: punti vendita, e­commerce, vendita

porta a porta,...(olio carli, folletto, bofrost)

*​

Canale corto, breve​

: prevede l'intermediazione del dettagliante.

­piccolo dettaglio: commerciante, boteghe, negozi alimentari,...

­grande dettaglio: supermercati, ipermercati,...

*​

Canale lungo:​

inteermediazione del grossista (che implica anche il dettagliante)

=>acquista grandi quantità di prodotti per conto proprio e poi li colloqua sul mercato al dettaglio.

Vantaggio​

: acquisto a prezzo più basso poichè grandi quantità=>profitto nel rivendere al dettaglio

5. Variabile Personale:

=>sopratutto aziende di servizi: in cui personale ha un peso maggiore rispetto a attrezzatura, macchinari,...=>sono

loro che determinano la qualità e il valore dell'azienda (con capacità comunicative, relazionali, caratteriali,...)

Casi aziendali che seguono la politica di differenziazzione​

(libro p 19 a 26)

=>che puntono l'attività aziendale su più prodotti (non solo 1)

= Marketing differenziato:​

ampliare la gama di prodotti per non rimanere vincolato al risultato di un unico prodotto.

≠ Markeeting indifferenziato:​

1 elemento trainante dell?azienda sul quale punta tutta la sua attività.

NB: anche se diversi prodotti: 1 trainante (cocacola)

*Caso Illyssimo: Politica differenziata

Oltre a produzione di caffè, anche coffee shop per valorizzare il marchio differenziando l'attenzione su diversi

servizi(non solo produzione di caffè classico)

es: accordo con coca­cola per lattina di caffè freddo : Illy: immagine e qualità prodotto

Coca­ccola: distribuzione

*Caso Loacker: Politica differenziata+autonoma

Crede nei suoi prodotti genuini, legati al territtorio, di qualità=>da non 'mischiare' ad altre aziende.

=>Il caso parla della gestione aziendale: la famiglia controlla al 100% azienda (impresa familiare)

=>soggetto giuridico e economico?(esame)

Rifiuta le proposte di altre aziende di comprare quote.

=>per loro il personale e il loro benessere è importante: risorsa importante a cui prestare atenzione (condizioni e

ambiente di lavoro) =>chiamati 'collaboratori', sistema di navetta per raggiungere l'azienda non comodamente

accessibile.

*Caso Galbusera: Marketing differenziato p 22

=>Azienda ha investito in ricerca e innovazione per garantire le caratteristiche del prodotto(alta qualità, prodotti sani,

per il benessere, senza glutine,...)

*Caso Lorisia

=>attenzione particolare al confezionamento (variabile prodotto): imbottigliamento in plastica che possa conservare

meglio e piu a lungo l'acqua.

=>accordo con altre aziende per Chinotto e Gassosa di qualità (naturali)

*Caso Lavazza p 26

=>Variabile comunicazione: punta su pubblicità di effetto

­Tendenza a innovazione: ­anni '50: caffè sotto vuoto: rivoluzione nella conservazione del caffè

­anni '90: caffè in cialda: possibilità di bere il caffè come al bar a casa e

lavoro: nuova filiera aziendale per elemento innovativo

. ​

­​

Benetton:usa la pubblicità per far sapere la propria responsabilità sociale Promuove attività e iniziative di lavoro in Africa: grazie a

microcredito=> pub non porta su prodotto ma sulle azioni dell' azienda

*Adesione delle imprese:

=>non obbligate a aderrire MA se lo fanno: obbligo di rispettare i principi(controlli e verifiche)

L'adesione permette di acquisire numeri di certificazioni che indicamo la resonsabilità sociale che dichiarano che

azienda cerca di promuovere iniziative per tutelare i lavoratori, contraria a lavoro minorile, rispetta norme di

sicurezza, garantisce diritti sindacali, basso inpatto ambientale, utilizzo di materiali non nocivi,...(SA8000, ISO

14000, ISO 9000,...)

*Strumenti a disposizione delle aziende:

­Ricerca di ottenimento delle certificazioni

­Dichiarazione del codice etico​

o della​

carta dei valori​

dove esplicitano i loro comportamenti per la responsabilità

sociale (comunicato scritto formale: deve mantenere la parola data)

­Bilanci sociali o ambientali: non obbligato =>pubblicato assieme a bilancio tradizionale

Vengono evidenziati gli sforzi e gli oneri che l'azienda ha sostenuto per conseguire risultati.

STRATEGIE E DINAMICHE AZIENDALI

CAPITOLO 1

La GESTIONE AZIENDALE richiede delle strategie per raggiungere gli obiettivi fissati. Gli obiettivi più

importanti sono:

• Posizione di mercato

• Soddisfare la clientela

• Essere competitivi

Le strategie più significative sono:

• Trovare i punti di forza dell’azienda (competenze, superiorità tecnologica, prodotti innovativi, risorse umane

(ogni persona ha del potenziale di energia che può essere usato per realizzare: flessibilità, produttività e

qualità), marchio forte.

• Trovare i punti di debolezza per colmare i suoi divari rispetto alla concorrenza

• Presentazione della situazione dell’azienda + analisi del contesto in cui opera = strategia vincente che crea

valore.

Altre volte l’azienda è a rischio, cioè vi è la possibilità che non si generi sufficiente valore e quindi bisogna limitarla.

​ ​

→ →

Ogni impresa ha una forte valenza sociale con effetti sia positivi sia negativi responsabilità sociale l’azienda

come protagonista culturale essenziale alla formazione delle persone e dei territori alleanza tra gli imprenditori e il

​ ​

settore culturale. La valorizzazione della cultura è considerato un asset competitivo gli investimenti in cultura

​ ​

danno visibilità al marchio e aumento di vendite si contribuisce alla valorizzazione del patrimonio locale culturale.

Soggetto aziendale: colui che elabora il programma imprenditoriale e apporta mezzi per realizzarlo; l’impresa ha

come obiettivo la creazione di valore durevole nel tempo. I soggetti aziendali sono due:

• Soggetto giuridico: colui che risponde per le aziende della società; è una persona fisica per le aziende

individuali, è una persona giuridica per quelle collettive. Le aziende collettive si dividono in: società di

persone (a nome collettivo, in accomandita semplice) e società di capitali (per azioni, a responsabilità limitata

e in accomandita per azioni).

• Soggetto economico: colui che gestisce l’azienda e che deve trovare la maniera per neutralizzare il rischio

economico. ​ ​

Analisi del contesto economico (1) in cui un’impresa opera​ i cui cambiamenti ridefiniscono culturalmente

l’​

ORIENTAMENTO STRATEGICO (2) fissazione di obiettivi da perseguire e definizione di esso; (3)

individuazione di un piano (risorse, azioni) idoneo a realizzarlo. Le strategie possono essere di:

• Consolidamento: quando non bisogna modificare l’indirizzo strategico di fondo; si mantiene competitività

modificando: metodi di produzione, sistemi di vendita e sistemi di distribuzione.

• Sviluppo: quando si vuole riconsiderare l’orientamento strategico di fondo; modificano tutta l’organizzazione

​ ​

(riduzione delle attività aziendali) dell’impresa produzione: verticalizzata: accentrare tutte le fasi necessarie

per produrre il bene/servizio; esternalizzata (outsourcing): affidare all’esterno alcune fasi non ritenute

strategiche​ modalità condivisa da più aziende legate tra loro, cosicché ogni azienda si specializza in

qualcosa e si diminuiscono i costi di produzione.

STRATEGIE DI MARKETING​

: sono la ricerca di una posizione competitiva in un certo settore produttivo.

L’impresa deve individuare correttamente: prodotti, clienti e concorrenza e la combinazione alle scelte relative a

questi costituisce il nucleo della strategia, che può essere:

• Marketing indifferenziato

• Marketing differenziato

• Strategia della leadership di costo.

L’impresa ha lo scopo di produrre beni/servizi e nel farlo entra a contatto con la concorrenza; di fronte a questa può

attuare scelte di orientamento al:

• Prodotto: c’è scarsità di offerta di beni rispetto alla domanda, bisogna tenere sotto controllo l’efficienza della

produzione, capacità di proporre prezzi inferiori alla concorrenza.

• Marketing: cerca un equilibrio tra identità aziendale ed esigenze di mercato. Visto che la domanda è molto

variabile, l’azione dell’impresa deve essere flessibile. Il marketing può essere: strategico pensa alla

sopravvivenza e crescita dell’impresa a lungo termine, definisce le linee guida di comportamento dell’impresa

da cui discendono le scelte di carattere più operativo; operativo.

MARKETING MIX​

: sono le azioni volte ad ottenere fiducia, soddisfazione e fedeltà del cliente, basate su: prodotto,

prezzo, promo, distribuzione.

1. tutto ciò che un’impresa offre ad un mercato per soddisfare bisogni del consumatore;

2. è il fattore che determina il posizionamento del prodotto, è la leva per catturare l’attenzione del cliente,

la politica del prezzo può inseguire diversi obiettivi di, PENETRAZIONE SUL MERCATO (con

prezzo basso per stimolare la domanda); SCREMATURA (se il prodotto ha grande valore si alza il

prezzo); PROMOZIONE (di alcuni prodotti con prezzi vantaggiosi); PREZZI MULTIPLI (per uno

stesso prodotto a seconda di dove viene venduto (negozi di lusso o supermercati) e l’eleganza delle

confezioni;

3. serve a cercare di convincere i potenziali clienti ad acquistare. L’impresa sviluppa un messaggio e lo

invia al target tramite leve comunicative quali: PUBBLICITA’( di prodotto, istituzionale​ deve

rafforzare l’immagine di un’impresa), ATTIVITA’ PROMOZIONALE (offre ai consumatori vantaggi

extra rispetto alle normali condizioni di vendita); RELAZIONI ESTERNE (sponsorizzazioni e

pubbliche relazioni​ per far conoscere l’impresa e rafforzarne l’immagine);

4. scelte che si compiono per raggiungere determinati obiettivi di vendita (canali di distribuzione,

numero/tipo). Passaggio dai magazzini dal produttore al consumatore finale: CANALE DIRETTO

​ ​ ​ ​

→ → →

(produttore consumatore); CANALE CORTO (produttore dettagliante consumatore);

​ ​ ​ ​ ​ ​

→ → →

CANALE LUNGO (produttore grossista dettagliante consumatore).

IL BRAND COME ASSET AZIENDALE la marca/brand rappresenta un asset aziendale perché: la sua funzione

è quella di attrarre la domanda e consolidarla rispetto alla concorrenza; come anche i beni strumentali e know­how;

l’importanza del marchio è cresciuta ancora con Internet​ la sua percezione muta il comportamento dei consumatori

→​

l’acquirente comora tanto il brand quanto l’oggetto. Ogni impresa può possedere più marche:

• strategia di brand stretching ossia estensione a prodotti diversi da quelli originari (Benetton

prima produce vestiario poi anche zaini…): pro​ si stabilisce un rapporto

consumatore/marchio indipendentemente dal prodotto; contro​ se il prodotto nuovo non piace,

il giudizio negativo si può estendere a tutti i prodotti del marchio. L’acquisto non sarà casuale e

sporadico, ma ripetitivo creando un legame di fidelizzazione con il cliente.

ECONOMIA ED ETICA DELLA RESPONSABILITA’​

: nasce il concetto di responsabilità sociale d’impresa in

un’ottica di sviluppo sostenibile, per arginare fenomeni quali: reati ecologici, non rispetto delle norme sanitarie e di

sicurezza sul lavoro, discriminazione razziale/sessuale, speculazione, pubblicità menzognera, sostegno a governi

corrotti, sfruttamento del lavoro minorile. Variabili sociali tra le info che le imprese devono fornire al pubblico e

​ ​

→ →

investitori. L’impresa deve coniugare due tipi di interessi: profittabilità​ stakeholders​ azionisti che hanno investito

i loro capitali nell’impresa, sono esclusivamente interessati alla redditività dell’impresa economica; altri

​ ​

→ →

interessi​ stakeholders​ chi entra in relazione con l’impresa ma ha interessi distinti: rilevante dimensione sociale:

comunità locali, dipendenti, consumatori, fornitori, banche… essi chiedono di contribuire al benessere collettivo

positivamente e al miglioramento della qualità della vita, senza il loro supporto l’attività cesserebbe di esistere​ le

loro richieste non possono essere ignorate.

Il comportamento delle imprese può assumere due configurazioni morali:

• agiscono per il proprio esclusivo tornaconto economico;

• →

adottano un’etica detta della responsabilità​ contrapposta all’etica della convinzione che segue

i propri valori senza considerare le possibili conseguenze; fondamentale per moralizzare

comportamenti imprenditoriali altrimenti volti a egoismo e cinismo​ utile fattore di crescita

per l’impresa e per la società: etica ed economica, quest’ultima può assicurare dei benefici

economici: nuovi clienti/mercati; vantaggi di immagine; benefici fiscali dello Stato;

sovvenzioni; maggiore maturazione del personale dipendente aumento dei profitti. Tra i due

fattore nasce una relazione tra: impegno sociale e ritorno economico: un’impresa socialmente

responsabile gode di alcuni vantaggi: facilità a reperire/conservare il personale; attenua i rischi

d’immagine (e non solo) causati da eventuali incidenti ambientali e corruzione, scandali; nel

campo del marketing l’azienda guadagna punti rispetto alla concorrenza agli occhi del

pubblico; libertà operativa​ creano un’immagine positiva agli occhi dei pubblici poteri che

non romperanno con costruzioni/limitazioni; immagine: l’impegno in un settore distrae

l’attenzione da attività più importanti ma morali.

INVESTIRE IN CULTURA​

: l’azienda come un sistema che si propone di:

• conseguire un profitto ​

• →

essere innovativo + responsabile e integrarsi nel sistema economico sociale la cultura d’impresa deve

concentrarsi sullo sviluppo dell’azienda​ impresa come protagonista della produzione culturale, è

un’istituzione economica in grado di influire nel contesto in cui agisce la storia delle imprese è

fondamentale per la formazione dell’identità dei territori e delle popolazioni, le varie culture d’impresa non

​ ​ ​

→ →

devono andare perse​ esigenza che parte particolarmente dall’interno alleanza tra imprese e settore

culturale​ è importante valorizzare la cultura come asset competitivo: garantisce ritorni come visibilità del

marchio; miglior rapporto con la clientela; aumento delle vendite.

CAPITOLO 2

​ ​ ​

La FINANZA ETICA morale assoluta (positiva) necessaria per la convivenza umana​ la finanza etica è

trasparente​ soci e risparmiatori partecipano alle scelte importanti dell’impresa. L’importanza della responsabilità

sociale ed ambientale. In passato il prestito era basato sulla fiducia della persona. Oggi ci si basa solo sul capitale così

le persone povere del Sud del mondo rimangono sempre tagliate fuori​ la FE pone di nuovo la persona al centro del

sistema creditizio​ per dare credito a tutti. In Italia la FE nasce con le MAG (mutua auto gestione), cooperative

finanziarie autogestite che raccolgono il risparmio tra propri soci per finanziare progetti con elevata utilità

sociale​ attività e servizi volti al miglioramento della qualità della vita di individui e ambiente. Nate tra la fine degli

anni ’70 e ’90, svolgono attività solo sul territorio dove sono nate​ esigenza di creare una banca che faccia a livello

nazionale quello che le MAG fanno a livello locale + i clienti chiedono di investire il proprio denaro in attività

​ ​

positive = associazione verso la banca etica (dicembre ’94) per creare una banca alternativa il mondo bancario

tradizionale si interessa, la clientela chiede prodotti di investimento con utilità sociale creazione di conti correnti

che prevedono la devoluzione di parte degli interessi a sostegno di progetti benefici​ creazione di fondi etici che

penalizzano le imprese che non rispettano la dignità dell’uomo o operano nel settore degli armamenti e che

sostengono imprese che tutelano l’ambiente e cercano di migliorare la qualità della vita.

​ ​

La finalità etica è un’idea di speculazione negativa MANIFESTO DELLA FINANZA ETICA E SOLIDA:

1. il credito è un diritto per tutti gli esseri umani​ impegno istituzionale e ideologico.

2. l’efficienza è una componente della responsabilità etica;

3. l’arrotondamento basato sul solo possesso di denaro non è ritenuto legittimo.

​ ​

→ →

Sostiene l’accesso al credito a tutte le fasce deboli​ tramite il microcredito​ consente un prestito fino a 25.000 € per

avviare attività lavorative e imprenditoriali, idee commerciali. L’obiettivo di ottenere un profitto non è più unico

(equità e redistribuzione) e anche incentivare altre forme di sviluppo sostenibile: agricoltura bio, energia rinnovabile,

rispetto dell’ambiente.

CAPITOLO 3 ​

IL PRODOTTO TURISTICO: beni e servizi in grado di soddisfare le esigenze del consumatore turista:

1. capacità di attrazione di una località: risorse naturali, culturali ed artistiche;

2. accessibilità di una località​ vie di accesso e infrastrutture come strade, autostrade, approdi turistici, mezzi;

3. strutture ricettive​ hotel, villaggi turistici, agriturismo, b&b…

​ ​

4. strutture accessorie teatri, cinema, parchi divertimento, sale giochi…

5. servizi di accoglienza e assistenza turistica;

6. servizi igienici e prodotti di consumo giornaliero. ​ ​

I prodotti turistici italiani più venduti sono: per la montagna invernale compete solo con l’Austria per attuare un

vantaggio competitivo si possono attuare alcune strategie: puntare sulla qualità dei prodotti e sull’ospitalità; il

viaggiatore deve sentirsi nel mezzo dei sapori e nelle tradizioni della località visitata​ prodotto turistico basato sulle

attrattive ed eccellenze locali che risulti coerente con l’identità del territorio stesso; valorizzare i punti di forza: una

delle maggiori attrazioni dell’Italia è la motivazione culturale: proporre la visita di cittadine minori, alla scoperta di

tesori inaspettati​ inserimento di piccoli hotel o b&b nei centri storici o nei dintorni. Chi viaggia per motivi culturali

tende ad immedesimarsi nella storia e nelle tradizioni locali (turista di terza età, alto livello culturale, in coppia o in

gruppo, no bimbi), le strutture devono rispettare e conservare lo stile del luogo o almeno provarci e proporre menù

con ricette del passato.

I prodotti più visitati sono:

• città d’arte (USA, India, Giappone)

• mare (USA, India, Giappone)

• siti archeologici (USA, India, Giappone)

• laghi (USA, Giappone)

• itinerari (USA, Giappone, India)

• montagna (USA)

• enogastronomia (USA)

• sport (USA)

• terme (USA)

• eventi (USA)

• turismo religioso (USA)

• business (USA, India)

• meeting (USA)

• turismi responsabile (USA)

RETE DI IMPRESE fanno parte della filiera turistica (strutture ricettive, trasporto, valorizzazione beni culturali

​ ​

→ →

presenti sul territorio)​ aggregazione di imprese che si accordano per regolare le loro relazioni​ mirano alla gestione

unitaria di attività come marketing, relazioni con tour operator e anche avere un controllo assiduo sulla qualità dei

servizi offerti dalle imprese associate. Consente alle aziende aggregate un vantaggio competitivo. Esistono 3 tipi di

ruoli: 1. architetto, sviluppa l’idea

2. operatore, esplicita il progetto e ricerca le aziende in grado di svilupparlo

3. garante, mantiene efficiente l’aggregazione, la sviluppa e potenzia ​

→​ →

deve creare sinergie tra le aziende operative e spirito di gruppo per evitare inefficienze e sprechi​ spreco di risorse

un po’ indebitabile perché il prodotto turistico non è un bene immagazzinabile.

Il TURISMO CHIAMA IN CAUSA L’ATTIVITA’ DI OPERATORI:

• →

pubblici: operano su più livelli​ nazionale (riguardo la politica turistica del potere); regionale/locale;

funzionale (settore dei trasporti, dei beni culturali, del territorio). Stato e organizzazioni locali​ si interessano

di creare occupazione e reddito, valorizzare il patrimonio naturalistico, storico e artistico​ creano

infrastrutture (ponti, strade, autostrade) per favorire scambi turistici e migliorare l’accessibilità del

territorio​ l’operatore pubblico ha interesse a sviluppare un settore di importanza strategica come il

turismo​ MARKETING TURISTICO (insieme di attività di progettazione, programmazione e strategie per

incentivare e garantire lo sviluppo turistico di un territorio)​ ha funzione di lucro, ma anche educativa e

formativa​ si sviluppa secondo tre filoni: tutela e valorizzazione dell’ambiente; sviluppo e riqualificazione

dell’offerta; promozione sul mercato nazionale e internazionale attraverso l’adozione di iniziative di

incentivazione della domanda; ​

• →

privati (albergatori, aziende di trasporto, agenzie di viaggio, associazioni culturali/ricreative)​ si occupano di

​ ​

→ →

dare impulso al comparto turistico. Alcuni di loro non perseguono obiettivi di lavoro​ non profit​ possono

assumere la forma di associazione, fondazione, cooperativa sociale e ente religioso.


PAGINE

49

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1.92 MB

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture per il turismo
SSD:
Docente: Fina Laura
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ariannas1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Fina Laura.

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