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Economia aziendale (2 modulo)

Conferimenti e capitale sociale

Quando facciamo un conferimento (ad esempio quando costituiamo un’azienda in cui immettiamo capitale per farla partire), conferiamo fattori produttivi (a lento o veloce ciclo di utilizzo). Normalmente le aziende pagano gli approvvigionamenti prima che riescano ad incassare qualcosa. Questi conferimenti si chiamano capitale sociale. Le riserve sono le variazioni di patrimonio proveniente da esercizi precedenti.

Il fatto che si registri in base ai documenti aiuta a suddividere due momenti collegati tra di loro, ma che si devono tenere lontani tra di loro. Quando acquistiamo un bene (ad es. una materia prima), riceviamo una fattura. Questa registra la data dell’acquisto. La fattura non attesta l’avvenuto pagamento, ma l’avvenuto cambiamento di proprietà della merce in questione. Il pagamento della fattura avverrà secondo varie modalità (per cassa, o con un assegno, un bonifico, un giroconto, ecc.) e verrà registrato con un altro documento. Nel momento in cui accetto di essere il proprietario del nuovo bene, sono giuridicamente obbligato a pagargli il bene ricevuto. La ricezione del bene e il momento di pagamento dello stesso sono separati. In questo frangente di tempo sono in debito verso il fornitore del bene fino al momento in cui lo pago.

Quando acquisto un bene a veloce ciclo di utilizzo, in prima approssimazione non pago. Il momento del pagamento e dell’acquisto sono collegati, ma sono momenti diversi. Il debito verso il fornitore è una passività. Quando però entra, il fattore produttivo non si registra. La materia prima per comodità non si registra. Si considera come già consumata, ma ho il documento che attesta il fatto che sono in debito con il fornitore al quale devo pagare il bene ricevuto. La riduzione di patrimonio netto non è legata al fatto che ho acquistato il bene, ma al fatto che esso è considerato come già consumato.

I costi vanno a sinistra perché sono una variazione di patrimonio netto. Registrando i fatti esterni (scambi tra il soggetto azienda e le economie terze), c’è sempre un do ut des. Si parla in questo caso di partita doppia. Tolgo dei soldi alla cassa (a destra nel mastrino), e registro a sinistra nel mastrino dei debiti verso fornitori la rispettiva diminuzione del debito verso il fornitore.

Possiamo però avere anche acquisti o vendite con pagamenti anticipati. Il fatto che paghiamo anticipatamente (ad es. un macchinario), va soltanto registrato come diminuzione di cassa. Finché non ci arriva il macchinario richiesto, siamo in credito verso il fornitore, a motivo dell’anticipo.

Il sistema competitivo

Si chiama settore il “luogo” in cui le aziende operano concorrenti tra di loro. Si tratta di aziende che hanno lo stesso obiettivo, ovvero soddisfare i bisogni dei portatori d’interesse. Le aziende tentano di rispondere ai bisogni dei clienti. Attraverso il modello di Porter si identificano i concorrenti in senso stretto, concorrenti che tentano di rispondere ad un bisogno con modalità simili. Altri concorrenti producono invece dei beni complementari. I settori sono dinamici come le aziende. Sono anche essi in continua evoluzione. È importante capire in che settore si è, le sue caratteristiche, prima ancora che l’azienda inizi ad operare, perché è l’ambiente in cui essa opererà. L’analisi di settore ci dice le regole generali che regolano quella “fetta” di business. Quest’analisi del settore è dinamica. Un settore deve impostare caratteristiche di flessibilità in modo da adattarsi alle eventuali fluttuazioni economiche del mercato, che inevitabilmente accadono (crescita – decrescita). Le dinamiche congiunturali richiedono flessioni di breve termine. Bisogna stare attenti però a non confondere le modifiche congiunturali con quelle strutturali, ovvero dinamiche che cambiano il settore per sempre. Sono dinamiche permanenti:

  • Ciclo di vita: ogni settore ha una sua vita. Bisogna capire in che fase della propria vita si trova il settore, prima di entrarci. La sua vita è divisa in quattro fasi: Introduzione – Sviluppo – Maturità – Declino.
  • Grado di concentrazione/frammentazione: bisogna capire se il settore è in una fase in cui si sta concentrando o frammentando. La frammentazione è legata anche ad una logica di maturità.
  • Grado di internalizzazione/esternalizzazione.
  • Grado di internazionalizzazione.
  • Ciclo di sostituzione.

Le strategie competitive di base (Porter)

  • Processes
  • Resources: decidere quale prodotto produrre con le risorse presenti.
  • Technologies: decidere con quali tecnologie e mezzi operare.

I competitor rispondono allo stesso bisogno, ma in modo diverso. Ognuno di questi adotta la sua strategia. Ad un’attenta analisi possiamo individuare diverse categorie di strategie.

Il costo del lavoro

Una persona lavora (dà all’azienda il suo tempo e i frutti del suo lavoro). L’azienda in questo caso ha in entrata i frutti del lavoro, ed in uscita i soldi per retribuirlo. Il lavoro è un fattore produttivo a veloce ciclo di utilizzo, e quindi si considera come già consumato. Se escono dei soldi, ma entra un fattore produttivo a lento ciclo di utilizzo, significa a livello di contabilità che escono soltanto i soldi dell’azienda.

Attorno al lavoro ci sono due questioni importanti:

  • Imposte (tasse) sul reddito. Il lavoro è fonte di reddito per la persona che lo percepisce. Questo compenso è soggetto a tassazione. Non rimane in tasca tutto il compenso, ma soltanto una parte.
  • Oneri sociali (contributi). In Italia c’è un sistema obbligatorio di accantonamento di soldi per due ragioni fondamentali:
    1. Assistenza
    2. Previdenza

Può succedere infatti che un lavoratore sia impedito (per varie ragioni) a lavorare. Non può però non guadagnare. Si è costituito uno stato di welfare per finanziare una certa cassa che possa ricompensare il lavoratore anche se impedito a lavorare. In Italia è obbligatorio versare contributi che saranno oggetto del calcolo della pensione in rapporto a ciò che ha versato. Un livello minimo di versamento per una minima pensione è però obbligatorio.

Le imposte le deve pagare chi prende i soldi. I contributi, che vanno pagati per far sì che il lavoratore possa avere un sostegno, sono invece in parte a carico del lavoratore, in parte a carico dell’azienda. Se il compenso lordo è di €2000 al mese, l’azienda deve pagare almeno il 30% in più per il lavoratore all’INPS in favore del lavoratore. Quando un’azienda contratta uno stipendio con una persona, sa che contratta una certa cifra e sa che dovrà aggiungere i contributi a suo carico legati obbligatoriamente a quello stipendio. In più il lavoratore, sempre per questi contributi, pagherà una fetta del suo stipendio. Circa il 10% di ciò che prende andrà versato all’INPS.

Se lo stipendio lordo è 10, i contributi a carico dell’azienda sono 3. Il costo per l’azienda sarà quindi 13. La persona percepisce 10, dal quale deve togliere i contributi (1) e le imposte (3). La persona prende 6, mentre all’azienda costa 13. L’Italia è il paese in cui è presente la maggior differenza tra quello che paga un’azienda e quello che percepisce un dipendente. Questo è ciò che si chiama cuneo fiscale. In Italia i governi hanno paura, vista l’evasione fiscale, di lasciare in mano ai singoli lavoratori la libertà del proprio stipendio. Se lascio lo stipendio lordo nelle mani del lavoratore, come faccio a sapere che questo pagherà i giusti tributi? È stato affidato alle aziende il compito di trattenere direttamente.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher federico.lanfranco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Colli Lanzi Stefano.
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