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La simulazione di Nelson-Winter è effettuata su cento periodi con

imprese che si dividono equamente tra innovative e imitative.

Dalle simulazioni in parola risulta che:

• un più elevato livello di produttività nel periodo finale e un più

elevato rapporto tra produttività media dell’industria e indice di

produttività latente3 caratterizzano le industrie più concentrate. Soprattutto quando l’imitazione è di facile realizzazione le

imprese

si presentano molto simili tra loro;

• le differenze nei livelli di produttività tra le imprese che decidono

di innovare e quelle che decidono di imitare si presentano

più marcate in caso di elevata numerosità delle imprese;

• sulla base delle considerazioni fatte Nelson e Winter individuano

come fattori decisivi per la definizione della struttura

dell’industria: il tasso di crescita della produttività latente, la difficoltà

di imitazione, la variabilità dei risultati dell’innovazione

d’impresa e l’agressività delle politiche d’investimento;

• la concentrazione industriale è positivamente correlata con strategie

aggressive, con elevati tassi di crescita della produttività

latente, con elevate difficoltà ad imitare, con elevata variabilità

dei risultati dell’imitazione. Nel complesso la probabilità di generare

innovazione è proporzionale al capitale investito nel processo.

Per tale motivo, a parità di strategia, un’impresa di maggiori

dimensioni, con maggiori opportunità d’investimento, riesce

ad ottenere migliori livelli innovativi e ad avere maggiore

cosa sono le simulazioni Nelson-Winter? produttività.

Mj=e/(e-Sj)

Mj = mark-up dell’impresa j(funzione crescente di Sj, e);

S j = quota di mercato dell’impresa;

come si determina il markup? E = elasticità della domanda percepita dall’impresa.

I modelli Nelson-Winter presuppongono l’esistenza di imprese con

razionalità limitata, che agiscono in conformità a routine, nel senso

prima definito.

L’ipotesi di base è quella della produzione monoprodotto, con

pieno utilizzo della capacità produttiva, e tecniche produttive a coefficienti

quali sono le ipotesi di base dei modelli Nelson-Winter? fissi.

I modelli history-friendly sono una nuova generazione di modelli

evolutivi che cercano di superare l’eccessiva stilizzazione presente in

quelli di prima generazione di cui si è parlato nel paragrafo precedente.

Tali modelli sono un device tecnico per collocare le teorie in un

contesto empirico necessario per testare la coerenza della teoria e per

sviluppare simulazioni con valore predittivo.

Sono modelli specifici per ogni settore indagato e prendono in considerazione

fatti rilevanti, evidenziati dall’analisi storica di una specifica

industria: i mutamenti che interessano il settore analizzato sono valutati

sulla base delle informazioni empiriche disponi bili. In altre parole, il modello

cosa sono i modelli history-friendly è costruito sulle informazioni dello sviluppo passato del settore.

La conoscenza, infatti, presenta il carattere della non rivalità, ossia

il possibile utilizzo contemporaneo da parte di più soggetti senza che

ciò ne infici l’utilità, e la non escludibilità, cioè l’impossibilità di interdirne

il consumo ad un soggetto. Inoltre, la conoscenza, ha un elevato

costo fisso di realizzazione, ma un costo pressoché nullo di riproduzione.

La conseguenza di questi caratteri specifici del bene conoscenza è

quali caratteri presenta il bene conoscenza? che il mercato della stessa si presenta imperfetto, o addirittura inesistente.

Secondo la teoria evolutiva il cambiamento, e quindi l’innovazione,

hanno come elemento di base la conoscenza, cioè la comprensione di un’informazione, la sua elaborazione e il suo

apprendimento. In particolare

quest’ultimo permette di fornire nuove chiavi di lettura di problemi

e contesti, sfruttando opportunità e competenze. In quest’ottica

ogni impresa esprime una propria “conoscenza” specifica, data dalla

storia dell’unità produttiva e dal contesto in cui opera, e questa non si

che relazione esiste tra conoscenza e innovazione? diffonde facilmente, se non nei tratti comuni a tutte le imprese.

La produzione di conoscenza, quindi, rappresenta un classico caso

di fallimento del mercato; gli scambi di questo bene non possono organizzarsi

secondo i consueti meccanismi di mercato, ma è necessario

perchè nell'ambito della conoscenza emergono fallimenti del mercato? l’intervento di un soggetto terzo, lo Stato, che compensi tale fallimento

"La produzione di conoscenza, quindi, rappresenta un classico caso

di fallimento del mercato; gli scambi di questo bene non possono organizzarsi

secondo i consueti meccanismi di mercato, ma è necessario

perchè si ritiene necessario l'intervento dello Stato nel mercato della conoscenza? l’intervento di un soggetto terzo, lo Stato, che compensi tale fallimento"

L’acquisizione della conoscenza avviene per gran parte attraverso

il lavoro della comunità scientifica, in cui vigono regole parzialmente

diverse rispetto al mercato. La comunità scientifica è alimentata da

meccanismi d’incentivo di natura non solo, e specificamente, economica

e questo porta alla diffusione dei risultati delle ricerche, piuttosto

che alla protezione da imitazioni.

In definitiva, nell’ambito della comunità scientifica l’investimento

per acquisire conoscenza non è dominato dalla necessità di trarne profitto

economico. Per questo motivo appare rilevante il mantenimento

di una componente pubblica nel sostegno alla ricerca accanto all’investimento

privato.

quali regole vigono nell'ambito della comunità scientifica che produce conoscenza? il sistema pubblico può avere incentivi a mantenere in

essere ricerche anche in ambiti di dubbio esito, perché tale sistema attribuisce

un elevato valore sociale alla raccolta d’informazioni finalizzate

a valutare le possibilità di ogni settore economico. In questo modo

il sistema pubblico ha un maggiore incentivo a sostenere gli oneri di

ricerca connessi a progetti non economicamente profittevoli nel breve

periodo.

Secondo quest’assunto le imprese non hanno incentivo ad investire

sui giovani ricercatori che non garantiscono certezza di risultato, mentre

il settore pubblico può permettersi di affrontare il maggior rischio

quali vantaggi presenta il sistema pubblico della ricerca in tema di ampiezza della stessa? di assegnare fondi a ricercatori e spunti di ricerca acerbi ma promettenti

Il notevole divario individuabile tra incentivi pubblici e privati alla

produzione di conoscenza deriva dai caratteri di trasferibilità, non appropriabilità

non rivalità e incertezza dei risultati di questo particolare

asset immateriale.

A differenza delle altre attività produttive ed economiche in genere,

che presentano un grado di rischio per cui è individuabile a priori lo

spazio degli eventi, per la produzione di conoscenza ci troviamo di

fronte ad un’incertezza più radicale, non potendosi individuare né possibili

risultati attesi né la probabilità che questi hanno di verificarsi5.

Per questi motivi si ritiene che sia necessario mantenere varietà nei

sentieri di sviluppo della conoscenza, in modo da indagare tutte le possibili,

anche se non prevedibili, fonti di nuove conoscenze. Consapevoli

di ciò ci troviamo a fronteggiare e gestire un’attività che richiede

quali sono le ragioni del divario tra sistema pubblico e privato in termini di incentivo alla produzione di una programmazione di lungo periodo e che, nel breve periodo, spesso

conoscenza? non permette di ottenere risultati o di individuare esiti possibili.

cosa sono le competenze nell'ottica evolutiva? un modo per utilizzare le conoscenze

tecnologia-informazione, se non è limitata da un brevetto o tenuta

segreta è liberamente disponibile e si diffonde con facilità,

quindi nel momento in cui si rende nota o si svela perde di valore1.

In questo caso l’innovazione non trova sufficiente incentivo

se vi è scarsa appropriabilità, e scarsa possibilità di individuarne

a priori la profittabilità;

• tecnologia-conoscenza, la conoscenza è comprensione, assimilazione

d’informazioni elaborate. Per questo motivo il processo di

conoscenza è idiosincratico per ogni impresa e la diffusione della

conoscenza non avviene liberamente e in modo automatico: inoltre,

più la conoscenza è specifica, tacita, difficilmente codificabile,

non osservabile e complessa e più ne è difficile lo scambio.

La conoscenza tacita è molto importante per l’innovazione, poiché

non è divulgata, ma si sviluppa con l’esperienza e le relazioni

fra soggetti. L’apprendimento interessa processi di acquisizione e

accumulazione di conoscenza che le imprese ottengono attraverso

Definire, secondo l’approccio schumpeteriano, il concetto di tecnologia-informazione e tecnologia conoscenza l’organizzazione di ricerca, produzione e marketing.

L’impresa innovativa, nell’ottica evolutiva, è un organismo che

fonda la sua esistenza e la sua forza sulla conoscenza, sull’apprendimento

e sulle competenze acquisite, che sviluppa innovazione e produce

in ambienti incerti e in continua evoluzione. L’organismo in parola

è dotato di competenze specifiche, incorporate nelle routine.

In definitiva l’innovazione viene realizzata sulla base dell’esistenza

Cosa si intende per impresa innovativa nell'ottica evolutiva e del funzionamento di tre motori: conoscenza, apprendimento e competenze.

• learnign by doing, innovazione e progresso come risultato del

“fare”, della familiarità con una tecnica o con una lavorazione

che determina apprendimento. Riguarda processi interni d’impresa,

e deriva dall’accumulazione delle conoscenze tramite

esperienza, legato all’attività produttiva, di commercializzazione,

di soluzione dei problemi. È una forma di apprendimento

spontaneo, in cui le conoscenze scaturiscono dalla normale attività

di impresa, senza che quest’ultima si attivi volontariamente

per acquisirle;

• learning by searching, che deriva da attività interne all’impresa

finalizzate alla realizzazione di conoscenza, come l’organizzazione

di un settore R&S;

• learning by using, è una metodologia di apprendimento che si sviluppa,

spontaneamente, all’interno dell’impresa, attraverso l’utilizzo

di determinate tecniche produttive, di macchinari, di risorse.

Attraverso questa forma di apprendimento si migliorano i beni di

produzione in modo incrementale attraverso l’esperienza d’uso: in quest’ambito un ruolo essenziale è svolto dagli operatori

tecnici

che per primi rilevano inefficienze o potenziali miglioramenti di

un impianto;

• learning by interacting, determinato dall’internalizzazione della

conoscenza generata attraverso l’interazione e le relazioni con

altri soggetti, come fornitori e clienti, accumulando un patrimonio

di conoscenza comune specifica. Sono meccanismi di apprendimento

deliberato: spesso si fondano sulla realizzazione di

organizzazioni reticolari che assicurano relazioni stabili;

• learning by monitoring, che deriva dal monitoraggio e aggiornamento

sui progressi scientifici e che può derivare anche dalla

quali sono in dottrina i tipi di apprendimento conosciuti? collaborazione con altre imprese.

learning by interacting, determinato dall’internalizzazione della

conoscenza generata attraverso l’interazione e le relazioni con

altri soggetti, come fornitori e clienti, accumulando un patrimonio

di conoscenza comune specifica. Sono meccanismi di apprendimento

deliberato: spesso si fondano sulla realizzazione di

illustrare il learning by interacting organizzazioni reticolari che assicurano relazioni stabili;

learnign by doing, innovazione e progresso come risultato del

“fare”, della familiarità con una tecnica o con una lavorazione

che determina apprendimento. Riguarda processi interni d’impresa,

e deriva dall’accumulazione delle conoscenze tramite

esperienza, legato all’attività produttiva, di commercializzazione,

di soluzione dei problemi. È una forma di apprendimento

spontaneo, in cui le conoscenze scaturiscono dalla normale attività

di impresa, senza che quest’ultima si attivi volontariamente

illustrare il learning by doing per acquisirle;

learning by searching, che deriva da attività interne all’impresa

finalizzate alla realizzazione di conoscenza, come l’organizzazione

illustrare il learning by searching di un settore R&S;

learning by using, è una metodologia di apprendimento che si sviluppa,

spontaneamente, all’interno dell’impresa, attraverso l’utilizzo

di determinate tecniche produttive, di macchinari, di risorse.

Attraverso questa forma di apprendimento si migliorano i beni di

produzione in modo incrementale attraverso l’esperienza d’uso: in quest’ambito un ruolo essenziale è svolto dagli operatori

tecnici

che per primi rilevano inefficienze o potenziali miglioramenti di

illustrare il learning by using un impianto;

learning by monitoring, che deriva dal monitoraggio e aggiornamento

sui progressi scientifici e che può derivare anche dalla

illustrare il learning by monitoring collaborazione con altre imprese.

inizia a parlare

d’impesa come organismo che apprende, sottolineando l’importanza

dei meccanismi attraverso cui il sistema di competenze, conoscenze

e capacità dell’impresa viene modificato e innovato. A questo

proposito di parla di learning organization, definita come «organizzazione

dotata di skills necessarie per creare, acquisire e trasferire conoscenze

e per modificare il proprio comportamento in modo da rispecchiare

Cosa sostiene Senge a proposito dell’impresa? la nuova conoscenza e le nuove intuizioni di fondo»2.

dimensione organizzativa, poiché le competenze integrano elementi

complementari, talvolta mutuati da organizzazioni esterne

all’impresa stessa. Le competenze che un’impresa possiede sono

di tipo funzionale, organizzativo, strategico e adattivo. Le capacità

funzionali sono specifiche della funzione che l’impresa ha sul

mercato e, quindi dei prodotti che realizza e dei mercati che occupa;

le capacità organizzative mirano al coordinamento delle attività

all’interno dell’impresa, in modo da sfruttare le eventuali

sinergie che migliorano l’efficacia dell’agire. Le capacità strategiche

riguardano la possibilità di sviluppare azioni che permettano

di difendere le posizioni occupate e di cogliere le opportunità

che il mercato, e il sistema economico nel complesso, possono

offrire. In ultimo, la capacità di adattamento permette all’impresa

di acquisire esperienza dagli eventi di cui è protagonista, in modo

da reagire prontamente alle modificazioni che intervengono

cosa si intende per dimensione organizzativa delle competenze? nell’ambiente in cui opera.

dimensione contestuale, le competenze sono frutto di determinati

contesti tecnologici, produttivi e di mercato. Nella competizione

definita da Schumpeter sono rilevanti i contesti tecnologici,

dell’architettura di prodotto e di domanda, della definizione

delle competenze. Il contesto tecnologico, nel caso di rapidi

cambiamenti, mette l’impresa di fronte a scelte difficili che richiedono

capacità innovativa nei metodi decisionali e di analisi

dei problemi. Per quanto riguarda l’architettura di prodotto,

spesso vengono ‘distrutte’ competenze d’impresa attraverso una

modifica di tale architettura, attraverso cambiamenti nella combinazione

degli elementi. Talvolta questo porta alla creazione di

nuove forme di mercato o all’emergere di nuove imprese, più

rapide nell’apprendere il cambiamento rispetto alle imprese già

presenti. Alcuni degli studi più evoluti in materia ci dicono che

solo le innovazioni incrementali permettono di rendere più efficaci

le conoscenze e le tecnologie conosciute, mentre le innovazioni

architetturali creano discontinuità ed effetti anche sul modulo

relazionale dell’impresa. Ricordiamo a questo proposito

che Henderson e Clarck nel classificare le varie tipologie d’innovazioni

accanto alla nota distinzione tra innovazione radicale

e innovazione incrementale, introducono la dicotomia innovazione

modulare e innovazione architetturale. Le innovazioni modulari

riguardano solo le parti componenti del prodotto, mentre

quelle architetturali riguardano il cambiamento dei sistemi d’interfaccia

delle diverse componenti. Le innovazioni architetturali

sono un fenomeno meno invasivo rispetto al mutamento delle

conoscenze specifiche, ma possono avere impatti anche molto

importanti, soprattutto perché spesso sono ignorate dalle imprese.

In effetti, le conoscenze architetturali tendono ad essere

radicate nella struttura ed è difficile individuarne il processo di

cosa si intende per dimensione contestuale delle competenze? obsolescenza.

dimensione inerziale: le competenze e l’apprendimento tendono

a distribuirsi intorno alle competenze esistenti, manifestando

una sorta di resistenza alla novità. Le imprese sono restie ad intraprendere

percorsi sconosciuti, quindi rischiosi, e tendono a

focalizzare lo sforzo di conoscenza e di apprendimento verso

sentieri già noti. A questo proposito si parla di “trappola delle

competenze”, che conducono imprese di successo a sclerotizzare

i propri percorsi di crescita, trasformando punti di forza in punti

di debolezza, che ostacolano o rendono difficoltoso il cambiamento

tecnologico. In altre parole, le imprese che hanno questa

resistenza mancano di capacità di adattamento perché il feedback

che ricevono dall’applicazione delle routine ormani consolidate è positivo, e ciò le rende sospettose rispetto all’esplorazione

di campi di apprendimento nuovi; ma ciò può rappresentare

una notevole minaccia, soprattutto perché limita lo sviluppo

dell’impresa all’ambito in cui è nata, e perché può determinarne

cosa si intende pre dimensione inerziale delle competenze? l’uscita dal mercato in caso di cambiamenti rapidi;

opera attraverso routine, protocolli e procedure, spesso non formalizzati,

anche se non spontanei, legati a specifici ambiti di azione della

singola impresa.

Le capacità d’integrazione sono essenziali: a niente serve l’informazione,

l’apprendimento e la conoscenza se questo sapere non è integrato

a livello di sistema complessivo, in modo da sfruttare le eventuali

come opera il coordinamento delle competenze? sinergie.

Le capacità strategiche

riguardano la possibilità di sviluppare azioni che permettano

di difendere le posizioni occupate e di cogliere le opportunità

che il mercato, e il sistema economico nel complesso, possono

cosa si intende per capacità strategiche dell'impresa? offrire. In

a capacità di adattamento permette all’impresa

di acquisire esperienza dagli eventi di cui è protagonista, in modo

da reagire prontamente alle modificazioni che intervengono

cosa si intende per capacità adattiva dell'impresa? nell’ambiente in cui opera.

Le innovazioni modulari

riguardano solo le parti componenti del prodotto, mentre

quelle architetturali riguardano il cambiamento dei sistemi d’interfaccia

delle diverse componenti. Le innovazioni architetturali

sono un fenomeno meno invasivo rispetto al mutamento delle

conoscenze specifiche, ma possono avere impatti anche molto

importanti, soprattutto perché spesso sono ignorate dalle imprese.

In effetti, le conoscenze architetturali tendono ad essere

radicate nella struttura ed è difficile individuarne il processo di

che differenza esiste tra innovazioni modulari e innovazioni architetturali obsolescenza.

Nell’approccio evolutivo si ritiene che la struttura organizzativa più

efficace sia quella che prevede un decentramento nella creazione della

conoscenza, con una centralizzazione nella condivisione e integrazione

Quale è la migliore struttura organizzativa secondo l’approccio evolutivo? delle informazioni disponibili.

Nel caso in cui l’impresa si trovi ad operare in un ambiente stabile,

con pochi e prevedibili mutamenti di scenario, o, al contrario con forti

elementi d’incertezza e con cambiamenti drastici che interessano l’ambiente

di riferimento, la struttura gerarchica, con l’accentuazione della

In quali casi la struttura organizzativa gerarchica è la migliore per l’impresa? specializzazione, è la miglior struttura organizzativa possibile.

Nel caso in cui l’ambiente si caratterizzi per cambiamenti

continui, ma non drastici, il coordinamento orizzontale permette una

In quali casi è da preferire il coordinamento orizzontale? migliore condivisione delle informazioni

In caso di lento apprendimento, quindi stabilità nella conoscenza e

complemetarietà negli asset, le imprese sono incentivate a procedere

verso l’integrazione verticale, soprattutto dove vi siano dei bassi indici

di appropriabilità dell’innovazione.

L’integrazione verticale è anche favorita dalla necessità di coordinare

competenze complementari nello sviluppo delle innovazioni. Questa

esigenza è particolarmente sentita quando il processo tecnologico è

molto rapido: se non esistono capacità esterne, o sono particolarmente

costose o generiche rispetto alle specifiche necessità d’impresa, questa

può decidere di “produrre” la conoscenza di cui ha bisogno al suo interno.

L’integrazione permette quindi di realizzare un miglior coordinamento

dinamico, ma restringe la varietà esperienziale: quindi è preferibile

integrarsi se l’innovazione è sistemica, con domanda stabile. Se il

cambiamento tecnologico è repentino, e la domanda si modifica in

modo non prevedibile, l’integrazione verticale può rendere le organizzazioni

In quali casi, secondo l’approccio evolutivo, le imprese si integrano verticalmente? ‘cieche’ rispetto a nuovi sentieri di ricerca

un’impresa è coerente quando possiede un profilo

di diversificazione tipico del settore di appartenenza, quindi opera su

un complesso di attività tecnologicamente correlate.

Alla base della coerenza d’impresa troviamo:

• l’apprendimento, che permette il cumulo delle conoscenze acquisite;

• le opportunità tecnologiche, derivanti dagli avanzamenti della

scienza e della tecnica;

• la path dependency, legata alla storia dell’impresa;

• la selezione, che riguarda i processi competitivi.

Quando si dice che un’impresa è coerente? le principali

forme organizzative delle imprese che formano l’industria:

• imprese diversificate, con apprendimento rapido e forti processi

di selezione;

• imprese integrate verticalmente, con processi di apprendimento

lenti e risorse molto specializzate;

• imprese specializzate, focalizzazione sulla path dependency e su

un’intensa selezione;

• network, nel caso di apprendimento rapido, con molte opportunità

Sulla base dei caratteri di coerenza dell’impresa quali sono le principali forme organizzative ? di sviluppo e intensa selezione.

Le imprese con diversificazione coerente sono imprese che procedono

ad allocare le risorse a disposizione tra attività diverse tenendo conto di sinergie, interdipendenza, caratteri tecnologici e di

mercato

Cosa si intende per impresa con diversificazione coerente? delle stesse.

Le esternalità di rete sono definite come effetti, positivi, che derivano

dall’utilizzo di un bene quando questo è in uso a molti soggetti:

tali effetti si amplificano con l’aumentare del consumo del bene da

parte di altri individui.

All’origine delle esternalità di rete è la complementarietà tra le

componenti della stessa, che presuppone l’esistenza di compatibilità

tra i diversi elementi che la compongono. La complementarietà,

quindi, è raggiungibile solo attraverso l’adesione a specifici standard

di compatibilità tecnica. Gli studi empirici dimostrano che quando si

rileva l’esistenza di esternalità di rete le quote di mercato delle imprese

tendono a crescere in valore, oltre a consolidarsi i vantaggi competitivi

Cosa sono le esternalità di rete? posseduti.

• distretto industriale (nell’accezione di Marshall), con un’elevata

specializzazione orizzontale e verticale. Permette di rappresentare

una struttura efficace nel caso di cambiamenti che avvengono

nell’alveo di un ambiente conosciuto;

• aree della Terza Italia, con una forte integrazione produttiva, nonostante

l’autonomia mantenuta dalle imprese. Al contrario del

distretto industriale vero e proprio, si osserva un elevato livello

di collaborazione per quanto riguarda infrastrutture e servizi;

• network innovativi, con due attori fondamentali e con funzioni

complemetari: gli innovatori-produttori e i venture capitalist. È

molto efficace in caso di cambiamenti strutturali;

• network con leadership, cioè che si sviluppano intorno a grandi

imprese, con un forte coordinamento tra le diverse e complementari

attività d’impresa. Questo modulo organizzativo è particolarmente

efficace nel caso di cambiamenti drastici che richiedono

Quali tipologie di network esistono? una completa riorganizzazione delle competenze.

I network possono essere considerati come una struttura in cui, a

livello di apprendimento, si media tra accentramento della conoscenza

a livello d’impresa e decentramento a livello di soggetti diversi. Se le

imprese non riescono, in autonomia, a sviluppare conoscenze e competenze

multidisciplinari, necessarie allo sviluppo della propria attività,

devono creare delle relazioni stabili con altri attori, consentendo

coordinamento e integrazione tra saperi diversi.

I network, normalmente, si creano alla presenza di elevate opportunità

e appropriabilità. Positivamente si è riscontrato che la presenza di

un network genera nuove e maggiori opportunità di ricerca e innovazione.

L’esistenza di un network si giustifica con la parcellizzazione della

conoscenza distintiva, con la condivisione e diffusione delle informazioni

Cosa sono i network? e competenze.

Le tecnologie che presentano esternalità di rete hanno una crescita

rapida, almeno fino al raggiungimento di un livello di massa critica:

questo è conseguenza del positivo feed-back dovuto alla crescita della

misura della rete.

La presenza di una massa critica alla presenza di esternalità di rete

suggerisce che la crescita sostenibile della rete richiede una dimensione

minima per il raggiungimento delle posizioni di equilibrio, la

massa critica appunto. Questa può definirsi come la più piccola dimensione

Cosa si intende per massa critica della rete? della rete sostenibile in equilibrio, dati gli oneri e la struttura del mercato.

Il posizionamento competitivo dipende dalla combinazione di tre

strategie: leadership di costo, differenziazione e focalizzazione.

In sostanza una delle logiche sottese a qualunque azione imprenditoriale

è quella della ricerca di una rendita monopolistica, creando, e

Secondo il modello di Porter da cosa dipende il posizionamento competitivo? successivamente difendendo, posizioni di mercato privilegiate.

Il modello Struttura – Comportamenti – Risultati, che rappresenta

il nucleo teorico di base del modello delle cinque forze competitive di

Porter, è il paradigma dominante alla fine del novecento per affrontare

gli studi di management strategico.

Secondo questo paradigma, la struttura di una determinata industria

determina la condotta delle imprese che la compongono e la loro volta

questo determina i risultati ottenibili. Il livello di analisi principale,

quindi, è l’industria, composta da imprese che assumono decisioni in

illustrare il paradigma SCR condizioni di perfetta razionalità.

Le performance sono rappresentate dai risultati che le imprese realizzano,

come profitto, fatturato, quota di mercato. La scuola di Harvard, che ha sviluppato il modello intorno agli anni

Sessanta, sostiene che le imprese sottostanno alle regole esogene del

settore in cui operano: l’impresa che per prima riesce a comprenderle

Cosa sostiene Porter a proposito delle performance d’impresa e farle proprie si afferma e ottiene performance superiori alle altre.

Le rendite differenziali (o Ricardiane) derivano dalla diversa produttività delle risorse: più

si sfruttano risorse con minor produttività e maggiore sarà la rendita delle risorse più produttive.

Questo tipo di rendita, che si percepisce solo perché detentori di una risorsa produttiva,

cosa sono le rendite ricardiane? rende i titolari dei ‘parassiti’ rispetto ai soggetti economici attivi.

La rendita paretiana o quasi-rendita è il rendimento di un fattore che eccede quello che l’offerente

riceverebbe nell’utilizzo immediatamente inferiore: considerato che un fattore specifico,

se utilizzato in usi alternativi, ha una produttività minore, la rendita in parola è la remunerazione

cosa si intende per rendita paretiana? che eccede il costo opportunità di un fattore produttivo.

rappresenta un’alternativa alla vision sul vantaggio competitivo

prima brevemente illustrata, in cui il principale oggetto di analisi è

l’impresa che assume decisioni in condizioni di razionalità limitata, e

che soffre di differenze di profitto rispetto ai competitors a causa della

scarsità delle risorse e della difficoltà d’imitazione.

L’eterogeneità delle competenze e delle risorse da impiegare nell’attività

produttiva, secondo la RBV, rappresenta l’elemento caratteristico per differenziare le imprese le une dalle altre: le imprese

che dispongono

cosa è la RBV di maggiori risorse possono appropriarsi delle rendite differenziali.

Secondo l’approccio della RBV la sostenibilità di lungo periodo del

vantaggio dipende dall’imperfetta mobilità delle risorse strategiche e

dalla presenza di limiti alla competizione.

Di fatto, l’eccezionale specificità di alcune risorse strategiche determina

una limitata mobilità delle stesse, e quindi permette all’impresa

che le detiene di sostenere, anche nel lungo periodo il vantaggio

acquisito. Se vi fosse perfetta mobilità delle risorse non vi sarebbe sostenibilità

del vantaggio competitivo, di conseguenza le rendite che si

dovessero realizzare non sarebbero completamente ricardiane, ma vi

Da cosa dipende, secondo la RBV la sostenibilità di lungo periodo del vantaggio competitivo? si riconoscerebbe una parte di rendita paretiana.

sulla scia degli studi di Penrose che definisce

l’impresa proprio come un insieme di risorse, trova spazio l’idea

che le performance positive di un’impresa derivino dalla capacità di

generare e controllare competenze distintive, difficilmente acquisibili

e imitabili dai competitors.

La teoria in parola, quindi, studia i punti di forza specifici dell’impresa,

e solo in seguito ne definisce il posizionamento sul mercato.

Le determinanti del successo sono comprese all’interno dell’impresa:

questa diversa prospettiva di analisi induce a studiare ciò che

l’impresa riesce a realizzare in modo difforme e/o migliore rispetto ai

concorrenti.

La novità dell’approccio, quindi, risiede proprio nella ricerca interna

del vantaggio competitivo duraturo d’impresa. Ci si chiede, in

altri termini, perché imprese appartenenti al medesimo settore realizzino

costantemente risultati diversi. La spiegazione che si presenta riguarda

un diverso modo di assemblare e combinare tra loro le risorse

in modo da sviluppare capacità ad innovare.

Non è attraverso processi imitativi che l’impresa realizza performance

stabilmente migliori, ma mediante lo sfruttamento della propria

specificità: questo processo presuppone l’individuazione e il potenziamento

Quali risultati realizza la teoria che ha alla base il pensiero di Penrose? di risorse firm-specific.

La replicazione spaziale delle routine6, cioè la loro riproduzione in

situazioni diverse permette, laddove sia possibile, lo sfruttamento di

tale vantaggio su larga scala. Se un’innovazione di prodotto, o di processo,

è realizzata su una particolare linea di produzione, o su una particolare

area geografica, e permette di realizzare risultati positivi è

molto probabile che l’impresa replichi tale routine su altre linee produttive

e/o su altre aree geografiche. La replicazione permette un maggior sfruttamento di una determinata

capacità organizzativa, ma ne facilita anche l’imitazione: infatti,

la replicazione passa attraverso un processo di codificazione della conoscenza

specifica e ciò rende intellegibili le routine dell’impresa anche

a soggetti esterni, facilitando il compito di imitazione.

cosa è la replicazione? L’indagine della dinamica industriale si compie attraverso l’analisi

della struttura dell’industria osservata, con lo studio delle modalità di

ingresso e di uscita, della crescita delle imprese, della distribuzione

come si studia la dinamica industriale? dimensionale, della differenza di performance.

sostiene che la probabilità di crescita di un’impresa

appartenente ad una determinata industria in un dato periodo è

Cosa sostiene la legge di Gibrat? proporzionale, indipendentemente dalle condizioni inziali.

ha cercato di fornire una spiegazione ai flussi di tecnologica, correlandoli

ad altre variabili. Sulla base di queste premesse Pavitt ha individuato quattro categorie

di settori industriali:

• supplier-dominated, cioè imprese attive in comparti tradizionali,

come tessile, agricoltura e alimentari, in cui sono presenti realtà

produttive di dimensioni contenute, con innovazione creata da

fonti esterne, che intraprendono processi di cambiamento con il

fine primo di ridurre i costi. Date le caratteristiche del processo

innovativo, il brevetto è uno strumento cui si ricorre molto raramente.

In questo ci si riferisce a pattern di apprendimento come

il learnign by doing e il learning by using. Le innovazioni di prodotto

sono di tipo incrementale, e possono essere incorporate direttamente

negli input, come i nuovi materiali, o nei beni capitali;

• scale-intensive, (industria automobilistica) in cui sono presenti

imprese di dimensioni medio-grandi, con innovazioni sviluppate

internamente ed esternamente, con il fine di ridurre i costi modificare/

migliorare i processi produttivi, cui è maggiormente diretta

l’attenzione innovativa. Solitamente si utilizzano il brevetto

e il segreto industriale per la protezione dell’innovazione. Le imprese

che appartengono al raggruppamento sono abituate alla gestione

di sistemi complessi e dedicano rilevanti risorse alla ricerca

d’innovazione, con ambiti di R&S formalizzati. Contribuiscono

in modo rilevante all’integrazione delle varie fasi del ciclo

di produzione. Operando in settori oligopolistici, in cui le barriere

all’entrata sono rappresentate dalle economie di scala, dalle

spese di marketing, dall’alta intensità di macchinati specializzati,

l’appropriabilità è molto alta;

• specialized-suppliers, produzione di macchinari industriali, strumenti

di precisione, imprese che operano nell’ambito della creazione

di nuova tecnologia che sarà utilizzata da imprese diverse.

Il livello di appropriabilità dell’innovazione è molto elevato:

sono i fornitori cui si accennava nel punto precedente. La conoscenza

è specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti.

Il feed-back proveniente dai clienti è essenziale per lo sviluppo

di innovazioni;

• science-based, come farmaceutico, chimico, elettronico con imprese

ad alta intensità tecnologica, che basano lo sviluppo dei

propri prodotti su ricerca interna o esterna di tipo universitario

La tassonomia è formulata sulla base dell’indagine empirica che ha

indagato duemila innovazioni registrate nel Regno Unito dal 1945 al

1979. Le innovazioni sono classificate in base alle fonti, cioè alla provenienza

da ricerca interna o esterna all’impresa, al settore di produzione

e di utilizzo dell’innovazione, alla dimensione e al settore di attività

cosa è la tassonomia di Pavitt? dell’impresa che ha realizzato l’innovazione.

L’analisi della dinamica strutturale è un processo probabilistico,

che si sviluppa nel tempo e riguarda la capacità di evidenziare le variazioni

relative dell’incidenza dei diversi settori produttivi, rilevando

le variegate trasformazioni qualitative che li hanno interessati, tentando

di comprenderne il comportamento dinamico.

L’analisi della dinamica strutturale si realizza attraverso l’esame

congiunto della dinamica industriale e di quella innovativa. In definitiva

analizzare la dinamica strutturale significa interpretare un processo

probabilistico che si sviluppa nel tempo con vincoli legali alla

path dependence e consiste nella capacità di interpretare le variazioni

relative dei diversi settori e il peso che queste hanno sui cambiamenti

cosa si intende per dinamica strutturale generali.

ha sviluppato un modello

che lega il cambiamento strutturale a fenomeni endogeni, soprattutto

dovuti all’apprendimento e alla diffusione di nuova tecnologia.

La struttura produttiva del sistema economico è rappresentata da un gruppo di settori integrati a livello verticale, in

corrispondenza dei diversi

beni a consumo finale: la dinamica strutturale è individuata come

processo continuo cui è sottoposto il sistema produttivo.

L’integrazione verticale dei flussi tra le diverse industrie permette

di limitare la complessità del sistema, in modo che le forti interdipendenze

tecnologiche siano equivalenti a un’economia di puro lavoro.

L’analisi strutturale svolta da Pasinetti è sviluppata ritenendo neutro

il ruolo istituzionale, per porre l’accento sulle caratteristiche naturali

del sistema economico: l’aggettivo naturale è qui utilizzato in

modo da vedere le istituzioni e le organizzazioni come ininfluenti rispetto

A quali conclusioni giungono gli studi di Pasinetti? allo sviluppo economico cui cercano di conformarsi.

La teoria del ciclo di vita propone un modello di sviluppo meccanicistico,

che non riesce a cogliere interamente la varietà di casi che la

realtà presenta. Inoltre non riesce a spiegare il motivo per cui alcune

imprese sopravvivono e altre escono da un determinato panorama industriale,

considerando che sembra ritenere che l’impresa non possa

far altro che subire il destino assegnatole, senza che azioni deliberate

Quali critiche si possono muovere al modello del ciclo di vita dell’indutria? possano intervenire sul suo cammino

• fase iniziale, in cui si assiste ad innovazioni radicali, con frequenti

innovazioni di prodotto, cambiamenti continui nelle

quote di mercato detenute dalle imprese, e inesistenza di barriere

all’entrata. La competizione è molto accesa, le spese di ricerca e

sviluppo sono contenute e il livello produttivo inefficiente. L’industria,

quindi, nasce grazie ad imprenditori che introducono

prodotti con caratteri distintivi e che, se l’esito di questo processo

è positivo, sono spinti ad incrementare i propri investimenti

per sostenere nuovi sviluppi;

• crescita, in cui si assiste ad una riduzione della varietà del prodotto,

che viene a comporsi sulla base delle attese del mercato di riferimento, con prodotti standardizzati, aumento della quantità

di produzione e una crescita degli investimenti in innovazione.

Le barriere all’entrata diventano più consistenti, e molte

imprese che non riescono a resistere alla tensione competitiva,

escono dall’industria, rendendo il mercato più concentrato. In

questa fase emerge un design dominante, che contribuisce a eliminare

dall’industria le imprese che non si adeguano ad esso;

• maturità, in cui rallenta la crescita del prodotto e si stabilizzano

le quote di mercato, con un’ulteriore concentrazione dell’industria

e accentuazione delle barriere all’ingresso. Le innovazioni

Illustrare il modello del ciclo di vita dell’industria sono per lo più incrementali.

La diffusione dell’innovazione dipende dalla selezione e dai processi

imitativi.

Il processo di selezione riguarda la suddivisione del mercato tra imprese

che adottano tempestivamente l’innovazione, e imprese follower,

che adottano la tecnologia con ritardo. L’imitazione riguarda i

modi con cui le imprese “ritardatarie” copiano i comportamenti degli

innovatori. A questo proposito si parla spesso di modelli di adozione,

che rappresentano il soggetto d’indagine privilegiato degli approcci

Da quali variabili dipende la diffusione delle innovazioni? tradizionali di microeconomia

• relative advantage, cioè è percepita migliore della tecnologia attualmente

utilizzata;

• compatibility, ossia coerenza con il sistema in essere, in modo

da non creare più distonie che sintonie rispetto al sistema di riferimento;

• complexity, grado di complessità limitato: talvolta la mancata

diffusione dipende dalla difficile comprensione dell’innovazione; • triability, ossia sperimentabilità su basi quantitativamente

limitate:

se per poter sperimentare gli effetti della nuova tecnologia

è necessaria una massa critica rilevante, la sua diffusione sarà

più lenta;

• observability, le innovazioni più visibili si diffondono in modo

Quali caratteri, secondo Rogers,deve avere l’innovazione per diffondersi rapidamente e con successo? più veloce.

L’adozione della tecnologia è anche influenzata dalla presenza e

dall’entità degli switching costs, ossia i costi di “abbandono” della

vecchia tecnologia, tra cui ricordiamo i costi di apprendimento, i costi

Cosa sono gli switching cost e che effetto hanno sulla diffusione dell’innovazione ? di sviluppo delle competenze per sfruttare i benefici della nuova tecnologia

I costi di adozione riguardano l’acquisto della nuova tecnologia e

gli investimenti infrastrutturali necessari affinché questa possa validamente

ed efficacemente essere inserita all’interno della struttura esistente

nell’impresa. A questo proposito è necessario rilevare che talvolta

l’adozione di una nuova tecnologia mette in difficoltà l’utilizzo

di tecnologie già in uso, anche se non direttamente connesse, comportando

altri costi di adeguamento. In questo senso, quindi, devono essere

valutati gli investimenti complementari rispetto a quelli direttamente

Quali sono i costi di adozione dell’innovazione connessi all’adozione della tecnologia più recente.

I modelli di adozione (imitazione) riguardano fenomeni di imitazione

da parte delle imprese imitatrici rispetto alle innovazioni realizzate

dalle imprese innovative.

cosa sono i modelli di adozione? Fra questi ricordiamo i modelli a soglia e i modelli a massa critica.

I modelli a soglia studiano il comportamento della singola impresa

e possono porre attenzione alle dimensioni d’impresa o all’interazione

illustrare i modelli di adozione a soglia strategica.

Sono questi modelli che studiano il processo di diffusione dell’innovazione

nel complesso, sulla base dell’analisi di proprietà dei soggetti

che adottano la tecnologia e del tipo d’innovazione osservata.

Secondo modelli l’innovazione è sempre migliorativa dello standard

in uso e, quindi, ogni soggetto può trarre beneficio dall’adozione

di nuove tecnologie. I soggetti, potenziali utilizzatori dell’innovazione,

sono eterogenei tra loro e tale eterogeneità dipende esclusivamente

da un gap informativo: in altre parole, i soggetti hanno una disponibilità

d’informazioni diversa gli uni dagli altri in ordine alla funzionalità

cosa sono i modelli a massa critica? dell’innovazione.

I modelli di diffusione delle innovazioni denominati “di selezione”

riguardano le operazioni di selezione, appunto, operate dal mercato

verso le imprese che adottano l’innovazione con ritardo. Nel momento in cui si deve analizzare la diffusione d’innovazioni

radicali e di grande impatto, i modelli di diffusione basati sugli aspetti

dimensionali d’impresa trovano dei limiti, non contemplando l’idea

che il mercato favorisca l’uscita delle imprese che, con ritardo, adottano

illustrare i modelli di selezione l’innovazione stessa.

Le esternalità di rete sono definite come effetti, positivi, che derivano

dall’utilizzo di un bene quando questo è in uso a molti soggetti:

tali effetti si amplificano con l’aumentare del consumo del bene da

parte di altri individui.

All’origine delle esternalità di rete è la complementarietà tra le

componenti della stessa, che presuppone l’esistenza di compatibilità

tra i diversi elementi che la compongono. La complementarietà,

quindi, è raggiungibile solo attraverso l’adesione a specifici standard

di compatibilità tecnica. Gli studi empirici dimostrano che quando si

rileva l’esistenza di esternalità di rete le quote di mercato delle imprese

tendono a crescere in valore, oltre a consolidarsi i vantaggi competitivi

illustrare il fenomeno delle esternalità di rete posseduti.

Le esternalità di rete dirette interessano quei beni la cui utilità (produttività)

cosa sono le esternalità di rete dirette è funzione crescente del numero di acquirenti.

un insieme di comportamenti condivisi, fiducia reciproca, codici

cosa si intende per prossimità socio-culturale? di comportamento comuni.

è pregnante il processo di apprendimento

collettivo, attraverso il learning by doing, l’effetto imitazione e la presenza

di una socialità che si mescola con l’industrialità dei processi:

come dire che, nel m.i si crea un’identità locale, un senso di appartenenza

ad una collettività, una propensione alla collaborazione, con la

creazione di una rete di protezione virtuale anche nei momenti di difficoltà,

quale processo di apprendimento prevale nel m.i.? delle imprese coinvolte.

Se esiste prossimità geografica e socio-culturale è molto forte l’interazione

fra soggetti economici, e ridotto o addirittura assente, l’opportunismo;

Cosa è necessario affinché sia minimo l’opportunismo e massima l’interazione tra soggetti? è anche rilevante la tendenza e alla cooperazione.

Il m.i. vede al suo interno lo sviluppo di relazioni statiche e dinamiche

con l’ambiente nel suo complesso. È un’organizzazione che

comprende cultura tecnica e know how costantemente ridefiniti attraverso

apprendimento e innovazione. Le relazioni che si attivano al suo

interno permettono una riduzione dell’incertezza propria del processo

innovativo.

La teoria del m.i. sostiene che la maggiore capacità innovativa da

attribuire alle piccole imprese concentrate in un determinato territorio

discenda dalle interazioni sociali, dalle sinergie interpersonali e dalla

prossimità relazionale presenti in quest’ambito: in altri termini, non

sono le singole unità produttive ad innovare, ma è l’ambiente stesso

cos'è il milieux innovateur? che è innovativo.

Le economie di prossimità geografica che migliorano l’efficienza

delle piccole imprese e del loro processo innovativo sono da ricondurre

alla riduzione dei costi di produzione grazie alla presenza di

esternalità (positive), infrastrutture e servizi dedicati, alla riduzione

dei costi di transazione grazie ad una maggiore e più rapida circolazione

delle informazioni, e a processi imitativi e di diffusione dei modelli

cosa sono le economie di prossimità geografica? organizzativi.

le esternalità di conoscenza

tendono a localizzarsi geograficamente: ancora gli spillover localizzati

di conoscenza influenzano in modo rilevante il tasso di innovazione

di una determinata regione, e ciò vale soprattutto per alcuni

settori, come ad esempio il settore elettronico.

Nelle aree distrettuali la capacità di attivare sistemi di adattamento

attraverso le relazioni comporta dei benefici in termini di efficienza

del sistema. All’interno del distretto, infatti, possiamo individuare imprese

che, vuoi per le dotazioni iniziali di competenze, vuoi per la particolare

posizione occupata all’interno del distretto, riescono a percorrere

sentieri d’innovazione radicali; al contrario altre imprese, sicuramente

in collegamento con le prime, pur vivendo all’interno di modelli

di relazione consolidati, tendono a seguire processi d’innovazione che

In che ambito spaziale gli spillover di conoscenza hanno effetto? Come vengono effettuate queste valutazioni? percorrono il solco della continuità con quanto realizzato in passato

Lo spin-off accademico è un’iniziativa imprenditoriale promossa da un docente universitario

e/o da un ricercatore impiegato in un centro di ricerca, che fonda un’impresa. Un esempio su

tutti il caso del Prof. Terman che alla fine degli anni Cinquanta negli USA convince Hewlett

cos'è lo spin-off accademico? e Packard, suoi brillanti allievi, a costituire un’impresa.

All’interno del distretto tecnologico è determinante la presenza e il

ruolo del sistema universitario e dei centri di ricerca, pubblici o privati

che siano. L’università in questo senso diviene sempre più soggetto

attivatore di produzione di conoscenza e di trasferimento tecnologico:

vale a dire che le università devono assumere caratteri di maggiore

imprenditorialità, partecipando attivamente alla nascita e allo sviluppo

quale istituzione è centrale del distretto tecnologico? di spin-off accademici

• settori tradizionali (tessile, agricoltura, legno, arredi): sono caratterizzati

da una limitata attività innovativa promossa da un

gran numero di soggetti di dimensioni contenute. Pertanto l’attività

innovativa è presente in tutte le aree geografiche. In questi

settori la conoscenza è codificata e generica, quindi la prossimità

geografica alle sue fonti non è indispensabile. L’attività innovativa

si sviluppa per ridurre i costi di produzione e lo scarso livello

di competenze rinvenibile in questo genere di imprese

rende difficoltoso allontanarsi da aree locali definite in cui il monitoraggio

dell’attività è semplificato;

• meccanica strumentale e distretti industriali: in questi settori vi

sono forti turnover innovativi, con attività innovative che nascono

e muoiono con notevole frequenza. Le attività innovative

sono concentrate dal punto di vista spaziale, anche perché la conoscenza

non è codificata, ma tacita e ciò richiede prossimità

spaziale alle fonti di produzione. È inoltre molto frequente una

diffusione della conoscenza e uno scambio di esperienza realizzati

in modo molto informale;

• industria automobilistica: dominata, come noto, da poche imprese

di grandi dimensioni, che sfruttano le economie di scala e l’elevata

appropriabilità innovativa. Anche in questo caso, comunque,

si evidenzia una forte concentrazione delle attività, soprattutto

perché l’estrema competitività dei processi rende necessario essere

presenti “fisicamente” all’interno di un sistema, in cui si

scambiano informazioni specifiche e sistemiche. In effetti, le imprese

di successo nel settore in parola devono avere l’abilità di

integrare la conoscenza sviluppata all’interno dell’impresa, con

quella che deriva dall’intero settore, e quindi dalle altre imprese,

dai fornitori e dai clienti. In questo caso la concentrazione in una determinata area geografica riduce i costi di diffusione della

tecnologia

e i costi di trasmissione delle informazioni;

• industria dei computer: anche in quest’ambito si riscontra la presenza

di poche grandi imprese che disegnano un oligopolio con

forti barriere all’ingresso. Le attività innovative si aggregano in

specifiche aree territoriali, nonostante la conoscenza di base sia per

molti versi generica e codificata, e ciò permetta agli utilizzatori di

cooperare con altre imprese al fine di ottimizzarne gli utilizzi;

• software e industria microelettronica: si caratterizza per la numerosità

degli innovatori, e delle opportunità di innovazione. In

questo senso si rileva una forte concentrazione in aree ristrette

territorialmente, data l’importanza dell’interazione e dello scambio

di informazioni, che permettono di attivare relazioni informali

Sulla base delle tendenze di agglomerazione come vengono distinti i settori particolarmente proficue.

le specificità

della singola tecnologia determinano i modelli settoriali di sviluppo e

Quale elemento è determinante per la scelta di localizzazione dell’attività? localizzazione della stessa.

Quando parliamo di istituzioni, in questo specifico ambito d’indagine,

si deve far riferimento alle regole, ai protocolli, alle consuetudini

e alle leggi che regolano i rapporti tra soggetti, oltre agli enti che governano

tali istituzioni: attraverso il ruolo delle istituzioni il processo

di ricerca e la sua applicazione divengono meno incerti e le scelte che lo riguardano più razionali (in senso economico). In

quest’accezione

Cosa si intende per 'istituzioni' con riferimento all'attività di innovazione le università, i laboratori di ricerca sono delle organizzazioni

Freeman nel 1987 definisce il sistema innovativo nazionale in senso

lato come l’insieme delle istituzioni, pubbliche e private che influenzano

l’introduzione di nuovi prodotti, processi e sistemi nell’economia

nazionale; in senso stretto tutte le istituzioni che si occupano di attività

quale definizione da Freeman del sistema innovativo nazionale? scientifiche e tecniche.

Patel e Pavitt, nel 1994 lo definiscono come l’insieme delle istituzioni

nazionali, le strutture d’incentivo e le competenze che determinano

quale definizione danno Patel e Pavitt del SIN? la velocità e il percorso dell’apprendimento tecnologico

L’attività di ricerca finanziata a livello governativo, però, non è efficace

ed efficiente se non si provvede ad organizzare un opportuno

sistema educativo che permetta di creare soggetti con competenze tecniche

Quale è la precondizione affiché l’attività di ricerca finanziata a livello governativo si efficiente? in grado di innovare e di utilizzare le innovazioni.

Breschi e Malerba nel 1997 definiscono sistema settoriale di innovazione

quel sistema che indaga i processi innovativi, i processi di selezione

e interazione fra imprese, la dimensione spaziale e il ruolo

delle istituzioni.

Le imprese che appartengono al sistema innovativo settoriale (SSI)

producono e sviluppano i prodotti caratteristici del settore utilizzando

Come si definisce un sistema settoriale di innovazione secondo Breschi e Malerba? le tecnologie tipiche dello stesso.

si è affermato in dottrina il concetto di transfer sciences,

come ad esempio l’ingegneria civile, ottica, biotecnologia, cioè quelle scienze, di trasferimento appunto, che servono per la

risoluzione di

problemi pratici di natura economica strettamente connessi con la

realtà dell’impresa.

In questo caso il finanziamento della ricerca è a carico dell’impresa,

anche se viene eseguita da università e centri di ricerca: i ricercatori

che operano in questo ambito hanno relazioni e scambi di informazioni

e conoscenza con le imprese, per definire risultati che abbiano un’immediata

Cosa si intende per transfer sciences? applicazione industriale.

la tendenza a delocalizzare l’attività di ricerca è maggiormente

osservabile nei settori in cui il prodotto ha necessità di essere

differenziato sulla base del paese di vendita e consumo, o alla presenza

di settori particolarmente sottoposti a regolamentazione. La relazione

fra attività innovativa e scelta della sua collocazione è governata per

Da cosa dipende la tendenza a delocalizzare l’attività di ricerca? lo più dalle caratteristiche del settore di riferimento.

Gli ILO sono strutture di trasferimento tecnologico istituite presso le Università o i Centri di ricerca

che si occupano di sviluppare prototipi, depositare domande di brevetto, supportare l’attività

Cosa sono gli industrial liason office? di cessione dei diritti di privativa, formazione imprenditoriale, coordinamento degli incubatori.

Quando si effettua una valutazione sui sistemi innovativi nazionali,

non si può prescindere dal considerare la loro specificità territoriale in

ordine:

• ai caratteri culturali della nazione: ogni paese ha un proprio sistema

industriale, caratterizzato anche sulla base della propria storia,

del proprio sviluppo sociale e culturale;

• all’assetto istituzionale: ogni paese ha una struttura istituzionale

che determina le gerarchie e i poteri e organizza enti appositi per

il supporto dell’attività di ricerca, con caratteri poteri e autonomie

che dipendono dalle scelte di politica industriale realizzate;

• ai limiti della politica industriale: ogni paese ha la possibilità di

emanare normative e di programmare misure e progetti di politica

industriale solo nel proprio ambito di competenza territoriale.

I caratteri e i limiti ora espressi devono, oggi più che mai, essere

relazionati con i confini, spesso ultranazionali, delle imprese che operano

in territori anche non prossimi tra loro e hanno, sempre più

quali aspetti vengono considerati nell'analisi dei sistemi innovativi nazionali? spesso, un’estensione internazionale.

La previsione di una lunghezza del brevetto molto elevata o di una

tutela troppo ampia, diventano uno strumento di deterrenza per i potenziali

nuovi entranti: questi fenomeni possono, in certa misura, essere

arginati con la concessione obbligatoria di licenze, che permette

di sviluppare invenzioni complementari, ed evita l’abuso di mercato

quali effetti ha la previsione di un brevetto troppo lungo o troppo ampio? da parte dell’innovatore.

L’orientamento della nuova organizzazione industriale, che vede

fra i suoi massimi esponenti Jean Tirole, ha sviluppato l’approccio

neoclassico, considerando l’interazione tra imprese, focalizzando l’attenzione

sull’asimmetria informativa e sulle distorsioni che riducono

Cosa si intende, nell’approccio neoclassico, per politiche pubbliche all’innovazione ? l’efficienza degli strumenti di intervento.

illustrare, anche graficamente, il modello di Arrow In caso di asimmetria informativa lo Stato, non conoscendo il livello

di equilibrio della ricerca e sviluppo prima dell’erogazione del

sussidio, dovrà valutare l’entità dello stesso considerando che l’impresa

avrà interesse a spostare il livello di ricerca a sinistra di (r0), facendosi

finanziare i progetti di ricerca inframarginali, in cui il beneficio

marginale è superiore al costo marginale.

Se quest’operazione riuscisse completamente, l’impresa avrebbe

raggiunto il risultato di un finanziamento integrale dei progetti di ricerca

quali decisioni assume lo Stato in caso di asimmetria informativa? che realizzerebbe comunque anche senza sussidio.

rappresentare graficamente la curva del beneficio marginale della ricerca e sviluppo

illustrare, anche graficamente, il modello di Nordhaus Un altro importante strumento di sostegno alla ricerca è rappresentato

dagli sgravi fiscali, attraverso, ad esempio, la previsione di una

deducibilità delle spese di ricerca.

Gli sgravi fiscali sono meno evidenti nel bilancio pubblico e sollevano

minori problemi in ordine al consenso politico; inoltre sono di

quali effetti ha il finanziamento della ricerca con sgravi fiscali? più semplice applicazione e importano, quindi, minori costi amministrativi.


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Crikia95

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Corso di laurea: corso di Laurea in Economia e Commercio
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Crikia95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ecampus - Uniecampus o del prof Laino Antonella.

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