Eco 3 CFU
Libro: fondamenti di ecologia autore Loreto Rossi, editore Piccin
Ecologia deriva da: eikos: casa habitat e logos: discorso-studio.
L’ecologia è lo “studio della vita nella casa”, ossia di tutte le relazioni che intercorrono
tra gli organismi negli ambienti in cui vivono.
L’ecologia è il frutto della convergenza di numerose discipline scientifiche: fisiologia,
chimica, biochimica, geologia, microbiologia, etologia, fisica, botanica, patologia,
malattie infettive, etc.
Storia dell’ecologia
Aristotele, Ippocrate e Plutarco capirono per primi l’interdipendenza dei vari organismi
in relazione all’ambiente.
Il temine ecologia nel senso moderno è stato coniato nel 1800 da Ernest Haeckel
(medico e darwinista) e indica la scienza dei rapporti tra gli esseri viventi e l’ambiente
circostante: dai cicli naturali degli elementi alle catene alimentari e le dinamiche delle
popolazioni vegetali o animali.
Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723)
Capo fondatore della microscopia, partì da un approccio tecnico da lenti di
ingrandimento e arrivò fino a 200 volte l’ingrandimento di una lente standard.
Lazzaro Spallanzani ( 1729-1799)
Ricercatore in più campi, approcciò agli organismi intesi come ambienti composti da
diversi elementi .
I suoi studi arrivarono anche in ambito ecologico e veterinario in senso stretto.
Studiò le specie in relazione all’ambiente.
Fu il primo che operò l’inseminazione artificiale sui cani con seme fresco sui Barboni e
capì che vi erano dei segnali di estro nella femmina .
Charles Bonnet
Lyell (1798-1875)
Fece uno dei primi ragionamenti ecologici sulla catena alimentare ponendo in
relazione specie diverse legate da motivi ambientali.
Clements 1874-1945
Shelfors 1877-1968
Il concetto moderno di catena alimentare e del riciclo della materia nasce nel 1900.
Ciò che ha cambiato radicalmente il concetto di ecologia e ne ha permesso la
diffusione sono stati i grandi cambiamenti socio politici.
Dalla fine della 2 guerra mondiale fino agli anni 90, ci sono stati eventi cardine che
hanno mosso l’opinione pubblica e la ricerca ecologica:
Apollo 11 (1969): “un piccolo passo per l’uomo un grande passo per
l’umanità”. L’allunaggio ha scosso miliardi di coscienze nel mondo, è cambiata
la percezione del pianeta terra che per la prima volta la si vide da un altro punto
di vista.
E’ il periodo della guerra fredda : blocco sovietico e il blocco USA+NATO.
Il rischio era la bomba atomica, la realtà ecologica mondiale era sull’orlo quasi
continuo del collasso.
Seguirono la guerra di Corea
La guerra del Vietnam
Un ulteriore impulso allo spirito ecologista venne da realtà sociali particolari: la
cultura Hippie con il continuo rischio atomico e tutte le manifestazioni
politiche e sociali che seguirono.
L’Italia utilizzò il nucleare a partire dal 1959 con la costruzione di alcuni reattori
ma fu abolito a fine anni 80 con referendum a seguito della catastrofe di
Chernobyl di livello 7 come Fukushima. [documentario i cani di Chernobyl]
La salvaguardia del clima globale
Il Protocollo di Kyoto del 2005 è programma internazionale per le politiche ambientali.
È il programma delle nazioni unite per l’ambiente nato nel 1972 a seguito della
conferenza di Stoccolma.
Il trattato è stato sottoscritto nel 1997 ma gli USA non firmarono.
L’approccio del protocollo di Kyoto è stato abbastanza diretto: è stato imposto alle
nazioni un abbattimento delle emissioni di CO2. Purtroppo molte nazioni non erano
pronte e il fatto di imporre un limite è stato vissuto male da alcune.
Dal 2020 entrerà in vigore il protocollo di Parigi (2015) non è meno restrittivo ma si
basa su un approccio responsabile, fornitura di supporto economico, finanziamenti per
riduzioni di emissioni per evitare un ulteriore aumento della temperatura di 2 gradi
entro il 2050 e porre soglie al riscaldamento globale.
Il problema di Kyoto è che quando fu stabilito non era stato previsto il boom
economico di alcune nazioni come India e Cina.
L’ambiente
Esistono 2 tipi di ambiente:
1. Naturale: ambiente che non ha subito modifiche da parte dell’uomo.
2. Antropizzato: ambiente con caratteristiche derivate dall’attività umana.
I 4 comparti terrestri: geosfera, atmosfera, biosfera e idrosfera.
LA GEOSFERA
La geosfera comprende quella porzione di terra che si estende dalla superficie visibile
fino al centro della terra.
Dal centro della terra troviamo: nucleo, mantello e crosta.
E’ un ambiente dinamico per la tettonica delle placche.
La crosta terrestre: profonda da 10 a 70 km ed è lo strato più sottile.
Le singole placche tettoniche fluttuano su un supporto semiliquido, e non
corrispondono ai continenti, riconosciamo placche principali (intercontinentali) e
secondarie (frammenti di crosta tra le principali)
La crosta ha dei punti in cui le forze si esplicano: eventi sismici, vulcani (fascia
pacifica), punti di contatto laddove la crosta cresce e si erode.
In Italia la placca adriatica si sta muovendo verso nordest ed è in contatto con
l’euroasiatica, nel frattempo la placca africana spinge contro l’adriatica, a conferma di
ciò c’è l’orogenesi delle Alpi e degli Appennini.
La crosta è composta principalmente da silicio e ossigeno.
Il suolo agrario presenta due soli strati, l’attivo che va dalla superficie fino alla
profondità di circa 70 cm, e l’inerte, al di sotto del primo. La differenza è nei materiali
rocciosi che compongono i due strati. La fonde primaria delle rocce terrestri è il
magma ancestrale.
La produzione di rocce può avvenire con:
eruzioni o camere magmatiche sotterranee: rocce ignee effusive: il magma si
raffredda fuori dalla crosta, quando viene estruso.
senza eruzioni: rocce ignee intrusive: il magma si raffredda in camere
all’interno della crosta terrestre
per sedimentazione marina, vulcanica o generale (produzione, stratificazione, e
sfaldamento, unione di diversi elementi): rocce sedimentarie che vanno
incontro a erosione (riparte il giro) oppure possono trasformarsi in rocce
metamorfiche, queste ultime possono erodersi e tornare sedimentarie oppure
fondersi e tornare nei sistemi magmatici.
Le rocce sedimentarie: sono un tipo di roccia formato dall’accumulo di sedimenti di
varia natura derivanti in gran parte dall’erosione di rocce presenti e trasportati dagli
agenti atmosferici e che si sono depositati sulla superficie terrestre. Esse sono quindi il
risultato di un complesso di fenomeni chiamato processo sedimentario.
Si divino in clastiche, chimiche e organogene .
Le rocce clastiche sono derivate dall’unione di componenti minerali e vengono
classificate in base all’unità che forma la roccia, ossia lo spessore del sedimento, può
essere sabbia, limo, breccia etc.
Nelle rocce organogene vi è una forte presenza di componenti di origine organica
(conchiglie, coralli)
Tra le rocce chimiche più importanti vi sono gesso e sal gemma ( sale da miniera)
le rocce metamorfiche si formano da forze e pressioni che agiscono su rocce
preesistenti, la roccia più antica mai ritrovata è uno gneiss che è stata datata 3,96 mld
di anni .
L’ATMOSFERA
È importante ricordare la stratificazione perché cambiano le caratteristiche:
1) Troposfera: inizia dalla superficie terrestre e si estende per circa 30 km. È la
parte dell’atmosfera più densa, nella quale si concentrano maggiormente gli
aspetti riguardanti clima e ambiente
2) Stratosfera: da 30 a 50 km è importante perché qui al confine con la
troposfera vi è lo strato dell’ozono.
3) Mesosfera: qui esplodono gli asteroidi, lo strato che viene raggiunto dai razzi
che vengono sparati, fulmini rossi e meteore.
4) Termosfera
5) Esosfera (volgarmente chiamato spazio)
LO STRATO D’OZONO ha funzione di proteggere dai raggi UV.
L’ozono è un gas a tre atomi di ossigeno: O3, ma l’ossigeno di solito è O2.
La terra è colpita da raggi gamma, ultravioletti, radio, x.
Le radiazioni colpiscono la molecola di O3 (molecola instabile), l’ozono quando viene
colpito da un raggio UV perde un atomo di ossigeno il quale assorbe il raggio e si
libera nell’ambiente, essendo energeticamente reattivo andrà ad unirsi con un’altra
molecola di ossigeno. Tutto ciò in loop continuo in condizioni ideali.
Le CFC, clorofluorocarburi, sono dei composti che contengono all’interno molecole di
cloro e altri atomi fortemente reattivi. I frigoriferi vecchi contengono ancora CFC dato
che sono gas fortemente refrigeranti.
Il cloro e altri CFC, rilasciati nell’atmosfera, si legano all’ossigeno dell’ozono come se
fossero raggi UV rubandogli l’atomo, l’ozono si riforma perché comunque ci sono altri
atomi di ossigeno liberi ma nel frattempo che erano legati col cloro non erano attivi
contro i raggi UV.
La luce UV colpisce una molecola di
CFC come il CFCl3 strappando un
atomo di cloro e lasciando il CFCl2
L’atomo di cloro, a sua volta,
attacca una molecola di ozono O3
strappandole un atomo di ossigeno
e lasciando una molecola di
ossigeno O2.
L’atomo di cloro e quello di
ossigeno si legano a formare una
molecola di monossido di cloro ClO.
Un atomo di ossigeno libero toglie
un atomo di ossigeno della
molecola di monossido di cloro per
formare O2.
Una volta libero, l’atomo di cloro può attaccare un’altra molecola di ozono O3 e
incominciare di nuovo il ciclo.
La maggior parte dei fluidi refrigeranti oggi in uso sono sostanze ottenute per sintesi
chimica e quindi con caratteristiche ideali per questo scopo: molte di queste però
hanno effetti negativi sul ambiente in particolare hanno un elevato potenziale di
distruzione dell’ozono atmosferico, detto ODP = ozon deplention potential.
L’accumulo di particolari sostanze ai poli ha portato al buco dell’ozono. (www.temis.nl
dà in tempo reale la condizione degli spessori degli strati d’ozono).
Le modificazioni degli ultimi 50 anni sono dovute all’azione umana e sono
maggiormente colpite le zone polari.
Tutte le persone sono esposte quotidianamente a una certa dose di radiazioni UV in
gran parte derivanti dal sole ma anche da fonti artificiali in campo industriale,
commerciale o nel tempo libero. Le radiazioni UV coprono quella porzione dello spettro
elettromagnetico con una lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 nanometri e si
dividono in 3 categorie:
1. UVA
2. UVB
3. UVC
L’UVA è più subdolo, ha un’azione più costante nel tempo e più profonda nei tessuti.
L’UVB è più da scottatura (ma fa anche altro).
Gli UVC sono completamente assorbiti dall’atmosfera.
I livelli di UV sono più alti al crescere dell’altitudine e all’altezza del sole.
I raggi UV causano le seguenti patologie : melanoma (tumore maligno dei melanociti,
agisce su un epitelio stratificato, pavimentoso e cheratinizzato), ustioni, eritemi,
ipercheratosi, riattivazione dell’herpes e patologie oculari ( cataratte, cristalline etc.),
negli animali domestici causano melanoma sul naso e sui cuscinetti plantari.
In generale la capacità di penetrazione e quindi la pericolosità per l’uomo dei raggi UV
aumenta al diminuire della lunghezza d’onda e di conseguenza all’aumentare della
frequenza.
Questa situazione sta portando a modifiche degli ecosistemi dei poli, è indubbio che la
moria di pinguini è correlata con l’inspessimento del ghiaccio.
BIOSFERA
Comprende tutti gli ambienti vitali, e tutti gli ecosistemi della terra, è formata
dall’insieme degli ambienti fisici del pianeta: terre emerse, acqua e aria.
Un ecosistema è l’insieme degli organismi che vivono insieme in una data area
paesaggisticamente omogenea e che interagiscono con l’ambiente fisico in modo tale
che un flusso di energia porti a una ben determinata struttura di rapporti e ad una
ciclizzazione.
I BIOMI: sono sistemi ambientali complessi di ampia estensione geografica costituiti
da un insieme di ecosistemi le cui comunità animali e vegetali hanno raggiunto una
relativa stabilità in relazione alle condizioni ambientali. Ogni bioma è caratterizzato
principiamele dalle condizioni climatiche della regione e da una particolare
vegetazione che ospita una tipica fauna. Es : foresta pluviale
Livelli di organizzazione:
Cellula, tessuto, organo, apparato, sistema, organismo, popolazione, comunità,
ecosistema, biomi ed ecosfera.
I fattori ambientali
I fattori biotici detti anche biologici sono quelli vitali. L’ecosistema è un sistema
complesso formato da organismi che vivono in un determinato ambiente, gli animali,
le piante, i funghi e i batteri costituiscono le componenti biotiche dell’ecosistema.
I fattori abiotici sono i componenti di un ecosistema che non hanno vita, come i
minerali, le rocce, la terra, il clima, la temperatura, la pressione, l’umidità e la luce
IDROSFERA: insieme dell’acqua in forma liquida presente sulla terra.
L’acqua copre il 70% della superficie terrestre.
È importante sapere come l’acqua è distribuita sulla terra per la suddivisione in dolce
e salata.
Gli oceani costituiscono il 97,3 % sembrerebbe che l’utilizzabile dall’uomo sia poca 2,
7%.
Usiamo l’acqua per: bere, coltivare e allevare (uno dei grandi dibattiti riguarda il
corretto metodo su come indirizzare l’acqua: è poca, cosa devo produrre? Carboidrati,
proteine, fibre etc. in un allevamento serve molta acqua rispetto all’agricoltura. Cosa è
giusto ?!)
Il restante 2,7% di acqua dolce si suddivide in ghiacciai e groundwater.
Quale potrebbe essere una soluzione per utilizzare tutta l’acqua a nostra disposizione?
La desalinizzazione dell’acqua dell’oceano che si basa sul processo di osmosi inversa.
L’osmosi inversa è basata sul principio di ottenere l’acqua con meno Sali applicando
una pressione tale che l’acqua in entrata viene spinta attraverso dei sistemi di
membrana (prima viene depurata) e grazie alla pressione viene privata di questi Sali,
fino ad ottenere l’acqua desalinizzata.
video : how desalination
L’acqua e il suo ciclo
Il 97% dell’acqua presente sul nostro pianeta è costituita da mari ed oceani.
L’acqua dolce costituisce il 3% dell’acqua totale ed è ripartita così:
70% ghiacciai e poli
30% che si divide tra acque superficiali e acque sotterranee.
2% acque superficiali: laghi e fiumi
o 98% acque sotterranee di falda
o
Il movimento dell’acqua è continuo e coinvolge processi di evaporazione dai
mari (bacino maggiore) ed evapotraspirazione (processi metabolici delle piante)
verso l’atmosfera e la ricaduta tramite piogge, infiltrazioni e scorrimenti.
L’acqua evaporata è soggetta a fenomeni di condensazione e accumulo
atmosferico che porta alla formazione di cicloni e anticicloni.
Segue la fase delle precipitazioni (pioggia, neve, grandine), e di accumulo che può
essere più o meno temporaneo.
L’acqua rilasciata sulla superficie può andare incontro a :
1) Ruscellamento diretto: viene convogliata direttamente all’interno di fiumi e
laghi
2) Può infiltrarsi: l’infiltrazione può portare ad un accumulo (vedi falde acquifere
fossili) o può essere convogliata e magari divenire sorgente, pozzo e quindi
acqua di ruscellamento indiretto.
L’acqua in ogni caso torna al sistema marino.
La quantità evaporata dal mare è maggiore di quella che vi torna mediante le piogge,
mentre la quantità di acqua evapotraspirata dalla terra è minore di quella che vi
ritorna con le piogge.
Ciò significa che una parte importante delle piogge che mantengono gli ecosistemi
terrestri deriva dell’acqua evaporata dal mare.
La falda acquifera di Ogallala rappresenta il classico esempio di gestione a termine di
un giacimento acquifero ed irriga il 27% delle terre americane. In pochissimi anni si sta
esaurendo e saranno necessari 6 anni di piogge senza utilizzo di acqua per ricreare
questo substrato.
La falda acquifera ha una vita e necessita di tempo per riformarsi, cosa si potrebbe
fare per non terminare le falde? trovare un modo per gestire al meglio quest’acqua in
ambito agricolo: quando si irriga un po’ di acqua viene sprecata nel terreno ed altra
evapora mentre se si utilizzassero gli impianti di irrigazione goccia a goccia si avrebbe
una gestione più controllata dell’acqua evitando gli sprechi.
La sublimazione è il passaggio diretto dalla componente solida a gassosa ma ha un
peso inferiore rispetto agli altri due meccanismi di evaporazione.
La piovosità non è distribuita a livello mondiale in modo uniforme, nei tropici sono
presenti due stagioni mentre nei climi temperati la frequenza della pioggia è più
diffusa durante l’anno.
I suoli impoveriti perdono capacità di trattenere acqua, convogliarla e farla passare.
Non bisogna dimenticare che l’umidita e l’evapotraspirazione sono fattori importanti.
I ghiacci polari e montani sono la due principali riserve terrestri, il loro scioglimento ha
comportato un aumento dei livelli del mare per la metà da incremento termico.
Le falde acquifere consistono nell’accumulo di acqua sotterranea che occupa tutti
gli spazi e li interstizi presenti in rocce porose, ghiaie e sabbie. L’acqua occupa gli
spazi tra rocce permeabili ed è delimitata inferiormente da uno strato di rocce
impermeabili.
Le falde acquifere si dividono in:
1) Freatiche
2) Artesiane
La falda freatica è
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