Estratto del documento

La società secondo Durkheim

Domenica 20 gennaio 2019

Definizione di società

Società: molto difficile da definire; diventa difficile da definire se si inizia a guardare dentro come stiamo facendo noi, altrimenti è un concetto scontato. Tante discipline studiano diversi fenomeni sociali, ad esempio l'economia e il diritto (i giuristi).

Senso comune: buon senso, la ragionevolezza, sapere un po' come funzionano le cose. Harold Garfinkel, sociologo americano, afferma che "i sociologi replicano i più banali concetti di senso comune". Molti sociologi, per evitare questo pensiero che la gente ha su di loro, vanno a fare statistica (es. tasso di femminilizzazione).

La scienza sta nella statistica o nella sociologia? Vi è uno sviluppo di un concetto sociologico che vada al di là del senso comune.

Émile Durkheim e la scuola sociologica

Émile Durkheim: iniziatore della scuola sociologica, ci fa vedere come è possibile guardare la società in modo diverso.

Standard normativi: si possono fare belle e brutte figure, determinate da una spiegazione contrattualista/individualista (regole che noi usiamo per giudicare, fatte dagli uomini, frutto di un accordo, di un contratto).

Regole: partono dall'accordo tra gli individui, le regole sono frutto di un contratto, ma esistono elementi necessari per fare un contratto, esterni al contratto, non sono oggetto di contrattazione. Esistono altre leggi che rendono valido un contratto. Inoltre, ad esempio, la lingua non è oggetto di contratto, senza un linguaggio il contratto non si fa. È necessaria anche una moltitudine di regole della sintassi, grammaticali ecc.

Il contratto dipende anche da una tendenza morale dei soggetti che non è oggetto del contratto, che dipende a sua volta dalla tendenza morale che caratterizza il soggetto. “Il contratto si inscrive da una cornice morale a lui esterna”.

Regole sociali e coercizione

Da dove vengono quindi queste regole sociali? In sostanza, la tesi contrattualista gira a vuoto secondo Émile Durkheim. Per lui, la società è qualcosa di esterno all’individuo; il sociale non coincide con i soggetti ma è esterno a loro ed esercita su di loro una forza coercitiva. Ha una dimensione di esistenza che sta al di là dei soggetti.

Fatti sociali: norme che stanno al di fuori dell’anima del soggetto e che agiscono sul soggetto dall’esterno in maniera coercitiva. I fatti sociali vanno trattati come delle cose, bisogna considerarli delle cose (non sono però delle cose, vanno solo considerati come tali); non posso cambiarli a mio piacere, fanno resistenza, stanno al di fuori di me, esercitano una pressione.

Esempi di fatti sociali

Per lui, il linguaggio è un forte fatto sociale, il denaro, il ruolo sociale, la legge, non esistono dentro di noi ma esercitano una forza coercitiva. Definisce questi come dei modi di pensare, di sentire e modi di agire. Lui sostiene che queste cose esterne che esercitano su di noi una pressione si sviluppino in aree: del pensiero, del sentire, dell’agire. Tutto questo è regolato da fatti sociali.

  • Modi di agire: es. ballo delle debuttanti → dress code; sfrecciare a 180 km/h lungo Adige → mi fermano.
  • Modi di sentire: es. funerali di persone a cui non siamo tanto legati, si finge la faccia da funerale per poi coprirsi realmente dispiaciuti, commossi. È la società che ci condiziona: allo stadio, ai concerti, ecc. proviamo sensazioni che da soli non proveremmo.
  • Modi di pensare: es. non ragioniamo mai con la nostra testa, i modi di pensare ci vengono inculcati dalla società. La società fa le gerarchie, impone alla popolazione queste idee che le interiorizza. Esiste qualcosa che da fuori preme.

La divisione del lavoro sociale

Una cosa che non ha fatto l’uomo può essere modificata, i fatti sociali sono stati costruiti dall’uomo in maniera incosciente, senza averne la consapevolezza. "La divisione del lavoro sociale" è il dottorato di ricerca di Durkheim, le società nel 1943 si trasformavano nella direzione della differenziazione del lavoro, che porta alla divisione del lavoro e alla specializzazione dell’industria. Questo testo si occupa della differenziazione del lavoro.

  • Lui crede che una verità scientifica importante è quella dell’evoluzione, ritiene che le società di oggi siano figlie delle società del passato, quindi se io voglio capire di cosa è fatta la società di oggi devo capire le società del passato che sono inoltre più semplici, quelle arcaiche, quelle tribali, di grado uno di evoluzione.
  • Costruisce quindi un ritratto astratto delle società (detto “società della giusta posizione segmentaria”), fatte di piccoli gruppetti detti “clan”, che si devono pensare come unità familiari, ciascun clan ha lo stesso nome.

Solidarietà meccanica e organica

Questi clan non interagiscono tra loro dal punto di vista commerciale ma dal punto di vista simbolico. Questi clan vivono contando solamente sulle loro forze, ma come sono organizzati? Non vi è la divisione dei ruoli, tutti sono capaci di fare tutto. Le funzioni si separano solamente in base a sesso ed età. Siccome tutti fanno tutto, e tutti vivono in un territorio omogeneo, penseranno in maniera identica, perché hanno un rapporto pratico con l’ambiente che è uguale. I contenuti di coscienza saranno identici, di conseguenza sarà considerata come una coscienza collettiva, che ci sovrasta, non appartiene a noi ma ci circonda.

Questa coscienza collettiva esprime una solidarietà sociale = come sta insieme la società, qual è il nesso che garantisce una comune appartenenza, viene detta solidarietà meccanica, gli elementi che compongono il corpo meccanico hanno pochissima autonomia meccanica. Funziona molto bene se tutti gli individui che la compongono sono tanto uguali. I fatti sociali esistono in queste società perché li hanno elaborati gli individui, con l’elaborazione inconscia.

Espansione della società e divisione del lavoro

Ma allora come mai cambia la società? Se la società funziona e aumenta la popolazione, i clan iniziano a toccarsi e a fondersi per la massiva popolazione. Se c’è più gente, la società aumenta di volume ed è probabile che ci sia anche maggiore competizione per l’esistenza, o vi è la carestia e quindi la fine della società, o c’è una regressione a uno stadio segmentario oppure i clan si dividono per il lavoro, efficientano il lavoro, la società si espande, il territorio si modifica e anche il contenuto di coscienza vi saranno del mondo completamente diverse.

La coscienza collettiva e i valori

Che cosa accade alla coscienza collettiva? Scompare, scompare la solidarietà e il legame sociale, la società si disgrega oppure semplicemente cambia, si trasforma perché i valori che la coscienza include in sé diventano sempre più astratti, più generali. L’astrazione e la generalità dei valori sono fondamentali perché comprendono al loro interno molta diversità. I valori astratti, generali sono molto più comprensivi (ombra di 90 gradi); la coscienza collettiva diventa sempre più astratta, non scompare ma diventa più generale.

Solidarietà organica e diritto

La solidarietà organica esprime anch’essa un legame sociale, una solidarietà che si chiama solidarietà organica (ha a che fare con gli organismi). Il contratto sociale prevede sempre un soggetto cosciente, razionale. Pensa alle regole come un’azione cosciente dell’uomo. Cose diverse, messe assieme danno vita a una cosa complessa ed estremamente complessa (es. organi → corpo). Le cose sono così differenziate che non hanno a che fare l’una con l’altra, ma noi sappiamo che sono congiunte: solidarietà organica.

Alla fine, la società si è sviluppata a parte da uno stato meccanico. Nella seconda parte del libro, vuole dimostrare con dati che le cose sono andate realmente così. Utilizzando uno strumento empirico: analisi sistematica del diritto, le leggi sono il simbolo visibile della solidarietà.

Evoluzione della cultura giuridica

Per lui le leggi esprimono in parte il sentire comune di una società. Quindi se studio l’evolvere del diritto, studio l’evolvere delle società. Scopre quindi che nelle società arcaiche il diritto esisteva ma era di un solo tipo: diritto penale (che ha la funzione di punizione); la pena non serve per rieducare ma solamente per punire chi ha trasgredito la coscienza collettiva. Più il valore è centrale della coscienza collettiva più la trasgressione è grave. La pena è una reazione della coscienza collettiva.

Diritto restitutivo

Vi sono alcuni valori molto rilevanti per noi ma che non sono sanzionati, essere un buon padre, una buona madre, un buon marito… Sono valori molto meno precisi, per questo non sono sanzionabili. Reati funzionali, fisiologici, sono importanti per la società? Durkheim non lo pensa, ma anzi pensa che sia bene che qualcuno commetta dei reati per poi punirli. Perché quando c’è un reato da punire, indica che quello punito è cattivo e quando si è dalla parte dei buoni ci si sente coesi tra buoni e quindi si crea una sorta di solidarietà.

All’interno delle società arcaiche scopre che al centro delle ireligiose erano i valori religiosi più difesi. Le pene più severe erano quelle verso chi non rispettava i precetti religiosi. Quando si passa da meccanica a organica, il diritto penale si restringe e si sviluppa una sfera di diritto restitutivo, non ha alcuna funzione punitiva ma restitutiva, cerca di restituire integrità a una situazione che per il comportamento errato era stata compromessa. Non sono punizioni ma tentativi di riparazione, es. multe.

Diritto e società moderna

La società moderna vede l’espansione del diritto restitutivo, perché il diritto restitutivo serve a regolare le interazioni sempre più complesse tra parti della società sempre più specializzate e sempre più differenziate. Secondo Durkheim, la coscienza dovrebbe "grattare" se, ad esempio, parcheggiamo in seconda fila. La società ora parla alla testa, non tanto alla coscienza.

Durkheim esprime la solidarietà organica attraverso il diritto costitutivo. Che cosa tutela il diritto penale nelle nostre società? I reati che commettiamo contro la costituzione, contro altri individui (dal punto di vista psicologico, fisico, ecc.). Nelle società arcaiche veniva tutelata principalmente la religione. La libertà religiosa ora appartiene all’individuo = integrità, salute individuale. Gran parte del diritto penale tutela l’individuo. Le società moderne individualiste, per lui, sono società che all’interno della coscienza collettiva sta il valore dell’individuo.

Il diritto è il simbolo visibile della solidarietà, un indicatore = numero che rimanda a un concetto astratto per un rapporto semantico. Le leggi, il diritto rappresentano l’indicatore della società. Come cambia il diritto, cambia anche la solidarietà. Il diritto restitutivo serve a regolare gli errori, gli sbagli tra le integrazioni della società differenziata.

Emozioni e trasgressione

Tema delle emozioni: Durkheim dice che in fondo la trasgressione ai precetti della coscienza collettiva deve suscitare una reazione emotiva, sia a colui che si macchia, sia in coloro che assistono a questa trasgressione. Gli elementi simbolici veicolano oltre all’informazione anche un’emozione, es. non posso pulire il pavimento con la bandiera dell’Italia, perché i simboli veicolano anche un contenuto emotivo. La trasgressione dei fatti sociali e l’adesione ad essi funziona sempre attraverso questa leva emotiva.

Regole del metodo sociologico

“Le regole del metodo sociologico” + art. “sociologia e filosofia” → determinazione del fatto morale. Si chiede qual è la natura della morale, qual è la genesi. Cerca di mettere a fuoco un criterio per distinguere quali sono i fatti morali da quelli che non lo sono; il criterio che comincia a delineare è la sanzione, la punizione. Esistono essenzialmente due tipi di punizione:

  • Quella che deriva da un elemento che è contenuto nell’atto che ho compiuto (es. fungo), la sanzione è implicita nell’atto che ho compiuto: sanzioni naturali.
  • Ci sono sanzioni che non sono affatto contenute nell’atto, ma sono decise dalla società, dalla coscienza collettiva: sanzione naturale, sono socialmente costruite.

L’immoralità dell’atto è data dalla coscienza collettiva, dalla società. L’atto che viola la coscienza collettiva è criminale. La punizione è una sorta di taxi che porta al valore di una determinata società.

Fatto morale e individuo

C’è però un aspetto emotivo connesso al fatto morale che altri fatti sociali non hanno. Il fatto morale ha un legame strettissimo con gli individui, questa caratteristica che evidenzia i fatti morali è il fatto che suscita nel soggetto un misto, quasi paradossale, di attaccamento e repulsione (es. corsa e studio), di vicinanza e soggezione, di amore e di odio. Ogni atto morale ci incute una sorta di resistenza, che è necessario rompere per l’atto morale per poi avere il beneficio.

Nello studio, al contrario della corsa, è implicata una relazione con gli altri. Nessun atto morale è definibile, ha come scopo l’individuo in sé, ma ha come scopi anche, soprattutto altri soggetti. L’atto morale raggiunge l’assoluta radicalezza quando il soggetto si sacrifica per fare il bene della collettività, della società → atto morale in assoluto, deve avere come oggetto questa identità anonima, priva di contenuti specifici che è la società (es. caso Ambrosoli).

Religione e morale

L’atto morale è qualcosa di sanzionato in modo artificiale e l’atto morale ha una direzione, più si distanzia dalla concretezza delle relazioni e più prende la generalità del sociale, più siamo in un atto morale. È la stessa che ci suscita in sacro: quando una persona atea entra in ambienti sacri avverte un sentimento di rispetto, il sacro alle volte i fedeli lo vogliono sempre vicino a loro. Lui è convinto che tutta la morale deriva dal religioso.

Durkheim si propone di studiare l’essenza del fenomeno religioso: dice che il nucleo più profondo della coscienza collettiva pare essere rappresentato dai valori religiosi.

Forme elementari della vita religiosa

“Forme elementari della vita religiosa” è il testo più famoso; in questo testo riprende l’intuizione che aveva avuto nel 1893 e decide di trovare l’essenza dell’esperienza religiosa. Nel passato non sono mai esistite società totalmente laiche. D. studia la religione come? La religione è una, tutte le religioni sono fatte della stessa sostanza, quindi mi conviene studiare la religione nelle sue manifestazioni più elementari, quindi quella delle società segmentari, perché lì la posso smontare meglio. Va a prestito dei resoconti che gli antropologi mettono a lui a disposizione, Francis James, B. Spencers stanno anni e anni a studiare le tribù native dell’Australia centrale, scrivono un libro che D. studia e fa uscire in una rivista a puntate.

Religione: si chiede che cosa sia la religione, da cosa è fatta, perché ci serve? Inizia a criticare le idee religiose scientifiche:

  • La religione è un insieme di regole che hanno a che fare con il sovrannaturale, per Durkheim questa è una bestialità. La religione a volte ha a che fare con cose estremamente naturali. Molte volte la religione insegna il perché delle cose naturali. L’idea del sovrannaturale è estraneamente moderna e quindi sbagliata perché riguarda solo il fenomeno religioso moderno.
  • La religione è l’insieme di regole che stabiliscono il rapporto tra l’uomo e Dio; ma esistono molte religioni che non hanno alcuna idea di Dio. Bisogna trovare un elemento in grado di accomunare tutto il fenomeno religioso.

Le religioni non hanno a che fare né con Dio né con il sovrannaturale. Cosa fa l’uomo religioso? Per Durkheim, le religioni sono fatte di almeno tre cose: chi crede in qualcosa crede, perciò le religioni sono un insieme di credenze. Le religioni portano anche a pregare, a praticarla. La religione ha anche dei simboli, degli oggetti che sono in qualche modo vicini alla religione. Queste tre cose sono relative a una divisione del mondo in due blocchi incommensurabili, non riducibili l’uno all’altro, e questi due blocchi sono: sacro e profano.

Sacro e profano

Religione: è l’insieme delle credenze, dei riti, degli oggetti relativi alla parte sacra. In che rapporto stanno sacro e profano? Non si può dire che il sacro è superiore al profano in quanto sono totalmente opposti, tra essi non c’è alcun rapporto. Quando un numero di credenze acquisisce una certa logica siamo davanti al religioso. Esiste un’altra sfera “esotica”: la magia, un fenomeno in passato molto vicino alla religione.

Magia e religione

Magia: differenza tra magia e religione; il rapporto tra mago e cliente è un rapporto strumentale, di servizio, ma se il servizio non funziona non ci vado più, vado da uno più bravo. Il prete ha dei fedeli, riuniti in una chiesa, in una comunità. L’idea della magia è individualista, quella della religione è comunitaria. Una religione è un sistema di credenze.

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 32
Durkheim e Goffman Pag. 1 Durkheim e Goffman Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Durkheim e Goffman Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Durkheim e Goffman Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Durkheim e Goffman Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Durkheim e Goffman Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Durkheim e Goffman Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Durkheim e Goffman Pag. 31
1 su 32
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anna.moresco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Mori Luca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community