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DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) e PDM (Manuale diagnostico psicodinamico) a confronto

DSM: guida pratica e flessibile

Il DSM si propone come una guida pratica, funzionale e flessibile per organizzare le informazioni, che possono essere d'aiuto per una diagnosi accurata e nel trattamento dei disturbi mentali, edito dall'APA. Il DSM è stato utilizzato da clinici e ricercatori appartenenti a diversi orientamenti (biologico, psicodinamico, cognitivo, comportamentale, interpersonale, familiare/sistemico), i quali si sforzano di utilizzare un linguaggio comune, per scambiarsi informazioni sulle caratteristiche dei disturbi mentali presentati dai loro pazienti. I criteri sono concisi ed espliciti, tesi a rendere più semplice la valutazione oggettiva della manifestazione dei sintomi in una varietà di contesti clinici. Il DSM è anche uno strumento per la raccolta e la comunicazione di statistiche accurate sulla sanità pubblica relative alla morbilità e ai tassi di mortalità.

Le edizioni del DSM

  • Primo DSM, 1844
  • DSM I, 1952
  • DSM II, 1968
  • DSM III, 1980 Introduzione dei criteri diagnostici
  • DSM III-R, 1987
  • DSM IV, 1994
  • DSM 5, 2013

Caratteristiche principali del DSM

  • Ateoretico: È stato creato un linguaggio comune a tutti attraverso cui si possa fare diagnosi senza ricercare l'eziologia e il motivo dell'esordio, ciò ha permesso a tutti gli studiosi del settore di utilizzarlo senza partire da alcuna impronta teorica ed essere concordi nella diagnosi.
  • Nosografico: Si avvale di un sistema descrittivo come nomenclatura ufficiale, che può essere applicato a tutti gli ambiti.
  • Categoriale: Ogni disturbo è racchiuso all'interno di categorie ben precise e definite.
  • Multiassiale: È costituito da un sistema multiassiale. I disturbi sono classificati entro 5 assi, ognuno dei quali si riferisce a un diverso campo di informazioni, che può aiutare il clinico nel pianificare il trattamento e prevedere l'esito. Un sistema multiassiale fornisce uno schema per organizzare e comunicare l'informazione clinica, per cogliere la complessità delle situazioni cliniche, e per descrivere l'eterogeneità degli individui con la stessa diagnosi.
  • Statistico: È uno strumento per la raccolta e la comunicazione di statistiche accurate sulla sanità pubblica relative alla morbilità dei disturbi mentali e ai tassi di mortalità.
  • Criteri di inclusione ed esclusione: Ogni disturbo è categorizzato in base alla presenza di criteri diagnostici ben definiti. Criterio nomotetico e non idiografico.

Gli assi ancora presenti nel DSM IV TR (scompaiono nel DSM-5)

  • Asse I: Disturbi clinici. Altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica.
  • Asse II: Disturbi di personalità e il ritardo mentale.
  • Asse III: Condizioni mediche generali.
  • Asse IV: Problemi psicosociali e ambientali.
  • Asse V: Valutazione globale e del funzionamento.

Definizione di disagio mentale secondo il DSM

Un disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da un'alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva, della regolazione delle emozioni o del comportamento di un individuo, che riflette una disfunzione nei processi psicologici, biologici o evolutivi, che sottendono il funzionamento mentale. I disturbi mentali sono solitamente associati a un livello significativo di disagio o di disabilità in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti. Una reazione prevedibile o culturalmente approvata a un fattore stressante o a una perdita comuni, come la morte di una persona cara, non è un disturbo mentale. Comportamenti socialmente devianti (per es, politici, religiosi o sessuali) e conflitti che insorgono primariamente tra l'individuo e la società non sono disturbi mentali, a meno che la devianza o il conflitto non sia il risultato di una disfunzione a carico dell'individuo, come descritto precedentemente. (DSM-5, 2013)

Il DSM-5

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, edito dall'APA, è una classificazione dei disturbi mentali e relativi criteri concepita per facilitare una diagnosi più attendibile di questi stessi disturbi. Si propone come una guida pratica, funzionale e flessibile per organizzare le informazioni che possono essere d'aiuto per una diagnosi accurata e nel trattamento dei disturbi mentali e apporta con sé delle modifiche al fine di poter far fronte ad alcuni limiti delle edizioni precedenti.

Maggiori differenze tra DSM-5 e DSM IV-TR

  • Struttura: Il DSM-5 non è del tutto stravolto, ma molte cose sono cambiate.
  • DSM IV-TR utilizza i numeri romani per la successione delle edizioni, mentre nel DSM-5 5 viene scritto non secondo la lingua romana, riflettendo un aggiornamento terminologico.
  • Non si parla più di categorie, termine troppo limitante per classificare un individuo, ma di dimensioni. Il disturbo è visto lungo un continuum, che va dal normale al patologico, quindi la psicopatologia può avere una diversa intensità a seconda del grado: lieve, moderato, grave, estremo. Tuttavia, viene mantenuto un assetto categoriale.
  • Vengono eliminati gli assi e inserite 3 sezioni.

Impostazione generale e princìpi del DSM-5

  • Ridurre la comorbilità fra disturbi.
  • Ridefinire i confini sfumati fra alcuni disturbi.
  • Ridurre l'uso della categoria NAS, in alcuni casi abbassando la soglia di inclusione.
  • Maggiore attenzione alla specificità di genere e culturali.
  • Garantire l'omogeneità massima con l'ICD 10.
  • Integrare i dati provenienti dalla ricerca genetica, dalla neuroimaging, dalle neuroscienze ed alle ricerche più avanzate.

Sezioni del DSM-5

Sezione I: Principi fondamentali (introduzione, uso del manuale)

Sezione II: Criteri diagnostici e codici, dedicata alla descrizione dei quadri clinici

  • Disturbi del neurosviluppo
  • Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici
  • Disturbi bipolari e disturbi correlati
  • Disturbi depressivi
  • Disturbi d'ansia
  • Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati
  • Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti
  • Disturbi dissociativi
  • Disturbi da sintomi somatici e disturbi correlati
  • Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione
  • Disturbi dell'evacuazione
  • Disturbi del sonno e della veglia
  • Disturbi sessuali
  • Disforia di genere
  • Disturbi da comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta
  • Disturbi correlati a sostanze e disturbi da addiction
  • Disturbi neurocognitivi
  • Disturbi di personalità
  • Disturbi parafiliaci
  • Altri disturbi mentali
  • Disturbi del movimento indotto da farmaci e altre reazioni avverse ai farmaci
  • Altre condizioni che possono essere oggetto di attenzione clinica

Sezione III: Proposte di nuovi modelli e strumenti di valutazione

  • Scale di valutazione; inquadramento culturale; modello alternativo al DSM-5 per studi di personalità; condizioni che necessitano di ulteriori studi

Indicatori di possibili criteri diagnostici (Sez 1)

  • Substrati neurologici condivisi
  • Tratti familiari
  • Fattori di rischio genetici
  • Specifici fattori di rischio ambientale
  • Marcatori biologici
  • Antecedenti di temperamento
  • Anormalità nei processi emotivi o cognitivi
  • Similarità dei sintomi
  • Decordo della malattia
  • Alta comorbilità
  • Risposta condivisa al trattamento

La sezione III del DSM-5

A questa sezione è affidato il compito di integrare nel DSM-5 il punto di vista dimensionale:

  • Considerare la variabilità dei sintomi intraindividuali
  • Quando si applica un criterio nomotetico, graduare l'intensità dei sintomi
  • Quando si applica un criterio politetico, discriminare la diversa intensità dei sintomi e le diverse combinazioni
  • Prendere in considerazione il vissuto del soggetto nei confronti dei sintomi

Disturbi del neurosviluppo

Questo capitolo racchiude le seguenti macrocategorie diagnostiche: disabilità intellettive; disturbi della comunicazione; disturbi dello spettro autistico; disturbi da deficit d'attenzione/iperattività; disturbo del movimento; altri disturbi del neurosviluppo.

  • Il termine ritardo mentale utilizzato nel DSM IV-TR, è stato sostituito da disabilità intellettiva.
  • Cambiano inoltre alcuni criteri diagnostici ma come per i disturbi del neurosviluppo, anche per altri.

Schizofrenia

  • Scompaiono i 5 sottotipi del DSM-IV (paranoide, disorganizzato, catatonico, indifferenziato, residuo) perché poco attendibili, validi e stabili.
  • Introdotto il concetto di “spettro schizofrenico”, che ricomprende le caratteristiche dei sottotipi esclusi.
  • Tipizzazione della schizofrenia nella sezione III tramite una scala di valutazione delle “dimensioni della gravità della sintomatologia psicotica” valutando otto aspetti o dimensioni: allucinazioni, deliri, linguaggio disorganizzato, comportamento psicomotorio anormale, sintomi negativi, ristretta espressione delle emozioni, deficit cognitivi, depressione, maniacalità.
  • La catatonia acquisisce un'autonomia descrittiva e può comparire all'interno di altri disturbi (psicotici, depressivi, medici, ecc..)

Disturbi depressivi bipolari

  • Abolita la categoria dei “Disturbi dell’umore”, sostituita da due categorie “Disturbi bipolari e disturbi correlati” e “Disturbi depressivi”.
  • Nuova diagnosi “Disturbo di disregolazione dirompente dell’umore” per prevenire l’abuso della diagnosi di disturbo bipolare nei bambini.
  • Nuova diagnosi “Disturbo disforico premestruale” che nel DSM IV era “Condizione per ulteriore studio”.

Disturbi d'ansia

  • Dai disturbi d'ansia vengono scorporati:
    • Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
    • Disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
  • Che diventano categorie diagnostiche a sé stanti.
  • All'interno dei disturbi d'ansia vengono separati:
    • Disturbo di panico
    • Attacco di panico (specificatore di altre diagnosi)
    • Agorafobia (il panico e l'agorafobia non sono più collegati)
  • All'interno dei disturbi d'ansia vengono inclusi:
    • Ansia di separazione
    • Mutismo selettivo
  • All'interno del DOC (categoria diagnostica separata) inclusi:
    • Disturbo da accumulo
    • Disturbo da escoriazione cutanea
    • Tricotillomania (disturbo da strappamento di peli)

Identità di genere

Nuova diagnosi: disforia di genere. Nel DSM IV era all'interno dei disturbi sessuali come “Disturbo dell'identità di genere”. Non viene più considerata un “disturbo” sessuale, e risulta ridotta la connotazione di patologia. Vi era l'intenzione di eliminarla come era avvenuto per l'omosessualità, ma hanno poi prevalso considerazioni sulle possibilità di accesso alle cure erogate delle compagnie di assicurazione.

I disturbi di personalità

Sono raggruppati entro 3 gruppi in base ad analogie descrittive: cluster.

  • Gruppo A: Include i disturbi paranoide, schizoide e schizotipico di personalità. Gli individui di questo gruppo spesso appaiono strani ed eccentrici. Disturbi accomunati da eccentricità.
  • Gruppo B: Include i disturbi antisociale, border...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_bar di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Epifanio Maria Stella.
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